Teatro Eliseo: “Restituiamo emozioni, Creiamo identità, Costruiamo il presente”, la stagione 2017/2018

Scritto da  Lunedì, 19 Giugno 2017 

Non perde il piglio appassionato che lo caratterizza ogni volta alla presentazione degli spettacoli scelti per la nuova stagione. Che piaccia o no, che ispiri simpatia o meno, Luca Barbareschi affronta la numerosissima platea del suo teatro con aria benevola, empatica, passionale. Concentrato esclusivamente sul valore dell’arte e nella convinzione dell’importanza delle politiche culturali. Rimarrà deluso chi si aspettava la sua controffensiva alle manifestazioni di dissenso espresse da molti addetti ai lavori sul conto del noto emendamento (ormai legge) che attribuisce al Teatro Eliseo un finanziamento di 8 milioni di euro per il biennio 2017/2018.

 

Al contrario, Barbareschi fa leva su chi ha espresso sostegno, su chi gli ha manifestato solidarietà e vicinanza, e sul rinvigorimento delle attività culturali che da tre stagioni caratterizzano le iniziative del Teatro Eliseo, non più soltanto un teatro ma un vero e proprio polo culturale. Riesce con sincera naturalezza, mantenendo la sua attenzione e quella del pubblico sui protagonisti e sugli spettacoli della prossima stagione, ad evitare di cadere nella rete delle polemiche.

Sarà una conferenza dai toni buonisti, non parlerà dei detrattori, a parte una esplicita frecciatina a Elio de Capitani, colpevole - secondo Barbareschi - di aver rilasciato un’intervista “a vanvera”. De Capitani, nell’intervista a cui Barbareschi fa riferimento, dissente dalla decisione dei parlamentari perché, a suo parere, concedendo un finanziamento “ad personam” hanno scardinato le regole del sistema, pur dichiarando di avere tutto l’interesse (co-producono insieme “Cous cous Klan” di Carrozzeria Orfeo) a che il Teatro Eliseo resti aperto.

La presentazione, dunque, scorre via leggera e veloce con la chiamata sul palco di alcuni dei protagonisti di quella che può ben definirsi una stagione dai bei contenuti e con artisti di riconosciuto spessore. È una narrazione che dà spazio al significato delle opere, intervallata spesso da racconti ed aneddoti personali, quelli che legano Barbareschi agli artisti ed alle esperienze della sua ormai pluridecennale carriera.

In apertura si dà avvio alla proiezione di un video che anticipa i volti dei protagonisti ripresi durante le prove, backstage, spettacoli dal vivo o filmati. Scorrono i volti di Lello Arena, Alessandro Preziosi, Lunetta Savino, Ambra Angiolini, Stefano Fresi, Massimo Dapporto, Giorgio Pasotti, Violante Placido, Silvio Orlando e Mariano Rigillo, solo per citarne alcuni.

Sarà una stagione molto ricca e variegata, che racconta il contemporaneo e che declina in prima persona il claim scelto per la campagna di comunicazione “Restituiamo emozioni, Creiamo identità, Costruiamo il presente”.

Ambra Angiolini - La guerra dei RosesI primi ringraziamenti di Barbareschi vanno al Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, non presente alla conferenza, ma che ha inviato una lettera di auguri (Barbareschi la legge integralmente) in questa giornata in cui prende avvio ufficialmente la collaborazione tra il Ministero e l’Eliseo per un utilizzo trasversale delle attività teatrali. Una collaborazione che prevede “un’offerta mirata al mondo della scuola, un ampio programma di percorsi di alternanza scuola-lavoro, e di progetti condivisi, fra i quali le celebrazioni della Giornata Mondiale del Teatro”.

Prima di passare alla presentazione degli spettacoli, Barbareschi cita il Presidente della Fondazione Eliseo, Gianni Letta. A lui il particolare ringraziamento per aver sostenuto la sua posizione e soprattutto per essere “uno dei pochi (tra i personaggi di spicco della politica e delle istituzioni, n.d.r.) che si vede spesso a teatro. Molti ne parlano, ma pochi ci vanno”.

Per i saluti istituzionali, in rappresentanza della Regione Lazio, interviene sul palco Eugenio Patanò che, dopo uno scambio di opinioni con Barbareschi sul fatto che parametrare tutto ad una regione sia un tema su cui dover riflettere “perché nel Lazio il teatro tira tutto su Roma”, conclude con una battuta alla Catalano, ovvia ma incisiva: “Meglio un teatro aperto, che un teatro chiuso” chiaro riferimento al rischio corso dall’Eliseo, a marzo scorso, quando Barbareschi convocò una conferenza stampa straordinaria per annunciarne la chiusura.

Novità assoluta della nuova stagione, fresca di firma tanto da non essere ancora annoverata nel brand, è l’Accademia del Teatro Eliseo, un’istituzione universitaria di durata triennale che darà la possibilità a molti giovani di conoscere meglio il teatro e di formarsi sul campo.

Confermata, dopo il successo della stagione appena trascorsa, la collaborazione con il Saint Louis una delle più prestigiose realtà didattiche musicali di eccellenza. Preannunciata una “chicca”: tra i grandi ospiti della stagione concertistica ci sarà Salvatore Accardo, violinista di fama internazionale che, assente in conferenza, fa sentire il suo legame con questo teatro con un messaggio a Barbareschi in cui ricorda che l’Eliseo fu il primo teatro in cui suonò, era il 1956, “l’anno in cui sei nato tu”. “L’incontro doveva avvenire”, chiosa Barbareschi lievemente emozionato.

Il progetto culturale del Teatro Eliseo si arricchisce poi di un’altra nuova iniziativa, Eliseo Off. Un progetto per realizzare mise en espace in spazi “altri”, dal foyer alla platea o alle gallerie. L’esordio sarà con la commedia SKYLIGHT di David Hare che Barbareschi tradusse e portò in scena nel 1998.

Una programmazione speciale, prevista in via collaterale alla stagione, è Eliseo InMovimento. Un progetto che vuole dare rilievo a nuove forme espressive. Saranno tre gli spettacoli in programma: MISANTROPO di Molière (nel Foyer), MEDEA SULLA STATALE di Elena Cotugno (spettacolo itinerante su furgone) , e INTORNO A DON CARLOS: PROVE D' AUTENTICITA' di Marco Filiberti (nel Teatro).

Continua la collaborazione con il Teatro Tor Bella Monaca, e sale sul palco Filippo D’Alessio che porta la sua soddisfacente testimonianza: “Il Teatro Tor Bella Monaca sta ottenendo un successo straordinario e in tre stagioni, malgrado un anno di chiusura, ha staccato 105.000 biglietti”. Una realtà territoriale, alla periferia di Roma, che è “un’eccellenza di vita”, dove ci sono milioni di persone per un solo luogo culturale. E Barbareschi afferma la sua idea del ruolo culturale nella società: “io da ebreo dico che il terrorismo non nasce dall’Islam, ma dal degrado culturale”.

Eliseo Cultura si conferma brand di successo con le migliaia di persone che hanno partecipato, nella stagione appena conclusa, agli oltre 50 incontri culturali. Anche quest’anno sono programmati incontri che spazieranno dalla letteratura alla scienza, dalla poesia all’archeologia: un seminario su La Tempesta di Shakespeare, un ciclo su La Teatrologia di Wagner, e un ciclo di incontri dal titolo Ritrovare L’Italia, Ritrovare Roma.

Si passa alla presentazione vera e propria, artisti e spettacoli in cartellone.

Una vera ovazione, che si trasforma subito in una commovente e commossa standing ovation, accoglie la presenza sul palco di Glauco Mauri, protagonista di FINALE DI PARTITA di Beckett con la regia di Andrea Baracco. Forte di una presenza scenica straordinaria e della grande esperienza di teatro, l’attore si lascia andare a una riflessione personale sulla poetica di Beckett, che egli non considera soltanto come il genio del teatro dell’assurdo, ma un grande poeta della difficoltà del vivere dell’uomo.

Massimo Dapporto sarà il protagonista di UN BORGHESE PICCOLO PICCOLO di Vincenzo Cerami. Inevitabile la riflessione sul ruolo che fu di Sordi ma, oltre a dirsi felice di interpretare un testo di un autore italiano che racchiude in sé la commedia, il dramma e la tragedia, ritiene insensati paragoni “alti” che potrebbero portare ad una certa resistenza, “altrimenti a teatro non dovrebbe rappresentarsi più nulla che sia stato già fatto”.

Lunetta Savino sarà protagonista con lo stesso Barbareschi, che ne cura anche la regia, e Massimo Reale de IL PENITENTE di David Mamet. Un testo che affronta il ruolo del giornalismo, il senso dell’informazione, le conseguenze della diffamazione e il peso della religione all’interno di una famiglia.

Con la regia di Andrée Ruth Shammah, Giole Dix, recentemente scelto come l’attore più amato dal pubblico della Pergola, sarà IL MALATO IMMAGINARIO di Molière.

Filippo Dini dirigerà Ambra Angiolini e Matteo Cremon nella trasposizione teatrale de LA GUERRA DEI ROSES di Warren Adler. Nel definire la Angiolini “un’attrice meravigliosa”, Dini ritiene che il testo abbia raggiunto, nell’adattamento teatrale, la sua forma più bella. Una descrizione quasi onirica della ferocia e della crudeltà della guerra più grande, quella tra un uomo e una donna.

Grande consenso riceve Silvio Orlando, che tornerà in scena - dopo il successo avuto al Piccolo Eliseo - con LACCI con la regia di Armando Pugliese. Una storia familiare forte ed emozionante.

Massimiliano Bruno presenta SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE. Sale sul palco con una emozionatissima Violante Placido ed un simpaticissimo Stefano Fresi, protagonisti insieme a Giorgio Pasotti e Paolo Ruffini di una originale versione del capolavoro shakespeariano.

Debutterà a breve al Napoli Teatro Festival e poi al Festival di Spoleto, VINCENT VAN GOGH, l’odore assordante del bianco di Stefano Massini. Protagonista Alessandro Preziosi che si dice felice di lavorare con la regia di un amico fraterno, Alessandro Maggi. La storia di una vocazione, di un personaggio fuori dalle regole del processo creativo, senza dimenticare il suo lato umano.

Trascina il pubblico in una divertente gag Lello Arena, salito sul palco per presentare PARENTI SERPENTI di Carmine Amoroso con la regia di Luciano Melchionna.

Nel CIRCUS DON CHISCIOTTE di Roberto Cappuccio si mescoleranno classicità e modernità per una originale riscrittura del famoso testo letterario che - dichiara Barbareschi - “avrei voluto fare io”.

E poi, ancora: EDEN TEATRO di Raffaele Viviani con il grande Mariano Rigillo; LA CUCINA di Arnold Wesker con la regia di Valerio Binasco; NEW MAGIC PEOPLE SHOW di Giuseppe Montesano.

Al Piccolo Eliseo andrà in scena FERDINANDO di Annibale Ruccello. A trenta anni dalla prima andata in scena e dalla scomparsa del giovane drammaturgo, Nadia Baldi dirige un testo che porta in luce i contrasti sentimentali, le passioni, la trasgressione e l’ironia. Con Gea Martire, Chiara Baffi, Fulvio Cauteruccio, Francesco Roccasecca.

Carrozzeria Orfeo - Cous Cous KlanLo spessore artistico di un’attrice straordinaria come Maria Paiato, darà vita allo STABAT MATER di Antonio Tarantino. Sarà diretta da Giuseppe Marini, in una trasposizione del testo che rende attuale una figura epica come la Madre di Cristo trasferendola al tempo presente.

Paolo Mazzarelli presenta ORPHANS, regia di Tommaso Pitta. Un noir, un testo a tinte forti che interpreterà con Lino Musella e Monica Nappo.
Saranno due i testi di Giuseppe Patroni Griffi: D’ESTATE CON LA BARCA, con Gaia Aprea e la regia di Luca De Fusco e SCENDE GIÙ PER TOLEDO interpretato e diretto da Arturo Cirillo.

NOVANTADUE - Falcone e Borsellino 20 anni dopo di Claudio Fava sarà interpretato da Filippo Dini con la regia di Marcello Cotugno.

LAMPEDUSA, un testo inedito di Anders Lustgartner con Donatella Finocchiaro e Fabio Troiano, e la regia di Gian Piero Borgia sarà un racconto sulla speranza della sopravvivenza, che farà luce sull’umanità dei singoli.

PRIMA DI ANDARE VIA di Filippo Gili, con la regia di Francesco Frangipane sarà interpretato dallo stesso Gili, Giorgio Colangeli, Michele Martini, Vanessa Scalera e Aurora Peres. È la storia di una famiglia, apparentemente felice, che si ritrova ad affrontare - dopo un annuncio inatteso - la drammaticità dei troppi silenzi.

E poi ancora, PURGATORIO di Ariel Dorfman, PUGNI DI ZOLFO di Maurizio Lombardi, LA PARANZA DEI BAMBINI di Roberto Saviano e Mariano Gelardi, e una co-produzione Teatro dell’Elfo e Teatro Eliseo di Carrozzeria Orfeo, COUS COUS KLAN di Gabriele Di Luca.

Grande spazio alla contemporaneità, dunque, calibrata al classicismo ed alla cura per nuovi progetti. Molti gli autori italiani. Venticinque spettacoli in tutto, tra cui sette nuove produzioni. Uno sforzo in termini di impegno, di investimento e di organizzazione non indifferente. Per questo nel finale Barbareschi ringrazia tutte le società sponsor ufficiali e tutti i lavoratori dell’Eliseo.

Solo in chiusura fa esplicito riferimento alla vicenda del finanziamento straordinario: “Ringrazio tutti i Deputati della Commissione Bilancio che in maniera bipartisan hanno salvato l’Eliseo, ed i Ministri che hanno collaborato a questo salvataggio” e lancia una sfida, un auspicio, un desiderio: “Siamo stati salvati grazie alla passione delle persone. Dobbiamo cambiare, per il futuro, il nostro sistema. Va fatta la legge nuova, va fatta in maniera trasparente. Va decuplicato il FUS , dobbiamo portare il FUS teatro non a 300 milioni ma a 1000 milioni di euro perché nel bilancio di Stato, credetemi, è irrilevante. Io mi batterò per questo, perché noi dobbiamo dare la possibilità a tutto il sistema industriale teatrale italiano di avere i soldi e le sovvenzioni.” E si dice pronto a dare il suo apporto per una nuova legge sul teatro.

Nessun riferimento esplicito, invece, ad iniziative per i festeggiamenti del centenario nel 2018, auspicio che Barbareschi espresse con orgoglio alla prima presentazione della sua direzione, quella della stagione 2015/2016. Ma la data del centenario non è poi così certa, visto che già nel 2000 l’Eliseo festeggiò la stagione del “centenario”. Occorrerà fare chiarezza anche su questo. Tra la data di apertura, nel 1900, di quella che inizialmente si chiamò “Arena Nazionale”, e la data del 1918, anno in cui venne rinominato Teatro Eliseo. Forse è proprio per questi dettagli storici che, complicando la scelta univoca di una data, si soprassiede all’argomento.

Un cenno di plauso, da parte nostra, alla ottima strategia di comunicazione. Campagna grafica e di informazione davvero efficace.

Si esce dal Teatro con il piacere di aver assistito alla presentazione di una stagione che offrirà ricchezza di arte, cultura ed intrattenimento. Ci si immagina in un inverno che trascorrerà nella certezza emotiva di una risorsa culturale da cui, anche per quest’anno, poter piacevolmente attingere. Dunque l’auspicio è che l’Eliseo possa rappresentare un esempio virtuoso, non un modello negativo, piuttosto un riferimento di strategia politica ed economica da estendere anche alle altre realtà culturali. Non il contrario.

Appare naturale, persino ovvio, pensare che il problema non sia il sostegno concesso all’Eliseo, semmai quello negato alle altre istituzioni teatrali.

 

Articolo di: Isabella Polimanti
Grazie a: Maria Letizia Maffei, Ufficio stampa Teatro Eliseo
Sul web: www.teatroeliseo.com

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