Dal 13 al 24 marzo. Al Teatro Bellini di Napoli, ritornano, dopo il fortunato debutto nella scorsa stagione in occasione della rassegna “Glob(e)al Shakespeare”, curata da Gabriele Russo, gli allestimenti innovativi e contemporanei delle tragedie scespiriane “Tito” e “Giulio Cesare”, per la regia dello stesso Russo nel primo caso e di Andrea De Rosa nel secondo. Una rilettura dei capolavori shakespeariani intelligente e ben pensata, che permette di riapprezzare due opere del drammaturgo inglese in una chiave del tutto inedita.

Uno spettacolo monumentale che abiterà il grande palcoscenico dello Strehler per oltre un mese e mezzo, dopo il debutto in prima nazionale assoluta di martedì 23 gennaio. “Freud o l’interpretazione dei sogni” è un’opera teatrale complessa e ardita nella quale l’autore - Stefano Massini, lo stesso del pluripremiato “Lehman Trilogy” - conferisce anima e corpo a uno dei più illuminanti trattati del Novecento: “L’Interpretazione dei Sogni”* di Sigmund Freud.

Dal 30 gennaio al 10 febbraio, nella Scatola Magica del Piccolo Teatro Strehler di Milano, è andato in scena Back To Bach - Dalle Suites per violoncello a oggi e ritorno. Lo spettacolo, scritto da Giovanna Scardoni, nasce da un’idea del violoncellista Luca Franzetti, che è attivamente presente in scena al fianco dell’attore e regista Nicola Ciaffoni.

Dal 9 al 24 gennaio la Scatola Magica del Teatro Strehler di Milano ospita Iliade, mito e guerra, una produzione del Piccolo Teatro in collaborazione con l’Associazione Culturale Mitmacher, per la regia di Stefano Scherini. Lo spettacolo ripercorre la vicenda del poema epico forse più famoso di tutti i tempi, l’Iliade, in chiave contemporanea, fornendo allo spettatore medio - che del poema omerico ha una visione al più generalizzata, stereotipata - una visione esotica dello stesso. Non già - o non solo - la guerra che diventa matrice di tutte le guerre, l’Iliade come mito di ieri e guerra di oggi, ma la profonda umanità di tutte le persone che animano i canti. La carne e il sangue, la paura di morire, il dolore della perdita, sì, ma anche la rabbia e la violenza, che sono innegabili istinti nascosti in ognuno di noi, pronti a riaffiorare in qualsiasi momento.

Dopo la recente nomina a Teatro Nazionale, Emilia Romagna Teatro Fondazione presenta una Stagione che riconosce la linea di lavoro e ricerca che negli anni ha visto ERT crescere assieme alla sua città. È proprio quella con la città la prima relazione che il Teatro deve tessere, riconoscendovi un luogo privilegiato di riflessioni, crescita personale, sviluppo di senso critico ma anche un importante momento di confronto con la realtà e la contemporaneità che ci circondano.

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