"Tres": un quartetto di interpreti d'eccezione, diretti da Chiara Noschese, per una commedia impudica ed esilarante

Scritto da  Redazione Teatro Lunedì, 07 Ottobre 2013 

TresUn testo scritto da un nuovo autore spagnolo e diretto da una donna, di una ‘comicità violenta’ per ammissione della stessa Chiara Noschese, che di questa caratteristica si è innamorata con l’idea di ‘aprirlo’, dilatarlo per accompagnare il pubblico italiano in una comicità irriverente, senza un preciso messaggio o una proposta di legge, ma un semplice gioco per raccontare la vita: la voglia d’amore e di famiglia, anche se non più con il modello tradizionale. Attori scelti per elezione e per essere una squadra, un lavoro del quale tutti sembrano fortemente entusiasti e soprattutto divertiti. Il desiderio di raccontare il femminile e il maschile senza femminismi o maschilismi per assaporare due dimensioni che si intrecciano in modo sempre nuovo.

 

 

 

 

 

Sala Umberto, Prima nazionale 8-27 ottobre 2013
Enzo Sanny presenta
TRES
con Anna Galiena, Marina Massironi, Amanda Sandrelli, Sergio Muniz
una commedia di Juan Carlos Rubio
traduzione di Isabella Diani
adattamento Pino Tierno
produttore esecutivo Tiziana D’Anella
regia Chiara Noschese

 

 

La regista, Chiara Noschese, felice per una volta di ricoprire il ruolo di direzione senza essere in scena, apre la conferenza stampa e racconta alcune tracce della trama senza sbilanciarsi troppo per non rubare la sorpresa dei colpi di scena. Tre donne, amiche di lungo corso, inseparabili, ognuna affetta da una grande solitudine, si riuniscono per una serata ‘decisamente scorretta’. Dopo alcol e droghe – leggere tengono a precisare le attrici – prendono la folle decisione di farsi mettere incinte dall’uomo ideale che rintracciano in una figura comune lo stesso giorno. Nessuna ha infatti un bambino. Tre mondi e un quarto, quello maschile, lontani anni luce l’uno dall’altro ma legati come aspetti di una stessa persona, del maschile e del femminile, della voglia di fare famiglia intesa come la ricerca di un gruppo di persone che si vogliono bene. Un male diffuso, in mezzo alla difficoltà di ricostruire tre vite sentimentali finite per ragioni diverse.


TresAnna Galiena è Marisa, prototipo della star – la cui casa parla per lei e la vedremo in scena – affermata conduttrice televisiva ma “frustrata di non essere riuscita a fare cinema e teatro. E’ uno spettacolo di insieme dove ognuna interviene con alcune caratteristiche e forse io sono l’elemento disturbante, insidioso”.
Amanda Sandrelli è Angela, “mitomane ingenua, impiegata statale che fatica a sbarcare il lunario. Triste e sola perché ho perso mio marito e forse sono stata incapace di ricostruirmi una vita. La storia è decisamente una commedia anche se al centro c’è la solitudine e il dolore”.
Marina Massironi, infine, veste i panni di Carlotta, “divorziata dopo tanti tradimenti. L’esperienza matrimoniale mi ha lasciato impaurita e molto prudente con numerosi dubbi”.
Sergio Muniz, che la regista definisce una sorpresa, è l’uomo prescelto, “L’uovo di Pasqua, come preferisco definirmi per la sorpresa. La vittima e insieme anche il carnefice per quello che rivelerà il mio personaggio. Non credo che esistano donne e uomini ideali, ma solo donne e uomini reali”.


Il testo italiano si annuncia come una traduzione fedele all’originale spagnolo, del quale ha conservato anche i tratti più duri, senza restare in punto di forchetta, di quello che è stato il maggior successo in Spagna negli ultimi due anni. Il regista viene definito l’Almodovar del teatro e il suo testo non vuole dare messaggi, “non è una proposta di legge – suggerisce Anna Galiena – ma prima di tutto intende divertire, giocare con lo spettatore, anche uomo. Le donne sono in qualche modo fatte a pezzi e il maschile non ne esce peggio del femminile. Tra l’altro sono tre aspetti di una donna più che tre donne, almeno nell’interpretazione di Chiara Noschese che sostiene che il pubblico italiano sia pronto per un salto di segno e per un testo impudico. Ma alla fine il bambino o i bambini nasceranno? Questo lo scopriremo sulla scena, nell’ultima parte dello spettacolo dove Amanda Sandrelli racconterà con colpi di scena il mistero che si cela in lei.

 

 

Teatro Sala Umberto - via della Mercede 50, Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6794753
Orario botteghino: dal lunedì al sabato 10.30-19, domenica 10.30-17
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17, sabato ore 17 e 21
Biglietti: da €32 a €16



Articolo di: Ilaria Guidantoni
Grazie a: Silvia Signorelli, Ufficio stampa Teatro Sala Umberto
Sul web: www.salaumberto.com

 

 

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