Dodici mesi di teatro italiano, di creatività incoercibile e indomito coraggio nel portarla avanti nonostante le difficoltà sempre in agguato. Dodici mesi che abbiamo seguito con passione giorno dopo giorno e che, come ormai tradizione sulle nostre pagine, ci piace celebrare prima che l’anno si avvii alla conclusione con un ricordo dei suoi istanti più preziosi. Ecco a voi i migliori spettacoli teatrali del 2018 secondo SaltinAria.

La bravissima Claudia Campagnola torna in scena con «Flora e li mariti sua», un testo scritto da Toni Fornari che per l’occasione si è ispirato al romanzo «Dona Flor e i suoi due mariti» di Jorge Amado. L’ambientazione trasteverina viene evocata sul palcoscenico del Barnum Seminteatro, un piccolo spazio nel cuore della Garbatella.

Domenica, 03 Dicembre 2017 17:14

La gente di Cerami - Teatro Vascello (Roma)

In scena nella Sala Studio del Teatro Vascello c’è «La gente di Cerami», un testo tratto dai racconti di Vincenzo Cerami, adattati per la rappresentazione scenica dalla figlia Aisha. Sul palco, due ottimi interpreti: Massimo Wertmuller ed Anna Ferruzzo.

Domenica, 11 Ottobre 2015 14:20

Semo o nun semo - Teatro Olimpico (Roma)

Il trascorrere inesorabile del tempo non può far scomparire le espressioni essenziali e il vissuto di un popolo che ha sempre identificato e scandito le proprie credenze, i propri costumi e le proprie esigenze con canti, parlate in versi, serenate, stornelli. Sono queste le premesse dello spettacolo Semo o nun semo, scritto da Nicola Piovani e portato in scena dalla Compagnia della Luna al Teatro Olimpico, con protagonisti Pino Ingrosso, Donatella Pandimiglio, Carlotta Proietti, Sara Fois e Massimo Wertmüller.

Fontanonestate giunge alla sua XX edizione, (14 luglio - 6 settembre 2015) rinnovando la sua proposta culturale e di spettacolo nella splendida cornice della Mostra dell’Acqua Paola al Gianicolo di Roma. Questo ventesimo anniversario è dedicato soprattutto a celebrare lo spazio in cui la manifestazione nacque nel 1996, attraverso un cartellone che punta sulla presenza di giovani artisti emergenti, sulle collaborazioni con importanti enti e organizzazioni internazionali, sulla molteplicità e alternanza delle arti (dalla Commedia dell’Arte alla Performing Art, passando per Danza, Teatro, Musica e Cinema), il tutto incastonato nella struttura barocca del Fontanone del Gianicolo.

Il virtuosismo e l'impetuosa passionalità delle Rapsodie Ungheresi di Liszt, iridescenti cristalli musicali ispirati all'irrefrenabile istintività e ricerca di libertà dei moti rivoluzionari ungheresi del 1848, costituiscono il leitmotiv di un inconsueto, delicato, moderno e a tratti spiazzante ritratto familiare. Non fermandosi allo schermo deformante di un'ironia grottesca, che talora deraglia in accenti caricaturali, si scova in questo nuova drammaturgia di Luca De Bei la consueta cifra stilistica dell'autore, pregiato incontro di sensibilità ed intelligente capacità di sprofondare tra le pieghe più recondite di anime travolte dalle turbolenze della vita; un testo teatrale indubbiamente divertente ma al contempo costellato di originali intuizioni germinali di autentica riflessione, ben sostenuto dall'acuta direzione registica di Norma Martelli che si affida tout court alle ben calibrate interpretazioni dei tre protagonisti: lo stesso De Bei, in una chiave particolarmente effervescente ed istrionica, la sempre carismatica e ricercata Federica Bern e la possente vis ironica di una Paila Pavese che catalizza magneticamente l'attenzione e le risate dello spettatore.

Lunedì, 26 Novembre 2012 21:35

La città di plastica - Teatro Due (Roma)

"La città di plastica" della giornalista Silvia Resta e di Francesco Zarzana (giornalista e autore teatrale), con la regia di Norma Martelli, interpretato da Claudia Campagnola, partecipa alla terza edizione della rassegna al femminile “Sguardi S-velati”, ideata da Ambra Postiglione e Annalisa Siciliano, in scena al Teatro Due. Uno sguardo veicolo della realtà. Alla base della rassegna l’idea di uno sguardo al femminile velato “dalle influenze storiche, antropologiche, sociali e psicologiche”. “La città di plastica” è uno spettacolo bellissimo, intimo e allo stesso tempo dirompente, esplosivo, disarmante. Arriva dentro la parte più intima dello spettatore come il proiettile sparato da una pistola; sorpassando i confini corporei, il cervello, i muscoli…

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