Caterina Bonetti

Articoli di Caterina Bonetti

Domenica, 24 Luglio 2016 15:36

“Stella stellina” di Kaori Ekuni

A quanto pare, per Mutsuki l'onestà era una cosa terribilmente importante. Era disposto a qualunque sacrificio pur di essere onesto. Anche una fastidiosa seccatura come quella assemblea di famiglia, per dire. Per fortuna io diventavo sempre più disonesta, anche per lui.

Domenica, 24 Luglio 2016 15:16

“Mia amata Yuriko” di Antonietta Pastore

No, Yuriko non era la vedova di un eroe. Se il marito fosse stato uno di quegli uomini caduti in missione, lei su quell'isola, una volta terminato il periodo dell'occupazione americana, sarebbe diventata oggetto di venerazione. Se Yuriko amava tornare lì, era semplicemente per sentire ancora la presenza del suo ex marito. Ci sono persone che amano farsi del male, mi dissi.

Domenica, 10 Luglio 2016 14:40

"L'estate senza uomini" di Siri Hustvedt

Lo spazio di un'estate per riprendere contatto con la propria identità, il tempo trascorso in compagnia di altre donne – simili e profondamente diverse – come momento di bilancio rispetto al proprio percorso esistenziale.

A Edward non piaceva vederla con i suoi coetanei. Metteva in evidenza ciò che era successo da quando stavano insieme: lui non era ringiovanito, anzi, aveva fatto invecchiare lei. In compagnia dei coetanei Ruth riprendeva la sua età reale, leggera e scintillante, mentre lui restava sulla sua isola lontana nel futuro a borbottare dietro la barba.

Il fatto è che a me piace, quando tutto sembra buono, ribaltarlo finché non torna cattivo, essere infelice a meno che da un luogo non si stia andando verso un altro, e vomitare perché è un atto che si compie a testa giù. La prima volta che Alessandro mi ha scopato ero così felice, e questo mi ha depresso, mi sono detto eccolo, ho trovato quello che mi tocca non amare.

Domenica, 28 Febbraio 2016 15:58

“Lacci” di Domenico Starnone

Appena ti sforzi di dire con chiarezza una cosa, ti accorgi che è chiara solo perché l'hai semplificata.

Sopravvivere non basta. Nella sua raccolta di racconti Le persone, soltanto le persone Christian Raimo si confronta con la contraddittorietà dei momenti di passaggio, un tempo centrali e codificati nella vita sociale degli individui, ora marginalizzati e circostanziati al solo mondo interiore.

Domenica, 10 Gennaio 2016 15:27

Parma (e po pu) - Teatro del Tempo (Parma)

Ritorna al Teatro del Tempo il ‘passo a due voci’ di Paolo Nori e Giancarlo Ilari, ancora insieme per un nuovo capitolo di "Parma (e po pu)", divertente e ironico, a tratti nostalgico. Il soggetto è sempre Parma. Parma attraversata da due sguardi lontani anagraficamente - Paolo Nori, classe 1963 e Giancarlo Ilari, classe 1927 - ma uniti dallo stesso amore per la propria città osservata nelle sue trasformazioni. Se la voce di Ilari rievoca la bèla genta di una Parma gloriosa, la Parma dei borghi e delle Osterie, la voce di Nori guarda al presente o si volge al passato più recente. Così, passato e presente si mescolano in un gioco alternato delle due voci, occasione per una riflessione poetica (e politica) della nostra città e dei suoi abitanti.

Sei stata l'unica promessa mantenuta che abbia mai conosciuto in tutta la mia vita. Lo sai quant'è raro che una promessa venga mantenuta? Una promessa mantenuta è come una balena bianca! Ma quando tu sei diventato astronauta hai mantenuto la promessa, una cazzo di promessa enorme, e ho avuto la sensazione che da lì in poi ogni promessa avrebbe potuto essere mantenuta. Che tutte le promesse potevano essere mantenute...dovevano essere mantenute.

I giovani scrittori non sono il futuro della letteratura italiana. I giovani scrittori esprimono già ora il loro potenziale accompagnandoci, come speleologi, nei sotterranei di un presente difficile da definire e ancor più da interpretare. Con la raccolta di racconti L'età della febbre Cristian Raimo e Alessandro Gazoia, curatori e autori della nota introduttiva, hanno deciso di confrontarsi con la nuova produzione letteraria italiana attraverso undici voci di narratori under 40. Un percorso d'indagine sul contemporaneo che si pone in continuità con l'antologia La qualità dell'aria, edita nel 2004 sempre da Minumum Fax, e che mostra l'attenzione costante della casa editrice per il racconto del nostro tempo inteso non solo come indagine sul presente, ma come viva testimonianza di un'epoca attraverso gli sguardi di chi la anima. Uno scorcio in diretta che offre al lettore la possibilità di entrare, senza analisi interposte, in un mondo spesso incomprensibile per i suoi costanti mutamenti. Una realtà indefinibile, ma narrabile. Afferrabile a tratti, ma solo a patto di abbandonare la logica della spiegazione univoca.

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