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Premio Lunezia Etno-Music 2011 ad ANDHIRA per l'album: "Nakitirando" produzione artistica : Luca Nulchis, esecutiva : Toni Verona pubblicato da Ala Bianca Records, distrib. Warner Gli Andhira ricevono il PREMIO LUNEZIA Etno-Music2011 per l’album “Nakitirando”, un lavoro ricco di poesia, emozioni e sonorità che abbracciano e uniscono elementi naturali e universi lontani. La motivazione(redatta da Marco Di Pasquale, estratti) : “…ricevono il premio non solo perché cantano la maggior parte dei testi in sardo, bensì perché la loro musica è una vera e propria operazione etnomusicologica: come Béla Bartok estraeva dalla tradizione ungherese forme e melodie nuove, così Andhira estrae dal sottosuolo isolano forme corali trasposte nell’uso moderno…" "…la tradizione popolare riemerge nelle sue essenzialità di ritmi(le percussioni di Giancarlo Murranca e Alessandro Garau), atmosfere(la tastiera di Luca Nulchis) e voci(i cori di Cristina Lanzi, Elena Nulchis, Egidiana Carta)..." "…anche la voce è inclusa nella ricerca di una forma comunicativa che a volte approda in un puro gioco vocale come in 'Granito e cemento', forse il brano più bello dell'album…" "… si può partire da una preghiera cristiana come in “Pregadoria”, o da una poesia della Theophilo sulla metafora tra donna e terra che ricevono la “Pioggia di cajù”, o da un racconto di Verga per la fantastica “Rosso Malpelo”… gli Andhira riescono a scanzare lo snobismo di un etnomusicologo filologo e a star lontani dal provincialismo, in un’operazione bella all’ascolto e ricca tecnicamente…” “Nakitirando” nasce da un’esigenza espressiva volta ad unire esperienze diverse, da studi musicali classici alla canzone d’autore, alla musica di tradizione orale, dalla danza alla poesia, alle arti visive, privilegiando l’incontro di diversi linguaggi: un cammino difficile, ma stimolante che ha favorito esperienze e collaborazioni molto preziose. Tra queste quella con Mauro Pagani (Premio LUNEZIA 2011 Antologia per il brano “Creuza de Mà”), che ha ospitato il trio vocale di Andhira nel suo album Crêuza de mä 2004 e che così commenta questo capolavoro creativo(estratto): "Fusioni e contaminazioni nate ai confini di culture musicali “importanti” generano nei casi più fortunati universi sonori davvero originali e profondamente ricchi dal punto di vista contenutistico e innovativo. Il caso degli Andhira a questo proposito sembra particolarmente significativo. L’ambito culturale che ha contribuito a creare il loro “suono” è un impasto poliedrico di radici e appartenenza (la Sardegna, la sua fortissima anima musicale e la sua centenaria tradizione di polifonie vocali), un’importante cultura classica di base e a colorare il tutto un’ irresistibile attrazione verso la Musica del Mondo, capace di offrire colori e universi sonori coi quali giocare e contaminare all’infinito. La combinazione di questi tre elementi e il continuo gioco di rimando tra le parti crea una trama compositiva sempre diversa e al contempo sempre omogenea e armoniosa, nata all’apparenza senza sforzo alcuno nelle pieghe di un unico magmatico universo sonoro che per vie tanto sottili quanto forti accomuna e imparenta angoli, fiumi e anime di ogni parte del mondo. Curiosamente sopra a questo gran scorrere di note e di sapienza compositiva sembra aleggiare uno spirito Prog tanto (con tutta probabilità) inconsapevole quanto marcato e significativo. In fondo culture di base, voglia di contaminare, amore per tempi dispari e strutture assai lontane dalla Forma Canzone paiono esattamente le stesse: con in più però una salutare capacità di difendersi dalla funesta tentazione di sbrodolare e “suonarsi addosso” che alla distanza rende obsoleta e quasi inascoltabile molta di quella musica. Davvero complimenti!" Mauro Pagani Andhira Elena Nulchis voce e armonium Egidiana Carta voce e flauto Cristina Lanzi voce Luca Nulchis pianoforte, armonium, voce Alessandro Garau, Giancarlo Murranca percussioni Andhira nasce nel 2001. In Sardegna, la parola Andhira è associabile ad un concetto errante della vita, una sorta di nomadismo culturale. L’origine della parola è remota, in Sanscrito la matrice fonemica “andhra” indica una via di passaggio, una porta. Nei libri arabi Andhira è il nome di una costellazione utile ai navigatori per l’orientamento in mare, ma si parla anche di una città leggendaria situata sulle coste meridionali sarde, saccheggiata dei tesori e distrutta dai pirati, costringendo i superstiti alla fuga e ad una vita forzatamente nomade. In alcuni canti di tradizione orale della Sardegna, ricorre spesso il nome della città perduta. Diventato sempre più un fonema, questo nome conserva un forte e struggente potere evocativo, e quando viene cantato nella forma de “s’andimironnai” emerge un profondo sentimento di libertà e riconciliazione. Andhira ha scelto questo nome come espressione del proprio spirito sonoro, per il quale il riferimento ad un preciso genere musicale sta decisamente troppo stretto. Si può parlare invece di un animo musicale randagio, dal quale prende vita un repertorio mutevole nella forma e nello stile di ogni singolo brano, passando per tradizioni classiche e popolari, labili confini mediterranei, agili profili di sardità e altro ancora. L’organico comprende tre voci femminili, due sezioni di percussioni e un pianoforte. La musica di Andhira manifesta spesso un’intenzione narrativa, riportando o evocando storie, vicende e ambientazioni, reali o immaginarie. Nel primo lavoro discografico dal titolo “…sotto il vento e le vele”, Andhira entra in contatto con alcune opere di Fabrizio De Andrè, alla ricerca di un luogo sonoro immaginario dove poter incontrare il grande poeta. Sue canzoni sono state “aperte”, indagate, espanse, creando al loro interno altri spazi musicali di nuova composizione. L’album, edito da Ala Bianca, è patrocinato dalla Fondazione Fabrizio De Andrè. L'ultimo lavoro discografico, “Nakitirando” -sempre con Ala Bianca- è un insieme eterogeneo di composizioni, frutto di un ciclo compositivo caratterizzato da una frequente relazione con differenti forme d'arte e di ricerca, da incontri e collaborazioni con artisti di diverse provenienze culturali. Ad impreziosire alcune tracce, le sonorità abilmente create da Mauro Pagani, Madya Diebate e Alberto Cabiddu, e la mano di alcuni amici autori e coautori come Sergio Pira, Pietro Lorrai e Carlo Antonio Borghi. Infine, il testo di un altro brano e la presentazione dell'album portano la firma della grande poetessa candidata al Nobel Marcia Theophilo. Andhira è stato protagonista in numerosi e importanti festival e rassegne nazionali, e dirette radiofoniche su programmi di Radio Rai 2-3. Tra le collaborazioni : Dori Grezzi, Sergio Ferrentino, Iride Baldo, Lella Costa, Quartetto Euphoria, Romano Giuffrida, Massimo Caroldi, Elena Ledda, Mauro Pagani, D.F.A, Luigi Cinque, Jivan Gasparyan, Fausto Mesolella, Mauro Di Domenico, il Griot Madya Diebate, Alberto Cabiddu, la poetessa Marcia Theophilo. Per Informazioni: www.andhira.com ; www.myspace.com/andhira Fonte: Luca Nulchis
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