“Scenari di quartiere”, festival di teatro di narrazione, a Livorno dall’ 8 al 23 settembre

Scritto da  Sabato, 08 Settembre 2018 

Terza edizione per “Scenari di Quartiere”, da sabato 8 a domenica 23 settembre, festival teatrale di narrazione a Livorno, città di mare e quindi di storie, con 15 spettacoli al calar del sole, in luoghi insoliti, tutti a ingresso libero. Dalla collaborazione con il Teatro Nazionale della Toscana e il Teatro Goldoni di Livorno, una conferma dell’importanza delle sinergie nella cultura, il ritorno del teatro di narrazione e di prossimità territoriale, perché la rappresentazione disegni una trama sociale e non solo culturale. Quest’anno anche tre appuntamenti di dibattito filosofico fuori dalle accademie, in chiave socratica.

 

Il Teatro della Pergola di Firenze apre la stagione con la presentazione del festival livornese per rilanciare la collaborazione tra le due città e l’apertura di nuovi orizzonti anche di profilo internazionale, come ha sottolineato Marco Giorgetti, direttore della Fondazione Teatro della Toscana. Il festival, nato nel 2016 da un’idea di Fabrizio Brandi e Marco Leone, è organizzato dalla Fondazione Teatro Goldoni di Livorno e dal Comune di Livorno, con la direzione artistica di Fabrizio Brandi e il contributo dell’Associazione Quartieri Uniti di Livorno. Il debutto è stato a Livorno due anni fa con un’idea semplice e con alcuni tentativi “a chilometro zero”, come ha raccontato l’assessore alla cultura del comune, Francesco Belais, grazie alla partecipazione di artisti locali che hanno dimostrato la potenzialità del teatro di narrazione, il valore della prossimità di quartiere e l’importanza della partecipazione attiva dello spettatore che torna in piazza. L’idea è che il teatro non sia solo rete culturale ma sociale. E’ anche un modo per avvicinare al palcoscenico spettatori non habitué, grazie ad una fruizione più immediata.

Novità di quest’edizione la “Filosofia in piazza” con tre appuntamenti condotti da Alessandro Rizzacasa, presidente dell’Associazione “Città Filosofica”, dove la gente interverrà e si racconterà in modo spontaneo, il primo dei quali aperto da Umberto Galimberti. Quindici gli appuntamenti in programma, da Marco Paolini (8/09) a Marco Baliani (22/09), che, con il proprio modo di raccontare storie senza rappresentarle, sono stati tra i fondatori di questo genere di teatro; da Jacopo Fo, figlio di Dario (13/09) a Elisabetta Salvatori (14/09), Luigi D’Elia (16/09) e Oscar de Summa (22/09), chiudendo poi con Simone Cristicchi (23/09), tra produzioni originali, prime rappresentazioni toscane e riproposizione di spettacoli storici. Il debutto è a Villa Mimbelli, sede del Museo Giovanni Fattori, dov’è custodita la più importante collezione al mondo di Macchiaioli e Post-Macchiaioli e dove è stato restaurato di recente un piccolo teatro, ma la rassegna approderà in tanti luoghi della città, dal centro alle periferie.

Un festival diffuso, dal quartiere Venezia, a Montenero, Ardenza, Antignano, Pontino, Fabbricotti, Stazione, Benci centro, Ovosodo, Quartiere Magenta, fino al Quartiere San Jacopo, dove, in via dei Floridi, sorgeva il Teatro San Marco. Qui il 21 gennaio 1921 si riunì, dopo essersi separato dal Partito Socialista, un gruppo minoritario di persone tra cui Armando Bordiga, Antonio Gramsci, Umberto Terracini, Angelo Tasca, Palmiro Togliatti e Ilio Barontini. Ed è proprio qui, sui resti del teatro dove nacque il Partito Comunista d’Italia, che Fabrizio Saccomanno interpreterà “Gramsci - Antonio detto Nino”, in cui l’attore pugliese racconterà la vita di quella mente eccellente, mettendo allo scoperto, grazie alle sue lettere, sentimenti privati e pensieri di interesse collettivo, per poi chiedersi dove sia possibile oggi ritrovare tracce del suo pensiero e del suo operato.

Per la filosofia il primo appuntamento sarà l’11 settembre, come anticipato, con Umberto Galimberti, che tratterà il tema “Felicità e talento” allo Scoglio della Regina; seguirà "Apparire equivale ad essere?” (17/09, Piazza Garibaldi) e "Narrare/Narrarsi” (18/09, via della Madonna). Uno scavo critico, un chiedersi, senza fermarsi alle idee già consolidate, all’aperto, nella piazza, come faceva Socrate, per confrontarsi facendo delle idee reciproche punti di forza per comprendere, ricercare, tentare di capire.

Marco Leone, direttore generale della Fondazione Teatro Goldoni, ha sottolineato come il festival abbia stimolato la partecipazione della cittadinanza alla vita teatrale, con un aumento degli abbonamenti e una presenza di non meno di 400-500 persone a serata. L’idea dalla quale nasce l’iniziativa, ha voluto ricordare, è la riscoperta della veglia, quello stare a chiacchierare sulla seggiola sotto casa, una modalità alla quale ben si presta il teatro di narrazione.

Sul festival nello specifico, il direttore artistico Fabrizio Brandi ha sottolineato come la manifestazione rifletta la vocazione di Livorno città di pittori, musicisti e suonatori e città di mare, nella quale da sempre ci sono una narrazione spontanea e una facilità di incontro tra genti e lingue diverse. In particolare questo festival si muove dal centro alle periferie per le periferie e non è che la vetrina di un percorso che dura tutto l’anno, grazie all’Albergo Diffuso, un movimento di Cittadinanza attiva che mette a disposizione appartamenti privati come residenze artistiche.

Percorrendo il programma nel dettaglio, il festival si apre sabato 8 settembre con Marco Paolini che interpreterà “Tecno-filò Technology and Me”, riflessione sulla vita ai tempi dei social (Quartiere San Jacopo, Villa Mimbelli). Proseguirà con Fabrizio Saccomanno in “Gramsci - Antonio detto Nino”, frammenti della vita di uno degli uomini più preziosi del Novecento (9/09, Quartiere Venezia, ex Teatro San Marco in via dei Floridi), che si richiama ad un momento storico fondamentale della politica nazionale. Si prosegue con “Blocco 3”, con Fabrizio Brandi, storie del terzo palazzaccio nel quartiere della Guglia a Livorno, voluto dal regime fascista a scopo contenitivo per i sovversivi, e della profonda umanità che vi si affolla; lo spettacolo è riproposto in ricordo di un personaggio storico del Quartiere la Guglia, la signora Gina Campana, scomparsa a maggio (Quartiere La Guglia, Piazza Barriera Garibaldi n. 18-23, 12/09). E ancora: “I calzini sul comò” con Jacopo Fo, sui retroscena dell’amore (Quartiere Magenta, Piazza Magenta, 13/09); “Piccolo come le stelle”, vita di Giacomo Puccini con Elisabetta Salvatori e Matteo Ceramelli al violino (Montenero, Piazza di Montenero, 14/09); “La scuola non serve a nulla”, spettacolo con Antonello Taurino, comico e narratore milanese, racconto autobiografico di un professore precario che nella vita è anche un comico (Quartiere Ardenza, Parco Scuole Carducci in piazza Sforzini, 15/09); “Zanna Bianca”, liberamente ispirato ai romanzi e alla vita avventurosa di Jack London, con Luigi D’Elia, in prima toscana (Quartiere Antignano, Piazza del Castello, 16/09); “L’uomo tigre - Capire tutto in una notte” con Andrea Kaemmerle, riflessione sulla provincia italiana e sull’essere padri (Quartiere Pontino, via Castelli, 19/09).

Quartultimo appuntamento con la “Jam Session Narrativa”, ovvero storie e musica con narratori del territorio e non solo, che, accompagnati dall’Orchestrino di Bobo Rondelli, presenteranno brevi pièce, quasi fossero trailer di vecchi e nuovi spettacoli, con Michele Crestacci, Alessia Cespuglio, Stefano Santomauro, Giovanni Bondi, Fabrizio Brandi, Claudio Monteleone, Alessia Arena, Elena De Carolis ed Emanuele Barresi (Quartiere Benci Centro, piazza XX Settembre, 20/09). Dieci-quindici minuti a testa per una serie di artisti locali che raccontano il proprio ultimo lavoro.

Si prosegue con “Kohlhass”, di Marco Baliani, il racconto di un allevatore di cavalli vissuto nella Germania del ‘500, tratto dal libro di Heinrich von Kleist (Quartiere Fabbricotti, Villa Fabbricotti, 21/09), mentre Oscar De Summa sarà in scena con “Diario di provincia”, storie mitiche ma universali, perché “tuttu lu munnu è paisi” (Quartiere Stazione, cortile via Badaloni angolo via Bengasi, 22/09). Chiusura domenica 23 settembre con Simone Cristicchi in “Viaggi e storie di un fabbricante di canzoni”, un vero e proprio concerto con un trio acustico ‘all’incontrario’, tra canzoni, racconti, monologhi, provocazioni e slanci surrealistici, ora con ironia, ora con poesia (Quartiere Benci Centro, piazza Cavallotti).

Tra gli appuntamenti collaterali, la presentazione del libro “Fango Rosso - Una storia antifascista” di Alessia Cespuglio, tratto dall’omonima narrazione con la collaborazione alla drammaturgia di Francesco Niccolini che ha debuttato in prima nazionale nel 2017 in “Scenari di Quartiere” (Makutu Bar, Piazza dei Domenicani 19/20, 9/09 ore 18).

Nei giorni di spettacolo, con inizio alle ore 17.30 (ritrovo accanto al palco), la guida turistica livornese Fabrizio Ottone accompagnerà gli interessati alla conoscenza del quartiere dove si tiene l’appuntamento. L’iniziativa (gratuita e della durata di un’ora) è organizzata dalla Fondazione Teatro Goldoni in collaborazione con l’Associazione Quartieri Uniti Livorno. In caso di maltempo, gli spettacoli - con inizio alle 19 - si terranno alla stessa ora presso la Sala della Canaviglia in Fortezza Vecchia (ingresso Porto di Livorno - Calata Sgarallino).

Oltre il Festival - “Quartieri Uniti Livorno”
Lo spirito del festival vuole essere molto di più, cercando di creare presidi culturali permanenti nei quartieri della città che siano attivi tutto l’anno, luoghi, spazi da vivere e da abitare anche grazie a progetti di rigenerazione urbana. Per fare questo, il festival ha attivato la ricerca di partner e sponsor che abbiano intenzione di sostenere “Scenari di Quartiere” ed il mondo della cultura livornese. In questo percorso, hanno dato il proprio appoggio e contributo, oltre all’Associazione Quartieri Uniti Livorno (organizzata da Marinella Viscusi), Piccolo Birrificio Clandestino, Tesla Impianti srl, Termo Universal Service, Lu. Mar. Impianti srl, Ferramenta San Marco, Impresa F.lli Dello Sbarba srl, Torrefazione Emmeci, Cooper Livorno, Barretto in movimento, Project Attitude Premium.

Sarà inoltre attivato un percorso di formazione per una decina di attori, un laboratorio di teatro di narrazione con temi stabiliti che avrà anche l’obiettivo di raccogliere le storie “nascoste” dei quartieri, fatti e notizie magari un tempo di patrimonio comune ma che rischiano di scomparire negli anni se non “fissate” in una narrazione attuale. Un percorso che si attiverà da novembre a giugno con due incontri settimanali.

 

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Grazie a: Sara Chiarello e Antonio Pirozzi, Ufficio Stampa PS Comunicazione
Sul web: www.scenaridiquartiere.it

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