Sementa presenta la rassegna teatrale Tumbleweed al Teatro Il Cantiere di Roma

Scritto da  Giovedì, 05 Febbraio 2015 

Il progetto Tumbleweed nasce dall’osservazione diretta del panorama teatrale italiano che, afflitto da una cronica assenza di fondi, denota un’altalena tra un capitale artistico di indubbia classe ed eleganza e produzioni commerciali di scarsissimo valore artistico; una dissacrante amalgama di un’elite di professionisti e teatranti improvvisati che rappresenta il teatro in Italia. Non c’è dubbio che in questo scontro frontale a rimetterci sia l’arte in sé, generando la disaffezione giustificata del pubblico pagante e l’impossibilità per le compagnie emergenti di trovare spazio. Da qui la scelta del nome ‘Tumbleweed’, le famose “balle di fieno” che vagano per tutti i western della storia del cinema, tanto somiglianti nel loro indefinito vagabondare alle giovani realtà in cerca di riconoscimento, offuscate a loro volta dall’amatoriale che avanza a causa dell’assenza di parametri.

 

Il nostro intento è quello di offrire una selezione di testi di valore scoperti in palcoscenici esclusi dal circuito della grande distribuzione. Il criterio di riferimento, senza alcuna preclusione di genere,è la connessione armonica tra un percorso di studi, di ricerca e l’intensità dell’interpretazione. La rassegna si avvale della partecipazione di protagonisti del mondo dello spettacolo che interverranno prima di ogni rappresentazione, offrendo la loro prospettiva sul mestiere dell’attore.

Programma delle serate

6 Febbraio 2015
22.00: Apertura della rassegna, mostra fotografica di Olmo Amato
22.30: intervento di Massimiliano Bruno.
23.00: ’’Abbasso Daniele Parisi’’ di e con Daniele Parisi.

OLMO AMATO
Olmo Amato, nato a Roma nel 1986, si laurea in neurobiologia all’Università La Sapienza di Roma nel marzo del 2012. Parallelamente agli studi universitari, si dedica alla fotografia e alla sperimentazione di tecniche di manipolazione digitale e fotomontaggio. Fotografo e videomaker professionista dal 2010, si occupa di post-produzione e didattica. E’ curatore di archivi fotografici e specializzato in stampa digitale fine-art. Lavora dal 2010 come fotografo e operatore video per la Fondazione Sigma-Tau, documentando eventi di carattere scientifico-divulgativo. Dal 2011 realizza laboratori didattici di fotografia per ragazzi, tenuti presso le Biblioteche di Roma, tra cui “Fotofumetti: adolescenti tra immagini e immaginazione”, un progetto da lui stesso ideato. Inizia a collaborare con il Fondo Alberto Moravia, realizzando il montaggio video del documentario “Casa Moravia”. Dal 2012 è curatore dell’archivio fotografico dell’associazione. Tra il 2012 e il 2013 realizza per le pubblicazioni dell’illustratrice Antonella Abbatiello alcuni video e fotografie: ”Alfabeto delle fiabe” e “Facce” (Editore Topipittori). Collabora con Jochem Schoneveld, fotografo e professore presso la John Cabot University (stampa fotografica digitale Fine Art).
Dal 2010 a oggi ha realizzato diversi progetti fotografici personali tra cui “Sogni, memorie e incubi dalla metropoli” (2011-2013) e “Rinascite” (2012-2014). Nei suoi lavori, prevalentemente in bianco e nero, tende ad un’integrazione tra foto d’epoca e scatti da lui stesso realizzati in viaggi fatti in paesi europei: Norvegia, Finlandia, Germania, Scozia, Inghilterra, Polonia, Spagna e Italia. Ha partecipato a differenti esposizioni collettive e nel febbraio 2014, a Roma, ha vinto il primo premio della giuria artistica al concorso “Aracne, arti per la città.
Amato esporrà le sue opere: ‘Architetture oniriche di paesaggi metropolitani’.

DANIELE PARISI
di e con ‘’Abbasso Daniele Parisi’’

Sinossi

Un re antico viene dimenticato dalla Storia; un cantastorie suppone di non esistere; Paolino Esposito fa credere a tutti d’essere morto; c’è chi inventa una bestemmia nuova per parlare con dio; un uomo teme il suo doppio; la donna sparata dal cannone si confessa; Ivano cerca qualcuno da amare; c’è chi preferisce morire a modo suo; Giovanni Liroso vuole purificare il mondo con la sua bomboletta spray; qualcuno inneggia alla flatulenza; un uomo non vede l’ora di scoppiare a ridere in faccia alla morte. A richiesta, due minuti sul tutto e il niente.
Note
One-man show, fatto di ritmi affabulanti, umorismo allucinato, doppelganger surreali, performance sceniche e vocali. Spettacolo che fonde la cultura popolare con l’assurdo, con il nonsense. E’ il serio e il faceto. L’alto e il basso. Il comico e il grottesco. I personaggi si raccontano con assoluta ingenuità. Se ne ricava un bestiario di umanità esasperate. Non c’è alcun significato psicologico o intellettuale. Tutto è a favore del puro gioco e della scrittura di scena. Non c’è morale. Fondamentale è il sostegno del microfono (presente in alcuni punti dello spettacolo), per creare dal vivo loop vocali e tappeti sonori necessari all’azione scenica.


13 Febbraio 2014
22.00: Mostra fotografica di Paola Favoino.
22.30: intervento di Ennio Coltorti.
23.00: “L’Italia s’è desta” con Desirèe Dalila Cozzolino, regia di Rosario Mastrota.

PAOLA FAVOINO

Paola Favoino è una fotografa calabro-lucana. Predilige la pellicola in bianco e nero e la stampa in analogico come nel lavoro sulle “Vergini giurate albanesi”, esposto e pubblicato in Italia e all’estero. Nei confronti dei fenomeni che osserva ha un approccio socio-antropologico, raccoglie materiale audio e video cercando di immergersi nei contesti che studia.
Nel 2010 e fino al 2012 frequenta la Scuola Romana di Fotografia e segue i corsi di ritratto in studio, stampa analogica, postproduzione digitale e reportage.
Paola Favoino racconta l’incontro con le Burrneshe, le donne-uomo albanesi e il suo lavoro fotografico su di loro.

“L’ITALIA S’È DESTA” con Desirèe Dalila Cozzolino, regia di Rosario Mastrota
testo finalista al Premio Hystrio Scritture di scena_35 2012 – Milano
spettacolo vincitore del Festival per monologhi UNO – Teatro del Romito, Firenze
spettacolo vincitore del Festival Teatropia 2012 – mafia e politica – Università degli studi, Siena
spettacolo vincitore del Premio Centro alla drammaturgia 2012 – Teatro dei Battuti, Cuneo
spettacolo vincitore del Premio Antimafie e Diritti Umani “Dirittinscena” 2013 – Teatro Pasolini, Roma
Premio Speciale “Restart” – Politicamente Scorretto e Premio Giuria Popolare
premio migliore attrice Premio Centro e Menzione speciale della critica
testo segnalato per Permanenze 2012 – Teatro Valle, Roma

Sinossi

Carletta, la scema del paese, racconta la sua storia, del suo segreto. Assiste al rapimento da parte
della 'ndrangheta, in Calabria, del pullman della nazionale italiana di calcio, a due mesi dall'inizio
dei mondiali. Subito lo scoop dilaga, esplode. Esercito, politica, sport e giornalisti all'assalto del
nuovo fenomeno mediatico. Tutti accecati dalla notizia “bomba” da regalare, non si accorgono di
Carla, che sa dove è nascosto il pullman bianco e la nazionale di calcio. Ma nessuno le crede.


20 Febbraio
22.00: Mostra fotografica di Flavia Fiengo.
22.30: Intervento di Stefano Fresi.
23.00: ‘’Sempre Amore’’ con Olmo Mazzoni, Domenica di Sanzo e Federica Carmen Santoro, regia di Federica Carmen Santoro.

FLAVIA FIENGO

"Nata a Torre del Greco e cresciuta a Formia, Flavia Fiengo muove i primi passi nell’ambiente della fotografia seguendo la passione materna e specializzandosi alla Scuola Romana di Fotografia e Cinema. Dal 2012 e' Official Photographer per il festival di street art “Memorie Urbane”, l’evento annuale che ha portato l’arte nelle sue molteplici forme, nelle strade e sui muri del Basso Lazio. Fa parte del team fin dalla nascita del festival ed ha seguito nelle loro realizzazioni importanti artisti della scena emergente urban come Etam Cru, Natalia Rak, Ernest Zacharevich e Borondo. Le sue foto sono state pubblicate su diversi quotidiani e portali, italiani e internazionali. "


"SEMPRE AMORE" con Giuseppe Pestillo, Domenica Di Sanzo e Federica Carmen Santoro, regia Federica Carmen Santoro

Sinossi

‘’On A Torquoise Cloud’’ è il brano che apre la scena della nostra storia, una composizione del grande Duca del jazz, Duke Ellington.
Siamo nell’Italia che sarà, vista e interamente interpretata dagli occhi dell’autrice Federica Carmen Santoro, un’Italia che torna all’eleganza e abbandona la volgarità, ma che paga lo scotto di scelte passate, come un tatuaggio troppo evidente.
L’impegno sociale è alla base dell’opera, che vuol far riflettere su tematiche spesso poco considerate e su personaggi che cercano integrazione e comprensione.
Uno spettacolo che si rivolge alla coscienza critica dello spettatore, senza giudizi di superficie, ma con l’intento di far sorgere domande.
Uno spaccato di Vita.
Due realtà tanto diverse, ma accomunate dalla medesima condizione di prigionia: quella di Nina e Cecìl, due prostitute di una Casa Chiusa del domani, e di Amal, un ex professore siriano di filosofia, qui in Italia come badante.
Cecìl è l’ingenuità, e rappresenta la conseguenza diretta della prostituzione, l’impossibilità, quindi, di trovarne una via d’uscita.
Nina è apparentemente semplice da etichettare, una donna di facili costumi, che nasconde però un’inquietudine velata e spesso poco considerata.
Amal è il diverso per eccellenza, un diverso che nasconde però in sé il vero senso della vita.

L’ambientazione immaginata dall’autrice è quella di due realtà lasciate al loro destino, ad unirle è la stessa quotidianità, in una domenica che rappresenta per i protagonisti il giorno di svago, l’unico giorno ‘libero’dal ‘lavoro’.
A capovolgere i fragili equilibri è la telefonata di Carlo, il tenutario della Casa Chiusa, il quale richiede per un cliente particolare la presenza di Cecìl, nell’unico giorno in cui questo non sarebbe permesso.
Fa da sfondo un ricercato repertorio di brani composti dai Maestri Duke Ellington e Billy Strayhorn, con l’aggiunta di un’incantevole colonna sonora scritta appositamente per questo testo, dal Maestro Francesco Ponticelli: una musica che non è mero contorno alla storia, ma protagonista e parte integrante della stessa.

28 Febbraio
22.00: Mostra fotografica di Valerio de Felicis.
22.30: Intervento di professionisti dello spettacolo a sostegno dell’iniziativa.
23.00:’’Famosa ‘’ di e con Alessandra Mortelliti.

VALERIO DE FELICIS
Campano di nascita, milanese d'adozione, ho studiato Interior Design al Politecnico di Milano. Durante gli studi nasce la passione per la fotografia e dopo una breve esperienza post-laurea a Parigi e il tirocinio nel Laboratorio di Fotografia della mia università, decido di inseguire la mia passione. Frequento quindi un corso avanzato all'Istituto Italiano di Fotografia di Milano e inizio a collaborare con il LabFoto e alcune agenzie di moda.


"FAMOSA" di e con Alessandra Mortelliti
Di e con Alessandra Mortelliti
Supervisione alla regia Rocco Mortelliti
Musiche Paola Ghigo
Organizzazione Annalisa Gariglio
Finalista concorso letterario PER VOCE SOLA 2010
Edito da Nerosubianco edizioni
Con il patrocinio di MIT – Movimento Identità Transessuale

Sinossi

Rocco Fiorella è un ragazzino di quindici anni cresciuto nella provincia ciociara più sperduta. Nato nella convinzione di essere una ragazza mancata a causa di un “errore genitale”, ha un unico grande sogno: diventare famosa.
Le sue giornate trascorrono faticosamente tra gli insulti dei paesani, le botte del padre che non accetta un figlio “invertito” e “ritardato”, le crisi isteriche di una madre posseduta dal demonio, l’ostilità di insegnanti e compagni di scuola, il lavoro al supermercato.
Il suo principale rifugio, la televisione e quei programmi che ti danno la possibilità di “diventare qualcuno”.
Ed è per questo che ogni giorno, contro tutto e tutti, chiuso nella solitudine della sua stanza, prova e riprova incessantemente balletti da lui stesso coreografati, interpreta canzoni pop, ricerca parrucche “divine” e scarpe “zeppate” per essere sempre al meglio, in attesa della grande occasione, che prima o poi, ne è convinto, arriverà.
Proprio quando per il ragazzino non sembrano più esserci speranze di fuggire dal paese “merdoso”, ecco l’annuncio in televisione: a Cinecittà, aperte le selezioni di cantanti, attori e ballerini. Rocco non ha dubbi: è questa l’occasione che stava aspettando da anni.
Da questo momento inizia la sua avventura, il suo viaggio carico di speranza che lo porterà a Roma dove sarà costretto a scontarsi con una realtà ancora più ostile e spietata in cui il suo essere “diverso” scatenerà, suo malgrado, un’ escalation di violenza.

 

Teatro Il Cantiere - via Gustavo Modena 92, Roma
Ingresso 5 euro - Informazioni e prenotazioni: 392/9319795 - 347/642111

Fonte: Federica Carmen Santoro

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