Patrimonio storico e creazione contemporanea. Anteprima Romaeuropa Festival 2016 - Stadio di Domiziano, Palatino (Roma)

Scritto da  Giovedì, 28 Aprile 2016 

Lo Stadio Palatino di Domiziano, riaperto al pubblico dopo lungo tempo, sarà l’epicentro del progetto Patrimonio Storico e Creazione Contemporanea che coinvolgerà vari luoghi dell’archeologia romana - dal 24 giugno al 27 novembre 2016 - con Par tibi, Roma, nihil. Obiettivo dell’iniziativa - come ha sottolineato il ministro dei Beni Culturali e del Turismo, Dario Franceschini - far rivivere l’antico attraverso i depositi della memoria, rendendoli luoghi vivi di presente e tensione verso il futuro. Alla base della riapertura e tutela dei luoghi del patrimonio, l’idea di renderli luoghi vivi, partecipi della cultura di oggi e non solo cornice di eventi o musei.

 

Emiliano MaggiRiapre lo Stadio Palatino detto di Domiziano, imperatore feroce e personaggio molto discusso della storia di Roma antica, oggi rivalutato dagli storici. Il luogo sul colle dei palatii, dei palazzi, delle residenze, era un parco dove si andava a passeggiare e scena teatrale, un tempo ricoperto di marmi e stucchi: oggi resta solo lo scheletro in muratura e frammenti di decorazioni, per lo più tarde. Simbolo del potere e della potenza di Roma che nella sua maestosità e finezza costruttiva evidenzia la centralità del lavoro degli schiavi che ha sorretto e nutrito questa civiltà. Un luogo magico e raccolto con una grande energia, come ha raccontato lo scrittore Alessandro Baricco, intervenendo alla presentazione del progetto con la Fondazione Romaeuropa e Nomas Foundation, che il 4 luglio porterà in scena il suo Palamede - l’eroe cancellato - spettacolo nato per il teatro palladiano di Vicenza che vive di quel luogo e che qui ha subito necessariamente una modificazione per adattarsi al sito in un mood di corrispondenze tra arte e spazio che bene incarna lo spirito della creatività contemporanea. «Un paese stupido - ha precisato - tiene chiusi luoghi come questo, un paese intelligente li apre e un paese geniale li suona.»

L’occasione - ha spiegato il Soprintendente Francesco Prosperetti - è una mostra che apre il 24 giugno e si concluderà il 18 settembre 2016, con la prospettiva più ampia di far rivivere l’antico e di un’iniziativa che chiamarla mostra in effetti è un po’ riduttivo, a partire dal titolo perché Par tibi, Roma, nihil è l’esclamazione che Ildebrando De Lavardin, vescovo di Tours, non riesce a trattenere dinanzi alla struggente bellezza delle rovine tardo-antiche dell’Urbe. L’esposizione si snoda come un percorso di installazioni e opere contemporanee che dialogano con l’archeologia, affiancate da performance e spettacoli che occuperanno vari luoghi di Roma dal Colosseo alla Crypta Balbi, a Palazzo Altemps, fino alle Terme di Diocleziano, a Villa Borghese, a Villa Farnesina e a Villa Medici.

Alessandro BariccoIl presidente della Fondazione Romaeuropa, Monique Veaute, ha ricordato come l’idea sia nata già oltre un anno fa con Francesco Prosperetti e lanciato dal Ministro Franceschini in un incontro a Villa Medici il 29 settembre 2014. L’incontro con Raffaella Frascarelli, curatrice della mostra, archeologa e presidente di Nomas Foundation, collezione di arte contemporanea, ha segnato la quadratura del cerchio anche perché questa realtà può vantare un centro di ricerca.

Tre artisti - dei 27 esposti - realizzeranno le loro opere in situ, nello spirito dell’arte contemporanea che promuove il dialogo tra le opere e lo spazio non come mero contenitore: ci saranno Karen Attia (che trascorre la sua infanzia tra l’Algeria e la periferia di Parigi, in un ambiente multiculturale che lo porta a trovare nel concetto di “riparazione” una costante nella sua arte) nel peristilio inferiore della Domus Augustana, Daniel Buren (nato nel 1938 nei pressi di Parigi, uno degli artisti contemporanei internazionali più importanti, esponente della riflessione storica sulle istituzioni, che a partire dagli anni Sessanta basa la sua ricerca sull’uso rigoroso di strisce colorate alternate al bianco) sulle Arcate Severiane; e Sislej Xhafa che realizzerà una fontana davanti al Colosseo e che per una congiuntura favorevole nello stesso periodo sarà ospite del Maxxi con una personale: nato in Kosovo nel 1970, si è trasferito prima in Italia e poi a New York dove attualmente vive e lavora, dedicandosi ad una forte sperimentazione anche attraverso i diversi media.

La mostra allo Stadio, che si articolerà dalle arcate e dal grande terrazzo della Domus Severiana, allo Stadio Palatino di Domiziano, al peristilio inferiore della Domus Augustana, fino alla Meta Sudans - aree non tutte accessibili al pubblico e riaperte per l’occasione - sarà affiancata da un programma di performance affidate a 5 artisti tra cui Sissi ed Emiliano Maggi. Alessandro Baricco stesso, già citato, sarà in scena insieme a Valeria Solarino, per raccontare le vicende di uno dei capi dell’esercito greco nella guerra di Troia, tradito dal suo compagno d’armi Odisseo: Palamede, personaggio della mitologia greca poco noto perché Omero lo ha cancellato mentre per alcuni, tra i quali Euripide, sembra sia stato l’inventore dell’alfabeto e della scrittura greca.

Aula OttagonaLa fase estiva si presenta come l’anteprima del RomaEuropa festival-31° edizione che con la direzione artistica di Fabrizio Grifasi, da settembre porterà il progetto in altre sedi. Tra le varie attività, a novembre le Terme di Diocleziano ospiteranno Inedia Prodigiosa di Lucia Ronchetti, coprodotto con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, e il nuovo progetto di Giorgio Barberio Corsetti, Il Ratto d’Europa nell’Aula Ottagona, collegata virtualmente con Palazzo Altemps, Crypta Balbi e il Colosseo con Maddalena Crippa quale interprete principale. Grazie ad un sistema avanzato di connessione a fibra ottica, gli attori, disseminati, potranno dialogare tra di loro.

Tra i protagonisti degli appuntamenti in calendario Sabine Meyer con Ninfa in Lamento, spettacolo in bilico tra musica contemporanea e prassi barocca a Villa Farnesina, la suggestiva Accademia dei Lincei e Alvin Curran, musicista americano da trent’anni a Roma, sempre aperto alla sperimentazione con due serate: Maritime Rites al Laghetto di Villa Borghese dove farà suonare i musicisti su delle barche; un concerto galleggiante con la Banda della scuola popolare di Musica di Testaccio e Endangered Species, ossia The Alvin Curran Fakebook, atipica autobiografia in forma sonora, nella residenza storica dell’Accademia di Francia a Villa Medici.

Il Ministro Dario Franceschini, a conclusione della presentazione, ha sottolineato come l’iniziativa incarni il nuovo modello di politica culturale per la valorizzazione del patrimonio storico attraverso i depositi di memoria sia materiali sia immateriali, divenendo però un luogo vivo per il presente e di tensione verso il futuro.

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Grazie a: Matteo Antonaci, Ufficio stampa Fondazione Romaeuropa
Sul web: http://romaeuropa.net

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