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In libreria da febbraio 2012 Lucertola senza coda di José Donoso Edizioni: Cavallo di Ferro Pagine: 240 Prezzo: euro 1 Romanzo inedito Lucertola senza coda, romanzo inedito che la Cavallo di Ferro pubblica per la prima volta in Italia, recupera per i lettori la prosa nitida e unica di Donoso, così come alcune delle sue ossessioni, attraverso una storia ironica e malinconica sulla Spagna che si perde e si svende alle orde del turismo, destino parallelo a quello del pittore protagonista del romanzo che rinuncia all’arte perché deluso dalla sua mercificazione. Questo romanzo, che Donoso cominciò a scrivere nel 1973, è stato scoperto da sua figlia Pilar tra le carte che suo padre aveva ceduto alla Biblioteca dell’Università di Princeton. Il manoscritto originale è stato rivisto e corretto dal famoso critico Julio Ortega, che dichiara di essersi limitato a facilitare l’accesso al testo, e ci restituisce un Donoso al suo meglio. Armando Muñoz-Roa è un vecchio pittore anacoreta che vive un esilio volontario in un appartamento di Barcellona. Il suo rifugio segna la distanza dalla società che considera obsoleta e liviana. Il romanzo, narrato in prima persona, può essere letto anche come un grande monologo sul senso romantico dell’arte. Da giovane, Muñoz-Roa faceva parte del movimento informalista del quale era stato uno degli elementi più promettenti. Ma da un momento all’altro aveva deciso di abbandonare tutto e di rompere con il movimento, si era reso conto che veniva fagocitato dalle leggi del mercato desacralizzando così quel senso genuino che, secondo lui, era l’elemento indispensabile dell’opera d’arte. Nei confronti dei suoi colleghi, subito pronti a legarsi ai più importanti galleristi europei, il protagonista del romanzo sente una profonda delusione. È per questa ragione che Muñoz-Roa si decide a raccontare le sue memorie, di come da un giorno all’altro aveva deciso di vivere nel piccolo borgo rurale di Dors, in una delle sue tante case di pietra. Appena arrivato a Dors in compagnia di sua cugina Luisa, amica e amante, decide di trascorrere insieme a lei il resto della vita proprio in quel borgo ancora non contaminato dalla vanità del mondo. Presto, però, si scontrerà con gli abitanti del paese quando si accorgerà che alcuni di loro, i più influenti, vorrebbero fare di lui un’attrazione turistica e non certo per il benessere collettivo, bensì per i soliti interessi economici e privati. Questa ulteriore prova della corruzione del mondo finisce per schiantare l’animo già fragile del pittore fuggiasco. Muñoz-Roa è una specie di Pigmalione. Da qui a pensare che sia un riflesso di ciò che Donoso è stato in vita, il passo è breve. Lucertola senza coda contiene tutti i suoi grandi temi poetici, primo fra tutti quello della ricerca dell’utopia, ricerca destinata a rompersi le ali contro la realtà sempre volgare e materialista. José Donoso (1924-1996) è uno dei massimi esponenti della letteratura sudamericana. Pochi come lui sono riusciti a rendere la psicologia decadente di determinati strati sociali. La complessa tela delle corrosive passioni umane è magistralmente descritta nei suoi libri. Con audacia e precisione, Donoso ha costruito un’opera di indiscutibile forza internazionale. A lui hanno fatto riferimento grandi della letteratura come Mario Vargas Llosa, Carlos Fuentes e Gabriel García Márquez. Ha ottenuto svariati riconoscimenti, tra i quali il Premio nazionale di letteratura, il Premio della critica (Spagna), il Premio Mondello e il Premio Roger Caillois (Francia). Nel 2009 Cavallo di Ferro ha pubblicato anche il suo Casa di campagna. Fonte: Ufficio Stampa Cavallo di Ferro
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