Teatro dei Conciatori, 100% taglio contemporaneo - la stagione 2015/2016

Scritto da  Mercoledì, 10 Giugno 2015 

Quarta Stagione per il Teatro dei Conciatori eppure non è ancora tempo di bilanci. Vogliamo restare ancora "in Progress" e continuare il nostro percorso. 26 spettacoli, quasi 300 giorni di programmazione e un numero imprecisato di artisti si avvicenderanno sullo spazio scenico del Teatro dei Conciatori per presentare le loro ultime creazioni o per riproporre spettacoli dal consolidato successo ottenuto nelle precedenti stagioni.

 

TEATRO DEI CONCIATORI
C.U.T. – Contemporary Urban Theatre - 100% TAGLIO CONTEMPORANEO
STAGIONE 2015/2016

“Per la stagione 2015/2016 vi proponiamo, come le stagioni precedenti, spettacoli che hanno attirato la nostra attenzione destando in noi forti emozioni – affermano i direttori artistici Antonio Serrano Gianna Paola Scaffidi - In un mondo con sempre meno modelli di riferimento, siamo fermamente convinti che la cultura giochi un ruolo estremamente importante, ed è per questo che investiamo senza riserve nella scelta degli spettacoli da inserire nella programmazione. Sfogliate quest’opuscolo, leggetelo e scegliete gli spettacoli che più vi interessano, lasciatevi sorprendere dai nuovi talenti che scoprirete insieme al piacere di rivedere volti noti. Un grazie a tutto il nostro pubblico che ci segue da tempo e che merita tutte le nostre attenzioni. E ancora grazie a tutti gli artisti che con la loro importante presenza ci supportano in questo entusiasmante percorso professionale che ogni anno si impreziosisce sempre più, consolidando il suo ruolo centrale nel proporre una drammaturgia contemporanea d’autore di grande spessore culturale”.

Maria Rosaria Omaggio aprirà la stagione con OMAGGIO A VOI, una emozionante carrellata di personaggi che l'hanno resa celebre e che l'hanno fatta amare al pubblico. Tra gli autori presentati in stagione l'atteso nuovo testo di Giuseppe Manfridi che lo vede in scena anche nelle vesti di attore, Giuseppe Patroni Griffi, Luigi Pirandello, Jean-Paul Sartre, J. S. Sinisterra, Stefano Benni, Alberto Bassetti, Nicola Zavagli, Patrizio Cigliano col suo nuovo testo che lo vede anche protagonista in scena, Dante Maffia, Mario Grossi, Andrea Saraceni che dal cinema si presta al teatro, Roberta Calandra col suo testo Otto, da cui è stato tratto un romanzo appena pubblicato e la presenza puntuale di Luca De Bei con due spettacoli che lo vedono in veste, oltre che di autore, anche di regista accanto ad altri nomi importanti della regia italiana che hanno legato il loro nome alla drammaturgia contemporanea come Marco Mattolini, Cristina Pezzoli, Nadia Baldi, Mita Medici, Antonio Serrano e poi ancora tanti personaggi amati dal pubblico di ogni età come Enrico Lo Verso, Isabel Russinova, Tiziana Foschi (chi non la ricorda negli esilaranti spettacoli de LA PREMIATA DITTA), Alberto Di Stasio, e ancora straordinari interpreti come Margherita Di Rauso, Marta Bifano, Federica Bern, Gianni De Feo, che vedremo nei panni di Edith Piaf di cui quest'anno ricorre il centenario della nascita, Gianna Paola Scaffidi, Nadia Perciabosco, Alessandra Fallucchi, Michetta Farinelli, Beatrice Visibelli, Nelly Jensen, Antonella Alessandro, Romano Talevi, Antonio Bonanotte, Igor Mattei, Valentina Pescetto e tanti tantissimi giovani che saranno presentati dal teatro dei Conciatori al suo pubblico in questa fantastica Kermesse Teatrale.


dal 18 – 19 – 20 settembre 2015
Maria Rosaria Omaggio
OMAGGIO A VOI - RECITAL IN CONCERTO
di Maria Rosaria Omaggio
Andrea Pelusi flauto traverso, fisarmonica e sax

"Bello festeggiare un compleanno teatrale nel teatro di amici!"
OMAGGIO A VOI è un recital in concerto per festeggiare i 30 anni di teatro di Maria Rosaria Omaggio, che ripercorre le donne che ha amato interpretare e che l’hanno fatta amare dal pubblico: da George Sand a La santa sulla scopa di Luigi Magni, dalla Duse di D’Annunzio alla Cocotte intellettuale di Trilussa, dalla Didone abbandonata a Graciela di Gabriel Garcia Márquez, dalla napoletana Filumena alla toscana Oriana Fallaci, dai giochi nonsense di Calvino a quelli in musica di Giorgio Gaber, dal Sonetto d’amore di Shakespeare al Valzer della toppa di Pasolini, per salutare con Sfida di Ada Negri e un Palazzeschi futurista, che già nel 1913 scriveva che il Controdolore, il sorriso, è la miglior ricetta di vita.
Sarà accompagnata dal Maestro Andrea Pelusi, professore di flauto traverso, compositore su fisarmonica ed esecutore al sax.
La musica dialoga e va in contrappunto con la voce, così anche la metrica perfetta dei grandi poeti emoziona come un canto e la prosa avvince diventando visione.

Dal 22 settembre al 4 ottobre 2015
Nelly Jensen - Giuseppe Manfridi
CONVERSAZIONE SUL LUOGO DELL’INCIDENTE
Trasfigurazione Cruenta di Jackson Pollock
scritto e diretto da Giuseppe Manfridi
voce fuori campo di Fabrizio Pucci - Video originali di Stefano Sparapano

In un bosco, mentre si fa notte. Qualcosa è accaduto, ma non è chiaro cosa. Un uomo e una donna si tengono d’occhio l’un l’altra, avvinti e circospetti. Lui si chiama Jack, lei Ruth. Sanno di conoscersi ma stentano a ricordare i loro stessi nomi. Sanno di amarsi, ma sono entrambi incerti su cosa ciascuno dei due abbia da imputare all’altro. Qualcosa senza dubbio. Precipitati in un enigma, cercheranno complicità per risolverlo.
L’anima ribollente di Jackson Pollock non è raccontata attraverso un drammatizzazione biografica. Non c’è New York, non ci sono tele stese in terra, non c’è Peggy Guggenheim, non c’è lo stuolo degli Irascibili né pennelli vorticanti, ma Pollock sì. Lui c’è. Esorbitante, addirittura. La sua febbre pulsa nei gesti, nelle parole, nell’affanno compulsivo che lo spingono alla comprensione di sé attraverso un’indagine condivisa con la sua misteriosa compagna e che si snoda in un racconto cadenzato dai ritmi inquietanti di un autentico thriller.

dal 6 al 18 ottobre 2015
Alessandra Fallucchi - Michetta Farinelli - Gianna Paola Scaffidi
AGNESE DI DIO
di John Pielmeier
regia di Antonio Serrano

Agnese, una giovane suora, partorisce in convento un neonato che viene trovato poco dopo dalla madre superiora morto soffocato, in un cestino della carta straccia.
Agnese dichiara alla polizia di non ricordare nulla né del parto, né della gravidanza e tantomeno del concepimento.
Viene accusata di omicidio e il tribunale assegna il caso ad una psichiatra, Martha Livingstone, per verificare se Agnese può essere dichiarata inferma di mente.
Nella sua ricerca della verità Martha incontra Madre Miriam Ruth, superiora del convento in cui vive Agnese che vuole credere che quanto successo sia opera di Dio. Seppur animate dallo stesso desiderio di arrivare ad una soluzione del mistero, fra le due donne lo scontro è inevitabile perché Madre Ruth non vuole più domande e Martha Livingstone vuole ancora risposte.
E durante gli incontri-scontri fra le due donne si scopre il passato di Agnese caratterizzato da violenze, traumi e privazioni subiti da una madre con evidenti problemi relazionali.


dal 20 al 25 ottobre 2015
uno spettacolo di Mario Grossi
#RAGAZZITALIANI
con Fabio Gomiero - Margherita Laterza - Antonio Monsellato

Si può essere morti e avere ancora bisogno di parlare; e allora si può tentare di farlo, in un ultimo sforzo disperato, per provare ad alleviare la sofferenza di quelli che sono ancora vivi. Anche se forse si parla senza alcuna possibilità di essere ascoltati. Questa è la storia di Luca, giovane uomo ritrovato morto in riva all'Arno, probabilmente annegato per ragioni misteriose che nemmeno la polizia riesce a chiarire. Ma è anche la storia delle due persone che più di tutte gli sono state vicine quando era in vita: Anna, la sua amante, che deve sopravvivere al dolore della sua perdita e che cercando di comprenderne le ragioni scoprirà delle verità insospettabili sulla sua vita. E poi Leo, la terza misteriosa figura, che a poco a poco rivelerà tutti i segreti di questo strano ménage a troix, raccontando una storia di marginalità ma anche di amore, una vicenda che chiama in causa la più profonda autenticità dei sentimenti umani, siano essi quelli "normali", che il mondo conosce, o siano invece sentimenti "diversi" e inconfessabili, che il mondo disprezza, ma a cui non potrà mai negare una legittimità che pesca nel cuore più intimo dell'essere uomini.

dal 27 ottobre al 1 novembre 2015
CENT’ANNI IN DUE
scritto e diretto da Andrea Saraceni
con Lucia Batassa - Giustiniano Alpi - Rossella Gardini - Vito Di Bella

Pierina e Graziano sono una nonna e un nipote che passano le giornate in simbiosi nella tintoria dell'anziana donna. Graziano è un bellissimo ventenne gay trascurato dai genitori che, laureato e pieno di buoni propositi, cerca un'assunzione "meritocratica". La nonna, del tutto smagata, fa di tutto per sistemarlo "alla vecchia maniera" tra raccomandazioni e "inciuci". Grazie a due clienti storici, una l'amante di un senatore, l'altro un giovane imprenditore invaghitosi di Graziano, Pierina arriverà a un soffio dal convincere il nipote. Per farlo del tutto però, dovrà giocarsi ancora una carta.
Una messa in scena divertente, intensa, dolce e amara che, tra paradossi sociali e scontri intergenerazionali, vi farà riflettere su come, nell'era della rivoluzione tecnologica, tutto è cambiato tranne noi, che siamo rimasti quelli di prima.

dal 3 al 8 novembre 2015
Tiziana Foschi
CIBAMI
di Stefano Benni e Cinzia Villari
regia di Cinzia Villari

Attraverso il cibo, la drammaturgia contemporanea e la musica, ci interessa raccontare le voci della società: voci allegre, grottesche, arrabbiate, voci poco ascoltate, voci che per farsi sentire raggiungono a volte movimenti estremi. Un viaggio nel racconto narrato, contaminato da un continuo gioco musicale, un insolito racconto/concerto dove la parola, la musica, lo stomaco e i suoi linguaggi, seguendo un andamento ironico-brillante, si uniscono in un totale matrimonio di intenti.
Il cibo ha il potere di deliziare, amareggiare, redimere, sconvolgere, eccitare…ispirare?
Allora ecco tre storie che raccontano con il cibo l’amore, la fede, la seduzione e l’abbandono.
Non è forse vero che quando viviamo un incontro eccitante ci sentiamo come frittelle a contatto con l’olio bollente? O che quando annusiamo l’arrosto dimenticato nel forno, proviamo lo stesso sconforto di un appuntamento mancato?
I tre atti unici sono di Stefano Benni e Cinzia Villari. Autori diversi, eppure il ritmo della scrittura è in entrambi “musicale” come le parole scelte mai a caso, a volte in rima, sempre ironiche e con momenti di vera poesia.

dal 10 al 15 novembre 2015
Isabel Russinova
FANTASMI DI PIOMBO
di Isabel Russinova
regia Rodolfo Martinelli Carraresi

Il terrorismo, la lotta politica attraverso azioni violente atta a suscitare clamore, scelta perpetrata innumerevoli volte nei millenni di vita della storia dell’uomo e il terrorismo femminile né fa profondamente parte , fantasmi di piombo parla di loro di quelle donne che tra gli anni 70 e 80 del secolo scorso hanno segnato la nostra e lo loro vita, il punto di vista però è di chi ha subito, capito e che ci può condurre a riflettere anche sulla con dizione di oggi.


dal 17 al 22 novembre 2015
Gianna P. Scaffidi - Laura Colombo - Antonio Bonanotte - Marco Belocchi
DESTINAZIONE IGNOTA
di Dante Maffia
regia di Anna Teresa Eugeni
con Cristina Mascitelli- Silvana Licursi - Antoinette Kapinga - Valerio Garbarino - Marcello Caroselli

L'uomo non ha potuto mai nulla contro i fenomeni naturali che hanno cambiato e cambiano il volto del Pianeta Terra.
E l'Uomo non riesce ancora a domare Guerre ed eccidi atroci.
Da Belgrado ad oggi, da Haiti a L'Aquila, ai barconi degli immigrati.
Il Mondo dopo calamità e stragi si attiva per morti e feriti... ma le ferite dell'Anima? Come curare, dare un volto al vuoto che avvita le esistenze?
"Destinazione ignota" del corpo, "destinazione ignota" dell'Anima? Ecco che Dante Maffia, con le armi della sua Poesia evidenzia e incita a risolvere.
Spettacolo anche multimediale, con canti di tradizione popolare a cappella.
Gli interpreti comunicheranno al pubblico ricordi del recente passato e momenti attualissimi. "Solo la Poesia può riuscire a salvare il futuro del nostro Pianeta" asseriscono gli Intellettuali, i Filosofi, gli Storici più noti.
Le parole di Dante Maffia sono un potente, umanissimo messaggio.

dal 24 novembre al 13 dicembre 2015
Margherita di Rauso
LOUISE BOURGEOIS - Falli Ragni e Ghigliottine
scritto e diretto da Luca De Bei

Louise Bourgeois era una donna eccezionale, ed è una delle più grandi artiste del secolo. Lucida, folle, anticonvenzionale, rigorosa, geniale, umile, straordinaria interprete del femminile e dell’arte.
Segnata fin da bambina dalla violenza, dalla sua estrema sensibilità, temprata da due guerre, infaticabile creatrice di sculture-opere intense, agghiaccianti, grottesche, rivelatrici, folgoranti. Famosa per i falli che mette sul tetto di casa e con cui si fa fotografare portandoli sotto il braccio come una baguette o un ombrello; per i ragni monumentali, sotto cui ci si sente vulnerabili e allo stesso tempo protetti (“i ragni sono la madre”, diceva louise); per le ghigliottine che sospende sopra le case borghesi e le vite tranquille che racchiudono.
E’ il prototipo, non convenzionale, dell’artista, che passa dall’euforia alla depressione, dall’attività frenetica all’immobilismo, dalla creatività alla riflessione.
Ed è completamente, sorprendentemente, clamorosamente teatrale.
Lo spettacolo che la racconta mette in scena l’essenza di questo essere strano, al tempo stesso donna, vecchia e bambina. dà corpo, matericamente come le sculture da lei create, alla fantasia, le immagini, le voci, i suoni, i pensieri che escono dal profondo di louise, dalla sua anima. Tasselli che si compongono via via e ci rimandano in modo delicato o prepotente, allusivo o dichiarato la vita di una donna affascinante, emozionante, totale. E probabilmente irripetibile.

dal 15 dicembre 2015
Enrico Lo Verso - Alessandra Fallucchi
SORELLA CON FRATELLO
di Alberto Bassetti
regia di Alessandro Machìa

Ultimo testo di Alberto Bassetti che chiude idealmente la “Trilogia della famiglia” (composta da Le due sorelle e I due fratelli, premio Vallecorsi 2013) , Sorella con fratello è un testo dall’atmosfera ambigua che affronta il tema della violenza all’interno della famiglia unendo la tragedia del tema ai toni spesso sarcastici di una commedia nera, cinica, percorsa da un umorismo di matrice post-pirandelliana. Una storia privata in cui la figura limite dell’incesto diventa, in filigrana, metafora bruciante del destino economico e sociale dell’Italia: avvitata su se stessa , infantile e incapace di uscire fuori da sé.
Una storia di espiazione e redenzione in cui, nella semplicità quasi straniante che contraddistingue il dialogo dei due fratelli (i cui nomi segnalano un certa condizione infantile), Bassetti tocca molti dei temi che angosciano la contemporaneità, come l’identità, la perdita del sacro, la ricerca di una vita autentica e di una nuova spiritualità; una ricerca che l’autore orienta verso aspetti tipici della postmodernità, come la fascinazione per la religiosità orientale e l’affermazione di quello che Ulrich Beck chiama “ il Dio personale”, a prescindere e aldilà di qualsiasi confessione religiosa.

dal 29 dicembre 2015 al 10 gennaio 2016
Gianni De feo
GRIDO D’AMORE – EDITH PIAF (CENTENARIO DELLA NASCITA)
di Ennio Speranza
diretto e interpretato da Gianni De Feo

In occasione del centenario della nascita della grande artista francese, Gianni De Feo ripropone lo spettacolo GRIDO D’AMORE che negli anni è stato portato in tournée nazionale e in Svizzera, suscitando grande consenso di critica ed emozionando il pubblico attraverso la storia appassionante e travagliata di una donna acuta ma al tempo stesso sregolata. Una donna che ha riversato nella voce la febbre di una vita difficile, spezzata da alti e bassi, colma di generosità, di allegria, di disperazione, di egocentrismo. In lei una fusione di impulsi e sensazioni: liberazione sessuale, alcool, droga, amori convulsi. Una donna che ha avuto incontri, scontri, che è stata ispirata e che ha ispirato.
Jean Cocteau che scrisse per lei Le bel indifférent e le rimase amico per tutta la vita fino al punto di morire lo stesso giorno, di lei disse: “Non ho mai conosciuto una persona meno parsimoniosa con la propria anima. La sperperava, ne gettava l’oro dalle finestre”.
De Feo, accompagnato dal suono evocativo di una fisarmonica, racconta e canta le canzoni della “chanteuse realiste” vestendo i panni di un poeta vagabondo, un clochard dei nostri tempi che, nel ripercorrere alcuni frammenti della propria vita, ripropone i passi dell’esistenza straordinaria di Edith Piaf, un’artista il cui sguardo e la cui voce hanno segnato un’epoca e sono entrati a far parte di un mito.

dal 12 al 24 gennaio 2016
Antonella Ippolito - Marina Sorrenti - Franca Abategiovanni - Tonia Filomena
LA MORTE DELLA BELLEZZA Oratorio Profano per Giuseppe Patroni Griffi
regia di Nadia Baldi

Nella Napoli del ‘43, sotto i bombardamenti incessanti, brucia la storia di due giovani la cui straordinaria bellezza ha come sfondo una città contraddistinta, quaranta anni fa, dallo splendore di Posillipo e del mare….meglio che i Caraibi. La mimesi linguistica, presentata con grazia ed ironia dalle cinque protagoniste, celebra la consacrazione, da parte di Eugenio e Lilandt, ai sensi del corpo, alla voluttà di un amore tormentato, negato ed in seguito bramato. Ebbe la sensazione che tutta quanta la sua vita, con la rapidità di una fisarmonica che si chiude, si concentrasse per arrivare a questo momento.
La morte della bellezza, nel riadattamento, rispetta ed esalta lo “stile d’acqua” di Patroni Griffi che, associato alla capacità da parte delle interpreti nel trattare con una rara attitudine gestuale e vocale un argomento così delicato come la omosessualità, scorre fluente come acqua.
La rielaborazione del testo evidenzia una grande abilità femminile a raffigurare con destrezza e maestria l’avvenenza e la riluttanza di un amore maschile. Una nota caratteristica si concentra sull’ironia di pezzi musicali che irrompono prepotentemente sulla scena, adeguandosi alla situazione ambientale concreta di una Napoli sempre sospesa tra farsa e realtà.

dal 26 al 31 gennaio 2015
Nadia Perciabosco
IL BUCO
di Roberta Calandra
regia di Laura De Marchi

C'è chi nasce bomba e chi nasce ciambella e, per motivi assolutamente personali, passa la vita a nascondere, tentar di riempire, mediare, ostentare il proprio "buco di formazione". Questo monologo tragicomico, che utilizza diversi registri di umorismo, da quello psicoanalitico di matrice anglosassone al ritmo concitato del cabaret, mostra in scena una donna sola, autoironicamente introspettiva, irrimediabilmente (o quasi) avvoltolata su se stessa e sui propri fantasmi, ma non del tutto chiusa al cortocircuito che spezza il cerchio della solitudine, in un inarrestabile flusso di parole, impressionantemente simile a quello di tutte noi, almeno in alcuni snodi cruciali dell'esistenza...

dal 2 al 7 febbraio 2016
Monica Menchi
LA VITA ACCANTO
di Mariapia Veladiano – adattamento teatrale di Maura del Serra
regia di Cristina Pezzoli

Se non ci fossero specchi, resterebbero gli occhi a dire ad una donna brutta che è brutta.
Gli occhi degli altri sono uno specchio. Sono il giudice che decreta se esistiamo o no.
Se siamo belli o brutti.
Possiamo ignorare il giudizio, cercare di esserne indipendenti, ma tutti desideriamo che qualcuno nel mondo si accorga e guardi la nostra bellezza. La riconosca. Non essere guardati equivale a non essere amati. Crescere storti, rinchiusi, evitati dallo sguardo degli altri, provoca dolore. Ma la possibilità di trasformare il dolore, genera a volte, una nuova inaspettata bellezza. La bellezza della musica, della poesia, la bellezza che sta nelle mani di questa bambina brutta. L'atto scandaloso di una bellezza che ha bisogno di orecchie e di anima per essere vista più che di occhi.
Questa storia sfida il tempo in cui è stata scritta: un'epoca in cui l'apparire ha seppellito l'essere, in cui "photoshoppare" visi e corpi è la regola che si impone per correggere e falsificare ogni minima imperfezione del corpo umano.
Mettere in scena la bruttezza come metafora, conservarne il mistero, non banalizzare rendendo realisticamente "mostruosa" la protagonista, è un compito non piccolo poichè tutto quello che accade nel romanzo di Maria Pia Veladiano e nella efficace riduzione teatrale di Maura Del Serra, ruota intorno a questa condizione.
L'invenzione della bruttezza sarà dunque il nostro punto di partenza, il cambio dello sguardo del pubblico alla fine del racconto, ci auguriamo sia il punto di arrivo.

dal 9 al 14 febbraio 2016
Beatrice Visibelli - Marco Natalucci
ERA LA NOSTRA CASA
scritto e diretto da Nicola Zavagli

Una moglie e un marito, giunti alla mezza età, al confine tra sogni infranti e rancori accumulati, si ritrovano nella loro casa di campagna. Sono improvvisamente soli (dopo la partenza oltreoceano della figlia) alla ricerca di una intimità perduta e di una complicità da rinnovare. Ma ecco improvviso il tradimento. E l’inevitabile presa d’atto di una distanza. Rabbie e tensioni si aprono allora in un’avvincente scontro, dove i meccanismi coniugali si scatenano in un crescendo d’impietosa e sarcastica verità. Fino alla ventata finale che spariglia le carte, e s’impone clamorosamente sorprendente, e per sempre.
Commedia appassionata sul gioco crudele dei sentimenti e dei risentimenti, Era la nostra casa è una fotografia di un rapporto di coppia, delle nostre nevrosi, dubbi, malesseri. Siamo nell’Italia del nostro tempo, fra crisi del lavoro e abbandono degli ideali. Protagonista è l'amore, e quel cerchio misterioso che gli costruiamo attorno.

dal 16 al 21 febbraio 2016
Carmelo Caccamo - Gianluca Barbagallo - Nicola Diodati
SOLE A STRISCE
Non tutte le Prigioni hanno le Sbarre
scritto e diretto da Gianluca Barbagallo

Dentro la cella di una galera dovrebbe avvenire la redenzione.
Dentro la cella di una galera spesso avviene la perdizione.
In luoghi fatiscenti, non adeguati, come le carceri dei giorni nostri si incrociano diversi profili umani. Tutti con una pena da scontare, tutti apparentemente non connessi uno all'altro.
Chi si è macchiato di femminicidio, chi ha usato la politica non come funzione sociale, chi fà dell'illegalità il suo stile di vita.
Ma in ognuno di noi, anche nell'assassino più efferato, c'è la traccia labile di un riscatto, la voglia tenue di una riabilitazione, l'angolo nascosto di una umanità sconfitta.
E la società che rinunciasse al recupero dei suoi cittadini peggiori, conoscerebbe una sconfitta, negherebbe se stessa, specie poi quando si evince che la vera prigione che oggi rinchiude l'essere umano non ha sbarre, e si cela dietro l'illusorio termine "liberta".

dal 23 febbraio al 6 marzo 2016
BLOOD (SANGUE)
di Antonio Serrano e Francesco Di Chio
regia di Marco Mattolini

Blood racconta l’amore clandestino tra due ragazzi omosessuali, frenati non solo dalla paura dei pregiudizi altrui, ma anche dalle proprie religioni, così diverse e lontane. A far traballare il loro già precario equilibrio sarà poi l’arrivo di una notizia sconvolgente.
Due esseri colpevoli solto di essere nati entrambe uomini e in paesi nemici si scontrano con le resistenze di una società ancora troppo “pudica” e un mondo ancora troppo diviso e conteso.
Amare, odiare, esistere, sopravvivere… queste sono alcune delle domande che i giovani amanti, persi tra il buio di un desiderio e la soffocante luce delle preghiere, si pongono.
Attraverso un linguaggio intenso, ruvido ma attuale, impastato di graffiante poesia, Blood vuole far splendere l’amore raccontando questo momento storico disarmante, drammatico e crudele.
Blood, sangue; sangue che è lo stesso, indipendentemente dal colore della pelle… Sangue che scorre, passando per il cuore, dalla testa fino al piedi, bagnando a volte le strade…
Piangere o pregare, amare o soffrire, chiudere gli occhi e aspettare …

dal 8 al 20 marzo 2016
Patrizio Cigliano
QUELLA STRANA PARTE DI ME
di Patrizio Cigliano e Claudia Genolini
regia di Claudia Genolini

Andrea ha 40 anni, una moglie - Sara - con cui è sposato da 10 anni e con cui ha un rapporto sereno ma distratto, un lavoro informatico che dopo un periodo fortunato comincia a scricchiolare e un temperamento giovanile, che sfiora la “sindrome di Peter Pan”. Assume nella sua azienda Linetta, di 22 anni, ragazza dei suoi tempi: bella, simpatica, superficiale, priva di un vero obiettivo di vita e di crescita da raggiungere, che affida alla casualità (anche sessuale) tutto il suo essere, senza alcun impegno. Linetta (o l’inetta?) lo seduce senza difficoltà: per Andrea è la leggerezza, la fuga da una vita e da un’età di responsabilità e doveri. Nasce una storia intensa e bellissima. Andrea mette in crisi il matrimonio, devastando Sara, e si consegna senza rete a Linetta. Diventa amante, amico, padre, mèntore, psicologo, sessuologo e datore di lavoro. E 20 anni di distanza sono molti. Ma lui crede in quel rapporto e usa tutta la sua esperienza per offrire a Linetta con tutto l’amore possibile gli strumenti perché lei “cresca” insieme a lui. E sembra riuscirci. Ma i 20 anni di Linetta non perdonano, e dopo soli sei mesi la realtà gli sbatte in faccia e nel cuore. E Andrea fa “crick”. Si spacca in due, anzi in tre: lui, fatto di amore e dolore, Linetta, la “parte di lui” che non è riuscito a gestire, e la “parte di lui” razionale (quasi un coro greco) che sapeva già tutto, ma che lui non ha voluto ascoltare. Due “strane parti di lui”, appunto. E in chiave anche molto comica, si sviluppa inesorabilmente il tema delle due generazioni a confronto. Con la grottesca “crisi dei 40 anni” per Andrea, e con il vuoto affettivo e comportamentale dei ventenni di oggi, gestiti tra un sesso inutile e generico e la freddezza del loro egoismo. E’ uno spettacolo che raggiunge, dissacrandola un po’, una vera “terapia di gruppo”, in cui anche lo spettatore sarà coinvolto con un clamoroso stratagemma a sorpresa. Si ride molto, ma si esce con un grande amaro in bocca, perché a perdere, ancora una volta, è l’Amore con la A maiuscola.

dal 22 marzo al 3 aprile 2016
Gianna Paola Scaffidi – Marina Magoni - Igor Mattei
COME TE
di Maria Letizia Compatangelo
regia di Donatella Brocco

Due figure femminili estremamente diverse tra loro: l’affermata manager italiana, Lea, e Irina, la giovane slava in cerca di lavoro. Tra loro Carlo, figlio di Lea, immagine emblematica di chi sembra essere in grado di dare protezione a entrambe.
Il breve incontro tra le due donne riserva più di un inaspettato colpo di scena attraverso cui l’autrice dimostra come simpatia, solidarietà, pregiudizio, rivalità, dolore, rancore, istinto e coscienza del ruolo materno possano più che verosimilmente convivere nell’animo femminile.
Durante il confronto scontro tra le due diverse personalità vengono presentate e messe a nudo due figure di donna struggenti nella loro composita verità.

dal 5 al 17 aprile 2016
Alberto Di Stasio – Veronica Zucchi
L’UOMO DAL FIORE IN BOCCA
di Luigi Pirandello
regia di Alberto Di Stasio

L'uomo dal fiore in bocca è indubbiamente un capolavoro pirandelliano; esso prende spunto da una novella talmente nota che, in queste poche righe, ne tralasceremo la trama. Lo spettacolo ha una drammaturgia interna che fa dei due antagonisti una sorta di specchio riflettente i loro corpi, le loro voci, gli spasimi e le manie cliniche. L'uomo sbanda sulla sua malattia, sussurra ed urla le sue disgrazie ad una donna che, probabilmente, è la moglie, ma anche una fata, un'avventrice e la Morte. Ella lo rivela a poco a poco e ne presenta la mortificazione. L'uomo malato è solo. La solitudine gli rende estranea e, nel contempo, – questo è il paradosso sostanziale del teatro – più familiare la vita quotidiana. L'allestimento ha dieci sedie in diagonale come fossero posti occupati da pazienti sghembi. L'originalità dovrebbe risiedere in una sorta di colluttazione verbale - ché i ricordi della recitazione e della convivenza umana si avvicinano, nello stravolto linguaggio pirandelliano, in una urgente e psichica mania di evocare una notte colma di grilli infiniti.
Il nostro è un tentativo di dare nuova linfa al represso genio in virtù d'una più clinica faccenda d'attori! I grilli friniscono, l'uomo si disintegra nei suoi toni e nel suo sangue malato, la donna respira i suoi personaggi fino all'ultimo. Ma è ineluttabile il crollo: l'equilibrio viene a poco a poco eroso dalla malattia. Così tutte le certezze: le case, l'intimità, la sala d'attesa di uno studio medico, tutto crolla.

dal 19 al 24 aprile 2016
Elisa Pagin
A PORTE CHIUSE
di Jean-Paul Sartre
regia di Michele Suozzo

"Come possono tre personaggi rimanere in scena per un'ora e mezza in un non-luogo, a porte chiuse, come fosse un'eternità? Cos'è l'inferno se non gli stessi altri con i quali dividerlo per sempre? E chi sono gli altri che ci danno l'inferno se non la stessa conoscenza di noi stessi?"
La chambre magique ripropone la sua edizione di "A porte chiuse" di Sartre, già presentata, in lingua originale, al Centro culturale San Luigi nell'aprile del 2010, ora in italiano, in una nuova traduzione firmata da Fulvia de Thierry.
Principale caratteristica di questa edizione le musiche originali, appositamente composte da Leandro Piccioni, per trio d'archi, eseguite dal vivo. Gli strumenti riflettono le visioni, le ossessioni, gl'incubi dei tre personaggi , avvolgendoli come in una spirale senza scampo. Lo spettacolo propone quindi il capolavoro di Sartre (certo una delle vette del Teatro europeo dl secondo Novecento) in una originalissima prospettiva musicale,una partitura che vede la musica contraddire e sospendere il tempo, scandito inesorabilmente dalle parole e dai gesti degli attori.


dal 26 aprile al 1 maggio 2016
Marta Bifano
PISTONE MARIA, OPERAIA
di Guido Polito e Mita Medici
regia di Mita Medici

I ricordi, le emozioni, le ribellioni, le paure, le romantiche aspettative e le delusioni di una giovane donna operaia, quando le fabbriche in Italia lavoravano a pieno ritmo, i diritti dei lavoratori ancora incerti e quelli delle donne solo un bisbiglio. Pistone Marisa, una donna pronta a battersi per il proprio futuro e il proprio diritto alla dignità e alla felicità che forse non riuscirà mai a conquistare…

dal 3 al 15 maggio 2016
Antonella Alessandro - Antonio Bonanotte - Igor Mattei - Nadia Perciabosco
OTTO
di Roberta Calandra
regia di Antonio Serrano

Otto è il simbolo dell’infinito e questa storia parla delle infinite potenzialità della vita e della sua forza primigenia, l’amore. L'idea complessiva è molto liberamente ispirata all'"Orlando" di Virginia Woolf.
Il primo episodio si ispira ad Olympia De Gouges, la rivoluzionaria autrice della "Dichiarazione dei diritti delle donne e delle cittadine", per questo condannata a morte.
I due poeti a John Keats e Percy.B. Shelley. Le due donne internate in campo di concentramento invece alla storia vera di Milena Jesenskà, "l'amica di Kafka". In tal senso nessun riferimento è nè casuale né però completamente voluto al fine di rendere i personaggi completamente identificabili. Ma la storia è dedicata a tutti loro, nella speranza che loro stessi sarebbero i primi a divertirsi con questa materia, o quantomeno a non aversene a male.
I protagonisti di questa lunga favola sono due, anche se si ritrovano, a loro insaputa a rivestire i panni di 8 vite diverse, amandosi costantemente attraverso i secoli. Prima sono Philippe e Olympia durante la Rivoluzione Francese, poi diventano Gabriel e William, due poeti romantici dell’800, si ritroveranno come Milena e Greta in un lager per finire ad amarsi come Giacomo ed Elena, cioè un uomo e una donna, ma in posizione scambiata rispetto ai ruoli di partenza.

dal 17 al 29 maggio 2016
Romano Talevi - Rita Pasqualoni
AY, CARMELA!
di J. S. Sinisterra
regia di Barbara Amodio

“…Non era abbastanza aver resistito quasi due anni di guerra con i nostri “varietès”? Ti sembra un eroismo da niente questo? “Carmela e Paolino, varietà del più fino!...”. Così esordivano i due artisti di avanspettacolo, nella vita marito e moglie, in apertura dei loro numeri di varietà. Costretti a tournée paesane da “Alto Lazio” per poter sopravvivere ad una guerra e allontanarsi dalle grandi città più soggette a bombardamenti. Ma può accadere che a causa della nebbia ci si possa perdere e trovare al di là delle linee nemiche senza nemmeno saperlo, essere presi e fatti prigionieri. Cosa può evitare il peggio ai nostri “eroi per caso”, per eludere un processo e rischiare di venire fucilati come spie? Proporre il loro rinomato spettacolo per le truppe che hanno appena occupato la città, in cambio della vita. Affare fatto! Ma c’è, naturalmente, una controproposta...”Andrà in scena quello che vi diremo noi!...” Attraverso una tragicomica e schioppettante messa in scena “improvvisata”, i due saranno costretti a rappresentare uno spettacolo completamente nuovo e per di più senza prove, con tutto ciò che ne consegue. Fin qui tutto bene; ma chi poteva immaginare che tra il pubblico ci sarebbero stati anche dei prigionieri che sarebbero stati fucilati all’alba? Questo imprevisto cambierà le cose portando Carmela e Paolino ad un tragico epilogo, completamente inaspettato…
A volte si può combattere una guerra senza saperlo e diventare eroi senza volerlo, ma ciò accade comunque, ed entra a far parte della storia di ognuno di noi. “Viva la libertà!”

dal 31 maggio al 5 giugno 2016
Valentina Pescetto - Caterina Campo
MARTHA, LA MEMORIA DEL SANGUE
scritto e diretto da Riccardo Italiano

MARTHA GRAHAM. La grande danzatrice e coreografa americana si racconta in uno spettacolo emozionante. La vediamo nascere, vivere e soprattutto danzare, infine morire.
Non si piegò mai, Martha, ne venne meno al suo spirito, con il quale dialogava costantemente, ed ecco, quindi, apparire la sua anima in scena, che la guida, la ascolta, le parla, l’accompagna per mano nel travagliato percorso della vita.
Un racconto che attraversa quasi tutto il 900, dall’infanzia e le prime filosofie apprese grazie all’aiuto del padre, valente psichiatra, alla scoperta della danza, dell’amore e della passione travolgente.
Una donna unica e straordinaria, madre della danza contemporanea, rivoluzionò il modo stesso di concepire il movimento.
Spese tutta la sua esistenza alla costante ricerca della verità scenica, sottolineando tormento e dolore, fatica e passione. Ancora oggi, a più di vent’anni dalla morte, Martha è in grado di stupire, emozionare e commuovere, regalando a noi, spettatori della sua immensa arte, la fortuna di poter raccogliere la sua eredità. La sua memoria di sangue.

dal 7 al 12 giugno 2016
Federica Bern
LO STUPRO DI LUCREZIA
da William Shakespeare - drammaturgia e regia di Luca De Bei

Durante l'assedio di Ardea, i generali romani riuniti nella tenda di Tarquinio Sesto (figlio di Tarquinio il Superbo, ultimo re di Roma), lodarono tutti le qualità e le virtù delle proprie mogli.
Tra questi, Collatino esaltò l'incomparabile castità di sua moglie Lucrezia. Lucrezia, "moglie bella e casta", diventa così, a sua insaputa, oggetto del desiderio di Tarquinio.
Questi, per soddisfare il suo "appetito infausto" si allontana dal campo dei soldati, si reca a casa sua e nottetempo la violenta. La forza che spinge Tarquinio a commettere il suo crimine è oscura, incontenibile. Questa forza si scontra e si fronteggia con la virtù e il discernimento incarnato nella persona e nelle parole di Lucrezia.
Tra queste due figure, Lucrezia e Tarquinio, due energie, due moti contrapposti, il maschile e il femminile, si inserisce una grande protagonista delle tragedie shakespeariane: l"Occasione", ovvero colei che: " Invita il traditore al tradimento"; colei che, sprezzante di leggi, equità e ragione, rende brutale gli uomini e li riduce a esseri irriconoscibili. Lucrezia dice a Tarquinio: "Tu non sei ciò che sembri, e se lo sei, quello che sei non sembri".
La portata filosofica di Shakespeare apre squarci di contemporaneità e regge per noi lo specchio delle nostre lotte interiori, dove persiste costante la battaglia tra caos e virtù. Un viaggio nelle profondità delle nostre coscienze, nel tentativo di giungere ad una tregua nella lotta tra la soddisfazione dei più oscuri istinti e la possibilità di coltivare la luce del discernimento e della saggezza. Lo spettacolo propone in questo modo agli spettatori un tempo di meditazione, di stupore, di ascolto e di poesia.

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Fonte: Maya Amenduni, Ufficio Stampa Teatro dei Conciatori

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