Napoli Teatro Festival Italia 2020: ricominciare insieme

Scritto da  Sabato, 13 Giugno 2020 

Al via la tredicesima edizione, dal 1° al 31 luglio, con 130 eventi per un mese di programmazione in luoghi all’aperto. Non si arrende il teatro e riprende con una formula nuova nel segno della malinconia, preparandosi non solo alla riapertura ma a una reale ripartenza.

 

La conferenza stampa da Napoli ha annunciato la XIII edizione del Napoli Teatro Festival con 130 eventi che si svolgeranno dal 1° al 31 luglio, 10 sezioni e 28 prime di spettacoli italiani. A partire poi dall’autunno ci sarà spazio per gli internazionali con Dimitris Papaioannou, Jan Fabre, Ramzi Choukair e Sulayman Al-Bassam.

“Il teatro rinasce con te”, un invito a rivivere le emozioni del teatro, è lo slogan della tredicesima edizione del Napoli Teatro Festival Italia, la quarta diretta da Ruggero Cappuccio, realizzata - nonostante l’emergenza sanitaria - con il sostegno della Regione Campania e organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Alessandro Barbano, con il contributo importante di Ubi Banca e partnership significative tra cui quella del Teatro Stabile di Napoli. Inizialmente fissata per giugno e poi rinviata a causa della pandemia, la manifestazione torna con una programmazione quasi interamente a cielo aperto che si declina tra teatro, danza, letteratura, cinema, video/performance, musica e mostre: 130 eventi, per un calendario di un mese, distribuiti in 19 luoghi tutti all’aperto con una sola eccezione: il Teatro San Carlo. Platee allestite nel rispetto delle distanze di sicurezza, divise tra Napoli e altre città della Campania (Salerno, Solofra, Pietrelcina e Santa Maria Capua Vetere), dove andranno in scena creazioni italiane e coproduzioni a conferma dell’attività produttiva della Fondazione.

L’edizione 2020 presenta 34 spettacoli di prosa nazionale, di cui 28 prime assolute, consolidando la struttura in sezioni, ormai tratto distintivo della direzione artistica firmata Cappuccio. Italiana, Osservatorio, Danza, SportOpera, Musica, Letteratura, Cinema, Mostre, Progetti Speciali: il Festival rinnova la sua grande attenzione alla multidisciplinarità, in un dialogo che mira a una visione organica e interdisciplinare dell’arte. La sezione Internazionale, che negli anni passati ha portato a Napoli grandi nomi della scena contemporanea, è stata invece riprogrammata a partire dall’autunno e vedrà in scena, tra gli altri, il coreografo greco Dimistris Papaioannu, l’artista belga Jan Fabre, Ramzi Choukair e Sulayman Al-Bassam. L’attività si era conclusa a ottobre con gli Stati Generali della Cultura e ha ripreso con una programmazione stravolta sotto il segno dell’invito a ricominciare e ripartire insieme, come ha sottolineato Marta Ragozzino, un’esperienza importante in Matera 2019, che ha messo l’accento sul luogo scelto in continuità con il passato seppure con una declinazione diversa. Quest’anno infatti il Festival conferma l’attenzione e il sostegno a favore di produzioni e compagnie del territorio campano e napoletano, insieme a tante realtà del panorama nazionale.

Alessandro Barbano ha sottolineato l’impegno quando tutto sembrava fermo per farsi trovare pronti, non solo per riaprire quanto per far ripartire le attività tenendo conto anche delle maestranze coinvolte nella manifestazione, che ha il volto dell’artista Mimmo Paladino che ha disegnato il manifesto. Importante la delibera del presidente della Regione De Luca che ha prorogato molti eventi e mostre perché i cittadini, i visitatori e gli spettatori potessero riprendersi un tempo interrotto e sospeso dall’emergenza sanitaria. D’altronde i tempi dettano l’armonia e il ritmo della vita in un’orchestra come nel sistema planetario e lo sforzo immenso dell’organizzazione è stato nel progettare fuori tempo. Importante, a mio parere, la sottolineatura della nostalgia, che non è rimpianto, un portato che costruisce il tema del ritorno all’antico per aprirsi al mondo, dar vita e reinventare nuovi epicentri, quasi una missione, tutta italiana.

Tra i protagonisti di questa edizione Silvio Orlando, Vinicio Marchioni, Francesco Montanari e Gianmarco Saurino, Bruno Fornasari, Andrea De Rosa, Luana Rondinelli, Antonio Piccolo, Lino Musella, Federica Rosellini, Ciro Pellegrino, Laura Angiulli, Joele Anastasi, Salvatore Ronga, Lucianna De Falco, Francesco Saponaro, Lara Sansone, Vincenzo Nemolato, Chiara Guidi, Claudio Ascoli, Marcello Cotugno, Ettore De Lorenzo, Massimiliano Gallo, Alessio Boni, Gianni Farina, Sarah Biacchi, Lina Sastri, Franca Abategiovanni, Riccardo Pippa, Corrado Ardone, Ferdinando Bruni e Francesco Frongia, Federico Tiezzi e Sandro Lombardi, Roberto Rustioni, Enzo Vetrano, Stefano Randisi, Mario Scandale, Arturo Cirillo, Valentina Picello, Francesco Tavassi, Mariangela D’Abbraccio, Euridice Axen, e le compagnie Anagoor, Carrozzeria Orfeo, Casa del Contemporaneo, Nuovo Teatro Sanità, e Mutamenti/Teatro Civico 14.

La collaborazione con il Teatro Stabile di Napoli - Teatro Nazionale si concretizza attraverso la coproduzione di due spettacoli inseriti nella sezione Progetti Speciali del Festival con Mimmo Borrelli, Renato Carpentieri, Claudio Di Palma. Tra gli altri protagonisti della sezione del NTFI, da anni ormai terreno di sperimentazione di nuove pratiche sceniche, Roberto D’Avascio, Carlo Geltrude, Maria Rosaria Omaggio, Marco Dell’Acqua, Alberto Conejero, Davide Scognamiglio e Daniele Ciprì.

Cifra qualificante di questo Festival le sezioni come quella della Musica per la quale si avvicenderanno Roberto De Simone, Raffaello Converso, Pippo Delbono e Enzo Avitabile, i Foja, Stefano Valanzuolo con Sarah Jane Morris e i Solis String Quartet, Massimiliano Sacchi, Maria Mazzotta, Francesco Di Cristofaro, Valerio Sgarra, Ars Nova, Ciro Riccardi, EbbaneSis, i Folkonauti, Raffaella Ambrosino, Ambrogio Sparagna con Iaia Forte, Giada Colagrande, Roberta Rossi, Ivo Parlati e Nadia Baldi, Renato Salvetti e Antonella Ippolito. Nella sezione Danza si segnala la partecipazione del coreografo francese figlio di minatori di origine italiana, Alexandre Roccoli.

Nel Real Bosco di Capodimonte e al Circolo Canottieri, la sezione SportOpera, a cura di Claudio Di Palma, propone 8 spettacoli di cui 7 in prima assoluta: si alterneranno Mariano Rigillo, Patrizio Oliva, Pino Maddaloni, Fulvio Cauteruccio, Andrea Zorzi, Beatrice Visibelli e Nicola Zavagli, Rosario Giglio, Marina Sorrenti, Chiara Baffi, Rossella Pugliese, Antonio Marfella, Paolo Cresta, Ferdinando Ceriani, Gennaro Ascione, Alfonso Postiglione. Da citare, tra gli altri incontri, la serata dedicata ai Pre-ludi per evidenziare la vicinanza dell’agone sportivo a la sfida del palcoscenico.

E ancora per la sezione Letteratura, progetto a cura di Silvio Perrella, ospiti Maurizio Bettini, Daniele Ventre, Caterina Pontrandolfo, Alberto Rollo, Mimmo Borrelli, Silvia Bre, Piera Mattei, Claudio Damiani, Vincenzo Frungillo, Igor Esposito, Maria Grazia Calandrone, Sonia Gentili, Enza Silvestrini, Fiorinda Li Vigni, Antonio Biasiucci, Alfio Antico. Tra gli incontri significativo quello tra poeti e scienziati, tra Giambattista Vico, Giacomo Leopardi e i buchi neri, a cura di Mariafelicia De Laurentis, una ricercatrice rientrata in Italia.

 

Le sezioni del Napoli Teatro Festival Italia

ITALIANA

Si parte con Rua Catalana, il progetto di nuovo teatro catalano a Napoli realizzato grazie alla partecipazione attiva della Delegazione del Governo Catalano in Italia e dell'Istituto Ramon Llull (dall’1 al 15 luglio, Palazzo Fondi): tre importanti compagnie indipendenti che usano spesso il napoletano come lingua di riferimento per il loro lavoro artistico, Casa del Contemporaneo, Nuovo Teatro Sanità e Mutamenti/Teatro Civico 14, mettono in scena per la prima volta tre testi di altrettanti autori contemporanei presentati con successo a Barcellona negli ultimi anni, riambientati a Napoli negli adattamenti di Enrico Ianniello. Così Il prestito, divertente e geniale commedia di Jordi Galcerán, diretta da Rosario Sparno (1 e 2 luglio); la commedia nera Fémmene comme a me di Pau Miró per la regia di Roberto Solofria (7 e 8 luglio); e Plastilina di Marta Buchaca, sul cinismo di una generazione che trova complicità e protezione negli adulti, portato sul palco da Mario Gelardi (14 e 15 luglio).

L’importante attenzione riservata alla nuova drammaturgia si declina anche tra antichi soggetti, scritture e riscritture contemporanee: in prima assoluta Silvio Orlando interpreta, firmandone anche la riduzione e la regia, La vita davanti a sé, dal testo La Vie Devant a soi di Romain Gary (Emile Ajar), pubblicato nel 1975 e adattato per il cinema nel 1977 (4 luglio, Cortile del Real Bosco di Capodimonte). Da un racconto di Ruggero Cappuccio, Nadia Baldi scrive e dirige Settimo senso, in scena in prima assoluta, con Euridice Axen e le musiche di Ivo Parlati, una coproduzione Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia e Khora Teatro (7 e 8 luglio, Cortile del Real Bosco di Capodimonte). Federica Rosellini e Lino Musella sono i protagonisti di Nella solitudine dei campi di cotone di Bernard-Marie Koltès, diretto da Andrea De Rosa (6 luglio, Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale); lo stesso Lino Musella dirige Troia City, La verità sul caso Aléxandros, testo di Antonio Piccolo, anche sul palco accompagnato dai cordofoni e dalle percussioni di Marco Vidino, liberamente ispirato ai frammenti dell’Aléxandros di Euripide, sorta di “prequel” della guerra di Troia (7 e 8 luglio, Fagianeria del Real Bosco di Capodimonte); prima assoluta per The Red Lion di Patrick Marber, regia di Marcello Cotugno, riflessione amara e profonda sulla lealtà e il senso di appartenenza, una coproduzione La Pirandelliana e Teatri Uniti (15 e 16 luglio, Cortile d’Onore di Palazzo Reale). In scena Le eccentricità di un usignolo di Tennessee Williams, di cui firma la regia Sarah Biacchi, che ne è interprete accanto a Riccardo Eggshell, Alessandra Frabetti, Paolo Perinelli e con Paila Pavese (17 luglio, Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale). E ancora, Sulla morte senza esagerare, omaggio alla poetessa Wislawa Szymborska, produzione del Teatro dei Gordi/Teatro Franco Parenti, presentato in un nuovo allestimento che tiene conto del tempo che stiamo vivendo, ma sempre per parlare, come ieri, della morte in chiave ironica senza esagerare (18 e 19 luglio, Cortile del Real Bosco di Capodimonte). Da Fuochi di Marguerite Yourcenar, si presenta in prima assoluta Maria Maddalena o della salvezza, la mise en espace di Lina Sastri con gli arrangiamenti di Filippo D’Allio, racconto sulla grande passione di Maria Maddalena per Gesù, che la condannò a un destino di infelicità (17 luglio, Anfiteatro Naturale di Pietrelcina; replica il 25 al Cortile di Capodimonte). Altra prima assoluta Vaudeville! – Atti Unici da Eugène Labiche, una coproduzione Fattore K., Teatro di Roma - Teatro Nazionale, Fondazione Campania dei Festival - Napoli Teatro Festival Italia, ideato scritto e diretto da Roberto Rustioni che si confronta con il mondo della commedia e del vaudeville in una riscrittura libera e vitale da Eugène Labiche (22 e 23 luglio, Fagianeria del Real Bosco di Capodimonte). Uno dei più apprezzati drammaturghi italiani contemporanei, Fabrizio Sinisi, firma l’adattamento drammaturgico di Antichi Maestri di Thomas Bernhard, trasformato da Federico Tiezzi e Sandro Lombardi in un vero e proprio studio teatrale sulla funzione dell'arte, i limiti della bellezza e la nevrosi della modernità (22 e 23 luglio, Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale). L’infallibile duo composto da Enzo Vetrano e Stefano Randisi porta sul palco in prima assoluta ‘A cirimonia – (L’impossibilità della verità) di Rosario Palazzolo, testo che indaga l’inadeguatezza del concetto di verità (26 e 27 luglio).

Il Festival propone, ancora, un teatro che sia con le sue visioni uno strumento di confronto vivo con la realtà e le utopie. Gli Anagoor, compagnia veneta insignita del Leone d’Argento nel 2018, presentano in prima assoluta, sotto il nome di Mephistopheles - eine Grand Tour, un viaggio per immagini attraverso le lacrime del mondo, musicato da Mauro Martinuz in un live set elettronico (2 luglio, Cortile d’Onore di Palazzo Reale). Dopo il successo della scorsa stagione, si potrà finalmente tornare a discutere guardandosi negli occhi con Sala d’attesa - The waiting room scritto e diretto da Ettore De Lorenzo (3 luglio, Cortile d’Onore del Palazzo Reale). La forza utopica dell’ideale si libererà in David, uno spettacolo di Vuccirìa Teatro coprodotto da Fondazione Teatro di Napoli - Teatro Bellini, Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival (11 e 12 luglio, Cortile del Real Bosco di Capodimonte). Arriva in prima assoluta Il seme della violenza - The Laramie Project di Moisés Kaufman e del Tectonic Theater Project: la compagnia del Teatro dell’Elfo e i registi Ferdinando Bruni e Francesco Frongia mettono in scena nella traduzione di Emanuele Aldrovandi, oltre la cronaca, il caso di Matthew Shepard, studente brutalmente ucciso per motivi di odio omofobico (21 e 22 luglio, Cortile d’Onore di Palazzo Reale). E poi, la premiata compagnia Carrozzeria Orfeo presenta in prima assoluta Miracoli metropolitani, ambientato in un mondo in cui l’esasperazione per il cibo è sempre più forte e la popolazione soggetta al pericolo di essere sepolta dai suoi stessi escrementi (30 e 31 luglio, Cortile del Real Bosco di Capodimonte).

In programma anche spettacoli che affrontano l’essere umano in dialogo con se stesso e con l’altro: Luana Rondinelli scrive e firma la regia di Taddrarite – Pipistrelli, dove tre sorelle trovano nel silenzio il coraggio di affrontare violenze nascoste (7 luglio, Cortile d’Onore di Palazzo Reale). Ne La notte di Igor Esposito per la regia di Francesco Saponaro, da ironico cabaret di equivoci e malintesi, un piano-bar si trasforma in luogo intimo di confessioni e disvelamenti (13 luglio, Cortile d’Onore di Palazzo Reale). Mario Scandale porta in scena in prima assoluta il libro di Jo Lattari ed edito da Castelvecchi Editore Il dolore di prima, con Betti Pedrazzi, Arturo Cirillo, Valentina Picello, Paola Fresa (26 e 27 luglio, Fagianeria del Real Bosco di Capodimonte).

«Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quello che ha da dire», lo scriveva Italo Calvino in Perché leggere i classici: con Francesco Montanari e Gianmarco Saurino, diretti da Davide Sacco, le parole e il pathos narrativo di uno dei più illustri scrittori italiani del ‘900 per entrare a viva voce nel suo ricordo (4 luglio, Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale). Proprio i grandi classici di tutti i tempi sono indagati per riemergere nella contemporaneità. Laura Angiulli firma la drammaturgia e la regia di due spettacoli presentati in prima assoluta: Pinocchio, dal capolavoro di Carlo Collodi, interpretato da Ginestra Paladino e accompagnato dalle musiche dal vivo di Pasquale Bardaro (11 luglio, Cortile d’Onore di Palazzo Reale) e Pescatori, dall’opera di Raffaele Viviani (30 e 31 luglio, Spiaggia delle Monache) con Aniello Arena, Gennaro Basile, Marcello Colasurdo, Alessandra D’Elia, Pietro Pignatelli e Federica Aiello, Agostino Chiummariello, Caterina Pontrandolfo, Antonio Speranza, Fabiana Spinosa. E, ancora, la tragedia greca viene riletta come una tipica fiaba di magia, in Edipo – Una fiaba di magia, ideato da Chiara Guidi in dialogo con Vito Matera e prodotto dalla Societas in coproduzione con Emilia Romagna Teatro Fondazione (14 luglio, Cortile del Real Bosco di Capodimonte). In prima assoluta, Vinicio Marchioni, con Caligola, realizza invece attraverso la sua lettura drammatizzata, diretta e interpretata, un primo studio sull’opera teatrale di Albert Camus, indagandone il potenziale linguistico e musicale (18 luglio, Cortile del Real Bosco di Capodimonte).

Numerose le narrazioni a cavallo tra biografia e immaginazione o ispirate a fatti di cronaca. Il progetto firmato Amadio/Fornasari Bed Boy Jack, presentato in prima assoluta, scritto e diretto da Bruno Fornasari, narra il caso di cronaca avvenuto in Austria nei primi anni ’90: una serie di omicidi di prostitute affascinò molti giornalisti, tra cui lo scrittore Jack Unterweger che era stato condannato all’ergastolo per omicidio nel 1974 (3 e 4 luglio, Fagianeria del Real Bosco di Capodimonte). Per la prima volta sul palco anche lo spettacolo diretto da Ciro Pellegrino e con Emiliana Bassolino, redFrida, liberamente tratto da Viva la Vida di Pino Cacucci, un’immersione tra gli ultimi istanti della vita di Frida, la donna, l'artista, l'amante, che ha fatto della sua intera esistenza una strenua rivoluzione contro un destino di morte e solitudine (10 luglio, Fagianeria del Real Bosco di Capodimonte). La natura dell’amato personaggio di Filumena Marturano nelle pieghe più nascoste, per costruire un’altra trama possibile, è al centro di una storia che incrocia anche la biografia di Eduardo dentro e oltre il mito, in Fu Lumena - Un'altra storia in omaggio alla figura di Filumena Marturano, di Salvatore Ronga, che debutta con Lucianna De Falco e le musiche di Antonio Monti (12 luglio, Fagianeria del Real Bosco di Capodimonte). Sugli anni ’70 a Napoli, ma anche sui 70 anni di Claudio Ascoli, il vecchio-giovane dei Chille de la balanza, la compagnia fondata a Napoli nel 1973 residente dal 1998 a San Salvi, ex città manicomio di Firenze, è invece Napule ’70 di e con Claudio Ascoli, altro debutto assoluto, con la partecipazione di Sissi Abbondanza, suoni e video mapping di Matteo Pecorini e “domande” di Matteo Brighenti (14 luglio, Fagianeria del Real Bosco di Capodimonte). Ideato, progettato e interpretato da Franca Abategiovanni, Notte d’alba scritto da Marina Sorrenti e per la regia di Gabriela Eleonori va in scena in prima assoluta: dai diari scritti da Alba De Céspedes dopo l’armistizio del ’43, nasce questo racconto in cui un viaggio da Roma verso il Sud è fuga, ma anche volontà di costruire un mondo diverso (15 luglio, Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale). Alessio Boni, Marcello Prayer, Francesco Forni, Roberto Aldorasi sono in scena in prima assoluta con L’estate perduta - ballata per Cesare Pavese, la vita e l’anima di Pavese in un racconto a due voci e due strumenti (16 luglio, Cortile del Real Bosco di Capodimonte). Tratto da Il defunto odiava i pettegolezzi di Serena Vitale (© 2015 Adelphi Edizioni S.p.A. Milano), Buona permanenza al mondo - Majakovskij BPM di Gianni Farina è la sardonica conclusione del biglietto di commiato che Majakovskij dedica a tutti, una coproduzione Ravenna Festival, E/Menoventi (16 e 17 luglio, Fagianeria del Real Bosco di Capodimonte). Un immaginario processo a Raffaele Viviani, reo di raccontare le miserie discreditando le politiche di governo fascista: Processo a Viviani di Corrado Ardone, presentato in prima assoluta, mette a nudo la vita e il percorso dell’autore e attore del teatro napoletano riconosciuto insieme a Eduardo tra i più grandi di sempre (19 luglio, Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale). Anche la poesia contemporanea della rock star americana Bruce Springsteen arriva al NTFI e in assoluto per la prima volta in scena grazie al lavoro di Francesco Tavassi, con Bruce Springsteen: come un killer sotto il sole, ispirato al libro omonimo di Leonardo Colombati (Mondadori) che raccoglie testi scelti (1972-2017) del cantautore statunitense, cui dà corpo, anima, voce, Mariangela D’Abbraccio (30 e 31 luglio, Fagianeria del Real Bosco di Capodimonte).

OSSERVATORIO

In un momento storico come quello che stiamo attraversando, intriso di limitazioni e difficoltà per la circuitazione di spettacoli, la corposa sezione Osservatorio, che ospita le realtà emergenti, giovani e meno giovani, rafforza il suo significato. Il luogo che ospiterà per l’edizione 2020 gli spettacoli di questa sezione è il Giardino Romantico di Palazzo Reale.

Microcosmi familiari, periferie urbane, personaggi antieroici: c’è questo in Laerte, regia di Rose Marie Gatta, che ha composto anche il testo insieme agli attori Francesco Iorio, Mattia Lattanzi, Gabriele Raho, e che ritrae la calma di un paesino dove non nasce e non muore più nessuno interrotta dalla notizia che Fausto, uno dei suoi abitanti, è rimasto “incinto” (4 luglio). In Bolle di sapone scritto e diretto da Lorenzo Collalti e prodotto da KhoraTeatro, due personaggi timidi e maniacali si incontrano in un giardino pubblico e si raccontano le loro solitudini sullo sfondo di una periferia metropolitana alienata (14 luglio). Luminator Bernocchi scritto e diretto da Alberto Mele e Marco Montecatino è la storia d’amore di una coppia sposata da sette anni e a cui accade un giorno di dover fare i conti con i demoni l’uno dell’altro (24 luglio). E poi, Dall’altra parte. 2+2=? della giovane compagnia Putéca Celidònia, spettacolo vincitore del Premio Giovani Realtà del Teatro 2019: tre gemelli eterozigoti nel grembo materno cercano di contrastare il processo inevitabile della progressiva perdita di neuroni che caratterizza la vita umana e che, scientificamente provato, comincia ben prima della nascita (31 luglio).

Riaffiorano sul palco anche le figure di personaggi mitologici e straordinari: Asterione è il protagonista metà uomo e metà toro dell’omonimo spettacolo scritto e diretto da Daniele Sannino e ispirato al mito greco del Minotauro, che si ritrova dopo la sua morte in un night club surreale (6 luglio). Olimpia, tragedia del passaggio, drammaturgia di Luigia Sorrentino e regia di Luisa Corcione, è un invito forte e ammantato di poesia ad intraprendere un percorso di rinascita: Olimpia, infatti, attraversa il dolore per ritrovare la propria deità (16 luglio). Hypàte, scritto e diretto da Aniello Mallardo, con Giuseppe Cerrone, Luciano Dell’Aglio, Serena Mazzei, Andrea Palladino ruota attorno alla personalità di Ipazia, filosofa, astronoma, matematica e scienziata che nel V sec d.C fu barbaramente assassinata (30 luglio).

La forza impetuosa e le speranze delle donne sono al centro di spettacoli come ‘E ssanzare: Fabio Di Gesto scrive e dirige una storia liberamente ispirata a Il malinteso di Camus, ambientandola in una Napoli aspra, materiale e plebea, dove madre e figlia lavorano come “sanzare”, affittano stanze a turisti e compiono delitti con l’obiettivo di racimolare più soldi, per cambiare vita (18 luglio). Una nota fiaba rovesciata è Le Genoveffe. Una favola amara, progetto e regia di Francesco Campanile, che racconta all’oggi di come certe dinamiche nate tra le mura domestiche rischiano di intrappolare per una vita intera (20 luglio). Storie di resistenza al femminile compongono le pagine di Giornale Parlato, nuovo linguaggio che unisce giornalismo e teatro, in Nonostante voi. Storie di donne coraggio, reportage teatrale di e con Livia Grossi, giornalista del Corriere della Sera accompagnata sul palco dalla musica dal vivo di Andrea Labanca (26 luglio).

Rendono omaggio, con un linguaggio originale, all’opera di autori letterari, Una cosa piccola ma buona, atto unico ispirato ai racconti di Raymond Carver, drammaturgia e regia di Mario Perna (10 luglio), e Maria’s Circus, liberamente ispirato all’opera di Bohumil Hrabal, frutto dell’incontro tra Anna Dego, il cui percorso multidisciplinare si è nutrito del lavoro decennale nella compagnia di danza di Adriana Borriello, e di Luigi Arpini, che firma regia e ne cura la musica, attore che ha militato nella storica compagnia di Tadeusz Kantor (22 luglio).

Si segnalano, ancora, Il Colloquio, uno spettacolo di Collettivo lunAzione prodotto da Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini e vincitore del Premio Scenario Periferie 2019, di cui sono interpreti Renato Bisogni, Alessandro Errico, Marco Montecatino, diretti da Eduardo Di Pietro nell’interpretazione di un testo che trae ispirazione dal sistema di ammissione agli incontri con i detenuti presso il carcere di Poggioreale di Napoli (12 luglio); e L’isola degli invertiti di Antonio Mocciola per la regia di Marco Prato, che, basato su ricerche inedite e di sconvolgente portata emotiva, narra la storia di un feroce questore, due omosessuali e i loro destini intrecciati sullo sfondo di un'Italia complice e vittima della dittatura fascista (28 luglio). E poi, In erba – progetto della Bellini Teatro Factory, che mette in continuità il vecchio ed il nuovo triennio della Factory: due testi delle allieve drammaturghe (Mia madre non capisce e Purpacci – quelli che non saranno) e gli attuali allievi attori sono diretti dai neodiplomati registi del primo corso. Un confronto tra artisti appena formati e artisti in formazione che nasce nell’ottica del lavoro creato dagli allievi e sugli allievi che contraddistingue il progetto Bellini Teatro Factory prodotto da Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini (8 luglio).

MUSICA

Aprono le danze della sezione Musica, il cui ricavato degli spettacoli sarà devoluto in beneficenza all’Istituto nazionale tumori “Fondazione Pascale” di Napoli, i Foja, con un concerto/spettacolo folk-rock dal titolo Miracoli e Rivoluzioni: lo scavo nelle tematiche legate alla sfera sentimentale, così come alle questioni esistenziali e sociali, s’impreziosisce con contenuti audiovisivi, un’illuminazione architetturale e momenti di performance aerea (1 luglio, Cortile del Real Bosco di Capodimonte).
La sezione Musica prosegue poi con un atto unico per cantante, attore e quartetto d’archi, Ho ucciso i Beatles di Stefano Valanzuolo, con Sarah Jane Morris, Solis String Quartet e la voce recitante di Paolo Cresta, progetto scenico e regia di Pierluigi Iorio con le musiche dei Beatles trascritte e arrangiate da Antonio Di Francia: storia di amore e odio di Mark David Chapman, passato alla storia come l’assassino di John Lennon, con la band più famosa di tutti i tempi (5 luglio, Duomo di Salerno).

Dal 7 al 13 luglio Massimiliano Sacchi cura 7 gradi – Settimana di concerti al Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale, una rassegna prodotta da Casa del Contemporaneo che ci guiderà all’ascolto di musiche e linguaggi vicini e lontani. Protagonisti sono Maria Mazzotta, una delle voci più emblematiche del Sud Italia, che canta un'intensa e appassionata riflessione sui vari volti dell'amore (7 luglio); Francesco Di Cristofaro, la cui musica s’ispira alla figura di Vardapet Komitas, religioso, musicologo, etnomusicologo e compositore considerato il padre della moderna musica armena; Valerio Sgarra, che con il suo recital Omissis cammina su un filo tra la canzone d'autore e l'intrattenimento, tra la poesia e il teatro (9 luglio); gli Ars Nova, una delle band più amate della musica Nu Folk campana (10 luglio); Ciro Riccardi con la sua Napoli Underground sonora (11 luglio); gli EbbaneSis, due voci e una chitarra diventate un fenomeno mediatico su Facebook grazie alle loro rivisitazioni di classici della canzone napoletana e ai celebri pezzi rock cantati in dialetto (12 luglio); e il Taraf de funikular! (13 luglio) dei “Folkonauti” Riccardo Marconi (chitarre classica e acustica, mandolino, loop-station) e Osvaldo Costabile (violino, banjo, mandolino, chitarra acustica, ghironda, loop-station).

Su un’altissima pagina musicale della tradizione napoletana, il Magnificat di Cristoforo Caresana, Raffaella Ambrosino, mezzosoprano e direttrice artistica, presenta per le edizioni AdagioSonoro, La mistica del cosmo, con le coreografie di Irma Cardano eseguite dall'ensemble Ivir Danza e con la direzione corale del maestro Alessandro Tino e la recording performance dell'Orchestra vocale Numeri Primi (9 luglio, Cortile d’Onore di Palazzo Reale). Li canti de la Gatta Cenerentola racconta in una narrazione musicale originale le fantastiche avventure della giovane Zezolla addetta alle mansioni domestiche che poi diventa principessa, un progetto di teatro musicale e pupi napoletani di Ambrogio Sparagna, che vede la partecipazione straordinaria di Iaia Forte (11 luglio, Complesso Monumentale, Solofra). The Magic Door è un progetto video-poetico oltre che musicale, con Giada Colagrande, Arthuan Rebis, Vincenzo Zitello e Giovanni Barbati, che vibra tra suoni arcaici e moderni, tra folk celtico e mediterraneo (18 luglio, Cortile d’Onore di Palazzo Reale). Di Giacomo in the mood è il nuovo concerto/spettacolo messo in opera dalla collaborazione fra il M° Roberto De Simone e Raffaello Converso, che mette in rilievo le produzioni poetiche di Salvatore di Giacomo e dei compositori che ne vestirono di musica i testi (Mario Costa, Enrico De Leva, Francesco Paolo Tosti), ma anche il mondo musicale e poetico che deriva dall’immaginario digiacomiano e che ad esso s’ispira (19 luglio, Fagianeria del Real Bosco di Capodimonte). Uno spettacolo musicale di Roberta Rossi è Una persona. Ovvero come Ferdinando scoprì di essere stato Luigi.: un attore e 6 musicisti tessono la trama di un percorso poetico/musicale attraverso la molteplicità dell'animo umano, declinata e testimoniata dai testi di Pessoa e Pirandello (21 luglio, Cortile del Real Bosco di Capodimonte).

«Un concerto per parlare di questo tempo volgare e sacro, duro e dolce, e dell’amore bestemmiato, ferito, affogato, rinato, ucciso ancora, ancora vivo», così descrive Bestemmia d’amore Pippo Delbono, che con la sua voce recitante e il canto torna ad affiancare sul palco un artista unico come Enzo Avitabile, capace di abbracciare il blues, il jazz, il funky, il rock coniugandoli insieme con il classico e il barocco, fino all’antica tradizione popolare (23 luglio, Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere). Dall’incontro tra le visioni musicali di Ivo Parlati e il mondo creativo di Nadia Baldi nasce Rumori di Fondo, un concerto che narra di orfani speciali, bambini deprivati dell’amore primordiale: per loro, la musica, che sa scacciare quel drammatico “rumore di fondo”, si fa elogio alla speranza, un antidoto vivace di dolce rinascita (23 luglio, Cortile del Real Bosco di Capodimonte). E ancora, il Concerto tra scrittura e trascrittura del M° Roberto De Simone muove dalla consapevolezza che la cultura di massa abbia prodotto un “virus” che da due generazioni attacca il sapere e l’arte svuotandoli dei propri valori umani, storici, etici ed estetici; raccontare il tempo presente attraverso la trascrizione di alcune opere di Bach, Stravinsky, Debussy, Satie e Chopin, diventa così una necessità che rimette al centro la nostra partecipazione alla “pandemia culturale" (26 luglio, Teatro di San Carlo). Un viaggio attraverso il repertorio di Giorgio Gaber, di cui firmano soggetto e regia Renato Salvetti e Antonella Ippolito, Su per giù Gaber - le canzoni del Signor G da Milano a Napoli: i confini geografici della sua musica si rompono per scorrere liberamente tra le armonie del sud e quegli strumenti tradizionali che, fusi insieme, possono dare vita a nuova e inaspettata bellezza (27 luglio, Cortile del Real Bosco di Capodimonte).

DANZA

La sezione Danza, arte profondamente legata alla relazione fra i corpi, al contatto e alla prossimità, viene incontro alle incombenze dovute all’emergenza sanitaria, rimodulando la sua proposta per il mese di luglio e rinviando in seconda battuta una parte dei suoi eventi. La sezione estiva, tuttavia, ospita il 30 luglio (replica il 31) al Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale un evento speciale, la prima nazionale di Di Grazia, opera della compagnia A short term effect del coreografo francese Alexandre Roccoli.

Di Grazia, direzione artistica e drammaturgia di Alexandre Roccoli, interpretazione, collaborazione alla direzione artistica e drammaturgia di Roberta Lidia De Stefano, con la composizione musicale e collaborazione alla drammaturgia di Benoist Bouvot. è una produzione associata Espace des Arts, scène nationale de Châlon-sur-Saône, A short term effect, Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia in coproduzione con Bonlieu scene nationale d'Annecy, La Ménagerie de Verre e con il sostegno di Institut Français d’Italie e TeatrInGestAzione. Con l'attrice, cantante e musicista di origine calabrese Roberta Lidia De Stefano, Di Grazia, proseguendo la sua ricerca sulla trance e gli stati di coscienza alterati mentre si mescola alle passioni immaginarie di "un'Italia con un corpo aperto", desidera guarire una ferita traumatica nella storia: gli stupri di massa praticati nella regione della Ciociaria dalle forze militari francesi arrivate nel 1944 per liberare l'Italia dall'occupazione nazista. Il progetto intreccia storie diverse e prevede la proiezione del film che prende il nome della Madonna dei Femminielli di Montevergine, Mama Schiavona, che, come in una sorta di loop ipnotico, una lenta litania, dipinge varie figure della storia dei Femminielli di ieri, oggi e domani. Il video MAMA Schiavona proiettato durante lo spettacolo vede la direzione artistica di Alexandre Roccoli, la consulenza alla drammaturgia di Marzia Mauriello e la consulenza artistica di Valéria Borelli ed è coprodotto da Institut Français d’Italie, Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia, La ménagerie de Verre.

CINEMA

La sezione Cinema a cura di Roberto D’Avascio per Arci Movie, al Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale dal 7 al 13 luglio, comprende la rassegna dal titolo Corpo e voce dell’attore napoletano – una tradizione itinerante di recitazione tra teatro e cinema tra anni ’50 e ’60, che si propone di indagare la figura del grande interprete di tradizione napoletana nel cinema degli anni ’50 e ’60 del secolo scorso. I film proiettati sotto le stelle - Livella de’ criature di Fratelli Borruto, 2019 (7 luglio), Il monaco di Monza di Sergio Corbucci, 1963 (8 luglio); Spara forte, più forte, non capisco! di Eduardo de Filippo, 1966 (9 luglio); Il conte Max di Giorgio Bianchi, 1957 (10 luglio); Totò, Peppino e i fuorilegge di Camillo Mastrocinque, 1956 (11 luglio); Miseria e nobiltà di Mario Mattoli, 1954 (12 luglio); Assunta Spina di Mario Mattoli, 1948 (13 luglio) - volgeranno particolare attenzione alle strategie di recitazione dei grandi come Totò, Nino Taranto, Giacomo Furla, Regina Bianchi, Tecla Scarano, Vittorio De Sica, Tina Pica, Peppino e Titina De Filippo, Dolores Palumbo, Enzo Turco, Franco Sportelli, Carlo Croccolo, Nicola Maldacea Jr., Eduardo De Filippo, Ugo D’Alessio, Beniamino Maggio e Aldo Giuffrè.

LETTERATURA

Prima è il titolo della sezione Letteratura 2020, progetto a cura di Silvio Perrella, con il coordinamento di Brigida Corrado e l’organizzazione di Vesuvioteatro, che si terrà dal 21 al 27 luglio nell’Area 239 del Real Bosco di Capodimonte. «Avevo pensato d’intonare al prima gli incontri di quest’anno prima del Pandemonio. – spiega Perrella – Pensavo allo sterminato pullulare di acque che viene dal prima e pensavo al contempo a una dimensione spazio-temporale che frantuma l’idea di una modernità monolitica e sfocia nella moltitudine, nella pluralità, nella polifonia».

Poesia, musica, sguardi sul mondo da condividere: Nel nome delle prime voci, Maurizio Bettini e Daniele Ventre, con la partecipazione straordinaria di Caterina Pontrandolfo (21 luglio). Nel nome di Giacomo Lubrano, Alberto Rollo e Mimmo Borrelli (22 luglio). Nel nome di Emily Dickinson, della terra e delle piante, Silvia Bre, Piera Mattei, Simonetta Giordano, Paola Adamo (23 luglio); Nel nome di Amedeo Maiuri, Claudio Damiani, Vincenzo Frungillo, Igor Esposito (24 luglio); Nel nome dei primi nomi, Maria Grazia Calandrone, Sonia Gentili, Enza Silvestrini (25 luglio); Nel nome della casa poesia, 25 anni di Casa della Poesia (26 luglio); Nel nome di Giambattista Vico e Giacomo Leopardi e i buchi neri, Fiorinda Li Vigni, Mariafelicia De Laurentis, Antonio Biasiucci, Alfio Antico in collaborazione con l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (27 luglio).

MOSTRE

Anche quest’anno lo storico Palazzo Fondi ospita quattro esposizioni che compongono la sezione Mostre del Napoli Teatro Festival Italia, aperte al pubblico dal 1 al 31 luglio. Fragile, a cura di Antonella Romano, si sviluppa in un percorso di sei sale in successione, come il susseguirsi di scene teatrali in un atto unico sul tema della fragilità umana. Girls Not Brides a cura di Romeo Civilli è una mostra fotografica sul fenomeno purtroppo ancora diffuso delle spose bambine in Bangladesh, paese che si colloca al quarto posto per il tasso di prevalenza di matrimoni precoci, nonostante il Child Marriage Restraint Act approvato nel 2017. Ipnodramma a cura di Elena Tommasi Ferroni e con le animazioni di Jacopo Bette è un progetto appositamente pensato per il Napoli Teatro Festival Italia, e prevede immagini che riprendono la metafora del teatro come forma d’arte in cui tempi e luoghi non sono soggetti alle regole spazio-temporali della natura. Tommaso Le Pera, tra i più importanti fotografi di scena contemporanei, attraverso ROBERTO HERLITZKA “VOGLIO FARE L’ATTORE”. Mostra fotografica di Tommaso Le Pera espone le immagini di una trentina di spettacoli, da lui immortalati e da uno degli attori più amati in Italia, Roberto Herlitzka, interpretati.

PROGETTI SPECIALI

La sezione Progetti Speciali presenta sia progetti totalmente nuovi sia progetti che tracciano una linea di continuità con le precedenti edizioni del Festival, confermando la vocazione di questa sezione a essere terreno di sperimentazione in cui provare a consolidare delle pratiche sceniche.
Tra quelli nuovi, Lampi sulla scena – Due lezioni di storia del teatro a cura di Roberto D’Avascio per Arci Movie, che ripercorrerà, attraverso un narratore e un attore, le vicende umane ed artistiche di Antonin Artaud e Sarah Kane, figure che hanno segnato la scena internazionale del Novecento (1 e 2 luglio, Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale). Scarpe Rosse, spettacolo multimediale di e con Maria Rosaria Omaggio, scritto con Maria Letizia Compatangelo, e con Pino Quartullo, si snoda tra parole, danza, musica e video per ricordare le donne vittime di violenza nella storia (5 luglio, Cortile d’Onore di Palazzo Reale). La collaborazione con il Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale si concretizza con la coproduzione di due spettacoli: ’Nzularchia - in lettura e in corpo di e con Mimmo Borrelli e musiche dal vivo di Antonio Della Ragione, e Pastiche N° 0 di PASS/SAGGI rivista di teatro dal vivo a cura di Renato Carpentieri e Claudio Di Palma, con gli allievi della Scuola del Teatro Stabile di Napoli - Teatro Nazionale (dal 9 all’11 luglio, Cortile del Maschio Angioino). E poi, Tur for’ ‘e vasc, progetto e regia di Carlo Geltrude, di Mario Gelardi, Marina Cioppa, Noemi Giulia Fabiano, introduce gli spettatori nel ventre del Rione Sanità, che, guidati dagli “accompagna-tur”, possono spiare quel che avviene sull’uscio di tre bassi del quartiere, palcoscenici reali della messa in scena (dal 24 al 26 luglio, cortili dei palazzi del Rione Sanità). E ancora, il Manifesto di Cittadinanza VentiVenti, sottotitolo dell’edizione 2020 della Festa dei Teatri Salerno (ftS), Culture per la socialità: ideato e diretto da Marco Dell’Acqua, realizzato in collaborazione con Associazione Culturale Teatri di Popolo e Dipartimento Salute Mentale (DSM) ASL Salerno, questo progetto vuole raccontarci lo sguardo consapevole di una Comunità che sceglie di essere aperta, solidale, visionaria, e che lavora con forza alla difesa dei diritti di tutti, nessuno escluso (27 luglio, area esterna del Teatro Ghirelli di Salerno). Tutte le notti di un giorno di Alberto Conejero è la lettura drammatizzata di una storia d’amore sull’incapacità di amare, con Claudio Di Palma e Marina Sorrenti e a cura di Istituto Cervantes (28 luglio, Area 239 del Real Bosco di Capodimonte). Dopo la tappa dal titolo Amnistia, presentata durante l’edizione 2019 del Festival, Foodistribution #Eden prosegue il progetto di Manovalanza, a cura di Davide Scognamiglio e Daniele Ciprì, e diretto da Adriana Follieri al Rione De Gasperi (31 luglio).

SPORTOPERA

Dopo il successo delle precedenti edizioni, si propone dal 13 al 20 luglio una nuova programmazione della sezione SportOpera, a cura di Claudio Di Palma, organizzata da Vesuvioteatro, “osservatorio attivo” in cui recuperare l’originale relazione tra arte e sport.

«Per gli antichi egizi – spiega Claudio Di Palma – la parola Nefer sintetizzava il concetto di bellezza e perfezione. Un ideale che nella rimodulazione grafica del geroglifico si traduceva nel segno di una trachea ed un cuore suggerendo così la sintonia ritmica tra respiro e pulsione cardiaca come sintomo ideale della perfezione. SportOpera 2020 ricerca teatralmente nei momenti in cui lo sport intuisce, sfiora o fallisce quella sintesi, quegli attimi di tempo in cui il fiato ed il battito concedono nuove percezioni del mondo e nei quali si può decidere se osare o rinunciare».

Si parte con Pre ludi, in prima assoluta, per raccontare l'attore-atleta alle prese col ritmo, col respiro e con le cesure della gara: da Virgilio, Omero e Nonno di Panopoli, un appuntamento in compagnia di Mariano Rigillo, Patrizio Oliva, Pino Maddaloni e altri protagonisti del mondo sportivo, accompagnati dalle musiche eseguite dal vivo da Massimiliano Sacchi, Annalisa Madonna, Gianluca Rovinello, Marcello Giannini (13 luglio, Area 239 del Real Bosco di Capodimonte). A seguire, sempre in prima assoluta, Corri, tratto dal best seller di Roberto Di Sante, con Sebastiano Gavasso, un adattamento e regia di Ferdinando Ceriani per le musiche eseguite dal vivo da Giovanna Famulari, la storia di un uomo che si rialza dal “pozzo buio” della depressione grazie alla corsa (14 luglio, Area 239 del Real Bosco di Capodimonte); con La leggenda del pallavolista volante sale per la prima volta sul palco Andrea Zorzi, e lo fa accanto a Beatrice Visibelli: il pallavolista due volte campione del mondo e tre volte campione europeo con l’indimenticabile nazionale di Julio Velasco, firma il testo dello spettacolo insieme al regista Nicola Zavagli (15 luglio, Area 239 del Real Bosco di Capodimonte); in prima assoluta, Uno contro zero - la straordinaria storia del pallanuotista Enzo D’Angelo, di Franco Cossu, per la regia Rosario Giglio, con Geremia Longobardo nei panni di Enzo D'Angelo, campione di pallanuoto nato a Baia nei Campi Flegrei (16 luglio, Circolo Canottieri); sempre in prima assoluta, Pentathlon, testi di Manlio Santanelli, Alessandro Baricco, Dino Buzzati, Giampiero Comolli, uno spettacolo interpretato e diretto da Marina Sorrenti, Chiara Baffi, Rossella Pugliese, Antonio Marfella, Paolo Cresta, che prende spunto da una piccola pubblicazione intitolata Il pomeriggio dell’atleta stanco (17 luglio, Area 239 del Real Bosco di Capodimonte); ci sarà anche la presentazione del libro Monaco 1972. Una tragedia che poteva essere evitata di Pietro Paolo Mennea, edito da Colonnese (17 luglio, Museo MANN Museo Archeologico Nazionale di Napoli): saranno presenti Manuela Mennea, Alfio Giomi (presidente italiano della Fidal), Patrizio Oliva (medaglia d'oro a Mosca 1980), Vito Grassi (Presidente Industriali di Napoli e vice presidente di Confindustria). In prima assoluta va in scena Cuore di Sergio Casesi, diretto e interpretato da Fulvio Cauteruccio, e con Flavia Pezzo: dedicato alla figura di Astori, capitano della Fiorentina scomparso troppo presto, uno spettacolo di cui è protagonista un uomo sulla soglia dell'eternità, sorpreso nell'attimo in cui il cuore smette di pulsare per varcare il tempo verso l'infinito (18 luglio, Area 239 del Real Bosco di Capodimonte). La nostra unica fede, di Gennaro Ascione, per Lino Musella e le musiche di Marco Vidino, racconta la fede dei tifosi napoletani per il calcio (19 luglio, Area 239 del Real Bosco di Capodimonte); Brian Clough’s Story Show, di Cristian Caira, uno spettacolo allenato e giocato da Alfonso Postiglione, con le musiche dal vivo di Marcello Giannini, lo spazio scenico e i costumi di Giuseppe Avallone e la collaborazione artistica di Serena Marziale (20 luglio, Area 239 del Real Bosco di Capodimonte).


Articolo di: Ilaria Guidantoni
Grazie a: Maya Amenduni, Ufficio stampa Napoli Teatro Festival Italia
Sul web: https://napoliteatrofestival.it

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