Alessandra Quintavalla

Articoli di Alessandra Quintavalla

Sabato, 03 Maggio 2014 14:17

D’Artagnan - Teatro Libero (Milano)

“Il teatro non è un luogo fisico, ma un luogo della mente”. Con queste parole Corrado Accordino conclude lo spettacolo da lui scritto, diretto, interpretato e soprattutto sentito. Quella che riesce a proporre al suo pubblico è infatti una realtà tutta da immaginare, ma senza far fatica, visto che ognuno può vedere “quel luogo” ogni giorno. D’Artagnan, in scena al Teatro Libero di Milano dal 23 aprile all’11 maggio, è un grido di emozioni silenziose. Un vivissimo annuncio di stimata umanità.

Forte, come solo la verità può essere. Crudo, come solo un fatto che rappresenta il vero è. Intenso, come solo l’immedesimazione totale può far divenire. "Desaparecidos", in scena al Teatro della Cooperativa di Milano, si impossessa legittimamente di tutti e tre gli aggettivi.

Renzo era un “pirla” e Lucia un “gran cesso”… “Manzoni era un pazzo e un maniaco sessuale”. Così Raul Montanari sintetizza l’autore del libro più celebrato tra i banchi di scuola: "I Promessi Sposi". Ma celebrato da chi? Non certo dagli studenti che ne affrontano la lettura come una pena da scontare. “Invece è un libro divertentissimo”, replica lui. Raul Montanari, nato a Bergamo, è uno scrittore, traduttore, critico e sceneggiatore, e fra i suoi meriti spicca una teorizzazione del genere post noir. Sul piccolo palco del Teatro alle Colonne di Milano, trasporta il suo spettacolo-lezione: “I Promessi Sposi come non l’avete mai letto”. Lo fa informalmente, quasi come stesse sorseggiando del tè tra amici. Dietro di lui, solo una scrivania rossa. Davanti, un pubblico che aspetta di vedere mantenuta la sua promessa.

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