La nuova stagione ed il rilancio del Salone Margherita, con la direzione artistica di Enzo Iacchetti

Scritto da  Sabato, 08 Novembre 2014 

Una bomba, per fortuna non d'acqua, ma di entusiasmo, allegria e gioia di vivere si sta finalmente abbattendo su una Roma sempre più grigia e intristita: riapre e viene rilanciato alla grande il Salone Margherita che fu rinomato Cafè Chantant agli albori del secolo scorso e che visse rinnovati anni di gloria e successo con la spassosissima e irriverente, caustica e ilare, armata Brancaleone del Bagaglino. Un piccolo esercito di comici agguerriti capitanato dal geniale e sempre troppo poco apprezzato genio comico di Oreste Lionello. Dal quale, diciamolo un volta per tutte a chiare lettere, Paolo Sorrentino ha fotocopiato la maschera romanissima di Andreotti per metterla sul volto del bravo ma napoletanissimo Toni Servillo.

 

Ogni volta che un teatro dallo storico passato non muore ed anzi torna a rivivere, motore di idee, iniziative ad ampio raggio, spaziando dal comico alla commedia, dalla satira al burlesque, dalla gastronomia all'arte figurativa, bisogna accendere un cero a San Pietro. E se il buongiorno si vede dal mattino, allora la conferenza stampa\presentazione della nuova stagione e della nuova vita del Salone Margherita, con la scoppiettante verve di Enzo Iacchetti in qualità di direttore artistico, col patron del teatro Nevio Scala e il condirettore, l'attore Demo Mura, è un ottimo viatico di risate intelligenti e battute al vetriolo. Straripanti gli attori chiamati sul palco a presentare i loro lavori in programma, a partire dalla sempre splendida Pamela Prati (avrà firmato un patto col diavolo di giovinezza?) che con Martufello apriranno la stagione nello spettacolo scritto e diretto dalla "firma" storica Pierfrancesco Pingitore, il cui titolo parla da sé: LA GRANDE RISATA.

Sarà poi la volta de "I Ditelo Voi" direttamente da "Made in Sud" e "Colorado" a proporre KOMIKAZE e poi "Le Scemette" dal palco di "Zelig Cabaret" con CI VUOLE UN FISICO INTELLIGENTE. Risate assicurate anche e soprattutto con Giobbe Covatta, il simpaticissimo comico attore dalla barba marxista e il cuore trappista, che presenta un lavoro che (lui) definisce assai "impegnato": SEI GRADI, cioè i sei gradi di temperatura ambientale che ci separano dal giudizio universale e dalla fine del mondo. Con piglio e cipiglio zavattiniano e desichiano, Covatta sembra appena sceso dalla scopa volante di "Miracolo a Milano" o, appunto, dall'annuncio del giorno del giudizio del noto film neorealista-surrealista, "Il giudizio universale".

Le musiche del nuovo fenomeno comico-musicale degli OBLIVION e la cucina drammaturgica ad improvvisazione culinario-teatrale di Demo Mura in ONE MAN CHEF garantiscono al programma una connotazione più eccentrica per i palati veramente fini e alla ricerca di novità, sapori e atmosfere. Mentre il noto corrispondente da Palermo di "Striscia", il simpaticissimo (il superlativo è d'obbligo) Sasà Salvalaggio ricapitolerà ne I MIEI PRIMI VENT'ANNI gli inizi della sua attività artistica, così ricca di aneddoti e situazioni tragicomiche, tutte però da ridere.

Dopo Baz, il più eclettico dei comici di "Colorado", e la ciliegina rosa di "Made in Sud" Maria Bolignano in CABURLESC, ecco finalmente calcare le tavole del palcoscenico del Salone Margherita nientepopodimenoche, aprite bene le orecchie, fiato alle trombe, fuori i secondi, pronti partenza e via: Enzo Iacchetti in persona, sì proprio lui, in un omaggio musicale (ahimé la "brutta" notizia - si fa per dire - è che il signor Enzino canta pure! - peraltro benissimo) a Giorgio Gaber. Lo spettacolo, che Iacchetti presenta citando lo scrittore romantico tedesco (anche se non lo sa) ETH. Hoffman (per la novella "Il gatto Murr", il gatto che fa cadere il manoscritto appena ultimato del capolavoro che viene poi ricomposto malamente con le pagine spostate), avrà proprio la struttura del pasticcio (voluto) e dell'improvvisazione (apparente): dagli spartiti e testi gaberiani sparpagliati sul pavimento, Iacchetti darà vita ad uno spettacolo tutto "sottosopra" che sarà, ne siamo arcisicuri, da non perdere.

Al Salone Margherita si ritroverà anche una coppia storica della comicità, Francesco Paolantoni e Stefano Sarcinelli in IL NUMERO UNO, mentre dall'alba del pianeta Zelig fa capolino Leonardo Manera in SEGNALI DI VITA.

Dopo il concerto di chitarra di Giovanni Baglioni ecco il primo musical "off Rome" dei Frezerdance Studio con Cristan Ruiz in PROCESSO A PINOCCHIO.

Finito qui? Manco per sogno, il cartellone prevede i "Lunedì al Burlesque Caffè" che riportano come detto al Salone Margherita i fasti del Cafè Chantant; e poi le mostre di "Art on stage" per trasformare il teatro in un luogo di incontro con artisti quotati per gli appassionati di arte contemporanea. E poi, infine, va citato il "Salone formazione" in cui nuovi interpreti e talenti potranno specializzarsi nelle arti e professionalità radiotelevisive.

Insomma un geniale garbuglio di idee, di sperimentazioni collaudate e azzardate, che lasciano al romano un po' l'amaro in bocca: la rivitalizzazione teatrale e l'iniezione di energie e idee viene ahimé da Milano, ci volevano infatti due "milanesi" come Iacchetti e Antonio Calbi (lucano di nascita ma milanese d'adozione) per riprendere in mano, al Salone Margherita e al Teatro di Roma, la penosa situazione culturale della città.

 

Articolo di: Enrico Bernard
Grazie a: Ufficio stampa Carola Assumma
Sul web: www.salonemargherita.com

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