Enrico Bernard

Articoli di Enrico Bernard

Domenica, 03 Giugno 2018 16:43

Veni Vici Domini - Teatro Vascello (Roma)

Uno spettro si aggira sul palcoscenico: è lo spettro di Nicola Vicidomini. Tra esaltazione lirica e masturbazione genitale, tra sputacchi in faccia a se stesso e provocazioni blasfeme supportate però da un contesto letterario e filosofico, il trascinante e "ripugnante" comico sembra ispirarsi a quel monaco e grande filosofo, Giordano Bruno, al quale dovettero inchiodare la lingua per farlo tacere prima di bruciarlo sul rogo a Campo de' Fiori.

Una sofferta rinascita attraverso un'amicizia speciale, che riscatta il desiderio di spiritualità e di fede in qualcosa, garantisce un’evoluzione e racconta del perenne, quotidiano conflitto tra Vita e Morte, tra Razionale e Irrazionale, tra vita etica e vita estetica, tra l'Anima e il Fuoco. “Il prete e la fanciulla”, scritto, diretto e interpretato da Melania Fiore, un assolo che è in realtà un dialogo con la parte scissa del proprio Sé. Che quelle due Voci siano la Stessa Voce? Un incontro dai risvolti sorprendenti, un viaggio che cambierà profondamente la vita di entrambi.

Un excursus anarrativo, musicale, lirico, umoristico, visionario, affresco di una dimensione sospesa, antistorica, che individua il suo mistero religioso in una provincia campana desertica e agreste, passando dall'umorismo di intonazione partenopea più all'avanguardia ad una nuova Commedia dell'Arte, poi verso i territori di antichi madrigali e villanelle. Si attraverseranno le spiagge notturne della canzone romantica napoletana, ma anche le osterie della posteggia, per approdare nei "vasci" della sceneggiata. Pino Mauro, Nando Citarella e Nicola Vicidomini per la prima volta insieme all' Auditorium Parco della Musica con “Io, tu e Pino Mauro”, accompagnati da tre musicisti d'eccezione: Sergio Colicchio al piano, Paolo Iannarella ai fiati e Alessandro Patti al contrabbasso.

Sabato, 24 Febbraio 2018 21:45

La morsa - Spazio 18b (Roma)

Pirandello costruisce in “La morsa” un’implacabile stanza della tortura, in cui tuttavia non vi è alcun boia. La messinscena, essenziale e geometrica, mette in risalto le relazioni tra i personaggi e il pubblico diventa elemento drammaturgico che spia i protagonisti e contribuisce all’atmosfera di questo inesorabile processo delle emozioni.

L'allestimento di Marco Sciaccaluga del capolavoro giovanile di Schiller “Intrigo e amore” convince lo studioso di letteratura tedesca per la precisione filologica della versione italiana di Danilo Macrì e per la modernità della lettura del testo come critica sociale e politica contro il potere, ma al contempo appassiona lo spettatore per la forza dei protagonisti e interpreti di questa tragica storia di un amore impossibile.

Domenica, 28 Gennaio 2018 15:17

Eltongion - Spazio 18b (Roma)

Dal 25 al 28 gennaio. Grazie alle canzoni del cantautore britannico, un semplice netturbino di periferia somigliante alla pop-star tanto da essere soprannominato "Eltongion", aiuta il giovane Andrei a trovare il coraggio di aprirsi e vincere le sue paure. Una storia di formazione in cui entra anche Maria, giovane insegnante di sostegno, figura attraverso la quale i due metteranno a nudo i loro cuori e troveranno la forza di essere se stessi.

Dal 29 dicembre al 4 febbraio. La “Commedia della Pentola” di Plauto (nota anche come “Aulularia”), in scena al Teatro Arcobaleno nell’adattamento di Vincenzo Zingaro (che ha attinto alla traduzione del latinista Ettore Paratore), è tra le opere più note del commediografo latino; pur essendo incompleta, ha ricevuto un finale nel XV secolo dall’umanista Urceo Codro. Così l’avaro Euclione nei secoli si è trasformato nell’Arpagone di Molière. Un’interpretazione provocatoria e originale quella di Vincenzo Zingaro, secondo cui «gli antichi meccanismi del teatro plautino sono il fondamento di una vis comica dalle forme e dai contenuti sempre attuali».

Il fascino dei teatri “bomboniera” consiste nella partecipazione alla rappresentazione. E’ come sentirsi inglobati e risucchiati nella finzione, che allora appare quanto più viva e impressionante si possa immaginare. Quando poi si tratta di un vero e proprio thriller dalle tinte noir, ricco di elementi da racconto dell’orrore, come uscito dalla penna di un novello Poe, la mancanza della distanza tra spettatori e attori trasforma questi ultimi in veri assassini mentre chi assiste si sente calato nella parte della vittima. E il brivido corre ripido e rapido lungo la schiena, provare per credere. Appuntamento allo Spazio 18B con “Il quaderno perduto di Agatha Christie”.

Il termine Malìa significa magia, incantesimo, fascino, seduzione. Massimo Ranieri ha coinvolto nel progetto "Malìa Napoletana", che ha inaugurato nel luglio scorso la kermesse di Umbria Jazz, cinque grandi musicisti: Enrico Rava (tromba e flicorno), Stefano Di Battista (sax alto e sax soprano), Rita Marcotulli (pianoforte), Riccardo Fioravanti (contrabbasso) e Stefano Bagnoli (batteria). Il progetto è una sorprendente avventura musicale in un tempo magico delle canzoni napoletane, quando, tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta, quelle melodie già universali si riempirono improvvisamente di estate e di erotismo, di notti e di lune. Si vestirono di un fascino elegante e internazionale per merito dei tanti interpreti di quelle melodie. È l’inconfondibile Napoli “caprese” che diventò in un baleno attraente, seducente, prestigiosa e sexy come una stella del cinema. Una Napoli che cantava e incantava, che è diventata una immortale Malìa.

Sabato, 16 Dicembre 2017 16:13

I mancati giorni - Teatro Tordinona (Roma)

“I mancati giorni” è una raccolta di monologhi scritti in età giovanile da Gianluca Riggi; raccontano un periodo preciso della vita di un uomo, le sue ansie, gli stati esistenziali d'angoscia alternati a stati di imbecillità, narrano gli eventi tragici della nostra storia europea e nazionale attraverso lo sguardo di un giovane che vive i suoi primi sentimenti d'amore e non sa restituirgli un nome. Il terrorismo, la guerra in Bosnia, Belgrado, Restore Hope. Sesso, sentimenti, amore e morte, sono i temi trattati in maniera quasi ossessiva dai protagonisti dei vari monologhi, legati tra di loro da una sottile linea tematica, dalla gioventù degli attori e dei personaggi narrati. Un esperimento teatrale realizzato con giovani attori, per studio, per cercare di recuperare dei testi scritti oltre venti anni fa, che sono tornati, incredibilmente, di una crudele e stupefacente attualità, nonostante i numerosi anni trascorsi, nonostante tutto. Al centro del lavoro c'è l'attore con il suo corpo e la sua presenza, la sua capacità di rapportarsi alla parola e renderla viva.

Pagina 1 di 7
TOP