Caterina Bonetti

Articoli di Caterina Bonetti

Mina, Josée, Fraçoise, Nadja: quattro generazioni di donne per un racconto a più voci e una sola narratrice, Nadja Spiegelman. Figlia del noto autore di Maus, Art Spiegelman – che non compare, se non marginalmente in questo memoir - Nadja racconta la storia tutta al femminile della sua famiglia, una saga che, a differenza dell'opera paterna, solo parzialmente s'intreccia con le vicende storiche entro le quali si svolge. Tutto infatti nasce da una ricerca identitaria, quella di una giovane donna che vuole comprendere meglio sé stessa attraverso le sue radici: il rapporto con una madre, Françoise, molto ammirata, ma con la quale risulta difficile il confronto (più ancora che con la figura paterna, già in sé piuttosto ingombrante), le ragioni profonde del suo modo di essere donna e madre, maturate nella relazione con Josée, nonna che Nadja riscoprirà proprio attraverso la ricerca per il suo memoir, per chiudere – anche se di chiusura non si può parlare in un romanzo che lascia aperte infinite finestre sul passato – con Mina, madre di Josée.

Martedì, 01 Agosto 2017 19:09

“La più amata” di Teresa Ciabatti

A volte l’epigrafe scelta per un libro può rivelare molto sul senso profondo della narrazione, altre volte no, ma non è questo il caso. La più amata di Teresa Ciabatti si apre con una citazione di Philip Roth, da Pastorale Americana: Rimane il fatto che, in ogni modo, capire bene la gente non è vivere. Vivere è capirla male, capirla male e male e poi male e, dopo un attento riesame, ancora male. Questo romanzo dai tratti marcatamente autobiografici si apre con le molte certezze identitarie della protagonista/autrice bambina - Mi chiamo Teresa Ciabatti, ho quattro anni, e sono la figlia, la gioia, l'orgoglio, l'amore del Professore – incrollabili come solo le convinzioni infantili sanno essere. Presto però i piani narrativi si confondono e le certezze vengono meno: Teresa, quarantaquattro anni, una vita apparentemente normale e vissuta invece, per sua stessa ammissione, in una insofferente solitudine, si mette alla ricerca della vera “storia” della sua famiglia. Chi era suo padre? Quella figura così centrale nel suo percorso di formazione, così centrale da minare, con la sua scomparsa tutte le certezze che l’hanno resa ciò che è: una donna indipendente, fiera, scostante.

Domenica, 30 Luglio 2017 13:33

"Le Otto montagne" di Paolo Cognetti

Un percorso di formazione, un lungo viaggio spirituale e allo stesso tempo estremamente “terreno”, quasi fosse fatto di terra e roccia, anima il cuore de Le Otto montagne, romanzo di Paolo Cognetti finalista al premio Strega e vincitore dello Strega Giovani 2017.

Che senso ha la poesia e, soprattutto, ha ancora senso parlare di poesia in un'epoca in cui la rapidità della comunicazione (e la comunicazione costante) hanno reso l'attenzione scarsa, la cura per la forma e il dettaglio mestiere per pochi e l'attesa del “tempo giusto” per far scorrere lo sguardo sulla pagina poco praticabili? Aprendo una delle tante pagine del diario “massimo” di Guido Catalano – Ogni volta che mi baci muore un nazista – la risposta sembrerebbe positiva. Con uno stile essenziale, a mezza via fra il cantautoriale e la poesia narrativa d'ispirazione americana, senza eccessivi fronzoli e attento a parlare la lingua del presente, Catalano parla di sentimenti e lo fa senza traccia di autocompiacimento, senza indossare “la toga del poeta”. Amori, sofferenze, momenti di mancanza e di felicità minima vengono descritti attraverso i nostri stessi occhi, con quelle parole che avremmo voluto trovare e che, apparentemente, erano lì, così semplici, appena al di là del pianerottolo.

Giovedì, 10 Novembre 2016 20:02

Galleria Rizomi, Parma

Uno spazio nel cuore della "Parma di una volta" che possa diventare centro propulsivo per la diffusione dell'art-brut in Italia attraverso le proposte di un catalogo ricco e di spirito fortemente internazionale.

Domenica, 09 Ottobre 2016 12:57

Sarah Moon – Ici et maintenant

Mettere in relazione l'universo onirico, altamente evocativo e simbolico della fotografa Sarah Moon, artista francese di fama internazionale, con uno dei piccoli gioielli poco conosciuti della città di Parma: da questo intento è nata la mostra Ici et maintenant, a cura della Galleria Carla Sozzani.

…le cose non si mettono in ordine perché restino intatte, si sistemano per invitare il tempo a fare il suo lavoro

Lunedì, 19 Settembre 2016 19:16

“Tina” di Alessio Torino

È difficile raccontare un dolore in estate. Tristezza, malinconia, i silenzi che si avviticchiano addosso mal si combinano con il sole, la brezza marina, i lunghi disimpegnati pomeriggi sulla spiaggia. È difficile raccontare lo smarrimento di quella strana età che è la preadolescenza. Ancor più difficile se questo smarrimento si combina con il senso di abbandono da parte di un padre e la strisciante sensazione che la colpa sia di chi è rimasto.

Invidio questa gente. Sofferenza a fior di pelle, tutti i problemi esposti come le viscere di uno sventrato. Vite ridotte a bisogno puro, venato di qualcosa di simile alla santità. Mentre noialtri con le nostre macchine su e giù per la montagna – andremo avanti in eterno a prenderci per i fondelli uno con l'altro.

Ti spiego una cosa di te, Olivia. Provo con un riassunto così possiamo mangiare in fretta e tornare a lavorare. Ti fai piacere uno che all'inizio non ti piaceva. Scoprite che non funziona, tu subito e lui dopo un po', vi dite addio, a lui dispiace perderti perché scriverti e stare al telefono con te è divertente o meno noioso che stare al telefono con altre. Tu prosegui a intrattenerlo senza essere mai invitata a cena, e meno male che non è sposato, sennò gli stavi anche salvando il matrimonio.

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