Emanuela Mugliarisi

Articoli di Emanuela Mugliarisi

Dal 29 gennaio al 15 marzo. Un racconto epico che con passo rituale e inesorabile ci conduce verso un finale già noto: il drammatico crollo di una delle più grandi banche d'America, la Lehman Brothers, che nel 2008 morì definitivamente dopo essere più volte caduta sotto i colpi della finanza speculativa, riuscendo sempre a risorgere dalle proprie ceneri. Un'epopea familiare che ci racconta l'evoluzione del capitalismo americano attraverso il cambio generazionale: dall'economia reale dei tre saggi fratelli Lehman partiti da un piccolo paese della Baviera, alla spavalda economia speculativa delle giovani generazioni che giocano con parole e numeri costruiti su fondamenta di sabbia.

Sabato, 24 Gennaio 2015 18:01

Puzzle - Teatro Carcano (Milano)

In scena fino al 25 gennaio al Teatro Carcano di Milano "Puzzle", poliedrica, esaltante performance della compagnia di danza Kataklò che unisce alla perfezione della danza classica la prodezza acrobatica, una mimica coinvolgente e un'originalità - nelle coreografie e nelle scenografie - davvero elettrizzante. Uno spettacolo che, a differenza della precedente produzione - "Love Machines" - non ha un tema portante, se non l'importanza di dare ad ogni performer il proprio spazio da protagonista all'interno di una coreografia collettiva che possa creare, dall'eterogeneità, un'unità finale coloratissima e appassionante, proprio come in un puzzle.

Lunedì, 05 Gennaio 2015 16:33

Magic Shadows - Teatro Manzoni (Milano)

Ombre cinesi, danza, arte figurativa e altissima evoluzione tecnologica: tutto questo e altro nello spettacolo dei Catapult, compagnia fondata da Adam Battelstein che decide di ridar vita alla millenaria tradizione delle ombre cinesi con affascinanti e divertenti coreografie. Dopo il grande successo del loro esordio ad America's got talent nel 2013, la compagnia fa stupire tutti i teatri d'Italia con una lunga tournée che, dal 3 al 6 gennaio, coinvolge anche il Teatro Manzoni di Milano.

Dal 27 dicembre al 4 gennaio. Come avrebbe potuto Pirandello tracciare la figura di Mattia Pascal al giorno d’oggi? Quali nevrosi della nostra contemporaneità lo avrebbero spinto alla scelta di sparire e cambiare identità? E soprattutto: come avrebbe potuto farlo nell’era dell’iper-tracciabilità che tra gps, cronologia del web e tecnologie smart di ogni genere ci rende reperibili in ogni momento della nostra vita? "Mattia - a life changing experience" - in scena ai Filodrammatici di Milano - prova a sviluppare questi interrogativi, attraverso una squadra affiatata e perfetta che tra ipertestualità, trasversalità artistica, commistione di serietà e comicità sagacemente calibrata e tempi tecnici al millimetro, rende questa regia di Bruno Fornasari un interessante e riuscito tentavo di rivisitazione di un classico che sarà pur sempre moderno nei temi trattati, ma è ancora più affascinante se declinato e aggiornato alla versione 2.0.

Domenica, 14 Dicembre 2014 16:30

Frost/Nixon - Teatro Elfo Puccini (Milano)

Come si assomigliano tutti i "grandi statisti", quegli uomini di potere così carismatici, così abili nel reiterare e coprire le loro bugie da conquistarsi il potere mediatico, l'approvazione delle masse. E' impossibile non ravvisare certe spaventose somiglianze tra il Nixon portato in scena da Elio de Capitani e il Berlusconi che per tanti anni ha spadroneggiato nel nostro Paese, ma una sconcertante differenza li distanzia: messo alle strette da un abile David Frost - interpretato da un'altrettanto geniale Ferdinando Bruni - il politico cede il passo all'uomo e confessa le menzogne che per troppo tempo ha faticato a tenere in piedi. Una prova di teatro civile che sa trasmettere la storia con il cuore, l'energia, la passione, l'ironia, senza mai cedere all'accademismo o ad un approccio didascalico. Imperdibile.

In scena fino al 23 novembre "Frammenti di contemporaneità (Meno emergenze)": un'esperimento interessante, che vale la pena di essere vissuto anche solo per la sua scenografia accattivante, evocativa, luminosa ma al tempo stesso cupa, perchè angoscianti sono i personaggi e le storie che si sviluppano all'interno di un recinto di luce, fatto di cubi luminosi e luci tubulari al neon che delimitano l'agire degli attori-animali in cattività. Una scena che piano piano si espande, arrivando ad includere il pubblico stesso fino, addirittura a recintarlo a sua volta, senza via d'uscita, alla fine dello spettacolo. Con questa resa registica Francesco Leschiera e Chris White hanno saputo rappresentare in maniera eccellente le contraddizioni e le psicosi della società occidentale che Martin Crimp esprime nei suoi testi con un approccio quasi Pinteriano. In questo piccolo spazio scenico si iper-intensifica l'esplosione della contraddizione tra il senso di totale controllo che la società occidentale vuole e crede di avere sulle proprie vite e lo sconcerto nel constatare che seguire le regole non è sempre di aiuto anzi, quasi mai.

Domenica, 16 Novembre 2014 16:51

Cock - Teatro Filodrammatici (Milano)

Dall'11 al 16 novembre. Testo brillante e coinvolgente quello di Mike Bartlett ai Filodrammatici: "Cock", fin dal titolo non lascia dubbi in quanto a schiettezza e sincerità, tratti distintivi di quasi tutti i personaggi di questa divertente drammaturgia, tranne che per il protagonista, un giovane di quasi trent'anni, indeciso e insicuro cronico: non sa se ama di più il compagno, affermato broker, con cui sta da 7 anni ma da cui non si sente apprezzato completamente o la nuova fiamma conosciuta per caso, una bella e femminile coetanea che lo coccola e che adora anche i suoi difetti. Ma non è tanto l'indecisione sui gusti sessuali a confonderlo, quanto la difficoltà di fare una scelta tra due differenti stili di vita, tra due possibilità di futuro diametralmente opposte. Ed è qui il bello, ogni distinzione di genere e di preferenze sessuali cade: chi di noi non ha provato, almeno una volta nella vita, la sensazione di baratro di fronte al dubbio e alla necessità di fare una scelta?

Dall’11 novembre al 7 dicembre. Difficile trovare un testo di Eduardo De Filippo che non piaccia: "Le voci di dentro", portato in scena per il secondo anno dai fratelli Servillo al Piccolo Teatro di Milano è un capolavoro, non solo di sconcertante attualità, ma soprattutto di genialità teatrale, di antropologia, di filosofia dei rapporti umani, soprattutto sotto lo stress di contingenze stringenti. Protagoniste, due famiglie di una Napoli appena uscita dalla seconda guerra mondiale, ognuna sfasciata a suo modo e ognuna che tira avanti a vivere come può. Sulla scena, la presenza dei due fratelli Servillo commuove, e fa sentire le vibrazioni di quell'intesa, di quell'alchimia speciale che, i fortunati, avranno potuto respirare quando i fratelli De Filippo recitavano insieme.

Dal 5 al 22 novembre. "Shakespeare è eterno", non è una frase banale o di facile retorica. L'affermazione è tanto più vera quando, con uno spettacolo come Kings - il gioco del potere, si capisce quanto le tematiche affrontate dal grande autore inglese siano eternamente attuali: genio lui, o sempre uguali gli uomini nel corso della storia? Questa drammaturgia originale scritta da Michelangelo Zeno - tratta dall'Enrieide di Shakespeare - unitamente alla sagace resa registica di Alberto Oliva, riescono a rendere al meglio la sete di potere che ciclicamente acceca chiunque accarezzi il desiderio o la possibilità di mettersi al governo di un popolo: Riccardo II, Enrico IV, Enrico V sono diretti antenati dei politicanti che ancora oggi si alleano e si pugnalano alle spalle pur di salire al potere, non certo per rappresentare le esigenze del paese che governano quanto per soddisfare il loro ego e le loro smanie di onnipotenza.

Dal 21 ottobre al 16 novembre. Meno male che rimane in scena per quasi un mese: "Il vizio dell'arte" di Alan Bennett, magistralmente interpretato dalle "nozze di smeraldo" che il sodalizio Bruni - De Capitani rappresentano nel teatro italiano, è un capolavoro di ironia, sagacia, malinconia e quel tanto di intellettualismo funzionale a lasciar traspirare sentimenti autentici e nostalgie di un tempo forse migliore, forse non del tutto. Tutta la squadra che ruota intorno ai due grandi attori è formidabile, e non potrebbe essere altrimenti per raccontare con intelligenza e perfezione millimetrica la figura del grande poeta inglese Auden, affiancato nella prima parte da quello che sarà il suo futuro biografo e invece immaginato, nel secondo atto, in un ipotetico incontro/scontro con l'altrettanto grande Britten.

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