Il libro ripercorre la storia di Viareggio dagli Settanta ad oggi e propone una lettura inedita della crisi della città versiliese, con un auspicio per la rinascita e riaffermazione di un Festival di Puccini di levatura internazionale. Un libro controcorrente, autocritico in certo modo, con il coraggio di essere antisistema, quello della politica locale che ha emarginato un personaggio della cultura come Giacomo Puccini, letto superficialmente come personaggio da intrattenimento. Una critica e nel caso dell’autore quasi un’autocritica politica.

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