Teatro Sette: «Un giorno senza sorriso è un giorno perso», la stagione 2017-2018

Scritto da  Sabato, 23 Settembre 2017 

Donare sorrisi che possono sfociare nella risata immediata o nella riflessione da elaborare con calma. È questo lo stile del cartellone 2017-2018 del Teatro 7, arrivato al ventunesimo anno di attività. Il direttore artistico Michele La Ginestra - che nel corso della stagione sarà impegnato in diversi spettacoli in veste di autore, di regista o di interprete -, racconta un po’ le caratteristiche del cartellone. E precisa che la vera scommessa dell’anno sarà «Come Cristo comanda», un lavoro messo in scena assieme a Massimo Wertmuller dal 13 febbraio al 4 marzo.

 

«Come diceva Charlie Chaplin “un giorno senza sorriso è un giorno perso”, per questo noi pensiamo che sia necessario regalare sorrisi al nostro pubblico, sorrisi che possono sfociare in risate fragorose, ma anche in pensieri da portare a casa, su tematiche attuali, trattate con semplicità e ironia, ma che debbono spingere a una riflessione. Questo è il compito del teatro, e noi cerchiamo di metterlo in pratica da più di venti anni». Delinea così il proprio pensiero Michele La Ginestra descrivendo il percorso che l’ha portato all’elaborazione del cartellone 2017-2018 del palcoscenico da lui diretto. E in occasione della presentazione del nuovo programma del Teatro 7 traccia un bilancio positivo delle attività svolte avendo potuto vantare, nel corso della passata stagione, più di millecento abbonati ed un elevato numero di sold out. Nel corso del tempo la struttura romana è cambiata e cresciuta. «Abbiamo iniziato con l’innocenza di chi ama il teatro e fa tutto senza alcun fine commerciale - ha aggiunto La Ginestra -. Poi ci siamo dovuti scontrare con le difficoltà che derivano dal fatto di gestire una realtà aperta tutti i giorni, che ha bisogno di numeri minimi necessari per il sostentamento. La quadra l’abbiamo trovata, pian piano, cercando di conciliare qualità e quantità. Finalmente, da qualche anno, abbiamo raggiunto un grande consenso, da parte del pubblico e degli addetti ai lavori, che ci permette di offrire allestimenti di alta qualità, con artisti apprezzati a livello nazionale, nonostante il numero limitato di posti a disposizione…è da tenere presente, infatti, che il nostro è un teatro da 150 poltrone. E devo dire che è bello sentire amici, artisti di un certo livello, che ti chiedono di poter far parte del nostro cartellone…vuol dire che abbiamo seminato bene! Ma per far questo bisogna essere una squadra e, al Sette, tutti lavorano per il risultato finale, con la gioia di chi si sente in famiglia!».

Prima di approdare al Sistina con «È cosa buona e giusta…» il prossimo 3 maggio, La Ginestra sarà impegnato in veste di coprotagonista sul palco del suo Teatro Sette con due spettacoli, il primo dei quali è «Due di notte», una commedia leggera, divertente e ben collaudata, che lo vede in scena assieme al bravissimo Sergio Zecca (dal 19 dicembre al 2 gennaio). La grande scommessa della stagione è costituita però da «Come Cristo comanda», un lavoro proposto dal 13 febbraio al 4 marzo, che il direttore del Sette considera una sorta di tributo alla scrittura di Gigi Magni. «Gigi Magni, uomo di grande cultura, ha sempre avuto la capacità di affrontare tematiche importanti con la leggerezza scanzonata e spontanea dei romani di un tempo - ha precisato -. Ho quindi deciso di sfruttare la stessa arma, coinvolgendo un attore di spessore come Massimo Wertmuller, per parlare di uno dei fatti più importanti della storia dell’umanità: la morte di Gesù Cristo. Un confronto serrato tra due uomini del suo tempo, un centurione ed un legionario, che hanno vissuto quel fatto in diretta ed in modo completamente diverso. Ma gli eventi straordinari della storia vengono recepiti come tali al momento dell’accadimento? Come vengono interpretati? E con quali conseguenze? Da questi interrogativi è nato lo spettacolo, che mi stimola artisticamente come pochi altri». «La regia di Roberto Marafante, maestro di gestione degli spazi ed esperto cultore musicale - ha proseguito -, arricchirà uno “spettacolo di parola”, che sulla carta sarà la sfida di questa stagione». Massimo Wertmuller, compagno di viaggio in questa nuova avventura, commenta a sua volta il nuovo impegno dicendo che «se ci si ferma a guardare, ci si accorge che l’uomo impara ben poco dalla storia: c’è sempre una battaglia in atto. Ma mentre un tempo le guerre erano condotte per il cibo, ora sono dettate dal denaro puro e semplice: l’interesse economico regna sovrano. Non è più accettabile il fatto che i soldi vengano messi al centro della vita dell’uomo, come unico scopo invece che come mezzo per vivere. In siffatta realtà, Gesù è una medicina. Cristo è un individuo che è morto per aver disturbato il potere, e lo ha sconfitto parlando d’amore. E questo è un messaggio di grande valore ed attualità. C’è bisogno di ricordare che l’amore è la chiave per vivere meglio». Ma qual è la forza del testo? La sua capacità di essere attualizzato? «Sì, direi di sì. E questo è un aspetto che mi piace tanto. Amo molto il teatro quando non è solo meccanico di racconto oppure il mezzo per scatenare una ristata, ma anche uno strumento per veicolare un messaggio». «E poi questa rappresentazione si rivolge a tutti perché pur avendo un suo peso specifico, anche rilevante, affronta l’argomento in modo leggero - ha concluso Wertmuller -. Del resto, questo è il registro dei lavori di Michele La Ginestra, ed è la ragione per cui ho accettato ben volentieri la proposta».

Il sipario del Sette si apre ufficialmente il 26 settembre con «B.L.U.E. musical completamente improvvisato», con i Bugiardini e la B.L.U.E. Band; mentre il 3 ottobre arriverà «Contrazioni pericolose» con Gabriele Pignotta, Fabio Avaro e Siddartha Prestinari. Claudia Campagnola, assieme ad Andrea Perrozzi, Alessandro Salvatori e Ketty Rosselli, proporrà una pièce scritta da Adriano Bennicelli, dal titolo «Quattro» (dal 31 ottobre al 19 novembre). Le esuberanti “stremate” Giulia Ricciardi, Federica Cifola e Beatrice Fazi, dirette dallo stesso La Ginestra, torneranno con il quarto capitolo della fortunata “saga” che le vede protagoniste ormai da diversi anni, «Tre stremate e una maggiordomo» (dal 21 novembre al 17 dicembre). Altro artista di casa nella struttura di via Benevento è Marco Zadra che assieme a Tiko Rossi Vairo, Francesca Baragli, Fernanda Candrilli, Sara Felci, Christian Galizia, Giancarlo Porcari e Antonella Salerno, sarà in scena con «Sarto per signora» di Georges Feydeau, dal 9 gennaio all’11 febbraio. Commedia degli equivoci con un ritmo travolgente è «Taxi a due piazze» di Ray Cooney, che in questo nuovo allestimento vede impegnato Matteo Vacca non solo in veste di regista, ma anche di interprete assieme a Marco Morandi, Alessandro Tirocchi, Morgana Giovanetti, Maurizio Di Carmine, Ludovica Di Donato e Gabriele Carbotti. Repliche dal 6 al 25 marzo. Dal 3 al 15 aprile sarà la volta di «1989» di Fabio Mureddu, con Enzo Caseratano.

Ultimi lavori della stagione sono «Cinque donne al Sud», scritto e diretto da Francesca Zanni, con Beatrice Fazi (dal 17 al 22 aprile); «Mamma…zzo» di Federica Cifola e Marco Terenzi (dal 24 al 29 aprile) e «Insieme a te non ci sto più» di Adriano Bennicelli, con Matteo Vacca (anche regista), Marco Morandi, Carlotta Proietti, Ludovica Di Donato e Francesca Bellucci.

Il sabato pomeriggio del Teatro 7 sarà invece dedicato ai più piccoli con una serie di spettacoli per bambini.

 

Teatro Sette - via Benevento 23, 00161 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06.44236382, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario botteghino: dal lunedì al sabato 10.30-21.00; domenica 16.00-18.00
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00; domenica ore 18.00
Biglietti: intero € 24, ridotto € 18 (prevendita compresa)
Abbonamenti: € 120 (libero 8 spettacoli); € 100 (infrasettimanale 8 spettacoli); € 125 carnet 8 ingressi)

Articolo di: Simona Rubeis
Grazie a: Andrea Martella, Ufficio stampa Teatro Sette
Sul web: www.teatro7.it

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