Le Vie dei Festival, la XXIII edizione a Roma dal 22 settembre al 16 ottobre

Scritto da  Mercoledì, 14 Settembre 2016 

Festival di particolare interesse per la vita culturale della città 2014-2016, Le vie dei Festival, diretto da Natalia Di Iorio - realizzato dall’Associazione Cadmo con il contributo di Roma Capitale in collaborazione con la SIAE, dell’Assessorato alla Cultura e Politiche Giovanili della Regione Lazio e del Mibact - programma la sua XXIII edizione dal 22 settembre al 16 ottobre al Teatro Vascello, all’Auditorium, in altri spazi romani e a Ostia, al Teatro del Lido.

 

LE VIE DEI FESTIVAL 2016
XXIII edizione
22 settembre – 16 ottobre
Roma Teatro Vascello - Auditorium Parco della Musica - Museo Laboratorio della Mente
Hortus urbis - Biblioteca Quarticciolo - Biblioteca Collina della Pace
Ostia Teatro del Lido

Nel corso delle più recenti edizioni, Le vie dei Festival ha modificato in parte la sua impostazione di partenza: non più la rassegna che ospitava i migliori spettacoli visti nelle manifestazioni estive nazionali ed internazionali, ma un festival che, oltre a proporre creazioni provenienti dalle rassegne estive, si fa promotore di nuovi progetti, che poi continua a seguire per garantire loro una vita futura. Questo “nuovo corso” è stato avviato nel 2013 e da allora il Festival ha sostenuto attivamente il lavoro della giovane compagnia ferrarese CollettivO CineticO, di Fabrizio Falco, di Roberto Rustioni, della compagnia Monstera, de Gli Omini. Ed esso ben si coniuga con la scelta del rischio culturale, in quanto un festival deve essere il luogo deputato alla sperimentazione di nuovi linguaggi. Coerente con questa premessa, Le vie dei Festival ha ospitato nei suoi cartelloni artisti sconosciuti divenuti in seguito protagonisti della scena italiana ed internazionale: Scimone-Sframeli nel 1994, Eimuntas Nekrosius, Marco Paolini e Toni Servillo nel 1995, William Kentridge nel 1996, Pippo Delbono nel 1997, Alain Platel nel 1998.

Anche quest’anno il principale obiettivo è cogliere le nuove tendenze per offrire al pubblico proposte emergenti, spesso rivelatrici di realtà in divenire. La XXIII edizione de Le vie dei Festival presenta 22 titoli di cui 7 produzioni o coproduzioni tutte in prima nazionale. Il fatto che molti degli spettacoli sono previsti per un solo giorno risponde a una scelta “tecnica”, in quanto ciò consente alle compagnie di ritornare nella stagione successiva nel cartellone di uno dei teatri romani, così come di solito avviene al 70% degli spettacoli che il Festival presenta. Le vie dei Festival si è sempre caratterizzato per scelte innovative, facendo interagire letteratura, poesia, teatro, cinema, fotografia e nuove tecnologie. Quest’anno sarà dato spazio all’incontro del linguaggio teatrale con quello musicale, declinato nei suoi diversi generi: popolare, sinfonico, jazz.

Anche in questa edizione prosegue la programmazione di alcuni spettacoli al Teatro del Lido di Ostia, a conferma dell’attenzione de Le vie dei Festival agli spazi periferici, anche non strettamente teatrali, come quest’anno le biblioteche Quarticciolo e Collina della Pace alla Borgata Finocchio.

Dopo il focus di due anni fa e la coproduzione dei 10 Miniballetti, spettacolo che li ha rivelati al grande pubblico nazionale e internazionale, Le vie dei Festival affida l’apertura della sua XXIII edizione al CollettivO CineticO, gruppo capace di performance sempre originali e sorprendenti, che gli hanno fatto guadagnare anche l’interesse di tanti teatri e festival europei.

In Sylphidarium. Maria Taglioni on the ground, concept regia e coreografia di Francesca Pennini - Teatro Vascello, giovedì 22 settembre, 20.30 - CollettivO CineticO osserva alla sua maniera alcuni precedenti fondanti del balletto classico: La Sylphide del 1832, coreografia di Filippo Taglioni, ispirata alla figlia e la successiva versione di August Bournonville (1836) e Les Sylphides, coreografia di Michel Fokine (1909) su musiche di Chopin. Uno sguardo entomologico che ribalta verticalmente la prospettiva su tempo, tradizione e postura, mentre la musica di Francesco Antonioni dialoga con le partiture fluide di Chopin in un botta e risposta percussivo e ritmico eseguito dal vivo. Contribuiscono alla produzione, insieme alla Compagnia:Théâtre de Liège, Torinodanza e Festival Mito.

Torna a Le vie dei Festival, venerdì 23 settembre al Teatro Vascello, alle 20.30, (poi al Teatro del Lido di Ostia, il 24, alle 21.00) forte dei tanti riconoscimenti nel frattempo ottenuti, tra cui, nel 2015, il Premio Rete Critica, il “teatro antropologico” de Gli Omini con Ci scusiamo per il disagio, prodotto dall’Associazione Teatrale Pistoiese. Lo spettacolo, condotto con la consueta ironia, è parte del progetto triennale T che mira, attraverso un’indagine territoriale condotta a partire dalla stazione di Pistoia, a valorizzare e far conoscere la Porrettana, una delle linee ferroviarie più antiche e suggestive d’Italia.

Alle ore 22.00, in prima nazionale, Lino Musella, classe 1980, tra i migliori talenti del teatro che nasce a Napoli, è il protagonista di L’ammore nun’è ammore, versione in napoletano di alcuni sonetti di Shakespeare tradotti e traditi dal poeta Dario Jacobelli, scomparso prematuramente nel 2013. Con lui Marco Vidino (cordofoni e percussioni). Prodotto da Le vie dei Festival, in collaborazione con la Festa diTeatro Eco Logico a Stromboli.

Teatro politico quello di una delle più affermate compagnie della scena messicana, Lagartijas tiradas al sol, che sabato 24 settembre, al Teatro Vascello, alle 20.30, presenta, in collaborazione con Marche Teatro, Tijuana - la democrazia in Messico 1965-2015, un progetto di e con Gabino Rodrίguez (realizzato con Luisa Pardo) che, partendo dalla sua esperienza di operaio a salario minimo in una fabbrica di Tijuana (Bassa California), pone interrogativi che riguardano tutti in ogni parte del mondo: cosa ci aspettiamo dalla democrazia e dalla politica? In un paese in cui 50 milioni di persone vivono con il salario minimo, Rodrίguez ha assunto per 6 mesi un’altra identità, quella dell’operaio Santiago Ramírez, per vivere e poter poi raccontare dall’interno quella realtà.

Al lavoro di Fabrizio Falco, regista e attore dalle scelte mai banali, il Festival dedica un approfondimento, presentando due spettacoli: domenica 25 settembre, sempre al Teatro Vascello, alle 19.00, interpreta, affiancato da Francesco Marino, Galois, non solo il geniale matematico autore dell’omonima teoria, ma anche uomo di grandi passioni - politiche e amorose - come ce lo restituisce Paolo Giordano in un monologo-confessione. Prodotto dal Teatro Stabile di Torino, lo spettacolo è diretto dallo stesso Falco, che torna ancora al Teatro Vascello, mercoledì 28 settembre, alle 20.00, con The Effect, di Lucy Prebble, vincitore in Gran Bretagna del Critics’ Circle Award 2013, messa in scena a quattro personaggi - interpretati da Alessandro Federico, Sara Putignano, Alessia Giangiuliani, più lo stesso Falco - con la regia di Silvio Peroni, produzione Pierfrancesco Pisani - progetto Goldstein, Kilowatt Festival. The Effect parla di amore, di depressione e dei limiti della scienza, facendo emergere reazioni e interrogativi durante la sperimentazione clinica, non priva di sorprese, di un nuovo antidepressivo.

L'uomo con gli occhiali da hipster, di Jordi Casanovas - uno dei nomi di punta della nuova drammaturgia catalana, cresciuta e affermatasi negli ultimi dieci anni - è una “messa in scena” in attesa di debutto che Le vie dei Festival decide di presentare sul palcoscenico del Teatro Vascello lunedì 26, alle 20.30. Il Festival produce - in collaborazione con Olinda e grazie a Fabulamundi. Playwriting Europe - anche questo nuovo progetto di Roberto Rustioni e lo accompagna nel cammino verso la sua forma definitiva. L’intreccio è semplice: una sera qualsiasi ai nostri giorni a Barcellona, Aina, Laia ed Oscar, fragili e persi nei loro dubbi, vengono visitati da un ospite nuovo: Marcos. Poesia, giochi, battute, vino...ma da quel momento niente sarà come prima. Ne sono interpreti Valeria Angelozzi, Roberta Lanave, Fabrizio Lombardo, Valentino Mannias.

Nella stessa serata del 26, alle ore 22.00, in prima nazionale Angelo Curti conduce Genoves’, preparazione e consumo ad uso di un pubblico limitato di una specialità della cucina partenopea con riflessioni e commenti a partire dal fondamentale concetto filosofico napoletano: ’A capa ‘e ll’ommo è ‘na sfoglia ‘e cepolla. Genoves’: un altro sugo è possibile.

Nina (Montreux 1976), progetto originale di Nicola Russo e della Compagnia Monstera, realizzato da Le vie dei Festival, in collaborazione con il Festival di Radicondoli e presentato al Teatro Vascello in prima nazionale, martedì 27 alle 20.30, con replica il 28 alle 22.00 e poi al Teatro del Lido di Ostia, il 14 ottobre ore 21.00, si ispira al magnetico video dello storico concerto tenuto da Nina Simone al Montreux Jazz Festival. Lavorando sul video e sulle canzoni, Nicola Russo restituisce sulla scena il mondo interiore e i pensieri che accompagnano Nina durante la performance. La partitura scenica, davvero innovativa, fa sì che le immagini originali realizzate dal videoartista Lorenzo Lupano si intreccino al corpo e alla voce di Sara Borsarelli secondo un lavoro di missaggio in diretta.

Domenica 2 ottobre, alle ore 17.00, in prima nazionale, un altro incontro con Nicola Russo nel reading Vite al confino, adattamento originale da La città e l’isola. Omosessuali al confino nell’Italia fascista, di Gianfranco Goretti e Tommaso Giartosio, prodotto da Monstera con Le vie Festival. Il testo ricostruisce la storia di un gruppo di ragazzi di Catania mandati al confino fino allo scoppio della guerra. Un’indagine antropologica e un appello alla memoria civile di un paese, l’Italia, che facilmente dimentica. Ad accompagnare Russo in questo delicato percorso, gli interventi video e di disegno dal vivo di Lorenzo Lupano.

Sempre al Teatro Vascello va in scena da martedì 27 settembre a domenica 2 ottobre, alle ore 21 (martedì e domenica alle 19.00, Hai appena applaudito un criminale, tratto dall’omonimo libro di Daniela Marazita, intenso racconto dell'esperienza di una donna che sfida il pregiudizio estremo, scegliendo di fare teatro in carcere con uomini colpevoli di indicibili reati. La regia è firmata dal poco più che ventenne Alessandro Minati. Connessi allo spettacolo, si terranno due incontri con Daniela Marazita, uno alla Biblioteca del Quarticciolo (giovedì 22 settembre alle ore 20.00), l’altro alla Biblioteca Collina della Pace della Borgata Finocchio - il 4 ottobre alle ore 17.00 - in cui l’autrice, a partire dalla lettura di brani scelti, dialogherà con il pubblico.

Giovedì 29 settembre, giornata dedicata alla Sicilia con due appuntamenti prodotti da Le vie dei Festival: Terra matta di Vincenzo Rabito, ridotto e interpretato da Rosario Lisma, accompagnato dalla chitarra di Gipo Gurrado (Teatro Vascello, ore19.00) e Che se mangiò la zita, un progetto, in prima nazionale, di Ambrogio Sparagna e Carmelo Chiaramonte, commissionato da Le vie dei Festival. Terra matta è l’autobiografia postuma del contadino semianalfabeta Vincenzo Rabito, pubblicata da Einaudi nel 2007. Tutto il Novecento in una storia poetica e tragicomica venuta alla luce grazie al figlio Giovanni e divenuta in Sicilia un libro cult. Il reading è accompagnato da canzoni siciliane cantate dallo stesso Lisma e da brani originali del cantautore Gipo Gurrado. In Che se mangiò la zita la musica raffinata e popolare di Ambrogio Sparagna e della sua Orchestra Popolare Italiana “condisce” e conduce la rivisitazione con assaggi della tradizione culinaria dell'Italia meridionale e siciliana del “cuciniere errante” Carmelo Chiaramonte, eclettico chef, tra i protagonisti di alcune delle più originali iniziative di cucina creativa, che dimostrano il rinnovato interesse per la cultura e la ricerca della qualità del cibo (in prima nazionale, ore 20.30). Insieme a Sparagna e Chiaromonte, cerimonieri di questa serata tutta da gustare, ci saranno alcuni straordinari solisti dell'Orchestra Popolare Italiana: in particolare i cantanti Eleonora Bordonaro e Raffaello Simeoni, Arnaldo Vacca ai tamburelli e alle percussioni, Erasmo Treglia, al violino, ghironda e ciaramella e Cristiano Califano alla chitarra.

Amleto + Die FortinbrasMaschine è il più recente lavoro di Roberto Latini che lui stesso definisce “la riscrittura di una riscrittura”. Nel 1977 Heiner Müller componeva un testo liberamente ispirato all’Amleto di Shakespeare; oggi Latini realizza una scrittura scenica che si ispira a sua volta al testo di Heiner Müller. E lo fa tornando a Shakespeare, ad Amleto, con gli occhi di Fortebraccio, in uno spettacolo che non manca di riferimenti ai miti dei nostri tempi. (Teatro Vascello, venerdì 30 settembre alle 20.30). Ricca di riflessioni, la messa in scena è costituita da immagini di grande potenza estetica: un Amleto incapace di sostenere il dolore dell’assassinio del padre trascina il carro della sua infinita pena e un Roberto Latini, nella bellissima metafora di Amleto/atleta, ruota su se stesso con il suo lutto, come un ginnasta sugli anelli.

Tragicamente attuale, Dalle ceneri, di Tahar Ben Jelloun – in scena il 1° ottobre alle ore 20.30, - è un atto d’accusa contro l’ottusa stupidità della guerra - di tutte le guerre - che non lascia solo rovine, ma anche migliaia di corpi insepolti che errano senza dimora. L’autore da parola poetica a quei fantasmi, ai tanti dispersi che vagano fra cielo e terra. Il regista e drammaturgo Massimo Luconi, autore da anni di progetti teatrali tra Italia e Senegal, ne affida l’interpretazione a cinque attori senegalesi, ritenendo che la loro spiritualità e il loro misticismo siano le qualità più adeguate per quella comunicazione poetica e onirica alla base dello spettacolo. Prodotto da Terzopiano Teatro, con la collaborazione di numerose istituzioni tra cui il Teatro Metastasio Stabile della Toscana.

Domenica 2 ottobre, alle 19.00, sempre al Teatro Vascello, con Ritornanti, recital da Spiritilli, Rondò, Cartesiana, prendono vita le suggestioni evocate dalla lingua immaginifica di Enzo Moscato. Ri-tornare, ri-percorrere, ri-sentire è una modalità ricorrente nel lavoro dell’affermato autore e interprete napoletano. Anche i testi che vanno a comporre Ritornanti sono tratti da altri spettacoli, ma qui accostati in maniera diversa, in uno spirito nuovo.

Le vie dei Festival sostiene inoltre due progetti di-versi costruiti sulla parola poetica vera e propria, quella di Alda Merini, o sulla poesia in senso lato, quella di Pia Pera. Vuoto d’amore nessuno mi pettina bene come il vento, omaggio ad Alda Merini realizzato e interpretato da Enrica Rosso, sarà presentato da mercoledì 5 a domenica 9 ottobre, tutte le sere alle ore 20.00 (domenica ore 18.00) nella cornice del Santa Maria della Pietà. 45 spettatori per volta verranno coinvolti con l’ausilio di audio guide in un percorso itinerante attraverso il Parco della Salute e del Benessere, per accedere quindi al toccante e suggestivo Museo Laboratorio della Mente - parte del Polo Museale della ASL Roma 1 - dove i versi proposti dialogano con le potenti installazioni di Studio Azzurro – in parte congelate per esigenze tecniche - : sono lampi di luce, spade, zattere di parole. L’evento si concluderà nell’Auditorium Paolo Rosa, dove verrà presentato dal vivo Vuoto d’amore, un fluire di versi in forma di monologo della durata di 30 minuti, in cui la poetessa mette a nudo ed esplicita la sua estrema urgenza d’amore.

Sarà l’Hortus Urbis del Parco Regionale dell’Appia Antica ad ospitare - sabato 8 e domenica 9 ottobre ore 17.00 - il reading di Lorenza Zambon Al giardino ancora non l’ho detto, dall’omonimo libro di Pia Pera, scrittrice di natura e paesaggio, ma anche autrice di romanzi e traduttrice, recentemente scomparsa. La lettura è accompagnata dalle musiche originali dal vivo del jazzista Carlo Actis Dato e vi contribuisce Antonio Catalano con le sue microcreazioni. Questa lettura nasce da un’idea della stessa autrice che la stava preparando con l’amica Lorenza Zambon e vuole essere – oltre che un omaggio – una testimonianza del valore di ciò che Pia Pera ha lasciato.

Le vie dei Festival si conclude con la prima nazionale del Concerto per Amleto, prodotto insieme all’Istituzione Sinfonica Abruzzese, che si terrà all’Auditorium Parco della Musica, Sala Petrassi, la sera dell’8 ottobre, alle ore 21.00. Secondo la drammaturgia di Fabrizio Gifuni, con la consulenza musicale di Rino Marrone, le parole di Shakespeare si mescoleranno alla musica di Dmitrij Šostakovič che per Amleto compose due partiture: la prima per il teatro nel 1932 (op. 32a) e la seconda per il film Hamlet, regia di Grigori Kozinte, realizzato nel 1964. A dar voce ai versi di Shakespeare Fabrizio Gifuni, impegnato in un originalissimo dialogo con l’Orchestra Sinfonica Abruzzese – un organico di 45 elementi – diretta dal Maestro Rino Marrone.

Anche quest’anno è vivo nel cartellone il rapporto con bambini e ragazzi con tre proposte: Pulcinella e Zampalesta nella terra dei fuochi, spettacolo di burattini tradizionali napoletani e calabresi, di e con Gaspare Nasuto e Angelo Gallo, prodotto da Pulcinella di mare e Teatro della Maruca (sabato 24 settembre ore 17.00 al Teatro Vascello). Al banchetto di nozze di Pulcinella e Teresina, qualcosa non va nel verso giusto. Da un po’ di tempo la terra è maleodorante, le piante muoiono e le galline non fanno più uova. Saranno proprio Pulcinella e Zampalesta a scoprire che qualcuno sta seminando rifiuti tossici nelle campagne. Ancora una volta Pulcinella si mostra capace di misurarsi con l’attualità e di raggiungere il pubblico di ogni età.

A Ostia - Teatro del Lido, domenica 25 settembre, ore 18.00 - Pulcinella di mare - l’antica tradizione di Pulcinella, l'originale, autentico e inimitabile Pulcinella napoletano di Gaspare Nasuto, capace di far rivivere la tradizione cinquecentesca delle guarattelle coniugandola con una sorprendente tecnica di movimento dei burattini e con una potenza recitativa che fanno dei suoi spettacoli performance incredibilmente moderne.

Infine domenica 2 ottobre, in prima nazionale alle ore 15.00, e poi al Teatro del Lido di Ostia domenica 16 ottobre alle ore 18.00 tocca a Quella notte che la notte non venne, con Ottavia Leoni e Chiara Lombardo, storia di due bambine nell'universo delle parole, prodotto da Associazione Ersilio M., Teatro il Moderno di Agliana e Schegge di Cotone. L'improvvisa scomparsa della sorellina minore catapulta Margherita in un viaggio misterioso. Per ritrovarla dovrà attraversare strani universi in cui la normale grammatica quotidiana sembra impazzita. Tra sparizioni di lettere e di parole, regole inventate e stravolte, Margherita si confronterà con tutta la bellezza della lingua italiana.

Fonte: Ufficio stampa Simona Carlucci

 

 

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