Il Teatro Eliseo È, Il Piccolo Eliseo è - la stagione 2015/2016

Scritto da  Sabato, 13 Giugno 2015 

Aria di grande rinnovamento alla conferenza stampa di presentazione della Stagione Teatrale 2015/2016 del Teatro Eliseo e del Piccolo Eliseo. In una gremita sala del Palazzo delle Esposizioni un emozionatissimo Luca Barbareschi prende la parola dopo la piacevole introduzione di Franco Di Mare, chiamato a condurre la presentazione. Con la voce spezzata dall’emozione dei ricordi e del prossimo importante traguardo anagrafico (compirà 60 anni l’anno prossimo), introduce - dopo l’intervento dell’Assessore Marinelli e prima di passare alla presentazione degli spettacoli in cartellone - le novità “dirompenti” che renderanno il teatro più glorioso di Roma un polo d’eccellenza. L’obiettivo è creare una “community”, realizzare un punto di aggregazione che possa ampliare la possibilità di offerte culturali. Non solo spettacoli, ma una commistione sinergica tra arte e scienza, tra intrattenimento e servizi di accoglienza, scuola di recitazione e formazione, bar e servizi di ristorazione.

 

Un percorso appena iniziato con il restauro strutturale che riqualifica totalmente gli spazi dell’Eliseo e del Piccolo Eliseo. Barbareschi parla di un investimento di oltre quattro milioni e mezzo di euro con l’orgoglio e l’auspicio di festeggiare in grande stile il centenario, nel 2018, della nascita dell’Eliseo, un teatro che - in poco meno di un secolo - ha scritto la storia della realtà teatrale della capitale. Novità, abbastanza rivoluzionaria ed accolta da un caloroso consenso, la programmazione oraria che, in linea con le altre capitali europee, viene anticipata alle ore 20.

Dunque un luogo di accoglienza dove potersi incontrare a qualsiasi ora, perché “il teatro è l’unico ambito in cui funzionano i neuroni a specchio. Se si vede uno spettacolo, se si ascolta musica, se si mangia in compagnia nel cuore accade sempre qualcosa”. Poi un simpatico riferimento alla “dirimpettaia” Banca d’Italia, un pretesto comparativo per definire il teatro “la banca delle emozioni”.

Riferimenti personali e di vita teatrale vanno a Gabriele Lavia, presente alla conferenza perché in cartellone a gennaio con il suo “Sei Personaggi in cerca d’autore”, e che Barbareschi ha voluto accanto a sé sul palco. Inevitabile il ricordo dei suoi inizi proprio con il Maestro, a diciotto anni, nello spettacolo "Enrico V". Considera questa nuova investitura un ipotetico passaggio di testimone (anche Lavia fu direttore dell’Eliseo) e auspica di poter fare altrettanto, in un prossimo futuro, nel tramandarlo alle nuove generazioni.

Prima di iniziare la presentazione degli spettacoli, dà spazio ai progetti che affiancheranno la stagione di prosa. Interviene il direttore del Conservatorio di Santa Cecilia per presentare l’iniziativa in cui giovani talenti avranno la possibilità di esibirsi sul palco con orchestre di musica sinfonica e musica jazz. Sarà un progetto di alta formazione, e di produzione del repertorio delle pagine più belle della musica occidentale.

Connubio stretto tra arte e scienza con il progetto concordato con il Policlinico Gemelli. Enrico Zampete, direttore del noto policlinico romano, esprime con gioia la volontà di supportare progetti di scienza e di ricerca. Nel luogo deputato alla narrazione si “narrerà la scienza”, mantenendo il giusto equilibrio tra arte e cultura, mix “ad alta concentrazione nel nostro Paese”.

Undici incontri culturali per aumentare la conoscenza del nostro patrimonio ambientale saranno a cura del Fondo Ambiente Italiano (FAI). Incontri dedicati alla poesia, nel luogo dove la poesia trova la sua “centralità,” saranno a cura del Festival Internazionale della Poesia.

Il primo spettacolo che debutterà all’apertura del 29 settembre sarà una delle tre prime nazionali in cartellone: "Una tigre del Bengala allo zoo di Baghdad", che vede protagonista e regista lo stesso Luca Barbareschi. Lo definisce un testo bellissimo, che parla dello scontro tra Oriente e Occidente, dell’Isis, dal punto di vista di una tigre. “Mi piaceva cominciare con un tema dirompente”, afferma con una punta di orgoglio. Lo stesso Barbareschi sarà ancora in scena, a dicembre, con un testo di cui è anche autore: "Cercando segnali d’amore nell’universo", per il quale sarà diretto da Chiara Noschese.

Le altre due prime nazionali saranno: "Tempeste Solari" un testo di Luca De Bei, giovane ed affermato attore, regista e drammaturgo, con Ugo Pagliai, Paola Quattrini, Pia Lanciotti e altri giovani attori; e, ad aprile, "China Doll" di David Mamet con Eros Pagni e la regia di Alessandro D’Alatri che dirigerà anche, a novembre, Lunetta Savino in "Grand Guignol all’italiana" di Vittorio Franceschi.

Poi i testi dei grandi autori: "Ivanov" di Cechov con protagonista e regista Filippo Dini; "Tradimenti" di Pinter con Ambra Angiolini e Francesco Scianna e la regia di Michele Placido; "La Dodicesima Notte" di Shakespeare con il grande Carlo Cecchi; "Scandalo" di Arthur Schnitzler per la regia di Franco Però con Franco Castellano e Stefania Rocca.

Due gli spettacoli che traggono ispirazione dal cinema: "Il grande dittatore" di Charlie Chaplin con Massimo Venturiello e Tosca, e, a chiusura della stagione, "Arancia Meccanica" per la regia di Gabriele Russo.

La grande musica sarà in scena a gennaio con "Viaggi di Ulisse", concerto mitologico per strumenti di e con il Maestro Nicola Piovani, e a fine marzo con "La Regina Dada" di e con Stefano Bollani e Valentina Cenni.

Si passano poi in rassegna gli spettacoli del Piccolo Eliseo che aprirà la stagione con un testo di Paolo Sorrentino, "Hanno tutti ragione", con Iaia Forte che ne cura anche la regia. Seguirà una prima nazionale con un testo di Claudio Fava, "Mar del Plata", che racconta una sfida nell’Argentina degli anni ’70. Poi il grande Roberto Herlitzka con uno spettacolo ispirato ai testi di Pier Paolo Pasolini, "Una Giovinezza enormemente giovane" di Gianni Borgna, per la regia di Antonio Calenda. Lucia Lavia, assente perché impegnata al Teatro Greco di Siracusa con “Ifigenia in Aulide”, sarà protagonista del capolavoro di Flaubert "Madame Bovary" con la regia di Andrea Baracco.

Due gli spettacoli reduci dal successo nella scorsa stagione al Teatro dell’Orologio: "Edipus" di Giovanni Testori e con la regia di Leo Muscato che “narra la storia di un personaggio che esiste e resiste ai mali del teatro”; e il sorprendente "Thanks for Vaselina" della tanto giovane quanto vigorosa compagnia Carrozzeria Orfeo, scritto da Gabriele Di Luca e da lui stesso diretto assieme a Massimiliano Setti e Alessandro Tedeschi.

Ancora drammaturgie contemporanee con "Some Girl(s)" la storia di un ragazzo prossimo al matrimonio che va a fare visita alle sue ex, per la regia di Marcello Cotugno; poi la poesia di Giorgio Gaber con "Gaber, io e le cose" con Maria Laura Baccarini che ne cura anche la regia insieme ad Elena Bono. "La parola padre" di Gabriele Vacis, in scena tra marzo e aprile, affronta le dinamiche del rapporto genitoriale; Francesco Montanari e Giorgio Colangeli saranno protagonisti di "Il più bel secolo della mia vita" con la regia di Alessandro Bardani e Luigi Di Capua. Gianfelice Imparato e Giovanni Esposito saranno i protagonisti di "Fratelli", mentre Fausto Paravidino firma il testo e la regia di "I Vicini"; e infine, in chiusura di stagione, Valerio Binasco metterà in scena un testo comico e struggente al tempo stesso, "John e Joe" con Nicola Pannelli e Sergio Romano.

Barbareschi si dice felice di poter avere in programmazione tante cose nuove, anche se sottolinea che soltanto in Italia si distingue ancora il teatro contemporaneo, “il teatro è tutto contemporaneo, poi ci sono i classici”. “L’eccezionalità culturale italiana è per me la missione del nuovo Teatro Eliseo”, afferma soddisfatto. Un teatro che estende la propria offerta culturale e di animazione anche nei mesi estivi, realizzando una programmazione versatile che affianca alle proprie sale la possibilità di realizzare o condividere spettacoli e iniziative nelle diverse location che una città straordinaria come la capitale offre. Un progetto innovativo per la città, un percorso inedito che porterà finalmente Roma verso una concezione europea delle arti sceniche simile a quella delle grandi capitali europee. L’Eliseo diventerà - è un auspicio e un augurio - il Beaubourg italiano. In una città come Roma ci voleva.

Grazie a Luca Barbareschi per l’impegno e per la scelta di un cartellone così ricco e variegato, e per la passione e la determinazione che tutti gli ospiti saliti sul palco non hanno evitato di sottolineare con grande ammirazione e senso di gratitudine. Il Teatro Eliseo È, Il Piccolo Eliseo è, questo il brand di comunicazione scelto a simboleggiare determinazione e chiaro e imperativo impegno di rinascita. Sarà una bellissima stagione!

 

Teatro Eliseo - via Nazionale 183, 00184 Roma
Per informazioni e contatti:
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GIORNI E ORARI DI APERTURA
Dal lunedì al sabato: 9.30 - 13.30 | 14.30 - 19.30
Chiuso la domenica e i giorni festivi
Chiusura estiva: dal 9 al 23 agosto compresi

Articolo di: Isabella Polimanti
Grazie a: Antonio Naselli e Francesca Motta, Ufficio stampa Teatro Eliseo
Sul web: www.teatroeliseo.com

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