Teatro di Roma: Umanità in Movimento, la stagione 2016/2017

Scritto da  Domenica, 03 Luglio 2016 

"Bellezza è verità, verità bellezza, questo solo sulla Terra sapete, ed è quanto basta”. Cita John Keats il direttore del Teatro di Roma Antonio Calbi, pronto ad introdurre le novità della stagione 2016-2017. “Un verso che mi pare si adatti bene al Teatro, che è il luogo della verità e insieme della bellezza, dell’invenzione, della poesia”. Si rivolge subito alle istituzioni presenti sul palco, esortando il Sindaco Virginia Raggi e l’Assessore alla Cultura della Regione Lidia Ravera a marcare l’attenzione in una visione pubblica del Teatro di Roma, una realtà artistica che intende proseguire il suo percorso di rinascita culturale di Roma.

 

Assume una connotazione insolitamente istituzionale questa conferenza, e - per usare un termine un po’ stridente - burocratica, decisamente lontana dallo stile intellettuale e passionale che ha sempre contraddistinto gli interventi del Direttore di quello che è stato definito uno dei sette Teatri Nazionali italiani. Una presentazione che lascia poco spazio alle emozioni, al racconto della genesi artistica degli spettacoli, alle testimonianze degli attori e dei registi. Nessun protagonista è chiamato sul palco, ad eccezione di Massimo Popolizio intervenuto a presentare l’ultimo lavoro proposto dal Teatro di Roma per commemorare Pier Paolo Pasolini, “Ragazzi di Vita”, e l’ultima regia di Luca Ronconi, “Lehman Trilogy” che sarà in scena a novembre.

Apre la conferenza il Presidente del Teatro di Roma Marino Sinibaldi. Il suo è un intervento razionale e appassionato al contempo, che tiene conto delle conseguenze che potrà avere la recente sentenza del Tar che ha accolto il ricorso contro il decreto Franceschini. “Siamo al nostro primo anno da Teatro Nazionale, non so se sarà l’ultimo, ma il teatro è necessario, è mobilitazione delle idee”. E punta l’attenzione su quanto è stato fatto “Abbiamo aumentato l’autofinanziamento, in maniera ancora insufficiente, ma incoraggiante”. Inevitabile un riferimento all’annosa e tormentata vicenda del Teatro Valle, bloccato inspiegabilmente nella rete di procedure burocratiche che ne impediscono la riapertura e le attività. “Per il Teatro Valle - dice - l’auspicio è che il Valle faccia parte della rete dei Teatri pubblici della città; che sia insomma il terzo spazio insieme all’Argentina e all’India del grande Teatro di Roma, che sia un teatro partecipato che proponga forme non solo di programmazione ma di organizzazione diversa”. Poi si rivolge direttamente al Sindaco : “Il Teatro Valle sarà il terzo spazio dello Stabile: auspichiamo che la ristrutturazione parta al più presto, che quel cammino si compia, e che Roma abbia un teatro ancora più importante. Questo è un teatro che appartiene ai cittadini di Roma, che lo mantengono e lo pagano non solo volontariamente, ma nei diversi modi in cui contribuiscono alla vita della città”. Esprime poi la disponibilità del Teatro di Roma a contribuire a far ritrovare alla città di Roma il suo spirito, uno spirito che mette la cultura, lo spettacolo, l’arte al centro del nostro divertimento e al servizio della città.

Anche l’Assessore alla Cultura della Regione Lazio Lidia Ravera, nel suo intervento, esorta a “riflettere tutti insieme attingendo dal linguaggio artistico”. Lancia un monito quasi accorato al nuovo sindaco: “Questa città ha bisogno di essere messa in ordine”. E conclude enunciando la sua solida aspettativa, il suo auspicio, la sua speranza: “Mi aspetto godimento, coinvolgimento e stupore”.

La preannunciata presenza del Sindaco Virginia Raggi carica l’atmosfera di aspettativa e curiosità. Viene accolta con un applauso piuttosto tiepido quando fa il suo ingresso, direttamente dalla platea, circondata dalle luci dei flash dei fotografi. Mite e misurato è il suo intervento, certamente diverso dalla fermezza che ci ha abituati a vedere in altri contesti. Appare un po’ spaesata, prende appunti prima, ma poi dichiara di dover modificare i suoi contenuti (“perché così è il teatro: si modifica ad ogni replica”) e passa agli impegni da prendere, sottolineando spesso “lo faremo insieme”. “Per troppo tempo la cultura è stata schiacciata. Roma deve impegnarsi a ridarle un ruolo centrale. E mi impegnerò a far sì che ciò avvenga. Dobbiamo fare in modo che il teatro scenda in strada e raggiunga tutti. Collaboreremo al meglio per riportare la cultura alla portata di tutti e alla porta di tutti. Questa è la nostra missione”.

È la volta dell’atteso intervento del padrone di casa e neppure l’enorme fascio di rose rosse donato al Sindaco dopo la fine del suo intervento, riesce ad accendere la passione e gli animi. Sarà una vera e propria lettura, densa di contenuti e di considerazioni alte, come è nello stile al quale Calbi ci ha abituati, ma veloce e fredda. Mentre sul fondo-scena scorrono le immagini degli spettacoli in cartellone, in una successione asincrona - rispetto al “detto”- che distrae e confonde, enuncia risultati e propositi.

Comincia rivolgendosi direttamente al Sindaco Raggi quando - citando Paolo Grassi - definisce Roma un agglomerato immenso di località diverse tra loro, estranee le une alle altre. “Ma anche Roma - dice - come Milano, ha un centro, un cuore: è al Campidoglio, al Palazzo Senatorio. È da lì che può ripartire il sistema culturale, con un ulteriore scatto di orgoglio generale e una visione prospettica del presente e del futuro. Occorre superare la dicotomia centro/periferia - e rivolge lo sguardo al Sindaco che, poco prima, aveva affermato di voler portare il teatro in periferia - occorre ricucire gli strappi tra i quartieri”. Un messaggio diretto e chiaro, un invito a “fare” e a collaborare per raggiungere un obiettivo straordinario.

Per questa nuova stagione l’attenzione è rivolta al tempo che viviamo, ai cambiamenti civili e sociali; un’esigenza nata dal bisogno di riflettere sul senso dell’umano oggi, sul dramma dei popoli in fuga dalla guerra, dalla violenza, dalla fame, dalla morte. Umanità in movimento dichiara in modo “cristallino” il legame con la scena del presente e che si lega anche alla suggestiva immagine del fotografo d’arte Ran Revuveni, scelta per la campagna grafica. Rappresenta un ermafrodito, un uomo-donna, travestimento o altra verità, come il teatro e la vita. Un richiamo alla presa di coscienza che il nostro mondo è costituito da tanti mondi, come un grande palcoscenico dove ognuno possa avere il proprio ruolo, uguale cittadinanza, e dove si possa superare l’orrore della violenza. L’auspicio del claim Umanità in movimento è che l’uomo di oggi possa intraprendere quel processo di trasformazione, quel movimento che lo porti a ristabilire valori come il rispetto, la solidarietà, l’accoglimento, l’amicizia, l’amore. Il Teatro è l’arte sociale per eccellenza, e dunque l’espressione attiva dei tempi che viviamo.

Prima di passare alla presentazione degli spettacoli, Calbi esprime la soddisfazione per i risultati ottenuti e ringrazia tutti i lavoratori del Teatro di Roma. E qui sia consentita una piccola digressione personale nel volerci unire ai ringraziamenti ed esprimere un grato sentimento di riconoscenza ad uno staff e un’organizzazione sempre efficiente e di grande disponibilità. “Si è fatto molto e con poco” - sottolinea con un senso di comprensibile compiacimento misto a rammarico - ma realizzando prodotti artistici di qualità.

Qualche numero: la nuova stagione propone 13 percorsi tematici di cui 21 produzioni tra nuove produzioni, co-produzioni e riprese, 36 spettacoli ospiti, per un totale di 57 titoli. Più di 430 alzate di sipario, quasi 50 autori viventi a conferma della pluralità e dell’impegno sul contemporaneo.

Sarebbe impossibile citare tutti gli spettacoli, per il cui approfondimento rimandiamo al sito web del Teatro di Roma, ne segnaliamo alcuni.
Aprirà ufficialmente la stagione il già citato Ragazzi di Vita, di cui Massimo Popolizio ha tenuto a sottolineare la caratteristica fedele di “trasposizione scenica”, non un adattamento, non un “liberamente tratto da…”. Protagonista sarà Lino Guanciale, insieme ad un nutrito cast di altri giovani attori; il ritorno di Natale in Casa Cupiello, spettacolo amato e fortemente discusso, con la regia di Antonio Latella; un insolito e stravagante Casa Di Bambola di Ibsen con i tre ruoli maschili interpretati da Filippo Timi; l’Odissea A/R di Emma Dante, per la prima volta al Teatro Argentina, un’artista “che ha la Sicilia nelle viscere e nella testa” così la definisce Calbi; l’ultima creazione diretta e interpretata da Luca De Filippo prima della sua scomparsa, Non ti Pago con Gianfelice Imparato e Carolina Rosi che Calbi ringrazia sentitamente per aver tenuto fede all’impegno preso in occasione della commemorazione per l’ultimo saluto al grande artista avvenuto in febbraio proprio qui in questo teatro; Emilia, dell’argentino Claudio Tolcachir, con protagonista Giulia Lazzarini; Lear di Edwand Bond per la regia di Lisa Ferlazzo Natoli; il Macbeth diretto e interpretato da Franco Branciaroli; due novità del drammaturgo Roberto Scarpetti: 28 battiti, ispirato all’atleta Alex Schwazer dalla caduta per doping al riscatto verso Rio sarà interpretato da Giuseppe Sartori, e Prima della Bomba con la regia di César Brie; il tormento delle migrazioni che spesso trovano la morte anziché un futuro è raccontato dalla creazione di Marco Baliani e Lella Costa Human. Per il percorso Ritratti d’Artista, progetto che si compone delle creazioni che riflettono sul senso del teatro e sul mestiere dell’attore, troveremo in scena il grande Roberto Herlitzka in Minetti Ritratto di un artista da vecchio di Thomas Bernhard; l’inossidabile coppia Elvira Frosini/Daniele Timpano con il loro nuovo spettacolo Acqua di Colonia e la riproposizione di Aldo Morto, Digerseltz e Zombitudine; e Lucia Calamaro con La Vita Ferma, L’Origine del Mondo, Tumore.

Agli spettatori più piccoli sarà dedicato il percorso Il Teatro Fa Grande che apre la scena anche agli “atelier” dove formare le nuove generazioni. In programma titoli che vanno da Leonardo a Dante.

Continuerà il ciclo culturale Luce sull’Archeologia, successo straordinario delle passate stagioni che riparte con sei appuntamenti dal titolo Roma Oltre Roma. Si aggiungeranno, quest’anno, le Lezioni di Filosofia incentrato sulle virtù cardinali (Prudenza, Giustizia, Fortezza, Temperanza) e gli Incontri d’Arte con le storie e i segreti di alcune delle più celebri opere di tutti i tempi.

Antonio Calbi conclude il suo intervento tornando l’uomo colto, appassionato, sapiente che conosciamo. Lo fa, richiamando ancora una volta l’attenzione del Sindaco, con due citazioni - attinte dai grandi letterati - per spiegare il senso e il ruolo del Teatro e dell’Attore. Ricorda Antonin Artaud, uno degli autori “più straordinari e più folli del primo Novecento”, che nel suo “Il Teatro e il suo doppio” annota: “L’attore è simile ad un vero e proprio atleta fisico, ma con questo sorprendente correttivo: all’organismo atletico corrisponde in lui un organismo affettivo, parallelo all’altro, quasi il suo doppio, benché non operante sullo stesso piano. L’attore è un atleta del cuore”. E cita Arthur Schopenauer quando vuole rimarcare in maniera incisiva e convincente, perché convinta, la funzione alta del teatro: “Non andare a teatro è come far toeletta senza uno specchio.

Esorta il pubblico, infine, al senso del bello e del benea cominciare da noi stessi, a cominciare dal Teatro”.

Noi possiamo soltanto aggiungere: guardiamoci - dunque - nello specchio riflettente la storia dell’umanità in movimento del Teatro di Roma, ne usciremo con un’anima più pulita, più consapevole, dunque più libera. Mentre al cuore ci penseranno loro, gli attori, gli atleti del cuore.

 

Abbonamenti e biglietti TEATRO DI ROMA
14 sono gli spettacoli in abbonamento al Teatro Argentina:
Abbonamenti a 8 o 5 spettacoli;
Libertine Card a 6 ingressi al Teatro Argentina o 12 a India;
Libertina Under 35 a 8 o 5 ingressi;

Costi abbonamenti e Card restano invariati rispetto allo scorso anno:
Abbonamenti da 70 a 176 €
Card da 65 a 120 €
Professionale Card 10 titoli a scelta a 50 €
Biglietti da 32 a 12 € al Teatro Argentina; da 20 a 14 € al Teatro India

 

Articolo di: Isabella Polimanti
Grazie a: Amelia Realino, Ufficio stampa Teatro di Roma
Sul web: www.teatrodiroma.net

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