Una stagione furiosa con ricci/forte

Scritto da  Martedì, 22 Luglio 2014 

L'ensemble ricci/forte, dopo una stagione costellata di strabilianti consensi internazionali, si accinge ad affrontare un caleidoscopio di avventure artistiche che lo riporterà sui palcoscenici nostrani ma anche a solcare nuovi sentieri da un'estremità all'altra di un continente europeo martoriato da una crisi economica, sociale e morale forse senza precedenti. Nei prossimi mesi rimarremo costantemente al loro fianco, per fotografare con vivide istantanee l'avvincente percorso che li impegnerà a partire dalla fine di agosto: dalla direzione della XXIII edizione dell'Ecoles des Maîtres al debutto della nuova produzione "Darling" nell'alveo del Romaeuropa Festival, dai nuovi sfidanti progetti in cantiere tra Mosca e San Pietroburgo sino al "Trittico Furioso" che, per la gioia degli innumerevoli appassionati estimatori della compagnia, chiuderà la stagione del redivivo Teatro India riportando in scena tre dei capitoli più emozionanti del repertorio riccifortiano, "Still Life", "Macadamia Nut Brittle" e "Imitationofdeath".

Stefano Ricci e Gianni Forte, artisti geniali e controversi, sono da sempre geneticamente insofferenti alle barriere che tentino di ostacolare la loro inarginabile creatività o di indirizzarla verso canoni più convenzionali ed ancor più sono ribelli nei confronti dei manierismi di un microcosmo teatrale troppo spesso autoreferenziale e facile a giudizi intrisi di ipocrisia; nella stagione che volge al termine hanno pertanto direzionato il proprio baricentro artistico oltralpe, alla ricerca di nuovi stimoli propulsivi e di un'apertura mentale più consona alle loro coordinate umane e drammaturgiche.

Li avevamo salutati poco più di un anno fa nella sontuosa cornice del romano Teatro Argentina con la data unica che ha sancito il debutto della lacerante riflessione di "Still Life", preludio ad una rassegna del Garofano Verde che già nella scorsa stagione rimaneva aggrovigliata nelle maglie della burocrazia e dell'assenza di finanziamenti; li abbiamo poi incontrati fugacemente in un primo mite scorcio di primavera milanese al Piccolo Teatro Studio Melato per lasciarci travolgere nuovamente dalla scarica adrenalinica di "Troia's discount" che anche in questa versione "reloaded", riproposta a distanza di anni dal concepimento di quest'Eneide 2.0 declinata nel contemporaneo, conserva intatto il proprio sfolgorante bagliore.

ricci/fortePoche altre son state le intersezioni del fiero cammino degli ex enfants terribles del teatro sperimentale italiano con i tristemente paludati cartelloni nostrani: qualche rapido excursus a Bologna, Potenza, Udine, Bari, Bolzano e Torino incastonato tra ben più articolate ed entusiasmanti digressioni lontane migliaia di chilometri dal nostro incancrenito humus culturale. Salvifica, rigenerante linfa vitale si è rivelata piuttosto quella iniettata dalla generosa e totalizzante adesione dei giovani interpreti russi che hanno incarnato le indifese creature del riccifortiano "Orlando Furioso", andato in scena al Platforma_Vinzavod Theatre di Mosca in ottobre e riproposto successivamente a novembre anche nell'ambito della prestigiosa rassegna moscovita del Net Festival. Per non parlare del connubio e dell'affinità spontanea sempre più vivacemente instaurati con il tessuto teatrale francese e parigino in particolare che, dopo essere rimasto inesorabilmente conquistato dalla dolorosa epopea umana di "Imitationofdeath", ha preteso di poter percorrere a ritroso l'ultimo tratto del sentiero di ricerca dell'ensemble, con le favole lisergiche di "Grimmless" e le inquietanti stanze di marlowiana sofferenza di "Wunderkammer Soap", lavori andati entrambi in scena al Festival di Vanves.

Una stagione certamente di grande lustro, che ha rappresentato uno spartiacque significativo per la compagnia. Una stagione in cui però le platee italiane - ed in special modo quella capitolina - hanno avvertito l'ineffabile mancanza della drammaturgia onesta e possente che ha sempre contraddistinto ricci/forte, nonchè dell' inossidabile ensemble di interpreti che ormai da tempo li accompagnano, tra i più carismatici e intensi della nuova generazione attoriale italiana. Ebbene, ora basta rivolgere lo sguardo al passato, poichè la prossima stagione rappresenterà la meritata consolazione per una così lunga attesa. Cosa hanno dunque in serbo Stefano Ricci e Gianni Forte per i prossimi mesi?

Il primo impegno che li vedrà protagonisti sarà l'Ecole des Maîtres, il corso internazionale di perfezionamento teatrale itinerante per attori europei di Croazia, Belgio, Francia, Italia e Portogallo in programma dal 26 agosto al 1 ottobre 2014 e che quest'anno li vede alla direzione, dopo aver ricevuto il testimone dalla coreografa e regista argentina Costanza Macras. L' Ecole des Maîtres 2014 nasce dalla sinergia tra CSS Teatro stabile di innovazione del FVG (Italia), CREPA - Centre de Recherche et d’Expérimentation en Pédagogie Artistique (FWB/Belgique), TAGV - Teatro Académico de Gil Vicente (Portugal), La Comédie de Reims, Centre Dramatique National (France) e Croatian National Theatre / World Theatre Festival (Croazia). “JG matricule 192102” è il titolo del corso di perfezionamento che sarà proposto da ricci/forte con l'ausilio del movement trainer Marco Angelilli e di Giuseppe Sartori nelle inedite vesti di diarista; un’investigazione che avrà il suo cuore nell'universo poetico di Jean Genet e si baserà su improvvisazioni atte a sviluppare una possibilità performativa fisica, emotiva, visionaria. Il corso si svilupperà dal 26 agosto al 1 ottobre 2014 e avrà come sedi di lavoro in Italia, Udine, dal 26 agosto al 7 settembre, e Coimbra, in Portogallo, dal 9 al 18 settembre. Gli esiti del workshop verranno presentati al pubblico in occasione di una lezione aperta a Udine il 7 settembre e di cinque dimostrazioni finali aperte al pubblico in programma il 18 settembre a Coimbra, il 22 settembre a Zagabria, il 25 settembre a Roma, il 28 settembre a Bruxelles, e l’1 ottobre a Reims. Appuntamento dunque per il pubblico italiano al Teatro S.Giorgio di Udine il 7 settembre o al Teatro India di Roma il 25 settembre per lasciarsi travolgere dal cortocircuito, sicuramente dirompente, tra la sensibilità riccifortiana e la struggente poetica genetiana e per sostenere i venti giovani talentuosi interpreti in scena, tra cui segnaliamo, in rappresentanza dell'Italia, Diletta Acquaviva, Stefano Moretti, Mauro Racanati e Francesco Scolletta.

ricci/forte"L’indagine che ricci/forte affronteranno nell’ambito del progetto Ecole des Maîtres edizione 2014 investigherà stanando quella latrina spirituale miracolosa che è il cuore dell’universo poetico di Jean Genet. "JG matricule 192102" sarà un progetto spietato, un workshop che si svilupperà partendo da improvvisazioni, verbali e fisiche, atte a sviluppare una possibilità non espositiva ma performativa. Il potere della fantasia (che ha regnato incondizionatamente durante l'infanzia di Genet e nostra) è ancora l' unica possibilità rimastaci, un’incubatrice contro la solitudine morale, un antidoto per provare ad affrancarci dalle tenaglie letali della noia, dalla melassa omologante del conformismo e approvazione generale. Come lui era solito fare in carcere, anche noi siamo liberi di aprire la botola dell' immaginazione nella cella dei perpetui ergastoli quotidiani che gli altri hanno in serbo per noi. Trasformandoci in santi e santuari da poter essere visitati e adorati tutti d’un fiato.
L’essenza dei panorami umani evocati dai suoi romanzi (Nostra Signora dei Fiori, Querelle, Diario del Ladro, Miracolo della Rosa, Pompe Funebri, etc.) sarà distillato di ricerca. L’Apocalisse di Jean l’Evangelista è la nostra, angeli caduti che provano oggi a rammendarsi alla meglio le ali spiumate nell’impatto con la Vita, una madre fin troppo matrigna.
L’approccio fisico, emotivo e visionario del lavoro, lontano dai parametri naturalistici, richiederà caratteristiche precise ai candidati: performer che sappiano evitare di trincerarsi dietro lo studio del personaggio; interpreti che abbiano confidenza con le capacità del loro apparato muscolare e cardiaco in grado di non sostenere soltanto un costume di scena ma trasformarsi in alfabeto espressivo; persone che oltre al mettersi in gioco sotto ogni profilo sappiano cantare, suonare uno
strumento, abili nel saper destreggiarsi nella giocoleria o acrobatica, funamboli compresi; artisti, insomma, con il vizio di vivere."

ricci/forteIl secondo e forse più atteso appuntamento della prossima stagione teatrale con ricci/forte sarà poi il debutto del nuovo progetto drammaturgico "Darling", presentato in prima assoluta in seno al Romaeuropa Festival 2014 e che aprirà la stagione del Teatro Eliseo dal 9 al 12 ottobre, prodotto da Romaeuropa Festival e Snaporazverein, in coproduzione con CSS Teatro stabile di innovazione del FVG, Festival delle Colline Torinesi e MC93 di Bobigny + Festival Standard Ideal e con la collaborazione di Biennale Venezia. Lo spettacolo - come di consueto con drammaturgia targata ricci/forte e regia firmata da Stefano Ricci - vedrà come protagonisti due pilastri dell'universo attoriale riccifortiano, Anna Gualdo e Giuseppe Sartori, ai quali si aggiungeranno Piersten Leirom (già apprezzato in "Imitationofdeath") ed il giovane e talentuoso attore belga Gabriel Da Costa; per la prima volta questo progetto sarà contraddistinto dalla presenza di una vera e propria scenografia, curata da un'eccellenza di questo ambito come Francesco Ghisu, e dai costumi di Gianluca Falaschi.
"Cosa hanno in comune Eschilo, Hannah Arendt, Gregory Crewdson, Edward Hopper, Antonin Artaud e i Led Zeppelin? Il corto circuito è in “Darling”, il nuovo spettacolo di ricci/forte in prima assoluta a Romaeuropa. Lo spunto è nell’“Orestea”, trilogia tragica che valse a Eschilo la vittoria alle Grandi Dionisie del 458 a. C.. È la storia del ritorno dalla guerra di Troia di Agamennone ad Argo, del suo omicidio da parte della moglie Clitennestra e del suo amante, della vendetta del figlio Oreste che oltre a Egisto uccide anche sua madre e la successiva persecuzione delle Erinni contro il matricida. Come sempre quando ricci/forte si ispirano ai classici - ricordiamo le scorribande nei testi di Christopher Marlowe -, queste vicende degli Atridi saranno punto di osservazione e trampolino di lancio per aggredire la realtà. Con i loro lavori di impatto visivo che rasenta la violenza del teatro della crudeltà di Artaud, pompato come un ritmo funky o un riff di chitarra hard rock e plastificato come una foto di Crewdson, ricci/forte parlano sempre del nostro tempo. Ma è attraverso gli attori, resi partecipi della creazione, che questo ensemble fondato e diretto da Gianni Forte e Stefano Ricci crea il corto circuito, con un linguaggio che non si fa scrupolo di saltare dal teatro al reality, dalla performance alla canzonetta. Così, la realtà quotidiana è terremotata attraverso l’individuo e la sua paradossale soggettività, al tempo stesso irripetibile e fatta in serie. Obiettivo è il tempo della crisi che attraversiamo, con l’inconsapevolezza e la degenerazione autodistruttiva, le impossibili speranze, la falsa morale e, paradosso estremo, quel bisogno di etica di cui parlava Arendt."

ricci/forte descrivono così la loro nuova creazione drammaturgica, progetto la cui genesi ha avuto inizio oltre un anno fa:
"Immagina che uno tsunami spazzi via un’intera civiltà. Immagina che si debba ricostruire una dignità umana tra le macerie. Immagina che il sangue, privato delle regole sociali, restituisca - oltre alla barbarie animalesca - anche quel senso primordiale etico che avevamo dimenticato. "Darling" è un’indagine dopo la catastrofe, un viaggio che parte dall’Orestea di Eschilo alla ricerca di un senso a quell’ordine statale che secondo i Greci avrebbe dovuto sedare il rumore del sangue e della vendetta personale. La casa, così importante per i personaggi eschilei, diventa così un container di emergenza calamità naturali. Non esiste più un posto sicuro dove poter nascondersi, non esiste più uno Stato in grado di tutelare il senso della Giustizia. Tutto è smembrato, perduto, devastato dalle acque del qualunquismo. Ma forse, sotto le macerie, l’uomo può rintracciare una fibra più autentica."
"Darling" dopo il debutto al Teatro Eliseo approderà anche al Teatro Palamostre di Udine (24 e 25 ottobre 2014), al Teatro Kismet di Bari (21 e 22 febbraio 2015), a Parigi nella primavera 2015 e al Piccolo Teatro Studio Melato di Milano (dal 7 all'11 ottobre 2015).

ricci/forteSul fronte internazionale Stefano Ricci e Gianni Forte saranno impegnati in due nuove produzioni russe:
- Мы/NOUS da Evgenij Zamjatin, rivoluzionario degli anni 20/30, mai rappresentato nella sua patria e che sarà da loro per la prima volta portato in scena, grazie all'incontro tra l'ensemble già protagonista del "100% Furioso" e l'ensemble stabile dell'imponente Gogol Theatre Center, che con Kirill Serebrennikov produce lo spettacolo. Si tratterà di un vero e proprio "kolossal" con 30 attori e le prove inizieranno immediatamente dopo il debutto di "Darling" al Romaeuropa Festival.
- DECAMERONE da Boccaccio, una produzione russa con un cast per ora rigorosamente top secret, che andrà in scena nella prossima primavera 2015 a San Pietroburgo.

Infine, dulcis in fundo, ricci/forte chiuderanno la stagione del Teatro India, nell'ambito del progetto "Prospettiva Roma" con cui il nuovo direttore del Teatro di Roma Antonio Calbi si prefigge di raccontare la crisi, la società contemporanea e l'attualità, presentando il "Trittico Furioso" dal 19 al 28 maggio. Tre capitoli imprescindibili per comprendere il teatro riccifortiano, da rivedere per coloro che ne sono rimasti indelebilmente colpiti in passato, da non perdere assolutamente qualora invece non si sia ancora avuta l'occasione di assaporarli.
Aprirà questa trilogia "Still Life" (dal 19 al 21 maggio), seguirà "Macadamia Nut Brittle" (dal 22 al 24 maggio) ed infine in chiusura ritroveremo "Imitationofdeath" (dal 26 al 28 maggio).


Di tutti e tre i lavori vi proponiamo le recensioni, pubblicate negli scorsi anni:
"Still Life (2013)" - Teatro Argentina (Roma)
"Macadamia Nut Brittle" - Teatro Palladium (Roma)
"Imitationofdeath" - Teatro Vascello (Roma)

Una stagione indubbiamente intensa, disseminata di sfide e progetti ambiziosi; certamente ai nostri ricci/forte non difetta il coraggio per affrontarle con audacia ed intraprendenza. Un percorso che abbraccia un intero anno teatrale romano, dall'apertura della stagione dell'Eliseo alla chiusura di quella dell'India, epicentri della vita culturale romana alle prese con frangenti particolarmente irti di asperità. Un percorso che ovviamente seguiremo con il consueto interesse per due artisti tra i pochi capaci ancora di investire creatività e passione, senza sconti o compromessi, nei loro lavori impetuosi e meravigliosamente atroci per realismo, sentimento e profondità.

 

Articolo di: Andrea Cova
Sul web: www.ricciforte.com

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