Romaeuropa Festival - al via la XXXII edizione del festival più eclettico e cosmopolita d’Italia

Scritto da  Martedì, 19 Settembre 2017 

Inaugurato il RomaEuropa Festival, giunto alla trentaduesima edizione, un attraversamento della città in 100 giorni attraverso 17 luoghi con la voglia di costruire reti, piattaforme comuni per raccontare lo spirito del tempo e realizzare un’idea di condivisione tra artisti, professionisti e pubblico in un clima di contaminazione tra le arti. Sasha Waltz, presentando il nuovo lavoro “Kreatur” in prima nazionale, che inaugurerà il festival, ne incarna simbolicamente l’essenza.


La conferenza stampa di inaugurazione del RomaEuropa Festival, giunto alla XXXII edizione, si è svolta all’Opificio RomaEuropa, luogo simbolico del nuovo spirito della cultura metropolitana che cerca spazi condivisi e reinventati, come tutto il quartiere Ostiense, che accoglie in sé il patrimonio storico, dalla Piramide ad una sede dei Musei Capitolini, la vita popolare della Capitale, lo sviluppo industriale simboleggiato dal Gasometro e dalla stessa Centrale Elettrica Montemartini che accoglie le sculture, aprendosi anche a forme di arte urbana come i murales.

Suggestivo lo spot del Festival, una passeggiata virtuale attraverso la città, all’interno della quale volano fogli di carta in bianco e nero con disegni stilizzati. Evidente il senso del dialogo nella diversità e la ricerca di armonia tra le contraddizioni metropolitane: la leggerezza della carta e la pesantezza della pietra dei monumenti; il presente che guarda al futuro, con l’eredità del passato che arriva al presente; il colore di Roma e la linea minimalista dell’arte e della tecnologia.

Fabrizio Grifasi, Direttore artistico di Romaeuropa Festival e Monique Veaute, Presidente della Fondazione Romaeuropa, presentando il festival hanno sottolineato l’idea centrale della rete che crea piattaforme comuni attraverso degli attraversamenti della città, in sintonia con l’idea dello spirito del tempo che la manifestazione vuole raccontare.

Sono 17 gli spazi coinvolti a cominciare dal Teatro di Roma con la sua sede istituzionale, il Teatro Argentina, luogo dell’inaugurazione, per poi toccare il Teatro India in collaborazione con un altro festival della Capitale, “Short Teatre”, appunto nel senso di stabilire sinergie, per arrivare all’Auditorium di Santa Cecilia, all’Auditorium Parco della Musica, dove si terranno molti eventi in sinergia con Musica per Roma, e all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia; e ancora il Macro Testaccio la Pelanda con l’Accademia Silvio D’Amico e altre realtà, il Maxxi, Villa Medici sede dell’Accademia di Francia; insieme all’Accademia Nazionale di Danza, la Biblioteca Centrale per Ragazzi, il DAF Dance Arts Faculty, l’Istituto Svizzero (accanto a molti istituti di cultura), lo stesso Opificio RomaEuropa, il Palazzo delle Esposizioni e i Teatri Olimpico, Vascello e Vittoria. Altro importante elemento dell’edizione 2017 la realizzazione di Community, sezione orientata al senso di condivisione tra artisti, professionisti e pubblico con molte masterclass e serate organizzate con la rivista Internazionale.

Inaugurerà il Festival la tedesca Sasha Waltz, che ha presentato "Kreatur", nuova creazione in prima nazionale che aprirà il 20 settembre la 32esima edizione del Romaeuropa Festival al Teatro Argentina, in replica fino al 23 settembre, e che simbolicamente per i temi che tratta anticipa il contenuto e lo spirito della manifestazione, unendo professionalità diverse e arti varie: la moda con i costumi della stilista Iris Van Herpen, le luci di Urs Schönnebaum e le musiche di Soundwalk Collective.

Il racconto continua tra teatro, danza e musica con lo spettacolo immersivo e senza attori Nachlass della compagnia Rimini Protokoll (dal 21 al 23 settembre al Teatro India), Fractus V di Sidi Larbi Cherkaoui che con il suo casting internazionale incarna bene lo spirito del secolo; e ancora la Giselle sudafricana di Dada Masilo con una curiosa coincidenza, l’omonimo lavoro in scena all’Opera di Roma; il Libro Ottavo - Canti Guerrieri di Monteverdi messo in scena da Muta Imago e un doppio appuntamento con il belga Jan Fabre, presente con la sua nuova creazione Belgian Rules/Belgium Rules e protagonista del film Surrender diretto da Phil Griffin incentrato sul racconto mastodontico Mount Olympus, per finire con il Live Set di Jeff Mills, icona della house music e di Tony Allen, icona dell’afro-beat, anche questo duo una commistione ardita che incarna lo spirito del tempo.

 

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Grazie a: Massimo Pasquini, Matteo Antonaci e Giulia Di Giovanni, Ufficio stampa Romaeuropa Festival
Sul web: https://romaeuropa.net

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