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João Tordo Il buon inverno Cavallo di Ferro pp. 290 16,50 euro isbn 9788879070935 dal 29 settembre in libreria Romanzo dall'autore vincitore del premio José Saramago 2009 Quando il narratore, uno scrittore portoghese prematuramente frustrato e ipocondriaco, arriva a Budapest per un incontro letterario, è ben lungi dall'immaginare fin dove potrà portarlo la letteratura. Conoscerà infatti Vincenzo Gentile, uno scrittore italiano più giovane di lui, un uomo energico e mezzo matto, che lo convincerà a partire dall'Ungheria per andare in Italia, a Sabaudia, dove un famoso produttore cinematografico ha una casa nel bosco. Insieme a loro partono Olivia, la bella fidanzata di Vincenzo, e Nina, fidanzata e agente letteraria di John McGill, lo scrittore inglese il cui ultimo romanzo presto diventerà un film. La casa, isolata e nascosta dagli sguardi indiscreti, è il luogo in cui Don Metzger, il produttore, trascorre l'estate che chiama "Il Buon Inverno". Don Metzger ha due ossessioni: il cinema e le mongolfiere. Il gruppo arriva nella lussuosa casa in mezzo al bosco e lì conosce il regista Roger Dromant, sua moglie Stella e la celebre attrice Elsa Gorski. Tutti attendono ansiosamente, in un ambiente di alcol ed eccessi, l'arrivo del padrone di casa. McGill li raggiunge in piena notte, in tempo per scoprire il cadavere di Metzger nel suo lago privato. Ed ecco che ciò che sembrava il luogo delle ambizioni personali, si trasforma all'improvviso in una storia di puro horror. Andrés Bosco, l'enorme e minaccioso catalano che costruiva le amate mongolfiere per il padrone di casa, decide di nascondersi nella foresta circostante dicendo che lì attenderà la confessione dell'assassino per vendicare l'omicidio di Metzger. Da questo momento gli altri, spaventati, fragili ed egoisti, cominciano a crollare. Disperati, barricati in casa e di fronte ad eventi tanto drammatici, ognuno di loro esprimerà il peggio di sé. Come in un racconto di Stephen King, gli ospiti della casa cercheranno uno alla volta di scappare. Poiché Bosco vuole una confessione, altrimenti li ucciderà tutti, ognuno di loro scriverà una deposizione con la sua versione dei fatti. E sarà lo scrittore portoghese a doverle consegnare. Ma nessuna di queste deposizioni convincerà Bosco. Lo scrittore sarà allora costretto a inventarsi la sua versione dell'accaduto. Da quel momento, Bosco, come un enorme mostro delle tenebre, comincerà a uccidere gli ospiti uno alla volta. Alla fine, solo lo scrittore portoghese e una delle ospiti della casa sopravvivranno a quella terribile strage attraverso una fuga rocambolesca che, forse, consegnerà al lettore l'unica possibile verità. João Tordo è nato a Lisbona nel 1975. Dopo la laurea in Filosofia ha studiato giornalismo e scrittura creativa a Londra e a New York. Nel 2001 ha ottenuto il Young Talents Literature Award a Lisbona, città nella quale attualmente vive e lavora come giornalista; e nel 2009 il premio José Saramago per As três vidas (2008). Oltre che di Il Buon Inverno è autore di Hotel memória (2007). Le sue opere sono pubblicate in Francia, Brasile e Croazia. Fonte: Ufficio Stampa Cavallo di Ferro
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