Teatro Argot Studio: “La felicità è una cosa semplice”, la stagione 2016-2017

Scritto da  Martedì, 13 Settembre 2016 

La presentazione della nuova stagione teatrale Argot Studio 2016/2017, dal titolo evocativo, “La felicità è una cosa semplice”, testo originale con il quale si è aperta la conferenza stampa, racconta lo stile di questo spazio, una residenza e laboratorio per chi vi lavora come hanno sottolineato Tiziano Panici e Francesco Frangipane, direttori artistici Argot Studio. Nello spirito del teatro un’ampia offerta formativa e di laboratori e una stagione teatrale articolata tra classici riscritti, “classici contemporanei” di “lunga durata”, e programmazioni per un fine settimana per compagnie giovani o nuove nel panorama romano.

 

L’incontro si è aperto con una lettura di grande espressività ed ironia di Gioia Salvatori, autrice del testo sulla felicità come cosa semplice, la cui ricerca ci avvelena la vita. Uno stato che tutti cercano e che ha fatto la fortuna di psicoterapeuti, astrologi, politici e uomini di chiesa, condannando all’infelicità tutti “i bipedi che calpestano il selciato del mondo”. In fondo resta però il motore della vita, se pensiamo che Platone l’aveva resa figlia di Poros e Poenìa, ovvero di opposti, facendone di fatto la vita per eccellenza con le sue contraddizioni e lacerazioni. Il titolo della stagione “La felicità è una cosa semplice” nasce dallo spettacolo di Elena Arvigo “Monologhi dell’atomica” in cui dopo la disperazione e il deserto della vita di Nagasaki e Chernobyl, ai confini della catastrofe, spunta un filo d’erba che fa presupporre che la felicità sia appunto una cosa semplice, come ha sottolineato Tiziano Panici.

Il 2016-2017 si annuncia una stagione doppia, large e small, con spettacoli a lunga tenitura, presentati da Francesco Frangipane, mentre una seconda stagione lascia il posto a nuove proposte di giovani o giovani per il teatro.

La prima stagione è composta di sette spettacoli con la riscrittura di due classici, tre testi di drammaturgia contemporanea italiana e due nord-americani.

Il debutto della stagione, a dire il vero, dal 20 al 25 settembre è con “Niente panico” di Luca Avagliano che nella presentazione surreale ha definito il proprio spettacolo “un flusso di incoscienza, un vaneggiamento, un monologo…” anche se di monologo proprio non si tratta. Solo in scena ma con tante voci interpretate, quella del suo fanciullo interiore, della mamma e di molti altri che fanno di questa performance “uno spettacolo disperatamente comico”.

La programmazione ufficiale aprirà martedì 4 ottobre con lo spettacolo di lunga tenitura “Misantropo ovvero liberi esperimenti dell’arte del vivere sociale”, un palcoscenico vivente in cui tutti i personaggi esibiscono i propri esperimenti riusciti, trucchi smascherati e acrobazie maldestre proprie dell’arte del vivere sociale da Molière per l’adattamento, traduzione e regia di Francesco Frangipane, una produzione Argot, con numerosi tagli che hanno ridotto a un’ora di spettacolo il testo.

Dal 2 novembre ancora con una lunga tenitura e una nuova produzione Argot, “Tempesta”, ultimo grande testo di William Shakespeare, per molti un testamento, ma anche l’inizio di una nuova era. In scena Luigi Diberti, per la regia di Maurizio Panici che ha riscritto il testo, pensando all’idea del naufragio che è anche il preludio di una rinascita con una metafora che conserva tutta la sua tragica attualità.

Dal 6 dicembre va in scena il testo di Edoardo Erba, “Maratona di New York” per la regia di Maurizio Pepe; Mario e Steve, immersi nell’atmosfera rarefatta ma molto fisica della corsa dipanano le loro esistenze, scanditi da un tempo che pare non obbedire più alle regole consuete.

Dal 2 al 4 dicembre è la volta dello spettacolo “Codice Nero”, di e con Riccardo Lanzarone, produzione Cantieri Teatrali Koreja; Salvatore è un paziente che aspetta il proprio turno, l’attesa diventa l’anticamera perfetta di uno spazio personale dove rivelare chi si era prima della malattia e supporre come andrà a finire.

Dal 10 gennaio 2017 si riparte con un’altra nuova produzione Argot. “E’ un processo irreversibile” di Arcangelo Iannace con Pier Giorgio Bellocchio e Arcangelo Iannace, regia di Francesco Zecca, testo inedito in italiano. Lo spettacolo ci fa assistere a “un processo irreversibile” di due uomini che di fronte a una catastrofe avranno la fortuna di essere gli unici a salvarsi.

Dal 31 gennaio “Le muse orfane”, del drammaturgo e sceneggiatore canadese Michel Marc Buchard per la regia di Paolo Zuccari con Antonella Attili, Stefania Micheli, Elodie Treccani, Paolo Zuccari. La storia ruota attorno al rapporto di quattro fratelli che apprendono la morte della madre. Crescono cercando di compensare questa assenza. Alla fine del dramma la sorella più piccola accuserà i fratelli di averle mentito, la madre in realtà è viva.

A partire dal 28 marzo lo spettacolo “Dall’altra parte del bosco” di Neil LaBute per la regia di Marcello Cotugno con Chiara Tomarelli e Paolo Giovannucci. Il testo racconta di Bobby e Betty, due fratelli che si incontrano in una “notte buia e tempestosa” apparentemente per un banale trasloco, che poi si rivelerà essere una resa dei conti familiare, con toni tra il giallo e il thriller psicologico.

Per la stagione small molte le iniziative che nascono da connessioni con altri teatri ed esperienze, in pieno stile Argot. Dal 25 al 27 ottobre lo spettacolo “Alice Dragstore” della compagnia finalista del Premio Scenario Infanzia 2012 Occhi sul Mondo, un’incredibile radiografia dell’uomo contemporaneo, visto nella sua fragilità, tra le sue paure, in lotta con se stesso e con la solitudine.

Dal 25 al 27 novembre “Al Palo della Morte”, un progetto di Margine Operativo, per la regia di Pako Graziani. Liberamente tratto dal libro di Giuliano Santoro, racconta una storia successa nel quartiere multietnico di Tor Pignattara a Roma, l’uccisione da parte di un ragazzo romano di Shahzad un giovane pakistano. Da qui si riprendono le fila per analizzare il rapporto di Roma con i migranti. Testo contemporaneo giudicato però ormai un classico almeno per il Teatro Argot.

Dal 20 al 22 dicembre è la volta dello spettacolo “Le città invisibili”, tratto dal romanzo di Italo Calvino, ideatore del progetto Tiziano Panici: utilizzando registri classici e suoni elettronici si cercherà di far viaggiare gli spettatori in un insieme di possibili città tutte da immaginare.

Dal 26 al 29 gennaio 2017 va in scena “Cerimonia D’Addio” di Giovanni Bonacci e Matteo Quinzi, con la regia dello stesso Quinzi, uno spettacolo che parla dell’inevitabile paura che precede ogni cambiamento e della confusione necessaria per poter mettere nuovamente ordine. E’ una storia che nasce dalla velocità con cui gli eventi ci sorprendono e dalla difficoltà che abbiamo nel leggerli.

Nel week-end dal 24 al 26 febbraio va in scena invece il progetto “Tiergartenstrasse4” di Pietro Floridia per la regia di Daniele Muratore, una produzione Khora Teatro. Una storia ambientata nella Germania degli anni ’40 dove si racconta l’incontro di due donne: Ofelia, una giovane disabile mentale che vive coltivando fiori nell’assoluta innocenza di un rapporto di verità col mondo, e Gertrud, un’infermiera nazista mandata a verificare le condizioni di Ofelia.

Dal 24 al 26 marzo va in scena una produzione Nidodiragno/Cooperativa Cmc, “Non domandarmi di me Marta mia”, spettacolo nato dalla ricostruzione delle celebri lettere che hanno contraddistinto il carteggio tra Luigi Pirandello e Marta Abba, lavoro della scrittrice e drammaturga Katia Ippaso affidato alla intensa voce di Sara Bertelà.

Dall' 1 al 13 aprile sarà la volta di “Confirmation”, testo di Chris Thorpe, una delle voci più importanti del teatro britannico; in scena Nicola Pannelli, regia e traduzione Jacopo Gassman. Confirmation è un testo sulle barriere attraverso le quali non riusciamo a parlare, sul rigetto impulsivo del punto di vista contrario al nostro e sui meccanismi che ci portano a scegliere soltanto ciò che conferma le nostre ragioni. Attingendo ad alcuni studi intorno al tema del “pregiudizio di conferma”, l’autore tenta di instaurare un “dignitoso” dialogo, reale e immaginario, con l’estremismo politico.

Chiude la stagione Argot Studio una nuova produzione Argot: dal 26 aprile va in scena lo spettacolo “Senza Glutine”, testo inedito del giovanissimo autore e attore Giuseppe Tantillo che ne cura la regia insieme a Daniele Muratore. Fran e Lisa hanno trent’anni e stanno insieme da cinque. Paolo e Felicia di anni ne hanno quasi cinquanta e la loro relazione va avanti da quindici. Negli anni attraversati dalla pièce ognuno cercherà di realizzare la propria personale idea dell’amore, spesso a scapito di una ricerca comune. Ne verrà fuori un inevitabile incrocio che metterà a dura prova la solidità delle due coppie.

La Formazione soprattutto in questa stagione è importante quasi al pari degli spettacoli, proprio nello spirito di questo teatro: due master class da tre giorni l’una, “Disegnare la luce” e “Disegnare il suono”; e tre laboratori di drammaturgia, uno per scrivere pensando alla scena europea, oltre le barriere nazionali e linguistiche; il seminario di Armando Punzo; e quello di Filippo Dini; infine un laboratorio di teatro in inglese, tenuto da Caterina Capodilista, non tanto rivolto alla traduzione quanto all’origine della parola che resta prerogativa del teatro Argot.

Argot conferma anche per questa stagione l’interesse rivolto a giovani e a nuovi talenti con tre progetti speciali. Per quasi un mese intero tra febbraio e marzo il teatro verrà affidato a due compagnie romane: Isola Teatro (27 febbraio - 4 marzo) e Nogu Teatro (14 - 19 marzo). Entrambe attiveranno percorsi di formazione, residenza e incontri pubblici mostrando nello stesso tempo alla città il loro repertorio teatrale composto di studi, riscritture teatrali e novità drammaturgiche. Dal 30 maggio al 4 giugno - per il quarto anno consecutivo - si conferma il Festival Dominio Pubblico_La Città agli Under 25, progetto condiviso con il Teatro dell’Orologio in collaborazione con il Teatro di Roma, un percorso di formazione attivo tutto l’anno e finalizzato a creare una nuova generazione di programmatori italiani, oltre ad essere uno spazio dedicato a tutti gli artisti under 25 pronti a mettersi in gioco in diversi spazi della città di Roma.

 

Teatro Argot Studio - via Natale del Grande 27, 00153 Roma (Trastevere)
Per informazioni e prenotazioni: telefono | fax 06/5898111, mobile 392 9281031, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 20.30, domenica ore 17.30
Biglietti: 12 euro (intero) - 8 euro (studenti e over 65)

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Grazie a: Giulia Taglienti, Ufficio stampa Teatro Argot Studio
Sul web: www.teatroargotstudio.com

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