TREND nuove frontiere della scena britannica - al Teatro Belli la XIV edizione

Scritto da  Domenica, 11 Ottobre 2015 

Con due mesi di programmazione, non è esagerato dire che “Trend – Nuove frontiere della scena britannica”, in calendario al teatro Belli di Roma dal 13 ottobre all’11 dicembre, rassegna-festival che ha il sostegno del Comune di Roma, è l’appuntamento italiano più solido, più specializzato, più diversificato e più esteso in tema di drammaturgia contemporanea inglese prontamente tradotta e convertita in reading, mise en espace e spettacoli con attori e registi di casa nostra.

L’attuale potenziamento ha in serbo quattordici titoli risalenti a tredici autori, perché figura due volte il repertorio di Simon Stephens (Waswater, Heisenberg, mentre il cartellone si sofferma sulla scoperta di Chris Thorpe (Confirmation), su scommesse che vanno da Stuart Slade (Cans) a Marina Carr (The Cordelia Dream), da Nina Raine (Tribes) a Penelope Skinner (Fred’s Diner), da Alistair McDowall (Captain Amazing) a Jen McGregor (Confort&Joy), a Gary Duggan (Dedalus Lounge), proponendo nomi consolidati come David Greig (The Letter of Last Resort), Owen McCafferty (Unfaithful), Claire Dowie (All Over Lovely), Philip Ridley (Tender Napalm).

Difficile, in un così ampio quadro di scritture odierne, vantare o trovare un filo rosso, un minimo comun denominatore. Vengono monitorati i malesseri, le memorie scomode, i rapporti fuori sesto, gli schemi o le mancanze di schemi identitari, gli estremismi quotidiani, i destini in frangenti d’emergenza, le scuole di pensiero inconciliabili, l’altro da noi. E i copioni sono risolti con singola voce o con pluralità di personaggi, prendono corpo come letture già coscienti, come semi-allestimenti in cantiere o come spettacoli completi. Abbiamo coinvolto (ma a volte abbiamo ricevuto proposte autonomamente valide in sé) registi già inclini a misurarsi col teatro attuale e attualissimo d’Oltremanica, e abbiamo sennò ingaggiato teatranti di energica curiosità, che fronteggeranno ex novo plays britannici di questi ultimi tempi. A dare un marchio ai testi saranno Jacopo Gassman, Filippo Gili, Valter Malosti, Valerio Binasco, Carlo Emilio Lerici, Elena Sbardella, Massimiliano Farau, Giacomo Bisordi, Monica Nappo, i Sacchi di Sabbia, Marcela Serli, Emiliano Russo, Roberto di Maio.
Come sempre “Trend” è una finestra che s’affaccia sulla cultura inglese del creare teatro, su una cultura inglese del farlo, e su una cultura inglese del percepirlo, facendo di tutto per sperimentare un’immediata versione a misura di giovani artisti, di realizzatori e di spettatori italiani.
Rodolfo di Giammarco

TREND – nuove frontiere della scena britannica – XIV edizione
rassegna a cura di Rodolfo di Giammarco
13 ottobre – 11 dicembre 2015
Teatro Belli

PROGRAMMA DELLA RASSEGNA

dal 13 al 15 ottobre

CONFIRMATION
di Chris Thorpe
con Nicola Pannelli
luci Gianni Staropoli
traduzione e mise en espace a cura di Jacopo Gassmann
Produzione Ass. Cult. NARRAMONDO

Se tu mi mettessi con le spalle al muro, probabilmente ammetterei di essere di sinistra. Ovviamente, l'essere messo con le spalle al muro è esattamente quello che mi aspetto da uno come te.

Confirmation è un testo sulle barriere attraverso le quali non riusciamo a parlare, sul rigetto impulsivo del punto di vista contrario al nostro e sui meccanismi che ci portano a scegliere soltanto ciò che conferma le nostre ragioni.

Attingendo da alcuni studi intorno al tema del “pregiudizio di conferma”, l'autore tenta di instaurare un “dignitoso” dialogo, reale e immaginario, con l'estremismo politico.
Per cercare di capire come costruiamo le nostre convinzioni e come mai, partendo da un comune punto di partenza, finiamo per ritrovarci così distanti gli uni dagli altri.

Chris Thorpe è oggi una delle voci più importanti del teatro britannico. La sua opera si interroga sul comportamento umano, ponendo alcune semplici ma ingannevoli domande ad esso sottese. Esaminando l'intersezione fra quelle domande e il nostro modo di rapportarci al vivere quotidiano e alla politica, i suoi testi sovvertono e reinventano le convenzioni della “lecture performance” (o conferenza performance).

“Se la tua visione del mondo poggia sul fatto di credere che c'è un'ottusa, stupida inflessibilità alla base dell'estremismo, il giorno in cui ti siederai a parlare con degli estremisti, quella tua visione del mondo verrà destabilizzata. Non ci si può più concedere il lusso di trattarli in quella maniera.... Lo spettacolo mi ha reso più progressista, ma mi ha fatto odiare un certo tipo di progressismo. C'è un progressismo aggressivo in me adesso.” Chris Thorpe

“Confirmation è un oggetto raro e prezioso: un testo che ci mette in guardia dal nostro uso selettivo dell'evidenza e che non scivola verso quel vago sentimento in nome del quale “dobbiamo tutti ascoltarci e capirci meglio”. Thorpe invece sprona se stesso e noi ad essere consci del nostro pregiudizio e a mantenere la nostra passione e le nostre certezze, assicurandoci sempre che siano corroborate dall'evidenza concreta.” The Guardian

“E' come se Thorpe avesse chiesto ai suoi princìpi di camminare sui carboni ardenti per dimostrare che le sue verità sono le più giuste e le migliori per cui vivere. E, ovviamente, mentre alcuni dei suoi assunti bianchi e neri sui Glen di questo mondo sfumavano verso il grigio, Thorpe veniva gettato all'indietro in una dolorosa ricerca interiore che ha raggiunto tutti noi.” The Herald

dal 18 al 20 ottobre

CANS
di Stuart Slade
traduzione di Natalia di Giammarco
con Filippo Gili e Barbara Ronchi
scene e costumi Francesco Ghisu
regia Filippo Gili
produzione Uffici Teatrali

Cans è una lattina.
Dove si stappa, acre, una storia d’amore interrotta.
Un’orchestrazione di ricordi a due fiati.
Lo scoppio di una formazione.
Una lattina dalle lenti distorte.
Com’è distorto il sarcasmo di un recupero impossibile.
Com’è distorta la gioia di una impotenza sublime.
Com’è distorta la consapevolezza progressiva di un mondo a mille bocche e senza orecchie.
E la scoperta, facendo il giro del dolore, di un pregiudizio non deformabile perché necessario, e di una colpa troppo vera per immiserire l’amore che gli gravita intorno.
Il tutto dentro un garage: mezzanino di pietra fra il pubblico e il privato; epiglottide che separa, unendole, coscienza politica, e quella ‘merda privata’, infine, così compresa, così amata, così accettata.

dal 23 al 25 ottobre

WASTWATER
di Simon Stephens
traduzione di Ilaria Matilde Vigna
con Daniela Poggi, Giorgio Lupano, Valter Malosti, Roberta Caronia,
Alice Spisa, Federico Lima Roque, Josephine Pastore
reading a cura di Valter Malosti
Produzione Teatro di Dioniso

Ambientato nei dintorni dell’Aeroporto di Heathrow (Londra), Wastwater è un play ellittico, composto da un trittico di storie. Una istantanea di tre diverse coppie che sono alle prese con una scelta che avrà conseguenze decisive per il loro futuro. Solo alla fine scopriremo che forse sono in relazione tra loro, ma niente ci verrà spiegato in modo chiaro e netto, lo spettatore dovrà costruirsi la sua storia particolare senza avere certezze.
Harry è sul punto di lasciare l'Inghilterra. Frieda sa che non lo vedrà mai più.
Lisa e Mark si incontrano in un hotel per fare sesso, ma il loro incontro li porterà nelle zone più buie dell’animo umano, un luogo dove tutto diventa possibile...
Sian deve vendere qualcosa a Jonathan, ma si tratta di un commercio spaventoso.

27 / 28 ottobre

Valerio Binasco e Teresa Saponangelo
leggono
THE CORDELIA DREAM
di Marina Carr
traduzione di Valentina Repetti
coordinamento scenico Valerio Binasco
produzione Trilly

Marina Carr ha colto al volo l’occasione di una committenza della Royal Shakespeare Company per travestire una tematica potente e violenta di rapporti sanguinosi tra padre e figlia, tirando in ballo la relazione tra Lear e Cordelia. In realtà nel testo odierno le due figure sono molto meno imponenti dell’archetipo del Bardo, e manifestano debolezze umane, tenerezze e derive psichiche angoscianti e poetiche, affette come sono da un realismo particolare, declinabile come in certe opere di Bergman. C’è un clima di sogno che in qualche modo pervade un po’ tutta la dimensione del dialogo, e questi personaggi così stravolti da desiderio di reciproca distruzione mi appaiono come vittime più che come carnefici.
A un certo punto mi piace il coraggio della Carr di mettere in scena una conversazione tra fantasmi (anche se il morto è uno solo), e io rispetto molto questo coraggio drammaturgico, un aspetto acuto di questa scrittura, dove acquistano spessore gli schemi popolari. Se potessi alludere alla fenomenologia che muove una struttura alla Cappuccetto Rosso, qui mi domanderei altrettanto: chi glielo fa fare a questa ragazza a bussare alla porta del lupo, per farsi divorare da un tale padre? E la mente va pure a certe ragazzine del mondo di Prévert che si fanno sbranare, nell’ambito però di una concezione nordica.
Un’annotazione mi sembra importante: io non abbocco alla provocazione consistente nel dover vedere in loro due la reincarnazione di Lear e Cordelia. Diciamo, piuttosto, e questa non è una critica ma un fattore più intrigante, che sono due mediocri desiderosi di darsi un tono nella vita: affetto, il padre, da un fallimento creativo, e preda, la figlia, di un fallimento artistico. Malgrado le apparenze, i nomi e il titolo, il valore del testo sta quindi nel fatto che non è, al dunque, una riscrittura del Re Lear. C’è, semmai, un tema che io colgo in ragione di un profondo significato, il “tema del niente” che condanna tutti e due: lui ha convinto la figlia di essere un niente, ma lui stesso è niente. Sì, eccola la parola chiave: niente.

dal 30 ottobre all' 1 novembre

HEISENBERG
di Simon Stephens
traduzione e adattamento di Carlo Emilio Lerici
con Antonio Salines e Francesca Bianco
regia Carlo Emilio Lerici
produzione Teatro Belli

"Questa è la cosa più strana che due persone abbiano mai fatto?"

Nella confusione di una affollata stazione ferroviaria di Londra, Georgie ha visto Alex, un uomo molto più vecchio di lei, e lo bacia sul collo.
Da questa scintilla prende il via un affascinante dialogo, quasi un gioco a due, dove le incerte e spesso comiche schermaglie tipiche delle relazioni umane diventano brillante materia teatrale.
Questo gioco, però, cambierà per sempre la loro vita.

Il titolo fa riferimento al fisico atomico Werner Heisenberg, conosciuto per il "principio di indeterminazione", ovvero l'idea che si può misurare con precisione la velocità di una particella subatomica o la sua posizione, ma non contemporaneamente.

Lo spettacolo è stato commissionato dal Manhattan Theatre Club di New York dove ha debuttato nel giugno 2015.
Questo allestimento è dunque una “prima assoluta” europea.

2 / 3 novembre

TRIBES
di Nina Raine
traduzione di Enrico Luttmann
con Stefano Santospago, Ludovica Modugno,
Barbara Giordano, Luchino Giordana, Federico D’Andrea, Alice Spisa
E con Deborah Donadio, attrice e consulente LIS
Rosa Anna Rinaldi, aiuto regia per la LIS
Giulia Cosentino assistente alla regia e responsabile organizzativo
Documentazione video Angelo Loy
mise en espace a cura di Elena Sbardella
produzione Miakira Ozu Creative Media Ltd
con la collaborazione dell’Istituto Statale per sordi - Roma (ISSR)
Un grazie speciale a Giulia Porcari e Domitilla Ruffo, dell’agenzia letteraria Tolnay
Un grazie particolare a Norma Martelli, Francesca Di Meo e Luca Des Dorides
SPETTACOLO IN ITALIANO CON SOPRATITOLI

Già rappresentato con grande successo al Royal Court Theatre di Londra e al Barrow Street Theatre, off-Broadway, arriva per la prima volta in Italia

Mai scontato. Divertente. Emozionante. Di un’intelligenza feroce. Tribes muove dalla storia di una vivace famiglia politicamente scorretta di origini ebraiche. Una comunità familiare udente, con le sue regole i suoi valori, le sue idiosincrasie. A capo della tribù ci sono Beth e Christopher, i genitori di Daniel, Ruth e Billy. Billy è sordo dalla nascita.
Quando Billy incontra Sylvia, una giovane donna nata da genitori sordi che sta per perdere l’udito, entra in contattato con la lingua dei segni e con la famiglia allargata della comunità sorda. Tutti gli equilibri risultano alterati: Billy è disposto ad abbandonare la sua tribù di provenienza, Sylvia ormai quasi del tutto sorda, non riconosce più neanche se stessa in tutto quel silenzio.

dal 6 all' 8 novembre
domenica 8 novembre ore 17.30 e 21

THE LETTER OF LAST RESORT
di David Greig
traduzione di Massimiliano Farau e Laura Mazzi
con Laura Mazzi e Sergio Romano
scena Fabiana Di Marco
luci Camilla Piccioni
regia Massimiliano Farau
produzione Ass. Cult. A-tensione

Il nuovo Primo Ministro britannico, una donna, si è appena insediato. È ormai notte, ma lei si trattiene ancora nel suo studio per finire di scrivere una lettera di condoglianze alla madre di un soldato caduto. Non udito, quasi di soppiatto, un alto funzionario fa il suo ingresso e le spiega che è compito di ogni Primo Ministro, nel primo giorno del suo mandato, redigere un' altra lettera, ben più impegnativa, cogente e segreta, destinata ai comandanti dei sottomarini atomici Trident: la 'lettera dell’ultima risoluzione'…

David Greig ha scritto un complesso e raffinato rompicapo etico-politico in
cui due intelligenze si sfidano attorno al più impegnativo dei quesiti
che un capo di stato possa affrontare: quali scelte deve compiere, e
secondo quali parametri etici, una nazione che rischi, in un ipotetico
scenario di guerra atomica, di essere cancellata dalla faccia della terra?

dal 12 al 15 novembre

FRED'S DINER
di Penelope Skinner
traduzione di Enrico Luttmann
con Michele di Mauro, Pia Lanciotti, Aurora Peres, Francesco Petruzzelli, Camilla Semino Favro, Carlo Valli
scene Paola Castrignanò
costumi Anna Missaglia
luci Marco D'Amelio
locandina Werther Dell'Edera
progetto grafico Cosimo Lorenzo Pancini
produttori esecutivi Cristina Poccardi, Giacomo Bisordi
regia Giacomo Bisordi
produzione Società per Attori / Barbaros

Il sogno è il genere. L'incubo, la specie. - J.L.Borges

In un diner si mangia: si fa colazione, si pranza, si cena e ancora si fa colazione, si pranza e si cena.
Un diner è un ristorante ma un ristorante non è un diner.
Un diner è sempre aperto anche quando è chiuso: in un diner il tempo non esiste.
Un diner ha un padre, non un padrone.

Il Fred's diner è un diner. E Fred è suo padre.
Sul menù del giorno del Fred's diner ci sono le famose ali di pollo fritte con la salsa segreta Bernie, le lombate di bue alla portoghese e la cheesecake Melée.
Il menù del giorno è macchiato del sangue di Fred.

Il Fred's Diner ha i suoi clienti abituali.
Chi ha bruciato il calendario, chi pensa di avere ancora un'occasione da inseguire.

Nel Fred's diner lavorano tre cameriere: Melissa, Chloe ed Heather.
Una di loro sogna di essere ammessa in un'università prestigiosa e desidera incendiare il suo sangue.
Un'altra vuole smettere di essere sé stessa ogni volta che si alza dal letto.
Ed un'altra di loro cerca di essere fedele all'incubo che si è scelta.

Una di loro ha fracassato il cranio di Fred con una mazza da baseball.

dal 19 al 22 novembre

CAPTAIN AMAZING
di Alistair McDowall
traduzione di Marco Casazza
con Nicola Nocella
regia Monica Nappo
produzione Ass. Funamboli / Festival Quartieri dell'Arte Viterbo

“Captain Amazing” è un’intelligente commedia britannica di ultima generazione, e propone le avventure immaginarie di Mark nei panni del suo alter-ego Captain Amazing ( come, ad esempio, bere una birra con Batman), avventure che si confondono con scene della sua vita familiare di tutti i giorni.
McDowall dimostra con questo testo una grande sensibilità nel raccontare le interazioni quotidiane che definiscono il rapporto padre-figlio, in un’analisi acuta che mostra quanto la paternità possa cambiare le persone, trasformando un uomo che riesce a malapena a guardarsi allo specchio in un supereroe.
Come ha affermato i, critico del Telegraph Laura Barnett, “Mark è il tipo d’ uomo che non guarderesti due volte quando lo incontri per strada: pelato, curvo, titubante. Pattina sulla superfice della vita, buttando il tempo al suo lavoro al B&Q, mentre si barcamena tra problemi di soldi e un padre alcolizzato con cui non parla. Un giorno incontra una donna che gli concede un secondo sguardo, e con questa dà alla luce la loro bambina, Emily, e improvvisamente Emily è convinta che suo padre sia un supereroe. Scritto da Alistair McDowall - giovane drammaturgo vincitore del prestigioso Bruntwood award – questo one-man show è una piccola gemma.”

24 / 25 novembre

UNFAITHFUL
di Owen McCafferty
traduzione di Natalia di Giammarco
con Giovanna Daddi, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Dario Marconcini
mise en espace di Giovanni Guerrieri/Dario Marconcini
produzione I Sacchi di Sabbia

UNFAITHFUL di Owen McCafferty è un testo sulle “possibilità” di essere, sulla “possibilità” del tradimento e dell’amore. Vi si scontrano tragicomicamente (al momento non c’è un modo migliore di dirlo) due coppie, una matura e una più giovane. In quest’edizione per Trend, il macht è complicato dal fatto che a scontrarsi – a colpi di dialoghi serratissimi e non sense - sono due vere coppie di teatranti, perfettamente implausibili: Giulia Gallo&Giovanni Guerrieri (I Sacchi di Sabbia) vs Giovanna Daddi&Dario Marconcini (Teatro di Buti).
La compagnia I Sacchi di Sabbia nasce a Pisa nel 1995 e nel panorama della scena teatrale italiana si distingue per la capacità di far incontrare tradizione popolare e ricerca culturale spingendosi di volta in volta nell'esplorazione creativa di terreni diversi. La Compagnia ha ricevuto un Premio UBU Speciale nel 2008 e il Premio Nazionale della Critica nel 2011.
Dario Marconcini e Giovanna Daddi, insieme, hanno dedicato la vita al teatro. Oltre alla direzione del vivacissimo Teatro di Buti, sulle colline pisane e le importanti produzioni con la Compagnia del Maggio Pietro Frediani, sono tra i fondatori del Centro di Sperimentazione Teatrale di Pontedera. Attivissimi anche come attori, vantano importanti interpretazioni nei film di Jean-Marie Straub.

dal 27 al 29 novembre

COMFORT&JOY
di Jen McGregor
traduzione di Bianca Pugno Vanoni e Elisabetta Scarano
con Elisabetta Scarano e Bianca Pugno Vanoni
luci e suono Luca Moroni
assistente e fotografa Margarita Egorova
regia Marcela Serli
produzione Trilly

La possibilità incombente di finire la loro esistenza separate e in un ricovero per poveri pende come una spada di Damocle sulle teste di due giovani sorelle. Rosemary lavora senza tregua per salvare se stessa e Violet che, cieca, può solo vagare con la mente e ricordare il loro passato felice di bambine prodigio.
La Vigilia di Natale, Rosemary sorprende Violet con un dolce che non si potrebbero permettere. Mentre il freddo sottoscala si riscalda al ricordo della mamma e di amori irrisolti, strani rumori al di là della porta inquietano Violet; qualcosa non torna. Quando Violet si accorge che la porta è chiusa dall'esterno, niente può prepararla alla agghiacciante rivelazione di Rosemary. Fin dove può spingersi l'amore di una sorella? I festosi canti di Natale sfumano nel silenzio e le due ex bambine prodigio si esibiscono nella loro ultima fatale esibizione.

1 / 2 dicembre

ALL OVER LOVELY
di Claire Dowie
traduzione di Ottavia Orticello e Emiliano Russo
con Flaminia Cuzzoli e Ottavia Orticello
scenografia Flavia Tomassi
foto di scena Sara Palliccia e Barbara Baldigari
disegno luci Silvia Crocchianti
regia Emiliano Russo
produzione Ass. Upnòs

Due donne A e B, coetanee, cresciute insieme dall’età di sette fino ai quindici anni, si rincontrano dopo molto tempo, complice un’occasione particolare.
E quell’infanzia e quell’adolescenza condivise hanno lasciato sulle persone che sono oggi tracce indelebili; il formarsi di pari passo dei reciproci corpi, una graduale e condivisa presa di coscienza di cosa implica nascere «femmina» in questo nostro mondo contemporaneo, a quali condizionamenti si è sottoposte, a quali schemi comportamentali viene richiesto di conformarsi, come costruire la propria identità e conquistare il proprio spazio attraverso l’altra e, spesso, a discapito dell’altra. E nell’oggi della scena, come ieri, tornano ad innescarsi vecchie dinamiche di manipolazione e necessità di controllo, un reciproco specchiarsi che rivela l’inconsistenza delle maschere che ciascuna si ostina maldestramente a portare. Solo certi e rari occhi, infatti, hanno il potere di spogliarci delle nostre maschere, obbligarci a vedere noi stesse/i per davvero, far crollare quegli ideali - talvolta fanatici – che strumentalizziamo e in cui ci rintaniamo, credendo di poter così giustificare i nostri dolorosi vuoti.

dal 4 al 6 dicembre
domenica 6 dicembre ore 17.30 e 21

DEDALUS LOUNGE
di Gary Duggan
traduzione di Natalia di Giammarco
con Giovanni Anzaldo, Piero Cardano e Margherita Laterza
trucco Daniela Cardano
foto Alberto Guerri
aiuto regia Giacomo Tarsi
scene, disegno luci e regia Roberto Di Maio
produzione ForzaMaggiore

“Vi dico cosa mi piace di più dell’invecchiare. Non fai più le stronzate come prima. Nessuno è più sensibile. O suscettibile. Puoi dire quello che vuoi. Puoi dire di più la verità.”

Il Dedalus Lounge è un vecchio bar nel centro di Dublino che è riuscito a rimanere ostinatamente intatto nonostante lo tsunami di “modernità” che ha cambiato tutta l'Irlanda intorno.
Tre vecchi compagni di scuola, Daragh, Danny e Delphine sono clienti abituali.
Non sarebbero mai stati amici se si fossero incontrati oggi. Ciò che li tiene uniti è la loro storia comune, il loro essere cresciuti insieme.
L'atmosfera natalizia, l'alcool e un'insolita onestà; tutto sembra precipitare i tre protagonisti in un area sconosciuta e incontrollabile del loro rapporto.
Brillante e crudo, straziante e ironico, “Dedalus Lounge” si impregna del rapporto tra i tre protagonisti, restituendo al pubblico una profonda e disarmante analisi dell'amicizia, in un continuo scontro tra passato e presente...

dall' 8 all' 11 dicembre

TENDER NAPALM
di Philip Ridley
traduzione di Massimiliano Farau
con Monica Belardinelli e Mauro Conte
regia Carlo Emilio Lerici
produzione Istituto Studi dello Spettacolo Teatro Studio

Tender Napalm è un testo che esplora gli spazi che intercorrono nel rapporto tra un uomo e una donna attraverso un linguaggio di grande impatto emotivo, e di grande profondità concettuale. Esplosivo, poetico e brutale, il testo rivede e ridefinisce i termini dell'amore in una chiave ferocemente romantica.
Pur non essendo specificati ambienti, personaggi e vicende, Tender Napalm è un vero e proprio dramma in diretta: due persone sezionano il loro rapporto attraverso una miscela distorta della memoria e dell'immaginazione; monologhi e conversazioni si fondono in una bizzarra e sfrenata sequenza di fantasie sul sesso, la violenza, i conflitti e la fede.
Tender Napalm è una perfetta sintesi della poetica di Ridley.
Le sue atmosfere oscure e brutali, costruite su conflitti e distruzioni, diventano, in questo testo, lo spunto da cui liberare l'immaginazione per disegnare paesaggi magici e fantastici.
Tender Napalm ha debuttato nel 2011 al Southwark Playhouse, Londra.
Carlo Emilio Lerici torna ancora una volta a misurarsi con Ridley. Un percorso inziato nel 2008 con Mercury Fur e proseguito negli anni successivi con Vincent River, Moonfleece e, lo scorso anno, Dark Vanilla Jungle.

CICLO PROIEZIONI DIGITAL THEATRE

proiezioni in lingua originale senza sottotitoli
ingresso gratuito
ore 18

9 novembre
OVER THERE
di Mark Ravenhill
con Harry Treadaway, Luke Treadaway
regia Mark Ravenhill e Ramin Gray

Franz e Karl sono gemelli mono zigotici. Ancora in tenera età, vengono divisi: cresciuti in società diverse, hanno ideologie diverse e ognuno dei due è convinto di possedere la verità assoluta. Il dramma che riguarda la Germania divisa in due, la caduta del muro e finalmente la riunificazione è soltanto uno sfondo. Est e Ovest vengono dipinte in modo secco e senza alcun pregiudizio. Da un lato Karl, l’eterno socialista, contrario al progresso, dall’altra parte Franz, il manager meschino. Over There è co-prodotto con la Schaubühne di Berlino; le riprese video sono state fatte al Jerwood Theatre Downstairs, Royal Court Theatre di Londra, nel marzo del 2009.

16 novembre
LOVESONG
di Abi Morgan
con Edward Bennett, Sam Cox, Siân Phillips, Leanne Rowe
regia Scott Graham e Steven Hoggett

Abi Morgan, acclamata scrittrice del film The Iron Lady sulla vita di Margaret Thatcher, riesce a creare una pièce teatrale multimediale che tratta di una comune storia d’amore senza mai cadere nel banale. Maggie e Billy, nell’attesa dell’imminente scomparsa di lei, rivivono segretamente emozioni e ricordi di 50 anni prima in una dimensione sovrapposta, in cui la giovane Margaret e il giovane William dipingono la loro vita di coppia appena sposata. La compagnia teatrale Frantic Assembly alterna l’impeccabile recitazione alla danza espressiva, accompagnata da musica evocativa e immagini sulle quinte e sullo sfondo che richiamano paesaggi e viaggi passati.

17 novembre
BEAUTIFUL THINGS
di Jonathan Harvey
con Suranne Jones, Jake Davies, Zaraah Abrahams,
Danny-Boy Hatchard, Oliver Farnworth
regia di Nikolai Foster

Beautiful Things, ambientato nel quartiere popolare di Thamesmead, alla periferia di Londra, racconta la storia d'amore tra l'adolescente Jamie e il suo compagno di classe e vicino Ste. I due insieme scopriranno il divertimento, l'affetto e la musica di Mama Cass grazie alla vicina di casa Leah. Jonathan Harvey combina abilmente la commedia con il dramma in questo spettacolo acclamato dalla critica e coglie appieno cosa vuol dire essere sedicenni alle prese con la prima storia d'amore. Nel ventennale della prima rappresentazione va in scena nel West End, prodotto da Tom O'Connell per QNQ. Le riprese video sono state fatte al Arts Theatre di Londra nel maggio del 2013.

Gli Autori

Chris Thorpe è stato uno dei membri fondatore dell' Unlimited Theatre. E' associato artistico della compagnia Third Angel e lavora a stretto contatto con Foresta Fringe, Slung Low, Chris Goode, RashDash, Belarus Free Theatre e la compagnia portoghese Mala Voadora per la quale ha appena completato una trilogia di nuovi spettacoli. Collabora continuamente con il poeta Hannah Jane Walker e insieme hanno pubblicato The Oh Fuck Moment e I Wish I Was Lonely con la casa editrice Oberon Books. Come drammaturgo Chris scrive per la radio e per il teatro, e sta inoltre traducendo le opere di Uglješa Sajtinac, Belarus Free Theatre, e Ze Maria Mendes.

Stuart Slade è nato a Bristol e ora vive a Londra. E' il Direttore Artistico del Kuleshov Theatre e il direttore creativo de Ivanov Films . Il suo spettacolo Cans è andato in scena per la prima volta nel novembre del 2004 presso Theatre503, ed è stato nominato agli Offies (The Off West End Theatre Awards) come Best Play e Most Promising New Playwright. Ha Scritto inoltre Deep Roots, Of Mice and Len, Pain is Weakness Leaving the Body.

Simon Stephens ha iniziato la sua carriera teatrale nel dipartimento letterario del Royal Court Theatre, come tutor sul programma dei Giovani Scrittori. I suoi primi lavori al Royal Court comprendono Bluebird (1998); Herons (2001), Country Music (2004) e Motortown (2006). Nel 2008 il suo spettacolo Harper Regan ha debutatto al National Theatre. Stephens ha poi avuto enorme successo con Pornography e Punk Rock che ha vinto nel 2009 il premio Manchester Evening News Award per la migliore produzione. Il suo adattamento del romanzo di Mark Haddon Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte ha vinto l' Oliver Award per la migliore commedia.

Marina Carr nasce il 17 Novembre del 1964 nella contea di Offaly e studia all’University College di Dublino. La Carr è cresciuta con l’Abbey Theatre di Dublin, e le sue opere sono un misto tra la tragedia domestica dell’Irlanda rurale e la riscrittura di classici. Nel 1997 ha vinto il Susan Smith Blackburn Prize. Trale sue opere ricordiamo The Mai (1994), che ha vinto come Best New Play al Dublin Theatre Festival; Portia Coughlan (1996); On Raftery’s Hill (2000); Ariel (2002); Woman and Scarecrow (2006). Nel febbraio della 2009 Carr ha preentato le sue due ultime opere a Dublino:
Marble (all’Abbey Theatre), e l’opera per bambini The Giant Blue Hand.

Nina Raine ha debuttato come regista nel 2002. Nel 2003, seguendo dei laboratori di drammaturgia, ha iniziato a scrivere Rabbit, con il quale, tre anni più tardi, si è inserita nel novero dei drammaturghi britannici contemporanei. Dopo alcuni infruttuosi tentativi per concordarne la messa in scena, ne ha curato la regia all’Old Red Lion Theatre. Grazie al successo riscosso, lo spettacolo si trasferì sul palco dei Trafalgar Studios, per poi essere presentato al festival newyorkese Brits Off Brodway. Per questo lavoro, Nina Raine ha ottenuto due premi come drammaturgo più promettente: il Charles WintourAward del quotidiano Evening Standard e il Critic’s Circle Award. Nello stesso anno le è stato conferito il premio TMA per la miglior regia dello spettacolo Unprotected, messo in scena al teatro Everyman di Liverpool.

David Greig è nato a Edimburgo nel 1969. Nel 1990 ha iniziato a lavorare con Graham Eatough e Nick Powell fondando il Suspect Culture al Fringe di Edimburgo. Ha scritto e diretto cinque spettacoli ed è stato due volte nominato per il premio teatrale Student Guardian, e ha vinto uno Scotsman Fringe First per Stalinland. Nel 1993 si trasferisce a Glasgow, e riceve i primi incarichi professionali dal Traverse Theatre e dal Royal Court Theatre di Londra. Da allora ha scritto molte opere, la maggior parte dei quali hanno debuttato in Scozia. La prima produzione principale è per Europe, presso il Traverse nel 1996. Ha lavorato a lungo con drammaturghi in Palestina, Egitto, Siria, Libano, Tunisia e Marocco. Dal 2006 Harrower è stato membro del consiglio del Traverse Theatre di Edimburgo. Vive a Fife. Tra i suoi testi, The Architect, The Speculator, Outlying Islands, San Diego, Damascus, Midsummer, The Strange Undoing of Prudencia Hart, The Monster in the Hall.

Penelope Skinner arriva al successo con il testo Fucked presentato nel 2008 al Old Red Lion Theater e al Festival di Edimburgo. Successivamente i suoi testi vengono presentati a Londra, al Bush Theatre, National Theatre e al Royal Court Theatre, dove diventa membro del progetto dedicato ai giovani autori. Con il testo Eigengrau in scena al Bush Theatre nel 2010, ottiene la nomination per l'Evening Standard Award nella categoria Most Promising Playwright. Il testo The Village Bike, messo in scena al Royal Court Theatre, ha vinto il George Devine Award e l'Evening Standard Award nella categoria Most Promising Playwright nel 2011. Successivamente ha scritto episodi per la serie di Channel 4 Fresh Meat. Nel 2011, il testo The Sound of Heavy Rain è stato prodotto allo Sheffield Theatres prima di andare in tour sponsorizzato da Paines Plough. Il testo Fred's Diner è stato messo in scena al Chichester Festival Theatre, dopo che il quotidiano Independent ha descritto la Skinner come "La più importante autrice giovane inglese".

Alistair McDowall Alistair McDowall è nato nel 1987. Nell’autunno del 2011 la sua commedia Brilliant Adventures ha ricevuto il Bruntwood Judge’s Award ed è al momento rappresentata a allo Steep Theatre di Chicago. Il suo monologoCaptain Amazing ha debuttato al Fringe festival di Edimburgo ed è stato poi presentato al Soho Theatre di Londra con uno straordinario successo di critica e pubblico. Nel 2012, Alistair ha fatto parte del “super gruppo” dei giovani scrittori presso il Royal Court di Londra, dove ha rappresentato la sua commedia Talk Show. Il suo ultimo testo,Pomona, andrà in scena al National Theatre di Londra a settembre di quest’anno.

Owen McCafferty - Nato a Belfast, Irlanda del Nord, nel 1961. Ha fatto diversi lavori, tra cui funzionario, contabile, piastrellista e operaio in un mattatoio, prima di diventare uno scrittore a tempo pieno. Vive a Belfast. Il suo testo Scenes from the Big Picture, prodotto nel 2003 al National Theatre di Londra, gli valse il Premio John Whiting, Charles Wintour Award Evening Standard per la Nuova Drammaturgia e il Meyer-Whitworth Award. Era la prima volta che un drammaturgo aveva vinto tutti e tre i premi in un anno. La scrittura di McCafferty utilizza le caratteristiche della lingua e e la ricchezza, sia comica che tragica, della vita di Belfast. Come Synge, il dialogo di McCafferty è molto stilizzato e il suo vocabolario si arricchisce di strane commistioni e neologismi con i quali il senso di ciò che viene detto non è mai perduto.

Jen McGregor è una scrittrice e regista scozzese di Edimburgo. E’ Literary Manager dello spazio teatrale e del centro di sviluppo Discover 21 che ha co-fondato nel 2013. Jen si è specializzata nella scrittura di potenti figure femminili. I suoi precedenti lavori includono Lost Love (Jo Caulfield’s Speakeasy, TALOS: London’s Science Fiction Theatre Festival), Creepie Stool (Just Festival, St Giles Cathedral and Previously… Scotland’s History Festival), Such a Nice Girl (Just Festival, touring) e un adattamento della Signorina Julie (Scottish Storytelling Centre). Nel aprile 2016 sarà nuovamente in Italia per la prima di #SonsOfGod: Vox, un adattamento del Coriolano prodotto da Charioteer Theatre e dal Piccolo Teatro di Milano.

Claire Dowie - Nata a Birmingham, scrittrice, attrice, poetessa è una delle figure più anticonformiste del teatro contemporaneo e fra le più acclamate della scena londinese odierna, ha iniziato operando nel circuito dei teatri alternativi di Londra. Definita «l'avvocato supremo della ribellione» (The Stage) la Dowie ha inventato il suo stile teatrale, da lei stessa definito Stand-up Theatre, in cui l'attore è chiamato a rivolgersi direttamente al suo pubblico – convinta che il teatro non possa prescindere da questo reale coinvolgimento di chi guarda. Attraverso uno stile unico, Claire ha scritto molte pluripremiate piece, tra cui Benji (1988 Time Out Theatre Award) e Perchè John Lennon porta la gonna? (1991 London Fringe Award). Le sue opere sono state rappresentate in cinque lingue diverse.

Philip Ridley. E' nato a Londra nel 1964, Ridley si è dimostrato subito un enfant prodige creando la sua prima compagnia teatrale all'età di sei anni e scrivendo il suo primo libro a sette. Nel frattempo dipinge e tiene la sua prima personale a 14 anni. Ma la scrittura diventerà la sua attività principale: a tutt'oggi ha scritto numerosi libri, fra cui tantissimi per bambini, radiodrammi, sceneggiature cinematografiche (fra cui “The Krays” e il pluripremiato “The Reflecting Skin”) e testi teatrali per adulti e per ragazzi. Grazie a questo eclettismo Ridley si definisce un uomo del Rinascimento per l'età del multimediale. La sua poliedricità artistica si esprime infine in una florida, seppur non notissima attività fotografica e nel componimento di poesie. Ha inoltre scritto delle canzoni presenti nella colonna sonora di Darkly Noon e più recentemente ha inciso un CD da cui è tratto il tema di Dark Vanilla Jungle. Ridley è l’unico artista ad aver ricevuto sia il premio rivelazione per il cinema britannico sia il premio rivelazione per la Drammaturgia, promossi dall’Evening Standard.

TREND
nuove frontiere della scena britannica
XIV edizione

direzione artistica Rodolfo di Giammarco
organizzazione generale Carlo Emilio Lerici

orario spettacoli tutte le sere alle ore 21,00
Prezzi posto unico € 10

informazioni e prenotazioni 06 5894875
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Teatro Belli – piazza Sant'Apollonia, 11a – (trastevere)

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Il Festival di particolare interesse per la vita culturale della Città 2014-2016

TREND nuove frontiere della scena britannica XIV edizione
è realizzato con il contributo dell’Assessorato alla Cultura e allo Sport di Roma.

Fonte: Paola Rotunno e Margherita Fusi, ufficio stampa Trend 

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