Caterina Bonetti

Articoli di Caterina Bonetti

Lunedì, 07 Settembre 2015 12:31

"L'invenzione della madre" di Marco Peano

Della madre non sappiamo nulla. Il dolore non livella, universalizza. La madre, protagonista di questo romanzo a due voci, non ha bisogno di descrizioni, né di lunghe presentazioni. È madre e madre da sempre per il figlio Mattia, testimone del lungo ed estenuante decorso del male che l'ha colpita.

Lunedì, 31 Agosto 2015 14:32

“Il cerchio” di Dave Eggers

Qual è il prezzo della nostra libertà? Che valore attribuiamo alla riservatezza? Cosa siamo disposti a sacrificare in cambio di una vita tranquilla, dove ogni cosa funziona a dovere, un mondo in cui siamo sicuri potremo trovare risposta a tutti i nostri bisogni? Mae è una giovane impiegata che vive una vita ordinaria: da poco laureata, trascorre la sua esistenza fra un ufficio asfittico e il piccolo appartamento che condivide con una coinquilina. Giornate tutte uguali e prive di prospettiva, ma la svolta arriva grazie all'intervento della sua migliore amica ed ex compagna di college Annie: il Cerchio, un'azienda dai contorni futuristici, l'assume come addetta al servizio clienti. Un compito apparentemente semplice, che le da però la possibilità di entrare a far parte di un universo dorato, dove efficienza e spirito d'intraprendenza sono patrimonio di ciascun dipendente e dove la vita lavorativa si svolge in spazi curati in ogni minimo dettaglio, forniti di tutti i servizi che si potrebbero desiderare. Il Cerchio non è solo un luogo di lavoro, ma un vero e proprio modo di vivere differente, improntato alla salute e al benessere. Ci si diverte e si socializza nel corso di eventi creati apposta per i dipendenti, si rimane costantemente in contatto attraverso social network dedicati e sofisticati apparecchi di monitoraggio e condivisione delle singole esistenze. Tutto questo però ha un prezzo.

Martedì, 28 Luglio 2015 19:20

“Uomini senza donne” di Haruki Murakami

Diamo tanta importanza all'amore. Viviamo per amore, lo inseguiamo, ci convinciamo che senza di esso moriremmo, lo mettiamo al centro della nostra vita. Ma l'amore, amici miei, è una sofferenza terribile. Ci confonde, ci toglie tempo ed energia, ci rende svogliati e infelici quando non lo abbiamo e ci trasforma in creature inerti quando lo troviamo. Essere innamorati è probabilmente la meno produttiva delle condizioni umane.

Nutro sempre un po' di timore nel confrontarmi, da adulta, con quelle che sono state le colonne portanti della mia formazione di ragazzina. Rivedere un film che ha significato tanto per i miei tredici anni, ascoltare una canzone che al tempo pensavo parlasse un linguaggio unico e completamente originale, visitare luoghi che sono – ad oggi – meno veri dei ricordi.
Per questo quando ho visto sullo scaffale l'ultimo libro di Bianca Pitzorno, la scrittrice che mi ha insegnato cosa significhi dimenticarsi del tempo quando si è immersi completamente nella lettura, ho provato un'immensa gioia e, allo stesso tempo, mi sono chiesta se dovessi davvero acquistarlo. Perché è difficile superare Ascolta il mio cuore, impossibile ricreare gli spazi de La casa sull'albero o far rinascere il senso di affinità elettiva che mi aveva legata alla Bambina col falcone.
Non potevo però esimermi dalla lettura, la curiosità era troppa e valeva il rischio d'incontrare il semplice tepore di un incontro fra vecchi amanti. Ma La vita sessuale dei nostri antenati è un libro per “grandi” capace di parlare alle bambine cresciute e alle donne che ancora conservano quella frenesia del leggere che, per certi versi, si perde con l'età.

Quando si parla di letture d'intrattenimento, di romanzi “per l'estate” - quelli che in queste settimane popolano gli scaffali delle librerie, addobbati da scritte promozionali corredate dall'immancabile ombrellone – si corre sempre il rischio di liquidare l'argomento ricorrendo alla formula della lettura gradevole, ma priva di spessore. Come se alla domanda “Che libro porto in vacanza?” si potesse rispondere solo attraverso una produzione letteraria figlia di un dio minore.
In un panorama di complessiva crisi della letteratura, la sfida dovrebbe invece essere quella di una produzione creativa di qualità capace d'interessare un ampio pubblico di lettori. Holly Goddard Jones con il suo La prossima volta ha decisamente vinto questa sfida. Un noir che rievoca – per molti – le atmosfere di Twin Peaks, ma che non si limita ad eccellere in un segmento “di genere”. La storia è avvincente e si dipana attraverso una narrazione sapientemente articolata su piani incrociati.

Domenica, 14 Giugno 2015 13:48

“Scarti” di Jonathan Miles

Le persone si avventuravano nel mondo barricate dietro un'armatura, ma in realtà desideravano solo che quell'armatura venisse frantumata: era per questo che si ubriacavano nei bar, che insultavano la gente su internet sotto la copertura di uno pseudonimo, forse era anche il motivo per cui si innamoravano.

Dopo anni in cui la parola femminismo veniva declinata quasi esclusivamente al passato (storia del femminismo, movimento femminista, le origini del pensiero femminista) assistiamo oggi ad un ritorno del termine declinato in modo militante. Non sono più sparuti gruppi di attiviste, per lo più della sinistra extraparlamentare, a farsi carico dei temi legati alla condizione della donna e alle lotte per l'emancipazione, ma pian piano sta emergendo - anche nel dibattito “di massa” - un rinnovato interesse per quello che si potrebbe definire “il nuovo femminismo”.
Non più una battaglia fra oppresse e oppressori, non uno scontro fra “dominanti” e “sesso debole”, ma una nuova attenzione per le questioni di genere in un dibattito aperto cui ciascuno (indipendentemente dal sesso di appartenenza) può prendere parte.

Domenica, 10 Maggio 2015 14:16

"I dirimpettai" di Fabio Viola

Ho chiuso e riposto il libro a fine lettura con la stessa sensazione che ho provato l'ultima volta che ho abbassato la tapparella della mia ormai ex stanza il giorno del trasloco. Come allora ho dato uno sguardo alle finestre del palazzo di fronte, le stesse che per anni mi avevano offerto un diversivo durante le notti insonni. I dirimpettai, le loro vite, le loro abitudini, le loro nevrosi e la strana rassicurazione che mi davano quelle presenze costanti. Senza venire mai a sapere nulla di loro, ho nutrito sempre una certa curiosità per quelle esistenze e per le storie che si svolgevano su quei claustrofobici palcoscenici domestici.

C'è qualcosa di generazionalmente autocompiaciuto in una raccolta di racconti dedicati al personaggio di Kurt Cobain a vent'anni dalla sua morte. Un'urgenza comunicativa, un bisogno di elaborare a distanza il lutto non tanto per la scomparsa del musicista, ma per la proprie perdite personali, quelle banali – le musicassette scambiate con il migliore amico a scuola, i pomeriggi spesi a ritagliare giornali, le discussioni che solo negli anni dell'adolescenza possono spingerti ad decretare con bruciante intransigenza cosa sia “musica” e cosa non lo sia – e quelle più profonde, come un amico scomparso, una ragazza alla quale non si è mai confessato un sentimento che, adesso, è troppo tardi per esprimere, la perdita di quel senso di unicità e infinite possibilità che solo a quindici anni puoi provare.

Venerdì, 24 Aprile 2015 17:50

"Ovunque tu sarai" di Fioly Bocca

A volte occorrono parole semplici, una prosa naturale e spontanea per affrontare il racconto di un difficile passaggio esistenziale. In una Torino descritta attraverso i suoi scorci si apre il racconto delle vicende di Anita, giovane (ma non più giovane) donna alle prese con una vita “in attesa”. Non c'è nulla che non va nelle sue giornate, nessun problema particolare, nessuno “scossone”: un lavoro, un compagno, amiche e tempo libero da riempire ricordando e sognando. Non ci sono “bassi”, ma non ci sono nemmeno “alti” nel suo quotidiano e quando un evento inatteso arriva a turbare questo delicato equilibrio di abitudine e rassegnazione, Anita scopre di non aver mai incominciato a vivere e di aver perso, in una costante “preparazione al domani” il senso del suo progetto di vita.

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