Il teatro è uguale per tutti - Presentata la stagione 2017/2018 del Teatro di Roma

Scritto da  Lunedì, 26 Giugno 2017 

Un teatro aperto a tutti, un’agorà civile e culturale che sia fulcro di democrazia partecipata, di pensieri, utopie, emozioni. È questo il senso racchiuso nella composizione della stagione che Antonio Calbi, al suo quarto anno di direzione del Teatro di Roma, presenta in una sala gremitissima del Teatro India.

Il primo ringraziamento va ai giornalisti e ai critici per l’attenzione che dedicano nel seguire e comunicare il lavoro teatrale. Perché in un periodo “di vacche magre”, in cui poche risorse si possono dedicare alla comunicazione, diventa prezioso il lavoro degli operatori del settore assieme al passaparola degli spettatori.

Bestie di scenaI ringraziamenti vanno poi alle istituzioni, grandi assenti di questa conferenza. Al Sindaco Virginia Raggi e al vicesindaco e assessore alla crescita culturale Luca Bergamo, che fa pervenire un messaggio di scuse per essere impossibilitato a partecipare; al governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti e all’assessore alla cultura Lidia Ravera; al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini, e al direttore generale dello spettacolo dal vivo Ninni Cutaia.

Il Teatro è uguale per tutti è il claim scelto per la nuova stagione. Un motto che vuole assurgere all’idea di un teatro che sia patrimonio di tutti, un parlamento sociale dove artisti e spettatori possano dialogare aprendo nuove prospettive verso l’indagine della realtà. Un imperativo associato alla suggestiva immagine di Achille Lepera, un movimento di corpi, la vitalità dei RAGAZZI DI VITA, spettacolo di punta della scorsa stagione.

Anche quest’anno la programmazione si forma attraverso percorsi tematici, formula già collaudata nelle precedenti stagioni, che permette allo spettatore di scegliere, secondo la propria sensibilità o interesse, la composizione degli spettacoli. Saranno 15 i progetti tematici, per un totale di 550 alzate di sipario su un cartellone di 72 proposte complessive, composto da 24 produzioni (di cui 14 nuove produzioni, 8 co-produzioni e 2 riprese), più di 60 gli autori viventi messi in scena, 64 registi e circa 300 interpreti: numeri che fanno del Teatro di Roma uno dei principali teatri della nazione.

La quarta stagione della direzione Calbi si caratterizza per un’ampia attenzione alla drammaturgia del presente, in equilibrio tra tradizione e innovazione, tra il meglio della classicità e novità drammaturgiche. Confermati dunque i progetti speciali, i ritratti d’artista, e gli omaggi. Come fu per Pasolini e Ronconi, in questa stagione l’omaggio andrà a Strehler e ad Aldo Moro a quaranta anni dalla sua morte.

La stagione del Teatro Argentina si aprirà e si chiuderà con due nuovi “ritratti teatrali”. A settembre con la regia di Fabrizio Arcuri un progetto speciale MiBACT, RITRATTO DI UNA NAZIONE - L’ITALIA AL LAVORO. Sarà un affresco corale e multidisciplinare con 20 pièce teatrali commissionate ad altrettanti autori, uno per ciascuna Regione italiana, che indagheranno il tema del lavoro.
In chiusura di stagione, a giugno, un nuovo affresco teatrale di Roma in un trittico: LETTERE A ROMA, una selezione di lettere scritte alla Capitale da allievi di licei ed istituti superiori; ASCOLTATE! CARTOLINE A ROMA il punto di vista dei turisti stranieri che ogni anno visitano la Città Eterna; e infine ALLA CITTÀ MORTA - PRIMA EPISTOLA AI ROMANI di Elvira Frosini e Daniele Timpano, spettacolo già applaudito nel primo Ritratto di una Capitale. Novità di quest’anno la partecipazione ai “Ritratti” di un cittadino romano di fama popolare che sarà diverso ad ogni replica (si pensa a Renato Zero, così come a Francesco Totti), al quale verranno poste domande sulla città.

Candidato al Premio Le Maschere del Teatro Italiano come migliore spettacolo dell’anno e migliore regia, RAGAZZI DI VITA di Pier Paolo Pasolini, diretto da Massimo Popolizio e con protagonista Lino Guanciale insieme ad altri giovani attori, torna a grande richiesta sul palco dell’Argentina, per poi proseguire in tournée nelle maggiori città italiane.

CopenaghenTorna in scena dopo diversi anni, COPEGNAGHEN di Michael Frayn, che debuttò per la prima volta in Italia nel 1999 con lo stesso trio d’eccezione di protagonisti: Umberto Orsini, Giuliana Lojodice e Massimo Popolizio, diretti da Mauro Avogadro. Presente in conferenza Giuliana Lojodice, che dichiara di aver accettato il ritorno sulle scene soprattutto per una questione morale ed affettiva verso il pubblico. È un testo che indaga l’incontro tra due fisici nella Danimarca occupata dai nazisti, tra la teoria della relatività di Einstein e la bomba atomica.

RE LEAR di Shakespeare con Ennio Fantastichini sarà la produzione di punta, in co-produzione con il Biondo di Palermo, di questa stagione. La regia è di Giorgio Barberio Corsetti, “un’eccellenza di questa città” - così lo definisce Calbi - specialista dell’uso di spazi alternativi, che con questo spettacolo torna al palco. Non senza particolari intuizioni registiche. Calbi ne anticipa un’indiscrezione creativa: il regista sta pensando di far salire sul palco 60 spettatori per ogni replica, nel ruolo di cavalieri.

IL GIORNO DI UN DIO, scritto e diretto da Cesare Lievi in occasione dei 500 anni della Riforma di Lutero, vedrà in scena un cast misto di interpreti austriaci e italiani.

Per presentare ANTIGONE, con Lucrezia Guidone e Sandro Lombardi, interviene sul palco Federico Tiezzi che ricorda l’edizione del Living Theatre con una straordinaria Judith Malina. Questa sarà una edizione ambientata nella stessa monumentale scena del Calderón, successo della scorsa stagione che chiuse il progetto dedicato a Pasolini e che valse il premio Ubu 2016 per la migliore regia. Una scelta che mira anche alla ottimizzazione delle risorse. La scena sarà riadattata, questa volta, a macello/obitorio. Mentre all’India andrà in scena EMONE, testo vincitore della prima edizione del Premio Platea per la Nuova Drammaturgia, originale riscrittura di Antonio Piccolo, dedicato a questo personaggio minore della tragedia, figlio di Creonte e promesso sposo di Antigone.

Dopo lo straordinario successo di Emilia, torna la drammaturgia dell’argentino Claudio Tolcachir con IL CASO DELLA FAMIGLIA COLEMAN. Torna anche Emma Dante che, dopo il buon esito della sua Odissea A/R torna all’Argentina con BESTIE DI SCENA, spettacolo molto discusso ma di grande successo. Maddalena Crippa sarà diretta da Peter Stein e vestirà i panni maschili di RICCARDO II.

A venti anni dalla scomparsa di Giorgio Strehler torna in scena ARLECCHINO SERVITORE DI DUE PADRONI con il grande Ferruccio Soleri che con questo personaggio è entrato nel guinness dei primati per «la più lunga performance di teatro nello stesso ruolo».

L’omaggio a Umberto Eco è con IL NOME DELLA ROSA, secondo romanzo (dopo Ragazzi di Vita) adattato per la scena teatrale. La drammaturgia è di Stefano Massini e la regia di Leo Muscato.

Un trittico è dedicato alla poetica di Dostoevskij: DELITTO E CASTIGO, con adattamento e regia del russo Konstantin Bogomolov; I MALVAGI diretto e interpretato da Alfonso Santagata; e IVANOV con Fausto Russo Alesi diretto da Serena Sinigaglia (questi ultimi due a India).

Per i centocinquanta anni della nascita di Luigi Pirandello andrà in scena una versione di Luca De Fusco dei SEI PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE con Eros Pagni.

IL SINDACO DEL RIONE SANITÀ secondo Mario Martone sarà l’omaggio ad Eduardo. Un Macbeth in versione sarda, sarà il MACBETTU di Alessandro Serra.

Torna Romeo Castellucci con DEMOCRACY IN AMERICA, uno spettacolo visionario e inquietante sull’osservazione del potere, nella distinguibile cifra di questo artista puro e irriducibile.

Geppetto e GeppettoTratto dalla sceneggiatura del film di Elio Petri del 1971, LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO, approfondisce il tema del lavoro. Uno sguardo, a tratti straniante, per riflettere sulla recente storia politica e culturale del nostro Paese. La regia è di Claudio Longhi, direttore di Ert - Emilia Romagna Teatro. La drammaturgia è di Paolo Di Paolo, legata ad un impianto musicale eseguito dal vivo dagli stessi attori coinvolti nella messinscena: Donatella Allegro, Nicola Bortolotti, Michele Dell’Utri, Simone Francia, Lino Guanciale, Diana Manea, Eugenio Papalia e Simone Tangolo.

dEVERSIVO è la nuova creazione di Eleonora Danco, che Calbi definisce una “irregolare del teatro”. Presente in sala, la Danco anticipa il tema del suo spettacolo: la condizione della scena teatrale contemporanea, e le vicissitudini di un autore di teatro che scrive un testo su una performer.

Per la sezione IL TEATRO DELLE LINGUE una particolare dedica al palermitano Franco Scaldati, recentemente scomparso, con due spettacoli diretti e interpretati da Enzo Vetrano e Stefano Randisi: OMBRE FOLLI e TOTÒ E VICÉ.

REPARTO AMLETO, lo spettacolo vincitore della rassegna Dominio Pubblico - La città agli under 25, impreziosisce il cartellone dell’India e consolida la diretta collaborazione tra il festival under 25 e il Teatro di Roma. “Accogliere questa proposta – dichiara Calbi – è un ulteriore elemento per sostenere la fucina di nuove creatività e rinforzare l’identità del teatro India come fabbrica del teatro di domani”. La drammaturgia e la regia sono di Lorenzo Collalti.

POUILLES - LE CENERI DI TARANTO di e con Amedeo Fago ripercorre un secolo di storia italiana attraverso le storie di una famiglia: dalla disfatta di Caporetto ad oggi, attraverso un viaggio dentro la propria esistenza, con lo sfondo delle polveri dell’Ilva.

La storia di una famiglia vittoriana ai tempi del colonialismo inglese di fine Ottocento e una degli anni settanta in piena ribellione punk. Questo sarà lo spunto drammaturgico di SETTIMO CIELO, diretto da Giorgina Pi, una regista che convince per le sue doti autorali e sulla quale Calbi ha voluto puntare in questa stagione.

DISGRACED di Ayad Akhtar, tradotto e diretto da Jacopo Gassmann, è il ritratto di un gruppo di amici durante una cena in cui si incontrano e si scontrano religioni diverse.

Luca Brinchi e Daniele Spanò curano il secondo capitolo della TRILOGIA DELL’AMORE, pensata per il foyer del Teatro India: dopo l’Aminta del Tasso è la volta della VITA NOVA di Dante.

Con la regia di Cesar Brie, VIVA L’ITALIA - LE MORTI DI FAUSTO E IAIO scritto da Roberto Scarpetti. La storia dell’omicidio di due giovani militanti del Leoncavallo mentre si consumava il sequestro Moro.

Di terrorismo, quello di oggi, tratterà anche ECHOES di Henry Naylor. L’osservazione di due giovani mogli della Jihad, interpretate da Francesca Ciocchetti e Federica Rosellini, dirette da Massimo Di Michele.

Si compone di lingue diverse, per indole poetica e provenienza geografica il PADIGLIONE VERDASTRO, con Massimo Verdastro, che l’attore romano interpreterà dando voce a Nino Gennaro, Gadda, Petrolini, Penna, Petronio.

Ritorna, per terza volta, DIECI STORIE PROPRIO COSÌ, il progetto di Giulia Minoli e Emanuela Giordano sui temi della legalità. Una versione aggiornata che darà lo spunto all’iniziativa Festival della Legalità negli spazi del Teatro India. Un’operazione partita da Roma che è stata accolta anche da altri teatri stabili (Torino, Napoli, Emilia Romagna, Palermo).

La classe operaia va in ParadisoAll’India, inoltre, la programmazione accoglierà la danza con le coreografie di Silvia Rampelli, EUFORIA; di Enzo Cosimi, THANKS FOR HURTING ME e di Julie Ann Anzillotti, AMORE MIO. E poi IL TEATRO DA CAMERA DI CAP di Riccardo Caporossi; HERETICO della compagnia Leviedelfool; IL RITORNO DI CASANOVA di Lombardi/Tiezzi; gli spettacoli in collaborazione con l’Accademia Silvio d’Amico, tra cui HAMLETMACHINE di Bob Wilson; MOZART Con Giuseppe Cederna; LA LOTTA AL TERRORE di Luca Ricci; TANTE FACCE NELLA MEMORIA di Francesca Comencini; GEPPETTO E GEPPETTO di Tindaro Granata; QUASI GRAZIA e ACCABADORA diretti da Veronica Cruciani; SHOAH di Fabrizio Saccomanno e Redi Hasa; LA DOMANDA DELLA REGINA, regia di Piero Maccarinelli; THEATRUM MUNDI SHOW di Pippo Di Marca; CENERENTOLA nella versione di Fabrizio Arcuri; I MALVAGI di Alfonso Santagata; IVAN di Letizia Russo; WALKING ON THE MOON di Fabio Morgan; MI SA CHE FUORI È PRIMAVERA, regia di Giorgio Barberio Corsetti; LA PRIMAVERA DI PRAGA di Jitka Frantova.

Progetto speciale, a 150 anni dalla sua pubblicazione, IL CAPITALE di Karl Marx, con la regia di Marco Lucchesi.

Previsto un omaggio a Giulia Lazzarini, per lei una serata d’onore per rivederla quando andò in scena alla prima de LA TEMPESTA in cui volteggiava nel personaggio di Ariel. Era il 16 marzo 1978, giorno del rapimento di Aldo Moro.

E proprio ad Aldo Moro sarà dedicata una intera giornata, il 7 maggio, a 40 anni dalla sua tragica morte. Il corpo fu rinvenuto proprio a due passi dal Teatro Argentina. Si susseguiranno vari spettacoli (intervallati da proiezioni di film) tra cui CORPO DI STATO di Marco Baliani, MORO:I 55 GIORNI CHE CAMBIARONO L’ITALIA di Ulderico Pesce, e ALDO MORTO di e con Daniele Timpano.

Torna, nella sua quarta edizione, l’evento LUCI SULL’ARCHEOLOGIA, ed un nuovo ciclo in quattro puntate sulla RIVOLUZIONE RUSSA raccontata da Ezio Mauro a 100 anni dalla sua deflagrazione.

Calbi conclude il suo intervento con alcuni numeri che decretano il successo della stagione che sta per concludersi. Gli spettatori che hanno partecipato all’agorà del Teatro di Roma sono stati 227.033, con una media di 670 spettatori al giorno. Elemento di orgoglio è l’impennarsi della partecipazione dei giovani, in più di 1700 hanno acquistato la card “under 18” e preso letteralmente d’assalto lo spettacolo Ragazzi di Vita.

Sottolinea poi il ruolo sociale e culturale del teatro affermando che “Il Teatro Argentina e il Teatro India, e i nuovi spazi che arriveranno (nessun cenno all’annosa e triste vicenda del Teatro Valle, ndr) sono piazze artistiche e sociali, fondamentali ancora di più in una realtà così scombussolata e in un mondo che muta a ritmi serrati e che si fa sempre più incerto.” E chiude la conferenza riprendendo il senso del claim scelto per la stagione appena presentata: “Davanti alla vita, al suo percorso, siamo tutti uguali. Vogliamo che allo stesso modo, in questi templi laici dove la vita si celebra e si indaga nella sua pluralità e molteplicità, ognuno di noi, ognuno di voi, si senta a casa, artisti e spettatori insieme, nel condividere un’esperienza preziosa e che vorremmo fosse davvero uguale per tutti.” Come la legge.

Buona stagione al Teatro di Roma ed ai suo spettatori!


Articolo di: Isabella Polimanti
Grazie a: Amelia Realino, Ufficio stampa Teatro di Roma
Sul web: www.teatrodiroma.net

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