Isabella Polimanti

Articoli di Isabella Polimanti

Dal 12 ottobre al 26 novembre. A quarantatré anni di distanza dal suo debutto, torna nei teatri italiani “Aggiungi un posto a tavola”, commedia musicale scritta da Garinei e Giovannini con le musiche di Armando Trovajoli e le coreografie di Gino Landi. Ispirata a “After me, the deluge”, di David Forrest, vede nelle vesti del protagonista Gianluca Guidi che, alla sua seconda edizione, raccoglie il testimone da papà Johnny Dorelli. Rappresentata per la prima volta nel 1974, la commedia ha avuto grandissimo successo e si è affermata anche sulla scena internazionale con oltre 30 edizioni e circa 15 milioni di spettatori. In occasione dell’ottantesimo compleanno del Teatro Brancaccio, Alessandro Longobardi raccoglie la sfida e la riporta in scena con una produzione grandiosa e di notevole impegno.

Un teatro aperto a tutti, un’agorà civile e culturale che sia fulcro di democrazia partecipata, di pensieri, utopie, emozioni. È questo il senso racchiuso nella composizione della stagione che Antonio Calbi, al suo quarto anno di direzione del Teatro di Roma, presenta in una sala gremitissima del Teatro India.

Non perde il piglio appassionato che lo caratterizza ogni volta alla presentazione degli spettacoli scelti per la nuova stagione. Che piaccia o no, che ispiri simpatia o meno, Luca Barbareschi affronta la numerosissima platea del suo teatro con aria benevola, empatica, passionale. Concentrato esclusivamente sul valore dell’arte e nella convinzione dell’importanza delle politiche culturali. Rimarrà deluso chi si aspettava la sua controffensiva alle manifestazioni di dissenso espresse da molti addetti ai lavori sul conto del noto emendamento (ormai legge) che attribuisce al Teatro Eliseo un finanziamento di 8 milioni di euro per il biennio 2017/2018.

La definisce una stagione “notevole”, sia sotto il profilo artistico sia sotto l’aspetto produttivo. Ha un’aria soddisfatta Gigi Proietti, direttore artistico del Globe Theatre, gioiello elisabettiano nel cuore di Villa Borghese giunto al quattordicesimo anno di programmazione. Una tradizione ormai consolidata delle estati romane, un evento che i romani aspettano con favore e fervore, e che suscita sempre l’interesse e la curiosità dei turisti di passaggio. Un rito catartico che negli anni si è andato sempre più espandendo passando dalle 20.000 presenze degli inizi alle 65.000 della scorsa stagione.

Sul palcoscenico del Teatro Argentina l’inquietudine e la curiosità suscitate dalla parola “futuro” prenderanno forma con INFUTURARSI, saggio-spettacolo dei giovani attori del Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli, diretto da Roberto Gandini. Uno spettacolo che riflette sul tema del “futuro”, guardato e restituito dagli occhi di 26 ragazzi con e senza disabilità, per riscoprire quanto i giovani siano oggi fondamentali per la crescita e il miglioramento dei tempi che verranno.

Torna al Teatro Vittoria la rassegna SALVIAMO I TALENTI - Premio Attilio Corsini, iniziativa nata per promuovere progetti teatrali di grande qualità i cui protagonisti sono giovani registi e giovani attori. Giunta alla nona edizione, la rassegna propone quattro spettacoli scelti dalla direzione artistica di Viviana Toniolo nel panorama dei cosiddetti teatri off, imprescindibile bacino di nuove risorse e nuovi talenti da proporre sui palcoscenici maggiori. Lo spettacolo vincitore sarà inserito nel cartellone 2017/2018 del Teatro Vittoria.

Riprendono anche questa settimana al Teatro Cometa Off le repliche di RITRATTI DI SIGNORA, ironica commedia firmata da Fabio Mureddu e diretta dalla brillante regia di Vanessa Gasbarri.

Prende il via presso gli spazi interni ed esterni del Teatro India la quarta edizione del Festival Dominio Pubblico - la città agli under 25, un festival dedicato alla creatività Under 25. Sono in programma circa 50 eventi tra spettacoli teatrali e di danza, audiovisivi, arti visive e concerti dislocati principalmente negli spazi interni ed esterni del Teatro India con alcuni eventi programmati in spazi più periferici come Cinema Aquila e Teatro Biblioteca Quarticciolo (per il programma completo: DOMINIO PUBBLICO 2017).

Al Teatro Trastevere va in scena LA RAPINA, scritto e diretto da Federico Maria Giansanti. Una commedia grottesca e divertente che alterna ironia e realismo nel racconto delle esperienze di vita di personaggi del ceto popolare romano.

Tutto questo e molto altro… all’interno dell’articolo, con tutti i dettagli degli spettacoli in scena questa settimana a Roma.

Buon Teatro con SaltinAria!

 

Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli
INFUTURARSI
Saggio Spettacolo del laboratorio Pilota
a cura di Roberto Gandini
con Andrea Bevilacqua, Melissa Cahigan, Maura Ceccarelli, Francesco De Miranda, David Di Capua, Arianna Fedeli, Camilla Forti Bernini, Carlos Garcia, Nicolò Gasbarra, Maddalena Giorni, Fabrizio Lisi, Cinzia Mancini, Matteo Marcelli, Andrea Marulla, Vittoria Mazzetti di Pietralata. Morgana Nobili, Gabriele Ortenzi, Daniel Panzironi, Fabio Piperno, Francesca Polverini, Emmanuel Rotunno, Flavia Salotti, Andrea Togni, Livia Travia, Greta Ubaldini, Asia Urbinati
scena Paolo Ferrari - costumi Loredana Spadoni - musica Roberto Gori
Coordinamento istituzionale Piero Gabrielli
Roma – Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità Solidale _ Ester Sampaolo
Roma – Assessorato alla Crescita Culturale
Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio _ Michela Corsi
Teatro di Roma _ Settore Attività Culturali
Produzione Teatro di Roma

«Ero in una scuola per parlare del Laboratorio “Piero Gabrielli” e vedevo davanti a me i ragazzi particolarmente distratti. Mi sembrava però una distrazione triste, non quella bella evasione dalla realtà piena di “voglia di fuori” e di amici che si prova a scuola, era una distrazione solitaria, senza trasgressione. E mi sembrava che anche i docenti fossero distratti, assenti. Qualcuno tentava di riempire quel vuoto con una sbirciatina su Facebook ma senza troppa foga – racconta il regista Roberto Gandini – Allora, senza rendermene conto, ho cominciato a parlare di futuro, del loro futuro, del fatto che qualcuno li stava “fregando” perché non li aiutava a capire che, malgrado la crisi e tutto il resto, se non avessero iniziato a pensarci loro, al loro futuro, sarebbe andata peggio di come poteva andare.»

Infuturarsi, produzione Teatro di Roma, è uno spettacolo a quadri che consente ai diversi linguaggi teatrali di coesistere: si sorride con un’operina buffa intitolata La fuga dei cervelli, in cui il protagonista Fausto, per non diventare un bamboccione, cerca di mettere in fuga il suo cervello, ma si riflette anche una storia di cyberbullismo, dove, ispirandosi ad un’idea di Gianni Rodari usata nel libro Dieci storie per giocare, questa storia “bulla” avrà tre finali. La malinconia e l’autoironia animano invece il quadro I monologhini, con sei ragazzi che danno vita ad altrettanti personaggi: si va dal ragazzo che aspetta un autobus che non arriverà mai perché c’è sciopero e lui non lo sa, alla studentessa sconsolata che all’ora di ricreazione paragona la sua vita a quella di una “stupida lattina”, incastrata in una macchinetta delle bibite, al ragazzo con disabilità dimenticato in un corridoio scolastico da un’insegnante distratta e altri personaggi tutti da scoprire.
Non manca poi di certo il tema dell’amore, o meglio della paura di non trovare amore, della cosiddetta ansia d’amore, del timore di essere esclusi dal gioco di questo sentimento. Come suggerisce il titolo tratto dal verso 98 del XVII° canto del Paradiso, Infuturarsi sarà un viaggio teatrale all’interno di una visione prospettica, una vera e propria immersione nei desideri, i pensieri, le considerazioni sui meccanismi evanescenti del domani, per assorbirne le influenze e riportarle a galla nel presente, cercando di scacciare le perfidie e le angosce di chi rappresenta il nostro futuro catastrofico, spingendoci “…oltre il più lontano di tutti gli altrove”.

Il Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli è un’attività promossa, finanziata e organizzata da Roma Capitale - Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità solidale e Assessorato alla Crescita culturale, dall’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio e dal Teatro di Roma.

TEATRO ARGENTINA - Largo di Torre Argentina, Roma
giovedì 1 e venerdì 2 giugno 2017

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 684 00 03 11 / 14
Sito web: www.teatrodiroma.net


FABBRICA Ø
Dialoghi performance video

fabbrica Ø come fare, produrre, progettare, ispirare, far immaginare.
E’ un progetto trasversale e di collaborazione concepito per un solo giorno al Teatro India. Performance, opere video e installazioni nell’ex stabilimento industriale rinato come luogo di produzione di idee e di cultura: Il Teatro diventerà, per una sera, il centro di una riflessione sulla formazione e sul lavoro, sulla condivisione di idee e progetti ma anche sulla crisi e sulla forza della cultura come elemento aggregante, rilettura del presente e anticipazione del futuro.
Il progetto è stato ideato dal Collettivo NAVA nell’ambito della Business School de Il Sole 24 Ore di Roma e realizzato con gli studenti dell’11°Master in Economia e Management dei Beni Culturali e con la direzione artistica di Benedetta Carpi de Resmini.
Il progetto è realizzato in partnership con il Teatro di Roma e Dominio Pubblico, un festival multidisciplinare nato come strumento di indagine sulla creatività della generazione di artisti under 25 attivi nelle arti performative; i partner hanno condiviso gli intenti e le dinamiche di collaborazione tra giovani del progetto fabbrica Ø.

Il progetto si aprirà con una “tavola rotonda” a partire dalle 17.00 fino alle 18.00 circa sulle tematiche del lavoro. Prenderanno parte: Antonio Calbi, direttore del Teatro di Roma; Alfredo Pirri, artista; Claudio Tucci giornalista de Il Sole 24 Ore, Gianfrancesco Vecchio professore all’Università di Cassino; Tiziano Panici, direttore artistico Dominio Pubblico e Giulia Masini, componente del Collettivo NAVA. Il pubblico sarà invitato ad intervenire.
A partire dalle 21:00, e fino alle 23:00, sei artisti si alterneranno tra performance e video.
Apre la serata un breve monologo dell’attrice Giulia Fiume dedicato alle donne e in particolare a Silvia Tabacchi studentessa recentemente scomparsa. Seguirà una performance nata dalla collaborazione delle artiste Elena Bellantoni e Mariana Ferratto, La Milonga Passo a Due, indaga le dinamiche relazionali e i contrasti di potere all’interno della società: tra uomo e donna, tra pubblico e privato, tra cittadino e governante, tra capo e lavoratore. Filippo Riniolo, la cui opera è caratterizzata da un’analisi sulle comunità, le minoranze, il lavoro e il potere, presenterà un’installazione nel foyer dal titolo Cassandra, e una performance, ILVA. Elena Mazzi, con la sua video installazione The Financial Singing, darà voce e canto emotivo alla crisi economica che tuttora incide sulle nostre vite. A concludere la serata Valerio Rocco Orlando con Quale educazione per Marte?, un’apertura verso il futuro, un’indagine sulla formazione e l’istruzione universitaria in diversi luoghi del pianeta.
fabbrica Ø vuole recuperare il passato storico, celebrare il presente e immaginare il futuro del quartiere Ostiense, a partire da un edificio simbolo della zona, offrendo nuove riflessioni costituite da una contaminazione di linguaggi artistici contemporanei.
Il titolo del progetto rimanda infatti alla natura del luogo e ad un nuovo punto di partenza: apertura alle connessioni, alle fusioni dalle quali possono nascere nuove sinergie. Le varie realtà che hanno collaborato per fabbrica Ø sono altresì una prova di come l’incontro di diverse competenze possa diventare un’occasione per sviluppare nuovi ed interessanti progetti.

TEATRO INDIA - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi), Roma
mercoledì 31 maggio, ore 17.00

Info e prenotazioni: telefono 06.684.000.311/314
Sito web: www.teatrodiroma.net


RITRATTI DI SIGNORA
di Fabio Mureddu
con Jonis Bascir, Francesca Nunzi, Guenda Goria, Claudia Ferri, Alessandra Merico
Regia Vanessa Gasbarri
Scene Katia Titolo
Costumi Marco Maria della Vecchia
Luci Corrado Rea
Musiche a cura di Jonis

Rosa è una bambina e vive tutto con la leggerezza del gioco, anche l’enfasi, la goffa eleganza, la postura rigida che il padre impone a lei e tutta la famiglia nel giorno del passaggio di Mussolini sulla strada principale del paese ... Ma come cambieranno le regole di questo gioco agli occhi della piccola Rosa, quando la pazza del paese bloccherà il passaggio della macchina del duce, piazzandosi in mezzo alla strada e alzandosi la gonna fino a mostragli tutta la sua nudità?
Rosa, ormai ragazza, s’impegna a far da maestra a Cardino, un anziano ciabattino, ebreo che, per amore, vuole imparare a scrivere; solo con una accorata lettera, il vecchio sa di poter rendere immortale il suo sentimento per una donna amata da sempre... "Chi sa scrivere non muore mai” dice il ciabattino a Rosa poco prima di essere portato via dai tedeschi che irrompono nella bottega proprio mentre lui e Rosa scrivono la lettera d’amore.
E' il 2 Giugno 1943. Rosa va a votare: è al prima volta per lei come per tutte le donne italiane. E' felice, imbarazzata, e piena di curiosità. Dentro alla cabina elettorale, trova però qualcosa che nemmeno la più fervida immaginazione avrebbe potuto partorire: il FANTASMA di suo nonno Dante … che ha scambiato la cabina per un vespasiano e che, con i suoi retaggi ideologici e con la sua arroganza di capofamiglia condizionerà persino il voto della povera Rosa.
Rosa è una donna sposata, orgogliosa della grande casa in cui il marito l’ha portata a vivere. Forse troppo grande per le loro possibilità. Ci metterà poco a scoprire che quella grande casa era stata un bordello, chiuso poco prima per effetto della legge Merlin e a stupirsi di ciò che si può trovare nel ripostiglio segreto di un posto come quello...
Rosa assiste soddisfatta al matrimonio della figlia. E’ il 1977, quasi il futuro, e il brindisi verrà immortalato da uno strano, piccolo, nuovissimo oggetto che porta il cinema nelle mani di tutti. Che sorpresa! Che novità! Sarebbero tutti davvero felici se il vestito di Rosa non venisse rovinato da una goffa caduta un attimo prima di cominciare le riprese. Come fare? La soluzione imposta dalla figlia è semplice: organizzare con amici e parenti un finto brindisi, una recita simile all'originale la domenica successiva...
Sono arrivati gli anni 80. Ogni donna ha l'opportunità di scoprire di essere bella. O meglio, quella di scoprire che DEVE essere bella. Rosa non può esimersi e pure lei si procura le utilissime videocassette che le insegneranno l'aerobica per casalinghe. Rosa, con grande rigore, pratica tutti gli esercizi … ma ignora che, nel gran finale della sua eroica riabilitazione estetica, dovrà scoprire di essere troppo vecchia per la bellezza... ma, comunque, abbastanza giovane per imparare telecomprare con entusiasmo tutto ciò che, negli anni a venire, le televenderanno.
Anche gli anni 80 stanno per finire ed è il caso di rinnovare l'appartamento e procurarsi una bella cucina all'americana rimuovendo la parete che la separa dal soggiorno. Ma cosa succede se i maldestri operai ungheresi chiamati per ristrutturare la casa, sbagliano parete, rendendo il soggiorno di Rosa un tutt'uno con quello degli odiati vicini? Cosa ci può essere di più assurdo? Forse, il fatto che, proprio quel giorno, anche a Berlino, hanno buttato giù un certo muro...
E' arrivato il duemila. La Rosa di una volta non c'è più. Oppure c'è ed è nel corpo e nei sogni e nella disperazione di un'altra donna. Una nuova Rosa sbocciata al sole della televisione verità e dei suoi inganni... Una rosa fragile che, per amore, perderà i suoi petali e dovrà vedersi svergognata "di fronte a milioni di italiani".

TEATRO COMETA OFF - Via Luca della Robbia 47 (Testaccio), Roma
Dal 25 al 28 maggio e dal 1° al 4 giugno
Orario spettacoli: dal giovedì al sabato ore 21, domenica ore 18

Info e prenotazioni: telefono 06-57284637
Sito web: www.cometaoff.it


FESTIVAL DEL TEATRO FORENSE
IV^ edizione

Il Teatro Golden ospiterà da lunedì 29 maggio la quarta edizione del festival del teatro Forense, la rassegna che porta in scena pièce che rappresentano e raccontano temi legati alla giustizia, casi storici importanti, argomenti legati alla legalità.
Apre la rassegna lunedì 29 maggio “La prova regina” di Antonio Giampieri Pino Nazio regia Filippo Chiricozzi.
Lo spettacolo ha tra i suoi interpreti volti noti della televisione come Cristina Parodi, Roberta Bruzzone, Vittoriana Abate e Valerio Rossi Albertini.
Il Festival del Teatro Forense è prodotto e organizzato dal Teatro Golden di Andrea Maia e dall’avvocato penalista Vincenzo Sinopoli, con il patrocinio dell’Associazione Nazionale Magistrati e dall’ ordine degli Avvocati di Roma.
Come nelle passate edizioni le linee guida della manifestazione, infatti, rimangono invariate, in quanto le opere in gara hanno tutte, necessariamente, come oggetto il tema della giustizia. Gli interpreti degli spettacoli hanno la peculiarità di essere tutti magistrati e avvocati che nella vita reale amministrano la giustizia e fanno della legalità il loro obiettivo principale.
Dove finisce la realtà? Dove inizia la finzione?
Sarà questo il problema dello spettatore che si troverà proiettato all’interno di un processo, dove parole, gesti, cavilli sono gli stessi di quelli che si celebrano nelle aule dei Tribunali.
La disposizione del teatro su tre lati, consente a tutti gli spettatori di essere parte integrante della rappresentazione finendo per essere i veri giudici del processo.
Ed allora: “La parola ai giurati”.
Apre la rassegna lunedì 29 maggio “La prova regina” di Antonio Giampieri Pino Nazio regia Filippo Chiricozzi.
Lo spettacolo ha tra i suoi interpreti volti noti della televisione come Cristina Parodi, Roberta Bruzzone, Vittoriana Abate e Valerio Rossi Albertini.

Ogni spettacolo sarà seguito dal dibattito con il pubblico.

IL PROGRAMMA

29 maggio
LA PROVA REGINA
di Antonio Giampieri, Pino Nazio regia Filippo Chiricozzi Compagnia Instabile

30 maggio
L’ARROTINO SUONA SEMPRE DUE VOLTE
di P. Pia Sabatini regia di M. Pia Sabatini Compagnia Illegale

31 maggio
UN GIORNO ALLE TERME
di Gianni Buontempi – Luca Buccella – Michele Diurizzi musiche e regia di Gianni Buontempi Compagnia La Favola di Ernesto – Parent Project Team

1 giugno
MILES GLORIOSUS
di Plauto adattamento e regia di Carlo Selmi Compagnia SPQM – Teatro Insieme

6 giugno
CERIMONIA DI PREMIAZIONE

EVENTO SPECIALE
14 giugno
LA CRICCA DELLA BANCA ROMANA
di Luigi Di Majo e Gennaro Francione regia di Luigi Di Majo


TEATRO GOLDEN - Via Taranto 36, Roma
dal 29 maggio al 6 giugno 2017
Ore 21.00 Prezzi intero € 10

Info e prenotazioni: telefono 06.70493826, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrogolden.it


IL CAMPIONE E IL PROFESSORE
scritto e diretto da Massimo Morlando
Cast:
Christian Patanè nel ruolo di Francesco Fortis (il Campione)
Antonio Coppola nel ruolo di Antonino Natoli (il Professore)
Andrea Villanetti nel ruolo dell'Ingegner Kuragin
Marilina Marino nel ruolo di Chiara Leoni
Sara Marrone nel ruolo di Silvia Natoli
Davide Bracale nei ruoli di Corradini e Riccardino
Renzo Imbroinise nel ruolo di Pino

“Il Campione e il Professore”: una commedia attuale, classica, divertente ed emozionante, scritta e diretta da Massimo Morlando.
Roma: il giocatore più forte della nazione sta per dare il suo addio al calcio.
Cosa ne sarà di lui? E’ pronto per l’inevitabile carriera da dirigente?
Oppure dovrà tornare sui banchi di scuola?
E cosa accadrebbe se per errore dovesse incontrare un professore che è l’unica persona al mondo a non sapere chi sia perché da più di 20 anni non legge i giornali e non guarda la tv?
“Il Campione e il Professore” è uno spettacolo classico e originale.
Classico perché inizia come una commedia degli equivoci che racconta una “strana coppia” di opposti, insieme per forza.
Originale perché offre allo spettatore un gioco inedito, mischiando le carte di mazzi differenti: l’attualità, i gossip e le figurine dei calciatori, con i classici senza tempo della letteratura.
“Il Campione e il Professore” racconta una storia universale, diretta a chiunque.
A chi ama lo sport, a chi ama i libri, a chi a 40 anni non ha ancora capito cosa fare della sua vita, a chi lo ha capito ma non è ancora riuscito a raggiungere i suoi obiettivi.
Uno spettacolo che vuole far pensare, ma soprattutto divertire, in una girandola di situazioni e personaggi che lo rendono adatto a tutti, dai 5 ai 90 anni, pensato per chi ama il teatro, ma anche e soprattutto per chi ama il cinema (il soggetto ha vinto un Premio per il cinema della Presidenza del Consiglio dei Ministri e la sceneggiatura è stata finanziata dal dipartimento cinema del Mibact).

TEATRO AGORÀ - Via della Penitenza 33, Roma (Trastevere)
dal 31 maggio al 3 giugno 2017
Orario spettacoli: mercoledì 31 maggio alle ore 21:00; giovedì 1 giugno alle ore 21:00; venerdì 2 giugno alle ore 17:00 e alle ore 21:00; sabato 3 giugno alle ore 17:00 e alle ore 21:00

Info e prenotazioni (Ass. Cult. Mamà Mamò): mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 3488542313
Sito web: http://teatroagora80.org


SALVIAMO I TALENTI - Premio Attilio Corsini

Dal 30 maggio al 7 giugno 2017, il Teatro Vittoria di Roma ospiterà la nona edizione della rassegna “SALVIAMO I TALENTI - Premio Attilio Corsini”, iniziativa nata per promuovere progetti teatrali di grande qualità i cui protagonisti sono giovani registi e giovani attori. Quattro gli spettacoli in competizione, scelti dalla direttrice artistica Viviana Toniolo, nel panorama delle cosiddette “cantine”, o come vengono definiti all’estero “teatri off”. Spazi che hanno costituito un imprescindibile bacino di nuove risorse e nuovi talenti da proporre sui palcoscenici maggiori. I quattro spettacoli concorreranno per aggiudicarsi il Premio Attilio Corsini (scomparso nel 2008. Fondò, con Viviana Toniolo la compagnia Attori & Tenici ed il Teatro Vittoria).
La giuria sarà composta dal pubblico a cui è demandato l’importantissimo compito di scegliere il Teatro di domani. Infatti, dopo aver assistito a tutti gli spettacoli, voterà il suo preferito, insieme ad una giuria di addetti ai lavori: produttori, registi, direttori di doppiaggio, direttori di teatro. Scopo della manifestazione è aumentare le opportunità di stimolo per la creatività giovanile ed emergente e dare più visibilità, costruendo una vetrina per i nuovi talenti ancora sconosciuti. La premiazione si terrà il 7 giugno.
Lo spettacolo vincitore sarà prodotto dalla Compagnia Attori & Tecnici e verrà inserito nel cartellone 2017/2018 del Teatro Vittoria. Per agevolare una partecipazione che sia la più ampia possibile, il costo dell’abbonamento per i quattro spettacoli sarà di soli 20 euro e darà diritto a far parte della giuria.
Queste le parole di ringraziamento di Viviana Toniolo: “Cari giovani Colleghi, desidero ringraziare calorosamente tutti i partecipanti alla Rassegna “Salviamo i Talenti – Premio Attilio Corsini 2017”. Anche quest’anno le proposte per la partecipazione al bando sono state numerosissime. È un bel segnale, dimostra che fra i giovani teatranti c’è tanto fermento e anche tanta qualità. Ho dovuto selezionare solo quattro spettacoli e, credetemi, è stato difficile e anche doloroso decidere di eliminare proposte degne di nota e di stima, ma io e i miei collaboratori sappiamo, dopo aver verificato il vostro lavoro, che i giovani talenti che animano il panorama italiano ci sono eccome, e voi tutti ne siete una testimonianza! Questa è un’ottima notizia per il futuro del Teatro italiano, quindi sono qui per dirvi: forza, continuate, tenete duro. Talento e passione non vi mancano di certo!!! Con la speranza di vedervi prossimamente in palcoscenico, e magari proprio nella prossima Rassegna del Teatro Vittoria, vi abbraccio."

Gli spettacoli finalisti

30 maggio LE INTELLETTUALI di Moliére
Traduzione di Cesare Garboli. Regia e costumi di Giovanni Firpo
con Luigi Biava, Gloria Carovana , Edoardo Coen, Vittoria Faro, Flavio Francucci, Bianca Friscelli, Giulia Trippetta, Antonio Orlando, Xhuljo Petushi, Carola Ripani.

La famiglia del pauroso Crisalo è spaccata in due dalla mania della moglie Filaminta per le cose di cultura, mentre il matrimonio tra la figlia Enrichetta e l’innamorato Clitandro è minacciato dal sedicente poeta Trissottani e dal favore che riscuote presso il circolo delle Intellettuali. Moliére contrappone due diverse visioni all'interno di una famiglia ricca e borghese: da una parte il piacere nel godersi le delizie della vita, dall'altra l'austerità di un'esistenza votata alla sublimazione dell'intelletto. Chi e come riuscirà a salvare la situazione tra gli esilaranti equivoci di questa famiglia particolare?

1 giugno LA FANCIULLA CON LA CESTA DI FRUTTA
di Francesco Colombo, regia Francesco Colombo con Grazia Capraro, Marco Celli , Adalgisa Manfrida, Michele Ragno

Cosa succederebbe se un quadro prendesse vita? Chi è l’opera? Chi l’artista?“ Nessuno mi conosce, nessuno sa chi sono”. Mario Minniti, pittore siciliano e modello del dipinto di Caravaggio “Il fanciullo con la canestra di frutta”, rivendica, all’ombra del suo creatore, la propria identità. Altre opere appaiono sulla scena, anch’esse con mille domande irrisolte circa la loro creazione. Lo sguardo dei personaggi si posa su un mondo che scorre ogni giorno davanti alla loro costante immobilità. Misteri e innocenze insieme: queste le sfumature di un mondo eterno e sfuggente, esuberante e poetico.

4 giugno UN UOMO È UN UOMO di Bertolt Brecht
traduzione Giulia Veronesi, regia Lorenzo De Liberato con (in o.a.) Tiziano Caputo,Matteo Cirillo,Alessandro De Feo, Agnese Fallongo, Lorenzo Garufo, Stefano Patti, Arianna Pozzoli, Bruno Ricci, Mario Russo

India 1925. L'esercito inglese è arrivato a Kilkoa con centomila soldati. Durante una serata di bagordi i tre soldati Uria, Polly e Jesse, sono costretti ad abbandonare il loro commilitone Jip, dopo aver distrutto una Pagoda. Con il rischio di essere fucilati i tre si imbattono in Galy Gay, scaricatore del porto di Kilkoa, un uomo che non sa dire di no: sarà lui il nuovo Jip. All'interno del famigerato vagone-birreria della vedova Begbick, i tre soldati, mettono in piedi una farsa grottesca ai danni del malcapitato Galy Gay, allo scopo di trasformarlo in Jip e rimpiazzare il loro camerata.

7 giugno #SALVOBUONFINE
regia e drammaturgia Giancarlo Nicoletti
con Riccardo Morgante , Luciano Guerra , Valentina Perrella , Chiara Oliviero , Alessandro Giova , Matteo Quinzi.

Salvo Buonfine ha ventun anni. Salvo Buonfine è bello, superficiale e cambia una ragazza al giorno. Anita ama l’ordine; quando cresci un figlio da sola, impari a gestirli bene, gli spazi della vita. Lorenzo ha trent'anni, scrittore in carriera: cosmopolita, risolto, ha capito bene come vanno le cose. Clara cerca un senso ai suoi vent’anni, Dario fa ironia per esorcizzare le paure, Enrico razionalizza per arginarle. Quando la scintilla di un legame impossibile legherà Salvo e Lorenzo, le vite di tutti, con gli eventi apparentemente indecifrabili che le compongono, non saranno più le stesse.

TEATRO VITTORIA / ATTORI & TECNICI - Piazza S. Maria Liberatrice 10, 00153 Roma (Testaccio)
Dal 30 maggio al 7 giugno 2017
Biglietti: intero platea e galleria 10 euro; biglietto ridotto under 35 e over 65 anni 7 euro
Abbonamento ai 4 spettacoli 20 euro

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 5740170 - 06 5740598
Sito web: www.teatrovittoria.it


UN VERO CAPOLAVORO
Scritto, diretto e interpretato da Ivan Bellavista e Sandra Conti
con Francesca La Scala
Coreografia scenica di Paola Maffioletti
Disegno Luci di Daria Grispino
Luci, Trucco e Assistenza di Marianna Camillò
Comunicazione di Tamara Viola
Fotografia di Barbara Sanna Murgia

La compagnia del “Molière Immaginario”, capitanata da Ivan Bellavista (decennale collaboratore scenico di Antonio Rezza e Flavia Mastrella (Rezzamastrella) in successi come “Fratto_X” e “Anelante”), torna con un nuovo spettacolo, “Un Vero Capolavoro”, una spiazzante favola teatrale scritta, diretta e interpretata insieme a Sandra Conti.
Dopo il mito dissacrato del Don Giovanni di Molière, si torna su un palco vestito solo dell’essenziale. Questa volta a essere celebrato è il Teatro come Spazio, che diventa un vero e proprio Altrove in cui tutto è concesso e dove ognuno può essere ciò che vuole.
Un uomo è in fuga: da giorni due scagnozzi tentano di acciuffarlo, ma l’uomo è evanescente. Forte del fatto di trovarsi in un luogo camaleontico, in cui ogni fantasia può assumere le sembianze della realtà, non fa che travestirsi e mimetizzarsi, saltellando da un luogo all’altro, da un’epoca all’altra, vestendo i panni dei più svariati personaggi, veri o immaginari, famosi o sconosciuti, insoliti o ordinari. Balla, canta, salta, recita, trascinando i suoi inseguitori nella propria allegra ed egocentrica follia, re indiscusso di quel luogo, padrone delle proprie fantasie.
Perché lo inseguono? Cosa vogliono da lui? Semplice, farlo tornare in vita! Sì, il protagonista altri non è che un uomo caduto in coma, che ora ha l’opportunità - anzi il dovere - di risvegliarsi e tornare ai suoi affetti terreni. Sembrerebbe un’opportunità straordinaria, ma c’è chi, come lui, a una vita reale e mediocre preferisce un limbo sospeso, un Altrove giocoso in cui tutto è possibile, uno spazio così simile al palco di un teatro, in cui poter rappresentare una vita, mille vite, tutte straordinarie.
Tra numeri musicali, brillanti coreografie e inaspettati cambi di registro, “Un Vero Capolavoro” vi lascerà senza fiato.

SALA UNO TEATRO - Piazza Di Porta San Giovanni, 10 Roma
dal 30 maggio al 4 giugno 2017
Biglietto intero 15 euro/ridotto 10 euro/convenzioni 8 euro – Tessera associativa del Teatro 2 euro

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 86606211
Sito web: www.salaunoteatro.com


CASALINGHI DISPERATI
Una commedia di Cinzia Berni e Guido Polito
adattamento Andrea Catarinozzi
regia di Roberto Fei
con Andrea Catarinozzi, Paolo Cordiviola,
Valerio Giombetti, Stefano Tomassini scene Alessandro Calizza
luci e fonica Francesca Corso

Alberto, Giulio, Luigi e Attilio. Sono questi i protagonisti della divertentissima e altrettanto attuale commedia di Cinzia Berni e Guido Polito diretta da Roberto Fei.
In scena dal 31 maggio al 4 giugno Casalinghi disperati vede in scena Andrea Catarinozzi, che ne ha curato anche l'adattamento, Paolo Cordiviola, Valerio Giombetti, Stefano Tomassini.
Tre uomini separati vivono in un appartamento messo a disposizione dal Comune.
Alberto passa gli alimenti alla moglie e ai suoi due figli, Giulio ha avuto una storia tanti anni fa e da questa storia è nato Matteo; Luigi, invece, è mantenuto dalla moglie. I tre hanno comunque trovato un loro equilibrio: giorni per le pulizie, turni in cucina, orari per utilizzare il bagno. A rompere questo equilibrio è Attilio, che piomba in casa dei tre, una sera, disperato, perché cacciato di casa da Silvana, sua moglie. Attilio chiede ospitalità, solo per una notte, ma non sarà così. Il nuovo inquilino è "leggermente" bipolare e per i tre amici sarà la fine della loro serena convivenza e l'inizio di una serie di situazioni tragi-comiche.

TEATRO PETROLINI - Via del Rubattino 5, Roma
dal 31 maggio al 4 giugno 2017 ore 21.00, domenica ore 18
Biglietti Intero 13€; Ridotto 10€

Info e prenotazioni: telefono 06/5757488 - 329/6993797, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


LA RAPINA
Scritto e diretto da Federico Maria Giansanti
Con Giacomo Bottoni, Luca Cesa, Simone Lilliu, Daniele Marini, Martina Montini, Mark Proietti

"Cambiamo vita Cassandra"cit.

Dopo il grande successo de "Il debutto" e di "Quel che dovrei dirle", la Fmg torna in scena con un nuovo spettacolo teatrale dal titolo "La rapina" scritto e diretto da Federico Maria Giansanti.
La pièce, ricalcando i temi della commedia umana, vede come illustre protagonista il ceto popolare romano, dipinto ora con ironia e leggerezza ora con amarezza e crudo realismo, attraverso il racconto di diverse esperienze di vita che, lasciando i personaggi sconfitti e amareggiati, insinua nella loro mente un'idea assurdamente brillante: "organizzare una rapina in banca", idea che, prendendo forma e diventando realtà, dà vita ad un racconto grottesco e divertente che vedrà i protagonisti in seria difficoltà, esasperati e dubbiosi nella scelta delle proprie priorità: "...Denaro, Amicizia o Famiglia?"

TEATRO TRASTEVERE - Via Jacopa de Settesoli 3,00153 Roma
dal 30 maggio al 4 giugno 2017
orari: martedì-sabato h 21.00, domenica h 17.30

Info e prenotazioni: telefono 06.5814004, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrotrastevere.it


Ambra Lucchetti in
LA STAR
Da Norma Jeane a Marilyn Monroe
regia Michele Di Francesco
con
Massimo Folgori, Daniele Venturini, Elena De Luca,
Mario De Amicis, Gaia Baldi
e con il contributo dei performer dell' “Accademia Internazionale del Musical di Roma”:
Nicolò Maria Capodacqua, Eleonora Capuozzo, Beppe Carvutto, Daphne Kartsiaklis, Viviana Lepore, Carmelita Luciani,
Francesco Miniaci, Alma Passanisi e Antonio Rotondo
Costumi Vize Ruffo (Asc)
Assistente ai costumi Angela Anna Masciello
Scene Luciano Nestola
Assistente Scenografo Giovanni Paolo Di Francesco
Trucco Federica Guglielmo

Per la prima volta in Italia approda sulle tavole di un palcoscenico, il musical sulla vita di Marilyn Monroe. Per celebrare il 90° anno dalla nascita della grande Diva americana, così cara al pubblico di tutto il mondo con la sua vita brillante ma travagliata, il regista Michele Di Francesco, già autore del primo adattamento italiano in prosa del romanzo “Piccole Donne”, porta in scena, con un cast talentuoso, la storia dell’aspirante “starlet” Norma Jeane Mortenson.
Il Musical attraversa la sua vita, nei magnifici anni 50 e 60, quando divenne prima l’acclamata diva mondiale Marilyn Monroe e poi la Star che non verrà mai dimenticata, neppure dopo la sua prematura scomparsa.
Dal 2 al 4 giugno al Teatro Ambra alla Garbatella, l’affascinante Ambra Lucchetti sarà in scena con LA STAR - Da Norma Jeane a Marilyn Monroe, nel ruolo della protagonista.
Sulle note di canzoni dal sapore jazz e pop, l'attrice ballerà e canterà, facendo rivivere a Marilyn tutti i suoi amori più tormentati, da quello col campione di baseball Joe Di Maggio, fino alla presunta relazione con i fratelli Kennedy, in un susseguirsi di luci avvolgenti e coreografie coinvolgenti.
Con la direzione vocale di Adriano Scappini (Da.Re.C. Academy – Roma), le coreografie di Viola Zanotti (vista recentemente nel cast di “Peter Pan” al Brancaccio di Roma) e il contributo recitato di bravissimi attori come Elena De Luca, Massimo Folgori e Daniele Venturini, il pubblico assisterà al primo, vero, musical italiano sulla vita della diva, che rende reale tutto ciò che fino ad ora era solo un mito hollywoodiano.

TEATRO AMBRA ALLA GARBATELLA - Piazza Giovanni da Triora, 15, 00154 Roma
dal 2 al 4 giugno 2017 ore 21
Biglietti Intero 18€ - Ridotto 15€

Info e prenotazioni: telefono 06.81173900 - 333.5991738, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroambra.it


IO SONO
di Chiara Guarducci
diretto e interpretato da Laura Cioni

Dieci personaggi a corto d’anima, messi a nudo nel loro momento cruciale svelano un punto cieco.

Due giorni da non perdere al Teatro Lo Spazio. Il 30 e il 31 maggio 2017 è di scena lo spettacolo di Chiara Guarducci IO SONO, diretto e interpretato da Laura Cioni, con la voce fuori campo di Chiara Guarducci
Conosciute al pubblico romano per la partecipazione al concorso di Corti teatrali 2016 organizzato da Lo Spazio (nel quale si sono classificate al terzo posto con Il Bidone, episodio di IO SONO), Chiara Guarducci e Laura Cioni tornano sul palcoscenico del Teatro Lo Spazio con IO SONO, spettacolo composto da otto episodi intorno a un bestiario umano ridicolo e tragico, un attentato alle false certezze di questa società che identifica e si identifica nell’imperativo delle apparenze e del successo.
“…Sono sepolto dalla carne, dai vermi, dalla sborra di questo banchetto, fresco marcio, una grande promessa” (da episodio Disco). In questo gioco si accumulano rabbie e paure, l’altro -in sé e fuori- da nutrimento e scoperta diventa minaccia. Dieci personaggi a corto d’anima, messi a nudo nel loro momento cruciale svelano un punto cieco. Dietro ogni maschera la solitudine resta aperta.
“IO SONO” è liberatorio, ritmi incalzanti, toni irriverenti, dramma e comicità, si ride e si soffre.
Alla lucida e vorticosa drammaturgia che affonda nelle nostre ferite e fragilità in modo agghiacciante ed ironico si somma un’interpretazione di straordinaria potenza e intensità, sia fisica mimica che di partitura recitativa. Una sola attrice che passa da una dimensione all’altra, da un personaggio cinico a una sfida grottesca tra un uomo e una donna, da un’esplosione di violenza che rientra pateticamente al totale spaesamento di una donna in carriera.
L’allestimento scenico è essenziale, una sorta di sala d’attesa dove i personaggi aspettano di liberare il proprio “IO”.
Episodi di IO SONO: Due maschi- Non mi sento - L’olimpionico - Un gatto, un cane - Bum - Happy day - Il Bidone - Disco
“Tanti 'IO' sotto pressione, - afferma l’autrice chiara Guarducci - una polveriera: conflitti che esplodono, maschere che cadono, solitudini che restano aperte. Una giostra di scene dai sapori estremamente diversi: comici, drammatici, grotteschi. Otto esilaranti episodi, dieci personaggi, monologhi e dialoghi interpretati dalla stessa attrice, per indagare le frammentazioni e le contraddizioni di ciò che chiamiamo 'identità'”.

TEATRO LO SPAZIO - Via Locri 42/44, Roma
30 e 31 maggio 2017
Intero euro 12, ridotto euro 9, tessera 3 euro

Info e prenotazioni: telefono 06/77076486
Sito web: www.teatrolospazio.it


DIALOGHI CON TRILUSSA
con Daniela Regnoli
regia Pino Di Buduo
Teatro Potlach

Uno spettacolo divertente in dialetto romanesco che attraverso alcune delle più belle poesie di Trilussa, regala agli spettatori uno spaccato della società di allora, che ci permette di riflettere sul quella odierna. Sentiremo parlare quindi di amori che finiscono tra il tragico e il comico, di un vecchio porco che decise di lasciare la campagna per entrare a far parte della bella società, dell’onestà delle nonne di un tempo, quando l’onore e la dignità non potevano essere comprati da alcun gioiello. Un dialogo, più che un monologo, con il poeta romano che con la sua ironia e la pungente satira è riuscito a raccontare oltre cinquanta anni di cronaca italiana e romana.

TEATRO TOR BELLA MONACA - Via Bruno Cirino, Roma
dal 30 maggio al 2 giugno 2017 ore 21
Biglietti: intero 10,00 euro, ridotto 8,00 euro, ragazzi 6,00 euro

Info e prenotazioni: telefono 06.2010579, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
sito web: http://www.teatriincomune.roma.it/teatro-tor-bella-monaca/


FORMICHE
di Saverio Tavano
con Alessio Bonaffini e Saverio Tavano
assistente alla regia Gianluca Vetromilo
regia Saverio Tavano
Nastro di Möbius

Due uomini decidono di isolarsi per sempre dal mondo, come Hikkikomori condividono un unico luogo. Nonostante la precarietà, nonostante la solitudine rimangono uniti, mentre le formiche invadono quello spazio coprendolo fino all’orlo, come un cesso per il quale acqua più non ce n’è. Una wunderkammer dell’anima, vuota, dove la consapevolezza sembra aver preso una deriva, la solitudine ha innescato un conflitto tra il singolo e l’altro, sé stesso, il niente.

TEATRO TOR BELLA MONACA - Via Bruno Cirino, Roma
3 giugno 2017 ore 21 - 4 giugno 2017 ore 18
Biglietti: intero 10,00 euro, ridotto 8,00 euro, ragazzi 6,00 euro

Info e prenotazioni: telefono 06.2010579, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: http://www.teatriincomune.roma.it/teatro-tor-bella-monaca/


FRAMMENTI DI UN DISCORSO AMOROSO
coreografie Salvatore Romania e Laura Odierna
danzatori Salvatore Romania e Valeria Ferrante
Megakles Ballet Compagnia Petranura Danza

“Il discorso amoroso è oggi di un’estrema solitudine. Questo discorso è forse parlato da migliaia di individui, ma non è sostenuto da nessuno; esso si trova ad essere completamente abbandonato dai discorsi vicini: oppure è da questi ignorato, svalutato, schernito, tagliato fuori non solo dal potere, ma anche dai suoi meccanismi…“Ogni passione, alla fine, ha il suo spettatore… non c’è nessun sacrifico amoroso senza un teatro alla fine.”

La performance affronta la dialettica Io/Noi, perché ogni volta che siamo in relazione con l’altro, mettiamo in atto anche il nostro desiderio di non annullarci nell’altro. Vogliamo essere con l’altro, ma nello stesso tempo, per salvare la nostra individualità, vogliamo non esserci completamente. Di qui quell’esserci e non-esserci, quel rincorrersi e tradire, che fa parte della relazione amorosa. Perché l’amore è una relazione, non una fusione. Se infatti non esistessimo come individualità autonome, non solo non potremmo incontrare l’altro e metterci in relazione, ma non avremmo neppure nulla da raccontare all’altro fuso simbioticamente con noi. Siamo insieme, non sappiamo più chi siamo, ma siamo insieme ad affrontare il mondo. Esistenze negate, ma tutelate. Amore è cosa difficile, perché sempre ci si confonde e non ci si chiarisce se si ama l’altro o si ama la relazione, se si soddisfa il nostro bisogno di sicurezza o il nostro bisogno di felicità. Oppure si vuole la felicità, ma non i suoi costi, e in alternativa si vuole la sicurezza, ma non la sua noia. Amore è un gioco di forze dove si decide a quale dio offrire la propria vita: al dio della felicità che sempre accompagna la realizzazione di sé, o al dio della sicurezza che molto spesso si affianca alla negazione di sé. (Laura Odierna e Salvatore Romania)

POLIMNIA#1 verso la pluralità del corpo
Ideazione e coreografie Marco Chenevier
Interpreti Marco Chenevier, Alessia Pinto

TiDA – Théâtre Danse

La danza contemporanea è un linguaggio, un linguaggio complesso e stratificato.
Gli spettatori di uno spettacolo di danza contemporanea sono invitati ad assistere allo spettacolo ed a interpretarlo, a coglierne i significati, spesso celati, nascosti e resi di non facile interpretazione, proprio per dar spazio a possibili interpretazioni altre. Cosa accade però se uno spettacolo di danza, anziché come oggetto di linguaggio, viene costruito quale esperienza? Il campo d’indagine è quindi prettamente metateatrale. Voglio interrogarmi sulla natura del dispositivo scenico attraversandolo insieme al pubblico in un’ottica diversa

Due spettacoli – INGRESSO UNICO

TEATRO TOR BELLA MONACA - Via Bruno Cirino, Roma
3 giugno 2017 ore 21
Biglietti: intero 10,00 euro, ridotto 8,00 euro, ragazzi 6,00 euro

Info e prenotazioni: telefono 06.2010579, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
sito web: http://www.teatriincomune.roma.it/teatro-tor-bella-monaca/


POLVO
regia Asun Noales
coreografia Asun Noales y Gustavo Ramírez Sansano
musica Autori Vari
interpreti Saray Huertas, Asun Noales, Salvador Rocher y Sebastián Rowinsky
aiuto regia Kike Guerrero | assistente e trainer Carmela García
luci Asun Noales | tecnico luci Richard Cano | costumi Asun Noales y Kike Guerrero
fotografia e video Germán Antón | manager y distribuzione Amadeo Vañó
Otra Danza

Come un canto o il presagio di un silenzio, la linea di un luce muta sorge in questo movimento di mani, di volti e di braccia che sono la liturgia dell’alto volo di una celebrazione: il mondo resta ora riassunto in questo spazio, in questo ambito nel quale i corpi sono la preghiera intima di un’aria, la chiusura serena di un respiro nel quale si ferma la vita e rinasce un’altra più alta, più libera e più pura.

INDACO | un colore per un danzatore
di e con Fabio Ciccalè
disegno luci Danila Blasi
FC@PIN.D’OC

“Indaco” è la tappa conclusiva di un progetto solistico iniziato nel 2006 con “Count Down” e continuato nel 2009 con “Estatica Attitudine”.
Come in un processo alchemico, che, attraverso le tre fasi (nigredo-albedo-rubedo), trasforma la vile materia in pietra filosofale, “Indaco” vuol essere il momento della temporanea consapevolezza del proprio linguaggio coreografico, un punto di arrivo prima di una nuova partenza.
“Indaco” è una grottesca rappresentazione di situazioni interrotte, intense nella gestualità e orfane nei movimenti. Un succedersi di diverse possibilità create dall’interprete stesso, attraverso cambi di musica, luci e attraverso l’uso di oggetti, che vanno a creare un carosello di immagini e suggestioni sintatticamente svincolate da ogni logica data ma liberamente interpretabili grazie alla minuziosa calligrafia coreografica. Ironia, ripetizioni, contrasti e curiosità sono protagonisti assoluti della scena. La danza è viva e pura, estremamente seria ma divertente allo stesso tempo; è un modo di interpretare e di lasciar interpretare le possibilità dell’essere umano.

Con il contributo MIBACT, REGIONE SICILIA ASSESSORATO AL TURISMO SPORT SPETTACOLO – Con il sostegno di: San Lo’, Roma.

Due spettacoli - INGRESSO UNICO

TEATRO TOR BELLA MONACA - Via Bruno Cirino, Roma
4 giugno 2017 ore 18
Biglietti: intero 10,00 euro, ridotto 8,00 euro, ragazzi 6,00 euro

Info e prenotazioni: telefono 06. 2010579, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: http://www.teatriincomune.roma.it/teatro-tor-bella-monaca/


COLORI PROIBITI

La lettura del romanzo “Colori proibiti” pubblicato nel 1951 dallo scrittore giapponese Yukio Mishima ha ispirato una riflessione sui rapporti amorosi intergenerazionali. Nello spazio stilizzato di una stanza chiusa il coreografo esplora la relazione fra i tre protagonisti di diversa età ed esperienza di vita attraverso il pathos della danza e la complicità e la dinamica dei corpi, restituendo le incertezze e le fragilità di un triangolo che non trova soluzione.

TEATRO BIBLIOTECA QUARTICCOLO - Via Ostuni 8, Roma
3 e 4 giugno 2017
Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 98951725 - 060608
Sito web: www.teatriincomune.roma.it/teatro-biblioteca-quarticciolo-new


Data unica

IMPRESSIONI DI FABER: OMAGGIO INTEGRALE AI CONCERTI DEL 1979
Neminem Laedere
Canta Fabrizio De André Arrangiamenti PFM

Nuovo appuntamento per la 5° edizione del Vitala Festival, rassegna a cura di Fabiana De Rose organizzata in collaborazione con il Teatro San Genesio, che lunedì 29 maggio alle 21,00 propone il concerto-evento dei Neminem Laedere, canta Fabrizio De André arrangiamenti PFM dal titolo Impressioni di Faber: omaggio integrale ai concerti del 1979.
I Neminem Laedere nascono nell'ottobre 2012 da un'idea di un gruppo di amici, musicisti appassionati della poesia e delle armonie di Fabrizio De André. Nella scelta del nome la filosofia cara allo stesso Faber, la volontà di non far male a nessuno, che evoca un profondo senso di pacifismo, di rispetto per il prossimo ed è un auspicio di libera e serena convivenza. Lontano dall’idea di portare sul palco l’ennesimo tributo, Neminem Laedere, per gli amici NEM, ripropone in modo accurato i concerti del 1979, contenuti nei due live: “Fabrizio De André in concerto, arrangiamenti PFM Vol.1 e Vol.2”. Un’esperienza irripetibile che vide la PFM rielaborare gli arrangiamenti dei brani dell’album Rimini e delle perle più celebri di Fabrizio, per poi accompagnarlo dal vivo in una serie indimenticabile di concerti.
“Quando abbiamo dato vita a Neminem Laedere sapevamo che non saremmo stati, né a Roma né in Italia, gli unici a rendere omaggio al grande Fabrizio De André. Abbiamo pensato quindi di riproporre un suo concerto, dalla prima all’ultima canzone, e non uno qualunque, bensì IL CONCERTO, quell’evento che nel 1979 portò sul palco un grande poeta e un’impareggiabile Band progressive, la Premiata Forneria Marconi (conosciuta più semplicemente con l’acronimo PFM). Mai matrimonio musicale fu più felice e fruttuoso, al punto di cambiare per sempre il modo di stare sul palco dei cantautori italiani. Il concerto venne celebrato con un doppio disco dal vivo che ottenne grande successo e ancora oggi rappresenta una pietra miliare della musica italiana, fonte di ispirazione per tanti nuovi talenti”.
La Band è composta da Gianni Gandino (voce), Max Teodosi (chitarre, bouzouki, cori), Paolo Verini (tastiere e programmazione musicale), Rosemary Brown (violino), Andrea Nebbiai (basso, chitarra e cori), Gianluca Coccia (batteria) e Barbara Illi (cori).
Il Vitala Festival, organizzato da Fabiana De Rose in collaborazione con il Teatro San Genesio, è una rassegna di natura filantropica con lo scopo di promuovere e sostenere musicisti, cantanti, artisti del settore musicale e delle arti visive, che presenta un calendario articolato (da Settembre 2016 a Giugno 2017) e variegato per genere e composizione dei gruppi musicali che verranno ospitati.
http://www.teatrosangenesio.it/concerti.html
https://www.facebook.com/vitalafestival/?ref=bookmarks

TEATRO SAN GENESIO - Via Podgora 1, Roma (Piazza Mazzini)
Lunedì 29 Maggio 2017 ore 21.00
Ingresso Concerto: Intero 15€ (include primo drink al bar del foyer); Ridotto 13€ (studenti/bambini).
Si consiglia la prenotazione.
Dalle 20.00 sarà disponibile un servizio buffet pre-concerto:

Info e prenotazioni: telefono 347-8248661, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


Ancora in scena

IL COLLOQUIO
Giacca e cravatta obbligatorie
di Serge Da Silva
con Luca Basile (Franco Nessuno), Ermenegildo Marciante (Luca Leggenda),
Tommaso Arnaldi (Sergio Sangria)
Scene Cristina Gasparrini - Luci Cristian Bove - Musiche Vakarelis
Traduzione e regia Virginia Acqua

"Il colloquio" affronta in maniera divertente e dissacrante uno dei più grandi incubi della nuova generazione: il colloquio di lavoro. Quei quindici minuti che non solo decideranno del nostro futuro, ma che ci restituiranno un'immagine di chi siamo e di cosa (non) siamo capaci di fare.
Ed ecco, in attesa del colloquio, un trio altamente improbabile: un brillante e griffatissimo laureato in economia, molto spavaldo e sicuro di sé; un modesto e goffo impiegato, stralunato e chiacchierone, fin troppo espansivo, che si sposta con i mezzi pubblici e veste fuori moda; un fanatico di arti marziali, salutista, spaccone e disinvolto che adora Bruce Lee e Walker Texas Ranger. Sono tre disoccupati da lungo tempo, convocati nello stesso giorno e ora per sostenere il colloquio per il lavoro dei loro sogni. L’annuncio precisava: “giacca e cravatta obbligatorie”, e i tre uomini si adeguano, ma ciascuno a proprio modo. Incluso l'asso nella manica che ciascuno di loro si è preparato per avere la meglio sugli altri.
Dialoghi brillanti, comicità coinvolgente e mai banale, ironia corrosiva sulle ossessioni e le ansie che si scatenano in tutti coloro che devono affrontare uno dei più grandi incubi dei nostri tempi.

TEATRO DE’ SERVI - Via del Mortaro 22 (ang. Via del Tritone), Roma
Dal 16 maggio al 4 giugno 2017
Biglietti: platea 22€ - galleria 18€
Orario spettacoli: da martedi a venerdi ore 21 – sabato ore 17.30 e 21 – domenica ore 17.30 – lunedi riposo

Info e prenotazioni: telefono 06.6795130
Sito web: www.teatroservi.it


LA PROTESTA
di Roberta Skerl
con Gabriella Silvestri, Antonio Conte, Enzo Casertano, Lorenza Guerrieri
e con
Berto Gavioli, Paolo Gatti, Pietro Morachioli
scene LolloZolloArt
costumi Marco Maria Della Vecchia
musiche Eugenio Tassitano
regia Maria Cristina Gionta

Questa delicata commedia racconta la divertente avventura di una famiglia alle prese con l’anziana madre, Elsa, che un giorno decide di chiudersi in un armadio, per protesta! Tra situazioni comiche e momenti di tensione, i protagonisti cercano di convincere la mamma a tornare in sé… Per riuscirci provano a coinvolgere Don Nono (l’amato prete della parrocchia), ma anche Don Nono non sembra essere del tutto in sé e la nottata si fa sempre più complicata. Tra accuse, recriminazioni e sorprese, due fratelli e una sorella, insieme anche ad un cognato e un nipote, si affrontano e si confrontano in una intensa “bagarre”… Una commedia sulla famiglia e su quanto i legami parentali restino importanti anche quando la vita li rende difficili. La penna di Roberta Skerl riesce sempre a tratteggiare intrecci tragicomici sui problemi delle famiglie di oggi. Ricordiamo sul tema “Questi figli amatissimi”, che ci regalò un altro delizioso affresco di quotidianità.

TEATRO MANZONI - Via Monte Zebio 14/c, 00195 Roma
dal 18 maggio all' 11 giugno 2017
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21 sabato ore 17-21 domenica ore 17.30. lunedì riposo. Venerdì 2 giugno riposo, martedì 6 giugno ore 19, giovedì 8 giugno ore 17 e ore 21. Biglietti: intero euro 25, ridotto euro 22.

Info e prenotazioni: telefono 06-3223634
Sito web: www.teatromanzoni.info


OMBRETTA CALCO
di Sergio Pierattini
Con Milvia Marigliano
Scene Roberto Crea
Costumi Rita Zangari
Scenotecnica Angelo Gallo
Regia Peppino Mazzotta
Produzione ROSSOSIMONA/OFFICINE VONNEGUT

Ombretta sta facendo un viaggio. Il viaggio più importante della sua vita

Chi è Ombretta Calco? Perché si è seduta su una panchina in una giornata torrida di luglio, a pochi passi dal portone di casa sua? Perché deve ripercorrere gli eventi sensibili della sua vita scavando ossessivamente nei ricordi? E perché deve ingaggiare, sotto il sole cocente, un duello con se stessa come se fosse una resa dei conti? Ombretta sta facendo un viaggio. Il viaggio più importante della sua vita. Un viaggio fuori dai vincoli imposti dal tempo e dallo spazio. Mentre procede senza soluzione di continuità, nel passare in rassegna i momenti più significativi della sua esistenza, ne comprende il senso. Riemergono dalla sua anima dettagli, accenti, colori, che riempiono i vuoti e danno nuova luce al quadro complessivo di una vita vissuta con sincera ingenuità, senza risparmi. Fallimenti, dolori, frustrazioni, debolezze, illusioni, tenerezze, slanci incoscienti verso un futuro che sarà sicuramente migliore, desideri legittimi di una vita normale, inclusa in affetti confortanti e routine rassicuranti.
Alla fine del viaggio, come premio per questa ricostruzione meticolosa, buffa e straziante, c’è la risposta o la felicità. Una felicità non eclatante. Una felicità tragica, semplice, minima, discreta e necessaria.
Scrive l’autore Sergio Pierattini: L’estate scorsa passai parte del mese di Luglio a Milano. Un giorno mi trovai a passare per Piazza Maciachini diretto a casa di una amica che abita lì vicino. Erano passate da poco le tredici, e la giornata era torrida. Notai una donna seduta, immobile sopra una panchina. Quando fui a pochi metri da lei rimasi colpito dal colorito pallido del suo viso e dalla posizione del capo, immobile e leggermente reclinato all'indietro. Pensai che stesse dormendo ma avvicinandomi alla panchina notai che aveva gli occhi aperti e che respirava faticosamente. "Si sente bene signora?" le chiesi. Lei voltò lo sguardo verso di me e rispose sorridendo: "Sì, grazie, sto bene, solo un po' di caldo". Mi sentii di aggiungere: "Abita qui vicino? Posso accompagnarla se ha bisogno". "Mi passa… è solo il caldo. Mi è già passato, non si preoccupi". La salutai e proseguii la mia strada. Un'ora dopo ripassando per la piazza, notai un'ambulanza nei pressi della panchina dove poco prima avevo visto la donna. Mi avvicinai. In quel momento l’ambulanza ripartì a sirene spente. Chiesi a un passante cosa fosse successo. Mi rispose che una donna era stata trovata morta sopra una panchina.
Il ricordo di quell'incontro, il senso di colpa di non aver fatto qualcosa che avrebbe potuto salvare la vita a quella donna, resero amari i giorni seguenti. Tornai a Roma ma ci volle molto tempo per dimenticare quell’episodio. Quest'anno, a maggio sono tornato a Milano. Una sera accetto l'invito a cena dell'amica che vicino a Piazza Maciachini. Manca poco alle otto. Ripasso da quella piazza. Seduta su quella stessa panchina vedo una donna. Mi avvicino: è immobile e il capo è leggermente reclinato all’indietro. E’ lei. La saluto, sorpreso. Lei alza la testa, mi sorride, ricambia il saluto. Il giorno dopo ho cominciato a scrivere Ombretta Calco.
Milvia Marigliano è stata finalista del Premio Le Maschere del Teatro 2016 come miglior interprete di monologo per Ombretta Calco e ha ricevuto il Premio Associazione Nazionale Critici Teatrali 2016.
Durata: 55 minuti

PICCOLO ELISEO - Via Nazionale 183, Roma
Da mercoledì 24 maggio a domenica 4 giugno 2017
Prezzi da 21 € a 15 €
Orario spettacoli: martedì, primo mercoledì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00; mercoledì e domenica ore 17.00
Biglietteria on-line www.teatroeliseo.com e www.vivaticket.it
Call center Vivaticket: 892234

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Tel. 06 83510216
Sito web: www.teatroeliseo.com

 

Articolo di: Isabella Polimanti

Al Teatro India sarà in scena Mariangela Gualtieri con PORPORA, un “rito sonoro per cielo e terra”; poetica e parole che si uniscono alle partiture musicali eseguite dal vivo da Stefano Battaglia.

Al Teatro Sistina debutta IL CASELLANTE, tratto dal libro di Andrea Camilleri e diretto da Giuseppe Dipasquale. Un ritratto divertito e struggente della Sicilia e delle sue contraddizioni. Risate, commozione e musica dal vivo con Moni Ovadia.

Prosegue, questa settimana con tre spettacoli al Teatro Argot Studio, il Festival INVENTARIA 2017 - VII edizione, un progetto di DoveComeQuando con la direzione artistica di Pietro Dattola.

Al Teatro Trastevere va in scena LA RAPINA, scritto e diretto da Federico Maria Giansanti. Una commedia grottesca e divertente che alterna ironia e realismo nel racconto delle esperienze di vita di personaggi del ceto popolare romano.

Continuano con straordinario successo, al Teatro Argentina, le repliche di MORTE DI DANTON di Georg Büchner con la regia di Mario Martone. Un grande affresco corale, una riflessione incisiva su un capitolo significativo della storia mondiale, la Rivoluzione Francese. Con un cast di attori straordinari, da Giuseppe Battiston a Paolo Graziosi, da Paolo Pierobon a Iaia Forte, da Fausto Cabra a Gianluigi Fogacci. Da non perdere!

Tutto questo e molto altro… all’interno dell’articolo, con tutti i dettagli degli spettacoli in scena questa settimana a Roma.

Buon Teatro con SaltinAria!

 

PORPORA
rito sonoro per cielo e terra
con Stefano Battaglia e Mariangela Gualtieri
regia scene e luci di Cesare Ronconi
testi scritti e recitati da Mariangela Gualtieri
musiche composte ed eseguite dal vivo da Stefano Battaglia
Produzione Teatro Valdoca in collaborazione con Emilia Romagna Teatro Fondazione
con il contributo di Regione Emilia Romagna, Comune di Cesena

Mariangela Gualtieri ha scritto un poemetto inedito sui colori, in cui essi vengono cantati come potenze sonore, cariche di una loro forza acustica, e ad ogni colore ha poi abbinato un paesaggio di versi editi e inediti. Da quel testo lirico, in dialogo con le improvvisazioni di Stefano Battaglia, prende corpo la drammaturgia che tesse musica verbale e musica strumentale in una grande ricchezza vibratoria. Infati, i versi sono inseriti in un paesaggio sonoro dal vivo, in ascolto, a volte in tensione, con la parola poetica, campo di forze che rende al presente versi e musica.
Il “rito sonoro” ha esordito nell’aprile 2016 sul palcoscenico del teatro A. Bonci, disposto con cura alchemica da Cesare Ronconi secondo i segni e i colori più vicini all’iconografia del Teatro Valdoca, per poi essere replicato in Italia e all’estero. «Porpora: come intendevano greci e latini che parlavano di mare porpora, di onde, di neve o di cigno porpora, ad indicare il punto in cui un colore è più vibrante, più scintillante – annota Mariangela Gualtieri – e poi l’urgenza di cantare i colori, accogliendoli come potenze, come forze acustiche: è qui, nella partitura solare e festiva di Stefano Battaglia, che il mio verso ha trovato una nuova vita sonora, ed è qui che è nato semplice e felice, l’incontro. La cattedrale di silenzio che la poesia porta in sè, apre questa volta le sue porte ad una scrittura sonora che amo. Guidati dal nostro regista ci teniamo sospesi, tesi, in agguato, in quelle acrobazie dell’udire che portano il mondo dentro, fino al fondo. Che portano il dentro al mondo, fino all’orlo, dove spazio e tempo si accucciano e lasciano per un istante intuire ciò a cui poesia, musica e silenzio, conducono.»

TEATRO INDIA - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi), Roma
Dal 24 al 28 maggio 2017
Orari spettacolo: tutte le sere ore 21, domenica ore 18
Durata spettacolo: 50 minuti

Info e prenotazioni: telefono 06.684.000.311/314
Sito web: www.teatrodiroma.net


Moni Ovadia
Valeria Contadino e Mario Incudine in
IL CASELLANTE
Di Andrea Camilleri e Giuseppe Dipasquale
dal romanzo di Andrea Camilleri, Sellerio Editore - Palermo
Con Sergio Seminara, Giampaolo Romania
Musiche dal vivo con Antonio Vasta, Antonio Putzu
Musiche originali Mario Incudine con la collaborazione di Antonio Vasta
Scene Giuseppe Dipasquale
Costumi Elisa Savi
Luci Gianni Grasso
La canzone La crapa avi li corna è di Antonio Vasta
Regia Giuseppe Dipasquale

In scena sul palco dello storico teatro romano la compagnia capitanata da Moni Ovadia, Valeria Contadino e Mario Incudine, cantori di una vicenda metaforica che giuoca sulla parola, sulla musica e sull’immagine. Al loro fianco Sergio Seminara e Giampaolo Romania e i musicisti Antonio Vasta e Antonio Putzu.
Il casellante è, fra i libri di Andrea Camilleri, uno dei più struggentemente divertenti del ciclo cosiddetto “mitologico”. Dopo Maruzza Musumeci e prima de Il sonaglio, l’opera disegna i tratti di una Sicilia arcaica e moderna, comica e tragica, ferocemente logica e paradossale a un tempo.
Dopo il successo ottenuto dalle trasposizioni per il teatro de Il birraio di Preston, La concessione del telefono, che insieme a La cattura, Troppu trafficu ppi nenti, La Signora Leuca, Cannibardo e la Sicilia costituiscono la drammaturgia degli ultimi anni, Camilleri e Dipasquale tornano nuovamente insieme per riproporre al pubblico teatrale nazionale una nuova avventura tratta dai racconti del popolare scrittore siciliano.
Affogato nel mondo mitologico di Camilleri, costellato di personaggi reali fantasiosamente trasfigurati, Il casellante parla di una metamorfosi che passa attraverso il dolore della maternità negata e della guerra, ma è anche una narrazione in musica divertita e irridente del periodo fascista nella Sicilia degli anni Quaranta.
Personale, originalissima e sperimentale, la lingua di Camilleri calca e ricalca, in una teatralissima sinfonia di parlate, una meravigliosa “sicilitudine”, tra neologismi e modi di dire mutuati dal dialetto e rielaborati in chiave colta.
Al debutto nazionale al 59mo Festival dei Due Mondi di Spoleto di giugno 2016, il pubblico del Teatro San Nicolò ha applaudito con calore tutta la compagnia e specialmente Moni Ovadia, disinvolto nel passare dal ruolo centrale di narratore a ruoli secondari come quelli della buffa mammana, del giudice e del barbiere, Valeria Contadino, intensa Minica, e Mario Incudine, al cui estro compositivo si devono le incalzanti musiche di scena.

TEATRO SISTINA - Via Sistina 129, 00187 Roma
Dal 23 al 28 maggio 2017
Biglietti: Poltronissima €44,00; Poltrona e I Galleria €39,50; Seconda Galleria €34,00; Terza Galleria €27,50
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00; Sabato 27 maggio ore 17.00 e ore 21.00; Domenica ore 17.00

Info e prenotazioni: telefono 06 4200711 - 392 8567896, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , www.ticketone.it
Sito web: www.ilsistina.it


EMMA B. VEDOVA GIOCASTA
di Alberto Savinio
con Elena Croce
e Elisabetta Furini
regia Alessio Pizzech
Assistente alla regia: Elisabetta Furini
Luci e spazio scenico: Riccardo Gargiulo, Valeria Foti
Produzione: Associazione Teatro Buti

Una lettera annuncia alla signora Emma il ritorno del figlio Millo dopo quindici anni di separazione. Nel lungo monologo che ne precede l'arrivo Emma B. ripercorre sul filo della memoria il cammino della sua autocoscienza di madre : dalla rievocazione dello stratagemma con cui essa aveva salvato il figlio, nel gennaio del '44, durante una perquisizione della polizia, al ricordo del momento di verità che aveva accompagnato l'ingresso di Millo nell'età adulta, allorché vedendolo dentro i panni riadattati del padre ella aveva finalmente riconosciuto in lui il suo vero uomo. Emma B., per anni, dopo l'abbandono da parte del figlio, ne aveva allineati i vestiti, custoditi in un armadio, appendendoli ad una corda, in una pratica fattasi quotidiana. Quei vestiti, in grado di raccontare l'intero iter esistenziale del figlio, avevano finito per acquistare medianiche potenzialità evocative. Millo, assente, è nelle parole della madre la vittima di un destino cui tentò invano di sottrarsi, ma anche Emma B. rivela nel finale un attimo di esitazione di fronte all'estremo atto della sua insubordinazione al principio di autorità incarnato dal marito. È per ribellarsi a quel principio che ella ha preso a muoversi sul terreno della trasgressione. Con la rimozione di ogni traccia mnemonica dell'esistenza del marito e con l'esercizio del potere, connesso con il suo nuovo status di madre, Emma B. aveva iniziato l'opera di riscatto della propria situazione di donna. Il vero eroismo della maternità di Emma B. sta nell'aver accettato la pregiudiziale indispensabile alla condizione di madre: la sudditanza ad un estraneo. Il suo egoismo sta nell'aver messo a segno un progetto che contemplava nel figlio maschio la propria rivalsa di donna, di essere condizionato dalla ricerca di un complemento. Complemento che, una volta creato, va educato nella dipendenza, nella convinzione a lungo conculcata che altrove sia vana la ricerca della felicità . L'armadio dei vestiti racconta le tappe di questa servitù, le somiglianze fisionomiche delle donne incontrate dal figlio con i tratti del proprio volto costituiscono per Emma B. altrettante conferme della riuscita del suo disegno. Dopo l'inutile calvario sentimentale della sua vita, Millo è ora pronto a ritornare da lei, ad ammettere con il ritorno la propria sconfitta. Il monito oscuro, la negazione di ogni felicità esterna, la promessa tranquillante di un microcosmo sotto tutela, non sono che alcune delle armi cui ricorre questa madre per trattenere il figlio, e dove più non vale l'autorità interviene la lusinga, l'affascinante trasformazione finale, che la vede pronta ad attrarre il partner con la seduzione dei sensi.

Note di regia
Talora con gli occhi del bambino, talora assumendo le forme delle sue creature surreali, Savinio ha sempre comunque indagato il cuore ipocrita del “tipo italiano” ed ha sempre cercato nelle pieghe del sogno, dell’onirico e del visionario una prospettiva nuova per arrivare al cuore di una verità sempre scandalosa e per tanto rivelatrice .Il mio incontro con questo autore già avvenne circa quindici anni fa quando misi in scena un suo divertente testo intitolato la Famiglia Mastinu e nella stessa stagione ideai un lavoro che raccoglieva vari suoi scritti sotto il titolo “Il circo del Signor Dido”. Anni dopo con Marion D’Amburgo attraversammo la spinosa e potente scrittura scenica dell’autore italo / greco, tratta dalla Nostra Anima ( con anche un’edizione Radiofonica per RadioTre Rai ) e poi di nuovo Savinio toccò le corde del mio intelletto quando realizzai un recital tratto dal suo bellissimo libro : L’infanzia di Nivasio Dolcemare.
Insomma per me Savinio resta un incontro folgorante .
Questo suo voler disinnescare i meccanismi ipocriti borghesi, familiari è indicatore di una capacità sovversiva che la sua scrittura porta con sé e che oggi può rappresentare uno strumento di conoscenza e osservazione per un cambiamento profondo che la società italiana deve chiedere a sé stessa ; in questo costante “sconfinamento” risiede la ricchezza di senso della scrittura di Savinio. Egli ci invita, con ironia, a dissacrare noi stessi, le regole che come adulti ci siamo dati, conservando quello sguardo bambino, artistico, che possa illuminare il buio “del dolore del presente”
Con il sostegno del Teatro di Buti affronto il suo testo teatrale più conosciuto e la prima cosa che di lui lessi ; lo faccio con una grande compagna di viaggio di tante avventure teatrali : Elena Croce.
EMMA B VEDOVA GIOCASTA resta il cardine del teatro Saviniano, un punto di arrivo, un sunto della sua poetica ; questo testo, partendo dal rapporto madre / figlio, ridiscute con crudeltà un sistema di relazioni alla ricerca di una possibile verità che travalichi barriere, limiti e confini.
(Alessio Pizzech)

TEATRO DEI CONCIATORI - Via dei Conciatori 5, Roma
Dal 23 al 28 maggio 2017
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 18

Info e prenotazioni: telefono 06.45448982 - 06.45470031, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrodeiconciatori.it


Festival INVENTARIA 2017 - VII edizione
un progetto di DoveComeQuando
direzione artistica: Pietro Dattola (Spettacoli, Monologhi/Performance, Pillole)
Flavia Germana de Lipsis (Corti teatrali, Pillole)
organizzazione: Alessandro Marrone, Alfonso Germanò, Pietro Dattola

lunedì 22 maggio
Teatro Argot Studio ore 21.00 - GOBBO A MATTONI (Bonechi-Goretti)
sezione monologhi/performance - Prima Romana
Che poi comunque ‘aspettare’ l’è un conto... ‘aspettare qui nei’ mi’ circolino’ l’è un a*ro conto. Vi torna? Qui mi sento a casa. Meglio che a casa! Non per nulla la chiamano ‘La casa dei popolo’, no? Oddio, la chiamavano... Ora si chiama... Boh, come si chiama ora? Circolo. Eh, infatti. Ma prima l’era la Casa del Popolo.

venerdì 26 maggio
Teatro Argot Studio ore 21.00 - MALANOVA (Sciara Progetti)
sezione spettacoli - Prima Romana
Tutti siamo ugualmente responsabili della vita degli altri. Malanova è il tentativo fatto a quattro mani da due autori, un uomo ed una donna, che hanno deciso di non nascondere la propria stessa fragilità, perfettamente in accordo nel voler trasformare la retorica della denuncia in una indagine al maschile, un’esplorazione edipica sulla responsabilità, sulla convivenza e sull’essere coinvolti, come esseri umani, in una trama di fondo che ci rende tutti ugualmente responsabili della vita degli altri.
Tratto dal libro "Malanova", edito da Sperling & Kupfer, di Cristina Zagaria e Anna Maria Scarfò.

domenica 28 maggio
Teatro Argot Studio ore 21.00 - PENTESILEA VS ACHILLE (La bottega del pane)
sezione spettacoli - Prima nazionale
“Pentesilea vs Achille” di Francesco Randazzo è una scrittura originale che spinge a sperimentare nuovi linguaggi. La parola in forma di poesia restituisce immagini e scenari che vanno oltre la scatola teatrale, quasi a suggerire un’opera filmica. La sfida, innanzitutto, è restituire la poesia e la magia del testo, senza tradirne la necessità di essere rappresentato.

TEATRO ARGOT STUDIO - Via Natale del Grande, 27 Roma (Trastevere)
Spettacoli ore 21.00
Sito web: www.dovecomequando.net


DELIRIO DI UNA TRANS POPULISTA
un pezzo dedicato a Elfriede Jelinek
di Andrea Adriatico
con Eva Robin’s
e Saverio Peschechera, Alberto Sarti, Stefano Toffanin...
suono, scene e costumi Andrea Barberini
cura: Daniela Cotti, Monica Nicoli, Saverio Peschechera, Alberto Sarti, Sarah Patanè, Isabella Gatti, Rabii Sakri
grafica di Albertina Lipari De Fonseca
grazie a Anna Amadori, Stefano Casi, Giulio Maria Corbelli, Elena Di Gioia, Peraspera Festival

una produzione Teatri di Vita in collaborazione con Festival Focus Jelinek e il sostegno di Comune di Bologna - Settore Cultura; Regione Emilia Romagna - Servizio Cultura; Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

VOTA TRANS è il nuovo slogan di una grottesca politica che riesuma antichi sogni totalitari “perché tutti siano davvero tutti”. Un comizio schizofrenico che arringa folle sparute di ardenti fanciulle pronte a immolarsi per la causa.
Delirio di una TRANS populista è un “pezzo” teatrale, Ein Stück, lanciato come il frammento di un discorso, amoroso e rabbioso al tempo stesso, verso il presente. Con le parole di Elfriede Jelinek che si trasformano nella voce e nel corpo di Eva Robin’s. Una rilettura straniante per accarezzare il mondo logorroico della scrittrice austriaca e per sondare il mondo macerato in cui agiscono i fantasmi, fin troppo realistici, dell’orrore quotidiano in cui viviamo. In una visione al contempo politica e psicologica, ludicamente camp e vertiginosamente tragica, dei nostri ingloriosi anni.

Lo spettacolo ha avuto la sua anteprima al festival perAspera (giugno 2013) con il titolo “Delirio di un leader populista”.

CARROZZERIE N.O.T - Via Panfilo Castaldi 28/a, Roma
25 e 26 maggio 2017, ore 21.00 (ingresso con tessera associativa)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 347-1891714
Sito web: www.carrozzerienot.com


PAROLE IMBROGLIATE
lezione spettacolo su Eduardo de Filippo
di/con Massimiliano Civica
produzione ATTODUE
foto Giorgio Termini

Una serata in cui il regista Massimiliano Civica racconta aneddoti, storie, detti memorabili e vita di Eduardo De Filippo. Un modo divertente e pieno di leggerezza per entrare in contatto col grande maestro napoletano.
Leo De Berardinis amava ripetere: "C'è una sola tradizione, ed è la tradizione del nuovo". Eduardo è tradizione del nuovo, un uomo che impara da suo padre Scarpetta a spingere tutte le pratiche spettacolari ricevute in dono dal passato verso il futuro. Di Eduardo è stato fatto un monumento, mentre lui era un uomo con una "forte nostalgia del futuro". Un ricercatore indomito, crudele e sempre pronto a buttare via tutto quello che aveva accumulato per la ricerca di qualcosa di vivo. È da questo Eduardo che è bene ripartire.
Eduardo qualche anno prima di morire dichiarò che voleva lasciare dietro di se "Tutto 'mbrugliato", ovvero tutto confuso, non ricostruibile in una prospettiva di biografia storica. Eduardo era convinto che contassero sole le opere, non la vita personale dei loro creatori. Non voleva essere santificato e "monumentalizzato", voleva lasciare solo un punto da cui i giovani potessero ri-partire per conto loro. Questa lezione-spettacolo è un viaggio senza speranze nel gomitolo imbrogliato dell’arte di Eduardo.

CARROZZERIE N.O.T - Via Panfilo Castaldi 28/a, Roma
27 e 28 maggio 2017, ore 21.00 (ingresso con tessera associativa)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 347-1891714
Sito web: www.carrozzerienot.com


LA PIÙ LUNGA ORA
Memoria di Dino Campana. Poeta, pazzo
Scritto e diretto da Vinicio Marchioni
Con Vinicio Marchioni, Milena Mancini, Ruben Rigillo
Musiche composte e eseguite dal vivo da Ruben Rigillo
E la canzone Sognando di Don Backy
Produzione TEATRO ELISEO

Il mondo si sta distruggendo, la poesia lo salverà

Dino Campana. Un poeta, un pazzo, un viaggiatore, un manesco, un intellettuale, un uomo che ha fatto mille mestieri.
I Canti Orfici, la sua unica composizione poetica, hanno illuminato la letteratura europea del Novecento e Carmelo Bene definiva Campana il suo poeta preferito. Canti Orfici che Campana ha riscritto a memoria, sforzo che ha definitivamente piegato il suo già precario equilibrio mentale, dopo che due editori di Firenze avevano perduto il manoscritto originale.

Dino Campana conclude la sua esistenza nel manicomio di Castelpulci a Scandicci nel 1932, dopo quattordici anni di internamento.
Cosa fa un Poeta, un viaggiatore, un malato di schizofrenia o più semplicemente un uomo che ha vissuto e scritto come Dino Campana, in un manicomio per quattordici anni? Come fa un uomo a sopravvivere a se stesso e alla propria esistenza rinchiuso in un manicomio per quattordici anni?
“Essere è essere percepiti” scriveva Beckett. Si vive attraverso lo sguardo degli altri, e quando gli altri non ci guardano più si ha solo la possibilità di raccontare la propria storia, a se stessi, per assicurarsi, o illudersi, che quella storia sia esistita realmente.
Come a “memoria” ha riscritto il suo capolavoro perché “se lo riscrivevo potevo esistere”; dalla sua memoria emerge anche la figura di Sibilla Aleramo, poetessa, donna dalla vita altrettanto burrascosa e drammatica. Emergono i suoi ricordi personali di donna intrecciati a quelli de l’amato Dino; per Alda Merini “innamorati del proprio dolore”.
Dino Campana, uomo prima che poeta, nella sua camera da quattordici anni nella sua più lunga ora di vita, forse l’ultima (il primo titolo scelto da Campana per i Canti Orfici era “Il più lungo giorno”), assieme alla voce di Sibilla Aleramo, donna prima che poetessa, ad alleviare o acuire le sue pene.
Non certo uno spettacolo di ricordi intellettuali o aneddotici quindi, ma uno spettacolo-concerto per voci e musica attraverso il cuore di Campana mentre cerca di ridirsi la vita, di ri-viverla, di ri-metterla in scena per non perdere la memoria di se stesso.
Per scoprire che non c’è nulla che possa far morire l’istinto alla poesia in ognuno di noi.
Per provare a dire, come Campana, che solo la poesia salverà il mondo.
(Vinicio Marchioni)
Durata: 1 ora e 20 minuti

TEATRO TOR BELLA MONACA - Via Bruno Cirino (angolo di viale Duilio Cambellotti con via di Tor Bella Monaca ), 00133 Roma
27 e 28 maggio 2017
Orario spettacoli: sabato 27 maggio ore 21, domenica 28 maggio ore 18
Biglietti: intero 10 euro, ridotto 8 euro, ragazzi 6 euro

Info e prenotazioni: telefono 06/ 2010579, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sul web: http://www.teatriincomune.roma.it/teatro-tor-bella-monaca

 

DA SOLI NON SI È CATTIVI
dedicato a Matteo Latino
di Tiziana Tomasulo
regia Fabiana Iacozzilli
con Simone Barraco, Francesca Farcomeni, Francesco Meloni, Marta Meneghetti, Ramona Nardò, Francesco Zecca
aiuto regia Francesco Meloni
assistenti alla regia Federico Spinelli, Silvia Corona, Gianmarco Vettori, Francesca Sansone
scene Fiammetta Mandich
costumi Gian Maria Sposito, Davide Zanotti
trucco Simona Ruggeri, Laura Alessandri
disegno luci Davood Kheradmand
collaborazione artistica Riccardo Morucci, Alberto Bellandi, Giada Parlanti

Una produzione Lafabbrica e La Fabbrica dell'Attore – Teatro Vascello
in collaborazione con Centro Artistico Internazionale Il Girasole, Associazione Ex lavanderia, Centro Internazionale La Cometa, Sycamore T Company
con il sostegno di Kollatino Underground, Teatro Biblioteca Quarticciolo e Clossa Lab

Forse è questo l'amore?
Questo mio amarmi attraverso gli altri?
Solo attraverso gli altri?
Questo mio bisogno degli altri per amarmi?
Tiziana Tomasulo

Con "Da soli non si è cattivi" portiamo in scena tre storie, tre squarci tratti dalle drammaturgie e dai racconti di Tiziana Tomasulo.

L'amante ci racconta la spensierata vita di Barbara e Riccardo, una coppia. I nostri protagonisti stanno insieme da sedici anni e, come spesso accade alle coppie che convivono da tanti anni, fanno le stesse cose, hanno gli stessi gusti, le stesse movenze, gli stessi pensieri, gli stessi desideri, gli stessi tratti fisici...
Questa coppia che dunque è molto felice, vive la relazione unicamente come occasione per dimostrare all'altro di poter essere il migliore tra i due. La competizione e la voglia di primeggiare sull'altro li porteranno ad innamorarsi dello stesso uomo, Nancy, e ad essere pronti a tutto pur di conquistare l'amore del povero malcapitato.

Nella Telefonata la protagonista è una donna innamorata di un'altra donna che purtroppo si fa una semplice domanda: «la chiamo o non la chiamo?». Questa semplice domanda la porta a perdersi non solo nei meandri della sua mente ma anche nell'immobilità del proprio divano.

Nel Bagno vediamo invece un uomo che stura un cesso ed una donna che lo osserva, seduta su un bidet. Questi due esseri umani sono i resti/carcasse di una favola felice, sono ciò che resta del tempo che fu. L'uomo stura il cesso come se cercasse di sturare qualcos'altro, di stappare qualcosa che ha a che vedere con gli inceppi e le cadute di una relazione, di una storia d'amore, della fine di una storia d'amore; un qualcos'altro che ha a che vedere con quel momento in cui tutte le parole che si dicono "partono dal vuoto e vanno verso il vuoto". Unica salvezza? Forse lasciare che il cesso ci risucchi.

I personaggi di "Da soli non si è cattivi" sono dei poveretti incapaci di amare. Vorrebbero farlo, hanno bisogno di farlo ma, al tempo stesso, hanno paura dell'incontro con l'altro perché si vergognano profondamente di quello che sono. Non si sentono all'altezza e per questo sono rigonfi di rabbia e condannati alla solitudine.
I testi di Tiziana Tomasulo attraverso un'ironia raggelante ci imprigionano all'interno di un mondo claustrofobico fatto di ossessioni, manie di grandezza e desideri di vendetta. L'altro è visto come la possibilità di avere una conferma su quello che siamo ma anche, e soprattutto, un'occasione per scoprire che non siamo quello che immaginiamo di essere.
Fabiana Iacozzilli

TEATRO VASCELLO - via Giacinto Carini 78, 00152 Roma
22-23-24 maggio 2017
Orario spettacoli: lunedì, martedì, mercoledì ore 21.00

Info e prenotazioni: telefono 06.5881021/06.5898031, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrovascello.it


TIDA Theatre Danse presenta
SAREMO BELLISSIMI E GIOVANISSIMI SEMPRE
LA SCELTA - BEATI PAUPERES IN SPIRITU - ECKHART PROJECT
testi e regia Marco Chenevier
coreografia e interprete Marco Chenevier
direttore di palco Andrea Sangiorgi
Produzione: TIDA - Theatre Danse con il sostegno del MIBACT - Ministero dei beni e delle attività culturali e dell'Assessorato Istruzione e Cultura della Regione Valle d'Aosta

In danza e coreografia Marco Chenevier, sceglie di ripercorrere la vita e il pensiero del mistico tedesco Johannes Eckhart, uno dei più importanti del medioevo cristiano. Saremo bellissimi e giovanissimi sempre è uno spettacolo, in scena dal 26 al 28 maggio al Teatro vascello di Roma, che trasporta il pubblico in maniera ironica e dissacrante nel pensiero del filosofo tedesco meglio noto come Meister (maestro) Eckhart, si intreccia con una riflessione sul ruolo dell'arte contemporanea nella società incentrata su modelli esteriori volti alla propaganda del consumismo.

L'interprete, ingabbiato nel compito di dover realizzare uno spettacolo su Meister Eckhart, si rende conto della difficoltà dell'operazione quando ormai l’incarico è stato accettato. La ricerca dell'interiorità secondo il mistico domenicano, deve essere perseguita nella dissoluzione dell'egoismo cercando la solitudine interiore, distaccandosi dalla volontà, dalla memoria, dai sensi e dal giudizio. Dapprima adottando un atteggiamento intellettuale e analitico, l'interprete riprende i fondamenti della mistica di Eckhart tentando innumerevoli volte di tradurne almeno uno in uno spettacolo di danza. Ma nell'autocensura dei tentativi l'analisi si perde nella vana ricerca di un'idea drammaturgica che sembra continuamente fallire. Il malessere e le riflessioni vengono così condivisi con il pubblico in modo leggero e divertente in una parziale frattura del codice. Il ragionamento, esausto, porta il performer a chiedersi infine se non fosse sbagliato il processo in sé. La chiave di volta potrebbe essere quella di domandarsi quale sia il senso di un lavoro su Eckhart oggi, e se l'accusa di eresia che egli subì sette secoli fa non palesi un confitto atavico tra potere ed interiorità. La costruzione scenica rivela la scrittura della drammaturgia stessa, la quale diventa il filo conduttore che lega i quadri, le coreografie e le scene. Forse Eckhart, anche oggi, verrebbe tacciato di eresia non più dalla Chiesa, bensì dal Mercato.

In occasione dello spettacolo il 25 maggio alle 17.30 l’Istituto Italiano di Studi Germanici in collaborazione con il Teatro Vascello e TIDA Theatre Danse presenta Meister Eckhart. La via del distacco Conferenza del Prof. Marco Vannini.
Istituto Italiano di Studi Germanici – Villa Sciarra – Wurst sul Gianicolo via Caldarelli, 25/ via delle Mura Gianicolensi, 111)

TEATRO VASCELLO - via Giacinto Carini 78, 00152 Roma
26 e 27 maggio ore 21, 28 maggio ore 18
Biglietti: Intero 15 €, Ridotto over 65 e studenti € 12

Info e prenotazioni: telefono 06.5881021/06.5898031, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrovascello.it


InMovimento
Rassegna di danza a cura di Valentina Marini e prodotto da European Dance Alliance
MR Gaga anima e corpo di un genio della danza di Tomer Heymann
PAN/remastered Emanuele Soavi (Germania)

MYSTERIOUS ENGINE | Spellbound Contemporary Ballet (Italia)
BREATHLESS | Thomas Noone Dance (Spagna)
AB3 | Norrdans (Svezia)
AND SO IT IS... | Adi Salant (Israele,Batheva Dance Company)

Dal 22 al 28 maggio, il Teatro Eliseo ospita InMovimento, progetto dedicato alla danza internazionale, a cura di Valentina Marini e prodotto da European Dance Alliance.

Si comincia il 22 maggio alle ore 20.00 con la proiezione del documentario MR Gaga di Tomer Heymann, il più emozionante documentario per gli appassionati di danza moderna da ‘Pina’ secondo Variety. Dedicato al genio israeliano Ohad Naharin, tra i coreografi più importanti ed innovativi al mondo, il film racconta la vita e l’arte del creatore del rivoluzionario linguaggio di movimento corporeo chiamato “Gaga”, che lo ha reso famoso a livello internazionale.Tra filmati di repertorio e momenti di vita privata l’acclamato documentarista Tomer Heymann ha costruito un ritratto viscerale di Mr. Gaga: dagli esordi, alle prime esibizioni sulla scena internazionale con Martha Graham e Maurice Béjart, fino al passaggio al lavoro di coreografo, coronato dalla nomina a direttore artistico della Batsheva Dance Company, compagnia di danza israeliana di fama mondiale. Attraverso immagini di repertorio, estratti mozzafiato sul palcoscenico e riprese inedite delle lezioni con i suoi danzatori, il film, vivace, penetrante e contagioso, conduce il pubblico nel mondo di Mr Gaga: figura di grande integrità, animata da una visione unica e straordinaria della danza e della vita. Al termine della proiezione il regista incontrerà il pubblico e risponderà alle domande del pubblico e del moderatore Rossella Battisti.

Lo spettacolo che segue la proiezione del film (24 maggio ore 21.00) è PAN/remastered del coreografo e danzatore Emanuele Soavi, italiano di nascita ma tedesco di adozione.
Riadattamento di un lavoro del 2011 con il quale Emanuele Soavi ha vinto il premio del Teatro di Colonia come Miglior Interprete, la coreografia getta nuova luce e nuove ombre su Pan, intrattenitore e terrorista intrappolato in un limbo tra il mondo umano e quello divino. Nel tentativo di portare la figura mitologica forse più attuale di tutte nel mondo contemporaneo, Soavi gli conferisce un carattere analitico e frammentario: outsider, intrattenitore e terrorista, metà dio e metà capra. Nella versione odierna PAN/remastered è accompagnato da musiche dal vivo create da Stefan Bohne e dal fondatore di KOMPAKT Wolfgang Voigt, che ha arricchito la colonna sonora originale di nuovo materiale successivamente ri-arrangiato dall'artista e DJ Stefan Bohne.

Chiude il 28 maggio (ore 20.30) Dancing Partners, spettacolo con programma misto a firma di diversi autori: Mauro Astolfi, Thomas Noone e Martin Forsberg, con ospite speciale l’israeliana Adi Salant, co-direttrice di Batsheva Dance Company che regalerà uno speciale ritorno sulla scena con un suo “a solo”, che esprime in tutta la sua fisicità lo spirito e l’essenza di quel linguaggio del corpo che il film di apertura descrive.
Per il suo Spellbound Contemporary Ballet l’italiano Mauro Astolfi porta in scena Mysterious Engine, composto da due brevi coreografie: Me, prima di due parti di una nuova creazione che rivendica la “condizione” di non libertà degli uomini, e Small Crime su un bisogno mascherato da interesse ogni qual volta si cerca con la forza, qualsiasi tipo di forza, di entrare nella vita di una persona, cercando ostinatamente di attirare la sua attenzione.

Dalla Spagna Thomas Noone Dance in Breathless con le coreografie di Thomas Noone si interroga sulla capacità di influenzare il mondo intorno a noi, specialmente attraverso la performing art e la danza, mentre la compagnia svedese Norrdans con AB3 del coreografo Martin Forsbergfocalizza la performance sul numero 3 e sulla difficoltà di essere 4 spaziando dalla linearità e dalla sistematicità fino al caos e all’instabilità.

Special Guest di questa serata conclusiva, l’israeliana Adi Salant, che affianca Ohad Naharin nella direzione della Batheva Dance Company e che chiude la serata con un “a solo” a sua firma dal titolo “and so it is”. Una piccola sorpresa e un regalo di questa straordinaria artista che per l’occasione torna sulle scene dopo anni.

TEATRO ELISEO - Via Nazionale 183, 00184 Roma
Dal 22 al 28 maggio 2017
Orario spettacoli: ore 21.00
Biglietti: € 20 - 7
Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 83510216
Sito web: www.teatroeliseo.com


OMBRETTA CALCO
di Sergio Pierattini
Con Milvia Marigliano
Scene Roberto Crea
Costumi Rita Zangari
Scenotecnica Angelo Gallo
Regia Peppino Mazzotta
Produzione ROSSOSIMONA/OFFICINE VONNEGUT

Ombretta sta facendo un viaggio. Il viaggio più importante della sua vita

Chi è Ombretta Calco? Perché si è seduta su una panchina in una giornata torrida di luglio, a pochi passi dal portone di casa sua? Perché deve ripercorrere gli eventi sensibili della sua vita scavando ossessivamente nei ricordi? E perché deve ingaggiare, sotto il sole cocente, un duello con se stessa come se fosse una resa dei conti? Ombretta sta facendo un viaggio. Il viaggio più importante della sua vita. Un viaggio fuori dai vincoli imposti dal tempo e dallo spazio. Mentre procede senza soluzione di continuità, nel passare in rassegna i momenti più significativi della sua esistenza, ne comprende il senso. Riemergono dalla sua anima dettagli, accenti, colori, che riempiono i vuoti e danno nuova luce al quadro complessivo di una vita vissuta con sincera ingenuità, senza risparmi. Fallimenti, dolori, frustrazioni, debolezze, illusioni, tenerezze, slanci incoscienti verso un futuro che sarà sicuramente migliore, desideri legittimi di una vita normale, inclusa in affetti confortanti e routine rassicuranti.
Alla fine del viaggio, come premio per questa ricostruzione meticolosa, buffa e straziante, c’è la risposta o la felicità. Una felicità non eclatante. Una felicità tragica, semplice, minima, discreta e necessaria.
Scrive l’autore Sergio Pierattini: L’estate scorsa passai parte del mese di Luglio a Milano. Un giorno mi trovai a passare per Piazza Maciachini diretto a casa di una amica che abita lì vicino. Erano passate da poco le tredici, e la giornata era torrida. Notai una donna seduta, immobile sopra una panchina. Quando fui a pochi metri da lei rimasi colpito dal colorito pallido del suo viso e dalla posizione del capo, immobile e leggermente reclinato all'indietro. Pensai che stesse dormendo ma avvicinandomi alla panchina notai che aveva gli occhi aperti e che respirava faticosamente. "Si sente bene signora?" le chiesi. Lei voltò lo sguardo verso di me e rispose sorridendo: "Sì, grazie, sto bene, solo un po' di caldo". Mi sentii di aggiungere: "Abita qui vicino? Posso accompagnarla se ha bisogno". "Mi passa… è solo il caldo. Mi è già passato, non si preoccupi". La salutai e proseguii la mia strada. Un'ora dopo ripassando per la piazza, notai un'ambulanza nei pressi della panchina dove poco prima avevo visto la donna. Mi avvicinai. In quel momento l’ambulanza ripartì a sirene spente. Chiesi a un passante cosa fosse successo. Mi rispose che una donna era stata trovata morta sopra una panchina.
Il ricordo di quell'incontro, il senso di colpa di non aver fatto qualcosa che avrebbe potuto salvare la vita a quella donna, resero amari i giorni seguenti. Tornai a Roma ma ci volle molto tempo per dimenticare quell’episodio. Quest'anno, a maggio sono tornato a Milano. Una sera accetto l'invito a cena dell'amica che vicino a Piazza Maciachini. Manca poco alle otto. Ripasso da quella piazza. Seduta su quella stessa panchina vedo una donna. Mi avvicino: è immobile e il capo è leggermente reclinato all’indietro. E’ lei. La saluto, sorpreso. Lei alza la testa, mi sorride, ricambia il saluto. Il giorno dopo ho cominciato a scrivere Ombretta Calco.
Milvia Marigliano è stata finalista del Premio Le Maschere del Teatro 2016 come miglior interprete di monologo per Ombretta Calco e ha ricevuto il Premio Associazione Nazionale Critici Teatrali 2016.
Durata: 55 minuti

PICCOLO ELISEO - Via Nazionale 183, Roma
Da mercoledì 24 maggio a domenica 4 giugno 2017
Orario spettacoli: martedì, primo mercoledì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00; mercoledì e domenica ore 17.00
Biglietti: da 21 € a 15 €

Biglietteria on-line www.teatroeliseo.com e www.vivaticket.it
Call center Vivaticket: 892234

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 83510216
Sito web: www.teatroeliseo.com


LA RAPINA
Scritto e diretto da Federico Maria Giansanti
Con Giacomo Bottoni, Luca Cesa, Simone Lilliu, Daniele Marini, Martina Montini, Mark Proietti

"Cambiamo vita Cassandra"cit.

Dopo il grande successo de "Il debutto" e di "Quel che dovrei dirle", la Fmg torna in scena con un nuovo spettacolo teatrale dal titolo "La rapina" scritto e diretto da Federico Maria Giansanti.
La pièce, ricalcando i temi della commedia umana, vede come illustre protagonista il ceto popolare romano, dipinto ora con ironia e leggerezza ora con amarezza e crudo realismo, attraverso il racconto di diverse esperienze di vita che, lasciando i personaggi sconfitti e amareggiati, insinua nella loro mente un'idea assurdamente brillante: "organizzare una rapina in banca", idea che, prendendo forma e diventando realtà, dà vita ad un racconto grottesco e divertente che vedrà i protagonisti in seria difficoltà, esasperati e dubbiosi nella scelta delle proprie priorità: "...Denaro, Amicizia o Famiglia?"

TEATRO TRASTEVERE - Via Jacopa de Settesoli 3, 00153 Roma
Dal 30 maggio al 4 giugno 2017
Orario spettacoli: martedì-sabato ore 21.00, domenica ore 17.30

Info e prenotazioni telefono 06.5814004, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrotrastevere.it

 

FASSBINDER / VON KANT
con Valentina Ghetti, Licia Amendola, Caterina Gramaglia
produzione Killthepig
costumi Laura Di Marco
scene Valeria Mangiò
progetto fotografico Giorgia Lucci
adattamento e regia Luca Gaeta

FASSBINDER / VON KANT è un adattamento da "Le lacrime amare di Petra von Kant" un dramma incentrato sui rapporti di dipendenza e di potere celati all’interno delle relazioni sentimentali: Petra (una stilista di successo), che si illudeva di dominare la giovane e inesperta Karin come domina Marlene (sua segretaria tuttofare), finisce per essere soggiogata dalla ragazza, più spregiudicata di lei e favorita dall’età e della bellezza. Purtroppo per Petra, la dolorosa presa di coscienza che la fa maturare non la conduce alla felicità, anzi si troverà completamente sola, abbandonata persino da Marlene, che non ammette tra di loro un rapporto diverso dal dominio. "Il prerequisisto per poter amare senza dominare l'altro è che il tuo corpo impari, dal momento in cui abbandona il ventre della madre, che può morire. Quando si accetta il fatto che la morte è una parte della vita, non la si teme più e non si ha più paura di qualsiasi altra "fine"; ma finché si vive con la paura della morte, si reagisce in modo identico rispetto alla fine di una relazione e, come risultato, l'amore che pure esiste viene pervertito".
(Rainer Werner Fassbinder)

Note di regia
Lo spettacolo è un kemmerspiel. Claustrofobico, la casa è la tomba della'amore stesso. Pochi attori, recitazione innaturale, un proscenio. Germania anni 70, tre donne, musica classica e anni 50/60. Dei manichini entrano nella stanza da letto della protagonista, Petra Von Kant, e potranno partecipare ad una anatomia del rapporto di amore. Ognuno, nella vita quando ama, è manichino di qualcun altro. Un melodramma che indaga le dinamiche umane partendo da una riflessione autobiografica. Il centro del testo è Petra Von Kant, che vive nel mezzo della differenza di amore; lei ama Karin, Karin non ama Petra, Marlene ama Petra, Petra non ama Marlene. Il corpo è il tempo: il presente è Petra, il futuro è la giovane Karin/Gabriele (figlia di Petra Von Kant), il passato è Marlene/Valerie (Madre di Petra Von Kant) e il destino le parole del testo. La casa è lo spazio, la casa è il tutto (ufficio-laboratorio-confessionale-atelier-album di famiglia-riposo-gioco-tomba-fossa comune dei sentimenti). Lo spazio e il tempo diventano teatro.

TEATRO STANZE SEGRETE - Via Della Penitenza 3, Roma
Dal 25 al 27 maggio 2017 ore 21
Biglietti: Intero 15 Euro - Ridotto 10 Euro - Tessera Obbligatoria 3 Euro 
Consigliata Prenotazione Telefonica

Info e prenotazioni: telefono 066872690 - 3889246033
Sito web: www.stanzesegrete.it


IL NOME PROPRIO
con Giacomo De Rose, Jacopo Neri, Paolo Perinelli, Mariachiara Di Mitri, Ada Roncone
regia e drammaturgia Jacopo Neri
soggetto Jacopo Neri e Giacomo De Rose
costumi e scenografia Andrea Mancini
scenotecnica Luca Rovani

Antonio e Sandro (25 anni) sono due gemelli figli di un grande imprenditore nella provincia di un'Italia non meglio precisata nel tempo e nello spazio: Antonio è un editore, Sandro è un notaio e un pomeriggio si recano in visita dal padre insieme alle mogli, Sara ed Emanuela, per chiedere un prestito con il quale portare avanti le rispettive attività.
Fin da subito è evidente come il padre sia deluso dalla maggior parte delle scelte di vita dei gemelli - in particolare considerando il fatto che il suocero di Antonio è il numero uno tra i notai della regione e il suocero di Sandro il numero uno tra gli editori della regione: i due avrebbero dovuto sposare l'uno la moglie dell'altro, come dal padre legiferato al tempo, per avere maggiori possibilità di successo nelle rispettive carriere.
Avrebbero dovuto avere l'uno la vita dell'altro, per avere delle vite migliori.
In nome di tale delusione, il padre si dimostra restio a concedere il prestito: d'un tratto, nel corso della discussione, scambia i nomi dei gemelli.
Quello che sembra essere un caso metterà in moto un gioco ambiguo e machiavellico atto a mondare per sempre la trasgressione dei gemelli rispetto alla legge paterna. - Avviso ai soci -

TEATRO AGORÀ 80 (Sala B) - Via della Penitenza 33, Roma (Trastevere)
Dal 26 al 28 maggio 2017
Orari spettacoli: venerdì e sabato ore 21, domenica ore 18.30
Biglietti: intero 12 euro, ridotto 10 euro (tessera associativa: 2 euro)

Info e prenotazioni telefono 06 6874167, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito: www.teatroagora80.org


QUINTA ARMATA
Direzione artistica di Ilaria Ceci e Davide Sacco

Da gennaio a maggio ogni angolo del Teatro Marconi, in collaborazione con Tradizione Teatro, si trasformerà in palcoscenico per far vivere insieme musica, nuova drammaturgia, cantautorato, installazioni e performance.
Ultimo appuntamento di questa stagione:

QUINTA ARMATA, organizzata da Tradizione Teatro in collaborazione con il Teatro Marconi, torna a invadere il foyer e la sala del Teatro Marconi. Non si tratta di una rassegna, né di un progetto teatrale, QUINTA ARMATA è il luogo stabile dove le arti si fondono creando linguaggi diversi, un luogo dove lo spettatore vede la trasversale dell'arte under 35 nelle varie forme e sceglie di cosa arricchirsi: musica, nuova drammaturgia, cantautorato, installazioni, performance e tanto altro.
Novità assoluta è la presentazione del fumetto “Anna Magnani” di Rachele Morris e Marcella Onzo edito da Becco Giallo.
Tra i protagonisti dell'ultimo appuntamento anche #GolfoMistico, rassegna di nuovo cantautorato. Il 23 maggio si esibirà Danilo Ruggero, mentre il 24 sarà il turno di Toto Toralbo, anche curatore del progetto.
Sempre presenti le installazioni artistiche di Michelangelo Tomaro e i sottofondi musicali di Francesco Del Gaudio.
La serata si concluderà poi, alle ore 21.00, con IL DONO, lo spettacolo proposto dalla Compagnia BluTeatro, liberamente tratto da da Brevi interviste con uomini schifosi di David Foster Wallace, adattamento e regia di Luca Bargagna con Viviana Altieri, Vincenzo D'Amato, Elisabetta Mandalari, Luca Mascolo, Alessandro Meringolo e Massimo Odierna.
Uscito la prima volta negli Stati Uniti nel 1999, l'opera rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso letterario di David Foster Wallace che estremizza ulteriormente la sua cifra stilistica. Qui le tecniche dell'avanguardia letteraria esaltano con crudeltà l'assurda realtà che ritraggono. Attraverso la scelta della formula sarcastica dell'intervista Wallace ci propone un catalogo di tipi intimamente odiosi, laidi, voci di un'umanità allucinata, che per non soccombere si vomita addosso tutto il veleno possibile. Questi “uomini schifosi” sono mostri che – vittime o carnefici – divorano la propria carne lacerata creando un fermo immagine dell'irreale o dell'iperreale, che ci fa sentire come intrappolati in una stanza chiusa in loro compagnia.

TEATRO MARCONI - Viale Guglielmo Marconi 698e, Roma
23-24 maggio 2017 - dalle ore 19,30 / spettacolo ore 21,00
Biglietti: intero €16,00 / ridotto €13,00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 59.43.554
Sito web: www.teatromarconi.it


AMAZZONIA
Scritto e diretto da Enrico Maria Falconi

Dopo l'ultimo successo di pubblico e critica riscosso con lo spettacolo "Moby Dick. Me Stesso. Cerco", Enrico Maria Falconi ha sentito l'esigenza di raccontare un contesto, quale quello della foresta Amazzonica, apparentemente così lontano.
L'idea del Sud che si incontra (e scontra) con l'idea di Nord. Una dicotomia che non rimane solo geografica ma permane in una visione spesso opposta della vita e del rapporto con la natura che ci circonda.
“Amazzonia” è una storia contemporanea che inizia da una favola brasiliana che narra del rapporto intimo tra l'uomo e la natura, attraversa l'Enciclica di Papa Francesco "Laudato Si", “Siamo una sola famiglia umana. Non ci sono frontiere e barriere politiche o sociali che ci permettano di isolarci” , allo stesso modo non c’è spazio per la globalizzazione dell’indifferenza , per giungere poi fino alla periferia di una grande città del Sud Italia.
Dalla loro integrità, la salvaguardia del Pianeta stesso, "Amazzonia" è un grido di aiuto al Pianeta. Una lettura artistica sull'Ecologia. Una emozione da vivere a 360 gradi dove tutto viene messo in discussione tranne la voglia di trattarci meglio.
Trenta attori in scena tra cui: Enrico Maria Falconi, Rachele Giannini, Patrizio De Paolis, Simone Luciani, Ettore Falzetti, Claudia Crostella, Marina Billwiller,Sara Giglio, Filomena Pisani, Diletta Acanfora, Matilda Terzino, Simona De Leo, Federica Falzetti, Alessandro Onorati, Monia Cappello, Andrea Polidori, Asia Retico, Virginia Serafini, Nico Lipparelli, Riccardo Benedetti, Simona Verdesi, Simona Falconi
Lo spettacolo ha ricevuto il patrocinio di Cittaslow International, il network mondiale delle città del buon vivere. Raccoglie otre 200 comuni di 30 Paesi del mondo accomunati dalla voglia di perseguire uno sviluppo sostenibile, attraverso “l’economia della lentezza”: la capacità di valorizzare le risorse di ciascun territorio (siano esse agricole, artigianali, economico-produttive, sociali, turistiche e culturali), trasformandole in modelli di sviluppo sostenibili e in tecnologie innovative.
La filosofia di Cittaslow “siamo alla ricerca di Città animate da uomini curiosi del tempo ritrovato , ricche di piazze, di teatri, di botteghe, di caffè, di ristornati, di luoghi dello spirito, di paesaggi non violati, di artigiani affascinanti, dove l’uomo ancora riconosce il lento, benefico succedersi delle stagioni, ritmato dalla genuinità dei prodotti, rispettosi del gusto e della salute, della spontaneità dei riti (…)” (Dal Manifesto delle Cittaslow, Orvieto, Ottobre 1999).
Lo spettacolo sarà in scena al teatro Ambra alla Garbatella fino a sabato 27 maggio ’17, per poi proseguire in tournée in tutta Italia.

TEATRO AMBRA ALLA GARBATELLA - Piazza Giovanni da Triora 15, 00154 Roma
25-26-27 maggio 2017 ore 21

Info e prenotazioni: telefono 06.81173900, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroambra.it


PERCHÈ AMO IL MIO PECCATO
di Diego Placidi
libero adattamento di “Storia di una capinera”
con Ilaria Libianchi, Clara Raffuzzi, Mauro Tiberi, Marica Pace
regia Diego Placidi

Ritorna in scena “Perchè amo il mio peccato” diretto da Diego Placidi.
Al Teatro Kopó di Roma Ilaria Libianchi, Clara Raffuzzi, Mauro Tiberi e Marica Pace sono i protagonisti dal 26 al 28 maggio 2017 di una messa in scena surreale e di chiara ispirazione ghotic dark del libero adattamento di “Storia di una capinera”.
Non più bambina e non ancora donna, Maria, che il solo peccato che abbia mai commesso è stato amare, cammina triste, spaurita, disperata e quasi folle, lungo il viale dei ricordi. Compagno di viaggio un destino quasi umano, ormai nemico. Entrambi sono diretti verso la sola certezza della vita…
Pur rimanendo aderente al testo dell’autore, è stata messa da parte la costruzione epistolare. In “Perché amo il mio peccato” sono stati aggiunti personaggi inesistenti nel testo originale che rendono la storia molto più discorsiva. Lo spettacolo è, ovviamente, incentrato sulla protagonista Maria, sulla sua scoperta di una vita differente da quella a cui è abituata, ad un amore diverso da quello che pensava di conoscere.
Ma in più, in questo viaggio dei ricordi, è accompagnata da un “Destino” che si concretizza con le figure mitologiche delle MOIRE. In “Perché amo il mio peccato” gli attori sono padroni della scena, fatta eccezione per un unico elemento scenografico.
Una messa in scena cupa, piuttosto claustrofobica, quasi surreale e di chiara ispirazione ghotic dark.

Note di Regia
L' ambientazione gothic - dark è la scelta per lo spettacolo, facendo l'occhiolino a Tim Burton. Le luci fanno parte essenziale della messa in scena, scura, cupa a creare uno spazio surreale. L'adattamento trasforma la costruzione epistolare in un monologo/dialogo di Maria, la protagonista. In oltre c'è un destino fisico che segue Maria, rappresentato dalle figure delle Moire , inesistenti nel testo di Verga, e che sono REALMENTE legate alla protagonista, unico elemento scenico. Una messa in scena minimalista dove gli attori sono gli assoluti padroni della scena, diventando a tratti la scenografia stessa. Una rappresentazione a forte base fisica, dove i protagonisti sono difficilmente immobili. In fine la musica fa da compagna a tutta la rappresentazione, a voler sottolineare l' interpretazione delle attrici/attore.

TEATRO KOPÓ - Via Vestricio Spurinna 47/49, Roma
Dal 26 al 28 maggio 2017 ore 21
Biglietti: venerdì 26 € 10, sabato 27 e domenica 28 € 12, Gruppi da 4 persone in su € 10

Info e prenotazioni: telefono 06.45.65.00.52, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrokopo.it


ORIENTHEATRE
giro di vite
drammaturgia: Tommaso Cardelli, Alessandro Di Murro
regia: Alessandro Di Murro
aiuto regia: Francesco Ippolito
con Jacopo Cinque, Giulia Modica, Laura Pannia, Lida Ricci e Bruna Sdao

Sarà in scena all’interno del Festival LABIRINTO II con partenza presso il Teatro Studio Uno il 21 e 28 maggio 2017 la performance urbana Orientheatre: giro di vite prima assoluta, ispirato a “Il giro di vite” di Henry James, drammaturgia Tommaso Cardelli e Alessandro Di Murro, regia Alessandro Di Murro, con Jacopo Cinque, Giulia Modica, Laura Pannia, Lida Ricci e Bruna Sdao.
Prendendo spunto dalla disciplina dell'orienteering, o orientamento, che consiste nell'effettuare un percorso caratterizzato da punti di controllo chiamati "lanterne" e con l'aiuto esclusivo di una cartina topografica, gli attori del Gruppo della Creta hanno ideato l’evento urbano Orientheatre: giro di vite. Sostituendo le “lanterne” con attori, gli spettatori sono invitati ad orientarsi nel quartiere di Torpignattara, come dentro ad una drammaturgia spaziale. Seguendo le più moderne correnti di “riappropriazione territoriale”, che consistono nella valorizzazione delle zone depresse urbane ed extraurbane, il Gruppo propone una possibilità esperienziale di spettacolarizzazione dell'impianto urbanistico, che diventa scenografia e set per le narrazioni degli attori disseminati nella zona.

Note di regia
“Il disorientamento è una condizione esistenziale oltre che fisica. Mette in crisi ogni certezza. Ci riporta ad uno stato infantile in cui qualcuno deve prenderci per mano per riportarci nella via conosciuta. Questa è la condizione in cui vogliamo mettere gli spettatori.
Un lavoro che ha preso la forma e il colore che il quartiere di Torpignattara ci ha suggerito. Un primo esperimento che il Gruppo ha abbracciato con uno spirito di apertura e conoscenza che vuole indagare lo spazio, il significato dei segni e il confine tra realtà e finzione.
Partendo dalle derive situazioniste, ispirandosi al capolavoro di Henry James “Il giro di vite” e legandosi allo spirito e ai conflitti del quartiere romano che ci ospita, la performance mette al centro il significato del labirinto esistenziale in cui ognuno di noi si sente rinchiuso.­­
La domanda che vogliamo suscitare non è -qual è il significato?- ma - dov'è l'uscita?”

TEATRO STUDIO UNO - Via Carlo della Rocca, 6 00177 Roma
21 e 28 maggio 2017
Durata performance: 50 minuti
Il primo turno ha inizio alle ore 17.00, l’ultimo alle ore 20.00 ed è prevista una partenza ogni 20 minuti. La prenotazione è obbligatoria.
Orari evento: primo turno ore 17.00 - ultimo turno ore 20.00 (partenza ogni 20 minuti)
Biglietti: intero €10,00 (prenotazione obbligatoria)

Info e prenotazioni: telefono 349/4356219 - 329/8027943, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrostudiouno.com


Claudio Morici
legge tutto
TRIPLO READING MORTALE

Ex-scrittore di romanzi e viaggiatore, copywriter, writer e autore, Claudio Morici, ospite per la prima volta all’Angelo Mai di Roma il 26, 27 e 28 maggio, legge ‘tutto’ e presenta TRIPLO READING MORTALE, la sua trilogia.
Il 26 maggio La prima volta che non ti ho amato (ore 21) e L'ultima volta che mi sono suicidato (ore 23) e il 27 maggio alle 21 Lui e Leila. Tre storie d'amore quasi impossibile. Tre tilt esistenziali nei quali sarà difficile non riconoscersi.
Il 28 Maggio alle 12 inoltre, debutta con un testo inedito per bambini scritto e interpretato con Marco Ceccotti: A Biancaneve piace Spiderman e Batman si arrabbia.
I suoi spettacoli, a metà tra il reading, il monologo e il radio dramma in forma di racconto comico, hanno generato un piccolo caso da "nicchia-pop", riempiendo con il solo passaparola librerie, locali, teatri e centri sociali.

Venerdì 26 Maggio 2017
h 21: LA PRIMA VOLTA CHE NON TI HO AMATO
Di e con Claudio Morici
con Ivan Talarico alla chitarra onomatopeica

Attraverso 13 telefonate e un messaggio in segreteria, si racconta la storia di un ragazzo e una ragazza che si incontrano, si conoscono e NON si innamorano per tutta la vita. Un legame fortissimo, che non si ferma di fronte a niente. Perché non amare, a differenza di amare, è per sempre.

h 23: L'ULTIMA VOLTA CHE MI SONO SUICIDATO
Di e con Claudio Morici

Roma, 2089. Un anziano rimpiange i vecchi tempi: "ce bastava uno smartphone, un social network... Oggi questi che c'hanno?". Suo nipote Robertino, infatti, è il tipico adolescente del 2089 ossessionato dalla telepatia, che si teletrasporta anche a tavola... Un reading corale ambientato in un futuro assurdo almeno quanto il presente. Dove l'amore è diverso, ma sempre drammaticamente incomprensibile.

Sabato 27 maggio 2017 - h 21
LUI E LEILA
di Claudio Morici e Daniele Parisi
con Claudio Morici

Un rapporto che inizia dai fogliettini lanciati trai banchi e attraversa, in un crescendo tecnologico: litigi al telefono, sms chiarificatori, tradimenti su whatup, dichiarazioni da 300 "mi piace"... Una grande storia d'amore dell'era globale. Dove si evolvono le persone e gli strumenti di comunicazione, ma nulla sembra aiutare i sentimenti.

Domenica 28 Maggio 2017 h 12
BIANCANEVE PIACE SPIDERMAN E BATMAN SI ARRABBIA
Una "fiaba giocattolo" per bambini dai 4 anni in su.
di e con Claudio Morici e Marco Ceccotti

Batman e Spiderman sono stanchi di combattere tutti i giorni contro il perfido Cattivone. Durante una pausa vedono su Rai Yoyo la pubblicità del "Magico Mondo delle fiabe, un luogo dove si è sempre bambini" e decidono di visitarlo. In quanto supereroi, infatti, non sono mai stati bambini e vorrebbero anche loro vivere spensierati, sempre a giocare, con persone che si prendono cura di te. Ma i due maldestri supereroi non tardano a combinare disastri: Spiderman si innamora di Biancaneve, Batman si fa ammaliare dal lupo, stravolgendo così le millenarie storie fiabesche e mettendo in pericolo la vita di tutti i personaggi delle fiabe.

ANGELO MAI - Via delle Terme di Caracalla 55°, Roma
26, 27 e 28 maggio 2017
Biglietto unico 10 euro

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


LA TORTA DI JOE
di Elisabetta Tulli
con Brunella Platania, Gerry Gherardi, Valentina Naselli,
Gea Andreotti, Andrea Bratta
con la partecipazione di Elisabetta Tulli
Regia di Serena Mastrosimone e Gino Matrunola
Musiche e liriche Piero Pintucci e Valentina Naselli
Grafica e foto Paolo Lombardo
Scenografia Antonio Iannaccone
Costumi Mary Valente

Commedia brillante ambientata in un ristorante di periferia “Da Joe”, dove il proprietario e cuoco Joe, al secolo Giovanni, prepara una torta dall'ingrediente segreto con cui vorrebbe tanto fare fortuna.
C'è Sandra, cantante dal passato sconosciuto, costretta a lavorare da Joe per mettere da parte un po’ di soldi e magari scappare via; Vanessa, l’attempata cameriera burbera, ma dal cuore tenero, che ce la mette tutta per sembrare più giovane e infine Nicol, timida al limite della patologia, che non ne fa mai una giusta ed uno strano aiuto cuoco Assir che non parla una parola di italiano, ma capisce sempre tutto.
In questo ambiente tra gag e vita vera, trascorre un anno, un anno di costruzione di rapporti umani, di affetti che culmina con l’arrivo della Signora Salvetti, direttrice della rivista “Buongustaio” che dovrebbe assaggiare la torta di Joe e forse, chissà, cambiarne la vita.
Ma come in ogni sceneggiatura che si rispetti, la Salvetti non è solo la direttrice della rivista, ma è una donna dalla vita complicata, molto complicata! E chissà se assaggerà la Torta di Joe? Di certo lo farà il pubblico a cui verrà servita la torta come dessert conclusivo di una squisita “Altra Cena” servita prima dello spettacolo.

TEATRO ALTRO SPAZIO - Via Tiburno 33 - Roma
Dal 20 al 24 maggio 2017 (compreso il lunedì) ore 21.00
“Altra Cena” e spettacolo 20€ (prenotazione obbligatoria per posti limitati)

Info e prenotazioni: telefono 393 907 5005


SOGLIOLE A PIACERE
scritto e interpretato da Gloria Giacopini
video Valeria Tomasulo
regia Gloria Giacopini e Valeria Tomasulo
CHRONOS3

“Con il nome comune Sogliola si indicano alcune specie di pesci d’acqua salata la cui evoluzione li ha portati alla postura sdraiata su un fianco.”
Un giorno ho deciso di andare contro natura e di fare un’esperienza estrema: ho fatto snorkeling. Stavo quasi per iniziare a muovere un braccio, dopo la prima mezzora passata immobile, tutta rattrappita sul bordo dell’acqua che sembravo morta, quando sul fondo del mare vedo qualcuno che mi guarda più spaventato di me. Era una sogliola. Sdraiata su un fianco come la sua evoluzione ha previsto e con entrambi gli occhi posizionati sul lato superiore. Mi fissava come a dire: “Tu mi assomigli”. Ho scelto lei come cornice dei miei episodi. E’ il simbolo perfetto di una vita passata a nascondersi sul fondo del mare. (Gloria Giacopini)

TEATRO BIBLIOTECA QUARTICCIOLO - Via Ostuni 8, Roma
24 e 25 maggio 2017 ore 21
Biglietti: Intero 10€ - Ridotto 8€ (over 65, under 24, possessori di Bibliocard)

Info e prenotazioni: telefono 06 98951725, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrobibliotecaquarticciolo.it - www.teatriincomune.roma.it

 

TIP TAP SHOW 22°ANNO presenta
CANTANDO SOTTO LA PIOGGIA - IL MUSICAL
una produzione LIM
basato sul film della MGM
regia e adattamento Cesare Vangeli

Il musical è ambientato alla fine degli anni venti nel periodo di passaggio dal cinema muto al sonoro. Il film è diretto da Stanley Donen e Gene Kelly , interpretato dallo stesso Gene Kelly, Donald O'Connor e Debbie Reynolds.
25 artisti in scena canteranno e danzeranno dal vivo x dare vita al musical piu' famoso di tutti i tempi.
Con le indimenticabili musiche di Nacio Herb Brown, Roger Edens,Al Goodhart,Al Hoffma che tutti ricordano e canticchiano tra queste la piu famosa “Singing in the rain”che da il nome al musical.

Con la partecipazione di Cinzia Alitto nel ruolo di Dora Bailey e Cristina Pensiero - solista di "Follie di Broadway".
Il ruolo di Don Lockwood sarà interpretato da Tiziano Edini (già tra i protagonisti di “Evita” il musical).
Marianna Di Maso, Alessia Marozzo - Kathy Selden, Francesca Campagna, Laura Girone- Lina Lamont e Matteo Volpotti - Cosmo Brown
Andrea Alberto - Roscoe Dexter, Mike Illiano - R. F. Simpson, Claudia Candiloro - Mrs Ginsmore, Juho Karhu - cantante in "Luce per me", Ludovica Regini - segretaria, Giulia Di Tommaso - Miss dignità, Barbara Greco – ballerina solista, Chiara Anzelmo, Sara Crestini, Priscilla Di Benedetto, Mattia De Gaetano, Miki Illiano, Pedro Logeri, Aurora Pepoli, Angelica Perroni, Pamela Scianatico, Eleonora Senzanonna, Francesca Surace

Adattamento e regia Cesare Vangeli
Traduzioni canzoni Michele Renzullo
Coreografie Cristina Pensiero e Cesare Vangeli
Aiuto regia Francesca Piersante
Scene Riccardo Morucci
Coordinatrice generale Antonella Gatti
Direzione Musicale Ilaria Viola
Costumi LIM
Grafico Mario Toccafondi

TEATRO PARIOLI PEPPINO DE FILIPPO - Via Giosuè Borsi 20, 00197 Roma
26 e 27 maggio 2017 ore 21

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 8073040
Sito web: www.parioliteatro.it


ANITA GARIBALDI
di Diego Gullo
con Francesca Bianco e Antonio Salines
musiche di Roberto Fia
regia di Carlo Emilio Lerici

Una commedia musicale che rende omaggio alla figura della compagna di Giuseppe Garibaldi, Anita Garibaldi.
Conosciuta come l’Eroina dei Due Mondi, Ana, detta Anita, nasce in Brasile, a Morrinhos, nel 1821.
I due si conoscono nel 1839 e da allora diventano inseparabili: sposatisi a Montevideo nel 1842, lei ha sempre combattuto accanto al compagno Giuseppe e ai suoi uomini, difendendo le armi in occasione delle battaglie via terra e via mare. Vera rivoluzionaria, rimarrà accanto al marito fino alla fine, combattendo durante i giorni della Repubblica Romana. Morirà giovanissima, a causa di malaria, nel 1849. Mitica icona del Risorgimento e dell’Unità d’Italia, lo spettacolo racconta la vita di una donna forte e moderna che con la sua forza è riuscita a staccarsi dalla convenzioni e imprimere un proprio segno sulla storia.

TEATRO BELLI - Piazza di Sant’Apollonia 11/a, Roma
Dal 23 al 25 maggio 2017 ore 21
Biglietti: € 18 intero, € 13 ridotto

Info e prenotazioni: telefono 06 5894875, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrobelli.it

 

Data unica

Dominio Pubblico in collaborazione con E45 e il Teatro Bibilioteca Quarticciolo propone:
INTERRACIAL MEETING

ore 16.00
DPU25 incontra i ragazzi del Progetto Banchi / MigrArti
Incontro pubblico con il regista Mauro Santopietro per il Progetto Banchi

Il progetto Banchi si sviluppa in cinque mesi e ha come cuore un laboratorio creativo che, partendo dal testo di Nigel Williams, Class Enemy, porterà alla riscrittura di una versione nuova e adattata e all’allestimento dello spettacolo che debutterà il 4 giugno 2017 nel festival Dominio Pubblico_La città agli Under 25.
All’interno del laboratorio creativo, condotto da Mauro Santopietro e monitorato da Cristiana Russo e Ejaz Ahmad, i partecipanti potranno seguire differenti mansioni: attori, assistenti alla regia, collaboratori di scenografi e costumisti e assistenti di light designer. Un viaggio all’interno della dimensione produttiva e creativa teatrale che verrà complementato da un percorso di visione coordinato dallo staff di E45, che cura l’intero progetto, e da Mauro Santopietro, che permetterà ai ragazzi partecipanti di seguire cinque spettacoli della programmazione 2017 scelti tra i vari cartelloni sul contemporaneo della città di Roma e di incontrare gli artisti per domande e approfondimenti.
Gli appuntamenti tra i ragazzi Under 25 del progetto Dominio Pubblico e i ragazzi di seconda generazione e di diverse provenienze del progetto Banchi/MigrArti proseguiranno il 31 maggio al Cinema Aquila con INTERRACIAL MEETING II e il 4 giugno al Teatro India con un pranzo sociale e il debutto dello spettacolo Banchi.

ore 18.00
ALBANIA CASA MIA (short version con incontro pubblico)
di e con Aleksandros Memetaj
regia Giampiero Rappa
Argot produzioni

25 febbraio 1991, Albania. Il regime comunista che per più di 45 anni aveva controllato e limitato la libertà dei cittadini albanesi è ormai collassato. Il malcontento del popolo si esprime con manifestazioni, distruzione dei simboli dittatoriali ed esodi di massa, per primo quello di Brindisi. Tanto più che il focolare della rivolta, ultimo in Europa, aspetta da anni, dopo la morte di EnverHoxha nel 1985 e la caduta del muro di Berlino nel 1989, di appiccare, a partire da Scutari, divampando poi in tutta la nazione e raggiungendo le città principali: Tirana, Durazzo e Valona. I movimenti politici formatisi (soprattutto diseredati, intellettuali e studenti) cominciano ad agitarsi contro il governo. Le Ambasciate vengono aperte dai rispettivi paesi e inondate di persone richiedenti asilo. Allora il presidente Ramiz Alia concede il diritto di viaggiare fuori dallo stato, riaprendo i confini e aprendo all’economia libera. Migliaia di persone cercano di scappare verso l’Occidente partendo dai porti di Valona e Durazzo con navi, pescherecci e gommoni diretti verso l’Italia. Tra questi c’è anche Alexander Toto, trentenne che scappa da Valona a bordo del peschereccio “Miredita” (Buon giorno) e giunge a Brindisi. In quel peschereccio c’è anche Aleksandros Memetaj, bimbo di 6 mesi. Albania casa mia è la storia di un figlio che crescerà lontano dalla sua terra natia, in Veneto, luogo che non gli darà mai un pieno senso di appartenenza. “Albania casa mia” è anche la storia di un padre, dei sacrifici fatti, dei pericoli corsi per evitare di crescere suo figlio nella miseria di uno Stato che non esiste più. E’ anche la storia del suo grande amore nei confronti della propria terra, di grande patriottismo, di elevazione di alcuni valori che in Italia non esistono più. Quando il popolo piange sangue e si ribella allo Stato, per un gioco controverso dell’animo umano il cuore, pur bagnato di veleno, conserva gli odori, le immagini e i dolci ricordi di una nazione unica, con una storia sofferta e passionale. I destini di Aleksandros Memetaj e Alexander Toto – apparentemente lontani – si incrociano più volte nella storia fino creare un’unica corda, un unico pensiero. Finché l’uno diventerà il figlio e l’altro il padre.

Vincitore Premio Museo Cervi - Teatro per la Memoria 2016
Vincitore Premio Avanguardie 20 30 [Bologna]

Albania casa mia è stato uno degli spettacoli selezionati per l’edizione 2016 del festival Dominio Pubblico_La città agli Under 25.

TEATRO BIBLIOTECA QUARTICCIOLO - Via Ostuni 8, Roma
22 maggio 2017 ore 16
Biglietti: ingresso gratuito

Info e prenotazioni: telefono 06 98951725, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrobibliotecaquarticciolo.it - www.teatriincomune.roma.it

 

IL CASSETTO DEI RICORDI - V EDIZIONE
Serata dedicata a “Gabriele Viti”

Sul palco, tra gli altri, Francesco Pannofino, Paolo Conticini, Michele La Ginestra, Sebastiano Somma, Maurizio Mattioli, Roberto Giacobbo, Manlio Dovì

Una serata di beneficenza da non perdere - ingresso gratuito- tra danza, musica e magia, organizzato dall’Associazione di volontariato "Gabriele Viti". A condurre la serata la giornalista RAI Roberta Ammendola.
Tra i tanti ospiti presenti sul palco Francesco Pannofino, Paolo Conticini, Michele La Ginestra, Sebastiano Somma, Maurizio Mattioli, Roberto Giacobbo, Manlio Dovì, Maria Letizia Gorga, Francesco Meoni, la World Spirit Orchestra con Mario Donatone, Antonello Costa, Massimo Corvo, i ragazzi della "Accademia il Sistina". Sul palco anche la Roma Exclusive Band, la magia delle bolle di sapone di Marco Zoppi e per uno speciale momento di danza, spazio ai ballerini dello Ials Roma.
Gabriele era un bambino che ha combattuto il suo male con coraggio per quasi quattro anni. Accanto a lui, tutti. Familiari, amici e medici. Gli stessi che hanno ereditato il suo testamento morale: costruire un ospedale dove i bambini si trovassero bene'.
Dal 2003 l'associazione che porta il suo nome collabora con i principali ospedali di Roma e Provincia. Impegnata nella protezione civile e nel sociale in dieci anni di attività è riuscita ad effettuare circa trenta donazioni. Era il sogno di Gabriele.
Il ricavato di questa edizione verrà utilizzato per l'acquisto di un macchinario per la visualizzazione del sistema venoso da donare al reparto di Terapia intensiva neonatale dell'ospedale San Camillo di Roma.

Ingresso gratuito, fino ad esaurimento posti.
Per prenotarsi, entro il 19 maggio alle ore 12.00, inviare richiesta a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

TEATRO SISTINA - Via Sistina 129, 00187 Roma
Lunedì 22 Maggio 2017 ore 21.00

Info e prenotazioni: telefono 06.4200711 - 392.8567896, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.ilsistina.it


Il CIES Onlus e MaTeMù presentano
PRIMA POSSIBILE
Concerto- spettacolo della MaTeMusik band & crew
In collaborazione con Fondazione Altamane Italia
Con il patrocinio del Municipio Roma I Centro.
Arrangiamenti: Andrea Pantaleone, Cristiano Urbani, Carlo Conti e Gianluca Panaccione
Coreografie: Elisa Saiko Ciprianetti
Vocal Coach: Silvia Gollini

Sarà in scena al Teatro Quirinetta venerdì 26 maggio, il Concerto- spettacolo della MaTeMusik band & crew dal titolo PRIMA POSSIBILE. L’evento unico, è presentato da CIES Onlus e MaTeMù.
Protagonisti della serata i giovani allievi del MaTeMù: Barbara Aruffo, David Wilson, Laura Candela, Claudio Bruno Collantes, Bryan Calero Guaman, Eliana Camilletti, Mark Ghobrial, Angel Quispe Calva, Shady Ramadan, Muzio Mecchia, Fatou Sokhna, Giulia Leonardi, Francesco Maresca, Giuseppe Venturino, Stefano Giuliani, Samy Adames "Lil Biz" Belem,
Idris "Hamza" Camara, Rufus "Lib Porko" Jackson, Gabriele "Smile" Bermello, Joel "Slayner" Peñaherrera Vargas, Riccardo "Haze" Ceri, Johnbull "Necky" Wisdom, Okafor "Flash" Wisdom, Jorge Gomes "Gorge" Do Nascimento, Carlotta "Lilith" Petruccioli, Janette "jjaney" Mecchia, Giulia "Kat" Pietrosanti, Edoardo "Tarzan" Carraro, Giancarlo "Gc" Canillas, Nayelli "Nagi" Arbildo, Valeria "Sunnerie" Benvenuto, Esteban "El Rolo" Salazar, Cristo "breakcri" Spinella, Omar "O boy" Kebbeh.
Tutto il lavoro è coadiuvato da professionisti che ogni giorno accompagnano i ragazzi in un percorso di crescita artistica costante e di grande valore culturale e professionale. Gli arrangiamenti sono di Andrea Pantaleone, Cristiano Urbani, Carlo Conti e Gianluca Panaccione, le coreografie di
Elisa Saiko Ciprianetti, vocal coach è Silvia Gollini.
Questi ragazzi sono il più forte antidoto alla paura e alla chiusura che avete visto finora. Nelle stanze di MaTeMù c'è ogni pomeriggio un'altra idea di città. E il 26 ve la portiamo al Quirinetta. E allora... Che sia festa!

PERCHÉ PRIMA POSSIBILE
Perché nell'espressione comune "prima possibile" sono contenute due idee, quella dell'urgenza e quella della possibilità.
L'urgenza è quella artistica, e ancor prima, umana, di condividere emozioni, idee, luoghi.
La possibilità consiste nell'intuire ciò che può avere forma, progettarlo e realizzarlo tramite l'impegno quotidiano.
Ciò che è urgente non vuole attendere e ciò che deve essere progettato e realizzato vive di attesa.
Questi due poli generano un percorso.
Noi siamo lì, da qualche parte, su quella strada.

LA SERATA
Sul palco del Quirinetta, in una sola serata, saranno di scena l'energia della musica R&B, le strade del Jazz con un quartetto di sassofoni, il tributo rock alla eclettica figura di David Bowie e la coinvolgente energia che viene dalla strada, tipica della cultura Hip-hop, il MaTe Block Party Show.
Quattro strade differenti, quattro punti di partenza, quattro percorsi possibili. Il trait d'union è il percorso artistico di musicisti, rapper, bboy e bgirl della Scuola d'Arte di MaTeMù.
L'R&B e la scrittura di Duke Ellington, la forza innovativa dell'hip-hop e quella di Bowie: dove si incontrano e come si intersecano? Un continuo lasciarsi e riprendersi di stili differenti legati da un'unica domanda: a cosa serve la musica?

LA MaTeMusik BAND & CREW
La MaTeMusik band & crew è un gruppo musicale composto da ragazze/i provenienti da tantissime parti del mondo, che nasce nel 2010 all'interno del Centro Giovani e Scuola d'Arte del Municipio Roma I, ideato e gestito dal CIES Onlus: MaTeMù. Il Centro si trova nel cuore del quartiere Esquilino.
Nel corso di questi anni circa cinquanta ragazzi hanno contribuito alla vita di una band che nasce dalle strade intorno alla Stazione Termini, nel segno di un'espressione musicale vibrante e genuina.
La Band ha partecipato a numerose manifestazioni culturali, si è esibita su importanti palchi della capitale e ha partecipato agli spettacoli teatrali "Altrove", "Nella Tempesta", "Ecco dove" ed "... E ora passiamo ad altro", andati in scena in importanti teatri romani (Ambra Jovinelli, Vascello, Teatro di Villa Torlonia, Terme di Caracalla)

TEATRO QUIRINETTA - Via Marco Minghetti 5, Roma
Venerdì 26 maggio 2017 - Ore 21:00
Biglietti: € 5,00

Info e prenotazioni: Cies Onlus/Matemù telefono 0677264611, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


WHITE RABBIT RED RABBIT * CONIGLIO BIANCO CONIGLIO ROSSO
di Nassim Soleimanpour
con Maurizio Rippa

senza regia, senza scene, un attore, per un'unica replica

White rabbit red rabbit è un esperimento sociale in forma di spettacolo. L’attore che lo interpreta per un’unica volta, senza regia e senza prove, apre la busta sigillata che contiene il testo già sul palco e ne condivide il contenuto con il pubblico. Una sedia, un tavolo, un leggio, gli orpelli concessi. Il qui e ora nella sua massima espressione. Il testo è un veicolo per l’autore, l’iraniano Nassim Soleimanpour che vuole condividere una condizione attraverso parola e gioco, ironia e intimità, innescando una reazione a catena estremamente stimolante. Ci sono delle regole da rispettare per chi accetta la sfida: chi decide di portarlo sulla scena non può averlo visto prima. Deve arrivare sul palco ed iniziare a giocare. Deve portare in dote coraggio e leggerezza, intraprendenza, ironia ed intelligenza. In Italia, all’Angelo Mai di Roma i protagonisti di questa prima edizione sono Sylvia De Fanti, Daniele Parisi e Maurizio Rippa. White rabbit red rabbit è un testo teatrale che attraversa il mondo dal 2011, anno in cui ha debuttato all’Edimburgh Fringe Festival, è stato tradotto in 20 lingue e ha fatto più di mille repliche. La natura del progetto lascia poche tracce online, non sono ammesse recensioni, solo condivisioni e impressioni dopo l’esperienza vissuta. È un fenomeno inarrestabile, è un flusso in cui in Italia è entrata 369gradi, società di produzione teatrale che lavora nell’ambito della ricerca e dell’innovazione. Per raccontarlo ci piace far presente che è stato rappresentato da Sinead Cusack, Whoopi Goldberg, Ken Loach e in Italia da Lella Costa e Federica Fracassi, per esempio, e citare alcune delle città in cui è programmato lo spettacolo nella prima parte del 2017: Mexico City ,Bristol, Adelaide, Nizza, Praga, Santiago del Chile, Barcellona e Sao Paolo. 369gradi ha acquisito i diritti per l’Italia e avvia il gioco all’Angelo Mai di Roma luogo di ricerca, sperimentazione e apertura a progetti fuori formato per eccellenza.

Nassim Soleimanpour è un autore di Teheran, Iran. I suoi spettacoli sono stati tradotti in 20 lingue. Conosciuto per White Rabbit Red Rabbit testo premiato come Best New Performance al Dublin Fringe Festival, al Summerworks Outstanding New Performance Text Award e al The Arches Brick Award che ha ricevuto anche menzioni speciali al Total Theatre e al Brighton Fringe Pick of Edinburgh Award. Quando a Nassim fu permesso di viaggiare per la prima volta, all'inizio del 2013, White Rabbit Red Rabbit era stato eseguito più di 1000 volte in 20 lingue. Da allora Nassim ha preso parte a laboratori e incontri in diversi teatri e festival tra cui il World Theatre Festival (Brisbane), Tolhuistuin (Amsterdam), SESC Vila Mariana (Sao Paulo), Schauspielhaus (Vienna), DPAC (Kuala Lampur), Teatretreffen (Berlino) Asia House (Londra) e Università di Brema (Germania). Il secondo testo di Nassim Blind Hamlet per la London Actors Touring Company è stato presentato al Festival di Fringe di Edimburgo del 2014 e da allora è stato rappresentato in tutto il Regno Unito ed è stato ospitato a Bucarest e Copenhagen. Nassim ora vive a Berlino con la moglie Shirin. Il suo terzo testo teatrale, BLANK è stato presentato a novembre 2015 a Dancing Edge Festival di Amsterdam e Utrecht e al Radar Festival di Londra.

ANGELO MAI - Via delle Terme di Caracalla 55a Roma
Lunedì 22 Maggio 2017
Orario spettacolo: apertura sala ore 19.30, inizio spettacolo ore 21
Biglietto unico 10 euro

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


"Noi insieme" e "Animo"
LA TRAVIATA
Opera in tre atti
libretto di F.M. Piave
musica di Giuseppe Verdi
basata su "La Signora delle Camelie" di Alexandre Dumas (figlio)

Personaggi ed interpreti:
Violetta Valèry Margherita Pace
Alfredo Germont Luigi Petroni
Giorgio Germont Marco Cristarella
Marchese D’Obigny Giorgio Gatti
Flora Bervoix Claudia Collacchi
Annina Chiara Marani
Gastone Edoardo Ferrari
Duphol Marcello Botticelli
Dottore Fabrizio Di Bernardo

Coro polifonico Ciampino
stage artist Elizabeth Santopaolo
digital designer Gabriele Giglio
Il maestro concertatore Massimo Italiano dirige l'Orchestra "Sinfonica di Palestrina"

La traviata… la traviata… dal 1853 ad oggi l’opera più eseguita del quarantenne Verdi attraversa mutamenti ovvi di società e costume riuscendo sempre e comunque a plasmarsi su quest’ultimi rimanendo impermeabile alla pioggia d’idee dalle più classicheggianti alle più strampalate di registi, scenografi e direttori.. ogni volta ci si chiede cosa aggiungere, come innovare, rendere più attraente al pubblico… certo sempre uguale non si può fare! Tranne poi rendersi conto che è sempre la musica del Peppino Verdi da Busseto a vincere. Traviata, insieme al racconto Dantesco di Paolo e Francesca e al Romeo e Giulietta di Shakespeare rimane “fresca” perché eterno è il desiderio universale dell’amore più profondo che porta al sacrificio per esso. Umilmente abbiamo scelto di affiancare nella scenografia il tema delle mani che s’incontrano e che vogliono essere un simbolismo neppure troppo astratto e si propongono come filo conduttore “visivo” riassumendo atto per atto lo stato psicologico “unificato”, per così dire, dei protagonisti. La maestria della sensibile e audace Margherita Pace, perfettamente a suo agio nel ruolo di Violetta,unita al ritorno dell’orchestra sul palco che nulla toglie alla scena ma, anzi, riporta, come in origine, la musica in primo piano, daranno brillantezza e snellezza nel passaggio dal riso goliardico alla più sentita commozione.

TEATRO PARIOLI PEPPINO DE FILIPPO - Via Giosuè Borsi 20, 00197 Roma
25 maggio 2017 ore 21.00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 8073040
Sito web: www.parioliteatro.it

 

Ancora in scena

MORTE DI DANTON
di Georg Büchner
traduzione Anita Raja
regia e scene Mario Martone

con (in ordine alfabetico) Giuseppe Battiston, Fausto Cabra, Giovanni Calcagno, Michelangelo Dalisi, Roberto De Francesco, Francesco Di Leva, Pietro Faiella, Gianluigi Fogacci, Iaia Forte, Paolo Graziosi, Ernesto Mahieux, Paolo Mazzarelli, Lino Musella, Totò Onnis, Carmine Paternoster, Irene Petris, Paolo Pierobon, Mario Pirrello, Maria Roveran, Luciana Zazzera, Roberto Zibetti

e con Matteo Baiardi, Vittorio Camarota, Christian Di Filippo, Claudia Gambino, Giusy Emanuela Iannone, Camilla Nigro, Gloria Restuccia, Marcello Spinetta
costumi Ursula Patzak - luci Pasquale Mari - suono Hubert Westkemper
registi collaboratori Alfonso Santagata e Paola Rota
scenografo collaboratore Gianni Murru
TEATRO STABILE DI TORINO - TEATRO NAZIONALE

Una efficace, ficcante riflessione, riverberante di attualità, sui guasti del potere d’ogni tempo e latitudine che trovano nella Rivoluzione delle Rivoluzioni, quella francese del 1789 che partorisce la democrazia moderna, un capitolo centrale ed emblematico della Storia del Mondo. E diventa anche l’occasione di un raro “duello” di bravura fra i due protagonisti, nella Storia e sulla Scena, il Danton di Giuseppe Battiston e il Robespierre di Paolo Pierobon. Ne risulta una potente indagine sulle Rivoluzioni tout-court, sulle loro necessità ma anche sulle loro fragili forze, sull’incerto equilibrio fra giustizia e violenza.

Nei soli ventiquattro anni in cui si consuma la sua appassionata e tormentata esistenza, Georg Büchner ci ha lasciato alcuni tra i testi più significativi del teatro moderno, come Woyzeck e Leonce e Lena. Scritto in sole cinque settimane tra il gennaio e il febbraio del 1835 dal ventunenne scrittore e anatomista, in fuga dalle autorità dell’Assia dove era stato coinvolto in una rivolta, Morte di Danton (Dantons Tod) descrive l’atmosfera degli ultimi giorni del Terrore, la caduta di Georges Jacques Danton nel 1794 e l’antagonismo che lo contrappone a Maximilien Robespierre. Il testo si concentra proprio sulla contrapposizione tra i due protagonisti della Rivoluzione francese, compagni prima e avversari in seguito, entrambi destinati alla ghigliottina a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro.
Danton non crede alla necessità del Terrore e difende una visione del mondo liberale e tollerante, anche se consapevole dei limiti dell’azione rivoluzionaria; Robespierre, invece, incarna la linea giacobina, stoica, intransigente e furiosa. La fatica di Danton, che si contrappone con lucida razionalità al fanatismo del suo rivale, altro non è che la sfiducia nella possibilità di trasformare il mondo, una visione che tuttavia non incrina la volontà di lotta e la coscienza di trovarsi dalla parte giusta della storia.

«Sotto l’apparenza del dramma storico Morte di Danton nasconde i nervi scoperti della condizione umana, così come sarà rivelata e rappresentata un secolo dopo, nel Novecento, con quella stessa incandescenza, la stessa disillusione, lo stesso urlo soffocato – annota Mario Martone – Per Büchner, come per Leopardi (La ginestra è di un anno dopo), la Storia non è che una macchina celibe, anche se le ragioni per scatenare la rivoluzione sono sempre tutte vive e presenti. Quello che commuove, in Morte di Danton, è la fragilità: sembra un paradosso, trattandosi di vicende che raccontano i protagonisti di un tempo in cui si è sprigionata una forza della quale ancora oggi sentiamo la spinta. Eppure nessuno di quegli uomini ha potuto sottrarsi, oltre che alla ghigliottina, alla verifica della propria impossibilità di invertire la rotta assegnata (da Dio? dalla Natura? dal nulla?) agli esseri umani, nonché di porre rimedio all’ingiustizia che da sempre regna sovrana». In scena ventinove attori, tra i quali Giuseppe Battiston, Paolo Pierobon, Iaia Forte, Paolo Graziosi, con la nuova traduzione di Anita Raja (in occasione del debutto a Torino il testo è stato pubblicato da Einaudi nella sua Collezione di Teatro). Capace di esercitare ancora oggi una potente attrazione, Büchner nutre Morte di Danton di temi tutti rilevanti per il nostro tempo: la natura della rivoluzione, il rapporto tra uomini e donne, l’amicizia, la classe, il determinismo, il materialismo, il ruolo del teatro stesso.

Accompagna lo spettacolo Intorno a Danton, un programma di attività collaterali e accadimenti culturali declinato attraverso proiezioni, incontri e racconti in forma di teatro e musica ad ingresso libero. Si inizia in Sala Squarzina con la proiezione del film Danton (Francia, 1983) di Andrzej Wajda con Gerard Depardieu (12 maggio ore 17); segue un incontro con Mario Martone, Alessandro Leogrande e la Compagnia dal titolo Danton e il paradosso delle rivoluzioni (17 maggio ore 17). L’ultimo appuntamento è programmato al Museo Napoleonico con Voci rivoluzionarie, racconto in forma di teatro e musica a cura del Teatro di Roma con Simone Francia, Jacopo Uccella, Luca Catello Sannino e Alice Cortegiani (al clarinetto) nell’ambito di Nel weekend l’arte si anima un progetto di Zètema progetto cultura (21 maggio ore 16.30, info e prenotazioni 060608).

MORTE DI DANTON ha ottenuto i seguenti premi: PREMIO UBU 2016 a Paolo Pierobon come migliore attore; PREMIO LE MASCHERE DEL TEATRO ITALIANO 2016a Paolo Pierobon come migliore attore protagonista, a Ursula Patzak per i migliori costumi, a Pasquale Mari per le migliori luci.

Durata spettacolo: I atto 1h e 45 min _ intervallo _ II atto 1h e 15 min

TEATRO ARGENTINA - Largo di Torre Argentina, Roma
Dal 16 al 28 maggio 2017
Orario spettacoli: martedì e venerdì ore 21, mercoledì e sabato ore 19 , giovedì e domenica ore 17, lunedì riposo

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 684 00 03 11 / 14
Sito web: www.teatrodiroma.net


Giorgio Borghetti, Simone Colombari, Eleonora Ivone e Amanda Sandrelli in
BOOMERANG
scritto e diretto da Angelo Longoni
produzione Viola Produzioni e Pragma Srl

Un casale in campagna.
Una famiglia riunita in attesa di celebrare il funerale del padre patriarca.
Una grande nevicata.
Il passato che riemerge.
Sospetti e tensioni.
Inattesi e comici scontri.
Le contraddizioni dell’essere umano in una storia attuale e toccante.
Il boomerang è un’arma da lancio usata dagli aborigeni per la caccia o in guerra. Percorre una traiettoria curva e può tornare alla persona che l'ha lanciato. Per questo, rappresenta anche un "pericolo" per il lanciatore che è costretto a fuggire per non diventare a sua volta bersaglio.
Metaforicamente la parola “boomerang” viene usata per indicare un'azione che si ritorce contro chi l'ha iniziata, ha una valenza buffa, quasi comica. Si sfugge al proprio boomerang come si sfugge al proprio passato quando ritorna minaccioso.
A distanza di anni si può materializzare improvvisamente la punizione per le malefatte commesse molto tempo prima e che ormai sono perdute nella memoria.
Boomerang è una commedia divertente e scorretta. Si svolge durante una veglia funebre forzata che sprofonda in un caos irriverente, tipico della black comedy.
Il bersaglio è l’ipocrisia della principale istituzione della nostra società, la famiglia borghese con i suoi stereotipi ed il suo perbenismo. Ciò che si consuma o si decide all’interno delle mura domestiche spesso nasconde interessi che si riverberano nella società. Non è un caso che nel nostro Paese, come in molte altre parti del mondo, il potere economico, politico e finanziario sia concentrato nelle mani di poche famiglie che, apparentemente, sembrano tutte irreprensibili, oneste e devote.

TEATRO SALA UMBERTO - Via della Mercede 50, Roma
Dal 16 al 28 maggio 2017
Orario spettacoli: tutte le sere ore 21, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17
Biglietti: da 32€ a 23€

Info e prenotazioni: telefono 06 6794753
Sito web: www.salaumberto.com


Ginevra Media Prod presenta
IL COLLOQUIO
Giacca e cravatta obbligatorie
di Serge Da Silva
con Luca Basile (Franco Nessuno), Ermenegildo Marciante (Luca Leggenda), Tommaso Arnaldi (Sergio Sangria)
Scene Cristina Gasparrini – Luci Cristian Bove – Musiche Vakarelis
Traduzione e regia Virginia Acqua

A chiudere la stagione, arriva dal 16 maggio al 4 giugno, la commedia “Il Colloquio” di Serge Da Silva, già campione d’incassi al Théâtre Melo d’Amélie di Parigi con uno straordinario successo di pubblico e critica per oltre un anno di repliche.
La commedia francese approda ora al Teatro de’ Servi grazie al lavoro di Virginia Acqua, traduttrice e regista della versione italiana che vede in scena nel nuovo allestimento Ermenegildo Marciante, Luca Basile e Tommaso Arnaldi, in un impianto scenografico arricchito dalle opere e installazioni d’arte della giovane artista Cristina Gasparrini.
"Il colloquio" affronta in maniera divertente e dissacrante uno dei più grandi incubi della nuova generazione: il colloquio di lavoro. Quei quindici minuti che non solo decideranno del nostro futuro, ma che ci restituiranno un'immagine di chi siamo e di cosa (non) siamo capaci di fare.
Ed ecco, in attesa del colloquio, un trio altamente improbabile: un brillante e griffatissimo laureato in economia, molto spavaldo e sicuro di sé; un modesto e goffo impiegato, stralunato e chiacchierone, fin troppo espansivo, che si sposta con i mezzi pubblici e veste fuori moda; un fanatico di arti marziali, salutista, spaccone e disinvolto che adora Bruce Lee e Walker Texas Ranger. Sono tre disoccupati da lungo tempo, convocati nello stesso giorno e ora per sostenere il colloquio per il lavoro dei loro sogni. L’annuncio precisava: “giacca e cravatta obbligatorie”, e i tre uomini si adeguano, ma ciascuno a proprio modo. Incluso l'asso nella manica che ciascuno di loro si è preparato per avere la meglio sugli altri.
Dialoghi brillanti, comicità coinvolgente e mai banale, ironia corrosiva sulle ossessioni e le ansie che si scatenano in tutti coloro che devono affrontare uno dei più grandi incubi dei nostri tempi.

TEATRO DE’ SERVI - Via del Mortaro 22 (ang. Via del Tritone), Roma
Dal 16 maggio al 4 giugno 2017
Biglietti: platea 22€ - galleria 18€
Orario spettacoli: da martedi a venerdi ore 21 – sabato ore 17.30 e 21 – domenica ore 17.30 – lunedi riposo

Info e prenotazioni: telefono 06.6795130
Sito web: www.teatroservi.it


LA PROTESTA
di Roberta Skerl
con Gabriella Silvestri, Antonio Conte, Enzo Casertano, Lorenza Guerrieri
e con Berto Gavioli, Paolo Gatti, Pietro Morachioli
scene LolloZolloArt
costumi Marco Maria Della Vecchia
musiche Eugenio Tassitano
regia Maria Cristina Gionta

Questa delicata commedia racconta la divertente avventura di una famiglia alle prese con l’anziana madre, Elsa, che un giorno decide di chiudersi in un armadio, per protesta! Tra situazioni comiche e momenti di tensione, i protagonisti cercano di convincere la mamma a tornare in sé… Per riuscirci provano a coinvolgere Don Nono (l’amato prete della parrocchia), ma anche Don Nono non sembra essere del tutto in sé e la nottata si fa sempre più complicata. Tra accuse, recriminazioni e sorprese, due fratelli e una sorella, insieme anche ad un cognato e un nipote, si affrontano e si confrontano in una intensa “bagarre”… Una commedia sulla famiglia e su quanto i legami parentali restino importanti anche quando la vita li rende difficili. La penna di Roberta Skerl riesce sempre a tratteggiare intrecci tragicomici sui problemi delle famiglie di oggi. Ricordiamo sul tema “Questi figli amatissimi”, che ci regalò un altro delizioso affresco di quotidianità.

TEATRO MANZONI - Via Monte Zebio 14/c, 00195 Roma
Dal 18 maggio all' 11 giugno 2017
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21 sabato ore 17-21 domenica ore 17.30. lunedì riposo. Venerdì 2 giugno riposo, martedì 6 giugno ore 19, giovedì 8 giugno ore 17 e ore 21. Biglietti: intero euro 25, ridotto euro 22.

Info e prenotazioni: telefono 06-3223634
Sito web: www.teatromanzoni.info


ELETTRA
di Hugo von Hofmannsthal
regia, elaborazione drammaturgica, progetto scenico di Giuliano Scarpinato
con (in ordine alfabetico)
Elena Aimone - Clitennestra, Anna Charlotte Barbera - una serva, Lorenzo Bartoli - Egisto,
Elio D'Alessandro - Aio di Oreste, Raffaele Musella - Oreste, Giulia Rupi - Elettra, Eleonora Tata - Crisotemi, Francesca Turrini - la guardiana, Valentina Virando - una serva
musiche Elio D’Alessandro costumi Dora Argento luci Danilo Facco videoproiezioni_Daniele Salaris collaborazione alle scene Diana Ciufo assistente ai movimenti Daniele Sala
produzione Attori&Tecnici in collaborazione con Wanderlust Teatro si ringrazia Dionisiache - Calatafimi Segesta festival 2015, Teatro Biondo Palermo, Teatro della Città di Catania, Teatro Ciro Pinsuti di Sinalunga

Dal 18 al 28 maggio 2017 andrà in scena Elettra, lo spettacolo vincitore della ottava edizione della rassegna “SALVIAMO I TALENTI - Premio Attilio Corsini”, iniziativa nata per promuovere progetti teatrali di grande qualità i cui protagonisti sono giovani registi e giovani attori, per aumentare le opportunità per la creatività emergente, costruendo una vetrina per i nuovi talenti ancora sconosciuti. Lo spettacolo, prodotto da Attori & Tecnici ed inserito nel cartellone 2017/2018 del Teatro Vittoria, narra la storia di Elettra, che appartiene al mito. Sfugge al tempo e allo spazio, attraversa indenne i millenni e giunge con forza immutata ai nostri petti, alle nostre orecchie, ai nostri occhi.
“Pugno nello stomaco, lama che affonda, Hugo von Hofmannsthal la racchiude nel breve tempo di un atto: quasi una travolgente successione di inquadrature cinematografiche, un “thriller dell’anima” dal ritmo incalzante e forsennato. Figlia di amatissimo padre, l’eroe della guerra di Troia Agamennone, Elettra vive per vendicarne l’assassinio, ad opera della madre Clitennestra e dell’amante di lei Egisto. Nella casa degli usurpatori si aggira come cagna selvatica, occhi bassi e lingua affilata; giorno dopo giorno veglia instancabile sul luogo dove il padre è caduto sotto la scure, ancora caldo del suo sangue. Nessuno riesce a strappare Elettra al dolore muto e forsennato. Non la giovanissima sorella Crisotemi, che altro non vorrebbe che dimenticare ed essere felice, diventare moglie, magari madre; non la tormentata Clitennestra, che pur vedendo vivo e presente il fantasma del marito negli occhi della figlia, proprio da lei cerca conforto e riparo da una vita d’angoscia e di paura. A turbare i sonni della regina è il ritorno di Oreste, il figlio allontanato da palazzo in giovane età: un sogno le ha predetto che cadrà per mano sua. Ed è proprio in un sogno, un doppio sogno, che sembra compiersi fatale la vendetta dei figli di Agamennone; un copione già scritto si dipana al passo cadenzato di un esercito di fantasmi/burattini, anime in pena e “in cerca d’autore”. Nel dramma di Hoffmanstal si rintana un’ambiguità del tutto contemporanea; in questo bilico tra verità della carne e inganno della mente, degno di un film di David Lynch, Elettra continua a scuoterci, ed ammaliarci.” Giuliano Scarpinato

TEATRO VITTORIA / ATTORI & TECNICI - Piazza S. Maria Liberatrice 10, 00153 Roma (Testaccio)
Dal 18 al 28 maggio 2017
Orario spettacoli: ore 21 (domenica ore 17.30, martedi 23 ore 19, mercoledi 24 ore 17)
Biglietti: intero platea 28, intero galleria 22 (compresi 3 euro di prevendita) ridotti in convenzione: platea 21 e galleria 18 (compresi i 3 euro di prevendita)
Promozione gruppi: 1 biglietto cortesia ogni 10 spettatori paganti

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 5740170 - 06 5740598
Sito web: www.teatrovittoria.it


IL MERCANTE DI VENEZIA
di William Shakespeare
adattamento e regia Ilaria Testoni
con Mauro Mandolini, Barbara Begala, Camillo Marcello Ciorciaro, Ilaria Amaldi, Valerio Camelin, Roberto Di Marco, Michela Giamboni, Marina Parrulli

Per i 50 anni de “Il Mercante di Venezia” con Glauco Mauri nei panni di Shylock, il progetto giovani della Compagnia Mauri Sturno riporta in scena il capolavoro di Shakespeare.
Nel 1967, uno strepitoso Glauco Mauri diede corpo a uno dei personaggi più importanti della drammaturgia mondiale: Shylock, protagonista de Il Mercante di Venezia di Shakespeare, per la regia di Franco Enriquez.
A distanza di 50 anni, dal 18 al 28 maggio al Teatro San Paolo di Roma, la Compagnia Mauri Sturno torna sul testo con il progetto “Giovani – Un futuro nel Teatro”, che vede il maestro del teatro italiano a supporto dei giovani, riportando in scena uno dei suoi cavalli di battaglia, nonché capisaldi della letteratura teatrale di tutti i tempi, con la regia di Ilaria Testoni e con in scena Mauro Mandolini, Barbara Begala, Camillo Marcello Ciorciaro, Ilaria Amaldi, Valerio Camelin, Roberto Di Marco, Michela Giamboni, Marina Parrulli, foto di Manuela Giusto.

Ultima tappa della trilogia shakespeariana, Il mercante di Venezia, riprende il tema della vita come teatro e il teatro che si confonde nella vita.
Venezia, 1900. Due mondi contrapposti si fondono magicamente l’uno nell’altro. Sono i due luoghi della commedia: uno reale, la città, col suo commercio, i suoi affari, le amicizie, le mondanità; un mondo diurno, borghese, nuovo. L’altro, il mondo immaginato, luogo di piacere, favoloso e antico, uno spazio notturno dove le passioni sono assolute, gli amori capricciosi e irragionevoli, ma i sentimenti sinceri e leali.
Dov’è la verità? Quale dei due luoghi e più reale?
Lo spazio del piacere, dell’istinto e della fantasia o il mondo borghese fatto di convenzioni di interessi e soprattutto di intolleranze e discriminazioni?
Shylock è un diverso nel corpo e nell’anima, temuto e ripudiato dal mondo solare dei ricchi borghesi. Ma la vendetta, lo renderà il “cattivo”. “Metterò in pratica la malvagità che voi mi insegnate e sarà difficile che io non superi i vostri insegnamenti”.
Chi vincerà, il buono o il cattivo? Per Shakespeare la vita, sia nella realtà che nella finzione, è più articolata, più ricca di sfumature. Perché tutto il mondo recita una commedia, e la Fortuna svolge una parte determinante.

TEATRO SAN PAOLO - Via Ostiense 190, Roma
Dal 18 al 28 maggio 2017
Orario spettacoli: serali ore 21, pomeridiane ore 17.30
Biglietti dai 10 ai 20 euro

Info e prenotazioni: telefono 06 59606102, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrosanpaolo.it


ZADRISKIE POINT
Scritto diretto e interpretato da Marco Zadra
con Tiko Rossi Vairo, Antonella Salerno, Gianluca Mandarini

Zadriskie Point è il nome di un Jazz Café gestito da un artista ipocondriaco, una ballerina zoppa ed un barman sordomuto, ma è anche il punto di vista di Marco Zadra, “show man” versatile ed elegante, che racconta con una formula vivace e colorata le tappe salienti del difficile percorso intrapreso da un attore brillante affetto da gravi disturbi psicosomatici costretto a muoversi in un mondo, quello dello spettacolo, che lui rifiuta e da cui è rifiutato. In questo locale vengono ospitati artisti di vario genere (ballerini di tango e classici, cantanti lirici, specialisti del nuoto sincronizzato etc...) tra cui lo stesso Zadra, che si esibisce al pianoforte, al contrabbasso e balla il tip tap tra numeri di magia e virtuosismi canori.
In preda alle allucinazioni ed agli attacchi di panico, seguito da una improbabile psicologa calabrese di cui è unico paziente, M. Zadra dà vita ad uno sfogo tragicomico che racconta le terapie tentate, i lavori alternativi, la solitudine ed il rapporto con l’unico amico fedele, il suo cane, anche lui affetto da sindrome maniaco depressiva. E’ un confronto psicologico tra l’uomo e l’artista, tra la semplicità e la genialità folle, tra la quotidianità e l’ambiguità del mondo dello spettacolo... un confronto capace di suscitare emozioni che troppo spesso rimangono prigioniere nel più profondo dell’animo.

TEATRO DELLA COMETA - Via del Teatro Marcello 4, 00186 Roma
10 | 28 maggio 2017
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21, sabato doppia replica ore 17,00 e ore 21,00. Domenica ore 17.00
Biglietti: platea 25 euro, prima galleria 20 euro, seconda galleria 18 euro.

Info e prenotazioni: telefono 06-6784380
Sito web: www.teatrodellacometa.it


Pietro Romano
Luciana Frazzetto, Stefano Antonucci, Beatrice Gregorini in
NERONE SUPERSTAR
Scritto e diretto da Roberto D’Alessandro

Chiude la stagione teatrale del Teatro Tirso de Molina la commedia “Nerone Superstar” con l’eclettico Pietro Romano.
Nerone l’imperatore più amato ma allo stesso tempo più odiato dell’Antica Roma torna a rivivere sul palco del Tirso grazie alla produzione di Achille Mellini, alla regia di Roberto D’Alessandro ed un eccezionale cast composto da Luciana Frazzetto, Stefano Antonucci e Beatrice Gregorini.
“Il palcoscenico ha la valenza dei sogni e l’anima di un attore vaga, nel corso della sua carriera, da un desiderio all’altro, immaginandosi nei più stravaganti, o semplici, o istrionici ruoli, perché solo in quelle dimensioni realizza il binomio perfetto tra ego artistico e fantasia. - Racconta il regista Roberto D’Alessandro - Nerone, nella fattispecie, è l’immagine di una politica ridicola che già nei primi decenni dell’epoca post cristiana, delira d’onnipotenza, messaggio d’indiscussa attualità, chissà se per incapacità o disinteresse, si innalza un buffo quanto discutibile talento per le arti, fino a confondere, oltre i confini dell’assurdo, il governo con la ‘regia’.”
Tutto cominciò il 15 dicembre del 34 d.c. ad Anzio. Agrippina, discendente di Giulio Cesare e sorella dell'imperatore Caligola è una donna estremamente ambiziosa, la cui unica aspirazione è di diventare “imperatore”, aspirazione frustrata sia dal fatto che è donna, sia dal fatto che è moglie di Gneo, console dell'imperatore Caligola, ed uomo particolarmente stupido ed abietto. Per raggiungere il suo scopo, la diabolica donna, sta per mettere al mondo un figlio che nei suoi progetti dovrà diventare il futuro imperatore di Roma.
Tuttavia il giorno del parto, il 15 dicembre del 34 d.c. appunto, uno spiacevole imprevisto rischia di compromettere il piano di Agrippina: invece di un solo futuro imperatore vengono alla luce una coppia di gemelli!
Nerone e Gneo junior. Per evitare confusione ed eventuali lotte interne, Agrippina decide di farne sparire uno a caso (Gneo), e di affidarlo segretamente a dei fidati contadini dei castelli romani…
“Nerone ed io, - conclude il protagonista Pietro Romano - scambiandoci le corde, giochiamo a raccontare con l’eleganza della satira Roma com’era e forse com’è, divertendoci a rendere i dubbi della storia gradevolissima realtà scenica, nella quale l’immaginario e l’accaduto s’intrecciano magicamente con esilarante comicità.”
Nel cast anche Francesco Trifilio, Maria Chiara Cimini, Francesca Sanapo, Francesco Falco, Marco Paolo Tucci, Mattia Bagnaia, Giorgio Amadeo, Danilo Mustafà e Tommaso Moro.

TEATRO TIRSO DE MOLINA - Via Tirso 89 (Piazza Buenos Aires) Roma
Dal 10 al 28 maggio 2017
Orario spettacoli: mercoledì, giovedì, venerdì e sabato ore 21:00, sabato e domenica ore 17:30
Biglietti: intero mercoledì e giovedì € 25; venerdì, sabato e domenica € 27; ridotto mercoledì e giovedì € 22; venerdì, sabato e domenica € 24

Info e prenotazioni: telefono 06.8411827 - Biglietti in vendita anche su TicketOne
Sito web: www.teatrotirsodemolina.it

 

Articolo di: Isabella Polimanti

Al Teatro Argentina va in scena MORTE DI DANTON di Georg Büchner con la regia di Mario Martone. Un grande affresco corale, una riflessione incisiva su un capitolo significativo della storia mondiale, la Rivoluzione Francese. Con un cast di attori straordinari, da Giuseppe Battiston a Paolo Graziosi, da Paolo Pierobon a Iaia Forte, da Fausto Cabra a Gianluigi Fogacci. Si va verso il tutto esaurito, affrettatevi!

Prosegue al Teatro India il viaggio nel trittico di spettacoli per il progetto Ritratto d’artista dedicato a Lucia Calamaro. L’ORIGINE DEL MONDO, spettacolo vincitore di tre Premi Ubu nel 2012, è un delicato affresco della dimensione quotidiana e familiare per dare vita a una profonda riflessione non senza sprazzi di irrefrenabile ironia.

E' in arrivo al Teatro Studio Uno la seconda edizione del Festival Labirinto, variegata rassegna portata in scena dai giovani artisti del Gruppo della Creta tra workshop di recitazione e drammaturgia, concerti, installazioni di video arte, alcuni interessanti debutti tra cui 'O PRINCEPINO di Cristiano Demurtas e ICARO di Massimiliano Aceti e l'inconsueto evento urbano ORIENTHEATRE a cura di Alessandro Di Murro.

Sarà in scena al Teatro dei Conciatori DUE FRATELLI di Alberto Bassetti con la regia di Antonio Serrano e con protagonisti Marco Quaglia e Antonio Tintis. Un connubio tra la rivisitazione di accadimenti personali dell’autore e le vicende del personaggio de “L’Idiota” di Dostoevskij.

Torna in scena inoltre l’opera teatrale che prende spunto dalla straordinaria vita dell’artista messicana Frida Kahlo. FRIDA KAHLO - IL RITRATTO DI UNA DONNA con la regia di Alessandro Prete sarà in scena al Teatro Quirino Vittorio Gassman con protagonista Alessia Navarro.

Tutto questo, e molto altro, negli approfondimenti all’interno dell’articolo con i dettagli di tutti gli spettacoli in scena a Roma.

Buon Teatro con SaltinAria!


MORTE DI DANTON
di Georg Büchner
traduzione Anita Raja
regia e scene Mario Martone
con (in ordine alfabetico) Giuseppe Battiston, Fausto Cabra, Giovanni Calcagno, Michelangelo Dalisi, Roberto De Francesco, Francesco Di Leva, Pietro Faiella, Gianluigi Fogacci, Iaia Forte, Paolo Graziosi, Ernesto Mahieux, Paolo Mazzarelli, Lino Musella, Totò Onnis, Carmine Paternoster, Irene Petris, Paolo Pierobon, Mario Pirrello, Maria Roveran, Luciana Zazzera, Roberto Zibetti
e con Matteo Baiardi, Vittorio Camarota, Christian Di Filippo, Claudia Gambino, Giusy Emanuela Iannone, Camilla Nigro, Gloria Restuccia, Marcello Spinetta
costumi Ursula Patzak - luci Pasquale Mari - suono Hubert Westkemper
registi collaboratori Alfonso Santagata e Paola Rota
scenografo collaboratore Gianni Murru
TEATRO STABILE DI TORINO - TEATRO NAZIONALE

Una efficace, ficcante riflessione, riverberante di attualità, sui guasti del potere d’ogni tempo e latitudine che trovano nella Rivoluzione delle Rivoluzioni, quella francese del 1789 che partorisce la democrazia moderna, un capitolo centrale ed emblematico della Storia del Mondo. E diventa anche l’occasione di un raro “duello” di bravura fra i due protagonisti, nella Storia e sulla Scena, il Danton di Giuseppe Battiston e il Robespierre di Paolo Pierobon. Ne risulta una potente indagine sulle Rivoluzioni tout-court, sulle loro necessità ma anche sulle loro fragili forze, sull’incerto equilibrio fra giustizia e violenza.

Nei soli ventiquattro anni in cui si consuma la sua appassionata e tormentata esistenza, Georg Büchner ci ha lasciato alcuni tra i testi più significativi del teatro moderno, come Woyzeck e Leonce e Lena. Scritto in sole cinque settimane tra il gennaio e il febbraio del 1835 dal ventunenne scrittore e anatomista, in fuga dalle autorità dell’Assia dove era stato coinvolto in una rivolta, Morte di Danton (Dantons Tod) descrive l’atmosfera degli ultimi giorni del Terrore, la caduta di Georges Jacques Danton nel 1794 e l’antagonismo che lo contrappone a Maximilien Robespierre. Il testo si concentra proprio sulla contrapposizione tra i due protagonisti della Rivoluzione francese, compagni prima e avversari in seguito, entrambi destinati alla ghigliottina a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro.
Danton non crede alla necessità del Terrore e difende una visione del mondo liberale e tollerante, anche se consapevole dei limiti dell’azione rivoluzionaria; Robespierre, invece, incarna la linea giacobina, stoica, intransigente e furiosa. La fatica di Danton, che si contrappone con lucida razionalità al fanatismo del suo rivale, altro non è che la sfiducia nella possibilità di trasformare il mondo, una visione che tuttavia non incrina la volontà di lotta e la coscienza di trovarsi dalla parte giusta della storia.

«Sotto l’apparenza del dramma storico Morte di Danton nasconde i nervi scoperti della condizione umana, così come sarà rivelata e rappresentata un secolo dopo, nel Novecento, con quella stessa incandescenza, la stessa disillusione, lo stesso urlo soffocato – annota Mario Martone – Per Büchner, come per Leopardi (La ginestra è di un anno dopo), la Storia non è che una macchina celibe, anche se le ragioni per scatenare la rivoluzione sono sempre tutte vive e presenti. Quello che commuove, in Morte di Danton, è la fragilità: sembra un paradosso, trattandosi di vicende che raccontano i protagonisti di un tempo in cui si è sprigionata una forza della quale ancora oggi sentiamo la spinta. Eppure nessuno di quegli uomini ha potuto sottrarsi, oltre che alla ghigliottina, alla verifica della propria impossibilità di invertire la rotta assegnata (da Dio? dalla Natura? dal nulla?) agli esseri umani, nonché di porre rimedio all’ingiustizia che da sempre regna sovrana». In scena ventinove attori, tra i quali Giuseppe Battiston, Paolo Pierobon, Iaia Forte, Paolo Graziosi, con la nuova traduzione di Anita Raja (in occasione del debutto a Torino il testo è stato pubblicato da Einaudi nella sua Collezione di Teatro). Capace di esercitare ancora oggi una potente attrazione, Büchner nutre Morte di Danton di temi tutti rilevanti per il nostro tempo: la natura della rivoluzione, il rapporto tra uomini e donne, l’amicizia, la classe, il determinismo, il materialismo, il ruolo del teatro stesso.

Accompagna lo spettacolo Intorno a Danton, un programma di attività collaterali e accadimenti culturali declinato attraverso proiezioni, incontri e racconti in forma di teatro e musica ad ingresso libero. Si inizia in Sala Squarzina con la proiezione del film Danton (Francia, 1983) di Andrzej Wajda con Gerard Depardieu (12 maggio ore 17); segue un incontro con Mario Martone, Alessandro Leogrande e la Compagnia dal titolo Danton e il paradosso delle rivoluzioni (17 maggio ore 17). L’ultimo appuntamento è programmato al Museo Napoleonico con Voci rivoluzionarie, racconto in forma di teatro e musica a cura del Teatro di Roma con Simone Francia, Jacopo Uccella, Luca Catello Sannino e Alice Cortegiani (al clarinetto) nell’ambito di Nel weekend l’arte si anima un progetto di Zètema progetto cultura (21 maggio ore 16.30, info e prenotazioni 060608).

MORTE DI DANTON ha ottenuto i seguenti premi: PREMIO UBU 2016 a Paolo Pierobon come migliore attore; PREMIO LE MASCHERE DEL TEATRO ITALIANO 2016a Paolo Pierobon come migliore attore protagonista, a Ursula Patzak per i migliori costumi, a Pasquale Mari per le migliori luci.

Durata spettacolo: I atto 1h e 45 min _ intervallo _ II atto 1h e 15 min

TEATRO ARGENTINA - Largo di Torre Argentina, Roma
Dal 16 al 28 maggio 2017
Orari spettacolo: prima ore 21, martedì e venerdì ore 21, mercoledì e sabato ore 19 , giovedì e domenica ore 17, lunedì riposo

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 684 00 03 11 / 14
Sito web: www.teatrodiroma.net


Ritratto d’Artista / LUCIA CALAMARO
L’ORIGINE DEL MONDO
Ritratto di un interno scritto e diretto da Lucia Calamaro
con Daria Deflorian, Federica Santoro, Daniela Piperno
luci Gianni Staropoli - realizzazione scenica Marina Haas - aiuto regia Francesca Blancato
Produzione Lucia Calamaro, 369gradi, PAV | Diagonale artistica
prodotto da ZTL_pro con il contributo di Provincia di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali in coproduzione con Armunia e Santarcangelo 41 Festival internazionale del teatro in piazza in collaborazione con Fondazione Romaeuropa, Palladium Università Roma Tre,Teatro di Roma

Una creazione rivelazione che conduce in un mondo fatto di elucubrazioni e quotidiano. Protagonista, una famiglia che ha l’abitudine di indagare il reale mentre mangia, chiacchiera, si veste. Una “casalinghitudine” filosofica che sbatte contro la propria comicità con una lingua avvolgente. L’interno ritratto è la casa, dove vivono una madre e una figlia, dove arrivano altri personaggi della costellazione familiare, dove interviene programmaticamente la figura di una psicanalista, dove gli elettrodomestici sono simili a ingombranti, monumentali divinità. Storia di donne, storia di legami familiari.
«Da cosa è composta la vita di un essere umano: un corpo e i suoi andazzi, una mente e i suoi rovelli, le cose e la necessità di gestirle – riflette Lucia Calamaro – e poi gli altri, sotto forma di affetti, rivali, problemi, salvezza, ristoro, passione, vantaggi, limiti. Ecco cosa si occupa idealmente di proiettare drammaturgicamente, forse anno ad anno, per ora pezzo a pezzo, come un puzzle, questo lavoro: una vita». Una vita che si inceppa e che sente, nell’impasse obbligata, il bisogno di indagare suo malgrado quel Cominciamento per tutti noi misterioso, attraverso anche una particolare modalità di gestione del Figlio. “Indago la coscienza di una Madre,” - continua la regista- “quello che lei ne sa, di tutto quello che in fondo lei significa e a cui appartiene, malgrado e aldilà di lei; esploro gli stati d’animo mortificati di una Figlia adultizzata, la sua assenza di modelli, la sua tenacia; tratteggio l’indifferenza, la rabbia e l'impotenza di tutti gli altri, quelli che si ritrovano a gestire una persona depressa, senza sapere come. Intanto, diversamente, ma certo si vive.”
Un delicato affresco su una personale fenomenologia della crisi, tratteggiato tra gli interni di una casa protettiva, un vero e proprio universo interiore umano, liberando squarci di forte intensità, capaci di toccare le corde più intime e profonde senza sottrarsi a momenti di disperata allegria e irrefrenabile ironia. Un dramma psicologico che si snoda in una dimensione quotidiana e familiare per dare vita a una profonda riflessione ontologica interpretata da Daria Deflorian, Federica Santoro e Daniela Piperno.

TEATRO INDIA - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi), Roma
Dal 16 al 18 maggio 2017
Biglietti: da 10 € a 20 €_ RITRATTO D’ARTISTA CARD: 32 € per 4 ingressi
Orari spettacolo: ore 20
Durata spettacolo: I atto 60 minuti _ II atto 50 minuti _ III atto 50 minuti

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 684 00 03 11 / 14
Sito web: www.teatrodiroma.net


DUE FRATELLI
di Alberto Bassetti
regia di Antonio Serrano
con Marco Quaglia e Antonio Tintis
scene Dario Dato
costumi Clara Surro
musiche Flavio Mainella
aiuto regia Gianluca Pantosti

Marco e Andrea si ritrovano, dopo circa un anno, in casa del loro padre morente, anzi no, vivente, ma in una condizione che alla morte assomiglia, immobilizzato nel letto da quattro anni, con un cervello ormai incapace di riconoscere perfino i figli : praticamente poco più che un oggetto che necessita di tutto, nell’umiliante condizione di dipendenza giorno e notte da una badante e dal figlio maggiore che si prende cura di lui quando lei deve assentarsi. Mentre Marco, il più piccolo, gira il mondo al seguito di un’organizzazione umanitaria, forse un modo di sentirsi vivo e in minore sofferenza rispetto al suo malessere, che l’ha visto fin da piccolo preda di disturbi e crisi epilettiche.
La scommessa della scrittura è stata quella di riuscire a parlare di simili temi in maniera ‘dolce’: infatti la commedia si apre con il ricongiungimento dei fratelli che sembrano regredire in alcuni momenti alla loro infanzia, e coi racconti reali o immaginari di Marco che parla dei suoi incontri straordinari in India, Africa, o altri luoghi che probabilmente ha mitizzato, in un incrocio tra realtà e fantasia che mette a dura prova la pazienza di Andrea.
Nel fluire della storia, anche quest’ultimo racconterà la propria, in tal modo progressivamente dipanando le loro personalità e quella dell’ombra incombente dietro la porta, ponendo infine il fratello di fronte all’accettazione di un terribile presente.
Tematiche forti e delicate, in un miscuglio di comico e drammatico, di cinismo e passionalità, con lo scopo di riuscire a fare riflettere sul senso profondo della vita, pur lasciando momenti di gioia, di calore, di vero amore a riscaldarne il senso riposto, con un sentimento religioso del sentire che non è mai ortodosso o restrittivo ma sempre aperto, possibilista, carico di sofferenza, amore, e gioia verso l’universo mondo.
Il testo ha ricevuto il Premio Vallecorsi.

TEATRO DEI CONCIATORI - Via dei Conciatori 5, 00154 Roma
16 | 21 maggio 2017
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 18
Biglietti: € 18,00 + tessera obbligatoria di 2 €

Info e prenotazioni: telefono 06.45448982 - 06.45470031, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrodeiconciatori.it


LA MORTE TI FA BELLA
di M. Donovan e D. Koepp
adattamento e regia Susanna Lauletta e Alessandra Silipo
con Alessandra Silipo Michelangelo Nari Susanna Lauletta Giulia Spinelli Tiziano Mariani

“Ti guardi allo specchio e vedi un mostro?
Hai visto la pura perfezione di altri corpi, volti, arti, epidermidi, portamenti e atteggiamenti,
e poi vedi te stesso e inorridisci?
Acqua Vita.
Sempre eternamente viva!”

Una commedia nera. Una beffarda ricerca rocambolesca della pura perfezione estetica, dell'eterna bellezza, del desiderio di fermare il tempo sul proprio volto e le proprie mani. Una corsa grottesca per riuscire a modificare l'immagine deforme riflessa “...che importa se poi caschi e ti smonti!”
Chirurgia plastica, creme, belletti, vere e proprie torture.
Il culto perverso dell'apparire. Coscienze deboli e forti volontà. La lotta all'ultimo sangue di due donne disposte a tutto pur di vendicarsi. Un uomo costretto nella trappola di una promessa. Rapporti superficiali, finte amicizie, matrimoni interessati, invidie taciute. Individui o forse burattini che si confondono in un intreccio di corpi vivi, perfetti o non sempre tali e corpi innaturali, impeccabili, realizzati.
“La scelta di portare a teatro un lavoro come La Morte ti fa bella nasce dal voler indagare e sperimentare il mito dell'eterna giovinezza esasperandone i punti di vista. Indipendentemente dall'età, assistere al proprio decadimento è un concetto poco ammesso nella realtà in cui viviamo. E chi ha la risposta, il metodo o l'antidoto più o meno efficace per allontanare sempre di più quel momento diventa una divinità, e la ricerca dell'apparenza impeccabile l'unica religione da seguire qualunque siano le conseguenze. Personaggi svuotati, riflessi distorti, corpi destrutturati raccontano la rocambolesca rincorsa volta ad appagare il desiderio di essere eterni in un modo o nell'altro”
cit. Lauletta-Silipo

Lo spettacolo, che è una adattamento del film del 1992 diretto da Robert Zemeckis ed interpretato dai premi Oscar Maryl Streep e Goldie Hawn, è una commedia noir che vi travolgerà fino “all'ultimo...respiro”. Dopotutto, non è poi così terribile voler essere sempre belli. O no?

TEATRO TRASTEVERE - via Jacopa de Settesoli 3, 00153 Roma
Dal 16 al 21 maggio 2017
Orario spettacoli: martedì-sabato ore 21, domenica ore 17.30

Info e prenotazioni: telefono 06.5814004, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrotrastevere.it


Alessia Navarro in
FRIDA KAHLO
IL RITRATTO DI UNA DONNA
di Alessandro Prete, Igor Maltagliati, Luca Setaccioli
regia di Alessandro Prete
con Gianluca Gobbi, Giulia Barbone e Giulia Santilli
musiche Stefano Mainetti
aiuto regia Valentina Morgia
costumi Gisa Rinaldi
sound engineer Tiziano Stampete
realizzazioni grafiche Domenico Rastelli per Ince Media
consulenza storica Silvia Cardi
amministratore Antonio Cocciardi
luci Marco Laudando
photo Azzurra Primavera

Personalità forte e complessa, pittrice simbolo dell'avanguardia artistica messicana del Novecento, Frida Kahlo viene ricordata non solo per le sue famosissime opere, ma soprattutto per essere stata icona dell’emancipazione femminile, in questa pièce viene messo in luce l’aspetto più intimo della donna.
La sue vicissitudini interiori vengono raccontate non con una biografia realistica, ma attraverso i suoi quadri più celebri che in scena prendono vita narrando storie di donne, in un omaggio alla forza e all'identità femminile.
Infatti, in “Frida Kahlo: il ritratto di una donna” prenderanno vita sulla scena alcuni dei suoi celebri quadri, attraverso alcune storie di donne diverse tra loro. Filo conduttore delle storie saranno i simbolismi rappresentati nei quadri stessi. Ad ogni gesto delle protagoniste corrisponderà una pennellata sullo sfondo. Ad ogni storia conclusa corrisponderà, quindi, un quadro compiuto. Il tutto legato da una danzatrice che contestualizzerà ancora meglio il tempo e lo spazio.
Saranno visibili, attraverso l'interpretazione degli altri attori, i vari personaggi che hanno accompagnato la sua vita. Vedremo Frida Kahlo per come la conosciamo solo all’inizio, come introduzione ai quadri; alla fine della rappresentazione, invece, emergerà la celebrazione dell’eredità che la stessa pittrice ha voluto lasciare alle donne: la forza e l’indipendenza.
Verrà raccontata la Donna, in ogni luogo, in ogni spazio ed in ogni tempo, fino a raggiungere l’idea di Frida Kahlo intesa come icona femminile.

Dieci sono le opere scelte: Nascita (il manifesto della vita), Autoritratto con collana (la donna fiera davanti al dolore), La mia balia e io (il conflitto con la madre e il desiderio di maternità), Quel che mi diede l'acqua (la malattia e la morte), Qualche piccolo colpo di pugnale (il femminicidio), Autoritratto con capelli corti (la donna che annulla la propria femminilità), Il suicidio di Dorothy Hale (il suicidio), La colonna spezzata (l'amore), Il sogno (il dialogo con la propria coscienza), Autoritratto da Tehuana (la donna sposa e compagna di un uomo).

TEATRO QUIRINO VITTORIO GASSMAN - Via delle Vergini 7, 00187 Roma
Dal 16 al 21 maggio 2017
Orario spettacoli: ore 21, domenica ore 18

Info e prenotazioni: telefono 06.6794585, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroquirino.it


Giorgio Borghetti, Simone Colombari, Eleonora Ivone e Amanda Sandrelli in
BOOMERANG
scritto e diretto da Angelo Longoni
produzione Viola Produzioni e Pragma Srl

Un casale in campagna.
Una famiglia riunita in attesa di celebrare il funerale del padre patriarca.
Una grande nevicata.
Il passato che riemerge.
Sospetti e tensioni.
Inattesi e comici scontri.
Le contraddizioni dell’essere umano in una storia attuale e toccante.
Il boomerang è un’arma da lancio usata dagli aborigeni per la caccia o in guerra. Percorre una traiettoria curva e può tornare alla persona che l'ha lanciato. Per questo, rappresenta anche un "pericolo" per il lanciatore che è costretto a fuggire per non diventare a sua volta bersaglio.
Metaforicamente la parola “boomerang” viene usata per indicare un'azione che si ritorce contro chi l'ha iniziata, ha una valenza buffa, quasi comica. Si sfugge al proprio boomerang come si sfugge al proprio passato quando ritorna minaccioso.
A distanza di anni si può materializzare improvvisamente la punizione per le malefatte commesse molto tempo prima e che ormai sono perdute nella memoria.
Boomerang è una commedia divertente e scorretta. Si svolge durante una veglia funebre forzata che sprofonda in un caos irriverente, tipico della black comedy.
Il bersaglio è l’ipocrisia della principale istituzione della nostra società, la famiglia borghese con i suoi stereotipi ed il suo perbenismo. Ciò che si consuma o si decide all’interno delle mura domestiche spesso nasconde interessi che si riverberano nella società. Non è un caso che nel nostro Paese, come in molte altre parti del mondo, il potere economico, politico e finanziario sia concentrato nelle mani di poche famiglie che, apparentemente, sembrano tutte irreprensibili, oneste e devote.

TEATRO SALA UMBERTO - Via della Mercede 50, Roma
Dal 16 al 28 maggio 2017
Orario spettacoli: Tutte le sere ore 21, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17
Biglietti: da 32€ a 23€

Info e prenotazioni: telefono 06 6794753
Sito web: www.salaumberto.com


Ginevra Media Prod presenta
IL COLLOQUIO
Giacca e cravatta obbligatorie
di Serge Da Silva
con Luca Basile (Franco Nessuno), Ermenegildo Marciante (Luca Leggenda),
Tommaso Arnaldi (Sergio Sangria)
Scene Cristina Gasparrini - Luci Cristian Bove - Musiche Vakarelis
Traduzione e regia Virginia Acqua

A chiudere la stagione, arriva dal 16 maggio al 4 giugno, la commedia “Il Colloquio” di Serge Da Silva, già campione d’incassi al Théâtre Melo d’Amélie di Parigi con uno straordinario successo di pubblico e critica per oltre un anno di repliche.
La commedia francese approda ora al Teatro de’ Servi grazie al lavoro di Virginia Acqua, traduttrice e regista della versione italiana che vede in scena nel nuovo allestimento Ermenegildo Marciante, Luca Basile e Tommaso Arnaldi, in un impianto scenografico arricchito dalle opere e installazioni d’arte della giovane artista Cristina Gasparrini.
"Il colloquio" affronta in maniera divertente e dissacrante uno dei più grandi incubi della nuova generazione: il colloquio di lavoro. Quei quindici minuti che non solo decideranno del nostro futuro, ma che ci restituiranno un'immagine di chi siamo e di cosa (non) siamo capaci di fare.
Ed ecco, in attesa del colloquio, un trio altamente improbabile: un brillante e griffatissimo laureato in economia, molto spavaldo e sicuro di sé; un modesto e goffo impiegato, stralunato e chiacchierone, fin troppo espansivo, che si sposta con i mezzi pubblici e veste fuori moda; un fanatico di arti marziali, salutista, spaccone e disinvolto che adora Bruce Lee e Walker Texas Ranger. Sono tre disoccupati da lungo tempo, convocati nello stesso giorno e ora per sostenere il colloquio per il lavoro dei loro sogni. L’annuncio precisava: “giacca e cravatta obbligatorie”, e i tre uomini si adeguano, ma ciascuno a proprio modo. Incluso l'asso nella manica che ciascuno di loro si è preparato per avere la meglio sugli altri.
Dialoghi brillanti, comicità coinvolgente e mai banale, ironia corrosiva sulle ossessioni e le ansie che si scatenano in tutti coloro che devono affrontare uno dei più grandi incubi dei nostri tempi.

TEATRO DE’ SERVI - Via del Mortaro 22 (ang. Via del Tritone), Roma
Dal 16 maggio al 4 giugno 2017
Biglietti: platea 22€ - galleria 18€
Orario spettacoli: da martedi a venerdi ore 21 – sabato ore 17.30 e 21 – domenica ore 17.30 – lunedi riposo

Info e prenotazioni: telefono 06.6795130
Sito web: www.teatroservi.it


Claudia Campagnola e Marco Morandi in
CHI MI MANCA SEI TU
Omaggio a Rino Gaetano
con
Giorgio Amendolara piano e tastiere
Menotti Minervini basso
Umberto Vitiello batteria e percussioni
scritto e diretto da Toni Fornari

Debutta mercoledì 17 maggio al teatro Golden lo spettacolo “Chi mi manca sei tu”, omaggio a Rino Gaetano, scritto e diretto da Toni Fornari ed interpretato da Claudia Campagnola e Marco Morandi.
In scena Claudia Campagnola veste i panni di una groupie di Rino Gaetano che racconta la sua esperienza vissuta accanto al cantautore. Le groupie erano delle giovani fans che negli anni 60/70, oltre ad amare particolarmente la musica di un certo cantante, li seguivano nei loro tour, irresistibilmente attratte dal loro carisma, diventandone infatuate sostenitrici e intime amiche. Attraverso i suoi racconti scopriamo la vita di uno dei cantautori italiani più amati e discussi, che ha lasciato un patrimonio di canzoni che colpiscono ancora oggi, a distanza di più di 30 anni, per la loro modernità musicale e testuale.
Ascolteremo le più belle canzoni di Rino Gaetano interpretate dal bravissimo Marco Morandi, che per l’occasione sarà accompagnato da un fenomenale trio di musicisti: Giorgio Amendolara (piano e tastiere), Menotti Minervini (basso) Umberto Vitiello (batteria e percussioni) e che suoneranno rigorosamente dal vivo.
Tante le canzoni che saranno interpretate come “Tu..forse non essenzialmente tu”, “ Cogli la mia rosa d’amore”, “ Aida”; “Sfiorivano le viole”; “ Spendi, spandi, effendi”, “ Sfiorivano le viole”, “Escluso il cane”, “E cantava la canzone”, “Sei ottavi”, “Mio fratello è figlio unico”, medley donne Gianna, Maria Berta; Nuntereggae più; “Ma il cielo è sempre più blu”, “A mano a mano”.
Alcuni dei musicisti sul palco fanno parte del gruppo i RinoMinati, di cui Marco Morandi è la voce, che porta in giro per l’Italia la musica e le parole del cantautore calabrese celebre ancora oggi per le sue tante canzoni di successo, la sua voce ruvida, i suoi testi ironici.
Sul palco Marco interagirà inoltre nella scena con Claudia facendo rivivere dei momenti salienti della vita del tanto amato e compianto cantautore.

TEATRO GOLDEN - Via Taranto 36, 00182 Roma
Dal 17 al 21 maggio 2017
Orario spettacoli: ore 21, domenica ore 17
Biglietti: intero € 20, ridotto € 18

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06.70.49.38.26
Sito web: www.teatrogolden.it


LA PROTESTA
di Roberta Skerl
con Gabriella Silvestri, Antonio Conte, Enzo Casertano, Lorenza Guerrieri
e con
Berto Gavioli, Paolo Gatti, Pietro Morachioli
scene LolloZolloArt
costumi Marco Maria Della Vecchia
musiche Eugenio Tassitano
regia Maria Cristina Gionta

Questa delicata commedia racconta la divertente avventura di una famiglia alle prese con l’anziana madre, Elsa, che un giorno decide di chiudersi in un armadio, per protesta! Tra situazioni comiche e momenti di tensione, i protagonisti cercano di convincere la mamma a tornare in sé… Per riuscirci provano a coinvolgere Don Nono (l’amato prete della parrocchia), ma anche Don Nono non sembra essere del tutto in sé e la nottata si fa sempre più complicata. Tra accuse, recriminazioni e sorprese, due fratelli e una sorella, insieme anche ad un cognato e un nipote, si affrontano e si confrontano in una intensa “bagarre”… Una commedia sulla famiglia e su quanto i legami parentali restino importanti anche quando la vita li rende difficili. La penna di Roberta Skerl riesce sempre a tratteggiare intrecci tragicomici sui problemi delle famiglie di oggi. Ricordiamo sul tema “Questi figli amatissimi”, che ci regalò un altro delizioso affresco di quotidianità.

TEATRO MANZONI - Via Monte Zebio 14/c, 00195 Roma
Dal 18 maggio all' 11 giugno 2017
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21 sabato ore 17-21 domenica ore 17.30. lunedì riposo. Venerdì 2 giugno riposo, martedì 6 giugno ore 19, giovedì 8 giugno ore 17 e ore 21. Biglietti: intero euro 25, ridotto euro 22.

Info e prenotazioni: telefono 06-3223634
Sito web: www.teatromanzoni.info


THE BIG MAC
Delirio shakespeariano per attore solo
di e con Giulio Federico Janni
liberamente ispirato ad un’idea di Harold Pinter

Così, recito in un solo personaggio
la parte di molti e nessuno contento
(W. Shakespeare, Riccardo II)

Un anziano attore ripercorre i propri successi. Ha dato corpo ed anima a tutti i personaggi di Shakespeare, esibendosi nei teatri di città come nei cinema di provincia, tra applausi fragorosi e sempre attorniato dall’affetto degli ammiratori. Nella sua lunga carriera, tuttavia, non sono mancati gli inciampi, gli incidenti, le rivalità, i fischi, le fughe, le figuracce, le bettole, gli impresari sul lastrico, le liti di compagnia: insomma, quel variegato e complesso universo che chiamiamo teatro. La sua voce dice di lui: “Sono stato l’idolo di dodici continenti e di otto emisferi”. È solo quando irrompe sulla scena che scopriamo che ha sì e no quarant’anni! Quei ricordi, in realtà, appartengono a qualcun altro, per la precisione ad Anew McMaster (1894-1962), l’ultimo dei grandi capocomici britannici non ancora immischiati nello showbiz. Il grande drammaturgo Harold Pinter, insignito del Nobel per la letteratura nel 2005, gli ha dedicato un breve racconto-saggio, che ha ispirato questo spettacolo in scena per la prima volta a Roma. Il giovane attore si è quindi volontariamente introdotto nella carcassa del vecchio attore, e da lì prende il coraggio per affrontare alcuni brani del repertorio shakespeariano. The Big Mac è dunque una sorta di teatro nel teatro, con al centro un protagonista in preda ad un delirio originato dalla grazia e dalla purezza dei testi del Bardo. A 500 anni dalla morte di William Shakespeare, il teatro Kopó omaggia il suo genio attraverso il lavoro di Giulio Federico Janni, attore di lungo corso che, negli ultimi dieci anni, è stato diretto diverse volte da Alessandro Gassmann. La rievocazione di Anew McMaster, ancorché buffa, grottesca, divertita e divertente, esalta le qualità di comico di Janni, perfettamente a suo agio nella maschera che si è scelto, ma capace anche di rendere conto della nostalgia per quel tempo in cui stare di fronte ad un pubblico attento era l’unica forma di spettacolo.

TEATRO KOPÓ - Via Vestricio Spurinna 47/49, Roma
Dal 19 al 21 maggio 2017
Orario spettacoli: venerdì e sabato alle 21, domenica doppia replica alle 18 e alle 21

Info e prenotazioni: telefono (06) 45650052
Sito web: www.teatrokopo.it


HOSPITALITY SUITE
di R. Rueff
regia di Raffaele Cannavacciuolo
con Lino Mandile e Stefano Ferrara

Tre colleghi in una stanza dell’Holiday Inn di Wichita, Kansas, stanno preparando un aperitivo per una presentazione di lubrificanti industriali nella speranza di riaffermare la loro azienda e le loro carriere. Tutto è pronto ma, nell’attesa di incontrare il cliente che potrebbe far fare loro il grande salto, i tre si confrontano sulla vita e sulle loro differenti esperienze.
Tra risate e discussioni molto accese, emergono contrasti generazionali e ideologici insanabili che danno vita a uno spettacolo vero, crudo nel suo modo di delineare la realtà, disincantato, spietato, malinconico e allo stesso tempo divertente, capace di presentare con schiettezza alcune delle piccolezze umane.

TEATRO L'AURA - Vicolo di Pietra Papa 64 (angolo con Via Pietro Blaserna 37), Roma
Dal 18 al 21 maggio 2017
Orario spettacoli: dal giovedì al sabato ore 21, domenica ore 18

Info e prenotazioni telefono 0683777148 oppure 3464703609, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrolaura.org


Il Gruppo della Creta presenta
Festival delle Arti
LABIRINTO II
Teatro, drammaturgia, arti visive, musica, video arte, workshop e… molto altro!

Dopo l’importante successo della prima edizione del festival Labirinto, il Gruppo della Creta ha deciso di imbarcarsi nell’organizzazione della seconda edizione che si svolgerà presso il Teatro Studio Uno di Roma, in via Carlo della Rocca 6, dal 15 al 28 maggio 2017.
Come nella prima edizione lo spettatore potrà orientarsi tra diverse forme artistiche: il teatro, la video arte e le arti visive. Le novità di quest’anno saranno la drammaturgia, la musica, gli incontri culturali e cinematografici ed una performance che sfrutti l'ambiente urbano circostante al teatro.
Inoltre quest’anno Labirinto II è sostenuto da SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, patrocinato dal Municipio V del Comune di Roma e partecipa al calendario di eventi per celebrare i 90 anni di Torpignattara, grazie al Comitato di quartiere di Torpignattara. Labirinto è un'intersezione culturale dove poter incontrare artisti provenienti dalle discipline e dai contesti più vari; un luogo sicuro, un porto franco dove esibire e condividere le proprie opere e le proprie creazioni.
Il Gruppo della Creta, è un collettivo di giovani teatranti nato nel 2015 e formato da attori diplomati presso la Nuova Accademia Internazionale di Arte Drammatica del Teatro Quirinetta di Roma.
Il labirinto è un luogo da cui si potrebbe uscire, ma non ci si riesce. Infatti, non diciamo più “mi sono perso”, impossibile nell’era dei GPS, ma “mi sento perso”. Conosciamo le strade, non conosciamo più la strada. Ci siamo perduti nei nostri labirinti quotidiani e ci sentiamo spaesati, come nelle “Città invisibili” di Calvino, dove il labirinto è un’intera città caotica, assurda e straniante.
Questa idea per il Gruppo della Creta si concretizza nell’immagine di un labirinto. Nel binomio tra cercare l'uscita e raggiungere il centro, si sono delineate la nostra poetica e le nostre scelte artistiche. Infatti, se da una parte le diverse arti o i diversi stili artistici rappresentano gli infiniti percorsi che si possono intraprendere all’interno del labirinto, dall’altra il tema del festival, ogni anno diverso, rappresenta quel centro cercato invano.
In poche parole, il filo d'Arianna a noi non interessa! Questo elemento instabile, non fissato, la voglia di fuggire da verità rivelate e incontestabili è parte fondante della poetica del Gruppo, che ha fatto della caratteristica malleabilità e mutevolezza della creta la reificazione della sua espressione artistica, sia nella recitazione che nella regia, sia nelle scelte organizzative che di produzione.

Il festival ha come obiettivo quello di unire e mettere a confronto più arti ed artisti possibili. Una possibilità esperienziale in cui lo spettatore, andando una sera a teatro, possa vedere una mostra di pittura, o trovarsi all’interno di una video istallazione adibita a set per una lettura o un concerto musicale. Come all'interno di un luna-park culturale.

TEMA DELLA SECONDA EDIZIONE
Noi giovani del futuro. Per la seconda edizione del festival, abbiamo scelto un tema, una chiave di innesco, un polo magnetico verso il quale orientare la nostra ricerca. Noi giovani del futuro è una condizione, la presa di coscienza di un dato di fatto, il contesto in cui si ergono le mura del nostro labirinto.
Sono doverose due precisazioni.
La prima: “giovani” non è una condizione anagrafica.
Con il termine “giovani” indichiamo tutti gli individui che stanno vivendo questo determinato momento storico. La giovinezza di cui parliamo è di tipo esperienziale.
Seconda precisazione: la nostra idea di futuro.
Il futuro è ciò che sta davanti a noi, ciò che non è ancora accaduto. Oggi la realtà sembra soffocarci di accadimenti: viviamo rincorrendoci su un piano inclinato dove non è possibile trovare stabilità economica, sociale o affettiva, perché erosi da un insaziabile consumo del nuovo che costringe il soggetto alla consapevolezza di non “essere in tempo”. L'ambito socio-economico condiziona quello esistenziale. Questa non vuole essere una critica, ma una constatazione. Noi giovani del futuro vuole essere la bussola che aiuta artisti e spettatori a orientarsi nel labirinto. Non tematica castrante, ma terreno fertile dove coltivare. Le opere che saranno presentate sono dunque create da quegli stessi giovani del futuro e di loro dovranno parlare.

La grande novità è ORIENTHEATRE. Prendendo spunto dalla disciplina dell'orienteering, o orientamento, che consiste nell'effettuare un percorso caratterizzato da punti di controllo chiamati "lanterne" e con l'aiuto esclusivo di una cartina topografica, gli attori del Gruppo della Creta hanno ideato l’evento urbano Orientheatre. Sostituendo le “lanterne” con attori, gli spettatori sono invitati ad orientarsi nel quartiere di Torpignattara, come dentro ad una drammaturgia spaziale.
Seguendo le più moderne correnti di “riappropriazione territoriale”, che consistono nella valorizzazione delle zone depresse urbane ed extraurbane, messe in moto in più parti del mondo dai più svariati gruppi di ricerca teatrale e artistica, il Gruppo propone una possibilità esperienziale di spettacolarizzazione dell'impianto urbanistico, che diventa scenografia e set delle narrazioni degli attori disseminati nella zona.

Di seguito la programmazione completa:

Lunedì 15 maggio 2017
Ore 10.00 – 16.00: workshop di recitazione condotto da Max Mazzotta presso Artem Dance, via Natale Palli 11/13;
Ore 19.00: inaugurazione Festival con Sten & the Groovemates Duo (chitarra: Stefano Gasperi, basso: Andrea Sabatino) e installazione di video arte Brave New World a cura di Nicolas Vamvouklis in collaborazione con K-Gold Temporary Gallery presso il Teatro Studio Uno;

Martedì 16 e mercoledì 17 maggio 2017
Ore 10.00 – 16.00: workshop di recitazione condotto da Max Mazzotta presso Artem Dance, via Natale Palli 11/13;

Giovedì 18 e venerdì 19 maggio 2017
Ore 10.00 – 16.00: workshop di recitazione condotto da Max Mazzotta presso ArtemDance, via Natale Palli 11/13;
Ore 19.00: installazione di video arte Brave New World a cura di Nicolas Vamvouklis in collaborazione con K-Gold Temporary Gallery presso il Teatro Studio Uno;
Ore 21.00: spettacolo Il bello dei bambini è che un giorno saranno adulti – regia di Tiziano Caputo (Sala Teatro);
Ore 21.00: spettacolo Tre once di lana nera – regia di Giacomo Troianiello (Sala Specchi)

Sabato 20 maggio 2017
Ore 19.00: aperitivo musicale con The Goodfellas Duo (voce e chitarra: Claudio Cirillo, percussioni e tromba: Domenico Rizzuto) ed installazione di video arte Brave New World a cura di Nicolas Vamvouklis in collaborazione con K-Gold Temporary Gallery presso il Teatro Studio Uno;
Ore 21.00: spettacolo Il bello dei bambini è che un giorno saranno adulti – regia di Tiziano Caputo (Sala Teatro);
Ore 21.00: spettacolo Tre once di lana nera – regia di Giacomo Troianiello (Sala Specchi);
Ore 23.00: concerto di The Goodfellas Duo (voce e chitarra: Claudio Cirillo, percussioni e tromba: Domenico Rizzuto);

Domenica 21 maggio 2017
Ore 17.00: performance urbana Orientheatre – regia di Alessandro Di Murro, con punto di ritrovo iniziale presso il Teatro Studio Uno;
Ore 17.00: installazione di video arte Brave New World a cura di Nicolas Vamvouklis in collaborazione con K-Gold Temporary Gallery presso il Teatro Studio Uno;

Lunedì 22, martedì 23 e mercoledì 24 maggio 2017
Ore 11.00 – 16.00: workshop di drammaturgia condotto da Giampiero Rappa presso il Teatro Studio Uno;

Giovedì 25 maggio 2017
Ore 11.00 – 16.00: workshop di drammaturgia condotto da Giampiero Rappa presso il Teatro Studio Uno;
Ore 19.00: installazione di video-arte Brave New World a cura di Nicolas Vamvouklis in collaborazione con K-Gold Temporary Gallery presso il Teatro Studio Uno;
Ore 21.00: spettacolo ’o Princepino - regia di Cristiano Demurtas [Gruppo della Creta] (Sala Teatro);
Ore 21.00: spettacolo Icaro - regia di Massimiliano Aceti (Sala Specchi);

Venerdì 26 maggio 2017
Ore 19.00: installazione di video arte Brave New World a cura di Nicolas Vamvouklis in collaborazione con K-Gold Temporary Gallery presso il Teatro Studio Uno;
Ore 21.00: spettacolo ’o Princepino - regia di Cristiano Demurtas [Gruppo della Creta] (Sala Teatro);
Ore 21: spettacolo Icaro - regia di Massimiliano Aceti (Sala Specchi);

Sabato 27 maggio 2017
Ore 19.00: aperitivo musicale con Trieste meoloroncade (chitarra: Amedeo Monda, batteria: Marco Ronconi) ed installazione di video arte Brave New World a cura di Nicolas Vamvouklis in collaborazione con K-Gold Temporary Gallery presso il Teatro Studio Uno;
Ore 21.00: spettacolo ’o Princepino - regia di Cristiano Demurtas [Gruppo della Creta](Sala Teatro);
Ore 21.00: spettacolo Icaro - regia di Massimiliano Aceti (Sala Specchi);
Ore 23.00: concerto di Trieste meoloroncade (chitarra: Amedeo Monda, batteria: Marco Ronconi);

Domenica 28 maggio 2017
Ore 17.00: performance urbana Orientheatre – regia di Alessandro Di Murro, con punto di ritrovo iniziale presso il Teatro Studio Uno;
Ore 17.00: installazione di video arte Brave New World a cura di Nicolas Vamvouklis in collaborazione con K-Gold Temporary Gallery presso il Teatro Studio Uno.


TEATRO STUDIO UNO - Via Carlo della Rocca 6, Roma

Info e prenotazioni: telefono 3494356219 - 3298027943, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrostudiouno.com

 

PETERSOPHIE
scritto e diretto da Piergiorgio Seidita
con Vittorio Magazzù, Melania Maria Codella

“Petersophie” racconta la storia di Peter e Sophie, due ragazzi rinchiusi in un istituto psichiatrico. Peter vive un periodo di perdizione, non sentendosi ascoltato dal mondo, cerca di volare via dall’istituto, convinto di essere Peter Pan, con la complicità di Sophie.

Questa metafora sul rimanere bambini di fronte alle emozioni, come l’Amore, aiuterà i due protagonisti a trovare il coraggio di affrontare il passato, riconoscendo il presente che stanno vivendo, fatto di pazzie, rinunce, e speranze.

TEATRO COMETA OFF - Via Luca della Robbia 47 (Testaccio), Roma
Dal 19 al 21 maggio 2017
Orario spettacoli: tutte le sere ore 21, domenica ore 18:30
Biglietti: ridotto 12.50 €, intero 16 € (tessera 2,50 €)

Info e prenotazioni: telefono 06-57284637
Sito web: www.cometaoff.it


BLAKE ETERNALLIFE SHOW
Giacomo Vezzani_Vocals/Keybords/Programming
Fabio Pappacena_Vocals/Guitar
Elsa Bossi_Vocals
Nenè Barini_Vocals
Silvio Giordano_Visuals
Gianluca Lagrotta_Logo Design&Compositing
Giacomo Pecchia_Set Design
Marco Bagnai_Light Design
Fabio Giommarelli_Lighting tech.

Un concerto/spettacolo in cui convivono musica, poesia, recitazione e videoarte, realizzato da due attori-musicisti travolti da William Blake e dalle sue “visioni”.

Blake, vissuto tra fine ‘700 e inizio ‘800, fu incisore, disegnatore e soprattutto poeta. Un artista libero e provocatorio, inafferrabile, capace di rivoluzionare il linguaggio poetico con temi, immagini e una musicalità naturale che ancora oggi impressionano.

Una performance in cui ricreare finalmente tutto quello che Blake ha evocato nelle sue poesie uniche, forme artistiche complesse e profonde, destinate a rimanere eterne.

CARROZZERIE N.O.T - Via Panfilo Castaldi 28/a, Roma
20 e 21 maggio 2017, ore 21.00 (ingresso con tessera associativa)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 347-1891714 
Sito web: www.carrozzerienot.com

 


ALAN TURING E LA MELA AVVELENATA
di Massimo Vincenzi
con Gianni De Feo
voce fuori campo Stefano Molinari
musiche Francesco Verdinelli
regia Carlo Emilio Lerici

Un dialogo immaginario fra Alan Turing e sua madre, tra lettere forse mai scritte e dialoghi forse mai avvenuti. A scandire il ritmo di questa conversazione fuori dal tempo le voci del Tribunale, dove in nome della Regina si decide la rovina di una delle menti più geniali del XX secolo. Pur attraverso una libera ricomposizione, gran parte delle parole, dei concetti e degli episodi raccontati in questo spettacolo sono stati realmente pronunciati, lasciati scritti e accaduti ad Alan Turing.
Lo spettacolo è stato presentato in anteprima al GAROFANO VERDE 2008 – scenari di teatro omosessuale – rassegna curata da Rodolfo di Giammarco e nella stagione successiva, riscuotendo un grande successo di pubblico. Lo spettacolo è tornato in scena nel marzo del 2012 in occasione del centenario della nascita del grande matematico. In quella occasione Editori Riuniti ha pubblicato il volume contenente il testo integrale dello spettacolo.
Alan Turing (1912 – 1954) è stato forse il matematico il cui lavoro ha avuto un'influenza eccezionale anche al di fuori del campo astratto della logica. È stato, infatti, uno dei pionieri dello studio della logica dei computer ed il primo ad interessarsi all'argomento dell'intelligenza artificiale. Il suo lavoro è stato di importanza cruciale per i destini della seconda guerra mondiale. Turing, infatti, elaborò una macchina chiamata Colossus che decifrava in modo veloce ed efficiente i codici creati da Enigma, la macchina utilizzata dai tedeschi per criptare le proprie comunicazioni. Era il primo passo verso il computer digitale. A titolo di ringraziamento per i suoi servizi l'Inghilterra dapprima lo decorò con l'Ordine dell'Impero Britannico, poi lo fece membro della Royal Society, ed infine lo processò per atti osceni in quanto omosessuale, condannandolo alla castrazione chimica. Ipersensibile, incompreso, circondato dallo scetticismo e dall'ostilità dell'ambiente scientifico, il matematico inglese si suicidò mangiando una mela al cianuro. Turing fu un uomo piuttosto stravagante: grande sportivo (soprattutto la corsa, ma anche tennis, canottaggio e ciclismo), andava in bicicletta con la maschera antigas nei periodi dell’impollinazione, giocava a tennis nudo con indosso solo un impermeabile, legava la tazza da tè al termosifone con un lucchetto, portava la giacca del pigiama al posto della camicia, gettava nel cestino le lettere della madre senza leggerle. Non sopportava gli sciocchi, ed abbandonava le conversazioni vuote e le compagnie idiote repentinamente, e senza una parola di commiato. Imparò a fare la maglia da una ragazza che aveva deciso di sposare, nonostante la propria omosessualità. Il suo aspetto era trasandato, con la barba sempre lunga e le unghie sporche. Per certi versi fu infantile: a 22 anni si fece regalare un orsacchiotto di pezza per Natale e a 25 perse letteralmente la testa per il film BIANCANEVE. Infatti lo si sentiva spesso canticchiare le canzoni del film (Vorrei, vorrei, un amore che, sia tutto, sia tutto, per me, per me...) e il ritornello dell'incantesimo della strega (Metti il frutto nel veleno sino a quando ne sia pieno – fatti bella per tentarla e per sempre addormentarla). E questo ben quindici anni prima di scegliere tale metodo per suicidarsi. Una leggenda dice che il logo della Apple sia un omaggio ad Alan Turing, tuttavia, l'azienda non ha mai confermato né smentito questa notizia.

TEATRO BELLI - Piazza di Sant’Apollonia 11/a, Roma
Dal 16 al 21 maggio 2017
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17.30
Biglietti: € 18 intero, € 13 ridotto

Info e prenotazioni: telefono 06 5894875, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrobelli.it

 

ELETTRA
di Hugo von Hofmannsthal
regia, elaborazione drammaturgica, progetto scenico di Giuliano Scarpinato
con (in ordine alfabetico)
Elena Aimone - Clitennestra, Anna Charlotte Barbera - una serva, Lorenzo Bartoli - Egisto,
Elio D'Alessandro - Aio di Oreste, Raffaele Musella - Oreste, Giulia Rupi - Elettra, Eleonora Tata - Crisotemi, Francesca Turrini - la guardiana, Valentina Virando - una serva
musiche Elio D’Alessandro costumi Dora Argento luci Danilo Facco videoproiezioni_Daniele Salaris collaborazione alle scene Diana Ciufo assistente ai movimenti Daniele Sala
produzione Attori&Tecnici in collaborazione con Wanderlust Teatro si ringrazia Dionisiache - Calatafimi Segesta festival 2015, Teatro Biondo Palermo, Teatro della Città di Catania, Teatro Ciro Pinsuti di Sinalunga

Dal 18 al 28 maggio 2017 andrà in scena Elettra, lo spettacolo vincitore della ottava edizione della rassegna “SALVIAMO I TALENTI - Premio Attilio Corsini”, iniziativa nata per promuovere progetti teatrali di grande qualità i cui protagonisti sono giovani registi e giovani attori, per aumentare le opportunità per la creatività emergente, costruendo una vetrina per i nuovi talenti ancora sconosciuti. Lo spettacolo, prodotto da Attori & Tecnici ed inserito nel cartellone 2017/2018 del Teatro Vittoria, narra la storia di Elettra, che appartiene al mito. Sfugge al tempo e allo spazio, attraversa indenne i millenni e giunge con forza immutata ai nostri petti, alle nostre orecchie, ai nostri occhi.
“Pugno nello stomaco, lama che affonda, Hugo von Hofmannsthal la racchiude nel breve tempo di un atto: quasi una travolgente successione di inquadrature cinematografiche, un “thriller dell’anima” dal ritmo incalzante e forsennato. Figlia di amatissimo padre, l’eroe della guerra di Troia Agamennone, Elettra vive per vendicarne l’assassinio, ad opera della madre Clitennestra e dell’amante di lei Egisto. Nella casa degli usurpatori si aggira come cagna selvatica, occhi bassi e lingua affilata; giorno dopo giorno veglia instancabile sul luogo dove il padre è caduto sotto la scure, ancora caldo del suo sangue. Nessuno riesce a strappare Elettra al dolore muto e forsennato. Non la giovanissima sorella Crisotemi, che altro non vorrebbe che dimenticare ed essere felice, diventare moglie, magari madre; non la tormentata Clitennestra, che pur vedendo vivo e presente il fantasma del marito negli occhi della figlia, proprio da lei cerca conforto e riparo da una vita d’angoscia e di paura. A turbare i sonni della regina è il ritorno di Oreste, il figlio allontanato da palazzo in giovane età: un sogno le ha predetto che cadrà per mano sua. Ed è proprio in un sogno, un doppio sogno, che sembra compiersi fatale la vendetta dei figli di Agamennone; un copione già scritto si dipana al passo cadenzato di un esercito di fantasmi/burattini, anime in pena e “in cerca d’autore”. Nel dramma di Hoffmanstal si rintana un’ambiguità del tutto contemporanea; in questo bilico tra verità della carne e inganno della mente, degno di un film di David Lynch, Elettra continua a scuoterci, ed ammaliarci.” Giuliano Scarpinato

TEATRO VITTORIA / ATTORI & TECNICI - Piazza S. Maria Liberatrice 10, 00153 Roma (Testaccio)
Dal 18 al 28 maggio 2017
Orario spettacoli: ore 21, domenica ore 17.30, martedì 23 ore 19, mercoledì 24 ore 17
Biglietti: intero platea 28, intero galleria 22 (compresi 3 euro di prevendita) ridotti in convenzione: platea 21 e galleria 18 (compresi i 3 euro di prevendita)
Promozione gruppi: 1 biglietto cortesia ogni 10 spettatori paganti

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 5740170 - 06 5740598
Sito web: www.teatrovittoria.it


IL MERCANTE DI VENEZIA
di William Shakespeare
adattamento e regia Ilaria Testoni
con Mauro Mandolini, Barbara Begala, Camillo Marcello Ciorciaro, Ilaria Amaldi, Valerio Camelin, Roberto Di Marco, Michela Giamboni, Marina Parrulli

Per i 50 anni de “Il Mercante di Venezia” con Glauco Mauri nei panni di Shylock, il progetto giovani della Compagnia Mauri Sturno riporta in scena il capolavoro di Shakespeare. Nel 1967, uno strepitoso Glauco Mauri diede corpo a uno dei personaggi più importanti della drammaturgia mondiale: Shylock, protagonista de Il Mercante di Venezia di Shakespeare, per la regia di Franco Enriquez.
A distanza di 50 anni, dal 18 al 28 maggio al Teatro San Paolo di Roma, la Compagnia Mauri Sturno torna sul testo con il progetto “Giovani – Un futuro nel Teatro”, che vede il maestro del teatro italiano a supporto dei giovani, riportando in scena uno dei suoi cavalli di battaglia, nonché capisaldi della letteratura teatrale di tutti i tempi, con la regia di Ilaria Testoni e con in scena Mauro Mandolini, Barbara Begala, Camillo Marcello Ciorciaro, Ilaria Amaldi, Valerio Camelin, Roberto Di Marco, Michela Giamboni, Marina Parrulli, foto di Manuela Giusto.

Ultima tappa della trilogia shakespeariana, Il mercante di Venezia, riprende il tema della vita come teatro e il teatro che si confonde nella vita.
Venezia, 1900. Due mondi contrapposti si fondono magicamente l’uno nell’altro. Sono i due luoghi della commedia: uno reale, la città, col suo commercio, i suoi affari, le amicizie, le mondanità; un mondo diurno, borghese, nuovo. L’altro, il mondo immaginato, luogo di piacere, favoloso e antico, uno spazio notturno dove le passioni sono assolute, gli amori capricciosi e irragionevoli, ma i sentimenti sinceri e leali.
Dov’è la verità? Quale dei due luoghi e più reale?
Lo spazio del piacere, dell’istinto e della fantasia o il mondo borghese fatto di convenzioni di interessi e soprattutto di intolleranze e discriminazioni?
Shylock è un diverso nel corpo e nell’anima, temuto e ripudiato dal mondo solare dei ricchi borghesi. Ma la vendetta, lo renderà il “cattivo”. “Metterò in pratica la malvagità che voi mi insegnate e sarà difficile che io non superi i vostri insegnamenti”.
Chi vincerà, il buono o il cattivo? Per Shakespeare la vita, sia nella realtà che nella finzione, è più articolata, più ricca di sfumature. Perché tutto il mondo recita una commedia, e la Fortuna svolge una parte determinante.

TEATRO SAN PAOLO - Via Ostiense 190, Roma
Dal 18 al 28 maggio 2017
Orario spettacoli: serali ore 21, pomeridiane ore 17.30
Biglietti: dai 10 ai 20 euro

Info e prenotazioni: telefono 06 59606102, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrosanpaolo.it


WOYZECK
di Georg Büchner
Regia Italo Spinelli
Scene e costumi Elisabetta Di Pisa
Musiche Moshen Kasirossafar
Un evento realizzato con il patrocinio della Regione Lazio

Un allestimento essenziale con lo stretto necessario funzionale all'azione con dieci persone senza esperienza professionale teatrale, che nella quotidianità vivono un disagio abitativo ed economico, danno vita a Woyzeck, il testo di Georg Büchner che l’Associazione Culturale Mnemosyne, in collaborazione con la Parrocchia Santa Maria in Portico in Campitelli di Roma, ha deciso di rivisitare in una nuova chiave.
Per la prima volta su un palcoscenico, affiancati da alcune attrici, un gruppo di persone ha cosi aderito al progetto lavorando per mesi con costanza ed entusiasmo ad una produzione no budget con carattere laboratoriale, diretta dal regista teatrale e cinematografico Italo Spinelli e promossa dalla scenografa e costumista Elisabetta Di Pisa, che intende coniugare qualità professionali riconosciute con persone fuori da ogni contesto di palco. Woyzeck andrà in scena in tre serate, il 17, il 18 e il 19 maggio, al Teatro Palladium di Roma: un confronto sperimentale o prova aperta che ha l’obiettivo di trasmettere, in forma semplice ma originale, il valore di un testo rivoluzionario nella sua realtà performativa.
Il dramma, rimasto incompiuto, di Georg Büchner (1813-1837) è ispirato al caso clinico-giudiziario di Johan Christian Woyzeck, un disoccupato che nel 1821 uccise la propria amante. Per la sua estrema modernità, la sua struttura frammentaria e per la sua visionaria drammaturgia, è considerato una pietra miliare del teatro europeo del Novecento. Woyzeck, la prima tragedia del teatro contemporaneo il cui eroe e vittima è un proletario, si compone di una sequenza di frammenti che ricostruiscono il puzzle di un omicidio passionale.

TEATRO PALLADIUM (Università Roma Tre) - Piazza Bartolomeo Romano 8, 00154 Roma
17, 18, 19 maggio 2017 - ore 21
Biglietti: €15 intero | €10 ridotto | €5 studenti

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 327 2463456
Sito web: http://teatropalladium.uniroma3.it


SALI O SCENDO? reloaded
di Danilo De Santis
con Luca Intoppa, Sharon Alessandri, Gianpiero Catallo, Susan Rose, Federica Colucci
regia Luca Intoppa
supervisione alla regia Danilo De Santis

"Sali o scendo?", la commedia scritta da Danilo De Santis (Lillo & Greg, Colorado), torna al Teatro Petrolini di Testaccio, messa in scena dalla compagnia dell'Associazione Culturale "Dietro le Quinte".
"Il testo portato in scena stavolta da Luca Intoppa, che interpreta efficacemente Attilio, è vivace e si muove in mezzo a questi personaggi, ciascuno alla ricerca di un posto accanto a qualcuno, perché per tutti loro la solitudine sembra essere proprio una brutta bestia.
Sul palcoscenico si alternano, a ritmo di gag a non finire e di spudorati ammiccamenti sessuali, la spumeggiante e sensuale Sharon Alessandri nel ruolo della toccata Serena, Gianpiero Catallo in quello del tamarro Paolo, la sorpresa comica Susan Rose in quello della ammaliante nevrastenica Nadežda e la spiritata Federica Colucci – una forza della natura – in quello della squinternata Sofia.
Tempi azzeccati e ritmo che sale ulteriormente all’entrata in scena dei personaggi secondari che si rivelano poi delle vere e proprie chiavi di volta per il destino di quelli principali. Il tumulto delle singole vicende si assomma al brusio del pubblico in sala che ride ripetutamente e giustamente applaude, convinto che il ritmo in una commedia teatrale sia dato soprattutto dall’incisività degli scambi, dal ritmo nella successione eufonica delle battute (che nelle nuove commedie a teatro è questione tutt’altro che scontata)."
(Federico Mattioni - Note Verticali)

TEATRO PETROLINI - Via Rubattino 5, 00153 Roma
Dal 19 al 21 maggio 2017
Biglietti: intero 13 euro, ridotto 10 euro

Info e prenotazioni: telefono 06.5757488


DYNAMICA
Concept e realizzazione Dynamis
sostenuto dal Teatro Vascello - Centro di Produzione Teatrale
con il patrocinio del Comune di Roma Capitale

Tre giorni di porte aperte al Teatro Vascello, in cui Dynamis propone al pubblico la sua produzione artistica, in ricerca di un legame diretto con il quotidiano, la riappropriazione degli spazi e lo scambio sociale e culturale.
Il progetto promuove la produzione artistica del gruppo nelle sue diverse declinazioni e forme espressive, superando i tradizionali luoghi di rappresentazione e di fruizione del teatro

Dynamis è un gruppo dedicato al teatro e alle arti performative con base a Roma al Teatro Vascello. Dal 2011 connette le sue attività con diversi spazi culturali della città e attiva collaborazioni continue e variegate sviluppando un interesse multidisciplinare nella ricerca. I progetti sono incentrati sullo studio delle dinamiche di relazione con il pubblico, in esplorazione di un linguaggio performativo dynamico, in potenziale continua trasformazione.
Attraverso la performance e la creazione di dispositivi di arte relazionale cerca uno scambio con il fruitore e trasforma la scena o gli spazi in luoghi di dialogo e confronto.

Programma

Y La variabile del calcio
17 maggio → 18:00 - 21:00 - Piazza San Cosimato (Trastevere)
Un campo da calcio esagonale a tre porte con cui i cittadini possono interagire liberamente. Un’installazione aperta e inclusiva che cerca di stravolgere l’assetto dialettico tradizionale del gioco.

iD Performance per uno spettatore*
18 - 19 maggio → 11:00 - 20:00
Un dispositivo per mettere in relazione e confronto identità differenti, affrontando il tema della diversità di genere.

M2 Performance partecipativa
18 maggio → 21:00 - 22:00
Performance in cui il pubblico partecipa ad un gioco collaborativo tra sconosciuti diventando parte attiva dell’azione scenica.
Una riflessione sullo spazio abitabile considerando il confine che intercorre tra umano e disumano.

2115 Dispositivo ludico per l’immortalità
17 - 18 - 19 maggio → 18:00 - 20:00 Installazione interattiva
19 maggio → 22:00 Performance
Una capsula del tempo che raccoglie i racconti della città e dei suoi abitanti, da destinare al pubblico del 2115. La performance di chiusura prevede il rito collettivo di interramento della capsula.

*La performance iD potrà prolungarsi nei giorni 20 - 21 Maggio in funzione delle prenotazioni ricevute

TEATRO VASCELLO - via Giacinto Carini 78, 00152 Roma
Piazza S. Cosimato Roma

Info e biglietti: telefono 06.5881021/06.5898031, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrovascello.it - www.dynamisteatro.it


IL VIAGGIO DI ECUBA
di Gianni Guardigli
con Isabella Giannone
regia Francesco Branchetti
musiche Pino Cangialosi
Associazione Culturale Foxtrot Golf

I tempi che stiamo vivendo ci proiettano verso un’inevitabile riflessione sul senso della vita e sul valore di essa. Questa Ecuba moderna parla un linguaggio “misto”, un susseguirsi di racconto di una piccola vita che si scontra con i terreni problemi del quotidiano con improvvise impennate poetiche, che elevano la sua sensibilità al “linguaggio di tutte le madri”, alla lingua del cuore di chi dà la vita e non si rassegnerà mai al vedere questa stessa vita che si dissolve, preda dell’ingiustizia che si annida nel potere, nelle guerre, nelle prevaricazione.

TEATRO TOR BELLA MONACA - Via Bruno Cirino (angolo di viale Duilio Cambellotti con via di Tor Bella Monaca ), 00133 Roma
Dal 19 al 21 maggio 2017
Orario spettacoli: venerdì 19 e sabato 20 maggio ore 21, domenica 21 maggio ore 18
Biglietti: intero 10 euro, ridotto 8 euro, ragazzi 6 euro

Info e prenotazioni: telefono 06/ 2010579, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sul web: http://www.teatriincomune.roma.it/teatro-tor-bella-monaca/

 

PELI
di Carlotta Corradi
con Alex Cendron e Alessandro Riceci
scene e costumi Barbara Bessi
musiche Paolo Coletta
disegno luci Gianni Staropoli
tecnico di compagnia Camilla Brison
foto Laila Pozzo
regia Veronica Cruciani

una produzione Quattroquinte in collaborazione con OffRome

Due donne giocano a Burraco, l’una di fronte all’altra. “Alza”. Una distribuisce le carte. L’altra le raccoglie. “Ho delle carte orrende”. Dice sempre così, pensa l’altra. Un gioco educato, una conversazione formale, quella confidenza propria dei rapporti adulti appesantiti da una vita di non detti. Una è vedova, ha perso il suo uomo, il suo amore, l’altra è vedova pur non essendolo. Il passato e il presente gettano le due donne in un continuo scambio di potere. Domina una e l’altra soccombe, poi viceversa. Le carte seguono, bilanciano, enfatizzano gli attriti. Finché qualcosa interrompe il meccanismo di un dialogo borghese per entrare nella dimensione dell’emozione e dell’istinto.
Peli nasce nel 2013 quando Rodolfo di Giammarco, critico de La Repubblica, fa incontrare Carlotta Corradi, drammaturga e documentarista – vincitrice del Premio Mario Fratti 2014 per la drammaturgia a New York – e Veronica Cruciani, regista – premio Hystrio – in occasione di una rassegna sulla nuova drammaturgia. Veronica Cruciani chiede all’autrice di essere presente alle prove in modo da affinare il testo attraverso le intuizioni degli attori e le indicazioni registiche. Carlotta Corradi scrive un testo per due personaggi femminili con la richiesta che siano interpretati da due uomini. Veronica Cruciani interpreta questa scelta con un gioco meta teatrale; mentre il testo passa da un linguaggio formale a un dialogo autentico, la regia costringe l’attore a spogliarsi del personaggio per arrivare alla sua essenza.

TEATRO BIBLIOTECA QUARTICCIOLO - Via Ostuni 8, Roma
20 maggio 2017 ore 21, 21 maggio 2017 ore 18
Biglietti: Intero 10€ - Ridotto 8€ (over 65, under 24, possessori di Bibliocard)

Info e prenotazioni: telefono 06 98951725, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrobibliotecaquarticciolo.it - www.teatriincomune.roma.it

 

MEDICI SENZA FRONTIERE PRESENTA: ED ECCO A VOI… PINO INSEGNO

Un uomo che fa zapping in maniera abbastanza annoiata attraverso i vari programmi, quando, come per magia, viene catapultato all’interno del televisore ed inizia così un viaggio tra i programmi anni 60-70-80, i loro miti, le canzoni, gli sceneggiati… dice Pino Insegno.
“Io di quella televisione ho una nostalgia totale, è una televisione che non c’è più, era profonda era una televisione che permetteva nonostante ci fosse una sola rete in bianco e nero degli approfondimenti importanti dal punto di vista: culturale, della cronaca, spettacolare, della prosa, dei contenuti. C’erano molti più contenuti nella televisione in bianco e nero con un solo canale che adesso con 1000 canali; poi io l’ho fatta quella televisione, non in bianco e nero ma tanti anni fa, dopo anni di gavetta teatrale, con il mio gruppo dell’ Allegra Brigata fui chiamato a partecipare a due edizioni del Gino Bramieri show e siamo stati scelti direttamente da Garinei, da Bramieri, da Amurri e Verde. Per 2 anni abbiamo avuto la possibilità di lavorare con questi grandi autori e attori della televisione. In televisione nel G.B. Show venivano ospiti come: Walter Chiari, Paolo Panelli, Bice Valori, il Quartetto Cetra, A.Fabrizzi, N. Manfredi, A. Sordi insomma adesso non ce n’è un decimo di tutta la gente che ho nominato, me compreso nesuno è all’altezza di questi nomi.”

TEATRO OLIMPICO - Piazza Gentile da Fabriano 17, Roma
Dal 17 al 19 maggio 2017
Orario spettacoli: mercoledì 17 maggio, giovedì 18 maggio, venerdì 19 maggio ore 17 e ore 21 (salvo repliche)
Biglietti: ore 17 platea € 25, galleria € 20; ore 21 platea € 30, galleria € 25

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 326 5991
Sito web: www.teatroolimpico.it

 

RAINBOW OVER THE SILKROAD

Per la prima volta in assoluto, gli artisti di Xi’an, la leggendaria capitale imperiale cinese, stanno per arrivare in Europa con le loro acrobazie mozzafiato. Giocolieri, ballerini, funamboli, equilibristi: un palcoscenico unico, di livello internazionale, con costumi colorati e scene incantevoli, coinvolge gli spettatori in un viaggio lungo la leggendaria Via della Seta. Questo mix da origine a “Rainbow over the Silk Road”.
La Poesia orientale e esibizioni spettacolari si uniscono e arrivano finalmente in Europa.
Mentre si esibiscono sulla sbarra, funi, altalene, tappeti elastici o ruote – spesso contemporaneamente e in modo sincrono – per i loro trucchi, gli artisti usano tamburi, brocche, cappelli di paglia, tappeti, ciotole, lampade e persino diabolo.
Dopo il tour di successo negli Stati Uniti e in Asia, la compagnia arriverà in Europa con il suo spettacolo di 100 minuti nella primavera del 2017!
La trama
Nei giorni di splendore della dinastia Tang, l’imperatore chiede al generale Li di condurre una carovana per le regioni occidentali, con l’obiettivo di creare un legame commerciale, culturale e d’amicizia con i paesi europei e asiatici. Una volta riempito il carico di merce come la seta, tè e porcellana, la delegazione parte da Xi’an diretta a Occidente.
Attraversano ampi deserti e paesaggi da favola coperti di neve e giungono in Persia. Li, il generale Li e i suoi soldati lottano con dei banditi soldati e finiscono per salvare la principessa romana Alice. Un incontro fatale …

TEATRO OLIMPICO - Piazza Gentile da Fabriano 17, Roma
20 e 21 maggio 2017

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 326 5991
Sito web: www.teatroolimpico.it


PER COLPA DI UN CONIGLIO
di Paolo Camilli e Simone Zafferani
regia Moira Angelastri e Paolo Camilli
aiuto regia Paolo Macedonio
con Moira Angelastri e Paolo Camilli
scene Alessandro Di Cola
luci Alessio Pascale
costumi Barbara Calderoni
musica Luca Longobardi
assistente Saba Lucidi

Vanda vuole fortemente che qualcosa di bellissimo accada. Tenace e inarrestabile non si arrende, cerca, chiede. E’ convinta che qualcuno la condurrà in un luogo meraviglioso e salvifico. Tutto è stato propiziato perché l’incontro avvenga.
Ma se l’incontro non è quello previsto?
Una dimensione popolata da personaggi bizzarri, grotteschi, armati di pregiudizi fino ai denti. Un mondo accelerato ed esasperato dove i rapporti di forza, gli equilibri e i punti di vista cambiano subitaneamente e inaspettatamente. Una vera e propria surrealtà quotidiana.
Due attori danno vita a una folla di personaggi in un testo ritmato che racconta le tappe, e le deviazioni, di un percorso costellato da figure ora tenere, ora ripugnanti.
Una grande varietà visiva ed emotiva che diverte, sorprende, diverte, fa pensare, agghiaccia, diverte.

TEATRO LO SPAZIO - Via Locri 42/44, Roma
Dal 16 al 21 maggio 2017
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 20.30, domenica ore 17
Biglietti: intero 12 euro, ridotto 9 euro, gruppi 5 euro (+ 3 euro di tessera)

Info e prenotazioni: telefono 06 77076486 - 06 77204149, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrolospazio.it

 

Data unica

CANTI DELL'ESILIO e DAVID LANG: THE LITTLE MATCH GIRL PASSION

musiche di David Lang, Carlo Galante, Carlo Putelli e Matteo D'Amico
su testi di H.C. Andersen , H.P.Pauli, Picander, San Matteo, Golan Haji, Joumana Hadda
musiche di Labirinto Vocale
con la partecipazione straordinaria di Manuela Kustermann e Riccardo Polizzy Carbonelli

Programma della serata

h 19.30 Incontro-aperitivo
con i Poeti Joumana Haddad e Golan Haji
relatrici Costanza Ferrini e Patrizia Zanelli, dell'Università Ca'Foscari di Venezia

h 21.00 Concerto
The Little Match Girl Passion
David Lang
Canti d'Esilio
Galante - Putelli - D'Amico
Sax alto - Francesco Marini
Violoncello - Luca Peverini
Ensemble di percussioni Ars Ludi - Antonio Caggiano
Il Labirinto Vocale Maria Chiara Chizzoni, Patrizia Polia, Carlo Putelli, Giuliano Mazzini
Direttore Tonino Battista

Il 15 maggio 2017 alle ore 21.00 al Teatro Vascello in Roma si terrà il concerto "Canti d'Esilio", con musiche di David Lang, Carlo Galante, Carlo Putelli e Matteo D'Amico.
La prima parte del concerto vedrà un capolavoro della musica contemporanea: l'acclamato " Little Match Girl Passion" di Lang, per il quale il compositore statunitense autore della colonna sonora della "Grande Bellezza" e di "Youth", ha ottenuto il Premio Pulitzer 2008.
Ma il vero evento sarà costituito dalla seconda parte: una prima esecuzione assoluta intitolata "Canti d'Esilio", su musiche di Carlo Galante, Carlo Putelli e Matteo D'Amico, che hanno dato suoni alle poesie di Golan Haji (patologo, scrittore e traduttore curdo, che oggi vive in esilio in Francia) e Joumana Haddad (scrittrice libanese, simbolo della lotta per i diritti delle donne arabe).
"Noi compositori dei Canti d'Esilio" - sostiene Carlo Putelli "siamo rimasti folgorati dalla forza delle parole di queste persone che scrivono, per così dire, con la terra strappata dal petto. Ci è parso subito chiaro che fossero quelli i testi contemporanei più adatti a comporre nuova musica oggi per presentarla in un progetto che a nostro avviso, necessario ed attualissimo".
La forza di questo progetto artistico è nel suo stesso messaggio: la solidarietà con i popoli in lotta come porta a nuove visioni del nostro futuro, la bellezza della musica e delle parole che portano un messaggio di umanità rinnovata.
Poco prima del concerto vi sarà un incontro-aperitivo con i due poeti e i tre compositori, coordinato da Costanza Ferrini, esperta in letteratura contemporanea del Mediterraneo, e Patrizia Zanelli dell'università Ca' Foscari di Venezia, traduttrice ufficiale dell'edizione italiana delle poesie di Golan Haji.
Gli esecutori: saranno l'ensemble "Labirinto Vocale" (Maria Chiara Chizzoni, Patrizia Polia, lo stesso Putelli, Giuliano Mazzini) Francesco Marini al Sax alto, Luca Peverini al violoncello e le percussioni dell'Ars Ludi suonate da Antonio Caggiano.
Direttore concertatore Tonino Battista
L'evento si avvarrà della partecipazione di due attori d'eccezione: Manuela Kustermann e Riccardo Polizzy Carbonelli. Essi doneranno le loro magnifiche voci a quattro tra le più belle poesie dei due poeti arabi.

TEATRO VASCELLO - Via Giacinto Carini 78, Roma
Lunedì 15 maggio ore 21

Info e prenotazioni: telefono 06.5881021/06.5898031, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrovascello.it


Teatro Eliseo & Saint Louis presentano
SPECIAL GUEST Festival di produzioni originali
ROCK’N BLUES GUITAR NIGHTMARE
Lello Panico, William Stravato,
Giacomo Anselmi, Marco Manusso
Special Guest Marco Sfogli

Un’esplosione di riff sul palco dell’Eliseo per una serata all’insegna del rock-blues.
Le chitarre di Lello Panico, William Stravato, Giacomo Anselmi, Marco Manusso e della special guest Marco Sfogli, accompagnate da una straordinaria formazione di All Star della musica italiana, tra cui Alessandro Gwis, Michele Papadia, Andrea Rosatelli, Daniele Pomo e Daniele Chiantese, presenteranno uno spettacolo unico nel suo genere. Brani originali composti dagli artisti sul palco si alternano ai grandi classici del Rock, Blues, Jazz&Soul, Fusion fino al Prog Metal: i cinque chitarristi incroceranno i loro percorsi sonori e la loro personale visione musicale in un unico grande infuocato show.

Sul palco dell’Eliseo ci saranno anche:
Piano&Tastiere - Alessandro Gwis, Michele Papadia, Dario Zeno
Basso - Andrea Rosatelli, Francesco Luzzio, Christian Capasso, Valeria Scaparro
Batteria - Daniele Pomo, Daniele Chiantese, Davide Savarese
Voci - Francesco Sacchini, Noora Salmi, Alessandra Formica, Rita Panza

TEATRO ELISEO - Via Nazionale 183, 00184 Roma
Lunedì 15 maggio 2017 ore 21.00
Biglietteria: lunedì 13 - 19, da martedì a domenica 10 - 19
Biglietti € 20 – 15

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 83510216, www.vivaticket.it
Call center Vivaticket: 892234
Sito web: www.teatroeliseo.com


MEDEA
regia Souphiene Amiar
con Livia Caputo, Giulia Ogrizek, Stefano Rana e i partecipanti del laboratorio MEDEA. MITO E MAGIA
CieToutFaitMain | CERCLE collective

Medea, il Mito, la maga, la principessa della colonia greca più orientale, che strappa alla propria terra, la Colchide, il suo tesoro, per consegnarlo al greco Giasone, che smembra il fratello gettandone i brandelli in mare per distogliere gli inseguitori. Ma soprattutto, Medea che uccide i propri figli, svelando così uno dei recessi più oscuri dell’animo umano, dinanzi al quale soltanto il rituale collettivo della tragedia ha potuto porsi.

Voglio spezzare in due tutta l’umanità
E sedermi nel vuoto tra i due tronconi

La Medea di Heiner Müller taglia via il futuro e qualunque sogno l’umanità abbia prodotto, compresa la tragedia stessa, in favore di una squallida commedia su una scena invasa da assorbenti per signora e profilattici usati. A questo punto, la donna incrocia le braccia, abbandona il suo posto, e grida in faccia al capo-operaio Giasone.
Fabbricatrice di uomini, materia umana che nella civiltà capitalistica contemporanea diventa consumatore, tutt’uno con la merce. Ed è proprio questa equazione che la Medea di Heiner Müller vuole negare, dopo avere ceduto alla tentazione di Giasone, dell’Occidente e delle sue promesse. E si riprende i suoi figli, per non consegnarli al mondo degli uomini.

Voi bacereste grati la mia mano che adesso
Vi regala la morte se soltanto sapeste
Che cos’è la vita

TEATRO TOR BELLA MONACA - Via Bruno Cirino (angolo di viale Duilio Cambellotti con via di Tor Bella Monaca ), 00133 Roma
Martedì 16 maggio 2017 ore 21
Biglietti: intero 10 euro, ridotto 8 euro, ragazzi 6 euro
Info e prenotazioni: telefono 06/ 2010579, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sul web: http://www.teatriincomune.roma.it/teatro-tor-bella-monaca

 

DAYEREH
con Nando Citarella voce, tammorra, muta, chitarra battente, marranzano
e Pejman Tadayon bam-tar, tar, saz, duff, voce
con la partecipazione di Gabriella Aiello voce ,tammorra, castagnette
Pejman Tadayon ensemble & Coro Persepolis
Cymbalus-Equivox Ensemble tamburi e voci
musiche della tradizione popolare italiana e persiana
e di Citarella-Tadayon
ideazione Nando Citarella-Pejman Tadayon
costumi Nathalie Leclerc

Le voci, i suoni e i ritmi che da un punto all’altro del Mare si sono incontrati partendo dalla antica cultura della Persia a quella Arabo-Andalusa della Siviglia “Porta d’Oriente” giungendo fino alla Napoli “Porta del Mediterraneo”. In molte culture vi si ritrovano elementi Sacro-Rituali o semplicemente Popolari e unite da elementi quali la Voce e il Tamburo che pur cambiando forma di cultura in cultura ha sempre un ruolo fondamentale. Ancora oggi in molte feste popolari è lo strumento che ne scandisce il Ritmo tra Rito-Devozione e Danza . Nando Citarella (studioso di tradizioni popolari e suonatore di questo strumento),con Pejman Tadayon(studioso dell’arte e della cultura Sufi), hanno deciso di realizzare un progetto che, basandosi su testi e musiche popolari che di loro composizione fanno si che queste forme Metrico-Ritmiche e Magico-Rituali si incontrino tra Canti Antichi e Nuove Contaminazioni. Dai canti d’amore e di festa tra oriente e occidente, dalla poesiae dalla melodia Sufi a quella del Canto a Figliola per la Madonna Nera al tempo di S.Eusebio descritta poi nel Cantico dei Cantici “Nigra sum sed formosa” (Bruna son io ma leggiadra) da Tindari a Monserrat al Canto invocativo dell’antico periodo Sufi (Mystic Safi-ad-din Ardabili 1252–1334) fino alle Off Mediorientali e il Cante Jondo Flamenco. Un intreccio tra Classico e Tradizione che unisce ancor di più le varie culture da noi citate.
Il progetto DAYEREH nasce tra due esperti musici delle tradizioni musicali tammurriate e sufi : Nando Citarella e Pejman Tadayon. DAYEREH in lingua persiana (farsi), arabo, turco, azero e tante altre lingue significa “cerchio”. La figura del cerchio è molto importante e usata nei vari rituali delle culture orientali,influsso che,negli anni,attraverso il nord Africa è giunto in Europa,fino ad incontrare in Italia le tradizioni del sud e,mischiandosi e amalgamandosi,ha portato alla nascita di tarantelle meridionali,come ad esempio la Tammurriata campana,in cui è presente questo collegamento forte con l’oriente. Il progetto DAYEREH cerca di trovare ponti comuni tra la tradizione sufi e quella delle tammurriate,creando un’atmosfera unica in cui la musica si trasforma in un unico linguaggio,dove i canti sufi si fondono con quelli italiani e i tamburi suonano insieme ai daf persiani. La danza è parte fondamentale di queste due culture che,seguendo il ritmo dei tamburi,si esprime attraverso giri (danze sufi) e disegni di cerchi nello spazio (tammuriata). Canti e danze, ritmo e parola si incontrano su temi comuni tra rito e tradizione. Tutto questo è DAYEREH, progetto di Nando Citarella (Italia) e Pejman Tadayon (Iran).

TEATRO TOR BELLA MONACA - Via Bruno Cirino (angolo di viale Duilio Cambellotti con via di Tor Bella Monaca ), 00133 Roma
Sabato 20 maggio 2017 ore 21.00
Biglietti: intero 10 euro, ridotto 8 euro, ragazzi 6 euro
Info e prenotazioni: telefono 06/ 2010579, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sul web: http://www.teatriincomune.roma.it/teatro-tor-bella-monaca

 

369gradi presenta
WHITE RABBIT RED RABBIT * coniglio bianco coniglio rosso
di Nassim Soleimanpour
con Daniele Parisi

“White rabbit red rabbit” è un esperimento sociale in forma di spettacolo. L’attore che lo interpreta per un’unica volta, senza regia e senza prove, apre la busta sigillata che contiene il testo già sul palco e ne condivide il contenuto con il pubblico. Una sedia, un microfono, un leggio, gli orpelli concessi. Il qui e ora nella sua massima espressione. Il testo è un veicolo per l’autore, l’iraniano Nassim Soleimanpour che vuole condividere una condizione attraverso parola e gioco, ironia e intimità, innescando una reazione a catena estremamente stimolante. Ci sono delle regole da rispettare per chi accetta la sfida: chi decide di portarlo sulla scena non può averlo visto prima. Deve arrivare sul palco ed iniziare a giocare. Deve portare in dote coraggio e leggerezza, intraprendenza, ironia ed intelligenza. In Italia, all’Angelo Mai di Roma i protagonisti di questa prima edizione sono Sylvia De Fanti, Daniele Parisi e Maurizio Rippa. White rabbit red rabbit è un testo teatrale che attraversa il mondo dal 2011, anno in cui ha debuttato all’Edimburgh Fringe Festival, è stato tradotto in 20 lingue e ha fatto più di mille repliche. La natura del progetto lascia poche tracce online, e si chiede ai giornalisti di non svelare il contenuto del testo, solo di condividerne le impressioni dopo l’esperienza vissuta. È un fenomeno inarrestabile, è un flusso in cui in Italia è entrata 369gradi, società di produzione teatrale che lavora nell’ambito della ricerca e dell’innovazione. Per raccontarlo ci piace far presente che è stato rappresentato da Sinead Cusack, Whoopi Goldberg, Ken Loach e in Italia da Lella Costa e Federica Fracassi, per esempio, e citare alcune delle città in cui è programmato lo spettacolo nella prima parte del 2017: Mexico City ,Bristol, Adelaide, Nizza, Praga, Santiago del Chile, Barcellona e Sao Paolo. 369gradi ha acquisito i diritti per l’Italia e avvia il gioco all’Angelo Mai di Roma luogo di ricerca, sperimentazione e apertura a progetti fuori formato per eccellenza.

Nassim Soleimanpour è un autore di Teheran, Iran. I suoi spettacoli sono stati tradotti in 20 lingue. Conosciuto per White Rabbit Red Rabbit testo premiato come Best New Performance al Dublin Fringe Festival, al Summerworks Outstanding New Performance Text Award e al The Arches Brick Award che ha ricevuto anche menzioni speciali al Total Theatre e al Brighton Fringe Pick of Edinburgh Award.
Quando a Nassim fu permesso di viaggiare per la prima volta, all'inizio del 2013, White Rabbit Red Rabbit era stato eseguito più di 1000 volte in 20 lingue. Da allora Nassim ha preso parte a laboratori e incontri in diversi teatri e festival tra cui il World Theatre Festival (Brisbane), Tolhuistuin (Amsterdam), SESC Vila Mariana (Sao Paulo), Schauspielhaus (Vienna), DPAC (Kuala Lampur), Teatretreffen (Berlino) Asia House (Londra) e Università di Brema (Germania). Il secondo testo di Nassim Blind Hamlet per la London Actors Touring Company è stato presentato al Festival di Fringe di Edimburgo del 2014 e da allora è stato rappresentato in tutto il Regno Unito ed è stato ospitato a Bucarest e Copenhagen. Nassim ora vive a Berlino con la moglie Shirin. Il suo terzo testo teatrale, BLANK è stato presentato a novembre 2015 a Dancing Edge Festival di Amsterdam e Utrecht e al Radar Festival di Londra.

369gradi è un organismo di produzione riconosciuto dal MIBACT che sostiene e produce arti performative nell'ambito dell'innovazione, della sperimentazione e della multidisciplinarietà. Il progetto nato sotto la direzione artistica di Valeria Orani è strettamente legato alla costruzione di strategie che permettano sia la crescita e la valorizzazione del talento e della creatività delle formazioni artistiche prodotte, sia la promozione e la diffusione della drammaturgia e delle arti performative italiane contemporanee in Italia e all’estero. Tra il 2011 e il 2014 sono stati prodotti e coprodotti artisti e formazioni artistiche che hanno ricevuto premi nazionali e internazionali tra cui Andrea Baracco, che vince il Certamen Festival di Almagro Off (Spagna) con Giulio Cesare, spettacolo ospitato al Globe Theatre di Londra nel 2012 in occasione delle Olimpiadi, Punta Corsara che vince I Teatri del Sacro nel 2015, il Premio della Critica nel 2014, il Premio Ubu Nuovo Attore Under 30 nel 2012 con gli spettacoli Hamlet travestie, Io mia moglie e il miracolo, Petitoblock e Lucia Calamaro che con Origine del Mondo vince tre premi Ubu nel 2012 per Nuovo testo italiano a Lucia Calamaro, Miglior Attrice a Daria Deflorian e Miglior Attrice non protagonista a Federica Santoro. Nel 2014 prosegue la collaborazione con Vincenzo Manna e avvia un percorso produttivo con Bartolini/Baronio. Dal 2015 anche con Umane Risorse di Clara Gebbia, Enrico Roccaforte e Antonella Talamonti. Nel 2015 collabora alla prima edizione del progetto Italian Playwrights Project al fianco del Dipartimento Teatrale della CUNY City University of New York per la diffusione della drammaturgia italiana in America. Nel 2017 lavora al progetto WHITE RABBIT RED RABBIT e alla prima edizione dell’American Playwright Project, progetto gemello all’IPP rivolto alla promozione in Italia della drammaturgia americana.

ANGELO MAI - Via delle Terme di Caracalla 55a, Roma
Lunedì 15 maggio 2017 – ore 21
Biglietto unico 10 euro
Durata spettacolo 70′

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.angelomai.org

 

Compagnia della Piccola Luna
MERAVIGLIOSO, STORIA D'AMORE E DI GUERRA
Opera in tre atti

La storia di "Meraviglioso, storia d'amore e di guerra", originale, è ambientata nel periodo della Seconda Guerra Mondiale che fa da sfondo ad una semplice storia d’amore tra due ragazzi appartenenti alla cultura e alla società di quel periodo, il tutto contrappuntato da alcune bellissime canzoni di Domenico Modugno che non solo fungono da legame tra la narrazione ma ne rafforzano l’emotività e il sentimento.
Il culmine e la vittoria del bene sul male e la valorizzazione dei buoni sentimenti dell’amicizia e della solidarietà...

TEATRO PARIOLI PEPPINO DE FILIPPO - Via Giosuè Borsi 20, 00197 Roma
Sabato 20 maggio 2017 ore 21.00
Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 8073040
Sito web: www.parioliteatro.it

 

"Ad Hoc"
IL CAPPELLO DI CARTA
Teatro Senza Limiti

Il progetto si propone di portare gratuitamente a Teatro il 21 maggio 2017 i disabili dei Centri Anziani assistiti nel Progetto rotariano “Longevità e Benessere, diagnosi malattie della Terza Età”, dell’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), nonché gli allievi schermitori diversamente abili del Progetto “Scherma Senza Limiti” dell’Accademia Musumeci Greco.
Il Teatro è il “Parioli - Peppino De Filippo” in via Giosuè Borsi, 20 a Roma e la commedia proposta è “Il cappello di carta” di Gianni Clementi, Regia di Roberto Bendia, rappresentata gratuitamente dalla “Compagnia AD HOC” di Roma.
Il Progetto promosso dal Rotary Club Roma Appia Antica è in partnership con l’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), la FITA (Federazione Italiana Teatro Amatori) organizzazione di volontariato senza fini di lucro, la COEPTA (Confederazione Europea per il Teatro Amatoriale), l’Accademia d’Armi Musumeci Greco e l’AGISCUOLA, con il Patrocinio del Distretto 2080 Rotary.
Alla serata è abbinata la II° Edizione del “Premio Rotary Distretto 2080 per il Teatro Amatoriale” riconoscimento del Rotary Distretto 2080 al Teatro Amatoriale per la sua pluriennale attività di sostegno ai progetti Rotariani della Rotary Foundation.

TEATRO PARIOLI PEPPINO DE FILIPPO - Via Giosuè Borsi 20, 00197 Roma
Domenica 21 maggio 2017 ore 21.00
Serata ad inviti con offerta libera per raccolta fondi.
Prenotazione obbligatoria, per prenotazione posti ed inviti:
Piero Papale - Rotary Club Roma Appia Antica
Referente Progetto “Teatro Senza Limiti”
Cell. +39 331 4242608 - e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 8073040
Sito web: www.parioliteatro.it

 

Ancora in scena

PLAY STRINDBERG
di Friedrich Dürrenmatt
traduzione di Luciano Codignola

Con (interpreti e personaggi)
Maria Paiato - Alice
Franco Castellano - Edgar
Maurizio Donadoni - Kurt
Scene Antonio Fiorentino
Costumi Andrea Viotti
luci di Luca Bronzo
Musiche Antonio Di Pofi
Regia Franco Però
Coproduzione Teatro Stabile Friuli Venezia Giulia,
Artisti Riuniti e Mittelfest 16

Un incontro di pugilato in undici round.
Tre sfidanti, un inferno coniugale tra sorriso e amarezza

Friedrich Dürrenmatt si prende gioco di noi, della nostra vita famigliare, con tutte le armi che gli sono proprie, il sarcasmo, l’ironia che trascolora nel grottesco, il gusto del comico, ma anche la violenza del linguaggio. Lo fa prendendo uno dei più formidabili testi di Strindberg, Danza macabra, e lo riscrive dal quel grande costruttore di storie teatrali qual è.
Prende i tre protagonisti – il capitano, la moglie e il cugino/amante che ritorna – e li posiziona sotto le luci glaciali di un ring; seziona il testo strindberghiano e ne tira fuori undici round, intervallati dai gong – proprio come un incontro di boxe o di lotta – con la sola differenza che i combattenti sono tre.
Tutta l’essenza del testo originale rimane - scrive Franco Però - ma Dürrenmatt ne esalta l’attualità, asciugando fin dove è possibile il linguaggio - già di per sé scarno - come in un continuo corpo a corpo, che solo il gong ferma per qualche istante, dando ai contendenti il tempo di un riposo per riprendere fiato e agli spettatori l’attimo di riflessione su quanto, nel round precedente, hanno visto. Sono immagini veloci come flash di una lotta famigliare in cui arriva all’improvviso il desiderato - da entrambi i coniugi - “straniero”, che veste i panni del cugino e rimette in gioco rapporti e conflittualità.
Il riso e il pugno allo stomaco, il sorriso e l’amarezza si alternano continuamente su questo palcoscenico-ring, riportando davanti agli occhi dello spettatore gli angoli più nascosti di quel nucleo, amato od odiato, fondamentale – almeno fino ad oggi – delle nostre società: la famiglia.

Franco Però porta in scena Play Strindberg il testo di Friedrich Dürrenmatt dirigendovi nomi di rilievo, sia in ambito teatrale che cinematografico: Maria Paiato, Franco Castellano e Maurizio Donadoni. Il progetto produttivo del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia continua – dopo la produzione dello schnitzleriano Scandalo incentrato sulle dinamiche interne a una famiglia borghese – a focalizzare l’attenzione sul tema della famiglia, ricorrendo all’aiuto dei grandi “analisti” del teatro del Novecento, al loro sguardo lucido sulla realtà, alla loro capacità di presagire e di parlare anche al nostro tempo.
Play Strindberg nasce al Teatro di Basilea nel 1969, scritta dall’autore svizzero tedesco
proprio per quella messinscena (molto applaudita) e tratta dal capolavoro strindberghiano Danza macabra. La pièce – si racconta – viene creata perché Dürrenmatt, che era parte della direzione del teatro, era affascinato dalle possibilità interpretative che Strindberg aveva ideato per gli attori nel dramma originale, ma profondamente insoddisfatto delle traduzioni e degli adattamenti esistenti. Così affronta egli stesso quella materia: ed il risultato si rivela molto più di un adattamento.
«Il risultato – commenta infatti il traduttore Luciano Codignola – è un’opera drammatica unitaria, serrata, densa, coerente sul piano stilistico, perfettamente sviluppata come costruzione e di una modernità stupefacente. Al regista e agli interpreti Dürrenmatt ha fornito un pezzo di bravura, una struttura aperta dove possa esercitarsi il virtuosismo degli interpreti (…) Da questo testo, apparentemente così scarno, si può trarre uno spettacolo da togliere il fiato, qualcosa che in questi ultimi tempi s’era avuta solo con Chi ha paura di Virginia Woolf».
E di questo non può stupirsi chi conosce l’ampia e straordinaria produzione drammaturgica di Friedrich Dürrenmatt (da Romolo il grande a Un angelo scende a Babilonia, da La visita della vecchia signora a I fisici), a cui va aggiunta la notevole attività di scrittore di romanzi, racconti, saggi. Fu anche, addirittura, pittore. Nato nel 1921 a Berna, e morto a Neuchâtel nel 1990, Dürrenmatt si impone come uno dei maggiori interpreti della cultura moderna, che tratteggia e analizza nelle sue opere con sguardo rigoroso e razionalmente scettico, incline al paradosso e anche alla polemica. L’arma del grottesco, del sarcasmo virtuosisticamente manipolato gli serve per smascherare con un sorriso l’ipocrisia del suo tempo. Forte della lezione brechtiana e dell’espressionismo, nonché di una personale maestria nell’uso del linguaggio e delle strutture drammaturgiche affascina con una scrittura forte ed essenziale, allusiva e dal respiro universale. «Nel rappresentare il mondo, al quale mi sento esposto, come un labirinto – scriveva – tento di prenderne le distanze, di fare un passo indietro, di guardarlo negli occhi come un domatore guarda una bestia feroce. E questo mondo, come io lo percepisco, lo metto a confronto con un mondo contrapposto ad esso, e che io mi invento».

Durata: 1 ora e 30 minuti – atto unico

TEATRO ELISEO - Via Nazionale 183, Roma
Da martedì 9 a domenica 21 maggio 2017
Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00, primo sabato di programmazione doppio spettacolo ore 16.00 e ore 20.00, mercoledì e domenica ore 17.00
Prezzi da 25 € a 40 €

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 83510216, www.vivaticket.it
Call center Vivaticket: 892234
Sito web: www.teatroeliseo.com


ZADRISKIE POINT
Scritto diretto e interpretato da Marco Zadra
con Tiko Rossi Vairo, Antonella Salerno, Gianluca Mandarini

Zadriskie Point è il nome di un Jazz Café gestito da un artista ipocondriaco, una ballerina zoppa ed un barman sordomuto, ma è anche il punto di vista di Marco Zadra, “show man” versatile ed elegante, che racconta con una formula vivace e colorata le tappe salienti del difficile percorso intrapreso da un attore brillante affetto da gravi disturbi psicosomatici costretto a muoversi in un mondo, quello dello spettacolo, che lui rifiuta e da cui è rifiutato. In questo locale vengono ospitati artisti di vario genere (ballerini di tango e classici, cantanti lirici, specialisti del nuoto sincronizzato etc...) tra cui lo stesso Zadra, che si esibisce al pianoforte, al contrabbasso e balla il tip tap tra numeri di magia e virtuosismi canori.
In preda alle allucinazioni ed agli attacchi di panico, seguito da una improbabile psicologa calabrese di cui è unico paziente, M. Zadra dà vita ad uno sfogo tragicomico che racconta le terapie tentate, i lavori alternativi, la solitudine ed il rapporto con l’unico amico fedele, il suo cane, anche lui affetto da sindrome maniaco depressiva. E’ un confronto psicologico tra l’uomo e l’artista, tra la semplicità e la genialità folle, tra la quotidianità e l’ambiguità del mondo dello spettacolo... un confronto capace di suscitare emozioni che troppo spesso rimangono prigioniere nel più profondo dell’animo.

TEATRO DELLA COMETA - Via del Teatro Marcello 4, 00186 Roma
10 | 28 maggio 2017
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21, sabato doppia replica ore 17 e ore 21, domenica ore 17
Biglietti: platea 25 euro, prima galleria 20 euro, seconda galleria 18 euro

Info e prenotazioni: telefono 06-6784380
Sito web: www.teatrodellacometa.it


STOMP
Da avvenimento teatrale a fenomeno globale

Senza trama, personaggi né parole, STOMP mette in scena il suono del nostro tempo, traducendo in una sinfonia intensa e ritmica i rumori e le sonorità della civiltà urbana contemporanea.
Con strofinii, battiti e percussioni di ogni tipo, i formidabili ballerini –percussionistiattori - acrobati di STOMP danno voce ai più “volgari”, banali e comuni oggetti della vita quotidiana: bidoni della spazzatura, pneumatici, lavandini, scope, pazzoloni, riciclandoli a uso della scelta, in un “delirio” artistico di ironia travolgente.
STOMP trova la bellezza e la sua essenza nella realtà quotidiana in cui viviamo. Trasforma scope in strumenti, battiti di mani in una conversazione, bidoni della spazzatura in percussioni; il disordine della vita urbana diventa fonte di stupore e ritmo contagioso.
Sfidando continuamente ogni convenzione sui confini di genere, STOMP è danza, teatro e musica insieme. È un elettrizzante evento rock, un anomalo concerto sinfonico in stile “videoclip”: senso rapido del tempo, visualizzazione della musica, vortice ritmico nella scansione delle immagini.
È una maestosa coreografia urbana, che possiede la furia ritmica e sensuale del flamenco e la precisione del gioco percussivo del tip-tap.
È l’umorismo del cinema muto dato in prestito alla Pop Art.
È comunicazione forte, diretta, capace di coinvolgere ed entusiasmare il pubblico di ogni lingua, cultura, generazione. È sfida ecologica allo spreco urbano.
È trasgressione heavy metal e satira antiinquinamento.
È la violenza e l’intensità del ritmo che muove il mondo del Duemila.
La loro missione? Liberare, attraverso il ritmo, i suoni più comuni e per questo più
sconosciuti dell’epoca contemporanea.

TEATRO BRANCACCIO - Via Mecenate 2, Roma
Dal 9 al 21 maggio 2017

Info e prenotazioni: telefono 06 80687231, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrobrancaccio.iT


La Compagnia Diritto e Rovescio presenta
COLETTE E IL MUSIC-HALL
Uno spettacolo ideato da Riccardo Cavallo
Musiche di Stefano De Meo - Scene di Oreste Baldini
Con: Claudia Balboni, Elisa Carucci, Ughetta d'Onorascenzo,
Cristina Noci, Elisa Pavolini
Aiuto Regia Mario Schittzer
Luci e Fonica Daniele Patriarca
Allestimento Luci Giulio Grappelli
Foto e Grafica Manuela Giusto
Costumi realizzati da Rachele Bartoli
Acconciature Trotta
Scenotecnica Alessandro Bocchino
A cura di Claudia Balboni

Un cortile di locanda, coro di poveracci. Arriva la carrozza. I personaggi principali scendono a terra. Si ha la sensazione che gli attori e le attrici parlino di tutt’altro che della commedia. Cala la sera. L’orchestra riprende in sordina il coro dei poveracci. Vorrei ritrovare questa atmosfera”.
Jean Cocteau

Lo spettacolo si ispira a “I retroscena del music-hall” di Colette. Colette racconta la sua personale esperienza di artista di music-hall, attraverso le cronache di un mondo variegato e straordinario di figure femminili: ballerine, ammaestratrici di cani, pianiste, attrici di pantomima, habbilleuse … Protagoniste di una Parigi nascosta.
COLETTE E IL MUSIC-HALL, ideato da Riccardo Cavallo, ha per protagonista il periodo magico del music-hall, rievocato attraverso le donne che hanno vissuto come Colette le emozioni della ribalta, le paure, l’allegria e le solitudini.
Lustrini e paillettes, sorrisi ed applausi ma anche la fatica, la stanchezza, la fame, le mille emozioni, le piccole tragedie personali che il pubblico non conoscerà mai: uno sguardo
divertito e malinconico dietro le quinte del music-hall che, all'inizio del '900, ebbe il suo periodo d'oro. Di questo mondo, Colette è stata non solo un’attenta testimone, ma soprattutto un'interprete sensibile ed acuta.
"Il music-hall, - scriveva Colette - in cui divenni mima, danzatrice e all'occorrenza anche attrice, fece di me una piccola commerciante onesta e dura. È un mestiere che anche la donna meno dotata impara in fretta quando la sua libertà e la sua vita ne dipendono…"

TEATRO STANZE SEGRETE - Via Della Penitenza 3, Roma
11| 21 maggio 2017
Orario spettacoli: da martedì a sabato ore 21.15, domenica ore 19
Biglietti: Intero 15 Euro - Ridotto 10 Euro - Tessera Obbligatoria 3 Euro
Consigliata Prenotazione Telefonica

Info e prenotazioni: telefono 066872690 - 3889246033
Sito web: www.stanzesegrete.it


Pietro Romano, Luciana Frazzetto, Stefano Antonucci, Beatrice Gregorini in
NERONE SUPERSTAR
Scritto e diretto da Roberto D’Alessandro

Chiude la stagione teatrale del Teatro Tirso de Molina la commedia “Nerone Superstar” con l’eclettico Pietro Romano.
Nerone l’imperatore più amato ma allo stesso tempo più odiato dell’Antica Roma torna a rivivere sul palco del Tirso grazie alla produzione di Achille Mellini, alla regia di Roberto D’Alessandro ed un eccezionale cast composto da Luciana Frazzetto, Stefano Antonucci e Beatrice Gregorini.
“Il palcoscenico ha la valenza dei sogni e l’anima di un attore vaga, nel corso della sua carriera, da un desiderio all’altro, immaginandosi nei più stravaganti, o semplici, o istrionici ruoli, perché solo in quelle dimensioni realizza il binomio perfetto tra ego artistico e fantasia. - Racconta il regista Roberto D’Alessandro - Nerone, nella fattispecie, è l’immagine di una politica ridicola che già nei primi decenni dell’epoca post cristiana, delira d’onnipotenza, messaggio d’indiscussa attualità, chissà se per incapacità o disinteresse, si innalza un buffo quanto discutibile talento per le arti, fino a confondere, oltre i confini dell’assurdo, il governo con la ‘regia’.”
Tutto cominciò il 15 dicembre del 34 d.c. ad Anzio. Agrippina, discendente di Giulio Cesare e sorella dell'imperatore Caligola è una donna estremamente ambiziosa, la cui unica aspirazione è di diventare “imperatore”, aspirazione frustrata sia dal fatto che è donna, sia dal fatto che è moglie di Gneo, console dell'imperatore Caligola, ed uomo particolarmente stupido ed abietto. Per raggiungere il suo scopo, la diabolica donna, sta per mettere al mondo un figlio che nei suoi progetti dovrà diventare il futuro imperatore di Roma.
Tuttavia il giorno del parto, il 15 dicembre del 34 d.c. appunto, uno spiacevole imprevisto rischia di compromettere il piano di Agrippina: invece di un solo futuro imperatore vengono alla luce una coppia di gemelli!
Nerone e Gneo junior. Per evitare confusione ed eventuali lotte interne, Agrippina decide di farne sparire uno a caso (Gneo), e di affidarlo segretamente a dei fidati contadini dei castelli romani…
“Nerone ed io, - conclude il protagonista Pietro Romano - scambiandoci le corde, giochiamo a raccontare con l’eleganza della satira Roma com’era e forse com’è, divertendoci a rendere i dubbi della storia gradevolissima realtà scenica, nella quale l’immaginario e l’accaduto s’intrecciano magicamente con esilarante comicità.”
Nel cast anche Francesco Trifilio, Maria Chiara Cimini, Francesca Sanapo, Francesco Falco, Marco Paolo Tucci, Mattia Bagnaia, Giorgio Amadeo, Danilo Mustafà e Tommaso Moro.

TEATRO TIRSO DE MOLINA - Via Tirso 89 (Piazza Buenos Aires), Roma
Dal 10 al 28 maggio 2017
Orario spettacoli: mercoledì, giovedì, venerdì e sabato ore 21:00, sabato e domenica ore 17:30
Biglietti: intero mercoledì e giovedì € 25, venerdì, sabato e domenica € 27; ridotto mercoledì e giovedì € 22, venerdì, sabato e domenica € 24

Info e prenotazioni: telefono 06.8411827; biglietti in vendita anche su TicketOne
Sito web: www.teatrotirsodemolina.it


CLASSICI DEL SECOLO FUTURO
Quattro riscritture senza paura
Rassegna teatrale realizzata dagli allievi dell’Accademia Professionale Stap Brancaccio

Il 10 e 17 maggio 2017 chiude la prima edizione della rassegna “Classici del secolo futuro” – Quattro scritture senza paura, un progetto firmato Stap Brancaccio, Accademia Professionale di regia e drammaturgia. Il format è ideato dal direttore artistico dell’Accademia Lorenzo Gioielli e prodotto da Sala Umberto grazie al suo direttore artistico Alessandro Longobardi.
La rassegna si basa su un percorso di riscrittura contemporanea di alcuni autori classici del teatro: Cechov, Shakespeare, Beckett e Pirandello. Quattro atti unici, dalla durata di un’ora al massimo, interamente scritti e interpretati dagli allievi del terzo anno dell’ Accademia Professionale Stap Brancaccio provocati e sostenuti dai docenti e dalle molte esperienze creative vissute nel triennio. Quattro spregiudicate riscritture che hanno come obiettivo quello di restituire al pubblico il nucleo pulsante e vivo del concetto stesso di “classico”, opere imprescindibili che raccontano l’umanità.

L’ISOLA MAGICA
Da “I Giganti della montagna”, di Luigi Pirandello
Scritto ed interpretato da: Lorenzo Caldarozzi, Alberto Fumagalli, Alice Hardouin Bertini, Francesco Massaro, Silvia Parasiliti Collazzo

«Sto scrivendo una cosa di così esasperata esaltazione, che ogni controllo mi manca, sono come in preda a un vento che mi porta in alto, in alto (questo lo sento) e lontano, lontano» scriveva Lugi Pirandello a Marta Abba nel 1930. Stava parlando de I giganti della montagna, opera che non avrà timore a definire il suo “capolavoro” e sui cui segreti i più grandi uomini di teatro, a cominciare da Strehler, si sono interrogati a lungo, partendo dai suoi contenuti filosofici. Come abitare l’arsenale delle apparizioni, che cosa inventare, quali piccole magie compiere, quali illusioni si possono accogliere e quali invece vanno rifiutate, cosa è vero e cosa è falso? Dalla sua villa «che ogni notte si mette da sé in musica e in sogno», il mago Cotrone evocherà un altro grande personaggio, il Prospero de La Tempesta, padrone e prigioniero di un’isola incantata abitata da spiriti aerei e creature terrigne che parlano la lingua della poesia. Un omaggio all’ultima opera di Pirandello che chiama a sé il testamento letterario di Shakespeare. Il tutto dentro i confini di un’isola che non è mai veramente al buio, poiché si accende tutte le volte che un atto creativo si compie.

TEATRO SALA UMBERTO - Via della Mercede 50, 00187 Roma
17 maggio 2017 - ore 20.30
Orario spettacoli: due mercoledì al mese ore 20.30
Biglietti: €8,00 (intero) € 6,00 (ridotto)

Info e prenotazioni: telefono 06 6794753, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.salaumberto.com


LA PIÙ LUNGA ORA
Memoria di Dino Campana. Poeta, pazzo
Scritto e diretto da Vinicio Marchioni
Con Vinicio Marchioni, Milena Mancini, Ruben Rigillo
Musiche composte e eseguite dal vivo da Ruben Rigillo
E la canzone Sognando di Don Backy
Produzione TEATRO ELISEO

Il mondo si sta distruggendo, la poesia lo salverà

Dino Campana. Un poeta, un pazzo, un viaggiatore, un manesco, un intellettuale, un uomo che ha fatto mille mestieri.
I Canti Orfici, la sua unica composizione poetica, hanno illuminato la letteratura europea del Novecento e Carmelo Bene definiva Campana il suo poeta preferito. Canti Orfici che Campana ha riscritto a memoria, sforzo che ha definitivamente piegato il suo già precario equilibrio mentale, dopo che due editori di Firenze avevano perduto il manoscritto originale.

Dino Campana conclude la sua esistenza nel manicomio di Castelpulci a Scandicci nel 1932, dopo quattordici anni di internamento.
Cosa fa un Poeta, un viaggiatore, un malato di schizofrenia o più semplicemente un uomo che ha vissuto e scritto come Dino Campana, in un manicomio per quattordici anni? Come fa un uomo a sopravvivere a se stesso e alla propria esistenza rinchiuso in un manicomio per quattordici anni?
“Essere è essere percepiti” scriveva Beckett. Si vive attraverso lo sguardo degli altri, e quando gli altri non ci guardano più si ha solo la possibilità di raccontare la propria storia, a se stessi, per assicurarsi, o illudersi, che quella storia sia esistita realmente.
Come a “memoria” ha riscritto il suo capolavoro perché “se lo riscrivevo potevo esistere”; dalla sua memoria emerge anche la figura di Sibilla Aleramo, poetessa, donna dalla vita altrettanto burrascosa e drammatica. Emergono i suoi ricordi personali di donna intrecciati a quelli de l’amato Dino; per Alda Merini “innamorati del proprio dolore”.
Dino Campana, uomo prima che poeta, nella sua camera da quattordici anni nella sua più lunga ora di vita, forse l’ultima (il primo titolo scelto da Campana per i Canti Orfici era “Il più lungo giorno”), assieme alla voce di Sibilla Aleramo, donna prima che poetessa, ad alleviare o acuire le sue pene.
Non certo uno spettacolo di ricordi intellettuali o aneddotici quindi, ma uno spettacolo-concerto per voci e musica attraverso il cuore di Campana mentre cerca di ridirsi la vita, di ri-viverla, di ri-metterla in scena per non perdere la memoria di se stesso.
Per scoprire che non c’è nulla che possa far morire l’istinto alla poesia in ognuno di noi.
Per provare a dire, come Campana, che solo la poesia salverà il mondo.
(Vinicio Marchioni)
Durata: 1 ora e 20 minuti
Lo spettacolo proseguirà le repliche al Teatro Tor Bella Monaca dal 26 al 28 maggio.

TEATRO PICCOLO ELISEO - Via Nazionale 183, 00184 Roma
Da mercoledì 3 a domenica 21 maggio 2017
Orario spettacoli: martedì, primo mercoledì, giovedì, venerdì e sabato ore 20, mercoledì e domenica ore 17
Biglietti: da 21 € a 15 €
Riduzioni e agevolazioni a norma di legge

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 83510216, www.vivaticket.it
Sito web: www.teatroeliseo.com


THE CARNAGE - I CANNIBALI
di Max Caprara

Con un cast d’eccezione composto da Max Caprara, Stefano Ambrogi, Antonella Alessandro e Alessandra Muccioli, “The Carnage” è una commedia che segna una svolta nel panorama teatrale italiano, una tragicommedia sull'assurdità dei nostri valori sociali, sul vuoto che riempie di mille cose inutili la nostra vita e sulle esilaranti menzogne con cui ci giustifichiamo. Un gioiello di comicità firmato Max Caprara che apre una finestra sulle drammaturgie europee inalando nuova linfa nel nostro teatro.
In scena Max Caprara, di recente nella fiction dell’anno “Rocco Schiavone", Stefano Ambrogi, tra i protagonisti di “Lo chiamavano Jeeg Robot”, insieme al talento straordinario di Antonella Alessandro (voce italiana tra l'altro di Selma e Patty dei Simpson) e Alessandra Muccioli. Quattro attori che daranno vita a dei personaggi che il pubblico difficilmente riuscirà a dimenticare.
“La situazione – afferma Max Caprara - ruota attorno ad una cena alla quale una coppia invita i nuovi vicini, gli unici in un palazzo ormai disabitato, col singolare pretesto di voler regalare loro un criceto per il figlio. Ma nulla è ciò che sembra... le loro buone maniere e le loro formalità iniziano a sgretolarsi davanti all'evidenza del nulla che li circonda, il vuoto del quartiere ormai abbandonato, l'assenza della cena a domicilio che tarda ad arrivare, il figlio eternamente e misteriosamente chiuso a chiave in camera sua, il vuoto stesso della gabbia dove in realtà non c'è nessun criceto; nessuno inoltre vuole confessare di aver perduto il lavoro e quindi un ruolo nella società, continuando a mentire e millantare impieghi tanto complessi quanto misteriosi.
Ed è proprio il desiderio di verità che facendosi largo nel corso della commedia scatenerà una reazione autodifensiva progressivamente violenta incontrollata perché la verità delle cose minaccia la loro consolante vuota autorappresentazione e i loro valori costruiti sul nulla e farà degenerare la serata verso un finale tanto imprevedibile quanto paradossale al punto da far risultare evidente come, in mancanza della fantomatica cena "occitana francese", i commensali finiscano per "divorarsi" a vicenda in un rituale dionisiaco di auto disintegrazione. Mossa da un ritmo sferzante sempre imprevedibile e da una straordinaria aderenza alle nevrosi e alle velleità espresse dalle nostre società borghesi, The Carnage - I Cannibali è una felice combinazione di rappresentazione cinica ma realistica della nostra società del nostro concetto di famiglia ed educazione, con una scrittura intensamente comica e una sapienza teatrale che si rifà ai canoni classici della migliore commedia di costume rappresentando quattro personaggi che difficilmente il pubblico potrà dimenticare una volta spente le luci del palcoscenico”.

TEATRO DELL’ANGELO - via Simone de Saint Bon 19, Roma
Dal 4 al 21 maggio 2017
Orario spettacoli: dal giovedì al sabato ore 21.15, domenica ore 17.30

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06/37513571- 06/37514258
Sito web: www.teatrodellangelo.it


Il Sistina presenta
Michele La Ginestra in
M’ACCOMPAGNO DA ME
con Andrea Perrozzi, Gabriele Carbotti, Ludovica Di Donato, Alberta Cipriani
con band dal vivo
regia di Roberto Ciufoli

In “M’accompagno da me”, Michele continua a giocare con il palcoscenico, come nel sogno di “Mi hanno rimasto solo”, ma questa volta il palcoscenico si trasforma in una cella del carcere, nella quale vedremo passare avvocati, detenuti, personaggi improbabili, tutti legati da un unico comun denominatore: i reati previsti dagli articoli del codice penale!
Nonostante la “reclusione”, lo spettacolo riserva momenti di rara comicità, di gioiosa spensieratezza, ed anche, come è d’uso, di riflessione; grazie all’attenta e brillante regia di Roberto Ciufoli, che mette ordine in questo viaggio tra un’umanità variegata, grazie alla forza trascinante della musica ed al gioco delle filastrocche in rima, vi assicuriamo due ore di puro e raffinato divertimento.
”M’accompagno da me” non è solo un one man show, ma uno spettacolo coinvolgente, che vuole regalare grandi risate, sorrisi, e perché no, anche un po’ di commozione, a chi ha deciso di passare una serata “con” il Teatro.
Michele la Ginestra è conosciuto al grande pubblico per le sue apparizioni televisive in fiction (Nero Wolfe - Rai1, Matrimoni ed altre follie, I Cesaroni, Amiche mie e Nati Ieri - Canale 5), programmi di intrattenimento (Colorado – Italia 1 – Don Michele) e spot pubblicitari (è il testimonial della De Cecco); oltre per aver condotto I fatti vostri su Rai 2 e Solletico su Rai 1, da Settembre 2014 è “giudice” a Cuochi e fiamme su La 7, è opinionista in Torto o Ragione su Rai 1 ed unico protagonista di “Stasera cucina Michele” su Fox Life. Da Aprile 2017 conduce il suo nuovo game show “Il programma del secolo” su TV 2000.
Ha partecipato a vari film (Il sole negli occhi di Pupi Avati, Immaturi di Paolo Genovese, Viva l’Italia e Nessuno Mi Puo’ Giudicare di Massimiliano Bruno, Pazze di Me di Fausto Brizzi), anche se rimane, soprattutto, un protagonista della scena teatrale: ha partecipato come attore, regista o autore a circa 100 spettacoli teatrali; tra tutti, indimenticabile il suo Rugantino al Teatro Sistina per la regia di Pietro Garinei, con Sabrina Ferilli, Maurizio Mattioli e Simona Marchini).
Dal 1997 è il fondatore e il direttore artistico del Teatro 7 di Roma.

TEATRO SISTINA - Via Sistina129, 00187 Roma
Dal 13 al 21 maggio 2017
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17, sabato 20 maggio ore 17 e 21
Biglietti: poltronissima € 44, poltrona e prima galleria € 39.50, seconda galleria € 34, terza galleria € 27.50

Info e prenotazioni: telefono 06.4200711 - 392.8567896, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.ilsistina.it

 

SE TI SPOSO MI ROVINO
scritto e diretto da Marco Cavallaro
con Marco Cavallaro, Ramona Gargano, Olimpia Alvino, Valentina Tramontana, Annachiara Mantovani e Alberto Barbi

Cosa succede a un miliardario scapolo con “il vizio delle donne” se chiede a tutte di sposarlo? E se tutte piombano a casa sua con l’intento di organizzare le nozze, ma nessuna sa dell’esistenza dell’altra? Semplice, la sua vita è rovinata. Da qui una serie di girandole per non far incontrare le malcapitate e, soprattutto, per non concludere alcun matrimonio. Il tutto coinvolgendo il povero maggiordomo Ugo in un turbinio di bugie e di porte che si aprono e si chiudono.

TEATRO ROMA - Via Umbertide 3, Roma (S. Maria Ausiliatrice)
Dal 9 al 21 Maggio 2017

Info e prenotazioni: telefono 06 7850626
Sito web: www.ilteatroroma.it

 

I DUE NEMICI INTIMI
di John Tremblay
con Flavio De Paola, Maria Cristina Gionta, Emiliano Ottaviani, Antonio Coppola.
Regia Flavio De Paola

Un affascinante imprenditore casualmente assiste ad un tentato omicidio, durante una manifestazione. Un incontro con una donna misteriosa e le relazioni intime che ne seguiranno, scaturiranno una serie di eventi esilaranti che faranno sempre di più appassionare lo spettatore alla storia.

TEATRO DEGLI AUDACI - Via Giuseppe De Santis 29, Roma
Dal 4 al 21 maggio 2017
Orario spettacoli: dal giovedì al sabato ore 21, domenica ore 18
Biglietti: € 28,00/ 16,00 biglietto intero - € 12,00 biglietto ridotto (più € 2,00 di prenotazione e prevendita)

Info e prenotazioni: telefono 06 94376057 - 339.6095598
Sito web: www.teatrodegliaudaci.it

 

WASHINGTON SQUARE
(Storie Americane)
uno spettacolo di Giancarlo Sepe
ispirato al romanzo di Henry James

Lo spettacolo, presentato dalla Compagnia Orsini in collaborazione con la Compagnia del Teatro La Comunità diretta da Giancarlo Sepe, è interpretato da Sonia Bertin, Marco Imparato, Silvia Maino, Pietro Pace, Emanuela Panatta, Federica Stefanelli, Guido Targetti, Adele Tirante e con Pino Tufillaro. Le scene e i costumi sono di Carlo De Marino, le musiche sono a cura di Davide Mastrogiovanni e Harmonia Team, il disegno luci è di Guido Pizzuti.
Washington Square con il sottotitolo Storie Americane è, nello spettacolo di Sepe, un pamphlet dedicato alla lotta delle donne americane per ottenere la parità dei diritti. Un viaggio al femminile nella storia americana tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento.
Al centro della storia Catherine Sloper, minuta, insignificante e scialba di cui il padre, famoso medico della città, ne soffre le pochezze intellettuali e caratteriali, e che malvolentieri si trascina dietro per feste e balli.
In un ballo appunto la ragazza incontra Morris un bel ragazzo che si dice innamorato e pronto a sposarla. Il dottor Sloper si oppone energicamente, sicuro che il giovane sia più attratto dal suo patrimonio che dalla bellezza della figlia, inesistente.
Si scontra però con l’ostinazione di Catherine che cerca di sposare consapevolmente l’uomo "sbagliato", per esercitare il proprio diritto all’autodeterminazione, contro il parere dell'integerrimo padre e contro la società perbenista e puritana dei salotti “bene” di una New York tra la guerra di secessione e i primi anni Venti.
In Storie Americane, le vicende della più che benestante famiglia Sloper, si incastonano con quella delle famiglie che, emigrate dall’Europa, hanno creato il Nuovo Mondo, sopportando ogni tipo di disagio e di lotta per arrivare ad ottenere una terra e creare il loro futuro.
La scena è quella di una sala del museo cittadino dove le storie si dipanano tra cerimonie, matrimoni, funerali, nascite, esecuzioni, e feste nazionali, manifestazioni di suffragette, canzoni e ballate, in un susseguirsi di visioni del pensiero e della realtà cittadina, che al pari della storia della famiglia Sloper, si racconta tra solennità religiose e balli, agnizioni (l’apparizione dei familiari defunti) e romanze musicali, tutti alle prese con la nuova società americana: ingenua, puritana e violenta.
“James è uno scrittore essenziale e cattivo, che condanna senza ascoltare ragioni o alibi, egli fa dei sentimenti dei veri e propri mostri che popolano la mente dei suoi personaggi e gli ambienti dove essi vivono. James non concede tregua ai nostri sentimenti che hanno voglia di raccontarsi, invece che essere liquidati con piccole esternazioni cupe e cattive (come fa il dottor Sloper), egli non concede spazi alla festa dell’amore, la chiude invece in una esperienza di morte da cui non riesce più a liberarsi, una morte fatta di silenzi e di remissione dei peccati, quelli di sopravvivere a chi non c’è più. Si dice sempre che quelli che vanno via sono i migliori, allora quelli che restano non contano nulla, sono innocue figure fatte di dabbenaggini e di animi popolari che non amano le raffinatezze. Resta un’America che si celebra pensando però più ai morti che ai vivi” (Giancarlo Sepe)

TEATRO LA COMUNITA’ - Via G. Zanazzo 1, Roma
Dal 30 marzo al 21 maggio 2017
Orario spettacoli: giovedì, venerdì e sabato ore 21, domenica ore 18
Biglietti: Intero € 15,00 - Ridotto €10,00
Tessera associativa € 3,00

Info e prenotazioni: telefono 06 581 7413 - 329 167 7203, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrolacomunita.com

 

Articolo di: Isabella Polimanti

Proseguono a ritmo ultra intenso le attività di “Un bel dì saremo”, il nuovo progetto di teatro partecipato di Emilia Romagna Teatro a cura di Claudio Longhi. Dopo il successo de “Il ratto d’Europa” (2012-2013) e di “Carissimi Padri” (2014-2015) gli attori Donatella Allegro, Nicola Bortolotti, Michele Dell’Utri, Simone Francia, Lino Guanciale, Diana Manea, Eugenio Papalia e Simone Tangolo tornano per coinvolgere nel percorso e nell’ evoluzione del progetto i cittadini di Modena, e non solo. La caratteristica espansiva del progetto, infatti, ha creato una rete di adesione ampia e capillare che vede coinvolti nelle numerose attività anche cittadini provenienti da altre città. Collaborano alla realizzazione numerosi partner, associazioni, istituzioni e scuole.

La dicotomia tra umano e non umano è il perno attorno a cui è costruito lo spettacolo HUMAN in scena al Teatro Argentina. Scritto e interpretato da Marco Baliani e Lella Costa, lo spettacolo indaga la disumanità dei nostri tempi, portando in scena l’umano e la sua stessa negazione.

Torna il Festival INVENTARIA, organizzato dalla compagnia DoveComeQuando, in un’edizione sempre più ricca e variegata. Quest’anno il focus sulla drammaturgia contemporanea si articolerà infatti in quattro sezioni in concorso: Spettacoli, Monologhi/Performance, Corti teatrali e la nuova sezione Pillole. Con la direzione artistica di Pietro Dattola, la settima edizione del Festival avrà luogo nei teatri off di tre diversi quartieri della città: Teatro Argot Studio (Trastevere), Carrozzerie n.o.t. (Ostiense) e Teatro Studio Uno (Torpignattara).

Debutta il 13 maggio al Teatro Sistina il nuovo esilarante spettacolo scritto da Michele La Ginestra, M’ACCOMPAGNO DA ME, che lo vedrà protagonista in scena, con Andrea Perrozzi, Gabriele Carbotti, Ludovica Di Donato e Alberta Cipriani, una band musicale dal vivo e la regia di Roberto Ciufoli.

Molto fitto il calendario della XII edizione del ROMA TRE FILM FESTIVAL al Teatro Palladium. Un festival ricco di eventi, tra cui una mostra dedicata a Marco Ferreri e un omaggio a Claudio Caligari. Tra gli ospiti illustri Lina Wertmüller, Piera Degli Esposti, Roberto Faenza, Edoardo De Angelis, Pippo Delbono, Paolo Genovese e Francesco Munzi.

Al Teatro India continuano con successo le repliche di LA VITA FERMA, scritto e diretto da Lucia Calamaro che, con sguardo acuto ed efficace, scandaglia la psiche umana e i suoi fantasmi nell’elaborazione del ricordo di chi non c’è più.

Ultima settimana per godere della deliziosa commedia scritta, diretta e interpretata da Bernardino de Bernardis, NON RUBATECI I SOGNI. Risate ed emozioni assicurate fino a domenica prossima al Teatro De’ Servi.

Al Teatro dei Conciatori continuano le repliche di un classico della drammaturgia pinteriana, OLD TIMES con la regia di Michael Rodgers. Un intenso testo sul passato, sulla sua inconsistenza e contraddittorietà per tre personaggi che si daranno battaglia sui ricordi.

Varietà in grande stile al Teatro Manzoni con Antonello Costa in NON CI POSSO CREDERE, uno spettacolo coinvolgente, con canzoni, balli, macchiette e soubrette. Divertimento assicurato.

Tutto questo, e molto altro, negli approfondimenti all’interno dell’articolo con i dettagli di tutti gli spettacoli in scena a Roma.
Buon Teatro con SaltinAria!


HUMAN
di e con Marco Baliani e Lella Costa
regia Marco Baliani
collaborazione alla drammaturgia Ilenia Carrone
e con David Marzi, Noemi Medas, Elisa Pistis, Luigi Pusceddu
musiche originali Paolo Fresu - scene e costumi Antonio Marras - scenografo associato Marco Velli
costumista associato Gianluca Sbicca - luci Loïc Francois Hamelin e Tommaso Contu
Produzione Mismaonda e Sardegna Teatro in collaborazione con Marche Teatro

Umanità in movimento, il filo rosso che ha guidato fino ad oggi la Stagione del Teatro di Roma, continua a creare trame sempre più vivide intrecciandole con l’attualità e portandole dentro e fuori la scena: sono i racconti di migranti, di rotte esistenziali, di fughe e arrivi non facili, scatti in presa diretta sulle migrazioni e sulla volontà di raccontarne l’odissea incalzata dagli eventi. E proprio sulla dicotomia tra “umano” e “non-umano” che è costruito lo spettacolo HUMAN di e con Marco Baliani e Lella Costa, dal 9 al 14 maggio al Teatro Argentina, un’opera che indaga con tocco severo e al contempo poetico la disumanità che infesta il nostro tempo, questi nostri giorni carichi di terrore.

Un teatro civile, attuale, che dà voce ai diversi, ai migranti, semplicemente agli uomini. «Uomini, siate umani, è il vostro primo dovere; siate umani verso tutte le condizioni, verso tutte le età, verso tutto ciò che non è estraneo all’uomo. Quale saggezza può mai esistere fuori dell'umanità?» affermava il filosofo J.J. Rousseau. È questo il concetto che sta alla base del progetto dei due autori, i quali portano in scena la presenza dell’umano e al contempo la sua negazione. Prima ispirazione è l’Eneide, che celebra la nascita dell’impero romano da un popolo di profughi: Marco Baliani parte dal mito per interrogarsi sul senso profondo del migrare. Poi l’incontro con Lella Costa e la reminiscenza di un altro mito, ancora più folgorante nella sua valenza simbolica: Ero e Leandro, i due amanti che vivevano sulle rive opposte del fiume Ellesponto. Human parte così dal tema delle migrazioni e dalla volontà di raccontarne l’odissea “ribaltata”: al centro si pone lo spaesamento comune, quell’andare incerto di tutti quanti gli “human beings” in questo tempo fuori squadra. È una ricerca teatrale che riflette su quanto sta accadendo negli ultimi anni in Europa, intesa non solo come entità geografica, ma anche come sistema di valori e idee, con i muri che si alzano, i fondamentalismi che avanzano, gli attentatati che sconvolgono, i profughi che cercano rifugio. Non semplice teatro civile ma spiazzante, conturbante, inquietante esplorazione della soglia fatidica che separa umano e disumano, in forma di oratorio, nel tentativo di innescare un rito di partecipazione sul significato profondo di umanità.

«Il titolo lo abbiamo trovato, la parola Human sbarrata da una linea nera che l’attraversa, come a significare la presenza dell’umano e al tempo stesso la sua possibile negazione. Umano è il corpo nella sua integrità fisica e psichica, nella sua individualità. Quando questa integrità viene soppressa, o annullata con la violenza, si precipita nel disumano. Umani sono i sentimenti, le idee, i diritti. Li abbiamo sognati eterni e universali: dobbiamo prendere atto che non lo sono – raccontano Marco Baliani e Lella Costa – La storia del nostro novecento e di questo primo millennio ci dicono che le intolleranze e le persecuzioni, individuali o di massa, nei confronti degli inermi e degli innocenti, continuano a perpetrarsi. Con la nostra ricerca teatrale vorremmo insinuarci in quella soglia in cui l’essere umano perde la sua connotazione universale, utilizzare le forme teatrali per indagare quanto sta accadendo nella nostra Europa. Vogliamo spiazzare lo spettatore, inquietarlo, turbarlo, assediarlo di domande. E insieme incantarlo e divertirlo. E per riuscirci andremo a indagare proprio quel segno di annullamento, quella linea che sancisce e recide, esplorare la soglia fatidica che separa l’umano dal disumano, confrontarci con le parole, svelare contraddizioni, luoghi comuni, scoperchiare conflitti, contraddizioni, ipocrisie, paure. Vorremo costruire un teatro capace di andare a mettere il dito nella piaga, per andare a toccare i nervi scoperti della nostra cultura riguardo alla dicotomia umano/disumano. Senza rinunciare all’ironia e perfino all’umorismo: perché forse solo il teatro sa toccare nodi conflittuali terribili con la leggerezza del sorriso, la visionarietà delle immagini, la forza della poesia».

TEATRO ARGENTINA - Largo di Torre Argentina, Roma
Dal 9 al 14 maggio 2017
Orari: martedì e venerdì ore 21, mercoledì e sabato ore 19, giovedì e domenica ore 17
Durata: 1 ora e 40 minuti

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 684 00 03 11 / 14
Sito web: www.teatrodiroma.net


Il Sistina presenta
Michele La Ginestra in
M’ACCOMPAGNO DA ME
con Andrea Perrozzi, Gabriele Carbotti, Ludovica Di Donato, Alberta Cipriani
con band dal vivo
regia di Roberto Ciufoli

In “M’accompagno da me”, Michele continua a giocare con il palcoscenico, come nel sogno di “Mi hanno rimasto solo”, ma questa volta il palcoscenico si trasforma in una cella del carcere, nella quale vedremo passare avvocati, detenuti, personaggi improbabili, tutti legati da un unico comun denominatore: i reati previsti dagli articoli del codice penale!

Nonostante la “reclusione”, lo spettacolo riserva momenti di rara comicità, di gioiosa spensieratezza, ed anche, come è d’uso, di riflessione; grazie all’attenta e brillante regia di Roberto Ciufoli, che mette ordine in questo viaggio tra un’umanità variegata, grazie alla forza trascinante della musica ed al gioco delle filastrocche in rima, vi assicuriamo due ore di puro e raffinato divertimento.

”M’accompagno da me” non è solo un one man show, ma uno spettacolo coinvolgente, che vuole regalare grandi risate, sorrisi, e perché no, anche un po’ di commozione, a chi ha deciso di passare una serata “con” il Teatro.

Michele la Ginestra è conosciuto al grande pubblico per le sue apparizioni televisive in fiction (Nero Wolfe - Rai1, Matrimoni ed altre follie, I Cesaroni, Amiche mie e Nati Ieri - Canale 5), programmi di intrattenimento (Colorado – Italia 1 – Don Michele) e spot pubblicitari (è il testimonial della De Cecco); oltre per aver condotto I fatti vostri su Rai 2 e Solletico su Rai 1, da Settembre 2014 è “giudice” a Cuochi e fiamme su La 7, è opinionista in Torto o Ragione su Rai 1 ed unico protagonista di “Stasera cucina Michele” su Fox Life. Da Aprile 2017 conduce il suo nuovo game show “Il programma del secolo” su TV 2000.
Ha partecipato a vari film (Il sole negli occhi di Pupi Avati, Immaturi di Paolo Genovese, Viva l’Italia e Nessuno Mi Puo’ Giudicare di Massimiliano Bruno, Pazze di Me di Fausto Brizzi), anche se rimane, soprattutto, un protagonista della scena teatrale: ha partecipato come attore, regista o autore a circa 100 spettacoli teatrali; tra tutti, indimenticabile il suo Rugantino al Teatro Sistina per la regia di Pietro Garinei, con Sabrina Ferilli, Maurizio Mattioli e Simona Marchini).
Dal 1997 è il fondatore e il direttore artistico del Teatro 7 di Roma.

TEATRO SISTINA - Via Sistina129, 00187 Roma
Dal 13 al 21 maggio 2017
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17, sabato 20 maggio ore 17 e 21
Biglietti: poltronissima € 44, poltrona e prima galleria € 39.50, seconda galleria € 34, terza galleria € 27.50

Info e prenotazioni: telefono 06.4200711 - 392.8567896, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.ilsistina.it


PLAY STRINDBERG
di Friedrich Dürrenmatt
traduzione di Luciano Codignola

Con (interpreti e personaggi)
Maria Paiato - Alice
Franco Castellano - Edgar
Maurizio Donadoni - Kurt
Scene Antonio Fiorentino
Costumi Andrea Viotti
luci di Luca Bronzo
Musiche Antonio Di Pofi
Regia Franco Però
Coproduzione Teatro Stabile Friuli Venezia Giulia,
Artisti Riuniti e Mittelfest 16

Un incontro di pugilato in undici round.
Tre sfidanti, un inferno coniugale tra sorriso e amarezza.

Friedrich Dürrenmatt si prende gioco di noi, della nostra vita famigliare, con tutte le armi che gli sono proprie, il sarcasmo, l’ironia che trascolora nel grottesco, il gusto del comico, ma anche la violenza del linguaggio. Lo fa prendendo uno dei più formidabili testi di Strindberg, Danza macabra, e lo riscrive dal quel grande costruttore di storie teatrali qual è.
Prende i tre protagonisti – il capitano, la moglie e il cugino/amante che ritorna – e li posiziona sotto le luci glaciali di un ring; seziona il testo strindberghiano e ne tira fuori undici round, intervallati dai gong – proprio come un incontro di boxe o di lotta – con la sola differenza che i combattenti sono tre.
Tutta l’essenza del testo originale rimane - scrive Franco Però - ma Dürrenmatt ne esalta l’attualità, asciugando fin dove è possibile il linguaggio - già di per sé scarno - come in un continuo corpo a corpo, che solo il gong ferma per qualche istante, dando ai contendenti il tempo di un riposo per riprendere fiato e agli spettatori l’attimo di riflessione su quanto, nel round precedente, hanno visto. Sono immagini veloci come flash di una lotta famigliare in cui arriva all’improvviso il desiderato - da entrambi i coniugi - “straniero”, che veste i panni del cugino e rimette in gioco rapporti e conflittualità.
Il riso e il pugno allo stomaco, il sorriso e l’amarezza si alternano continuamente su questo palcoscenico-ring, riportando davanti agli occhi dello spettatore gli angoli più nascosti di quel nucleo, amato od odiato, fondamentale – almeno fino ad oggi – delle nostre società: la famiglia.

Franco Però porta in scena Play Strindberg il testo di Friedrich Dürrenmatt dirigendovi nomi di rilievo, sia in ambito teatrale che cinematografico: Maria Paiato, Franco Castellano e Maurizio Donadoni. Il progetto produttivo del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia continua – dopo la produzione dello schnitzleriano Scandalo incentrato sulle dinamiche interne a una famiglia borghese – a focalizzare l’attenzione sul tema della famiglia, ricorrendo all’aiuto dei grandi “analisti” del teatro del Novecento, al loro sguardo lucido sulla realtà, alla loro capacità di presagire e di parlare anche al nostro tempo.
Play Strindberg nasce al Teatro di Basilea nel 1969, scritta dall’autore svizzero tedesco
proprio per quella messinscena (molto applaudita) e tratta dal capolavoro strindberghiano Danza macabra. La pièce – si racconta – viene creata perché Dürrenmatt, che era parte della direzione del teatro, era affascinato dalle possibilità interpretative che Strindberg aveva ideato per gli attori nel dramma originale, ma profondamente insoddisfatto delle traduzioni e degli adattamenti esistenti. Così affronta egli stesso quella materia: ed il risultato si rivela molto più di un adattamento.
«Il risultato – commenta infatti il traduttore Luciano Codignola – è un’opera drammatica unitaria, serrata, densa, coerente sul piano stilistico, perfettamente sviluppata come costruzione e di una modernità stupefacente. Al regista e agli interpreti Dürrenmatt ha fornito un pezzo di bravura, una struttura aperta dove possa esercitarsi il virtuosismo degli interpreti (…) Da questo testo, apparentemente così scarno, si può trarre uno spettacolo da togliere il fiato, qualcosa che in questi ultimi tempi s’era avuta solo con Chi ha paura di Virginia Woolf».
E di questo non può stupirsi chi conosce l’ampia e straordinaria produzione drammaturgica di Friedrich Dürrenmatt (da Romolo il grande a Un angelo scende a Babilonia, da La visita della vecchia signora a I fisici), a cui va aggiunta la notevole attività di scrittore di romanzi, racconti, saggi. Fu anche, addirittura, pittore. Nato nel 1921 a Berna, e morto a Neuchâtel nel 1990, Dürrenmatt si impone come uno dei maggiori interpreti della cultura moderna, che tratteggia e analizza nelle sue opere con sguardo rigoroso e razionalmente scettico, incline al paradosso e anche alla polemica. L’arma del grottesco, del sarcasmo virtuosisticamente manipolato gli serve per smascherare con un sorriso l’ipocrisia del suo tempo. Forte della lezione brechtiana e dell’espressionismo, nonché di una personale maestria nell’uso del linguaggio e delle strutture drammaturgiche affascina con una scrittura forte ed essenziale, allusiva e dal respiro universale. «Nel rappresentare il mondo, al quale mi sento esposto, come un labirinto – scriveva – tento di prenderne le distanze, di fare un passo indietro, di guardarlo negli occhi come un domatore guarda una bestia feroce. E questo mondo, come io lo percepisco, lo metto a confronto con un mondo contrapposto ad esso, e che io mi invento».

Durata: 1 ora e 30 minuti - atto unico

TEATRO ELISEO - Via Nazionale 183, Roma
Da martedì 9 a domenica 21 maggio 2017
Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00, primo sabato di programmazione doppio spettacolo ore 16.00 e ore 20.00, mercoledì e domenica ore 17.00
Prezzi da 25 € a 40 €

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 83510216, www.vivaticket.it
Call center Vivaticket: 892234
Sito web: www.teatroeliseo.com


LETIZIA VA ALLA GUERRA
la sposa e la puttana
di Agnese Fallongo
con Agnese Fallongo e Tiziano Caputo
arrangiamento e accompagnamento musicale dal vivo Tiziano Caputo
ideazione e regia Adriano Evangelisti
una ringraziamento speciale a Alessandra Fallucchi

Due guerre mondiali, due grandi donne: uno stesso nome, un unico destino.
Letizia va alla guerra è un racconto di tenerezza e verità.
Due donne del popolo, travolte entrambe dalla guerra, che si ritroveranno a sconvolgere le proprie vite e a compiere, in nome dell’amore, piccoli grandi atti di coraggio.
Letizia è una giovane sposa, partita dalla Sicilia per il fronte carnico, nella speranza di ritrovare suo marito, chiamato alle armi il giorno delle nozze. La morte sorprenderà i due innamorati prima che possano rincontrarsi, come accadde a tante giovani coppie nel corso della Prima guerra mondiale.
La seconda Letizia, invece, è un’orfanella cresciuta a Latina dalle suore e che al compimento della maggiore età vedrà l’Italia entrare in guerra nel secondo conflitto mondiale. La richiesta di personale femminile per il contesto bellico la condurrà a Roma piena di speranze e aspettative. Ma il destino la costringerà a svolgere “un impiego” di tutt'altra natura.
Due storie di vita, narrate rispettivamente in dialetto siciliano e romano, che si susseguono come due capitoli di un unico racconto. Impreziosito da musiche e canzoni popolari eseguite dal vivo, prende vita un brillante, doppio "soliloquio dialogato” in un susseguirsi di situazioni dal ritmo incalzante in cui spesso una lacrima lascia il posto al sorriso.

Lo spettacolo ha una durata di 1 ora.
Il pubblico sarà seduto in palcoscenico.

TEATRO QUIRINO VITTORIO GASSMAN - Via delle Vergini 7, 00187 Roma
Lunedì 8 e martedì 9 maggio ore 21
Posto unico € 10

Info e prenotazioni: telefono 06.6794585, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroquirino.it


EVOLUTION DANCE THEATER
NIGHT GARDEN
danza, magia e illusione
direttore artistico e coreografo Anthony Heinl

La Evolution Dance Theater è una fusione innovativa ed emozionante di danza, arte, Acrobazia, magia e illusione. Negli ultimi sette anni presenta spettacoli che hanno affascinato e ipnotizzato il pubblico di tutta Italia e non solo. Approda infatti anche all'estero con grandissimo successo in Paesi quali Brasile, Colombia, Israele, Grecia, Hong Kong, Macao, etc etc…
Oltre a creare uno spettacolo per il Balletto MAGGIO DANZA di Firenze, crea anche THE MAGIC OF LIGHT per la Disney Cruise Lines.
Fondata dall'artista americano, Anthony Heinl, con sede a Roma Italia, Evolution Dance Theater è dedicato alla creazione di tecniche nuove e innovative per il palcoscenico, usando un eccitante mix di scienza e arte per creare un'esperienza unica.

LO SPETTACOLO
Mistero, Bellezza e Meraviglia vi attendono nel Giardino di Luce.
Sarete trasportati in un regno magico, alla scoperta di cosa accade sotto la luce della luna Quando il mondo si riposa e si avvia al sogno.
Nella notte creature bioluminescenti si svegliano e giocano in una nuova dimensione incandescente, dove le ombre hanno colore, il paesaggio è dipinto di luce, e le leggi della natura si trasformano in un' affascinante illusione!
Una serata piena di inventiva, eccitante e di grande impatto visivo, che riempie di magia il Teatro.
Vi è un momento onirico, tra il giorno e la notte, che trasforma il paesaggio e le sensazioni. Questo cambiamento di luce risveglia i nostri istinti più primitivi. La giornata di lavoro si è conclusa, e la timida luce del crepuscolo ci porta a riflettere e fantasticare sul domani.
Mentre ci rifugiamo nel calore dei nostri desideri più profondi tutto un altro mondo, al di fuori, sta per svegliarsi.
Vortici di vento fluorescente avvolgono lo spettatore in un abbraccio fluttuante, lampi di luce percorrono il palco, la luce cambia e si apre una finestra per guardare di nascosto e scoprire cosa si cela dietro al velo segreto del giardino notturno, dove nulla è come sembra.

TEATRO QUIRINO VITTORIO GASSMAN - Via delle Vergini 7, 00187 Roma
Mercoledì 10 e giovedì 11 maggio 2017 ore 21

Info e prenotazioni: telefono 06.6794585, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroquirino.it


Marco Zadra
ZADRISKIE POINT
Scritto diretto e interpretato da Marco Zadra
con Tiko Rossi Vairo, Antonella Salerno, Gianluca Mandarini

Zadriskie Point è il nome di un Jazz Café gestito da un artista ipocondriaco, una ballerina zoppa ed un barman sordomuto, ma è anche il punto di vista di Marco Zadra, “show man” versatile ed elegante, che racconta con una formula vivace e colorata le tappe salienti del difficile percorso intrapreso da un attore brillante affetto da gravi disturbi psicosomatici costretto a muoversi in un mondo, quello dello spettacolo, che lui rifiuta e da cui è rifiutato. In questo locale vengono ospitati artisti di vario genere (ballerini di tango e classici, cantanti lirici, specialisti del nuoto sincronizzato etc...) tra cui lo stesso Zadra, che si esibisce al pianoforte, al contrabbasso e balla il tip tap tra numeri di magia e virtuosismi canori.
In preda alle allucinazioni ed agli attacchi di panico, seguito da una improbabile psicologa calabrese di cui è unico paziente, M. Zadra dà vita ad uno sfogo tragicomico che racconta le terapie tentate, i lavori alternativi, la solitudine ed il rapporto con l’unico amico fedele, il suo cane, anche lui affetto da sindrome maniaco depressiva. E’ un confronto psicologico tra l’uomo e l’artista, tra la semplicità e la genialità folle, tra la quotidianità e l’ambiguità del mondo dello spettacolo... un confronto capace di suscitare emozioni che troppo spesso rimangono prigioniere nel più profondo dell’animo.

TEATRO DELLA COMETA - Via del Teatro Marcello 4, 00186 Roma
10 | 28 maggio 2017
Orari spettacolo: dal martedì al venerdì ore 21.00. Sabato doppia replica ore 17,00 e ore 21,00. Domenica ore 17.00
Costo biglietti: platea 25 euro, prima galleria 20 euro, seconda galleria 18 euro

Info e prenotazioni: telefono 06-6784380
Sito web: www.teatrodellacometa.it


STOMP
Da avvenimento teatrale a fenomeno globale

Nel 1986 Cresswell e McNicholas formano gli YES/NO PEOPLE, inizialmente un «gruppo di danza con buon gusto, emozione, umanità e senso dello humour» (Melody Maker), ma ben presto si avventurano su altre strade. Insieme compongono e realizzano il tema, vincitore del premio Award, per la trasmissione musicale di Channel Four “Wired”; poi la sequenza di apertura del “progetto globale” di Kevin Godley dal titolo “One World One Voice”, e un “film percussivo” di otto minuti per “Mondo Beyondo” di Bette Midler.
Un singolo, “The Adventure of Mr Jhonson”, viene realizzato nel 1988.
Tra il 1987 e il 1990 Cresswell realizza, come direttore artistico e musicale, quattro eventi
Performativi destinati all’aperto, tra cui “Beat the Clyde” in cui compare un’orchestra percussiva fluttuante su un ponte nel centro di Glasgow; il più rilevante di questi eventi, l’“Heineken Hove Lagoon Show”, coinvolge un’orchestra di tamburi di centoventi elementi, con la partecipazione del Coro del Festival di Brighton e un’intera orchestra d’archi.
Nel 1991 YES/NO PEOPLE produce e dirige una serie di otto “video percussivi” per il programma “A Beetle Called Derek”, del network inglese ITV; inoltre produce, finanzia e dirige STOMP, la cui anteprima si svolge al Bloomsbury Theatre di Londra e il cui debutto avviene alla Assembly Room di Edimburgo, dove ottiene il Critic’s Choice del Guardian e vince il premio Best of Fringe del Daily Express.
Nel 1992 STOMP è in tournée in Australia, ma il “fenomeno STOMP” ha risonanza e riscuote successo anche al Festival di Prosa di Montreal, al Royal Court Theatre di Londra e ai festival di Barcellona, Galway, Arhus e Belfast. Entrambi i festival di Brighton e il Newcastle Dance Umbrella commissionano una versione speciale più estesa di STOMP, con colonna sonora composta e registrata dagli YES/NO PEOPLE.
Nel 1993 STOMP effettua una lunga tournée che tocca Hong Kong, Dublino, Boston, Francia, Canada e Inghilterra.
Nel 1994 STOMP si “stabilisce” all’Orpheum Theatre di New York, dopo un tutto-esaurito al Sadler’s Well dell’East End londinese; lo spettacolo è tuttora in cartellone a New York con un cast interamente americano, mentre altri gruppi tengono spettacoli in tutto il mondo.
Nel 1995 la Compagnia prende parte al Sidney Festival e successivamente è accolta con grandi consensi a Tokyo e Osaka. Nello stesso anno è ospite del Royal Festival Hall a Londra e si esibisce nello splendido scenario dell’Acropoli di Atene, entusiasmando il pubblico e la critica. Nel frattempo continuano gli spettacoli a New York e le tournée negli Stati Uniti, Sud America, Giappone, Germania, Parigi e Roma nel 1996.
Il 1997 è la volta della tournée nelle principali città europee: Vienna, Zurigo, Milano, Amsterdam, Barcellona e ancora Parigi.
Nel 1998 STOMP tocca l’Australia, la Nuova Zelanda, l’Europa e gli Stati Uniti.
Nel 1999 il tour mondiale porta nuovamente la Compagnia in Europa, per la prima volta nei paesi scandinavi e in Medio Oriente, dove si esibisce come prima compagnia occidentale e nello stesso mese anche in Israele, Palestina e Libano.
Nel 2000 lo spettacolo è in giro con un nuovo tour europeo, inclusa l’Italia, che tocca anche città dell’Europa dell’Est tra cui Mosca ed alcune date in Polonia.
Nel 2002 STOMP vince 2 Awards al Festival Internazionale di “La Geode”, a Parigi.
Nel 2003 vince il premio “Grand Prix” e il premio “People’s Choice” al Festival Internazionale di “La Geode”, a Parigi.
Nello stesso anno Steve e Luke ricevono il premio “Innovators Award” all’ American Choreography Awards, a Los Angeles.
Nel Febbraio 2004 STOMP celebra il decimo anniversario di attività presso l’Orpheum Theatre di New York. E nel Marzo del 2004 il sindaco di New York, Bloomberg, annuncia che la 2nd Avendue e 8th Strada – indirizzo presso cui si trova l’Orpheum Theatre, il teatro dell’East Village dove si esibiscono gli STOMP – è rinominata STOMP AVENUE, in onore ai 10 anni di attività dello spettacolo.
Nel Settembre 2004 esce PULSE: A Stomp Odyssey, il primo lungometraggio ideato e prodotto da STOMP, vince il premio BEST FILM, il più prestigioso riconoscimento della Imax Industry, al Giant Screen Theatre Association Conference di Montreal.
Nel Marzo 2005 STOMP festeggia la millesima performance nel West End, a Londra.
Nel Febbraio 2006 STOMP celebra la 5000esima performance all’Orpheum Theatre di New York. Nel Marzo 2006 viene lanciata a New York la campagna pubblicitaria “STOMP OUT LITTER - KEEP NY CITY CLEAN”, un’iniziativa al fine di sensibilizzare i cittadini nei confronti dell’inquinamento. In Aprile 2007 STOMP OUT LOUD debutta al Planet Hollywood Theatre di Las Vegas. Lo show crea nuove situazioni sonore e sperimenta nuove coreografie, avvalendosi di un cast più ampio, ma rimanendo comunque fedele al concetto originario di STOMP.
Nell’autunno 2007 la compagnia è in Italia al Teatro Alfieri di Torino e al Teatro Smeraldo di Milano, dove partecipa al progetto “I LAV MILAN”, in collaborazione con Legambiente, iniziativa simile a quella lanciata l’anno precedente a New York. A Milano lo spettacolo STOMP è il maggior successo della stagione teatrale.
Nel Maggio 2008 STOMP torna in Italia per 2 settimane, registrando il tutto esaurito al Teatro Olimpico di Roma. Inoltre la compagnia è ospite in diretta del programma “Viva Radio 2”, condotto da Fiorello, realizzando un intervento esilarante e ironico.
A Novembre 2009 realizza un entusiasmante tour italiano toccando le città di Genova al Politeama Genovese, Bologna al Teatro Europauditorium, Gorizia al Teatro Verdi, Pordenone al Teatro Verdi, Padova al Gran Teatro e Napoli al Teatro Bellini.
A Novembre 2010 replicano lo strepitoso successo del precedente tour italiano toccando le città di Roma al Teatro Olimpico, Firenze al Teatro Verdi, Assisi al Teatro Lyrick, Senigallia al Teatro La Fenice e Torino al Teatro Alfieri.
A Novembre 2011 tornano in Italia a Trieste – Politeama Rossetti; Verona – Teatro Nuovo; Bologna - Teatro Duse; Vicenza – Teatro Comunale.
Nel 2012 sono in Italia a Roma e Milano.
Nel maggio 2013 sono in Italia ad Avellino al Teatro Gesualdo.
A marzo 2014 sono in Italia per un mese di tournée toccando le città di Catanzaro – Teatro Politeama; Catania – Teatro Metropolitan; Bergamo – Creberg Teatro; Mantova – Teatro Sociale; Firenze – Teatro Verdi; Torino – Teatro Alfieri. Nel dicembre 2014 STOMP torna in Italia per due settimane di spettacolo al Teatro Brancaccio di Roma.
A maggio 2015 STOMP è di nuovo in Italia! Debutta nello storico Teatro Ariston di Sanremo, prosegue al Teatro Politeama di Genova e come ospite di Expo2015 sarà in scena per 10 giorni al Teatro Nazionale di Milano. A novembre 2015 STOMP travolge il pubblico di Sassari, Carpi, Pesaro, Forlì e Padova, con una tournée ricca di emozioni e di nuovi ed entusiasmanti numeri.

TEATRO BRANCACCIO - Via Mecenate 2, Roma
Dal 9 al 21 maggio 2017

Info e prenotazioni: telefono 06 80687231, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrobrancaccio.it


Paolo Triestino in
EPPUR MI SON SCORDATO DI ME
Di Gianni Clementi
Regia Paolo Triestino
Aiuto regia ARIELE VINCENTI e ANNALISA BORRELLI
Scene e costumi FRANCESCO MONTANARO
Luci GIUSEPPE MAGAGNINI
Consulenza musicale DANIELE ROMEO
Produzione DIAGHILEV in collaborazione con FIORE&GERMANO

Gianni Clementi scrive per Paolo Triestino un ritratto divertente, originale e commovente, la cui storia incontra la Storia, accompagnata dalla musica di Lucio Battisti: EPPUR MI SON SCORDATO DI ME.
Dopo il grandissimo successo di pubblico e di critica della passata stagione - i sold out e le lunghe code al botteghino - lo spettacolo torna in scena sul prestigioso palco del Teatro Vittoria dal 10 al 14 maggio.
La vita di Antonio, un cinquantacinquenne, ha preso una sua strada. Ma come è stato che si è scordato di sé? E se ci “ritorniamo in mente”, cosa vorremmo essere ancora e cosa non vorremmo più, di quello che siamo diventati?
Tutti abbiamo una colonna musicale della nostra vita, a percorrere ricordi ed emozioni. Antonio ci propone la sua, esilarante ed appassionata, stupita e commovente, affascinante ed amabilmente contradditoria.
Paolo Triestino è interprete e regista di questo entusiasmante allestimento che accompagna il pubblico in un susseguirsi di emozioni indimenticabili.

TEATRO VITTORIA / ATTORI & TECNICI - Piazza S. Maria Liberatrice 10, 00153 Roma (Testaccio)
10 | 14 maggio 2017
Orario spettacoli: mercoledì ore 17,00 e ore 21,00 - giovedì venerdì sabato ore 21,00 – domenica ore 17,30
Biglietti: platea 25 euro, galleria 19 euro (riduzioni 18 e 15 euro)
Promozioni e riduzioni contattando il teatro

Info e prenotazioni: telefono 06 5740170 - 06 5740598 (Prenotazione biglietti solo via telefono)
Sito web: www.teatrovittoria.it


La Compagnia Diritto e Rovescio presenta
COLETTE E IL MUSIC-HALL
Uno spettacolo ideato da Riccardo Cavallo
Musiche di Stefano De Meo - Scene di Oreste Baldini
Con: Claudia Balboni, Elisa Carucci, Ughetta d'Onorascenzo,
Cristina Noci, Elisa Pavolini
Aiuto Regia Mario Schittzer
Luci e Fonica Daniele Patriarca
Allestimento Luci Giulio Grappelli
Foto e Grafica Manuela Giusto
Costumi realizzati da Rachele Bartoli
Acconciature Trotta
Scenotecnica Alessandro Bocchino
A cura di Claudia Balboni

Un cortile di locanda, coro di poveracci. Arriva la carrozza. I personaggi principali scendono a terra. Si ha la sensazione che gli attori e le attrici parlino di tutt’altro che della commedia. Cala la sera. L’orchestra riprende in sordina il coro dei poveracci. Vorrei ritrovare questa atmosfera”.
Jean Cocteau

Lo spettacolo si ispira a “I retroscena del music-hall” di Colette. Colette racconta la sua personale esperienza di artista di music-hall, attraverso le cronache di un mondo variegato e straordinario di figure femminili: ballerine, ammaestratrici di cani, pianiste, attrici di pantomima, habbilleuse … Protagoniste di una Parigi nascosta.
COLETTE E IL MUSIC-HALL, ideato da Riccardo Cavallo, ha per protagonista il periodo magico del music-hall, rievocato attraverso le donne che hanno vissuto come Colette le emozioni della ribalta, le paure, l’allegria e le solitudini.
Lustrini e paillettes, sorrisi ed applausi ma anche la fatica, la stanchezza, la fame, le mille emozioni, le piccole tragedie personali che il pubblico non conoscerà mai: uno sguardo
divertito e malinconico dietro le quinte del music-hall che, all'inizio del '900, ebbe il suo periodo d'oro. Di questo mondo, Colette è stata non solo un’attenta testimone, ma soprattutto un'interprete sensibile ed acuta.
"Il music-hall, - scriveva Colette - in cui divenni mima, danzatrice e all'occorrenza anche attrice, fece di me una piccola commerciante onesta e dura. È un mestiere che anche la donna meno dotata impara in fretta quando la sua libertà e la sua vita ne dipendono…"

Colette, pseudonimo di Sidonie-Gabrielle Colette nasce a Saint-Sauveur-en-Puisaye, il 28 gennaio 1873. E’ una delle grandi protagoniste della sua epoca, un mito nazionale: oltre che scrittrice prolifica è stata attrice di music-hall, spesso nuda durante le sue esibizioni, autrice e critico teatrale, giornalista e caporedattore, sceneggiatrice e critico cinematografico, estetista e commerciante di cosmetici. Colette occupa una posizione peculiare nella storia letteraria francese. La sua narrativa si distingue per un'intuizione della vita così com'è, resa attraverso uno stile non retorico e sempre evocativo.

TEATRO STANZE SEGRETE - Via Della Penitenza 3, Roma
11| 21 maggio 2017
Orario spettacoli: da martedi’ a sabato ore 21.15, domenica ore 19.00
Biglietti: Intero 15 Euro - Ridotto 10 Euro - Tessera Obbligatoria 3 Euro
Consigliata Prenotazione Telefonica

Info e prenotazioni: telefono 066872690 - 3889246033
Sito web: www.stanzesegrete.it


CHI HA PAURA DI VIRGINIA WOOLF?
di Edward Albee
traduzione Ettore Capriolo
con Milvia Marigliano, Arturo Cirillo, Valentina Picello, Edoardo Ribatto
scene Dario Gessati
costumi Gianluca Falaschi
luci Mario Loprevite
regia Arturo Cirillo

Martha e George sono una coppia di mezza età che ha invitato a casa Honey e Nick, due giovani sposi che hanno appena conosciuto. In un vorticoso crescendo di dialoghi serrati, con la complicità della notte e dell'alcool, il quartetto si addentra in una sorta di gioco della verità che svela le reciproche fragilità individuali e di coppia. Il risultato della serata è un gioco al massacro, una sfida collettiva alla distruzione di sé e degli altri, che rende ogni personaggio, allo stesso tempo, vittima e carnefice.

Il testo Chi ha paura di Virginia Woolf? credo sia una potente macchina attoriale, cioè penso che esista fortemente in funzione del teatro. Come certa drammaturgia contemporanea, penso a Spregelburd per esempio, non è tanto nella sua lettura che si coglie la vera qualità della scrittura, ma nella incarnazione umorale e psicologica che avviene, quando si incomincia a lavorare con gli attori. Un teatro che usa un linguaggio naturalistico, ma che non si preclude una possibilità più astratta, anzi direi che la sottende. Già il basso continuo dato dallo stato di alterazione alcolica presuppone una forma di recitazione sporca. Come anche invita verso una estremizzazione la valenza fortemente simbolica dei quattro personaggi, con la coppia più giovane specchio e parodia di quella più anziana, accomunate da un problema di genitorialità. Un testo bulimico ed estremo, sismico, che mi ha fatto pensare ad una scena smossa essa stessa, sconnessa, che ti scivola sotto i piedi. Una scena che va in pezzi, si spezza, crolla, come il nostro Occidente incapace di uscire da se stesso e vedere il mondo. Il tutto a ritmo di batteria, colpi su colpi.

Il testo di Albee è una spietata riflessione sulla nostra cultura, sul nostro egocentrismo, sul nostro cinismo, e sull'amore. Come in un gioco al massacro, come in un interrogatorio o in una tortura, siamo in un stanza, un salotto, in una notte di sabato, dove pian piano si dà inizio ad un sacrificio, un esorcismo. Giocando e recitando ci si trova davanti alla propria distruzione, allo stato di noia che nasce dopo la perversione, a quel non sapere più cosa fare dopo aver fatto fuori tutto. Nel distruggere l'altro si distrugge se stessi, e poi ci si trova soli con l'altro, due solitudini a confronto, senza più difese, senza più riti che ci proteggono, senza più teorie analitiche che ci consolano; soli e spaventati da tutto quello che la nostra mente non ci voleva far vedere. Soli davanti alle proprie paure, come un bambino nel bosco, o di notte con i propri incubi. E poi, forse, quando sta per nascere l'alba, immaginare di potersi prendere cura di sé, e dell’altro, con dolcezza e morbidezza.
(Arturo Cirillo)

TEATRO VASCELLO - Via Giacinto Carini 78, 00152 Roma
Dal 9 al 14 maggio 2017
dal martedì al sabato h 21 domenica h 18

Info e prenotazioni: telefono 06.5881021/06.5898031, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrovascello.it


Festival INVENTARIA 2017 - VII edizione
Dal 9 maggio al 18 giugno 2017
un progetto di DoveComeQuando
direzione artistica: Pietro Dattola (Spettacoli, Monologhi/Performance, Pillole), Flavia Germana de Lipsis (Corti teatrali, Pillole)

TEATRO ARGOT STUDIO | CARROZZERIE N.O.T | TEATRO STUDIO UNO
24 compagnie, 4 sezioni, 11 prime nazionali, 10 prime romane, 3 teatri, 3 quartieri, 1 workshop
organizzazione: Alessandro Marrone, Alfonso Germanò, Pietro Dattola

Giunto alla sua settima edizione, il Festival - diviso quest'anno tra tre teatri, in tre quartieri e in tre blocchi temporali (metà maggio, fine maggio, metà giugno) - mantiene il proprio focus sulla drammaturgia contemporanea.

Ventiquattro le proposte selezionate tra le oltre 350 candidature pervenute da tutta Italia e dall'estero per offrire un ventaglio quanto più ampio possibile della scena teatrale off per linguaggi e generi, in pieno spirito "Inventaria".
Sette edizioni all'insegna dell'indipendenza - il Festival, organizzato dalla compagnia DoveComeQuando, è interamente autofinanziato - e della sostenibilità: una formula accorta che ha consentito alla manifestazione di passare dalle sei compagnie della prima edizione alle ventiquattro di quella attuale. Senza contare che da quest'anno il Festival si arricchisce di una nuova sezione in concorso, quella delle "Pillole", e di una formidabile occasione di formazione attoriale - e questo nonostante la chiusura, avvenuta a stagione in corso, del Teatro dell'Orologio, sua sede storica.
Quest'anno Inventaria avrà perciò luogo nei tre principali teatri off di tre diversi quartieri della Capitale: Teatro Argot Studio (Trastevere), Carrozzerie n.o.t. (Ostiense) e Teatro Studio Uno (Torpignattara) e si articolerà in quattro sezioni in concorso (Spettacoli, Monologhi/Performance, Corti teatrali e la nuova sezione Pillole dedicata agli studi e ai progetti in itinere), ospitando anche un workshop di cinque giorni sulla tecnica Meisner condotto da Laura Nest.

"In teatro bisogna andare avanti, sempre - qualsiasi imprevisto si verifichi. Dopo la chiusura a stagione in corso del Teatro dell'Orologio, che avrebbe dovuto ospitarci, abbiamo perciò triplicato gli sforzi per reinventare Inventaria portando il festival in tre quartieri diversi, aggiungendo una nuova sezione e prevedendo un workshop sulla tecnica Meisner, ancora troppo poco conosciuta in Italia; e tutto questo grazie anche a Teatro Argot Studio, Carrozzerie n.o.t. e Teatro Studio Uno, che ci hanno accolti a braccia aperte, consentendoci di realizzare l'edizione più ricca, più vasta e più variegata di sempre."
Pietro Dattola - direttore artistico

Sezione spettacoli
FORMICHE (NASTRO DI MOBIUS)
TEATRO ARGOT STUDIO via Natale del Grande, 27
martedì 9 maggio 2017 ore 21.00

Sezione spettacoli
ADDA PASSÀ A NUTTATA (MERIDIANO ZERO)
TEATRO ARGOT STUDIO via Natale del Grande, 27
mercoledì 10 maggio 2017

Fuori concorso
FOLLOWER (DOVECOMEQUANDO)
CARROZZERIE N.O.T. via Panfilo Castaldi, 28/a
giovedì 11 maggio 2017

Sezione spettacoli
FUGA IN SÉ MAGGIORE (CARIOLLE-CARRUBA)
CARROZZERIE N.O.T. via Panfilo Castaldi, 28/a
venerdì 12 maggio 2017

Sezione monologhi/performance
ICH BIG - I COULD HAVE BEEN GREAT (COMPAGNIA R/V)
CARROZZERIE N.O.T. via Panfilo Castaldi, 28/a
sabato 13 maggio 2017

Spettacoli ore 21.00

PREZZI E PROMOZIONI
Abbonamento a quattro spettacoli ...20 € (anziché 40)
Intero 10 €
Ridotto 5 € (previa prenotazione via email)
partecipanti Premio di drammaturgia DCQ-Giuliano Gennaio 2009-2016 / partecipanti Inventaria 2010-2016 / partecipanti Scene da una Fotografia 2012-2015 / studenti di scuole superiori convenzionate
tessera del teatro 3 € (Teatro Argot Studio, Carrozzerie n.o.t)
gratuita (Teatro Studio Uno)

con la collaborazione di
BCC Roma, Dino Audino Editore, Quasar Design University, Teatro Spaziozeronove, Sottoscala9, Teatro Argot Studio,Teatro Studio Uno, Roma Fringe Festival

Info e Prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Tel. 320-11.85.789 / 329-06.53.524
www.dovecomequando.net

TEATRO ARGOT STUDIO
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CARROZZERIE N.O.T.
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TEATRO STUDIO UNO
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OH MIO DIO!
Testo di Anat Gov
Traduzione di Pino Tierno
Regia di Gina Merulla
Con Doron Kochavi e Debora Giobbi
Con la Partecipazione di Davide Cherubini
Scenografia: Mihai Cociorvan
Costumi: Agnese Pizzuti
Luci e Fonica: Massimo Secondi

Il progetto “Dal teatro leteatron” ha come finalità di creare un significativo connubio artistico fra la cultura israeliana e la cultura italiana attraverso la realizzazione di uno spettacolo teatrale sperimentale bilingue. La realizzazione del progetto sarà occasione d’incontro tra realtà geografiche e culturali diverse attraverso un linguaggio espressivo universale che è il Teatro.
L’idea fondamentale del progetto è coinvolgere tanto il pubblico di lingua ebraica quanto quello di lingua italiana offrendogli un prodotto artistico senza precedenti: sulla scena le due lingue si alternano con naturalezza e spontaneità poiché la comprensione del testo va oltre la grammatica o la sintassi. L’arte oltrepassa i confini linguistici per unire e congiungere riuscendo a coinvolgere la popolazione tutta a 360°.
Per il nostro progetto abbiamo scelto di mettere in scena il bellissimo testo “Oh Mio Dio” della brillante drammaturga israeliana Anat Gov, voce originale e indimenticabile dei nostri tempi.
La trama è sottile e intelligente. La psicologa Ella riceve un misterioso paziente bisognoso di un consulto urgente: il Signor D. Dopo pochi minuti di seduta scoprirà che si tratta niente meno che di Dio, un Dio molto umano e alla ricerca di una cura per una depressione che dura giorno più giorno meno da duemila anni.
Un testo originale e profondo, divertente, pervaso della migliore tradizione yiddish, da un umorismo sagace che diventa battuta dopo battuta una vera e propria argomentazione teologica.
Lo spettatore quindi potrà riflettere e immergersi in una nuova prospettiva divertendosi e godendo della situazione paradossale e assurda che si viene a creare davanti ai suoi occhi.
I sovratitoli aiutano l’accesibilità e la comprensione del testo permettendo al pubblico di seguire la storia razionalmente e non solo emotivamente mentre le sonorità delle due lingue si alternano senza sosta.

TEATRO HAMLET - Via Alberto da Giussano 13, Roma (Zona Pigneto)
11 e 14 maggio 2017
Orario spettacoli: giovedì ore 21:00, domenica ore 18:00
Durata: 50 minuti
Biglietti per i soci: INTERO: 13,00 €, RIDOTTO: 10,00 €, BIGLIETTO ON LINE: 10,00 €
Tessera Associativa annuale: 2,00 €
Biglietto ridotto riservato a: Studenti Universitari fino a 26 anni, Over 65, Under 18, Gruppi da 5 persone in su, Codice TH

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06-94 84 24 63 - 333 43 13 086
Sito web: www.teatrohamlet.it


Danilo Brugia e Michele Carfora in
CASANOVA A LONDRA
L‘ultima avventura di un grande seduttore
di Grazia Melai e Stefano Martinelli
Adattamento e Regia Tonino Tosto
Musiche Danilo Pace
Con Danilo Brugia (Giacomo Casanova), Michele Carfora (Vincenzo Martinelli), Susy Sergiacomo (Carol), Titti Cerrone (Marianne), Gino Auriuso (il Conte), Tonino Tosto (lo Scrittore), Michele Enrico Montesano (il Menestrello), Jessica Agnoli (Ketty), Flavia Di Domenico (Madame Giselle)

Protagonisti due performer molto noti al pubblico televisivo, cinematografico e del musical: Danilo Brugia (Giacomo Casanova) e Michele Carfora (Vincenzo Martinelli) con essi le due donne al centro della storia, Susy Sergiacomo (Carol) e Titti Cerrone (Marianne) Michele Enrico Montesano interpreta un menestrello che, come alter ego dello scrittore che narra la storia, è presente in tutte le situazioni della commedia; Gino Auriuso è il brillante conte che mantiene la giovane Marianne e ama solo la caccia alla volpe. I testi delle canzoni, musicate da Danilo Pace, sono scritti da Tonino Tosto.
La pièce è ispirata a un episodio delle memorie di Giacomo Casanova, e rievoca un'avventura - o meglio, una disavventura - sentimentale che il celebre seduttore ha vissuto a Londra, dove era approdato dopo un lungo girovagare in Europa, e infinite traversìe, nel 1763. Vincenzo Martinelli, un connazionale (anch'egli una figura realmente esistita, letterato e storico di una certa fama) lo introduce nella società londinese, dove Casanova conosce Marianne, una bellissima giovane, mantenuta da un conte, figlia di una donna - Carol - che Casanova aveva conosciuto molti anni prima a Parigi, e di cui non si ricorda. A Parigi Carol si era invaghita di lui ma Casanova, impegnato in quel periodo in un'altra conquista femminile, non aveva approfittato della sua disponibilità. E Carol – ormai una donna senza scrupoli - non ha dimenticato questa ferita inferta al suo amor proprio.
Casanova si innamora perdutamente della giovane Marianne, che, lusingata, cede apparentemente, alla sua corte e ai suoi desideri; ma al momento cruciale non può concedersi perché si trova a letto, pressoché corazzata in un'impenetrabile bardatura – impostale dalla madre Carol, che Casanova non riesce a infrangere. Disperato, Casanova decide di uccidersi gettandosi nel Tamigi con le tasche piene di sassi: il fallimento comporta, infatti, per l'irresistibile dongiovanni, una crisi psicologica, una sorta di tracollo esistenziale insopportabile. È la prima volta che una donna gli si nega, ed egli comincia ad avvertire l'ombra nera della vecchiaia. Lo salva dal suicidio Martinelli - che è innamorato senza speranza e senza le sostanze necessarie di Carol - il quale convince l'avventuriero a sedurre finalmente Marianne con uno stratagemma.
A Londra, infatti, esiste un particolare bordello diretto da Madame Giselle nel quale, mascherate, si concedono agli uomini donne rispettabili e insoddisfatte. Martinelli convince quindi Marianne a mascherarsi e a per amare liberamente Casanova, sfuggendo alla stretta sorveglianza materna e del Conte che la protegge come sua giovane amante. Ma…

TEATRO PORTA PORTESE - Via Portuense 102, 00153 Roma
Dall'11 al 14 maggio 2017
Orario spettacoli: ore 21.00, domenica ore 18,30
Biglietto: Intero € 13.00 | Ridotto€ 10.00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 5812395 - 335 7255141
Sito web: www.teatroportaportese.com


QUESTA E’ CASA MIA
di e con Alessandro Blasioli

In Scena al Teatro Studio Uno dall’11 al 14 maggio “Questa è casa mia” spettacolo, scritto, diretto ed interpretato da Alessandro Blasioli, che racconta in maniera irriverente, mediante la tecnica del Teatro di narrazione, la sventurata storia vissuta da una famiglia aquilana – i Solfanelli – in seguito al terremoto abruzzese del 6 Aprile 2009.
“Costretta in vacanza” presso uno dei lussuosi hotel della costa abruzzese, grazie alla convenzione che la Protezione Civile ha stipulato per l’occasione, la famiglia Solfanelli vive una situazione che degenera velocemente, finché Rocco, il capofamiglia, non prende l’unica decisione possibile: ritornare a casa.
Attraverso una storia nuova, non raccontata dai Media e quindi sconosciuta ai più, lo spettacolo avvicina il pubblico alla realtà aquilana, che porta ancor oggi i segni dell’inefficienza della macchina statale, dell’interessamento attivo della criminalità organizzata e di quello passivo dei Mass Media, mettendo lo spettatore dinnanzi allo scenario distopico aquilano, immagine riflessa dell’Italia di oggi.
Senza retorica o pietismi, lo spettacolo racconta la tragedia del terremoto in Abruzzo, riuscendo a far riflettere ma anche sorridere, materializzando, attraverso un racconto trascinante e coinvolgente, luoghi, personaggi e situazioni differenti, ponendo l’attenzione sulle problematiche di un’intera comunità abbandonata ancor oggi al suo dramma.

TEATRO STUDIO UNO (Sala Specchi) - Via Carlo della Rocca 6, Roma
Dall’ 11 al 14 maggio 2017
Orario spettacoli: dal giovedì al sabato ore 21, domenica ore 18
Biglietti: ingresso 10 euro (tessera associativa gratuita)

Info e prenotazioni: telefono 3494356219 - 3298027943, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrostudiouno.com


Pietro Romano, Luciana Frazzetto, Stefano Antonucci, Beatrice Gregorini in
NERONE SUPERSTAR
Scritto e diretto da Roberto D’Alessandro

Chiude la stagione teatrale del Teatro Tirso de Molina la commedia “Nerone Superstar” con l’eclettico Pietro Romano.
Nerone l’imperatore più amato ma allo stesso tempo più odiato dell’Antica Roma torna a rivivere sul palco del Tirso grazie alla produzione di Achille Mellini, alla regia di Roberto D’Alessandro ed un eccezionale cast composto da Luciana Frazzetto, Stefano Antonucci e Beatrice Gregorini.
“Il palcoscenico ha la valenza dei sogni e l’anima di un attore vaga, nel corso della sua carriera, da un desiderio all’altro, immaginandosi nei più stravaganti, o semplici, o istrionici ruoli, perché solo in quelle dimensioni realizza il binomio perfetto tra ego artistico e fantasia. - Racconta il regista Roberto D’Alessandro - Nerone, nella fattispecie, è l’immagine di una politica ridicola che già nei primi decenni dell’epoca post cristiana, delira d’onnipotenza, messaggio d’indiscussa attualità, chissà se per incapacità o disinteresse, si innalza un buffo quanto discutibile talento per le arti, fino a confondere, oltre i confini dell’assurdo, il governo con la ‘regia’.”
Tutto cominciò il 15 dicembre del 34 d.c. ad Anzio. Agrippina, discendente di Giulio Cesare e sorella dell'imperatore Caligola è una donna estremamente ambiziosa, la cui unica aspirazione è di diventare “imperatore”, aspirazione frustrata sia dal fatto che è donna, sia dal fatto che è moglie di Gneo, console dell'imperatore Caligola, ed uomo particolarmente stupido ed abietto. Per raggiungere il suo scopo, la diabolica donna, sta per mettere al mondo un figlio che nei suoi progetti dovrà diventare il futuro imperatore di Roma.
Tuttavia il giorno del parto, il 15 dicembre del 34 d.c. appunto, uno spiacevole imprevisto rischia di compromettere il piano di Agrippina: invece di un solo futuro imperatore vengono alla luce una coppia di gemelli!
Nerone e Gneo junior. Per evitare confusione ed eventuali lotte interne, Agrippina decide di farne sparire uno a caso (Gneo), e di affidarlo segretamente a dei fidati contadini dei castelli romani…
“Nerone ed io, - conclude il protagonista Pietro Romano - scambiandoci le corde, giochiamo a raccontare con l’eleganza della satira Roma com’era e forse com’è, divertendoci a rendere i dubbi della storia gradevolissima realtà scenica, nella quale l’immaginario e l’accaduto s’intrecciano magicamente con esilarante comicità.”
Nel cast anche Francesco Trifilio, Maria Chiara Cimini, Francesca Sanapo, Francesco Falco, Marco Paolo Tucci, Mattia Bagnaia, Giorgio Amadeo, Danilo Mustafà e Tommaso Moro.

TEATRO TIRSO DE MOLINA - Via Tirso 89 (Piazza Buenos Aires), Roma
Dal 10 al 28 maggio 2017
Orario spettacoli: mercoledì, giovedì, venerdì e sabato ore 21:00, sabato e domenica ore 17:30
Biglietti: intero mercoledì e giovedì € 25, venerdì, sabato e domenica € 27; ridotto mercoledì e giovedì € 22, venerdì, sabato e domenica € 24

Info e prenotazioni: telefono 06.8411827 - Biglietti in vendita anche su TicketOne
Sito web: www.teatrotirsodemolina.it


GIOVANNA E IL FUNAMBOLICO ALFREDO
regia Marco Mattolini
scene e costumi Andrea Stanisci
musiche Lucio Gregoretti
disegno luci Bruno Guastini
assistente alla regia Enza De Rose
suggeritrice Mari Delconte
direttore di scena Bruno Guastini
sarta Rossella Plaino
produzione Livia Amabilino

Il 7 agosto 1974 il funambolo francese Philippe Petit compì la sua impresa più famosa e spettacolare: passò da una torre all’altra del World Trade Center di New York camminando su un cavo sospeso a più di 400 metri di altezza.

Come convive questa vicenda a suo modo epica con Giovanna d’Arco e un pittoresco personaggio di nome Alfredo che nel suo mondo, claustrofobico e pieno di libri, in pigiama e vestaglia, è pronto per andare a dormire?

Francesco Magali mette in scena, con poesia e ironia, la ricerca di un uomo che sfiora la follia nel voler dare un senso alla sua esistenza e scrive, per un’attrice d’eccezione come Ariella Reggio, il personaggio di una Giovanna d’Arco anziana che, ripercorrendo con fedeltà storica la sua vicenda, aiuta Alfredo ad affrontare i suoi fantasmi.

TEATRO COMETA OFF - Via Luca della Robbia 47 (Testaccio), Roma
Dal 9 al 14 maggio 2017
Orario spettacoli: tutte le sere ore 21, domenica ore 18:30
Biglietti: ridotto 12.50 €, intero 16 € (tessera 2,50 €)

Info e prenotazioni: telefono 06-57284637
Sito web: www.cometaoff.it

 

Associazione Culturale Enter presenta
GIOVANNI E PAOLO
Tributo a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino
di Alessandra Camassa
con Luca Milesi, Maria Concetta Liotta, Alberto Albertino, Fabrizio Bordignon, Serena Renzi, Paolo Gatti
regia Luca Milesi

Alessandra Camassa, magistrato trapanese attualmente in servizio a Marsala, ha studiato e lavorato a lungo con Paolo Borsellino. Risale a quegli stessi anni anche la profonda amicizia della Dott.ssa Camassa con la famiglia di Giovanni Falcone. Un osservatorio “privilegiato” dunque quello dell’autrice, una sorta di “baule” che negli anni si carica di emozioni, di memoria conservata a lungo con discrezione e poi di getto donata al mondo attraverso il linguaggio del teatro, con la decisione di far incontrare di nuovo i due vecchi amici, di farli parlare. Dopo venticinque anni di rigoroso silenzio reciproco i due ne hanno di cose da dirsi, nell’incontro come nello “scontro” fra due caratteri diversi. Ma soprattutto hanno molte cose da dire a noi.

TEATRO TOR BELLA MONACA - Via Bruno Cirino (angolo di viale Duilio Cambellotti con via di Tor Bella Monaca ), 00133 Roma
Dall’11 al 14 maggio 2017
Orario spettacoli: giovedì 11, venerdì 12 e sabato 13 maggio ore 21, domenica 14 maggio ore 18
Biglietti: intero 10 euro, ridotto 8 euro, ragazzi 6 euro

Info e prenotazioni: telefono 06/ 2010579, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sul web: http://www.teatriincomune.roma.it/teatro-tor-bella-monaca/


CHI È DI SCENA
Scritto e diretto da Alessandro Benvenuti
con Alessandro Benvenuti, Paolo Cioni e Maria Vittoria Argenti

Alessandro Benvenuti presenta il nuovo spettacolo CHI È DI SCENA, dal 19 aprile al 7 maggio al Teatro della Cometa a Roma. Scritto, diretto e interpretato dall’attore toscano che ha al suo fianco anche Paolo Cioni e Maria Vittoria Argenti. Impegnati in un intreccio giocoso e imprevedibile avvolto in una comicità istintiva e feroce. La produzione è di Arca Azzurra Teatro.
Una novità drammaturgica nel panorama nazionale di cui è ancora fresco l’inchiostro del copione che si propone come una vera e propria novità anche nel repertorio firmato dall’attore toscano.
La trama racconta di uno stravagante e chiacchierato uomo di teatro scomparso dalle scene improvvisamente e apparentemente senza un plausibile motivo da cinque anni. Viene rintracciato per un caso fortuito da un giovane fan. A lui, l'uomo decide di rilasciare un'intervista per spiegare le ragioni della sua scelta e svelare così il mistero che si è creato intorno a questa. Lo invita perciò a casa sua. Testimone silente di questo loro incontro è però una giovane donna che, giacendo seminuda su una chaiselongue di spalle ai due, sembra dormire un sonno profondo.
E come spesso accade nei lavori di Alessandro Benvenuti, quel che appare si scopre tutt'altro che vero, e quel che è vero si svela in un intreccio giocoso e imprevedibile, con una specie di doppio salto mortale drammaturgico che accompagna lo spettatore a un finale assolutamente inaspettato che gioca con leggerezza con le vicende pubbliche e private dei tre protagonisti, sull'intreccio tutt'altro che evidente dei loro rapporti, affrontando insieme tematiche di grande attualità sociale. Il tutto ovviamente con il linguaggio forte, pastoso, ricco dei testi di Benvenuti, assolutamente esplicito, lineare, venato di ironia con punte di corrosività sarcastica e sempre di una comicità istintiva e feroce.

TEATRO TOR BELLA MONACA - Via Bruno Cirino (angolo di viale Duilio Cambellotti con via di Tor Bella Monaca ), 00133 Roma
Dal 12 al 14 maggio 2017
Orario spettacoli: venerdì 12 e sabato 13 maggio ore 21, domenica 14 maggio ore 18
Biglietti: intero 10 euro, ridotto 8 euro, ragazzi 6 euro

Info e prenotazioni: telefono 06/ 2010579, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sul web: http://www.teatriincomune.roma.it/teatro-tor-bella-monaca/


KARENINA
liberamente ispirato al romanzo di Lev Tolstoj
drammaturgia originale e regia Francesca Caprioli
con Anna Chiara Colombo, Michele Lisi, Stefano Scialanga, Paola Senatore
musiche Stefano Caprioli
foto di scena Francesco Guarnieri
management Elena Carrera
produzione Compagnia Francesca Caprioli con il patrocinio dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico

C’è un treno che arriva, un treno che ti passa davanti, un treno che ti schiaccia sotto. E’ un treno che abbiamo preso tutti, che abbiamo perso tutti, che qualche volta abbiamo trovato vuoto e su cui tante volte ci siamo stipati come bestie. Karenina prende in esame quattro personaggi del romanzo: Anna Arkadev’na Karenina, Ekaterina Aleksandrovna, Dmitrievic Levin, Aleksej Aleksandrovic. Sono queste quattro personalità il centro dello spettacolo, quattro personalità che hanno in comune la stessa rovina: un soldato. Il soldato Vronski. Ma Vronski sulla scena non si vedrà mai. Si parlerà di lui, si piangerà per lui, ma non ci sarà nessuno ad interpretarlo, perché Vronski è un feticcio, un totem, una idea diversa per ognuno dei quattro personaggi; il riflesso della propria espressione nella lama di un coltello, nel finestrino del treno, nell’acqua di un fiume di campagna, nel legno lucido della scrivania. Vronski è una malattia. Il primo atto si articola in quattro scene corali: “Il treno”, “Il ballo”, “La proposta”, “La confessione”. Queste macro sequenze rappresentano l’inizio del problema, l’incubazione della malattia e la causa del conflitto.
Il secondo atto: “La vergogna”, “L’amore”, “La vita”, “La morte”, si articola invece in quattro scene individuali. Queste sono le scene conclusive, in cui la malattia uccide o fortifica, spurga o avvelena. I personaggi vivono nello stesso spazio e degli stessi oggetti che ognuno però userà secondo una drammaturgia fisica differente. Il velo che per Kitty è il vestito del ballo più importante della sua vita sarà per Anna un sudario di morte. In questo modo gli oggetti e lo spazio si plasmeranno a seconda del punto di vista del personaggio che li vive e li osserva. Lo stesso spettatore sarà costretto a scegliere e inventare nuovi significati e nuove strade dentro sé stesso per capire o se non altro pensare a quello spazio personale e immenso che è l’amore. Questo spettacolo è stato possibile grazie all’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica Silvio D’Amico e grazie a singoli investitori della cultura, spettatori, che hanno sostenuto il nostro lavoro grazie a una campagna di crowdfunding, permettendoci di produrlo in modo indipendente.
La Compagnia Francesca Caprioli é stata fondata nel 2014 da Francesca Caprioli, Eleonora Pace, Paola Senatore e Elena Carrera. La compagnia ha fino ad oggi ha cercato in tutti i modi di produrre i suoi lavori ed essere indipendente e attiva, tra questi: primo tra tutti “Das Schloss. Per mettere una bandierina sul muro.” drammaturgia originale di Francesca Caprioli dal Castello di Kafka, che debutta all’E45 – Napoli Fringe Festival 2015 e vola a Mosca per il festival Your Chance al Teatro Na Strastnom. “Undertime” drammaturgia originale di Francesca Caprioli, indagine che parte dal mito della creazione per parlare del futuro e della possibile fine del petrolio. Debutta al Festival Dionisiache 2015, Calatafimi Segesta. “Keep the cross higth.” Drammaturgia di Francesca Caprioli, studio sulla figura di Giovanna D’Arco, lavoro bilingue con cast italo-inglese che ha debuttato al Manipulate Festival di Edimburgo nel gennaio del 2016. “Er caffè. Da Teresa – Lotto primo. Storie di borgata.” Drammaturgia originale di Francesca Caprioli e Mariagrazia Pompei. Lavoro di drammaturgia basato su storie vere del quartiere Quarticciolo di Roma e lì rappresentato per la prima volta nel settembre 2016, presso il Teatro Biblioteca Quarticciolo.


TEATRO BIBLIOTECA QUARTICCIOLO - Via Ostuni 8, Roma
9 e 10 maggio 2017 ore 21
Biglietti: Intero 10€ - Ridotto 8€ (over 65, under 24, possessori di Bibliocard)

Info e prenotazioni: telefono 06 98951725, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrobibliotecaquarticciolo.it - www.teatriincomune.roma.it

 

QUALCOSA A CUI PENSARE
- distorsione di un frammento amoroso -
di Emanuele Aldrovandi
con Roberta Lidia De Stefano e Tomas Leardini
video editing e musiche Francesco Lampredi
scene Tommaso Osnaghi
regia Vittorio Borsari
produzione CHRONOS3
Spettacolo vincitore del bando NEXT di Regione Lombardia

Spettacolo selezionato tra i vincitori della II^ edizione del Bando Giovani Direzioni, promosso dal Centro Teatrale MaMiMò, in collaborazione con Scuola Paolo Grassi di Milano, AV Turnè e Comune di Cernusco Sul Naviglio, all’interno del Progetto FUNDER 35, e realizzato con il contributo della Fondazione Cariplo.

In un’epoca di crisi globale, di crisi identitaria, terrorismo e instabilità politica come si può venirne a capo? Come si può trovare il giusto pensiero, la giusta guida, per prendere il largo e navigare senza paura?
In Qualcosa a cui pensare sarà una giovane coppia di coinquilini ad aprirci la loro anima insicura e mutevole. Jeer e Plinn sono due quasi trentenni. Pieni e vuoti al tempo stesso. Liberi e dipendenti. Fragili e duri, come solo questa generazione sa essere. Sottomessi alla libertà e liberi di immaginare illusioni sul futuro.
La sottile, ma persistente, storia d’amore che attraversa tutte le scene dello spettacolo è assolutamente sorprendete, spiazzante e senza cercare binari “normali”. E’ finta, ma al tempo stesso onesta, coraggiosa, e al tempo stesso paurosa, come molti dei progetti di vita dei trentenni oggi.

TEATRO BIBLIOTECA QUARTICCIOLO - Via Ostuni 8, Roma
11 e 12 maggio 2017 ore 21
Biglietti: Intero 10€ - Ridotto 8€ (over 65, under 24, possessori di Bibliocard)

Info e prenotazioni: telefono 06 98951725, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrobibliotecaquarticciolo.it - www.teatriincomune.roma.it

 

Le Brugole presentano
DIARIO DI UNA DONNA DIVERSAMENTE ETERO
testi Giovanna Donini
adattamento e regia Paola Galassi
con Roberta Lidia De Stefano e Annagaia Marchioro

Da un’idea coraggiosa e irriverente di Giovanna Donini, giornalista e autrice televisiva, nasce la rubrica “Diversamente Etero”, pubblicata da Vanity fair. Lo spettacolo interpretato dalle Brugole Annagaia Marchioro e Roberta Lidia De Stefano, adattato e diretto da Paola Galassi, è tratto da questa omonima rubrica on-line, che sta spopolando sul web e racconta le vicende tragicomiche – più comiche che tragiche – di donne che a amano le donne; ma anche di donne che amano gli uomini, che per quanto siano in via di estinzione esistono ancora, e noi scegliamo di non escludere nessuno. Sulla scena si susseguono interviste esilaranti a improbabili personaggi femminili, interpretati rispettivamente dalle due attrici. Varie tipologie di donne, messe alla berlina o semplicemente fatte esistere. Satira, imprevisti e storie diverse che cercano “Il Senso” o alle volte anche solo un numero di telefono. Dalla sentinella in piedi che non riconosce nessun diritto alle coppie di fatto, alla vicina di casa che di fatto, non riconosce proprio nessuno. Dalla specialista del sesso che chiarisce al pubblico segreti fondamentali sull’orgasmo e sull’amore tra donne, a una traslocatrice che invade la scena con i suoi scatoloni pieni di ricordi…accompagnate da una cantante Brasiliana che passava di lì per caso, per regalare al pubblico una bossanova un po’ engagée.
Diario di una donna diversamente etero é il secondo capitolo di una saga iniziata con “Metafisica dell’amore”, spettacolo vincitore del festival di Asti 2011 per la nuova drammaturgia… uno spettacolo senza veli né fronzoli, ad altissimo rischio di innamoramento… tanto vale provarci!

Bio / Le Brugole
La Compagnia “Le Brugole” ha anche un’associazione culturale con sede a Milano che nasce nel 2011. Da allora si consolida nei più prestigiosi teatri Nazionali (Tra i tanti: Teatro Brancaccino, Teatro Elfo Puccini) e grazie a qualche sporadica partecipazione in show televisivi, conquista il consenso di una larga parte di pubblico e critica. E’ attualmente una compagnia che indaga varie tematiche del femminile, e ad oggi è composta dalle attrici Annagaia Marchioro e Roberta Lidia de Stefano, e dall’autrice Giovanna Donini; ma tanti sono i soci, i partners e le collaborazioni di attori, registi, illustratori, operatori.


TEATRO BIBLIOTECA QUARTICCIOLO - Via Ostuni 8, Roma
13 maggio ore 21, 14 maggio ore 18

Biglietti: Intero 10€ – Ridotto 8€ (over 65, under 24, possessori di Bibliocard)
Info e prenotazioni: telefono 06 98951725, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrobibliotecaquarticciolo.it - www.teatriincomune.roma.it 


CLASSICI DEL SECOLO FUTURO
Quattro riscritture senza paura
Rassegna teatrale realizzata dagli allievi dell’Accademia Professionale Stap Brancaccio

Il 10 e 17 maggio 2017 chiude la prima edizione della rassegna “Classici del secolo futuro” – Quattro scritture senza paura, un progetto firmato Stap Brancaccio, Accademia Professionale di regia e drammaturgia. Il format è ideato dal direttore artistico dell’Accademia Lorenzo Gioielli e prodotto da Sala Umberto grazie al suo direttore artistico Alessandro Longobardi.
La rassegna si basa su un percorso di riscrittura contemporanea di alcuni autori classici del teatro: Cechov, Shakespeare, Beckett e Pirandello. Quattro atti unici, dalla durata di un’ora al massimo, interamente scritti e interpretati dagli allievi del terzo anno dell’ Accademia Professionale Stap Brancaccio provocati e sostenuti dai docenti e dalle molte esperienze creative vissute nel triennio. Quattro spregiudicate riscritture che hanno come obiettivo quello di restituire al pubblico il nucleo pulsante e vivo del concetto stesso di “classico”, opere imprescindibili che raccontano l’umanità.

Ultimo appuntamento 10 e 17 maggio 2017 ore 20.30

L’ISOLA MAGICA
Da “I Giganti della montagna”, di Luigi Pirandello
Scritto ed interpretato da: Lorenzo Caldarozzi, Alberto Fumagalli, Alice Hardouin Bertini, Francesco Massaro, Silvia Parasiliti Collazzo,

«Sto scrivendo una cosa di così esasperata esaltazione, che ogni controllo mi manca, sono come in preda a un vento che mi porta in alto, in alto (questo lo sento) e lontano, lontano» scriveva Lugi Pirandello a Marta Abba nel 1930. Stava parlando de I giganti della montagna, opera che non avrà timore a definire il suo “capolavoro” e sui cui segreti i più grandi uomini di teatro, a cominciare da Strehler, si sono interrogati a lungo, partendo dai suoi contenuti filosofici. Come abitare l’arsenale delle apparizioni, che cosa inventare, quali piccole magie compiere, quali illusioni si possono accogliere e quali invece vanno rifiutate, cosa è vero e cosa è falso? Dalla sua villa «che ogni notte si mette da sé in musica e in sogno», il mago Cotrone evocherà un altro grande personaggio, il Prospero de La Tempesta, padrone e prigioniero di un’isola incantata abitata da spiriti aerei e creature terrigne che parlano la lingua della poesia. Un omaggio all’ultima opera di Pirandello che chiama a sé il testamento letterario di Shakespeare. Il tutto dentro i confini di un’isola che non è mai veramente al buio, poiché si accende tutte le volte che un atto creativo si compie.

TEATRO SALA UMBERTO - Via della Mercede 50, 00187 Roma
10 e 17 maggio 2017 - ore 20.30
Biglietti: €8,00 (intero) € 6,00 (ridotto)
Orario: due mercoledì al mese ore 20.30

Info e prenotazioni: telefono 06 6794753, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.salaumberto.com


ROMA TRE FILM FESTIVAL
XII edizione
9 - 14 maggio 2017

Compie dodici anni il Roma Tre Film Festival e li celebra, dal 9 al 14 maggio 2017, con un programma ricco di spunti e riflessioni culturali all’interno del Teatro Palladium, prestigiosa sede dell’Università Roma Tre.
Nato come "Carta bianca Dams" all'interno del Festival romano "Arcipelago" per valorizzare i cortometraggi degli studenti, questa rassegna, ideata e diretta da Vito Zagarrio, si è gradualmente evoluta e, crescendo, ha conquistato da qualche anno un proprio spazio diventando "il festival di Roma Tre" nel luogo della Garbatella gestito dall’Ateneo. Da manifestazione per gli studenti si è trasformata in un evento aperto a giovani professionisti provenienti dai Dams italiani o dalle scuole di cinema, ma anche ad autori di varie generazioni che in qualche modo hanno a che fare con la formazione e con l'educazione all'immagine.
Negli anni ha monitorato l'immaginario di una generazione, ha seguito l'irruzione del digitale, ha tastato il polso di un "cinema espanso", di una immagine in movimento che attraverso numerose contaminazioni ritrova la propria vitalità. E anche in questa edizione il Roma Tre Film Festival rappresenta una manifestazione sinergica tra cinema, televisione, video e arti elettroniche, teatro, musica e mass media, interagendo anche con altre discipline teoriche come la filosofia, la storia, la letteratura, attraverso proiezioni, anteprime e dibattiti alla presenza di studiosi nazionali ed europei, addetti ai lavori, operatori del settore e studenti delle discipline audiovisive.
Si parte martedì 9 maggio alle 15.00 con l’anteprima del documentario In guerra senza uccidere di Ornella Grassi; poi una serie di eventi dedicati al regista Marco Ferreri nel ventennale della sua scomparsa a cominciare dalla mostra, allestita nel foyer del teatro, curata da Mario Canale e Stefania Parigi, le proiezioni de L’uomo che venne dal futuro di Mario Canale e di Storia di Piera dello stesso Ferreri, alla presenza di Piera degli Esposti, e una tavola rotonda. In tale ambito sarà inoltre consegnato il Premio Giulio Cesare Castello e presentato il CRISCI (Centro di Ricerca Interdipartimentale sul Cinema Italiano).

Mercoledì 10 maggio, il Teatro Palladium ospita la proiezione del film L’œil du cyclone di Sékou Traoré del Burkina Faso, film sostenuto dalla Cinémathèque Afrique e vincitore del Francofilm-festival del film francofono 2017, di cui parleranno alcuni esperti del settore: un evento realizzato in collaborazione con l’Institut Français-Centre Saint-Louis. A seguire, la proiezione de La ragazza del mondo di Marco Danieli, (Premio David di Donatello Opera Prima) e un doppio approfondimento sulle musiche del cinema con l’omaggio a Non essere cattivo di Claudio Caligari, con musiche composte ed interpretate dal vivo da Paolo Vivaldi e il suo ensemble – special guest l’attrice Roberta Mattei - e il concerto su V.i.t.r.i.o.l e il cinema animato di Simone Massi.

Giovedì 11 maggio evento speciale organizzato dalla Rai-Direzione Qualità e pianificazione con la presentazione de “Le nuove tecnologie 4K HDR”: con l’installazione di speciali monitor, saranno illustrate le nuove frontiere dell’alta definizione. A seguire: proiezione del docufilm Roma, Napoli, Venezia... in un crescendo rossiniano con la partecipazione in sala di Lina Wertmüller, Antonio Tozzi e Valerio Ruiz. A seguire, la presentazione del film collettivo Fuoricampo, come esempio di Cinema del Reale prodotto dai Master di Roma Tre. Alle 17.00 masterclass su “La nuova legge cinema” (a cura di Silvana Leonardi) che vedrà intervenire autorevoli esponenti come Nicola Borrelli (Direttore Cinema Mibact), Gianni Celata (Roma Tre) e Massimo Galimberti (“Kino”). In questa prospettiva si tiene poi un workshop su produzione e distribuzione del cinema indipendente, curato da Giacomo Martini, alla presenza di numerosi operatori del settore.

Venerdì 12 maggio si apre con i corti dei corsi di Filmmaking dell’anno accademico 2016-2017 e il tradizionale Concorso Carta Bianca DAMS con la proiezione dei lavori in concorso presentati dai giovani filmaker. La fotografia nei film di Quentin Tarantino a partire da Sergio Leone è il titolo di un’interessante masterclass tenuta da Patrizia Genovesi che precederà l’incontro con il regista Edoardo De Angelis e il produttore Pierpaolo Verga in una serata in collaborazione col Centro Culturale di Cinema “Kino”, in cui avrà luogo la proiezione di Indivisibili di Edoardo De Angelis.

Sabato 13 maggio continuano le proiezioni dei corti in concorso e, nel pomeriggio, si tiene un evento speciale sulla violenza alle donne, rappresentata dal film Dentro di Andrés Alce Maldonado e da una tavola rotonda coordinata dalla produttrice Sibilla Barbieri sul delicato tema del rapporto tra vittime e carnefici. Alle 20.45 incontro con Roberto Faenza e col suo cinema “di impegno”, in occasione della proiezione del suo film Forza Italia. L'appuntamento, a cura di Christian Uva, completerà una giornata di studi dedicata al '77 nel quarantennale della morte di Giorgiana Masi.

Domenica 14 maggio, giornata conclusiva del Roma Tre Film Festival: molto attesa è la masterclass “Un perfetto conosciuto” tenuta da Paolo Genovese, (il regista di Perfetti sconosciuti); poi un’intensa tavola rotonda e l’anteprima romana del coraggioso film Vangelo di Pippo Delbono (Premio Speciale Regia ai Nastri d’Argento 2017), dove gli apostoli sono interpretati dai migranti. La serata, a cui prenderanno parte anche alcuni profughi ospiti presso il centro d’accoglienza “Mediterraneo”, vedrà la partecipazione, tra gli altri, dello stesso Delbono e della cantante Petra Magoni, autori di un saluto musicale appositamente interpretato per il festival: a loro verrà anche consegnato il Premio Palladium in collaborazione con l’Università “Kore” di Enna.

La manifestazione si concluderà con la premiazione dei vincitori del Concorso Carta Bianca DAMS e l’assegnazione del premio del pubblico, con conseguente proiezione del corto vincitore.

IL PROGRAMMA

martedì 09/05/2017

15.00
Anteprima romana del documentario In guerra senza uccidere (2012,90') di Ornella Grassi. Partecipano la regista e Nietta La Scala (Rai Storia).

16.45
Evento in omaggio a Marco Ferreri (a cura di Stefania Parigi, in occasione del ventennale della morte del regista).
Marco Ferreri, il regista che venne dal futuro di Mario Canale (2007, 90’). Partecipa il regista.

18.15
Tavola rotonda su Marco Ferreri:
Partecipano Mario Canale, Alessandro Canadè, Roberto De Gaetano, Piero Spila, Flavio De Bernardinis, Bruno Roberti, Adriano Aprà, Stefania Parigi.

20.45
Consegna del “Premio Giulio Cesare Castello”, alla presenza di Raimondo Guarino, Stefania Parigi e Christian Uva.

A seguire: presentazione del CRISCI (Centro di Ricerca Interdipartimentale sul Cinema Italiano). Partecipano Stefania Parigi e Christian Uva.

A seguire: Storia di Piera di Marco Ferreri (1983), in pellicola. In collaborazione con Cineteca Nazionale/CSC). Alla presenza di Piera degli Esposti.

mercoledì 10/05/2017

15.00
Evento speciale in collaborazione con Institut Français-Centre Saint-Louis, con il sostegno della Cinémathèque Afrique:
L’œil du cyclone di Sékou Traoré - Burkina Faso (film vincitore del festival francofono 2017)
Partecipano:
Nolwenn Delisle (Institut Français), Romano Milani (SNGCI), Ginella Vocca (Medfilmfest), Christian Carmosino (CPA Roma Tre), Leonardo De Franceschi (Roma Tre).

18.00
La ragazza del mondo (2016,101') di Marco Danieli (Premio David di Donatello Opera Prima), alla presenza del regista e dello sceneggiatore Antonio Manca.

20.45
Serata Musica & Film
Presenta la serata Luca Aversano, coordinatore Corso di Laurea DAMS.

Omaggio a Claudio Caligari: le musiche di Non essere cattivo di Claudio Caligari (2015,100'), con Paolo Vivaldi e il suo ensemble. Partecipa l’attrice Roberta Mattei.

a seguire:
V.i.t.r.i.o.l e il cinema animato di Simone Massi, concerto di Giacomo Ancillotto, Marco Cerri Ciommei e Carmine Iuvone

giovedì 11/05/2017

11.00
“Le nuove tecnologie 4K HDR” :
Evento speciale organizzato dalla Rai-Direzione Qualità e pianificazione.
A cura di Christian Uva e Vito Zagarrio.
Introduce Luigi Rocchi (Direttore Rai Qualità e Pianificazione).

A seguire: proiezione del docufilm Roma, Napoli, Venezia... in un crescendo rossiniano di Lina Wertmüller
E’ prevista la presenza della regista.
Interverranno: Valerio Ruiz (aiuto regista di Lina Wertmüller) e Antonio Tozzi (Produttore Yanez Film).

15.00
Corti fuori concorso
AMR. Storia di un riscatto di Maria Laura Moraci, 27’
Che cos’è il cinema di Aliashgar Behboodi, 30’

16.00
Cinema del Reale:
Selezione scene da Fuoricampo (2017) del collettivo Melkanaa, film prodotto dal Centro Produzione Audiovisivi di Roma Tre, nell’ambito del Master “Cinema del Reale” 2017. Partecipano gli allievi del Master e il coordinatore Christian Carmosino.

17.00
Master Class “La nuova legge cinema” (a cura di Silvana Leonardi): incontro con Nicola Borrelli (Mibact), Gianni Celata (Roma Tre), Massimo Galimberti (Kino).

A seguire:
Workshop sulla produzione sulla distribuzione del cinema indipendente (a cura di Giacomo Martini). Partecipano: Gianluca Arcopinto, Roberto Roversi (presidente UCCA), Domenico Di Noia (presidente FICE), Marina Marzotto (presidente AGPCI), Mario Perchiassi (CNA), Elda Ferri e Enzo Porcelli.

21.00
Assalto al cielo di Francesco Munzi (2016, 72’)
A seguire: incontro con Francesco Munzi

venerdì 12/05/2017

15.00
Concorso “Carta bianca Dams” :
Michele Greco, Natalie
Tommaso Giacomin, Malaga
Federica Salvatori, Fiori di carta
Luca Metodo, Frame
Daniele Paesano, Selezione naturale

17.00
Corti dei corsi di “Filmmaking a.a. 2016-2017” (a cura di Antonio Di Trapani e Francesco Crispino):
Nero di Alessio D’Ippolito, 3’
Strade sbagliate (regia collettiva), 3’
La regina dei colori (regia collettiva) 3’
Notre Dame des vents (di Bruno Unbekannt) 9’
Depth (regia collettiva) 5’

Partecipano Gabriella Gallozzi (BookCiak) e Stefano Martina (Festival Arcipelago)

18.00
La fotografia nei film di Quentin Tarantino a partire da Sergio Leone:
Master class di Patrizia Genovesi a cura della Libera Università del Cinema.

a seguire:
Corti prodotti dalla Libera Università del Cinema
Uno scatto d’autore di Consuelo Pascali, 5’25” (vincitore del premio Canon per la sezione documentari 2016)
Pillole di cinema (regia collettiva), 10’

20.45
Incontro con Edoardo De Angelis e il produttore Pierpaolo Verga:
Serata in collaborazione col “Kino”. Modera Massimo Galimberti.

A seguire:
Indivisibili (2016,100') di Edoardo De Angelis

sabato 13/05/2017

15.00
Concorso “Carta bianca Dams” :
Maurizio Ravallese, La terra degli sconfitti
Giovanni Dota, Tutto quello che non ci siamo detti
Duccio Brunetti, Mi vedrai correre
Carlo Galbiati, Flow – Guerra non cerco pace non sopporto
Maria Milusha, Vieni da me

17.00
Cinema è donna:
Dentro (2016,93') di Andrès Arce Maldonado.
Partecipano la produttrice Sibilla Barbieri e Paola Columba.
A seguire: tavola rotonda sul rapporto tra vittime e carnefici. Partecipano: Oria Gargano (Presidente BeFree); Dott. Andrea Bernetti (Presidente CAM); Avv. Carmen Posillipo (SOS diritti); Letizia Bonelli (AP-SIMP); Paola Migneco (Attrice e Autrice della sceneggiatura di Dentro); Paola Columba (Filmmaker); Sibilla Barbieri (La Siliàn)

20.45
Incontro con Roberto Faenza: riflessioni sul cinema italiano e sul cinema politico.
Dibattito sul ’77 nel quarantennale della morte di Giorgiana Masi, 12 maggio ’77 (a cura di Christian Uva). Partecipa Nicola Rafele Ravera (scrittore).

A seguire:
Forza Italia (1977, 88’) di Roberto Faenza.

domenica 14/05/2017

15.00
Concorso “Carta bianca Dams” :
Matteo Russo, Storia di una donna che ama(va) suo figlio
Antonio La Camera, Il sogno del vecchio
Gino Caron, Le nostre cose importanti
Johnny Carrano, Black Lips
Gianfranco Antacido, Natività
Vincenzo Mauro, Se Steve Jobs fosse nato a Napoli
Veronica Polacco, Anna, io
Matteo Fumagalli, Gender Theory

17.00
“Un perfetto conosciuto” :
Master class di Paolo Genovese.

19.00
“Immagine, musica e teatro: veicoli d’integrazione” :
Tavola rotonda sul film Vangelo
(a cura di Andrea Rabbito - Università Kore di Enna).
Partecipano: Pippo Delbono, Petra Magoni, Massimo Bray (Direttore generale della Treccani) Andrea Carlino (Università di Ginevra), Anna Di Stasio (Sostituto Procuratore Tribunale per i minorenni di Roma) Andrea F. Ravenda (Università di Messina).

20.45
Serata finale

Incontro con Pippo Delbono.
In collaborazione con l’Università “Kore” di Enna. Partecipa Andrea Rabbito.

Premio Palladium a Pippo Delbono e Petra Magoni
Saluto musicale di Pippo Delbono e Petra Magoni

Vangelo di Pippo Delbono (2016, 85’).

Proiezione del trailer del film Fuoricampo, del collettivo Melkanaa. Partecipano alcuni dei protagonisti e Fred Kuwornu (Regista)

A seguire:
Premiazione “Carta bianca Dams” e premio del pubblico.
Proiezione dei corti vincitori.

TEATRO PALLADIUM - UNIVERSITÀ ROMA TRE - Piazza Bartolomeo Romano 8, 00154 Roma
9 - 14 maggio 2017

Info e prenotazioni: telefono 06 5733 2772, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: http://teatropalladium.uniroma3.it


SE TI SPOSO MI ROVINO
scritto e diretto da Marco Cavallaro
con Marco Cavallaro, Ramona Gargano, Olimpia Alvino, Valentina Tramontana, Annachiara Mantovani e Alberto Barbi

Cosa succede a un miliardario scapolo con “il vizio delle donne” se chiede a tutte di sposarlo? E se tutte piombano a casa sua con l’intento di organizzare le nozze, ma nessuna sa dell’esistenza dell’altra? Semplice, la sua vita è rovinata. Da qui una serie di girandole per non far incontrare le malcapitate e, soprattutto, per non concludere alcun matrimonio. Il tutto coinvolgendo il povero maggiordomo Ugo in un turbinio di bugie e di porte che si aprono e si chiudono.

TEATRO ROMA - Via Umbertide 3, Roma (S. Maria Ausiliatrice)
Dal 9 al 21 Maggio 2017

Info e prenotazioni: telefono 06 7850626
Sito web: www.ilteatroroma.it


Associazione Per Aspera ad Astra presenta
CHE MI PRENDA UN COLPO
regia Fabrizio Caperchi, Giancarlo Baretti
con Ilaria Bloise, Pier Paolo Teori, Chiara Odello, Arianna Ciarambino, Ambra Del Conte, Andrea Valitutti, Giovanna Bianchi, Fausto Incelli, Alessandro Di Cicco, Gabriele D’Antoni, Davide Carlone e Giancarlo Baretti

Quella raccontata in questa commedia è una vicenda piuttosto intricata. Una dimora storica abitata da una coppia di nobili “eccentrici”. Una vicenda ricca di equivoci e di circostanze che si intersecano aggrovigliandosi per tutta la rappresentazione e che si districano solo nel finale. Innumerevoli le entrate e le uscite, il palco non rimane mai vuoto ma al contempo trasmette lo stacco della scena e il passaggio da una vicenda all’altra. L’intreccio è ricco di colpi di scena irresistibilmente comici grazie ad un umorismo sottilmente paradossale d’ispirazione tipicamente anglosassone.

TEATRO TRASTEVERE - Via Jacopa de Settesoli 3, 00153 Roma
Dal 10 al 14 maggio 2017
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 18
Info e prenotazioni: telefono 06-5814004, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrotrastevere.it

 

Data unica

TeatroSenzaTempo Produzione Spettacoli presenta
LOVECRAFT TALES
Drammaturgia, Adattamento e Regia di Mary Ferrara
Traduzione a cura di Mariella Ciarrapico
Ispirato alle novelle di Howard Phillips Lovecraft
con Alessio Chiodini, Andrea Famà e Silvia Magazzù
Assistente alla Regia: Matteo Maria Dragoni - Allestimento Scenico: TsT Produzione Spettacoli – Trucco: Virginia Menendez – Luci: Mary Ferrara – Ufficio Stampa: MF

Ispirato ad alcuni racconti dallo scrittore la cui fama è pari a quella di Edgar Allan Poe, ‘Lovecraft Tales’ apre le porte alla narrativa in scena. Due i protagonisti di fantasia, Alexander (Alessio Chiodini/Andrea Famà) e Alice Lee (Silvia Magazzù) che esploreranno, attraverso l’incontro fortuito delle loro esistenze, il magico ed inquietante mondo dell’immaginazione. Le loro storie si legano ad alcuni dei racconti frutto del genio dell’orrore, a tratti tinti dalla poesia romantica che ne marcava un suo altro aspetto. Alexander incontra Alice, o meglio inciampa nel suo diario. Lui ha bisogno del diario di Alice per ricordare, ha necessità di entrare nella fervida fantasia della ragazza per trovare l’origine della sua condizione. Inizia così un viaggio a ritroso che lo porterà verso l’orribile conclusione su quanto gli è accaduto.
Perché Lovecraft? Perché è interessante far rivivere da adulti le paure che avevamo da bambini, trasformandole in feticci (forse per sempre). Indagare il genere, oltre che apprezzarlo, mi ha dato la possibilità di pensarlo per il teatro, unendo la narrativa alla drammaturgia attraverso il filo conduttore di un soggetto, senza snaturarli entrambi. Operazione non semplice, considerando i contenuti dei racconti dello scrittore, fantastici, onirici, esploratori del mistero nelle varie forme. Il risultato è soddisfacente, ma il lavoro di costruzione, limatura, ricerca del linguaggio adatto ad una platea formata anche da chi non è conoscitore o amante del genere ha richiesto il trattamento del materiale come se si dovesse proiettare un film piuttosto che assistere ad uno spettacolo dal vivo’ (Note di Regia)

CAPPELLA ORSINI - Via di Grotta Pinta 21, Roma
Domenica 14 maggio 2017 dalle ore 18 alle ore 19 (replica in inglese) e dalle ore 20 alle 21 (replica in italiano)
Altre repliche: Giugno (4/18) – Luglio (9/23) – Agosto (6 doppia in inglese) – Settembre (9/17) – Ottobre (1/15 doppia in italiano)

Info e prenotazioni: telefono 366 4538808
Sito web: www.teatrosenzatempo.com


Patrizia Pellegrino in
NAPOLI CON AMORE
Omaggio ai 60 anni di carriera di Miranda Martino

Napoli con Amore vuole essere un omaggio ai sessant'anni di carriera di Miranda Martino artista eclettica che nel corso della sua lunga e straordinaria carriera ha affrontato ogni genere di ruolo nel mondo dello spettacolo! Ospiti prestigiosi si alterneranno sul palco e la omaggeranno con la loro arte accompagnati da un vero talento, il pianista Andrea Bianchi. Tra i tanti protagonisti Fiordaliso, Elena Bonelli, Patrizia Pellegrino che condurrà la serata, Ida di Benedetto, Simona Marchini, Piera Degli Esposti, Massimo Dapporto, Maurizio Micheli, Lando Buzzanca, Manuela Villa. Ascolteremo brani intramontabili come “tu vuo' fa' l'americano”, “Era de maggio”, “Maruzzella”, “Tammurriata nera”, “Tu si na cosa grande”, non mancherà un omaggio all'indimenticabile Pino Daniele.
Una serata all'insegna della Napoletanita' e non solo.... che ci regalerà intense e forti emozioni.

TEATRO MANZONI - Via Monte Zebio 14/c, 00195 Roma
8 maggio 2017 ore 21
biglietto intero euro 15, ridotto euro 10.

Info e prenotazioni: telefono 06/3223634
Sito web: www.teatromanzoni.info


Alessia Di Francesco in
ALMENO TU
Omaggio a Mia Martini
con Sandro Bagazzini
e con la partecipazione di Francesca Turchetti

Il prossimo 14 maggio, al Nuovo Teatro San Paolo di Roma, in occasione dell’anniversario della morte di Mia Martini, la cantante e attrice Alessia Di Francesco omaggerà l’indimenticata interprete con il recital “Almeno tu”, accompagnata alla chitarra dal maestro Sandro Bagazzini e con la partecipazione della giovane chitarrista Francesca Turchetti.
Lo spettacolo propone un’ampia varietà di brani, dai più famosi come “Almeno tu nell’universo” e “Gli uomini non cambiano”, ai meno conosciuti che affrontano tematiche sociali, come “Uomini farfalla” o “Stelle”, dalle canzoni di Tenco e Fossati, da lei spesso interpretate, fino ad alcuni brani blues, grande passione di Mia.
Un percorso attraverso la vita e la musica della cantante che quest’anno avrebbe compiuto settant’anni: le canzoni si alternano a intensi momenti recitati, regalando al pubblico anche alcune poesie della stessa Martini.
Alessia Di Francesco, vincitrice del premio Mia Martini nel 2008, porta in scena il suo amore per la cantante, dopo aver più volte partecipato come ospite a spettacoli promossi dalla fondazione Onlus dedicata all’artista.
Accanto a lei, sul palco, il chitarrista e compositore Sandro Bagazzini, i cui arrangiamenti, in questo recital, offrono una nuova visione dei brani, esaltando la vocalità graffiante di Alessia Di Francesco e lasciando spesso spazio all’improvvisazione, in un vero dialogo tra voce e chitarra che evidenzia la loro già collaudata sintonia sulla scena.

NUOVO TEATRO SAN PAOLO - Viale di San Paolo 12, Roma
Domenica 14 maggio 2017, ore 21
Biglietto: 15 euro

Info e prenotazioni: telefono 06 55340226, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.nuovoteatrosanpaolo.it


DIK DIK
concerto speciale

Una serata d’eccezione che vedrà calcare le scene del Teatro Vittoria, il gruppo dei Dik Dik, che ha festeggiato nel 2016 i cinquant’anni di carriera con un nuovo album. Veri e propri messaggeri della musica, il gruppo è formato da “ragazzi” normali. Tutti e tre lavoravano come operai e hanno realizzato i propri sogni.
La band che ha accompagnato a più riprese Lucio Battisti e per la quale l’artista ha scritto numerosi e significativi brani, sarà protagonista di un concerto spettacolo che ne racconta la collaborazione e l’amicizia, passando dalle canzoni storiche a quelle arrangiate per loro. Una magica atmosfera della durata di circa un’ora per ripercorrere attraverso le melodie, ricordi, gioie e momenti importanti di un periodo molto importante per l’ Italia.

TEATRO VITTORIA / ATTORI & TECNICI - Piazza S. Maria Liberatrice 10, 00153 Roma (Testaccio)
9 maggio 2017 ore 21.00

Info e prenotazioni: telefono 06 5740170 - 06 5740598
Sito web: www.teatrovittoria.it


Compagnia Teatrotredici
SE DEVI DIRE UNA BUGIA DILLA GROSSA
commedia brillante in due atti di Ray Cooney
Traduzione Maria Teresa Petruzzi
Per gentile concessione della MTP Concessionari Associati srl Roma
Regia Maria Cristina D’Abbraccio
scene e costumi Enrica Coccia

Com’è difficile tradire la moglie quando si è personaggi in vista, quando il tradimento si deve consumare in un albergo affollato, tra coincidenze fortuite e intrecci comici! Scritta dal geniale Ray Cooney, la commedia è ambientata in un albergo di lusso, dove il gioco delle porte ha facile presa e dove l’incalzare della trama, densa d’equivoci e colpi di scena, rende la vicenda ricca di divertimento e situazioni paradossali. Il sottosegretario De Mitri convince, nonostante la presenza della moglie Natalia, il suo segretario Girini ad organizzargli un incontro galante con Susanna, segretaria della Fao.
E poiché proprio all’inizio il portaborse commette un errore di identità, ne consegue una girandola di situazioni tutte legate dal filo doppio della risata.

TEATRO PARIOLI PEPPINO DE FILIPPO - Via Giosuè Borsi 20, 00197 Roma
Venerdì 12 maggio 2017 ore 21.00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 8073040
Sito web: www.parioliteatro.it

 

ALL WE NEED IS LOVE - A BEATLES EXPERIENCE
I Beatles a Roma sono: Martino Pirella, Simone Mariani, Luigi Abramo, Francesco Cavalluzzo, Francesco Pradella

Nel 1967 i Beatles cantarono in mondovisione “All you need is love” lanciando un messaggio umanitario , di cui quest’anno si festeggiano i cinquant’anni, pieno di speranza e valori di solidarietà.
Per quest’occasione Fondazione Telethon con il Teatro Parioli De Filippo e il progetto tributo I Beatles a Roma, sabato 13 maggio 2017 alle ore 21 presentano“ALL WE NEED IS LOVE - A BEATLES EXPERIENCE”, un evento imperdibile per gli amanti della grande musica e dell’impegno per la ricerca scientifica: una serata dedicata alla musica e allo spirito dei Beatles Un appuntamento ricchissimo: musica live, la storia dei Beatles raccontata dal vivo, ospiti, vinili originali e mostra di rarità beatlesiane a cura di uno dei più grandi collezionisti italiani ed esposizione di abiti d’epoca.
Musica live, quindi, ma non solo, secondo lo stile inconfondibile cui il gruppo capitolino I Beatles a Roma ha ormai abituato i loro numerosi fans: racconti, curiosità, ospiti, mostre di memorabilia originali e di abiti d’epoca tutto nella prestigiosa cornice del Teatro Parioli De Filippo.
Mostra di rarità e memorabilia beatlesiane a cura di Giampietro D’Ercole
Esposizione di abiti d’epoca a cura di La Cappelliera, Lo Specchificio, Vintage di famiglia
Si ringrazia per la realizzazione EBIT-Ente Bilaterale del Terziario Roma e Provincia
L’evento è patrocinato dai Beatlesiani D’Italia Associati

I Beatles a Roma
I Beatles a Roma sono ormai una delle realtà musicali e teatrali ispirate ai Beatles più dinamiche ed originali della Capitale. Dal marzo 2010 ad oggi hanno pensato, scritto, costruito e messo in scena numerosi spettacoli con grande successo di pubblico. Nata da un’idea di Simone Mariani, Lorenzo Mazzè, e Martino Pirella e con Luigi Abramo, la formazione ha visto la partecipazione di numerosi ospiti, musicisti ed appassionati dei Beatles.
Oggi I Beatles a Roma è un gruppo di showmen che insieme pensano, scrivono e interpretano, rigorosamente live, ogni spettacolo o esibizione insieme a Francesco Cavalluzzo e Francesco Pradella.
Hanno ormai un folto e fedele pubblico di sostenitori (oltre 5.000 nella pagina Facebook), che li seguono con entusiasmo durante ogni esibizione e spettacolo, dagli esordi fino ai grandi successi degli ultimi anni (Rome Together , Beatlemania!, I Beatles a Roma 50 anni fa, e tanti altri) e durante le loro numerose serate nei principali locali di musica dal vivo.
De I Beatles a Roma si sono occupati ampiamente stampa, televisione e radio sia con servizi e commenti sugli spettacoli, sia con partecipazioni live in diretta. Tra le performance più originali (a cui il Tg2 ha dedicato un intero servizio) va ricordato il “Concerto sul tetto”, un happening con una grande partecipazione di pubblico, che ha rievocato e celebrato il famoso Rooftop Concert de I Beatles sul tetto della Apple nel 1969.
Fondazione Telethon è una delle principali charity biomediche italiane, nata nel 1990 per iniziativa di un gruppo di pazienti affetti da distrofia muscolare. La sua missione è di arrivare alla cura delle malattie genetiche rare grazie a una ricerca scientifica di eccellenza, selezionata secondo le migliori prassi condivise a livello internazionale. Ad oggi grazie alla Fondazione Telethon sono state messe a punto terapie per alcune malattie rare prima considerate incurabili. Per saperne di più consulta telethon.it

TEATRO PARIOLI PEPPINO DE FILIPPO - Via Giosuè Borsi 20, 00197 Roma
Sabato 13 maggio 2017 ore 21.00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 8073040
Sito web: www.parioliteatro.it


Ancora in scena

Ritratto d’Artista / Lucia Calamaro
LA VITA FERMA
Sguardi sul dolore del ricordo
dramma di pensiero in tre atti
scritto e diretto da Lucia Calamaro
con Riccardo Goretti, Alice Redini, Simona Senzacqua
assistenza alla regia Camilla Brison - scene e costumi Lucia Calamaro
contributi pitturali Marina Haas - direttore tecnico Loic Hamelin
Produzione Sardegna Teatro, Teatro Stabile dell’Umbria, Teatro di Roma
coproduzione Festival d’Automne à Paris / Odéon-Théâtre de l’Europe in collaborazione con La Chartreuse - Centre national des écritures du spectacle e il sostegno di Angelo Mai e PAV

Scrittura in scena con Lucia Calamaro, autrice e regista romana dallo sguardo inesorabile, ma che resta sempre leggero ed efficace nello scandagliare la psiche umana. Considerata anello di congiunzione tra teatro e letteratura, il suo è un talento irrequieto e prolifico, sussultante e pervasivo, che non abbandona mai l’attenzione sulla singolarità della “vita”, dentro quelle vicende quotidiane in cui si snodano flussi di coscienza, intimi fantasmi, scavi lucidi e struggenti, ma divertiti e tragici allo stesso tempo.

Così, dal 3 al 21 maggio il Teatro di Roma le dedica una “personale” nell’ambito della rassegna Ritratto d’artista, presentando al Teatro India un trittico attraverso cui declinare il suo percorso creativo. Dall’ultimo spettacolo LA VITA FERMA (dal 3 al 14 maggio), che porta in scena lo strappo irriducibile tra i vivi e i morti, una riflessione sul dolore-ricordo di chi non c’è più, profondamente reinventato da chi invece vive; alla riproposta di due precedenti lavori, L’ORIGINE DEL MONDO (dal 16 al 18, vincitore di tre Premi Ubu nel 2012) e TUMORE (dal 19 al 21). Un attraversamento dentro la sua scrittura che parla una lingua autoriale, fluviale, esplosiva, dove il pensiero e l’inconscio sono contemporaneamente ascoltabili.

Si inizia con LA VITA FERMA: Sguardi sul dolore del ricordo (dramma di pensiero in tre atti), dal 3 al 14 maggio, dove il “ricordo” è il cuore pulsante dello spettacolo che accoglie e sviluppa il problema della difficile e dolorosa gestione interiore dei morti. Un’indagine sulla sensazione che le perdite lasciano in ognuno di noi, su quelle reminiscenze che la nostra mente rielabora. «Una riflessione aperta sul lutto che ne deriva – racconta la regista – la cui elaborazione non è detto sia l’unica soluzione, anzi, là dove una certa vulgata psicologizzante di malcerte origini freudiane comanda, esige, impone di assegnare il più velocemente possibile al proprio desiderio un oggetto nuovo per rimpiazzare l’oggetto perso, forse è lì che interviene un racconto, anche uno piccolo come questo, pratica del singolare per antonomasia, a sdoganare il diritto di affermare la tragica e radicale insostituibilità di ogni oggetto d’amore perso, di ogni persona cara scomparsa». Uno spazio mentale dove si inscena uno squarcio di vita di tre vivi qualunque – padre, madre, figlia – attraverso l’incidente e la perdita.

TEATRO INDIA - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi), Roma
Dal 3 al 14 maggio 2017
Orario spettacoli: ore 20, domenica ore 18
Durata spettacolo: I atto 50 minuti - II atto 60 minuti - III atto 35 minuti
Biglietti: da 10 € a 20 € (RITRATTO D’ARTISTA CARD: 32 € per 4 ingressi)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 684 00 03 11 / 14
Sito web: www.teatrodiroma.net


La Bilancia Produzioni presenta
NON RUBATECI I SOGNI
scritto e diretto da Bernardino de Bernardis

con Luca Buongiorno (Enrico), Bernardino de Bernardis (Don Angelo), Mauro De Maio (Salvatore), Francesca Di Meglio (Mariagrazia), Ciro Formisano (Boss), Martin Loberto (Alessandro), Coky Ricciolino (aiuto boss), Angela Ruggiero/ElenaVerde (Donna Assunta)

Cosa succederebbe se un prete napoletano particolarmente timoroso, dopo vent’anni lontano dalla sua città di origine, venisse trasferito proprio in quel quartiere difficile dove ha vissuto la sua adolescenza? Don Angelo è un prete che ha condotto l’intera vita pastorale nella tranquilla valle Aurina in Trentino, immerso tra gente ordinata e pacifica, ma quando viene trasferito nel quartiere della provincia napoletana in cui è nato, l’iniziale entusiasmo dovrà fare i conti con la precaria e problematica realtà fatta di miseria e sotterfugi.
Inizierà cosi per lui una seconda vita che lo metterà di fronte a quel passato inconsapevolmente rimosso e ai continui soprusi che la sua comunità è costretta a subire, come quello dell’abbattimento del teatro che le istituzioni vogliono compiere per far posto a un centro commerciale dietro la cui iniziativa, in realtà, si nasconde la mano crudele della delinquenza locale.
Per convincere la comunità ad appoggiare la lotta contro l'abbattimento del teatro, Don Angelo porterà alcuni ragazzi della sua parrocchia a mettere in scena uno spettacolo teatrale che racconti le loro vite, le loro difficoltà, insomma che sia un grido contro la cultura della violenza e della sopraffazione. Ma come tutti i "capitano, oh mio capitano" della letteratura, Don Angelo non troverà la strada spianata e dovrà fare i conti con il proprio timore e la propria natura titubante. Contemporaneamente, anche la comunità farà i conti con il proprio atteggiamento servile, con quel capo chino con cui ha lasciato che la delinquenza tenesse in mano le redini della propria vita.
Sotterfugi, improbabili stratagemmi, paure e ipocondrie fanno da cornice alla perenne lotta tra il bene e il male, in cui si alternano personaggi che, dietro l’apparente leggerezza, nascondono ferite mai completamente rimarginate.
Sarà dunque un semplice spettacolo di teatro a restituire dignità a questi protagonisti che non avevano la vocazione dell'eroe e a riscattare esistenze marginali che non hanno mai pensato di avere qualcosa da dire. Ma d'altronde, non è forse questo il ruolo del teatro?

TEATRO DE’ SERVI - Via del Mortaro 22 (ang. Via del Tritone), Roma
Dal 25 aprile al 14 maggio 2017
Biglietti: platea 22€ - galleria 18€
Orario spettacoli: da martedì a venerdì ore 21, sabato ore 17.30 e 21, domenica ore 17.30, lunedì riposo

Info e prenotazioni: telefono 06.6795130
Sito web: www.teatroservi.it


NON AVER PAURA … È Solo Uno Spettacolo
Scritto da Eduardo Aldan
Progetto artistico di Gianluca Ramazzotti
Diretto da Ricard Reguant
Versione italiana di Franco Ferrini
Con: Claudia Genolini, Luca Basile, Yaser Mohamed
E con la partecipazione di Gianni Garko

Un nuovo entusiasmante e rinfrescante spettacolo sulle nostre paure infantili, un viaggio nel terrore, scritto e diretto dal geniale Eduardo Aldan, il cui obiettivo è che lo spettatore provi una sensazione di inquietudine e paura in un luogo dove abitualmente si sente al sicuro; in una comoda poltrona di teatro. Un esperimento squisitamente teatrale attualmente di grande successo in Spagna, Messico e Portogallo con pubblico e critica entusiastiche. Una trama e un’ambientazione sorprendenti, terrore psicologico ed effetti speciali, sono gli ingredienti di questa nuova e appassionante avventura, che divertirà e appassionerà anche il pubblico italiano. Ma se qualcuno pensa che sia solo uno spettacolo e per questo motivo sia difficile spaventarsi, si sbaglia. Mai puoi sentirti al sicuro in un teatro, perché in realtà non conosci chi ti sta seduto dietro.

“Non aver paura” scritto da Eduardo Aldàn, e diretto da Ricard Reguant e' un successo spagnolo della scorsa stagione a Madrid oltre che campione d'incassi in America Latina. La versione Italiana tradotta e adattata da Franco Ferrini (sceneggiatore tra gli altri, di c'era una volta in America e numerosi film di Dario Argento) su progetto di Gianluca Ramazzotti cerca di riportare in Italia un genere che si è' solito vedere in cinema e quasi mai in teatro: “l’horror”. Lo spettacolo, che vanta la presenza come Maestro di Cerimonia l’ attore Gianni Garko, noto volto del cinema italiano degli anni ’60 e ’70 di film di culto come, tra gli altri: ”Sartana”, “ 10.000 dollari per un massacro”, “La notte dei diavoli”, “Sette note in nero”, “Uomo a metà”, attraverso un sapiente uso del linguaggio scenico, spiazza, sorprende e destabilizza il pubblico suggerendo terrore psicologico, fino a immergerlo in un grande e spaventoso momento teatrale.
Però se qualcuno dovesse pensare che si tratti “solo di uno spettacolo teatrale” (come dichiara il sottotitolo dello stesso) e che non ci sia niente da temere, si sbaglia di grosso. “Non potrai mai sentirti sicuro in un teatro, perché non sai ma chi siede dietro di te”. Lo spettacolo sarà in scena dal 20 Aprile al Teatro Ghione una scelta dovuta anche all’affascinante storia che non tutti conoscono, distrutto dal Grande Incendio del 1915 in via delle Fornaci dove persero la vita 23 persone, ricostruito successivamente, è da anni luogo di eventi paranormali e sorprendenti.

TEATRO GHIONE - Via delle Fornaci 37, 00165 Roma
20 aprile | 14 maggio 2017
Il botteghino è aperto tutti i giorni dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 19.30
Biglietti: intero platea 27, intero galleria 20, riduzione 16 Euro
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 6372294 - 06 39670340
Sito web: www.teatroghione.it


OLD TIMES
Vecchi Tempi
di Harold Pinter
traduzione di Alessandra Serra
regia Michael Rodgers
con Christine Reinhold, Lisa Vampa, Marco S. Bellocchio
creative consultant Robert Castle
scenografia Mauro Radaelli
costumi VerdeLilla e Maurizio Baldassari
assistente alla regia Gianpiero Pitinzano
light design Claudio De Pace
Scene Ferrante Aporti
Illustratore Roberto Ronchi
Grafica Veronica Woolf
Musica originale 'Lui e Lei' di Piero Umiliani
produzione Teatro Primo Studio - Film Beyond

Una coppia sposata da vent’anni riceve la visita di una vecchia amica della moglie. Nella conversazione si insinuano i ricordi, e gli interrogativi si fanno sempre più pressanti. Chi dice la verità? Chi mente e a chi? Forse è tutto un sogno? Oppure è un inganno della memoria?
Come spesso accade in Pinter, il protagonista della pièce è il passato: inconsistente, contraddittorio e di conseguenza inconoscibile. “Vecchi tempi” drammatizza il problema dell’impossibilità di conoscere il passato mettendo in scena un triangolo di personaggi/avversari che si danno battaglia su ciò che è realmente accaduto.
Nella loro fattoria adibita a residenza di campagna Deeley e Kate, quarantenni benestanti, parlano di Anna e attraverso la loro conversazione in un certo senso la evocano. Anna è la donna con cui Kate ha conosciuto l’effervescente Londra degli anni cinquanta. Anna è stata probabilmente l’unica amica di Kate e un tempo forse ne ha posseduto il cuore.
Per il marito Deeley, spinto prima dalla curiosità e poi da un dichiarato timore, questa donna rappresenta una minaccia al proprio lineare rapporto matrimoniale. Fra Deeley e Anna dunque la lotta è inevitabile. Inizialmente Deeley, canticchiando vecchi motivi, cerca la sua complicità, ma poi sempre più livido di fronte alle due donne sprofondate nella rievocazione del passato, Deeley sputa in faccia ad Anna un disgusto che non trova altra origine se non nella paura. Chi alla fine soccomba, Pinter non lo dice.
“In realtà, come spesso accade in Pinter, non sapremo nemmeno se Anna sia davvero ospite in casa di Deeley e Kate, o non sia piuttosto una proiezione delle fantasie della coppia, o se addirittura Anna e Kate non rappresentino in realtà due facce diverse di una stessa donna. Perché come dice Pinter il passato è ciò che tu ricordi, che immagini di ricordare, che ti convinci di ricordare, oppure fingi di ricordare.
É una storia semplice, dove in realtà non succede nulla. Ma si tratta di Harold Pinter, il maestro del non-detto, del silenzio, della pausa. Lʼambivalenza di ogni possibile interpretazione della definizione, la violenza in potenza, la minaccia degli intrusi, lʼarte della guerra portata avanti tramite le parole,
il bisogno mai sopito di esercitare il proprio potere su qualcuno, lʼinteresse per gli eventi passati: tutto questo è maestosamente incastonato allʼinterno di una strana e distorta civiltà che induce a porsi delle domande senza aver mai la possibilità di trovare delle risposte.
Le domande sono lʼaspetto che più mi interessa della pièce. Fin dal principio ci troviamo davanti a una situazione che esige la partecipazione dello spettatore. Pinter non ci lascia mai “al di fuori” dallʼopera: ci assilla e ci costringe a farci delle domande tramite i suoi personaggi, che riflettono le questioni non risolte nella nostra vita.
Ovviamente, da regista, a un certo punto bisogna fare delle scelte e ciò diventa particolarmente difficile sapendo che la moltitudine delle ambiguità di significato è quello che Pinter voleva ottenere. Tale è stato e rimarrà il mio obiettivo nel percorso registico”.
Dalle note di regia di Michael Rodgers

Durata spettacolo 75’

TEATRO DEI CONCIATORI - Via dei Conciatori 5, 00154 Roma
2 | 14 maggio 2017
Orario Spettacoli: dal martedì al sabato ore 21,00 domenica ore 18,00
Biglietti: € 18,00 + tessera obbligatoria di 2 €
Riduzioni per i lettori di Saltinaria

Info e prenotazioni: Tel. 06.45448982 – 06.45470031 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. -
Sito web: www.teatrodeiconciatori.it


Bags Entertainmentpresenta
Barbara Foria in
VOLEVO UNA CENA ROMANTICA…E L’HO PAGATA IO
di B. Foria, D. Ceva, M. Rossi, G. Ricciardi
regia Claudio Insegno

Barbara, la bella partenopea, reduce dal grande successo di Colorado con i suoi esilaranti monologhi e per la parodia di Scianel di Gomorra che ha spopolato sul web, voce femminile di RTL 102,5 e è sicuramente un’artista a 360°.
Dopo il grande successo al Teatro Manzoni e Leonardo di Milano, approda per la prima volta alla Sala Umberto di Roma nella stagione 2016/2017 con il suo nuovo spettacolo Volevo una cena romantica…e l’ho pagata io! con la regia di Claudio Insegno.
Barbara Foria, con il suo stile vulcanico, irriverente e schietto, si è sempre contraddistinta come paladina dell’universo femminile. In Volevo una cena romantica... e l'ho pagata io! l'artista partenopea porta in scena il meglio del suo repertorio. “Se l’uomo e la donna non si possono sopportare perché allora si cercano, si fidanzano e soprattutto si sposano?” Questi sono solo alcuni degli atroci interrogativi che Barbara Foria si pone nel suo ONE WOMAN SHOW dove rompe gli schemi classici della brava ragazza e mette in piazza i segreti che nessuna donna ha mai osato confessare. La woman in red, rivelazione femminile di Colorado, il programma comico di Italia 1, pronuncia una divertentissima arringa per analizzare il rapporto uomo‐donna, dal primo giorno di idillio amoroso, all'incontro con l’avvocato divorzista. Uno spettacolo esilarante e autoironico rivolto alle donne strizzando l’occhio agli uomini.

Note dell’artista
“Vissero per sempre felici e contenti". Una frase che ha fatto più danni del bastone allungabile per farsi i selfie. Cresciute nel mito di Cenerentola, abbiamo invano cercato il nostro principe azzurro. Perdendo le scarpe, la testa, il cuore. Ma soprattutto perdendo tempo. Perché oggi un principe azzurro non lo trovi neanche col tom tom!! Se riscrivessero quelle favole oggi, probabilmente i finali sarebbero diversi: il Principe sceglierebbe una MILF, la Bella Addormentata, stufa di attendere che qualcuno venga a risvegliarla, partirebbe per i Caraibi con le amiche di WhatsApp, e Aladdin scapperebbe col genio e i soldi, lasciando Jasmine in braghe di tela!!! I miti ci hanno fottute. Il romanticismo è morto, Cupido si è ritirato a vita privata e l'amore è in prognosi riservata. Eppure noi donne ci ostiniamo a cercarlo: forse per colpa di Danny Zuko, che nel finale di Grease si toglie la canottiera da coatto e, per amore di Sandy, indossa il maglioncino da bravo ragazzo. Forse è per colpa di Richard Gere in Pretty Woman che in pieno Ventunesimo secolo, ancora si aspetta alla finestra un Richard su una limousine bianca? Di certo ogni donna sogna di vivere una storia da 9 settimane e1/2...mentre per gli uomini una settimana con te basta e avanza! I tempi sono cambiati: una volta gli uomini ti offrivano la cena. Ora devi pagare tu e ti tocca pure andarli a prendere. Il femminismo ha fatto più danni della Lehman Brothers. Eppure avremmo dovuto capirlo subito. Il principe azzurro non poteva essere l'uomo ideale. Perché un tizio biondino, su un cavallo bianco, che va in giro con una calzamaglia azzurra attillata di certo non è un mito da volere sposare. Quella scarpetta di vernice... non le aveva scelte a caso!

TEATRO SALA UMBERTO - Via della Mercede 50, Roma
Dal 2 al 14 maggio 2017
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17
Biglietti: Prezzi da 32€ a 23€

Info e prenotazioni: telefono 06 6794753
Sito web: www.salaumberto.com


LA PIÙ LUNGA ORA
Memoria di Dino Campana. Poeta, pazzo
Scritto e diretto da Vinicio Marchioni
Con Vinicio Marchioni, Milena Mancini, Ruben Rigillo
Musiche composte e eseguite dal vivo da Ruben Rigillo
E la canzone Sognando di Don Backy
Produzione TEATRO ELISEO

Il mondo si sta distruggendo, la poesia lo salverà

Dino Campana. Un poeta, un pazzo, un viaggiatore, un manesco, un intellettuale, un uomo che ha fatto mille mestieri.
I Canti Orfici, la sua unica composizione poetica, hanno illuminato la letteratura europea del Novecento e Carmelo Bene definiva Campana il suo poeta preferito. Canti Orfici che Campana ha riscritto a memoria, sforzo che ha definitivamente piegato il suo già precario equilibrio mentale, dopo che due editori di Firenze avevano perduto il manoscritto originale.

Dino Campana conclude la sua esistenza nel manicomio di Castelpulci a Scandicci nel 1932, dopo quattordici anni di internamento.
Cosa fa un Poeta, un viaggiatore, un malato di schizofrenia o più semplicemente un uomo che ha vissuto e scritto come Dino Campana, in un manicomio per quattordici anni? Come fa un uomo a sopravvivere a se stesso e alla propria esistenza rinchiuso in un manicomio per quattordici anni?
“Essere è essere percepiti” scriveva Beckett. Si vive attraverso lo sguardo degli altri, e quando gli altri non ci guardano più si ha solo la possibilità di raccontare la propria storia, a se stessi, per assicurarsi, o illudersi, che quella storia sia esistita realmente.
Come a “memoria” ha riscritto il suo capolavoro perché “se lo riscrivevo potevo esistere”; dalla sua memoria emerge anche la figura di Sibilla Aleramo, poetessa, donna dalla vita altrettanto burrascosa e drammatica. Emergono i suoi ricordi personali di donna intrecciati a quelli de l’amato Dino; per Alda Merini “innamorati del proprio dolore”.
Dino Campana, uomo prima che poeta, nella sua camera da quattordici anni nella sua più lunga ora di vita, forse l’ultima (il primo titolo scelto da Campana per i Canti Orfici era “Il più lungo giorno”), assieme alla voce di Sibilla Aleramo, donna prima che poetessa, ad alleviare o acuire le sue pene.
Non certo uno spettacolo di ricordi intellettuali o aneddotici quindi, ma uno spettacolo-concerto per voci e musica attraverso il cuore di Campana mentre cerca di ridirsi la vita, di ri-viverla, di ri-metterla in scena per non perdere la memoria di se stesso.
Per scoprire che non c’è nulla che possa far morire l’istinto alla poesia in ognuno di noi.
Per provare a dire, come Campana, che solo la poesia salverà il mondo.
(Vinicio Marchioni)
Durata: 1 ora e 20 minuti
Lo spettacolo proseguirà le repliche al Teatro Tor Bella Monaca dal 26 al 28 maggio.

TEATRO PICCOLO ELISEO - Via Nazionale 183, 00184 Roma
Da mercoledì 3 a domenica 21 maggio 2017
Orario spettacoli: martedì, primo mercoledì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00 - mercoledì e domenica ore 17.00
Biglietti: prezzi da 21 € a 15 €
Riduzioni e agevolazioni a norma di legge

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 83510216, www.vivaticket.it
Sito web: www.teatroeliseo.com


UNPERCENTO - Punizione ad Affetto
Testo di Francesco Stella
Regia di Valerio Groppa
Con Enzo Casertano, Fabio Avaro e la partecipazione straordinaria di Giorgia Trasselli
Aiuto Regia Bertilla Polverini
Disegno Luci Maximiliano Lumachi
Scene Tiziana Liberotti
Musiche Luca Sgamas
Produzione Centro Teatrale Artigiano

La pièce prende il via da un incontro inaspettato al settimo piano della stanza quarantasei di una clinica romana, dove Hans, bidello napoletano, ha un appuntamento alle dodici, al quale è stato convocato tramite una lettera anonima. Anche Sesto, allenatore romano di calcio di bassa categoria, è stato invitato con una lettera anonima a presentarsi nella stessa stanza alle ore dodici. I due non si sono mai visti prima e nella stanza trovano solo una bara chiusa. Non un fiore, non un biglietto, nulla. Sono solo loro due e una bara. Sarà un’affascinante e misteriosa donna a guidarli verso la scoperta del motivo per il quale sono stati convocati. Da soli, infatti, avrebbero avuto solo l’un per cento di possibilità di capirlo.
“Unpercento - Punizione ad Affetto” è una divertente commedia degli equivoci che tra situazioni comiche e paradossali fin dall’inizio gioca sul confronto di due comicità storiche come quella napoletana e romana, comicità che non stride con la nota di mistero che attraversa tutto il racconto tenendo alta la tensione e la curiosità nello spettatore. Chi c’è nella bara? Chi è la donna misteriosa? A queste domande risponderà piano piano il racconto. La storia si sviluppa infatti in varie direzioni spinta da colpi di scena che daranno le risposte, arrivando a toccare note dolci e anche malinconiche, tirando fuori dai vari personaggi caratteri inizialmente nascosti.
“E’ una commedia molto divertente, ma anche coraggiosa, in cui si trattano dei temi importanti e delicati come la malattia, l'abbandono, il perdono – spiega il regista - Con gli interpreti e con l'autore Francesco Stella abbiamo deciso di esserlo, coraggiosi, in un periodo artistico in cui forse si strizza un po' troppo l'occhiolino al pubblico. Ho avuto piacere a mescolare come nella vita la voglia di ridere, ma mai fine a se stessa, sempre con un senso di verità che aggiunge anche un pizzico di cinismo. Non è forse così che viviamo la nostra esistenza?”
Una storia dunque dalle tinte accese che non dimentica però l'importanza di approfondire tematiche importanti, come ad esempio quella del riscatto che sembra essere fondamentale per tutti i personaggi del racconto. Il presente di ognuno è infatti segnato dal proprio percorso ma c’è sempre un momento, un'occasione, per far pace con il passato e ricominciare da capo mantenendo sì la memoria, ma non il rancore. Una commedia di sentimenti in cui si ride molto ma sempre con attenzione ai contenuti e ai temi importanti della vita.

TEATRO SETTE - Via Benevento 23, 00161 Roma
Dal 2 maggio al 14 maggio 2017
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21; domenica ore 18
Biglietti: 24 euro intero, 18 euro ridotto

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 442.36.382 - Ufficio promozioni Compagnia cell. 347 6809323
Sito web: www.teatro7.it


Gianluca Guidi e Giampiero Ingrassia in
TAXI A DUE PIAZZE
di Ray Cooney
regia Gianluca Guidi
Con Gianluca Guidi, Giampiero Ingrassia
con Renato Cortesi
e con Silvia Delfino, Francesca Bellucci, Claudio Zanelli, Stefano Bontempi
regia Gianluca Guidi
versione italiana di Jaja Fiastri
scene di Nicola Cattaneo
luci di Stefano Lattavo
costumi di Lisa Gastoni
musiche Gianluca Guidi
progetto artistico Gianluca Ramazzotti
direzione artistica Gianluca Guidi
Produzione Ente Teatro Cronaca VesuvioTeatro

Un classico della commedia brillante in cui scambi di persona, suspense, ritmi mozzafiato, doppi sensi e situazioni al limite del paradosso garantiscono due ore di puro divertimento.
È Taxi a due piazze, spettacolo nato dall’ironica penna del commediografo inglese Ray Cooney, che Gianluca Guidi e Giampiero Ingrassia porteranno in scena dal 5 al 14 maggio al Teatro Marconi (dal venerdì alla domenica).
La pièce ha debuttato a Londra 31 anni fa ed è rimasta in scena senza interruzioni fino al 1992. In Italia divenne subito popolare con Johnny Dorelli nella versione di Garinei e Giovannini, in seguito con suo figlio, Gianluca Guidi, prima diretto da Gigi Proietti e poi regista lui stesso.
In questa nuova messa in scena, sulla versione italiana di Jaja Fiastri, Guidi, che cura anche le musiche, è ancora regista e guida un cast affiatato formato da Renato Cortesi, Silvia Delfino, Francesca Bellucci, Claudio Zanelli, Stefano Bontempi. La produzione di Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro si avvale delle scene di Nicola Cattaneo, le luci di Stefano Lattavo e i costumi di Lisa Gastoni.

La trama
Il protagonista di Taxi a due piazze è il tassista Mario Rossi (interpretato da Gianluca Guidi), uomo dall’aspetto ordinario, vita semplice, bella casa, moglie innamorata, abitudini consolidate. Una vita talmente serena che Mario l'ha moltiplicata per due! Bigamo soddisfatto, infatti, vive con la moglie Carla a piazza Risorgimento e con la moglie Barbara a piazza Irnerio. Grazie ai turni del suo lavoro e ad una pianificazione perfetta di orari e spostamenti, tutto scorre felicemente, con le due donne totalmente inconsapevoli l’una dell’altra. Quando però, a causa di un banale colpo alla testa, il tassista viene ricoverato in ospedale e fornisce due indirizzi di residenza diversi, iniziano i guai.
Tra giornalisti curiosi, vicini di casa invadenti e ispettori di polizia chiamati ad indagare, la situazione si complica e da qui in poi sarà tutto un susseguirsi di equivoci, coincidenze, bugie a catena, scambi di identità, brillanti trovate e scombinati errori nel tentativo forsennato e sempre più difficile di nascondere la verità.
Un crescendo inarrestabile di situazioni assurde e di ritmo incalzante che porteranno a un finale brillantemente spiazzante. Al fianco di Mario Rossi, Walter Fattore (interpretato da Giampiero Ingrassia), sfaccendato vicino di casa che, saputa la verità sulla bigamia dell’amico, si ritroverà suo malgrado complice e protagonista delle situazioni più comiche e imbarazzanti.

TEATRO MARCONI - Viale Guglielmo Marconi 698e, Roma
Dal 5 al 14 maggio 2017
Orario spettacoli: venerdì e sabato ore 21, domenica ore 17,30
Biglietti: intero 24€, ridotto 20€

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 59.43.554
Sito web: www.teatromarconi.it


MotusArti presenta
IL DOLCE INGANNO DELL'AMORE
scritto e diretto da Maurizio Canforini
Con Maurizio Canforini, Alessia Tona, Antonello Coggiatti, Angela De Prisco e Valerio Rota

Riccardo e Valeria si incontrano, si scontrano, si piacciono ma lo negano a loro stessi e agli altri. Quando finalmente stanno per avvicinarsi, ci si mette di mezzo WhatsApp...
Il dolce inganno dell'Amore è una commedia romantica che, sin dal suo debutto del 2014, emoziona il pubblico per la sua natura ironica e sognante.
È impossibile non immedesimarsi nella vicenda sentimentale dei due protagonisti e non sorridere di fronte alla verve comica degli altri personaggi che ruotano intorno a loro. Lo spettacolo perfetto per chi ha voglia di innamorarsi.

TEATRO L'AURA - Vicolo di Pietrapapa 64, Roma
Dal 4 al 14 maggio 2017
Orario spettacoli: giovedì - sabato ore 21.00, domenica ore 18.00
Biglietti: Intero 13.00 + 2.00 (tessera associativa), Ridotto 10.00 + 2.00 (tessera associativa)

Info e prenotazioni: telefono 06-83777148 – 3464703609, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrolaura.org


Lillo & Greg in
LILLO&GREG BEST OF
Con Vania Della Bidia, Chiara Sani e il maestro Attilio Di Giovanni
Scritto e diretto da Lillo & Greg

Lillo & Greg Best of mette in scena un frizzante “varietà” che ripropone tutti cavalli di battaglia della famosa coppia comica tratti dal loro repertorio teatrale, televisivo e radiofonico.
Ma non solo: nuovi esilaranti sketch dedicati al pubblico affezionato.
Una miscela esclusiva ed esilarante rappresentata da tutto il meglio di Lillo & Greg!
Musica, sketch, poesie, trailer… intrattenimento puro… questo lo sfavillante, arguto e irresistibile repertorio firmato Lillo & Greg!
Atto unico.

TEATRO OLIMPICO - Piazza Gentile da Fabriano 17, Roma
Dal 5 al 14 maggio 2017
Orario spettacoli: giovedì 11, venerdì 12 e sabato 13 maggio ore 21, domenica 14 maggio ore 17,30
Biglietti: prezzi da 43 a 23 euro

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 326 5991
Sito web: www.teatroolimpico.it


THE CARNAGE - I CANNIBALI
di Max Caprara

Con un cast d’eccezione composto da Max Caprara, Stefano Ambrogi, Antonella Alessandro e Alessandra Muccioli, “The Carnage” è una commedia che segna una svolta nel panorama teatrale italiano, una tragicommedia sull'assurdità dei nostri valori sociali, sul vuoto che riempie di mille cose inutili la nostra vita e sulle esilaranti menzogne con cui ci giustifichiamo. Un gioiello di comicità firmato Max Caprara che apre una finestra sulle drammaturgie europee inalando nuova linfa nel nostro teatro.
In scena Max Caprara, di recente nella fiction dell’anno “Rocco Schiavone", Stefano Ambrogi, tra i protagonisti di “Lo chiamavano Jeeg Robot”, insieme al talento straordinario di Antonella Alessandro (voce italiana tra l'altro di Selma e Patty dei Simpson) e Alessandra Muccioli. Quattro attori che daranno vita a dei personaggi che il pubblico difficilmente riuscirà a dimenticare.
“La situazione – afferma Max Caprara - ruota attorno ad una cena alla quale una coppia invita i nuovi vicini, gli unici in un palazzo ormai disabitato, col singolare pretesto di voler regalare loro un criceto per il figlio. Ma nulla è ciò che sembra... le loro buone maniere e le loro formalità iniziano a sgretolarsi davanti all'evidenza del nulla che li circonda, il vuoto del quartiere ormai abbandonato, l'assenza della cena a domicilio che tarda ad arrivare, il figlio eternamente e misteriosamente chiuso a chiave in camera sua, il vuoto stesso della gabbia dove in realtà non c'è nessun criceto; nessuno inoltre vuole confessare di aver perduto il lavoro e quindi un ruolo nella società, continuando a mentire e millantare impieghi tanto complessi quanto misteriosi.
Ed è proprio il desiderio di verità che facendosi largo nel corso della commedia scatenerà una reazione autodifensiva progressivamente violenta incontrollata perché la verità delle cose minaccia la loro consolante vuota autorappresentazione e i loro valori costruiti sul nulla e farà degenerare la serata verso un finale tanto imprevedibile quanto paradossale al punto da far risultare evidente come, in mancanza della fantomatica cena "occitana francese", i commensali finiscano per "divorarsi" a vicenda in un rituale dionisiaco di auto disintegrazione. Mossa da un ritmo sferzante sempre imprevedibile e da una straordinaria aderenza alle nevrosi e alle velleità espresse dalle nostre società borghesi, The Carnage - I Cannibali è una felice combinazione di rappresentazione cinica ma realistica della nostra società del nostro concetto di famiglia ed educazione, con una scrittura intensamente comica e una sapienza teatrale che si rifà ai canoni classici della migliore commedia di costume rappresentando quattro personaggi che difficilmente il pubblico potrà dimenticare una volta spente le luci del palcoscenico”.

TEATRO DELL’ANGELO - via Simone de Saint Bon 19, Roma
Dal 4 al 21 maggio 2017
Orario spettacoli: dal giovedì al sabato ore 21.15, domenica ore 17.30

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06/37513571- 06/37514258
Sito web: www.teatrodellangelo.it


Compagnia 8P Management presenta
IL CONTO E' SERVITO
di Sara Vannelli
regia Paola Tiziana Cruciani
Con Corrado Tedeschi, Nino Formicola, Alessandra Schiavoni, Roberta Garzia, Barbara Abbondanza, Martina Carletti, Simone Villani, Andrea Zanacchi
Scenografia: Alessandro Chiti
Costumi: Adele Bargilli

Metti una sera a cena: un politico ambizioso, un Nobel per la pace, una psicologa confusa, una bigotta rifatta, una colf obesa, una social dipendente con un fratello sessuomane … il menù non può che essere esilarante!
Una commedia brillante dal ritmo crescente che svela segreti e desideri di una classe benestante costretta a fare i conti con la realtà.
Nell’atmosfera noir della notte di Halloween, a colpi di dolcetti e scherzetti, l’incomunicabilità regnerà sovrana, ma le sorprese non si fanno aspettare.

TEATRO NINO MANFREDI - Via Dei Pallottini 10, Ostia Lido
Dal 2 al 14 maggio 2017
Orario spettacoli: 2, 3, 4, 5, 6, 9, 11, 12 maggio ore 21; 7, 10, 14 maggio ore 17.30; 13 maggio ore 17.30 e 21.00
Biglietti: Platea: Intero 24.00, Ridotto 21.00; Galleria: Intero 21.00; Ridotto 18.00

Info e prenotazioni: telefono 06 56 32 48 49, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroninomanfredi.it


Antonello Costa in
NON CI POSSO CREDERE
con Annalisa Costa e Pierre Bresolin
Regia Antonello Costa

Quante volte abbiamo usato la frase non ci posso credere... per un incontro inaspettato... per un bel voto o una promozione sul posto di lavoro..... e cosa ha spinto Antonello Costa a chiamare cosi il suo nuovo spettacolo? “I miei 30 anni di carriera coincidono con 30 anni di attività del teatro Manzoni??!! Bisogna festeggiare: Non ci posso credere!!!”
Sta dando vita quindi ad un varietà in grande stile con soubrette, un numeroso corpo di ballo (Licia Cricchi, Marica Galli, Agata Moschini e Elisa Milani) sarà accompagnato sulla scena da Annalisa Costa e Pierre Bresolin.
Canzoni, personaggi, macchiette, balli come nella migliore tradizione, il tutto condito dal talento di Antonello che ballerà il tip tap sulle note di Vecchio Frack di Domenico Modugno. Non mancherà di coinvolgere il pubblico ricordando Renato Carosone. o attraverso l'incontro di Totò e Charlie Chaplin, di Renato Rascel e Petrolini, di Chaplin e Michael Jackson.
Molti i personaggi che incontreremo del suo repertorio, come il siculo Don Antonino, Tony Fasano, ballerino di salsa, Sergio il cugino esaurito, Hamed, e tanti altri ancora...
Antonello sa coniugare tanto mestiere con un'approfondita conoscenza del varietà storico che è stata la base sulla quale ha costruito il suo spessore con amore e scuola. E come dichiara spesso: “il talento non è solo una dote, io ho fatto tutto con serietà, passione, studio e lavoro, senza intraprendere scorciatoie, di questo ne vado fiero”.
Antonello Costa è un vero artista che crea e tiene vivo il varietà.
Assisteremo ad uno spettacolo coinvolgente, divertente, assolutamente da non perdere.

TEATRO MANZONI - Via Monte Zebio 14/c, Roma
Dal 20 aprile al 14 maggio 2017
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21 sabato ore 17-21 domenica ore 17.30., lunedì riposo. Martedì 9 maggio ore 19, giovedì 11 maggio ore 17 e ore 21
Biglietti: intero euro 25, ridotto euro 22

Info e prenotazioni: telefono 06-3223634
Sito web: www.teatromanzoni.info


Gianni Ferreri, Daniela Morozzi, Giancarlo Ratti in
TERAPIA TERAPIA
da un soggetto di Roberto Nobile
una commedia di Augusto e Toni Fornari, Andrea Maia, Roberto Nobile, Vincenzo Sinopoli
regia Augusto Fornari

Ninì Serpiello, (Gianni Ferreri) e Lucia Montello, (Daniela Morozzi) sono interapia di coppia per cercare di salvare il loro litigiosissimo matrimonio.
Si sono rivolti dopo aver tentato, senza successo, di risolvere con altri terapisti, al Dottor Mauro Angeli, (Giancarlo Ratti) stimato psicologo del settore, considerato un salva-coppie per l’alta percentuale di successi delle sue terapie.
Ma i Serpiello non sanno che proprio in questo periodo anche lo Psicologo vive una gravissima crisi matrimoniale.
Cosa può accadere se i problemi della coppia si intrecciano con quelli dell’analista?
Fra equivoci, litigi, svelamenti, tenerezze, “Terapia Terapia” affronta, in chiave comica ma non superficiale, le commedie e i drammi del matrimonio attraverso un viaggio analitico, da Freud alla sfogliatella napoletana.

TEATRO GOLDEN - Via Taranto 36, Roma
Dal 18 aprile al 14 maggio 2017
Orario Spettacoli: martedì, giovedì, venerdì, sabato ore 21, domenica ore 17
Biglietti: intero € 26,00 + € 4 di prevendita; ridotto € 22,00 + € 3 di prevendita

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06.70.49.38.26
Sito web: www.teatrogolden.it


I DUE NEMICI INTIMI
di John Tremblay
con Flavio De Paola, Maria Cristina Gionta, Emiliano Ottaviani, Antonio Coppola.
Regia Flavio De Paola

Un affascinante imprenditore casualmente assiste ad un tentato omicidio, durante una manifestazione. Un incontro con una donna misteriosa e le relazioni intime che ne seguiranno, scaturiranno una serie di eventi esilaranti che faranno sempre di più appassionare lo spettatore alla storia.

TEATRO DEGLI AUDACI - Via Giuseppe De Santis 29, Roma
Dal 4 al 21 maggio 2017
Orario spettacoli: dal giovedì al sabato ore 21, domenica ore 18
Biglietti: € 28,00/ 16,00 biglietto intero - € 12,00 biglietto ridotto (più € 2,00 di prenotazione e prevendita)

Info e prenotazioni: telefono 06 94376057 - 339.6095598
Sito web: www.teatrodegliaudaci.it


WASHINGTON SQUARE
(Storie Americane)
uno spettacolo di Giancarlo Sepe
ispirato al romanzo di Henry James

Lo spettacolo, presentato dalla Compagnia Orsini in collaborazione con la Compagnia del Teatro La Comunità diretta da Giancarlo Sepe, è interpretato da Sonia Bertin, Marco Imparato, Silvia Maino, Pietro Pace, Emanuela Panatta, Federica Stefanelli, Guido Targetti, Adele Tirante e con Pino Tufillaro. Le scene e i costumi sono di Carlo De Marino, le musiche sono a cura di Davide Mastrogiovanni e Harmonia Team, il disegno luci è di Guido Pizzuti.
Washington Square con il sottotitolo Storie Americane è, nello spettacolo di Sepe, un pamphlet dedicato alla lotta delle donne americane per ottenere la parità dei diritti. Un viaggio al femminile nella storia americana tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento.
Al centro della storia Catherine Sloper, minuta, insignificante e scialba di cui il padre, famoso medico della città, ne soffre le pochezze intellettuali e caratteriali, e che malvolentieri si trascina dietro per feste e balli.
In un ballo appunto la ragazza incontra Morris un bel ragazzo che si dice innamorato e pronto a sposarla. Il dottor Sloper si oppone energicamente, sicuro che il giovane sia più attratto dal suo patrimonio che dalla bellezza della figlia, inesistente.
Si scontra però con l’ostinazione di Catherine che cerca di sposare consapevolmente l’uomo "sbagliato", per esercitare il proprio diritto all’autodeterminazione, contro il parere dell'integerrimo padre e contro la società perbenista e puritana dei salotti “bene” di una New York tra la guerra di secessione e i primi anni Venti.
In Storie Americane, le vicende della più che benestante famiglia Sloper, si incastonano con quella delle famiglie che, emigrate dall’Europa, hanno creato il Nuovo Mondo, sopportando ogni tipo di disagio e di lotta per arrivare ad ottenere una terra e creare il loro futuro.
La scena è quella di una sala del museo cittadino dove le storie si dipanano tra cerimonie, matrimoni, funerali, nascite, esecuzioni, e feste nazionali, manifestazioni di suffragette, canzoni e ballate, in un susseguirsi di visioni del pensiero e della realtà cittadina, che al pari della storia della famiglia Sloper, si racconta tra solennità religiose e balli, agnizioni (l’apparizione dei familiari defunti) e romanze musicali, tutti alle prese con la nuova società americana: ingenua, puritana e violenta.
“James è uno scrittore essenziale e cattivo, che condanna senza ascoltare ragioni o alibi, egli fa dei sentimenti dei veri e propri mostri che popolano la mente dei suoi personaggi e gli ambienti dove essi vivono. James non concede tregua ai nostri sentimenti che hanno voglia di raccontarsi, invece che essere liquidati con piccole esternazioni cupe e cattive (come fa il dottor Sloper), egli non concede spazi alla festa dell’amore, la chiude invece in una esperienza di morte da cui non riesce più a liberarsi, una morte fatta di silenzi e di remissione dei peccati, quelli di sopravvivere a chi non c’è più. Si dice sempre che quelli che vanno via sono i migliori, allora quelli che restano non contano nulla, sono innocue figure fatte di dabbenaggini e di animi popolari che non amano le raffinatezze. Resta un’America che si celebra pensando però più ai morti che ai vivi” (Giancarlo Sepe)

TEATRO LA COMUNITA’ - Via G. Zanazzo 1, Roma
Dal 30 marzo al 7 maggio 2017
Orario spettacoli: giovedì, venerdì e sabato ore 21, domenica ore 18
Biglietti: Intero € 15,00 - Ridotto €10,00
Tessera associativa € 3,00

Info e prenotazioni: telefono 06 581 7413 - 329 167 7203, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrolacomunita.com

 

Articolo di: Isabella Polimanti

Nell’ambito della rassegna Ritratto d’Artista il Teatro di Roma dedica una personale alla regista Lucia Calamaro. Al Teatro India presenterà un trittico del suo percorso creativo. Si comincia con LA VITA FERMA, una intensa e profonda riflessione sul dolore e sul ricordo “reinventato” di chi non c’è più.

L’impossibilità di conoscere il passato è il fulcro attorno a cui si misurano i personaggi di OLD TIMES Vecchi Tempi, intensa drammaturgia di Harold Pinter in scena al Teatro dei Conciatori con la regia di Michael Rodgers.

La travolgente comicità di Barbara Foria, diretta da Claudio Insegno, sarà in scena al Teatro Sala Umberto. VOLEVO UNA CENA ROMANTICA…E L’HO PAGATA IO è uno spettacolo esilarante che analizza con pungente umorismo ed autoironia i rapporti di coppia, nel percorso che va dall’inizio della storia d’amore fino al divorzio.

Attesissimo il ritorno di Massimo Ranieri al Teatro Sistina. Dopo il successo delle scorse stagioni torna SOGNO E SON DESTO…IN VIAGGIO, uno spettacolo di musica e teatro, con novità e sorprese, dedicato agli ultimi e ai sognatori.

Buona musica anche al Teatro Vascello nello spettacolo-concerto dedicato all’opera musicale di Francesco Guccini. GUCCIO! da un’idea di Giuseppe Gandini e Roberto Manuzzi, con le canzoni eseguite dal vivo da Marco Morandi, Luca Longhini e Roberto Manuzzi.

Ancora in scena al Teatro De’ Servi una commedia imperdibile. NON RUBATECI I SOGNI, scritto, diretto e interpretato da Bernardino de Bernardis è una commedia brillante ed emozionante, un inno al diritto di sognare. Uno spettacolo che con leggerezza e grande efficacia tratta il difficile tema del riscatto. In scena insieme a Bernardino de Bernardis e ad Angela Ruggiero un cast di attori giovani e talentuosi. Consigliatissimo!

Tutti i dettagli sugli spettacoli in scena a Roma, all’interno dell’articolo.

Buona visione!

 

Ritratto d’Artista / Lucia Calamaro
LA VITA FERMA
Sguardi sul dolore del ricordo
dramma di pensiero in tre atti
scritto e diretto da Lucia Calamaro
con Riccardo Goretti, Alice Redini, Simona Senzacqua
assistenza alla regia Camilla Brison - scene e costumi Lucia Calamaro
contributi pitturali Marina Haas - direttore tecnico Loic Hamelin
Produzione Sardegna Teatro, Teatro Stabile dell’Umbria, Teatro di Roma
coproduzione Festival d’Automne à Paris / Odéon-Théâtre de l’Europe in collaborazione con La Chartreuse - Centre national des écritures du spectacle e il sostegno di Angelo Mai e PAV

Scrittura in scena con Lucia Calamaro, autrice e regista romana dallo sguardo inesorabile, ma che resta sempre leggero ed efficace nello scandagliare la psiche umana. Considerata anello di congiunzione tra teatro e letteratura, il suo è un talento irrequieto e prolifico, sussultante e pervasivo, che non abbandona mai l’attenzione sulla singolarità della “vita”, dentro quelle vicende quotidiane in cui si snodano flussi di coscienza, intimi fantasmi, scavi lucidi e struggenti, ma divertiti e tragici allo stesso tempo.

Così, dal 3 al 21 maggio il Teatro di Roma le dedica una “personale” nell’ambito della rassegna Ritratto d’artista, presentando al Teatro India un trittico attraverso cui declinare il suo percorso creativo. Dall’ultimo spettacolo LA VITA FERMA (dal 3 al 14 maggio), che porta in scena lo strappo irriducibile tra i vivi e i morti, una riflessione sul dolore-ricordo di chi non c’è più, profondamente reinventato da chi invece vive; alla riproposta di due precedenti lavori, L’ORIGINE DEL MONDO (dal 16 al 18, vincitore di tre Premi Ubu nel 2012) e TUMORE (dal 19 al 21). Un attraversamento dentro la sua scrittura che parla una lingua autoriale, fluviale, esplosiva, dove il pensiero e l’inconscio sono contemporaneamente ascoltabili.

Si inizia con LA VITA FERMA: Sguardi sul dolore del ricordo (dramma di pensiero in tre atti), dal 3 al 14 maggio, dove il “ricordo” è il cuore pulsante dello spettacolo che accoglie e sviluppa il problema della difficile e dolorosa gestione interiore dei morti. Un’indagine sulla sensazione che le perdite lasciano in ognuno di noi, su quelle reminiscenze che la nostra mente rielabora. «Una riflessione aperta sul lutto che ne deriva – racconta la regista – la cui elaborazione non è detto sia l’unica soluzione, anzi, là dove una certa vulgata psicologizzante di malcerte origini freudiane comanda, esige, impone di assegnare il più velocemente possibile al proprio desiderio un oggetto nuovo per rimpiazzare l’oggetto perso, forse è lì che interviene un racconto, anche uno piccolo come questo, pratica del singolare per antonomasia, a sdoganare il diritto di affermare la tragica e radicale insostituibilità di ogni oggetto d’amore perso, di ogni persona cara scomparsa». Uno spazio mentale dove si inscena uno squarcio di vita di tre vivi qualunque – padre, madre, figlia – attraverso l’incidente e la perdita.

TEATRO INDIA - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi), Roma
Dal 3 al 14 maggio 2017
Orari spettacolo: ore 20, domenica ore 18
Durata: I atto 50 minuti - II atto 60 minuti - III atto 35 minuti
Biglietti: da 10 € a 20 €_ RITRATTO D’ARTISTA CARD: 32 € per 4 ingressi

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 684 00 03 11 / 14
Sito web: www.teatrodiroma.net


OLD TIMES
Vecchi Tempi
di Harold Pinter
traduzione di Alessandra Serra
regia Michael Rodgers
con Christine Reinhold, Lisa Vampa, Marco S. Bellocchio
creative consultant Robert Castle
scenografia Mauro Radaelli
costumi VerdeLilla e Maurizio Baldassari
assistente alla regia Gianpiero Pitinzano
light design Claudio De Pace
Scene Ferrante Aporti
Illustratore Roberto Ronchi
Grafica Veronica Woolf
Musica originale 'Lui e Lei' di Piero Umiliani
produzione Teatro Primo Studio - Film Beyond

Una coppia sposata da vent’anni riceve la visita di una vecchia amica della moglie. Nella conversazione si insinuano i ricordi, e gli interrogativi si fanno sempre più pressanti. Chi dice la verità? Chi mente e a chi? Forse è tutto un sogno? Oppure è un inganno della memoria?
Come spesso accade in Pinter, il protagonista della pièce è il passato: inconsistente, contraddittorio e di conseguenza inconoscibile. “Vecchi tempi” drammatizza il problema dell’impossibilità di conoscere il passato mettendo in scena un triangolo di personaggi/avversari che si danno battaglia su ciò che è realmente accaduto.
Nella loro fattoria adibita a residenza di campagna Deeley e Kate, quarantenni benestanti, parlano di Anna e attraverso la loro conversazione in un certo senso la evocano. Anna è la donna con cui Kate ha conosciuto l’effervescente Londra degli anni cinquanta. Anna è stata probabilmente l’unica amica di Kate e un tempo forse ne ha posseduto il cuore.
Per il marito Deeley, spinto prima dalla curiosità e poi da un dichiarato timore, questa donna rappresenta una minaccia al proprio lineare rapporto matrimoniale. Fra Deeley e Anna dunque la lotta è inevitabile. Inizialmente Deeley, canticchiando vecchi motivi, cerca la sua complicità, ma poi sempre più livido di fronte alle due donne sprofondate nella rievocazione del passato, Deeley sputa in faccia ad Anna un disgusto che non trova altra origine se non nella paura. Chi alla fine soccomba, Pinter non lo dice.
“In realtà, come spesso accade in Pinter, non sapremo nemmeno se Anna sia davvero ospite in casa di Deeley e Kate, o non sia piuttosto una proiezione delle fantasie della coppia, o se addirittura Anna e Kate non rappresentino in realtà due facce diverse di una stessa donna. Perché come dice Pinter il passato è ciò che tu ricordi, che immagini di ricordare, che ti convinci di ricordare, oppure fingi di ricordare.
É una storia semplice, dove in realtà non succede nulla. Ma si tratta di Harold Pinter, il maestro del non-detto, del silenzio, della pausa. Lʼambivalenza di ogni possibile interpretazione della definizione, la violenza in potenza, la minaccia degli intrusi, lʼarte della guerra portata avanti tramite le parole,
il bisogno mai sopito di esercitare il proprio potere su qualcuno, lʼinteresse per gli eventi passati: tutto questo è maestosamente incastonato allʼinterno di una strana e distorta civiltà che induce a porsi delle domande senza aver mai la possibilità di trovare delle risposte.
Le domande sono lʼaspetto che più mi interessa della pièce. Fin dal principio ci troviamo davanti a una situazione che esige la partecipazione dello spettatore. Pinter non ci lascia mai “al di fuori” dallʼopera: ci assilla e ci costringe a farci delle domande tramite i suoi personaggi, che riflettono le questioni non risolte nella nostra vita.
Ovviamente, da regista, a un certo punto bisogna fare delle scelte e ciò diventa particolarmente difficile sapendo che la moltitudine delle ambiguità di significato è quello che Pinter voleva ottenere. Tale è stato e rimarrà il mio obiettivo nel percorso registico”.
Dalle note di regia di Michael Rodgers
Durata spettacolo 75’

TEATRO DEI CONCIATORI - Via dei Conciatori 5, 00154 Roma
Dal 2 al 14 maggio 2017
Biglietti: € 18,00 + tessera obbligatoria di 2 €
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 18
Riduzioni per i lettori di Saltinaria!

Info e prenotazioni: telefono 06.45448982 - 06.45470031, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrodeiconciatori.it


Bags Entertainment presenta
Barbara Foria in
VOLEVO UNA CENA ROMANTICA…E L’HO PAGATA IO
di B. Foria, D. Ceva, M. Rossi, G. Ricciardi
regia Claudio Insegno

Barbara, la bella partenopea, reduce dal grande successo di Colorado con i suoi esilaranti monologhi e per la parodia di Scianel di Gomorra che ha spopolato sul web, voce femminile di RTL 102,5 e è sicuramente un’artista a 360°.
Dopo il grande successo al Teatro Manzoni e Leonardo di Milano, approda per la prima volta alla Sala Umberto di Roma nella stagione 2016/2017 con il suo nuovo spettacolo Volevo una cena romantica…e l’ho pagata io! con la regia di Claudio Insegno.
Barbara Foria, con il suo stile vulcanico, irriverente e schietto, si è sempre contraddistinta come paladina dell’universo femminile. In Volevo una cena romantica... e l'ho pagata io! l'artista partenopea porta in scena il meglio del suo repertorio. “Se l’uomo e la donna non si possono sopportare perché allora si cercano, si fidanzano e soprattutto si sposano?” Questi sono solo alcuni degli atroci interrogativi che Barbara Foria si pone nel suo ONE WOMAN SHOW dove rompe gli schemi classici della brava ragazza e mette in piazza i segreti che nessuna donna ha mai osato confessare. La woman in red, rivelazione femminile di Colorado, il programma comico di Italia 1, pronuncia una divertentissima arringa per analizzare il rapporto uomo‐donna, dal primo giorno di idillio amoroso, all'incontro con l’avvocato divorzista. Uno spettacolo esilarante e autoironico rivolto alle donne strizzando l’occhio agli uomini.

Note dell’artista
“Vissero per sempre felici e contenti". Una frase che ha fatto più danni del bastone allungabile per farsi i selfie. Cresciute nel mito di Cenerentola, abbiamo invano cercato il nostro principe azzurro. Perdendo le scarpe, la testa, il cuore. Ma soprattutto perdendo tempo. Perché oggi un principe azzurro non lo trovi neanche col tom tom!! Se riscrivessero quelle favole oggi, probabilmente i finali sarebbero diversi: il Principe sceglierebbe una MILF, la Bella Addormentata, stufa di attendere che qualcuno venga a risvegliarla, partirebbe per i Caraibi con le amiche di WhatsApp, e Aladdin scapperebbe col genio e i soldi, lasciando Jasmine in braghe di tela!!! I miti ci hanno fottute. Il romanticismo è morto, Cupido si è ritirato a vita privata e l'amore è in prognosi riservata. Eppure noi donne ci ostiniamo a cercarlo: forse per colpa di Danny Zuko, che nel finale di Grease si toglie la canottiera da coatto e, per amore di Sandy, indossa il maglioncino da bravo ragazzo. Forse è per colpa di Richard Gere in Pretty Woman che in pieno Ventunesimo secolo, ancora si aspetta alla finestra un Richard su una limousine bianca? Di certo ogni donna sogna di vivere una storia da 9 settimane e1/2...mentre per gli uomini una settimana con te basta e avanza! I tempi sono cambiati: una volta gli uomini ti offrivano la cena. Ora devi pagare tu e ti tocca pure andarli a prendere. Il femminismo ha fatto più danni della Lehman Brothers. Eppure avremmo dovuto capirlo subito. Il principe azzurro non poteva essere l'uomo ideale. Perché un tizio biondino, su un cavallo bianco, che va in giro con una calzamaglia azzurra attillata di certo non è un mito da volere sposare. Quella scarpetta di vernice... non le aveva scelte a caso!

TEATRO SALA UMBERTO - Via della Mercede 50, Roma
Dal 2 al 14 maggio 2017
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17
Biglietti: prezzi da 32€ a 23€

Info e prenotazioni: telefono 06 6794753
Sito web: www.salaumberto.com


RA.mA 2000 International s.r.l presenta
Massimo Ranieri in
SOGNO E SON DESTO…IN VIAGGIO
Uno spettacolo ideato e scritto da Gualtero Peirce e Massimo Ranieri

Dopo il successo delle scorse stagioni, il nuovo spettacolo teatrale di Massimo Ranieri, nel duplice ruolo di attore e cantante, vedrà ancora in scena, accanto ai suoi successi, novità musicali e sorprese teatrali, con la formula che, nei precedenti spettacoli, ha già conquistato le platee di tutta Italia.
Lo spettacolo, dal titolo giocoso e provocatorio, non sarà dedicato ai vincitori e agli eroi, ma agli ultimi e ai sognatori: gli uomini e le donne cantati dalla musica di Raffaele Viviani e di Pino Daniele; o dal teatro di Eduardo De Filippo e Nino Taranto.

Tra canzoni e monologhi non mancheranno i colpi di teatro: nel recital Ranieri andrà oltre il repertorio della canzone napoletana, interpretando brani dei più celebri cantautori italiani e internazionali: da Fabrizio De Andrè a Francesco Guccini, da Charles Aznavour a Violeta Parra.

TEATRO SISTINA - Via Sistina129, 00187 Roma
Dal 3 al 7 maggio 2017
Biglietti: poltronissima € 60, poltrona e prima galleria € 55, seconda galleria € 49.50, terza galleria € 38.50

Info e prenotazioni: telefono 06.4200711 - 392.8567896, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.ilsistina.it


Balletto di Roma presenta
GIULIETTA E ROMEO
Balletto in due atti dalla tragedia di William Shakespeare
coreografie Fabrizio Monteverde
musiche Sergej Prokofiev
scene Fabrizio Monteverde
light designer Emanuele De Maria

Torna in un riallestimento pensato da Fabrizio Monteverde stesso, il celebre titolo di Balletto di Roma Giulietta e Romeo; una creazione che segue fedelmente il testo di Shakespeare e la celebre partitura di Prokovief, e che riesce comunque ad essere, secondo anche le critiche dell’epoca, straordinariamente e meravigliosamente "asciutta".
Proprio questo è l'aggettivo più adatto alla vocazione di Monteverde ad indagare fino all’essenza centrale e all’essenzialità anche le storie e le emozioni più ampie e senza confini.
La vicenda di Monteverde si sposta dalla fair Verona a un paese italiano mediterraneo - che incarna anche un qualsiasi sud - tra tradizioni, leggi furibonde, inesorabili, sentimenti di odio e di amore sublimi, divisi tra bellezza e ferocia. Ad esasperare ancora di più le emozioni dei personaggi anche il tempo in cui si muovono: non più un medioevo giocoso ed esotico come quello Shakespeariano, non più un medioevo romantico come quello ottocentesco, ma il secondo dopoguerra del Novecento, con tutte le sue tensioni tra tradizionalismo e spinta a ricostruire e rinnovare.
Il titolo "ribaltato" dà l’idea di chi sia al centro dell’azione: Giulietta è qui una giovane donna che, pur vivendo in un paese che prosegue nel suo pensiero conservatore, dimostra una vocazione alla ribellione, che scoprirà amaramente inutile. È Giulietta lo spirito indipendente e audace, che fa innamorare Romeo e lo travolge con il suo anticonformismo. Ma accanto a lei anche due personaggi poco trattati nella tradizione e nell’originale muovono i fili della tragedia: le madri di Giulietta e Romeo. Conservatrici, diverse eppure così simili, muoveranno nell’ombra come due Parche la trama fino all’inevitabile finale.
Un’audace manipolazione del patrimonio originale che non è velleitaria né di "comodo", ma un approfondimento essenziale dei sentimenti e delle idee universali che ancora fanno breccia nei lettori di Shakespeare e che risuonano ancora più forti nella loro traduzione in danza, attraverso la bravura di Fabrizio Monteverde e degli interpreti di Balletto di Roma.
Lo spettacolo ha una durata di 2 ore.

TEATRO QUIRINO VITTORIO GASSMAN - Via delle Vergini, Roma
Dal 2 al 9 maggio 2017
Orario spettacoli: da martedì a sabato ore 21, giovedì 4 e domenica 7 maggio ore 17, venerdì 5 maggio ore 10.30 e ore 21
Biglietti: platea intero € 30, ridotto € 27; I balconata intero € 24, ridotto € 22; II balconata intero € 19, ridotto € 17; galleria intero € 13, ridotto € 12; venerdì 5 maggio ore 10.30 posto unico € 10

Info e prenotazioni: telefono 06.6794585, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroquirino.it


LA PIÙ LUNGA ORA
Memoria di Dino Campana. Poeta, pazzo
Scritto e diretto da Vinicio Marchioni
Con Vinicio Marchioni, Milena Mancini, Ruben Rigillo
Musiche composte e eseguite dal vivo da Ruben Rigillo
E la canzone Sognando di Don Backy
Produzione Teatro Eliseo

Il mondo si sta distruggendo, la poesia lo salverà

Dino Campana. Un poeta, un pazzo, un viaggiatore, un manesco, un intellettuale, un uomo che ha fatto mille mestieri.
I Canti Orfici, la sua unica composizione poetica, hanno illuminato la letteratura europea del Novecento e Carmelo Bene definiva Campana il suo poeta preferito. Canti Orfici che Campana ha riscritto a memoria, sforzo che ha definitivamente piegato il suo già precario equilibrio mentale, dopo che due editori di Firenze avevano perduto il manoscritto originale.

Dino Campana conclude la sua esistenza nel manicomio di Castelpulci a Scandicci nel 1932, dopo quattordici anni di internamento.
Cosa fa un Poeta, un viaggiatore, un malato di schizofrenia o più semplicemente un uomo che ha vissuto e scritto come Dino Campana, in un manicomio per quattordici anni? Come fa un uomo a sopravvivere a se stesso e alla propria esistenza rinchiuso in un manicomio per quattordici anni?
“Essere è essere percepiti” scriveva Beckett. Si vive attraverso lo sguardo degli altri, e quando gli altri non ci guardano più si ha solo la possibilità di raccontare la propria storia, a se stessi, per assicurarsi, o illudersi, che quella storia sia esistita realmente.
Come a “memoria” ha riscritto il suo capolavoro perché “se lo riscrivevo potevo esistere”; dalla sua memoria emerge anche la figura di Sibilla Aleramo, poetessa, donna dalla vita altrettanto burrascosa e drammatica. Emergono i suoi ricordi personali di donna intrecciati a quelli de l’amato Dino; per Alda Merini “innamorati del proprio dolore”.
Dino Campana, uomo prima che poeta, nella sua camera da quattordici anni nella sua più lunga ora di vita, forse l’ultima (il primo titolo scelto da Campana per i Canti Orfici era “Il più lungo giorno”), assieme alla voce di Sibilla Aleramo, donna prima che poetessa, ad alleviare o acuire le sue pene.
Non certo uno spettacolo di ricordi intellettuali o aneddotici quindi, ma uno spettacolo-concerto per voci e musica attraverso il cuore di Campana mentre cerca di ridirsi la vita, di ri-viverla, di ri-metterla in scena per non perdere la memoria di se stesso.
Per scoprire che non c’è nulla che possa far morire l’istinto alla poesia in ognuno di noi.
Per provare a dire, come Campana, che solo la poesia salverà il mondo.
(Vinicio Marchioni)
Durata: 1 ora e 20 minuti
Lo spettacolo proseguirà le repliche al Teatro Tor Bella Monaca dal 26 al 28 maggio.

TEATRO PICCOLO ELISEO - Via Nazionale 183, 00184 Roma
Da mercoledì 3 a domenica 21 maggio 2017
Orario spettacoli: martedì, primo mercoledì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00 - mercoledì e domenica ore 17.00
Biglietti: prezzi da 21 € a 15 €
Riduzioni e agevolazioni a norma di legge

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 83510216, acquisto online www.vivaticket.it
Sito web: www.teatroeliseo.com


FEMME LETALE
scritto e diretto da Natascia Bonacci
cast:
Beatrice Picariello: in FOLIE A DEUX
Martina Di Fazio: in LA SUPER COPPIA
Susanna Stefanizzi: in TUTTA COLPA DI UN VINO FRANCESE.
Maria Antonia Fama: in ACCETTALO

La MCR Art' s Factory e la compagnia teatrale la Maieutica, presentano dal 4 al 7 Maggio al Teatro Trastevere di Roma:
"Femme letale", uno spettacolo coraggioso e potente, scritto e diretto da Natascia Bonacci che vi trasporterà in un gran turbinio emozionale, catapultandovi in un excursus temporale dal '600 ai giorni moderni. Ispirato a fatti di cronaca reali, le nostre protagoniste vi faranno rivivere le vicissitudini di: Denise, donna bellissima ma facilmente manipolabile, che arriverà a compiere il più innaturale e crudele dei gesti; Catherine, elegante dama del '600 con un tetro e cupo amore per le tenebre, l'occulto e il satanismo; Pauline e Juliet, due amiche, adolescenti, morbosamente legate, unione che le porterà a vivere una "follia a due"; Elvira, una dolce e preparata tata, che nasconde tormenti familiari da cui riuscirà energicamente a liberarsi. Lo spettatore vivrà dunque emozioni da cui vorrà prendere le distanze e si confronterà con il buio dell'animo umano. Malesseri sociali, solitudini umane, tragedie antiche e cronache moderne raccontate con coscienza e onestà attraverso l'arte “che per noi rimane l'alibi ideale per diventare persone migliori”.
“Lo spettacolo prende vita dalla necessità della regista di raccontare una storia di violenza familiare, con un finale decisamente non prevedibile, vissuta da lei in prima persona, visto che narra le vicende della sua tata”
Con "Accettalo" si dà inizio a una serie storie, ispirate a fatti realmente accaduti, riadattati in testi teatrali e diretti dalla regista Natascia Bonacci. Donne storicamente e culturalmente inclini alla sopportazione del dolore e alla visione a volte forzata dell'essere vittime: di fatto in "Femme Letale" questo non avviene, piuttosto si assiste ad una sorta di catartica e distorta rivalsa, che inquieta, affascina e farà indubbiamente riflettere.

TEATRO TRASTEVERE - Via Jacopa de Settesoli 3, 00153 Roma
Dal 4 al 7 maggio 2017
Orario spettacoli: martedì-sabato h 21.00, domenica h 17.30

Info e prenotazioni: telefono 06.5814004, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrotrastevere.it


UNPERCENTO - Punizione ad Affetto
Testo di Francesco Stella
Regia di Valerio Groppa
Con Enzo Casertano, Fabio Avaro e la partecipazione straordinaria di Giorgia Trasselli
Aiuto Regia Bertilla Polverini
Disegno Luci Maximiliano Lumachi
Scene Tiziana Liberotti
Musiche Luca Sgamas
Produzione Centro Teatrale Artigiano

La pièce prende il via da un incontro inaspettato al settimo piano della stanza quarantasei di una clinica romana, dove Hans, bidello napoletano, ha un appuntamento alle dodici, al quale è stato convocato tramite una lettera anonima. Anche Sesto, allenatore romano di calcio di bassa categoria, è stato invitato con una lettera anonima a presentarsi nella stessa stanza alle ore dodici. I due non si sono mai visti prima e nella stanza trovano solo una bara chiusa. Non un fiore, non un biglietto, nulla. Sono solo loro due e una bara. Sarà un’affascinante e misteriosa donna a guidarli verso la scoperta del motivo per il quale sono stati convocati. Da soli, infatti, avrebbero avuto solo l’un per cento di possibilità di capirlo.
“Unpercento - Punizione ad Affetto” è una divertente commedia degli equivoci che tra situazioni comiche e paradossali fin dall’inizio gioca sul confronto di due comicità storiche come quella napoletana e romana, comicità che non stride con la nota di mistero che attraversa tutto il racconto tenendo alta la tensione e la curiosità nello spettatore. Chi c’è nella bara? Chi è la donna misteriosa? A queste domande risponderà piano piano il racconto. La storia si sviluppa infatti in varie direzioni spinta da colpi di scena che daranno le risposte, arrivando a toccare note dolci e anche malinconiche, tirando fuori dai vari personaggi caratteri inizialmente nascosti.
“E’ una commedia molto divertente, ma anche coraggiosa, in cui si trattano dei temi importanti e delicati come la malattia, l'abbandono, il perdono – spiega il regista - Con gli interpreti e con l'autore Francesco Stella abbiamo deciso di esserlo, coraggiosi, in un periodo artistico in cui forse si strizza un po' troppo l'occhiolino al pubblico. Ho avuto piacere a mescolare come nella vita la voglia di ridere, ma mai fine a se stessa, sempre con un senso di verità che aggiunge anche un pizzico di cinismo. Non è forse così che viviamo la nostra esistenza?”
Una storia dunque dalle tinte accese che non dimentica però l'importanza di approfondire tematiche importanti, come ad esempio quella del riscatto che sembra essere fondamentale per tutti i personaggi del racconto. Il presente di ognuno è infatti segnato dal proprio percorso ma c’è sempre un momento, un'occasione, per far pace con il passato e ricominciare da capo mantenendo sì la memoria, ma non il rancore. Una commedia di sentimenti in cui si ride molto ma sempre con attenzione ai contenuti e ai temi importanti della vita.

TEATRO SETTE - Via Benevento 23, 00161 Roma
Dal 2 maggio al 14 maggio 2017
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21; domenica ore 18
Biglietti: 24 euro intero, 18 euro ridotto.

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 442.36.382 - Ufficio promozioni Compagnia cellulare 347 6809323
Sito web: www.teatro7.it


Gianluca Guidi e Giampiero Ingrassia in
TAXI A DUE PIAZZE
di Ray Cooney
regia Gianluca Guidi
Con Gianluca Guidi, Giampiero Ingrassia
con Renato Cortesi
e con Silvia Delfino, Francesca Bellucci, Claudio Zanelli, Stefano Bontempi
regia Gianluca Guidi
versione italiana di Jaja Fiastri
scene di Nicola Cattaneo
luci di Stefano Lattavo
costumi di Lisa Gastoni
musiche Gianluca Guidi
progetto artistico Gianluca Ramazzotti
direzione artistica Gianluca Guidi
Produzione Ente Teatro Cronaca VesuvioTeatro

Un classico della commedia brillante in cui scambi di persona, suspense, ritmi mozzafiato, doppi sensi e situazioni al limite del paradosso garantiscono due ore di puro divertimento.
È Taxi a due piazze, spettacolo nato dall’ironica penna del commediografo inglese Ray Cooney, che Gianluca Guidi e Giampiero Ingrassia porteranno in scena dal 5 al 14 maggio al Teatro Marconi (dal venerdì alla domenica).
La pièce ha debuttato a Londra 31 anni fa ed è rimasta in scena senza interruzioni fino al 1992. In Italia divenne subito popolare con Johnny Dorelli nella versione di Garinei e Giovannini, in seguito con suo figlio, Gianluca Guidi, prima diretto da Gigi Proietti e poi regista lui stesso.
In questa nuova messa in scena, sulla versione italiana di Jaja Fiastri, Guidi, che cura anche le musiche, è ancora regista e guida un cast affiatato formato da Renato Cortesi, Silvia Delfino, Francesca Bellucci, Claudio Zanelli, Stefano Bontempi. La produzione di Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro si avvale delle scene di Nicola Cattaneo, le luci di Stefano Lattavo e i costumi di Lisa Gastoni.

La trama
Il protagonista di Taxi a due piazze è il tassista Mario Rossi (interpretato da Gianluca Guidi), uomo dall’aspetto ordinario, vita semplice, bella casa, moglie innamorata, abitudini consolidate. Una vita talmente serena che Mario l'ha moltiplicata per due! Bigamo soddisfatto, infatti, vive con la moglie Carla a piazza Risorgimento e con la moglie Barbara a piazza Irnerio. Grazie ai turni del suo lavoro e ad una pianificazione perfetta di orari e spostamenti, tutto scorre felicemente, con le due donne totalmente inconsapevoli l’una dell’altra. Quando però, a causa di un banale colpo alla testa, il tassista viene ricoverato in ospedale e fornisce due indirizzi di residenza diversi, iniziano i guai.
Tra giornalisti curiosi, vicini di casa invadenti e ispettori di polizia chiamati ad indagare, la situazione si complica e da qui in poi sarà tutto un susseguirsi di equivoci, coincidenze, bugie a catena, scambi di identità, brillanti trovate e scombinati errori nel tentativo forsennato e sempre più difficile di nascondere la verità.
Un crescendo inarrestabile di situazioni assurde e di ritmo incalzante che porteranno a un finale brillantemente spiazzante. Al fianco di Mario Rossi, Walter Fattore (interpretato da Giampiero Ingrassia), sfaccendato vicino di casa che, saputa la verità sulla bigamia dell’amico, si ritroverà suo malgrado complice e protagonista delle situazioni più comiche e imbarazzanti.

TEATRO MARCONI - Viale Guglielmo Marconi 698e, Roma
Dal 5 al 14 maggio 2017
Orario spettacoli: venerdì e sabato ore 21, domenica ore 17,30
Biglietti: intero € 24, ridotto € 20

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 59.43.554
Sito web: www.teatromarconi.it


Compagnia Habitas presenta
L’IMBROGLIETTO
Di Niccolò Matcovich
con Livia Antonelli, Valerio Puppo, un MacBook Pro

A grande richiesta torna al Teatro Studio Uno dal 4 al 7 maggio 2017 “L’Imbroglietto” della Compagnia Habitas, diretto da Niccolò Matcovich con in scena Livia Antonelli, Valerio Puppo e un MacBook Pro. Uno “spudorato” omaggio a Karl Valentin e Liesl Karlstadt, ma anche un irresistibile e coinvolgente “gioco di ruolo” teatrale.
Ispirato dal genio di Karl Valentin e la sua compagna Liesl Karlstadt, nonché dagli "Esercizi di stile" di Queneau e il celebre spettacolo "La lettera" di Paolo Nani, L’imbroglietto è un divertissement che, mettendo in scena l’archetipica coppia, rappresentata da due tipi non ben definiti e con sembianze di clown, riflette “alla leggera” sulla situazione critica che vive il teatro oggi in Italia, in un simpatico gioco al massacro condotto da una sadica bigliettaia sotto mentite spoglie di un MacBook Pro.
In un’infinità di giochi di parole, equivoci, gag esilaranti e spassose, L’Imbroglietto focalizza la sua attenzione sulle contraddizioni, i luoghi comuni, le ingenuità e le cattiverie umane ambientate in ambito teatrale.
Prendete un “grande fratello” in formato robot, due pedine con sembianze di clown e il sottotitolo “variazioni sul tema” (e ce ne saranno delle belle!) e il gioco è pronto: voi siete pronti a giocare?

TEATRO STUDIO UNO (Sala Teatro) - Via Carlo della Rocca 6, Roma
Dal 4 al 7 maggio 2017
Biglietti: ingresso 10 euro (tessera associativa gratuita)
Orario spettacoli: da giovedì a sabato ore 21.00, domenica ore 18.00

Info e prenotazioni: telefono 3494356219 - 3298027943, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrostudiouno.com


MotusArti presenta
IL DOLCE INGANNO DELL'AMORE
scritto e diretto da Maurizio Canforini
Con Maurizio Canforini, Alessia Tona, Antonello Coggiatti, Angela De Prisco e Valerio Rota

Riccardo e Valeria si incontrano, si scontrano, si piacciono ma lo negano a loro stessi e agli altri. Quando finalmente stanno per avvicinarsi, ci si mette di mezzo WhatsApp...
Il dolce inganno dell'Amore è una commedia romantica che, sin dal suo debutto del 2014, emoziona il pubblico per la sua natura ironica e sognante.
È impossibile non immedesimarsi nella vicenda sentimentale dei due protagonisti e non sorridere di fronte alla verve comica degli altri personaggi che ruotano intorno a loro. Lo spettacolo perfetto per chi ha voglia di innamorarsi.

TEATRO L'AURA - Vicolo di Pietrapapa 64, Roma
Dal 4 al 14 maggio 2017
Orario spettacoli: giovedì - sabato ore 21.00, domenica ore 18.00
Biglietti: Intero 13.00 + 2.00 (tessera associativa), Ridotto 10.00 + 2.00 (tessera associativa)

Info e prenotazioni: telefono 06-83777148, 3464703609, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrolaura.org


AIACE
di Ghiannis Ritsos
Traduzione Nicola Crocetti
regia Graziano Piazza
con Viola Graziosi
voce Graziano Piazza
scenografia musicale Arturo Annecchino
costumi Valentina Territo
registrazioni e mix David Benella
assistente alla regia Ester Tatangelo

Aiace di Ritsos è un eroe per forza, umiliato dall'impotenza della ‘normalità’, di ciò che gli altri gli impongono di essere, qui celebrato e interpretato al femminile.
Una donna, forse una proiezione, un miraggio, e un uomo, Aiace, evocato attraverso la voce di lei. Ripercorrono insieme la storia dell'eroe greco, il più valoroso dopo Achille. Pieno di dolore per non essersi aggiudicato le armi di Achille dopo la sua morte, accecato da Atena, Aiace fa strage di greggi, credendo di vendicarsi sugli Achei, ma, tornato in sé, non sa sopravvivere alla vergogna. Dai fasti delle vittorie fino al grottesco tragico epilogo. Pian piano la donna riveste i panni dell'eroe attraverso le sue parole e le sue folli azioni, fino ad assumerne quasi le sembianze. Non più moglie e madre e amante muta e impotente, ma eroina dei nostri giorni.
L'Aiace di Ritsos, scritto tra il 1967 e il 1969, è una rilettura della tragedia di Sofocle attraverso la quale il poeta, considerato tra i più grandi del 900, offre una visione lucida e cruda della sua contemporaneità umana e politica.

“Nel mettere in scena oggi questo testo - spiega il regista Graziano Piazza - ho voluto capovolgerne le parti per interrogare il lato femminile, sensibile dell'eroe, quella voce muta che finalmente arriva al centro della scena e prende parte alla battaglia del vivere. L'Aiace di Ritsos è un eroe per forza, umiliato dall'impotenza della ‘normalità’, di ciò che gli altri gli impongono di essere. Un Uomo che combatte le sue vicende quotidiane, teso verso un percorso mitico, ma a cui il destino fa compiere azioni ridicole e che, infine, scopre la liberazione di perdere ogni cosa. Dramma interiore - continua il regista - di quanto al di là del genere il mito ci abita, ci muove, ci sorprende nelle piccole pieghe quotidiane della nostra esistenza contemporanea, ci permea di grandezza e di impotenza nello stesso tempo”.

TEATRO LO SPAZIO - Via Locri 42/44, Roma
Dal 2 al 7 maggio 2017
Orario spettacoli: ore 20,30 - domenica 7 maggio ore 17
Biglietti: intero 12 euro, ridotto 9 euro, gruppi 5 euro (+ 3 euro di tessera)

Info e prenotazioni: telefono 06 77076486 - 06 77204149, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrolospazio.it


GUCCIO!
uno spettacolo-concerto sull'Opera musicale di Francesco Guccini
da un'idea di Giuseppe Gandini e Roberto Manuzzi
con Valentina Bruscoli e Giuseppe Gandini
canzoni dal vivo di Francesco Guccini eseguite da Marco Morandi, Luca Longhini e Roberto Manuzzi
drammaturgia e regia Giuseppe Gandini
produzione La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello Roma

Lui e Lei, due conoscenti dei tempi dell’Università di Bologna degli anni ‘90, raccontano nel tempo dell’oggi, attraverso due paralleli monologhi interiori, la loro unica comune esperienza: aver partecipato ‘venti anni fa o giù di lì’ ad un concerto di Guccini al palasport di Bologna. Lui come fan sfegatato e speranzoso di sedurre Lei; lei completamente priva di qualsiasi conoscenza gucciniana e assai mal disposta all’evento cui deve partecipare suo malgrado, per non ferire Lui. La narrazione procede parallela e serrata, le sensazioni reciproche descritte sono intervallate e sottolineate dalle varie canzoni classiche e non del Poeta di Pavana. Il tono è quello della commedia, ilare, ma al tempo stesso sincero e profondo.

TEATRO VASCELLO - via Giacinto Carini, 78 – 00152 Roma
2 - 3 maggio 2017
Orario spettacoli: martedì e mercoledì ore 21
Biglietti: Intero € 15,00, Ridotto over 65 e studenti € 12,00 - Servizio di prenotazione € 1,00 a biglietto

Info e prenotazioni: telefono 06.5881021/06.5898031, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrovascello.it


L’ULTIMA MADRE
drammaturgia e regia Giovanni Greco
con Ilaria Genatiempo, Vittoria Faro, Ilenia D’Avenia, Lorenzo Parrotto
musiche Daniela Troilo

Dal romanzo-inchiesta L’ultima madre di Giovanni Greco nato sul campo a Buenos Aires sul tema dei desaparecidos argentini, e nello specifico su quello dell’identità negata, nasce lo spettacolo, prodotto dal Teatro Vittorio Emanuele di Messina con la collaborazione dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica ‘Silvio D’Amico’ e della Compagnia DAF – Teatro dell’Esatta Fantasia, che dopo aver debuttato a Messina con la regia di Giovanni Greco e le musiche di Daniela Troilo, interpretato da Ilaria Genatiempo, Vittoria Faro, Ilenia D’Avenia e Lorenzo Parrotto, viene presentato al Teatro Vascello di Roma dal 5 al 7 maggio.
Scorrono in parallelo, due storie, asimmetriche nel tempo e nello spazio, ma intrecciate indissolubilmente: la vicenda esemplare di una madre-nonna de Plaza de Mayo, Maria Fernandez, casalinga semianalfabeta che diventa, per necessità, una militante rivoluzionaria, arrestata, torturata e esiliata, perché cerca prima i suoi figli, quindi i nipoti, fatti scomparire per motivi politici dalla dittatura della giunta militare argentina di fine anni ’70-primi anni ’80 del secolo scorso.
Accompagnato dalle musiche e le canzoni di Daniela Troilo, la storia di Maria, alla ricerca dei figli e poi dei nipoti, s’intreccia con quella di Mercedes, madre “usurpatrice” e della sua famiglia, il cui dominus è Ignacio Mendoza, vero e proprio burattinaio nascosto di entrambe le storie.
Come accadeva spesso in Sudamerica in quegli anni, i figli dati alla luce in cattività dai ‘sovversivi’ vengono affidati, piccolissimi, a famiglie di militari, in questo caso la famiglia Mendoza, nella quale, Mercedes, l’unica figlia, è sterile. Pablo, Miguel, figli di Maria, e Irene, fidanzata di Pablo, catturati dai militari, vengono eliminati, Irene non prima di aver dato alla luce due gemelli, che crescono come Ignacio Guillermo (detto Nacho) e Maria Magdalena (detta Mari), in una famiglia che non è la loro, all’oscuro di tutto per molti anni, fino ad arrivare alla tragica scoperta della propria vera identità.
Lo spettacolo unisce ai protagonisti del romanzo personaggi realmente esistiti, responsabili delle persecuzioni che vengono interrogati in scena, sulle note del tango di Anibal Troilo rielaborate da Daniela Troilo.
Come nel romanzo, anche nello spettacolo le due storie di Maria e Mercedes, asimmetriche nel tempo e nello spazio, sono intrecciate indissolubilmente tanto che l’una racconterà al pubblico la storia dell’altra.
Ad oggi 117 sono i nipoti ‘recuperati’ grazie al lavoro straordinario delle Nonne di Plaza de Mayo e che attende ancora centinaia di bambini e bambine, oggi uomini e donne, dispersi forse anche in Italia, privati del ‘diritto di assomigliare a sé stessi’, di avere un’identità vera e non ingannevole, una vita autentica e dissequestrata.

“Lo spettacolo è un lungo travaglio che cattura nell’attesa fino all’ultima scena. – spiega Giovanni Greco – Accoglie il pubblico una Maria ormai vecchissima che appare magicamente e simbolicamente incinta. Una gravidanza che contiene tutti gli orrori subiti e le speranze dei protagonisti. Ho voluto alternare le due storie con personaggi realmente esistiti non presenti nel romanzo come un medico e un prete che hanno realmente avuto responsabilità nelle persecuzioni. Lo spettacolo come il libro è dedicato a chi resiste senza speranza, perché con le parole di Ghiannis Ritsos forse è proprio là che comincia la storia umana e, come la chiamano, la bellezza dell’uomo”.

TEATRO VASCELLO - Via Giacinto Carini 78, Roma
Dal 5 al 7 maggio 2017
Orario spettacoli: venerdì e sabato ore 21, domenica ore 18

Info e prenotazioni: telefono 06.5881021/06.5898031, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrovascello.it


Lillo & Greg in
LILLO&GREG BEST OF
Con Vania Della Bidia, Chiara Sani e il maestro Attilio Di Giovanni
Scritto e diretto da Lillo & Greg

Lillo & Greg Best of mette in scena un frizzante “varietà” che ripropone tutti cavalli di battaglia della famosa coppia comica tratti dal loro repertorio teatrale, televisivo e radiofonico.
Ma non solo: nuovi esilaranti sketch dedicati al pubblico affezionato.
Una miscela esclusiva ed esilarante rappresentata da tutto il meglio di Lillo & Greg!
Musica, sketch, poesie, trailer… intrattenimento puro… questo lo sfavillante, arguto e irresistibile repertorio firmato Lillo & Greg!
Atto unico.

TEATRO OLIMPICO - Piazza Gentile da Fabriano 17, Roma
Dal 5 al 14 maggio 2017
Orario spettacoli: venerdì 5 e sabato 6 ore 21, domenica 7 ore 17.30, giovedì 11, venerdì 12 e sabato 13 ore 21, domenica 14 ore 17.30
Biglietti: prezzi da 43 a 23 euro

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 326 5991
Sito web: www.teatroolimpico.it


SAXOPHONISSIMO!
COMEDY SHOW
con
Samuel Maingaud _ Sassofono Alto e Soprano
Michel Oberli _ Sassofono Tenore
Guy Rebreyend _ Sassofono soprano ed Alto
Frederic Saumagne _ Sassofono Baritono
Philippe Martz _ direttore artistico

SAXOPHONISSIMO! non è uno spettacolo tradizionale, ma una frizzante miscela di ottimo cabaret, ritmi coinvolgenti e sensazionali performaces, ospite sul palcoscenico del Teatro Vittoria dal 2 al 7 maggio.
I quattro sassofonisti del gruppo francese Les Désaxés, geniali ed eclettici artisti, propongono gag comiche ed irriverenti, fino a suonare due sax contemporaneamente. Tutto questo, senza però trascurare mai la qualità del suono e dello spettacolo, che risulta un capolavoro di impeccabile bizzarria musicale e stilistica. Nel loro spettacolo i Desaxes creano situazioni non solo comiche, ma anche poetiche e caricaturali, nelle quali la musica prende il posto delle parole ed accompagna la mimica, le sensazioni e i sentimenti dei musicisti. Il sax non è più solo uno strumento musicale ma la continuazione del corpo e delle sue passioni. I gesti, la mimica, il ballo e i suoni formano un tutt'uno armonioso che diverte senza inutili forzature. La componente principale dello spettacolo resta la musica nelle sue diverse forme, da quella classica di Bach e Vivaldi, a quelle delle colonne sonore di film famosi, come Indiana Jones, Love story, Mezzogiorno di fuoco, a quella moderna, dei Blues Brothers e di Bob Marley. Di volta in volta vengono ri-arrangiate dal quartetto e così un brano per Orchestra viene abilmente interpretato dai quattro sassofoni. La musica classica nella sua serietà, viene in un certo senso sdrammatizzata, scardinata dai suoi rigori e passa tranquillamente al Jazz. Uno spettacolo diverso dal solito, che non cade mai nella banalità.

TEATRO VITTORIA / ATTORI & TECNICI - Piazza S. Maria Liberatrice 10, 00153 Roma (Testaccio)
Dal 2 al 7 maggio 2017
Orario spettacoli: ore 21 (mercoledì 3 ore 17; domenica ore 17.30)
Biglietti: intero platea 28, intero galleria 22 (compresi 3 euro di prevendita)
Ridotti in convenzione: platea 21 e galleria 18 (compresi i 3 euro di prevendita)
Promozione gruppi: 1 biglietto cortesia ogni 10 spettatori paganti

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 5740170 - 06 5740598
Sito web: www.teatrovittoria.it


THE CARNAGE - I CANNIBALI
di Max Caprara

Con un cast d’eccezione composto da Max Caprara, Stefano Ambrogi, Antonella Alessandro e Alessandra Muccioli, “The Carnage” è una commedia che segna una svolta nel panorama teatrale italiano, una tragicommedia sull'assurdità dei nostri valori sociali, sul vuoto che riempie di mille cose inutili la nostra vita e sulle esilaranti menzogne con cui ci giustifichiamo. Un gioiello di comicità firmato Max Caprara che apre una finestra sulle drammaturgie europee inalando nuova linfa nel nostro teatro.
In scena Max Caprara, di recente nella fiction dell’anno “Rocco Schiavone", Stefano Ambrogi, tra i protagonisti di “Lo chiamavano Jeeg Robot”, insieme al talento straordinario di Antonella Alessandro (voce italiana tra l'altro di Selma e Patty dei Simpson) e Alessandra Muccioli. Quattro attori che daranno vita a dei personaggi che il pubblico difficilmente riuscirà a dimenticare.
“La situazione - afferma Max Caprara - ruota attorno ad una cena alla quale una coppia invita i nuovi vicini, gli unici in un palazzo ormai disabitato, col singolare pretesto di voler regalare loro un criceto per il figlio. Ma nulla è ciò che sembra... le loro buone maniere e le loro formalità iniziano a sgretolarsi davanti all'evidenza del nulla che li circonda, il vuoto del quartiere ormai abbandonato, l'assenza della cena a domicilio che tarda ad arrivare, il figlio eternamente e misteriosamente chiuso a chiave in camera sua, il vuoto stesso della gabbia dove in realtà non c'è nessun criceto; nessuno inoltre vuole confessare di aver perduto il lavoro e quindi un ruolo nella società, continuando a mentire e millantare impieghi tanto complessi quanto misteriosi.
Ed è proprio il desiderio di verità che facendosi largo nel corso della commedia scatenerà una reazione autodifensiva progressivamente violenta incontrollata perché la verità delle cose minaccia la loro consolante vuota autorappresentazione e i loro valori costruiti sul nulla e farà degenerare la serata verso un finale tanto imprevedibile quanto paradossale al punto da far risultare evidente come, in mancanza della fantomatica cena "occitana francese", i commensali finiscano per "divorarsi" a vicenda in un rituale dionisiaco di auto disintegrazione. Mossa da un ritmo sferzante sempre imprevedibile e da una straordinaria aderenza alle nevrosi e alle velleità espresse dalle nostre società borghesi, The Carnage - I Cannibali è una felice combinazione di rappresentazione cinica ma realistica della nostra società del nostro concetto di famiglia ed educazione, con una scrittura intensamente comica e una sapienza teatrale che si rifà ai canoni classici della migliore commedia di costume rappresentando quattro personaggi che difficilmente il pubblico potrà dimenticare una volta spente le luci del palcoscenico”.

TEATRO DELL’ANGELO - via Simone de Saint Bon 19 - Roma
Dal 4 al 21 maggio 2017
Orario spettacoli: dal giovedì al sabato alle 21.15, domenica alle ore 17,30

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06/37513571- 06/37514258
Sito web: www.teatrodellangelo.it


AUTORI IN COMPAGNIA - progetto di residenza teatrale per autori iscritti al Fondo PSMSAD presenta
Stefania Barca in
ANNA FREUD: un desiderio insaziabile di vacanze
di Roberta Calandra
con la gentile partecipazione di Gianni Oliveri
Scene e costumi Annalisa Di Piero
Regista collaboratore Paolo Orlandelli
Regia Edoardo Siravo

“…Che io sia così, senza desideri, è una vecchia lamentela… Credo che ciò derivi dal fatto che, in me, tutti i miei desideri si sono sempre incontrati con il loro esaudimento e che ho veramente tante più ricchezze degli altri… la causa di ciò è la mia immodestia, che in un primo momento rende i desideri così elevati che la realtà non può mai arrivare a soddisfarli” (Anna Freud)

Il monologo “Anna Freud: un desiderio insaziabile di vacanze” si inserisce con la sua fortunata vittoria presso il prestigioso ‘Premio Tragos’ di Milano, in un anno in cui la revisione della biografia, più che dell’opera freudiana sembra rivestire una fortuna e una molteplicità insolita. Dalla distruzione sistematica di Onfray, al geniale esordio macedone ‘La sorella di Freud’ di Goce Smilevski ad infiniti altri testi minori, la revisione su questo indiscusso colosso del Novecento sembra infatti più vivace e interessante che mai…Per non parlare dell’attuale dibattito odierno sui diritti civili, che la vita di Anna sembra nella sostanza precorrere. Il mio testo narra di Anna, del suo rapporto con il padre, con la famiglia in genere, con la psicoanalisi sua grande passione, con l’amica del cuore Dorothy Burlingham. Il tema che maggiormente mi ha sedotta, all’idea di affrontare un intreccio di tale statura e complessità è quello dei paradossi che si intrecciano dentro una famiglia, il cui capostipite è considerato quasi il padre fondatore di ogni presupposta “normalità”.

In realtà, attraverso uno studio approfondito mi sono resa conto di quanto originale e assolutamente unica sia la miscela della biografia e dell’opera di Anna, considerata quasi una vestale da suo padre stesso… dalla compresenza di tre madri reali e simboliche, alla castità praticamente certa, alla sua quasi letterale incarnazione del complesso di Edipo, alla relazione con un’altra donna definita solo amichevole anzi ‘gemellare’, ma in grado di accompagnare entrambe in una esistenza comunemente dedita ai bambini, fino alla sepoltura delle stesse in urne gemelle, i tanti rischiosi tradimenti, il suicidio di una figlia di Dorothy gelosa della stessa Anna, i tentativi che oggi ci apparirebbero davvero cinematografici di Freud stesso affinché il suo collega Ferenczi trattenesse a Budapest in analisi Robert, il marito disturbato di Dorothy per lasciare sua figlia –che lui stesso definiva ‘ben sistemata’- tranquillamente accanto alla sua amica del cuore, le intricate relazioni tra i sei figli di Sigmund, l’invasione nazista, le analisi se non interminabili di certo assai prolungate e vicendevoli di Freud su sua figlia, poi su Dorothy, di Anna sui bambini di Dorothy, la guerra, le trentasei operazioni alla mascella di Freud sempre assistito amorevolmente e faticosamente da Anna… e tanto altro ancora, che hanno fatto a mio parere della famiglia e delle sue insospettabili connessioni materia di un monologo moderno, avvincente, e di possibile interesse internazionale.

Note di Regia
Non appena mette piede sulla scena, Anna Freud rimuove i teli che coprono i mobili della vecchia casa di famiglia e spalanca l’armadio della memoria, dal quale estrae una miscellanea di ricordi che vanno a comporre il quadro del suo complesso rapporto con il padre Sigmund, con la madre e le sorelle, con la sua compagna Dorothy e con la sua “gemella rivale”, la psicoanalisi, che abbracciò e la rese finalmente madre di moltissimi bambini, nonché degna erede dell’inarrivabile padre. Per accompagnare la sua delicatissima e spietata autoanalisi, abbiamo scelto di assecondare il tempi e i modi della libera associazione, del cammino a ritroso, del flusso di coscienza, puntando la luce lì dove il faro della ragione di Anna decide volta per volta di posarsi.

La scarna e ineffabile presenza del fondatore della psicoanalisi, completa lo scenario della réchèrche di Anna, offrendo agli spettatori delle suggestioni sospese che pesano come macigni.

TEATRO BELLI - Piazza Santa Apollonia 11, Roma
Dal 2 al 7 maggio 2017
Orario spettacoli: dal martedì al sabato alle ore 21, domenica ore 17.30
Biglietti: Intero € 18, Ridotto € 13,00

Info e prenotazioni: telefono 06 5894875, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrobelli.it


REALITY
IL PRIMO TEATRALITY SHOW
Con Diana Abdel Naser, Niccolò Albanese, Cristiano Califano, Simona Cianfarini, Natalia De Maria, Marine Galstyan, Sargis Galstyan, Vittoria Rossi, Yasemin Sannino, Alessandro Sena
e Arnaldo Vacca
Aiuto regia: Simonetta Di Coste

Dietro le quinte di uno studio televisivo, concorrenti arrivati da tutto il mondo si sfidano per vincere il reality più importante della televisione italiana. C’è la cantante internazionale, l’originale coppia di ballerini di tango, la spregiudicata ragazza pronta a tutto per vincere, il musicista di percussioni accompagnato dalla ballerina che si muove sinuosamente sulla sua musica, il giovane e determinato danzatore alla sua prima esperienza importante. Accanto a loro, assistenti e coreografi guidati da un presentatore che ha un unico obiettivo: realizzare lo show più originale e seguito della televisione italiana. A qualsiasi costo.
Reality è uno spettacolo nello spettacolo. Il primo teatrality show. E’ il teatro che parla di televisione. Scritto e diretto da Alessandro Sena, è un racconto sul rapporto che c’è fra il successo e la popolarità, fra il talento e l’ambizione. In scena artisti straordinari che prestano il loro volto a personaggi pronti a tutto per trovare il successo o per ritrovare se stessi. Il canto e la musica di Yasemin Sannino, già nota per le colonne sonore dei film di Ferzan Ozpetek, qui anche attrice, accompagnata dal musicista Cristiano Califano, le vibranti percussioni di Arnaldo Vacca, uno dei più famosi percussionisti italiani, il tango travolgente dei ballerini e attori Marine e Sargis Galstyan, danno vita ad uno spettacolo composto da musica, canto e recitazione, senza però essere un musical. Accanto a loro sul palco le interpretazioni degli attori Diana Abdel Naser, Niccolò Albanese, Simona Cianfarini, Natalia De Maria, Vittoria Rossi e Alessandro Sena che firma anche la regia di uno spettacolo divertente ma al contempo cinico, come tutti i migliori reality.

TEATRO COMETA OFF - Via Luca della Robbia 47 (Testaccio), Roma
Dal 2 al 7 maggio 2017
Orario spettacoli: tutte le sere ore 21, domenica ore 18:30
Biglietti: ridotto 12.50 €, intero 16 € (tessera 2,50 €)

Info e prenotazioni: telefono 06-57284637
Sito web: www.cometaoff.it


B/RIDE
scritto e diretto da Giacomo Sette
ideato e interpretato da Martina Giusti
con Azzurra Lochi e Simone Caporossi
una collaborazione Anonima Sette & Martina Giusti
aiuto regia Azzurra Lochi
contributi al testo Martina Giusti

In scena al Teatro Studio Uno dal 4 al 7 maggio "B/Ride" scritto e diretto da Giacomo Sette, con protagonista Martina Giusti, voce narrante e “burattinaia” di un racconto teatrale ispirato al cortometraggio "Finché morte non ci separi" di Damian Szifron, accompagnata dai “D.Um.Mi.Es.”, Doppi Umani Mitologici Esperimenti, Azzurra Lochi e Simone Caporossi, nei ruoli dei due sposi B. e Pier.
Se una ragazza si sente realizzata nell'idea perfetta di una coppia da cerimonia, cosa le rimane quando questa crolla? E cosa resta del suo compagno? Una vera e propria parabola in cui una sposa, davanti all’evidenza di un tradimento, deciderà di distruggere tutto ciò che aveva progettato mettendo in discussione convenzioni, famiglia, “bon ton". Farà a pezzi l’immagine della “sposa modello” per scoprire una nuova sé e trascinerà in questo vortice anche il suo uomo. Il tutto nel tempo di un ricevimento di nozze.
Aperta la crepa del dubbio, del sospetto, dell'infedeltà e spogliati di macchine d'epoca e fotografie patinate, restano la donna e l'uomo – in tutta la loro imperfezione. La nostra sposa si scoprirà prima adultera, poi violenta, rissosa, vendicativa, e una volta svuotata, pronta per amare. Amare quello sposo adultero, violento, rissoso, vendicativo, svuotato che sarà, di riflesso, pronto per amarla.
Un processo di catarsi, di liberazione da tutto ciò che è preteso come "coppia" per ritrovarsi uno davanti l'altra, non più sposi ma amanti, finalmente sinceri. Liberati da ogni inibizione, mandando all’aria “ciò che si conviene”, i due finalmente si scopriranno. Con gli abiti stropicciati, il trucco colato, il respiro affannato, si guarderanno e si conosceranno. Per la prima volta. Quello sguardo sarà l’inizio di una nuova storia.
“B/RIDE” racconta la distruzione, il brivido di demolire e la meraviglia di rinascere dalle macerie.

TEATRO STUDIO UNO (Sala Specchi) - Via Carlo della Rocca 6, Roma
Dal 4 al 7 maggio 2017
Biglietti: ingresso 10 euro (tessera associativa gratuita)
Orario spettacoli: da giovedì a sabato ore 21, domenica ore 18

Info e prenotazioni: telefono 3494356219 - 3298027943, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrostudiouno.com


SCHIFOSI
L'orchestra vuota
liberamente ispirato all'opera omnia di David Foster Wallace
con Luca Iervolino
regia Rosario Sparno
incursioni sonore Massimo Cordovani
disegno luci Riccardo Cominotto

Torna, dal 5 al 7 maggio, all’Ar.Ma Teatro, lo spazio diretto da Daria Veronese, lo spettacolo che ha aperto la stagione. Schifosi - L'orchestra vuota liberamente ispirato all'opera omnia di David Foster Wallace, vede protagonista Luca Iervolino diretto da Rosario Sparno.
Questi Schifosi sono personaggi torbidi, divertenti quanto autenticamente amorali che si confessano attraverso un originale, candido e violento linguaggio quotidiano e che raccontano la loro realtà. Una visione del mondo che, con sgomento, potremmo scoprire anche nostra.
Protagonisti incapaci di “dare” gratuitamente, di donare, terrorizzati dalla verità, che mantengono i rapporti sociali solo perché sai non si sa mai, in fondo….
Approfondendo la vasta opera di David Foster Wallace, la compagnia crea uno spettacolo che indaga la possibilità di dire quel che non si può dire perché è amorale. I due temi presi in prestito da Wallace sono: la genitorialità e la violenza sulle donne.
Una madre ambiziosa, decisa, disperatamente, a mostrarsi amorevole; un padre frustrato e moribondo che implora una indecente cortesia; un figlio che smette di recitare il ruolo del figlio, perché sa che gli altri sanno che lui sa che gli altri sanno.
Accompagnati dalle “note disturbanti” di Massimo Cordovani e con il disegno luci firmato da Riccardo Cominotto, si ascoltano parole che sono delle vere e proprie rivelazioni.
I componenti di questa famiglia “normale” raccontano, dissacrandolo, il loro rapporto con gli altri e soprattutto con se stessi.

AR.MA TEATRO - via Ruggero di Lauria 22, Roma
Dal 5 al 7 maggio 2017
Orario spettacoli: ore 21, domenica ore 18
Biglietti: 10 euro

Info e prenotazioni: telefono 06 39744093 - cellulare 333 9329662, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


IL CONTRABBASSISTA
tratto da Il Contrabbasso di Suskind
Cast: Tiziano Storti
Regia: Eleonora Cecconi

Uno dei monologhi più arguti, struggenti ed esilaranti degli ultimi 30 anni nati dalla mente geniale di Patrick Suskind, Il Contrabbasso – ormai un classico della drammaturgia mitteleuropea - da cui è tratto Il Contrabbassista della Compagnia Appiccicaticci, sarà in scena dal 5 al 7 maggio al Teatro Manhattan di Roma.
Il protagonista di questo monologo è un contrabbassista, terzo leggìo dell’Orchestra di Stato, diviso fra l’amore e l’odio per questo strumento, fra l’orgoglio di essere lo strumento più importante dell’orchestra e la frustrazione di essere sempre quello dell’ultima fila.
Con un’energia trascinante il contrabbassista oscilla fra la voglia di rivalsa nell’orchestra così come nella vita all’amore per una mezzasoprano, Sarah, per la quale architetterà un folle piano di conquista. L’incessante passare del tempo lo obbliga poi a fare i conti con quelle scelte passate che hanno determinato il suo status di artista, a fare i conti con quello strumento così ingombrante e così decisivo nella sua esistenza, il contrabbasso per l’appunto.
Il Contrabbassista diventa così un flusso di coscienza, un flusso di emozioni e di passioni che travolge lo spettatore proiettandolo con una dolceamara ironia nella parabola tragicomica della vita del protagonista.

TEATRO MANHATTAN - Via del Boschetto 36, Roma (Rione Monti)
Dal 5 al 7 maggio 2017
Orario spettacoli: venerdì 5 e sabato 6 maggio ore 21, domenica 7 maggio ore 18
Biglietti: 10 euro (+ 2 tessera teatro)

Info e prenotazioni: telefono 349.2900839 - Prenotazione obbligatoria: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.appiccicaticci.com


Compagnia 8P Management presenta
IL CONTO E' SERVITO
di Sara Vannelli
regia Paola Tiziana Cruciani
Con Corrado Tedeschi, Nino Formicola, Alessandra Schiavoni, Roberta Garzia, Barbara Abbondanza, Martina Carletti, Simone Villani, Andrea Zanacchi
Scenografia: Alessandro Chiti
Costumi: Adele Bargilli

Metti una sera a cena: un politico ambizioso, un Nobel per la pace, una psicologa confusa, una bigotta rifatta, una colf obesa, una social dipendente con un fratello sessuomane … il menù non può che essere esilarante!
Una commedia brillante dal ritmo crescente che svela segreti e desideri di una classe benestante costretta a fare i conti con la realtà.
Nell’atmosfera noir della notte di Halloween, a colpi di dolcetti e scherzetti, l’incomunicabilità regnerà sovrana, ma le sorprese non si fanno aspettare.

TEATRO NINO MANFREDI - Via Dei Pallottini 10, Ostia Lido (Roma)
Dal 2 al 14 maggio 2017
Orario spettacoli: 2, 3, 4, 5, 6, 9, 11, 12 maggio ore 21; 7, 10, 14 maggio ore 17.30; 13 maggio ore 17.30 e 21.00
Biglietti: Platea intero 24 €, ridotto 21 €; Galleria intero 21 €, ridotto 18 €

Info e prenotazioni: telefono 06 56 32 48 49, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroninomanfredi.it


I DUE NEMICI INTIMI
di John Tremblay
con Flavio De Paola, Maria Cristina Gionta, Emiliano Ottaviani, Antonio Coppola.
Regia Flavio De Paola

Un affascinante imprenditore casualmente assiste ad un tentato omicidio, durante una manifestazione. Un incontro con una donna misteriosa e le relazioni intime che ne seguiranno, scaturiranno una serie di eventi esilaranti che faranno sempre di più appassionare lo spettatore alla storia.

TEATRO DEGLI AUDACI - Via Giuseppe De Santis 29, Roma
Dal 4 al 21 maggio 2017
Orario spettacoli: dal giovedì al sabato ore 21, domenica ore 18
Biglietti: € 28,00/ 16,00 biglietto intero - € 12,00 biglietto ridotto (più € 2,00 di prenotazione e prevendita)

Info e prenotazioni: telefono 06 94376057 - 339.6095598
Sito web: www.teatrodegliaudaci.it


FOEMINA SAPIENS
donne di scienza e di pensiero, di scoperte e di potere
Di Duska Bisconti
Con Duska Bisconti, (Maria l’ebrea, Ada Byron Lovelace), Maria Cristina Mastrangeli (Laura Bassi Veratti) e Maria Libera Ranaudo (Anna Morandi Manzolini)

Il ritratto di una persona può parlare? Nella penombra di uno scantinato dove sono riposti centinaia di ritratti di donne, risuonano parole come “libertà e pensiero”. Hanno saputo che saranno battute all’asta ma non sono affatto d’accordo: loro non sono in vendita. Sono donne speciali che hanno rivoluzionato le scienze, guidato le scoperte, cambiato la società. I loro nomi sono sepolti sotto le coltri della leggenda, del mito talvolta: Maria l’ebrea, Anna Morandi Manzolini, Laura Bassi Veratti, Trotula de’ Ruggiero, Ada Byron Lovelace, Ipazia, Caterina di Russia, Caterina da Siena, Caterina de’ Medici, Valentina Tereskova, Maria Curie, Madame de Stael e tante, tante ancora.
Ogni sera nello scantinato si possono imparare le loro vite dominate dal piacere della libertà.

TEATRO TORDINONA (Sala Starsberg) - Via degli Acquasparta, 16
3-4-5 Maggio (ore 21:00)

Info e prenotazioni: telefono 067004932, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.tordinonateatro.it


Compagnia Carvelli/Cusato
PINOCCHIEIDE
di Andrea Carvelli
regia Matteo Cusato
con Anton de Guglielmo

“Pinocchieide” è un adattamento in endecasillabi a rima baciata del celebre libro di Collodi. Scritto da Andrea Carvelli e diretto da Matteo Cusato, affronta la storia così come volle concluderla l'autore in prima scrittura, dove il percorso di Pinocchio - interpretato da Anton de Guglielmo -, personaggio insieme umano, animale, vegetale e ultraterreno, mosso da un «occulto, multiforme, futuro», altro non è se non l’attraversamento dell’Erebo, del Regno dei Morti, che ha il suo centro nel cuore nero del libro.
Un libro «altamente indiziario, [...] un libro di tracce, orme, indovinelli, burle, fughe, che ad ogni parola colloca un capolinea». Un termine, dunque. Una fine. La trasformazione del burattino in bambino, con il conseguente sdoppiamento del personaggio in due personaggi, è vista allora sotto l’ottica di un vero e proprio incubo - la storia -, dal quale Pinocchio non potrà più svegliarsi. Il suo processo di formazione è una via nella notte, la strada dentro il sonno eterno degli esseri.
Una variante al mito di fondazione della morte, dove il corpo - bambino - ha l’inevitabile destino della fine e l’anima - burattino - tutto il tempo dell’immortalità.

TEATRO TORDINONA (Sala Starsberg) - Via degli Acquasparta, 16
6-7 Maggio (ore 21:00 - domenica ore 18:00)

Info e prenotazioni: telefono 067004932, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.tordinonateatro.it


Marioletta Bideri per Bis Tremila srl presenta
Athina Cenci in
LA DONNA GIGANTE
a cura di Marco Mattolini
uno spettacolo di Lidia Ravera

“La nostra vita è divisa in tre tempi. La vostra in due soltanto. Voi siete bambini, poi uomini. Restate uomini fino alla morte. Noi siamo bambine, poi donne, poi donne vecchie. Il terzo tempo nessuna ha voglia di viverlo”. Così dice di sé la protagonista di questo racconto che Athina Cenci aveva interpretato molti anni fa nelle sue prime due parti. Oggi, non a caso, l’attrice sceglie questa divertente e densa trilogia per tornare sulla scena a Roma. Il 3 aprile nel 1985, nel 1995, nel 2005. Il racconto di un giorno nella vita di una donna a distanza di 10 anni. Il bisogno di tempo che si intreccia coi legami familiari, la carriera, l’impegno politico, i dubbi. Donna sull’orlo di una crisi di identità, appassionata, intelligente, contraddittoria, esigente e paziente, ironica, ambiziosa a disagio, materna, leggera. Consapevole della propria fragilità e per questo più forte: donna gigante.

TEATRO BRANCACCINO - Via Mecenate 2, Roma
Dal 4 al 7 maggio 2017
Orario spettacoli: da giovedì a sabato ore 20.00, domenica ore 18.00
Biglietto: 15,50 € - Card open 5 ingressi 55 euro

Info e prenotazioni: telefono 06 80687231, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrobrancaccio.it

 

Data unica

LO SHOW

Regia di Giorgia Mazzucato
Con Marco Allegretti, Maria Beatrice Alonzi, Paolo Berini, Simone Congedo, Sara Fraietta, Silvana Lagrotta, Pasquale Guerrera, Cristiano Marazzi, Francesca Mareggiato, Giorgia Mazzucato, Nancy Mazzella, Vincenzo Pesce, Andrea Vannini, Viviana Valastro, Mauro Vottari
Musicista dal vivo e DJ Dario Giuffrida

Già al fianco di Marco Presta e Max Paiella, e per sei puntate su Rai Due per “Stiamo tutti bene”, Marianna Valentino sarà la protagonista del terzo appuntamento al Teatro Lo Spazio di Roma il 7 maggio con Lo Show: lo sgangherato e irresistibile format teatrale ideato da Giorgia Mazzucato e Maria Beatrice Alonzi per La Siti.
Dopo due date sold out con l’ospite internazionale Yann Van Den Branden (direttore artistico della Quicksilver Productions ad Anversa, e vincitore del torneo mondiale di Theatresports nel 2006) sarà questa volta un’attrice e improvvisatrice italiana, molto attiva all’estero, a tenere la pista di un progetto teatrale che al Teatro Lo Spazio di Roma finora ha coinvolto centinaia di spettatori, chiamati ad affrontare la scena in un gioco tutto da vivere in prima persona.
Finti domatori, improbabili attrazioni, stupidi acrobati, funamboli zoppi e tutte le più assurde figure del circo, pronti a sfidarsi a colpi di numeri di Improvvisazione teatrale: questo è, infatti, Lo Show.
Comicità e salti mortali, per lo spettacolo “più brillante che ci sia”, accompagnato dalle musiche del dj e producer Dario Giuffrida (Donatella Rettore, Bob Sinclair, Raffaella Carrà, etc.).
Sul palco, con l’istrionica Marianna Valentino, la squadra di attori de La SITI, capitanata da Giorgia Mazzuccato (allieva, fra gli altri, di Dario Fo, Franca Rame, Marco Baliani, vincitrice del Roma Fringe Festival e Miglior Spettacolo al Teatro L’Avogaria di Paolo Poli) e Maria Beatrice Alonzi, definita dall’Agenzia Stampa Internazionale AFP “the italian digital artist” e che negli ultimi mesi ha avuto oltre 4.000.000 di views attraverso i suoi progetti e mockumentari social.

TEATRO LO SPAZIO - Via Locri 42/44, Roma (Metro San Giovanni)
7 maggio 2017 - ore 21.00
Biglietto 10 euro.

Info e prenotazioni: telefono 06 77076486 - 06 77204149, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrolospazio.it


SINFONITE’
scritto da Eleonora Benedetti
regia Martin Loberto
coreografie Erica Picchi
vocal coach Lavinia Fiorani

Una nuova commedia musicale divertente e avvincente, adatta a tutte le età, è pronta ad andare in scena al Piccolo Teatro San Pio (il 1 maggio) e al Teatro Le Maschere (il 1 giugno). Si tratta di “SinfoniTè”, scritta da Eleonora Benedetti e diretta da Martin Loberto, talentuoso attore pugliese al suo debutto alla regia.
Siamo in una sala da the senza tempo, entra una cameriera agitata che spiega che di lì a poco arriveranno degli scrittori famosi. Gli autori sono chiaramente morti, ma non sono ancora passati nell’al di là perché l’esame per passare a “miglior vita” o per meglio dire a “miglior morte” è inventarsi una storia avvincente, ma loro finora non ci sono riusciti. La cameriera li aiuterà a ritrovare la memoria, ripensando alla loro vita, e a riscrivere i loro romanzi più famosi. È una commedia musicale, dove valori come l’amicizia, la tolleranza e la solidarietà, si intrecciano con la letteratura inglese e americana, dando allo spettacolo INEDITO e NUOVO, un valore UNICO.

Note di regia:
"È uno spettacolo nato dalla voglia di ribellarsi ad una situazione precedente poco gradevole. Una sfida che mi sono voluto dare io come regista in primis e perché credo nelle potenzialità dei minori. Ho visto a Londra molti musical e i migliori per me sono quelli interpretati dai bambini/ragazzi. Credo Molto in SinfoniTe' perché è completo di cultura, Di belle canzoni, di danze energiche. Questo spettacolo potrà solo crescere e migliorarsi e io ci metterò sempre tutto me stesso. Mi auguro che tutti possano vederlo"

1 maggio ore 11 e 18,30 al Piccolo Teatro San Pio - Roma

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Ancora in scena

IL VIAGGIO DI ENEA
di Olivier Kemeid
dall’Eneide di Virgilio
adattamento e regia Emanuela Giordano

con Fausto RUSSO ALESI (Enea), Alessio VASSALLO (Acate), Carlo RAGONE (Anchise, Acmenide, Re pastore), Roberta CARONIA (Creusa, Sibilla), Valentina MINZONI (Didone), Giulio CORSO (Ascanio), Antoinette KAPINGA MINGU (Lucia, Aletto, Direttrice del Resort, Agente dell’Immigrazione), Emmanuel DABONE (Roberto, Boss della fabbrica, Figlio di Aletto), Simone BORRELLI, Lorenzo FREDIANI e Giulia TRIPPETTA (il Coro)
scene Francesco GHISU - costumi Cristina DA ROLD - disegno luci Giuseppe FILIPPONIO
Produzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale e Centro d’Arte Contemporanea Teatro Carcano

Il mito sempre eterno di Enea rivive sulla scena nella riscrittura del drammaturgo canadese Olivier Kemeid, nato in Quebec da una famiglia di origini egiziane, che porta a teatro IL VIAGGIO DI ENEA per la regia di Emanuela Giordano, dal 26 aprile al 7 maggio al Teatro Argentina. Una moderna traversata mitologica in cui i nodi dell’epica si intrecciano con le vicende di un’epoca contemporanea ferita dalle migrazioni, dalle guerre, dalla fame e dalla ricerca del benessere intravisto da lontano. Una produzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale e Centro d’Arte Contemporanea Teatro Carcano.
IL VIAGGIO DI ENEA è dunque un racconto poetico delle migrazioni, ma soprattutto è una storia familiare, quella di Olivier Kemeid. Riscrittura moderna e fedele al classico di Virgilio, in cui l’autore proietta le vicende di suo padre e della sua famiglia, emigrata dall’Egitto al Canada con grandi difficoltà e peregrinazioni, alla ricerca di un mondo migliore attraverso personaggi e luoghi del mito di Enea. Così, Olivier Kemeid ha riconosciuto nel racconto di Virgilio la storia di suo padre, che è la storia dell’uomo, in fuga dai disastri dell’esistenza. Dal latino, al francese, all’Italiano odierno il mito compie il suo viaggio di ritorno offrendo nuove riflessioni. L’Enea di Virgilio supera le insidie del viaggio grazie alla divina materna benevolenza.
L’Enea di Kemeid, che pure si rifà al racconto virgiliano, non ha santi in paradiso ed è per questo più spaventato, più stanco e meno pio. Per una volta, l’esodo biblico che cambierà il volto dell’Europa viene raccontato da chi è costretto a partire, con un ironico capovolgimento dei ruoli in cui i neri sono al posto dei bianchi e viceversa. Non c’è enfasi, non c’è retorica né vittimismo. C’è solo la necessità di sopravvivere. Enea è un giovane uomo che vive un continuo conflitto di coscienza: pensare a sé o pensare anche agli altri? Sopravvivere in clandestinità o rischiare per ritrovare dignità e rispetto di se stesso? Il figlio di Enea, Ascanio, divenuto grande, riordina frammenti di ricordi così come gli sono stati raccontati dal padre. Ne ricostruisce il viaggio, i rapporti, gli amori, i dubbi, l’approdo che al momento è solo una speranza.

Quello di Emanuela Giordano è un teatro che si costruisce in scena, con i corpi e le intelligenze vive degli attori. Questo testo è quindi ancora una trama aperta, la traccia di un viaggio che si può compiere solo con attori capaci di mettersi in gioco. La regista inserisce nel testo di Kemeid segni dell’Eneide di Virgilio, ricercando e traducendo quei versi che si fondono in questa riscrittura. Ogni scena è cadenzata da evocazioni dell’opera originale, rendendo più evidente il nesso tra il mito e la contemporaneità. Non analizzare la “correlazione oggettiva” con il presente sarebbe un’omissione. Il confronto con il mito diventa strumento per cogliere temi essenziali del vivere contemporaneo, che la Giordano decide di affrontare prima di tutto con gli attori che dovranno fare i conti con loro stessi, senza filtri. «In palcoscenico, due grandi zattere: macchine sceniche che si muovono dal fondo al proscenio, quasi a invadere la platea – spiega la regista Emanuela Giordano – Intorno, solo mura di fango. I naufragi cui vanno incontro i personaggi vengono soprattutto raccontati. Ma l’aspetto particolare è che i migranti sono interpretati da attori bianchi, mentre coloro che stanno dall’altra parte, cioè chi dovrebbe accoglierli – ma li accoglie male, li rifiuta, li rilega nei campi profughi oppure cerca di sfruttare a proprio vantaggio il loro dolore – ho voluto fossero attori di colore. Un ribaltamento dei ruoli: l’esodo biblico, che cambierà il volto dell’Europa, viene visto allo specchio».

TEATRO ARGENTINA - Largo di Torre Argentina, Roma
Dal 26 aprile al 7 maggio 2017
Orario spettacoli: prima ore 21, martedì e venerdì ore 21, mercoledì e sabato ore 19, giovedì e domenica ore 17
Durata spettacolo: 90’

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 684 00 03 11 / 14
Sito web: www.teatrodiroma.net


La Bilancia Produzioni presenta
NON RUBATECI I SOGNI
scritto e diretto da Bernardino de Bernardis
con Luca Buongiorno (Enrico), Bernardino de Bernardis (Don Angelo), Mauro De Maio (Salvatore), Francesca Di Meglio (Mariagrazia), Ciro Formisano (Boss), Martin Loberto (Alessandro), Coky Ricciolino (aiuto boss), Angela Ruggiero/ElenaVerde (Donna Assunta)

Cosa succederebbe se un prete napoletano particolarmente timoroso, dopo vent’anni lontano dalla sua città di origine, venisse trasferito proprio in quel quartiere difficile dove ha vissuto la sua adolescenza? Don Angelo è un prete che ha condotto l’intera vita pastorale nella tranquilla valle Aurina in Trentino, immerso tra gente ordinata e pacifica, ma quando viene trasferito nel quartiere della provincia napoletana in cui è nato, l’iniziale entusiasmo dovrà fare i conti con la precaria e problematica realtà fatta di miseria e sotterfugi.
Inizierà cosi per lui una seconda vita che lo metterà di fronte a quel passato inconsapevolmente rimosso e ai continui soprusi che la sua comunità è costretta a subire, come quello dell’abbattimento del teatro che le istituzioni vogliono compiere per far posto a un centro commerciale dietro la cui iniziativa, in realtà, si nasconde la mano crudele della delinquenza locale.
Per convincere la comunità ad appoggiare la lotta contro l'abbattimento del teatro, Don Angelo porterà alcuni ragazzi della sua parrocchia a mettere in scena uno spettacolo teatrale che racconti le loro vite, le loro difficoltà, insomma che sia un grido contro la cultura della violenza e della sopraffazione. Ma come tutti i "capitano, oh mio capitano" della letteratura, Don Angelo non troverà la strada spianata e dovrà fare i conti con il proprio timore e la propria natura titubante. Contemporaneamente, anche la comunità farà i conti con il proprio atteggiamento servile, con quel capo chino con cui ha lasciato che la delinquenza tenesse in mano le redini della propria vita.
Sotterfugi, improbabili stratagemmi, paure e ipocondrie fanno da cornice alla perenne lotta tra il bene e il male, in cui si alternano personaggi che, dietro l’apparente leggerezza, nascondono ferite mai completamente rimarginate.
Sarà dunque un semplice spettacolo di teatro a restituire dignità a questi protagonisti che non avevano la vocazione dell'eroe e a riscattare esistenze marginali che non hanno mai pensato di avere qualcosa da dire. Ma d'altronde, non è forse questo il ruolo del teatro?

TEATRO DE’ SERVI - Via del Mortaro 22 (ang. Via del Tritone), Roma
Dal 25 aprile al 14 maggio 2017
Biglietti: platea 22€ - galleria 18€
Orario spettacoli: da martedì a venerdì ore 21, sabato ore 17.30 e 21, domenica ore 17.30, lunedì riposo

Info e prenotazioni: telefono 06.6795130
Sito web: www.teatroservi.it


SENZA GLUTINE
di Giuseppe Tantillo
regia Daniele Muratore e Giuseppe Tantillo
Con Valentina Carli, Vincenzo De Michele, Orsetta De Rossi, Giuseppe Tantillo
Scenografia Francesco Ghisu
Costumi Alessandro Lai
disegno luci Daria Grispino

Da mercoledì 26 aprile per la stagione large debutta al Teatro Argot Studio, Senza glutine, nuovo testo dell’attore e autore palermitano Giuseppe Tantillo che già nel 2013 riceve con il suo primo testo teatrale, Best friend, la Segnalazione Speciale al prestigioso Premio Riccione per il Teatro. Senza glutine è una cinica e spietata riflessione sull’amore e sul glutine.

Breve sinossi: Fran e Lisa hanno trent’anni e stanno insieme da cinque. Paolo e Felicia di anni ne hanno quasi cinquanta e la loro relazione va avanti da quindici. Ne verrà fuori un inevitabile incrocio che metterà a dura prova la solidità delle due coppie.

Dal testo: La cosa più difficile in assoluto è lasciarsi. Anche se non ci si ama più. E in un certo senso non è neanche un male. Se non fosse così non si farebbero un sacco di cose. E non si conoscerebbero veramente le persone. In fondo cominciamo davvero a conoscere la persona che ci sta accanto quando smettiamo di provare qualcosa per lei. Solo allora riusciamo a vederla per quello che è. E a quel punto viene fuori tutto quell’insieme di senso di colpa, malinconia, tenerezza e gratitudine che prende il nome di rapporto stabile. Dove il sesso è una chimera e la dermatite atopica una triste realtà.

Dalle note di regia: La prima volta che mi sono innamorato avevo nove anni. Era il 10 maggio ed erano le sette di sera. E lo ricordo bene perché un’ora dopo saltai la cena per la prima volta nella mia vita, a causa di un’improvvisa colica addominale. Da allora fino al compimento dei trent’anni mi sono innamorato altre otto volte. E a ogni innamoramento è seguito un disturbo di natura gastrointestinale. Ho sempre letto che il mondo è diviso tra chi ama col cuore e chi con la testa. Io amo con lo stomaco e l’intestino. E vi assicuro che le conseguenze sono meno romantiche. La verità è che mi riesce difficile scindere il concetto di amore da quello di digestione. Li considero affini. In entrambi i casi, infatti, si tratta di assorbire e trasformare (alimenti o sentimenti) avendo cura di eliminare le scorie. Sono partito da qui per raccontare questa storia. La storia di due coppie che non hanno la forza di lasciarsi. E che grazie a questa incapacità riescono a realizzare i propri desideri. La mancanza di coraggio infatti, checché ne dica la psicanalisi, non è necessariamente un male. Rimanere bloccati in un rapporto apre a un caleidoscopio di possibilità e permette di cogliere dettagli, che altrimenti sarebbe impossibile notare.
(Giuseppe Tantillo)

TEATRO ARGOT STUDIO - Via Natale del Grande 27, Roma
Dal 26 aprile al 7 maggio 2017
Orari spettacoli: dal martedì al sabato ore 20.30, domenica ore 17.30
Biglietti: 12 euro (intero) - 8 euro (studenti e over 65)

Info e prenotazioni: telefono 06-5898111, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroargotstudio.com


NON AVER PAURA …È Solo Uno Spettacolo
Scritto da Eduardo Aldan
Progetto artistico di Gianluca Ramazzotti
Diretto da Ricard Reguant
Versione italiana di Franco Ferrini
Con: Claudia Genolini, Luca Basile, Yaser Mohamed
E con la partecipazione di Gianni Garko

Un nuovo entusiasmante e rinfrescante spettacolo sulle nostre paure infantili, un viaggio nel terrore, scritto e diretto dal geniale Eduardo Aldan, il cui obiettivo è che lo spettatore provi una sensazione di inquietudine e paura in un luogo dove abitualmente si sente al sicuro; in una comoda poltrona di teatro. Un esperimento squisitamente teatrale attualmente di grande successo in Spagna, Messico e Portogallo con pubblico e critica entusiastiche. Una trama e un’ambientazione sorprendenti, terrore psicologico ed effetti speciali, sono gli ingredienti di questa nuova e appassionante avventura, che divertirà e appassionerà anche il pubblico italiano. Ma se qualcuno pensa che sia solo uno spettacolo e per questo motivo sia difficile spaventarsi, si sbaglia. Mai puoi sentirti al sicuro in un teatro, perché in realtà non conosci chi ti sta seduto dietro.

“Non aver paura” scritto da Eduardo Aldàn, e diretto da Ricard Reguant e' un successo spagnolo della scorsa stagione a Madrid oltre che campione d'incassi in America Latina. La versione Italiana tradotta e adattata da Franco Ferrini (sceneggiatore tra gli altri, di c'era una volta in America e numerosi film di Dario Argento) su progetto di Gianluca Ramazzotti cerca di riportare in Italia un genere che si è' solito vedere in cinema e quasi mai in teatro: “l’horror”. Lo spettacolo, che vanta la presenza come Maestro di Cerimonia l’ attore Gianni Garko, noto volto del cinema italiano degli anni ’60 e ’70 di film di culto come, tra gli altri: ”Sartana”, “ 10.000 dollari per un massacro”, “La notte dei diavoli”, “Sette note in nero”, “Uomo a metà”, attraverso un sapiente uso del linguaggio scenico, spiazza, sorprende e destabilizza il pubblico suggerendo terrore psicologico, fino a immergerlo in un grande e spaventoso momento teatrale.
Però se qualcuno dovesse pensare che si tratti “solo di uno spettacolo teatrale” (come dichiara il sottotitolo dello stesso) e che non ci sia niente da temere, si sbaglia di grosso. “Non potrai mai sentirti sicuro in un teatro, perché non sai ma chi siede dietro di te”. Lo spettacolo sarà in scena dal 20 Aprile al Teatro Ghione una scelta dovuta anche all’affascinante storia che non tutti conoscono, distrutto dal Grande Incendio del 1915 in via delle Fornaci dove persero la vita 23 persone, ricostruito successivamente, è da anni luogo di eventi paranormali e sorprendenti.

TEATRO GHIONE - Via delle Fornaci 37, 00165 Roma
Dal 20 aprile al 14 maggio 2017
Il botteghino è aperto tutti i giorni dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 19.30
Biglietti: intero platea 27 €, intero galleria 20 €, riduzione 16 €
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 6372294 - 06 39670340
Sito web: www.teatroghione.it


SPACCANAPOLI TIMES
Scritto e diretto da Ruggero Cappuccio
con
Ruggero Cappuccio - Giuseppe Acquaviva
Giovanni Esposito - Romualdo Acquaviva
e con
Giulio Cancelli Norberto Boito
Gea Martire Gabriella Acquaviva
Marina Sorrenti Gennara Acquaviva
Ciro Damiano Dottor Lorenzi

Scene Nicola Rubertelli
Costumi Carlo Poggioli
Aiuto regia e disegno luci Nadia Baldi
Letture sonore di Marco Betta da “La forza del destino” di Giuseppe Verdi
Foto di scena Marco Ghidelli
Produzione TEATRO STABILE DI NAPOLI

Quattro fratelli in lotta con il modernismo globalizzante, che innesca nel mondo dinamiche sociali dalle quali i componenti della famiglia si sentono esclusi, sullo scenario di una Napoli contemporanea vista come detonatore della crisi etica. Questo è lo scenario in cui sono coinvolti i protagonisti di Spaccanapoli Times, testo scritto e diretto da Ruggero Cappuccio, vincitore del Premio le Maschere 2016 come Migliore autore di novità italiana.
Lo spettacolo che nel 2015 ha inaugurato la riapertura dello storico Teatro San Ferdinando di Napoli, è che ha anche visto il debutto come attore di Ruggero Cappuccio, arriva finalmente a Roma al Teatro Eliseo dal 18 aprile al 7 maggio.
Cappuccio veste i panni di Giuseppe Acquaviva, il personaggio al centro della storia – uno scrittore che pubblica le sue opere in assoluto anonimato e vive tra i binari della stazione centrale di Napoli – accompagnato in scena da Giovanni Esposito (Romualdo Acquaviva), Gea Martire (Gabriella Acquaviva), Marina Sorrenti (Gennara Acquaviva), Giulio Cancelli (Norberto Boito) e Ciro Damiano (Dott. Lorenzi).

Spaccanapoli Times è una dirompente macchina comica che attraversa il paesaggio umano dell’Italia di oggi con spregiudicata velocità.
La scrittura di Ruggero Cappuccio si materializza in un italiano che slitta sul terreno delle lingue del Sud, irrorandosi di anglicismi erosivi per una partitura sonora in cui fiammeggiano allegri dirompenti e adagi malinconici. Su tutto regna il ridere e sorridere, dove la comicità volontaria, sferzante e innocente, diventa una lente d’ingrandimento per leggere la realtà del male di vivere con impeto tagliente e irriguardoso.
La scena si apre nella vecchia casa della famiglia Acquaviva: un appartamento all’ultimo piano di un palazzo situato nella via Spaccanapoli. Gli ambienti sono abbandonati da tempo. Gli unici oggetti che si impongono alla vista sono le migliaia di bottiglie d’acqua, ormai vuote, che ricoprono i muri dei saloni a tutt’altezza.
Giuseppe ha convocato i suoi tre fratelli per una ragione d’emergenza. Gabriella, Gennara e Romualdo, lo raggiungono nella dimora in cui hanno vissuto infanzia e adolescenza, ma il motivo della convocazione appare ambiguo e misterioso.
La presenza del quartetto Acquaviva nel luogo degli antenati, innesca un esilarante corto circuito tra passato e presente, tra i teneri rituali dell’infanzia e l’avanzata cancerogena del capitalismo.
I quattro fratelli sono disorientati dall’attualità, vivono in dimensioni mentali e fisiche estreme, concretizzando sulla vita punti di vista e interpretazioni follemente comici.
La singolare pazzia sentimentale che ispira gli innamoramenti di Gabriella, la surreale visionarietà di Gennara per il mondo dello spirito e il talento fobico che Romualdo applica nella pittura, attivano un confronto serrato sulla possibilità di amare e di esistere.
Così, mentre Giuseppe rivela ai fratelli che una guerra invisibile e mortale incombe sul pianeta, si consuma l’attesa febbrile di una visita che dovrà sciogliere la ragione della convocazione degli Acquaviva nella casa della memoria.

Ruggero Cappuccio, attualmente direttore del Napoli Teatro Festival, propone un testo ambientato nei giorni nostri, come a voler blindare un momento storico dal quale proprio non si può far ritorno; una riflessione sull'uomo, chiamato a vivere questi giorni difficili, che per alcuni sono arrivati troppo presto, cogliendoli impreparati. L’incontro con questa modernità manda in frammenti i già fragili animi dei protagonisti; sono costoro che più ne risentono venendo considerati come malati della società quando, in realtà, sono coloro che presentono il male del nostro tempo
Durata: 2 ore in 2 atti

TEATRO ELISEO - Via Nazionale 183, 00184 Roma
Da martedì 18 aprile a domenica 7 maggio 2017
Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00, mercoledì e domenica ore 17.00
Prezzi da 25 € a 40 €

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 83510216
Sito web: www.teatroeliseo.com


CHI È DI SCENA
Scritto e diretto da Alessandro Benvenuti
con Alessandro Benvenuti, Paolo Cioni e Maria Vittoria Argenti

Alessandro Benvenuti presenta il nuovo spettacolo CHI È DI SCENA, dal 19 aprile al 7 maggio al Teatro della Cometa a Roma. Scritto, diretto e interpretato dall’attore toscano che ha al suo fianco anche Paolo Cioni e Maria Vittoria Argenti. Impegnati in un intreccio giocoso e imprevedibile avvolto in una comicità istintiva e feroce. La produzione è di Arca Azzurra Teatro.
Una novità drammaturgica nel panorama nazionale di cui è ancora fresco l’inchiostro del copione che si propone come una vera e propria novità anche nel repertorio firmato dall’attore toscano.
La trama racconta di uno stravagante e chiacchierato uomo di teatro scomparso dalle scene improvvisamente e apparentemente senza un plausibile motivo da cinque anni. Viene rintracciato per un caso fortuito da un giovane fan. A lui, l'uomo decide di rilasciare un'intervista per spiegare le ragioni della sua scelta e svelare così il mistero che si è creato intorno a questa. Lo invita perciò a casa sua. Testimone silente di questo loro incontro è però una giovane donna che, giacendo seminuda su una chaiselongue di spalle ai due, sembra dormire un sonno profondo.
E come spesso accade nei lavori di Alessandro Benvenuti, quel che appare si scopre tutt'altro che vero, e quel che è vero si svela in un intreccio giocoso e imprevedibile, con una specie di doppio salto mortale drammaturgico che accompagna lo spettatore a un finale assolutamente inaspettato che gioca con leggerezza con le vicende pubbliche e private dei tre protagonisti, sull'intreccio tutt'altro che evidente dei loro rapporti, affrontando insieme tematiche di grande attualità sociale. Il tutto ovviamente con il linguaggio forte, pastoso, ricco dei testi di Benvenuti, assolutamente esplicito, lineare, venato di ironia con punte di corrosività sarcastica e sempre di una comicità istintiva e feroce.

TEATRO DELLA COMETA - Via del Teatro Marcello 4, 00186 Roma
Dal 19 aprile al 7 maggio 2017
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21, sabato doppia replica ore 17 e ore 21, domenica ore 17
Biglietti: platea 25 euro, prima galleria 20 euro, seconda galleria 18 euro

Info e prenotazioni: telefono 06-6784380
Sito web: www.teatrodellacometa.it


Antonello Costa in
NON CI POSSO CREDERE
con Annalisa Costa e Pierre Bresolin
Regia Antonello Costa

Quante volte abbiamo usato la frase non ci posso credere... per un incontro inaspettato... per un bel voto o una promozione sul posto di lavoro..... e cosa ha spinto Antonello Costa a chiamare cosi il suo nuovo spettacolo? “I miei 30 anni di carriera coincidono con 30 anni di attività del teatro Manzoni??!! Bisogna festeggiare: Non ci posso credere!!!”
Sta dando vita quindi ad un varietà in grande stile con soubrette, un numeroso corpo di ballo (Licia Cricchi, Marica Galli, Agata Moschini e Elisa Milani) sarà accompagnato sulla scena da Annalisa Costa e Pierre Bresolin.
Canzoni, personaggi, macchiette, balli come nella migliore tradizione, il tutto condito dal talento di Antonello che ballerà il tip tap sulle note di Vecchio Frack di Domenico Modugno. Non mancherà di coinvolgere il pubblico ricordando Renato Carosone. o attraverso l'incontro di Totò e Charlie Chaplin, di Renato Rascel e Petrolini, di Chaplin e Michael Jackson.
Molti i personaggi che incontreremo del suo repertorio, come il siculo Don Antonino, Tony Fasano, ballerino di salsa, Sergio il cugino esaurito, Hamed, e tanti altri ancora...
Antonello sa coniugare tanto mestiere con un'approfondita conoscenza del varietà storico che è stata la base sulla quale ha costruito il suo spessore con amore e scuola. E come dichiara spesso: “il talento non è solo una dote, io ho fatto tutto con serietà, passione, studio e lavoro, senza intraprendere scorciatoie, di questo ne vado fiero”.
Antonello Costa è un vero artista che crea e tiene vivo il varietà.
Assisteremo ad uno spettacolo coinvolgente, divertente, assolutamente da non perdere.

TEATRO MANZONI - Via Monte Zebio 14/c, Roma
Dal 20 aprile al 14 maggio 2017
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17.30, lunedì riposo, martedì 9 maggio ore 19, giovedì 11 maggio ore 17 e ore 21
Biglietti: intero euro 25, ridotto euro 22

Info e prenotazioni: telefono 06-3223634
Sito web: www.teatromanzoni.info


Gianni Ferreri, Daniela Morozzi, Giancarlo Ratti in
TERAPIA TERAPIA
da un soggetto di Roberto Nobile
una commedia di Augusto e Toni Fornari, Andrea Maia, Roberto Nobile, Vincenzo Sinopoli
regia Augusto Fornari

Ninì Serpiello, (Gianni Ferreri) e Lucia Montello, (Daniela Morozzi) sono interapia di coppia per cercare di salvare il loro litigiosissimo matrimonio.
Si sono rivolti dopo aver tentato, senza successo, di risolvere con altri terapisti, al Dottor Mauro Angeli, (Giancarlo Ratti) stimato psicologo del settore, considerato un salva-coppie per l’alta percentuale di successi delle sue terapie.
Ma i Serpiello non sanno che proprio in questo periodo anche lo Psicologo vive una gravissima crisi matrimoniale.
Cosa può accadere se i problemi della coppia si intrecciano con quelli dell’analista?
Fra equivoci, litigi, svelamenti, tenerezze, “Terapia Terapia” affronta, in chiave comica ma non superficiale, le commedie e i drammi del matrimonio attraverso un viaggio analitico, da Freud alla sfogliatella napoletana.

TEATRO GOLDEN - Via Taranto 36, Roma
Dal 18 aprile al 14 maggio 2017
Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì, sabato ore 21, domenica ore 17
Biglietti: intero € 26,00 + € 4 di prevendita; ridotto € 22,00 + € 3 di prevendita

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06.70.49.38.26
Sito web: www.teatrogolden.it


WASHINGTON SQUARE
(Storie Americane)
uno spettacolo di Giancarlo Sepe
ispirato al romanzo di Henry James

Lo spettacolo, presentato dalla Compagnia Orsini in collaborazione con la Compagnia del Teatro La Comunità diretta da Giancarlo Sepe, è interpretato da Sonia Bertin, Marco Imparato, Silvia Maino, Pietro Pace, Emanuela Panatta, Federica Stefanelli, Guido Targetti, Adele Tirante e con Pino Tufillaro. Le scene e i costumi sono di Carlo De Marino, le musiche sono a cura di Davide Mastrogiovanni e Harmonia Team, il disegno luci è di Guido Pizzuti.
Washington Square con il sottotitolo Storie Americane è, nello spettacolo di Sepe, un pamphlet dedicato alla lotta delle donne americane per ottenere la parità dei diritti. Un viaggio al femminile nella storia americana tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento.
Al centro della storia Catherine Sloper, minuta, insignificante e scialba di cui il padre, famoso medico della città, ne soffre le pochezze intellettuali e caratteriali, e che malvolentieri si trascina dietro per feste e balli.
In un ballo appunto la ragazza incontra Morris un bel ragazzo che si dice innamorato e pronto a sposarla. Il dottor Sloper si oppone energicamente, sicuro che il giovane sia più attratto dal suo patrimonio che dalla bellezza della figlia, inesistente.
Si scontra però con l’ostinazione di Catherine che cerca di sposare consapevolmente l’uomo "sbagliato", per esercitare il proprio diritto all’autodeterminazione, contro il parere dell'integerrimo padre e contro la società perbenista e puritana dei salotti “bene” di una New York tra la guerra di secessione e i primi anni Venti.
In Storie Americane, le vicende della più che benestante famiglia Sloper, si incastonano con quella delle famiglie che, emigrate dall’Europa, hanno creato il Nuovo Mondo, sopportando ogni tipo di disagio e di lotta per arrivare ad ottenere una terra e creare il loro futuro.
La scena è quella di una sala del museo cittadino dove le storie si dipanano tra cerimonie, matrimoni, funerali, nascite, esecuzioni, e feste nazionali, manifestazioni di suffragette, canzoni e ballate, in un susseguirsi di visioni del pensiero e della realtà cittadina, che al pari della storia della famiglia Sloper, si racconta tra solennità religiose e balli, agnizioni (l’apparizione dei familiari defunti) e romanze musicali, tutti alle prese con la nuova società americana: ingenua, puritana e violenta.
“James è uno scrittore essenziale e cattivo, che condanna senza ascoltare ragioni o alibi, egli fa dei sentimenti dei veri e propri mostri che popolano la mente dei suoi personaggi e gli ambienti dove essi vivono. James non concede tregua ai nostri sentimenti che hanno voglia di raccontarsi, invece che essere liquidati con piccole esternazioni cupe e cattive (come fa il dottor Sloper), egli non concede spazi alla festa dell’amore, la chiude invece in una esperienza di morte da cui non riesce più a liberarsi, una morte fatta di silenzi e di remissione dei peccati, quelli di sopravvivere a chi non c’è più. Si dice sempre che quelli che vanno via sono i migliori, allora quelli che restano non contano nulla, sono innocue figure fatte di dabbenaggini e di animi popolari che non amano le raffinatezze. Resta un’America che si celebra pensando però più ai morti che ai vivi” (Giancarlo Sepe)

TEATRO LA COMUNITA’ - Via G. Zanazzo 1, Roma
Dal 30 marzo al 7 maggio 2017
Orario spettacoli: giovedì, venerdì e sabato ore 21, domenica ore 18
Biglietti: Intero € 15,00 - Ridotto €10,00
Tessera associativa € 3,00

Info e prenotazioni: telefono 06 581 7413 - 329 167 7203, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrolacomunita.com


Compagnia CASTALIA presenta
IL SOLDATO SPACCONE (Miles Gloriosus)
di T. M. Plauto
Adattamento e Regia Vincenzo Zingaro
con Vincenzo Zingaro
Fabrizio Passerini, Annalena Lombardi, Ugo Cardinali, Rocco Militano,
Laura De Angelis, Piero Sarpa, Miriana Minichino
Musiche Nando Citarella - Maschere Carboni Studio - Costumi Paola Pani Scene Luisa Taravella - Disegno Luci Giovanna Venzi

Dal 27 Aprile al 7 Maggio, al Teatro ARCOBALENO (Centro Stabile del Classico) di Roma, per il 25° anniversario dalla nascita della Compagnia CASTALIA, Vincenzo Zingaro riporta in scena la sua storica edizione de IL SOLDATO SPACCONE di Plauto, rappresentato in importanti Festival con straordinario successo di pubblico e di critica (TAORMINA ARTE, OSTIA ANTICA, TEATRI DI PIETRA). Si tratta di un’edizione che ha lasciato un segno del tutto nuovo ed originale nell’interpretazione del Miles Gloriosus.

IL SOLDATO SPACCONE (Miles Gloriosus) è uno dei maggiori capolavori della commedia classica. Il protagonista, si impone come uno dei personaggi più felici della storia del teatro, per le innumerevoli rivisitazioni di cui è stato oggetto nei secoli, tanto da costituire un archetipo nell’immaginario teatrale e letterario. L'adattamento di Vincenzo Zingaro, affronta il testo plautino evidenziando il rapporto che ebbe con la Commedia dell'Arte. Tenendo presente che proprio dal personaggio del “soldato spaccone”, nato dalla fantasia del Sarsinate, presero vita quegli intramontabili Capitani che conosciamo con i nomi di Capitan Spaventa, Fracassa, Matamoros, ecc., lo spettacolo narra le gesta del protagonista evocando i molteplici percorsi della sua evoluzione nei secoli: da Pirgopolinice a Scaramouche, a Don Chisciotte, a Cyrano de Bergerac, fino a Brancaleone. Un viaggio, seguendo il filo conduttore che lega la Commedia antica alla Commedia dell’Arte e, fino ai nostri giorni, alla cosiddetta Commedia all’italiana. Un’occasione per immergersi nella nostra tradizione teatrale più autentica, evidenziando l’importanza che l’eredità del teatro latino ebbe nello sviluppo del teatro moderno. Una rappresentazione estremamente divertente e suggestiva, dal sapore mediterraneo, colorata dalle vivaci atmosfere della musica popolare partenopea di Nando Citarella, in cui il pubblico è travolto dal ritmo vorticoso di una comicità scoppiettante, fino al commovente colpo di scena finale, che lascia un segno del tutto nuovo ed originale nell’interpretazione del Miles Gloriosus.

Note di regia

Nel mio adattamento affronto il capolavoro plautino soffermandomi sul rapporto che ebbe con la Commedia dell’Arte, tenendo presente che proprio dal soldato spaccone presero vita quegli intramontabili Capitani che conosciamo coi nomi di Capitan Fracassa, Spavento, Matamoros, Spezzamonti, ecc. Recuperando, così, gli antichi scenari dei comici dell’Arte, in particol modo “Le Bravure di Capitan Spavento” di Francesco Andreini, capocomico della celebre compagnia dei Gelosi, sono giunto ad una rielaborazione del Miles Gloriosus arricchita di nuove sfumature, che lasciano l’immaginazione libera di evocare le gesta del protagonista attraverso i molteplici percorsi della sua evoluzione nei secoli: da Pirgopolinice a Scaramouche, a Don Chisciotte, a Cyrano de Bergerac, fino a Brancaleone. Un viaggio, insomma, seguendo quel filo conduttore che lega la Commedia classica alla Commedia dell’Arte e, fino ai nostri giorni, alla cosiddetta Commedia all’italiana. Ad animare questa scelta non c’è stata da parte mia l’intenzione di ricercare una vera e propria ricostruzione di un genere (la Commedia dell’Arte, appunto), quanto quella di rintracciare i principi che stanno alla base di una tradizione attoriale, che si fonda sul cosiddetto “codice energico”, cioè quello stile recitativo che fa un uso “sapiente” della deformazione corporea e vocale, riscontrabili anche in alcuni nostri grandi attori del Novecento (pensiamo, ad esempio, a Petrolini, a Totò, a Dario Fo, o per diversi aspetti a Vittorio Gassman). Intendo per deformazione corporea l’utilizzo del corpo in direzione assolutamente non naturalistica, ma “extraquotidiana”, basata su condizioni di particolare alterazione dell’equilibrio, che giocando sullo sviluppo di forze contrastanti rompono in maniera fortemente dinamica lo spazio scenico, risultando, perciò, accattivanti (ad esempio la figura del capitano presenta il busto retratto mentre le gambe divaricate sembrerebbero sospingerlo in avanti). Allo stesso modo, intendo per deformazione vocale un’alterazione della parola, a livello sia fonico che linguistico. In questa direzione faccio uso ancora una volta dei dialetti (nostro autentico patrimonio) non a fini realistici, ma come fraseggio ritmico-musicale, in modo da rendere l’attore strumento e allo stesso tempo compositore di una vera e propria partitura, rispondente ad una “partitura scenica” globale. Il testo plautino diventa così l’occasione per salire su un carrozzone e mettermi in viaggio verso territori sospesi fra storia e immaginazione, per incontrare personaggi, colori e suoni su cui si è formata la nostra tradizione teatrale più autentica. Il ‘500 italiano ha rappresentato per la storia del Teatro europeo una pagina preziosa e rivoluzionaria, piena di avvincenti e travagliate battaglie: la nascita del professionismo, le Compagnie girovaghe, la rivendicazione di un ruolo centrale dell’attore nell’evento teatrale, ma soprattutto (e questa si rivelò la più ardua delle battaglie), la rivendicazione di una collocazione sociale e di una dignità, a lungo negate. Inserendo la vicenda plautina nel repertorio di una Compagnia di comici dell’Arte, ho cercato romanticamente, pur nell’assoluta fedeltà all’originale latino, di recuperare la ricchezza e la miseria di un mito vagheggiato in tutto il mondo. Niente più del Miles Gloriosus poteva offrirmi un’occasione così invitante. Egli, con il volteggiare della sua spada, sembra rappresentare il gesto stesso del fare teatro, spavaldo e sofferto, come di chi titanicamente oppone alla morte il fragile, eterno gioco del teatro.
Vincenzo Zingaro

TEATRO ARCOBALENO (Centro Stabile del Classico) - Via F. Redi 1/a, 00161 Roma
Dal 27 Aprile al 7 Maggio 2017
Orario spettacoli: giovedì, venerdì e sabato alle ore 21, domenica alle ore 17.30

Info e prenotazioni: telefono 06.44248154, cellulare 320.2773855, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroarcobaleno.it


Articolo di: Isabella Polimanti

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