Sessant’anni di Brecht al Piccolo di Milano

Scritto da  Giovedì, 21 Aprile 2016 

Dal 19 aprile in prima assoluta approda al Piccolo di Milano L’opera da tre soldi di Brecht/Weill, una nuova produzione per la regia di Damiano Michieletto che arriva in scena dopo sessant’anni dalla morte del drammaturgo, non come una sfida né un omaggio alla memoria ma per festeggiare la continuità e la diversità di abitare il tempo.

 

In una sala gremita il Direttore del Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa, Sergio Escobar, ha presentato la stagione dedicata a Brecht insieme al Regista della prima assoluta, Damiano Michieletto, e al Direttore musicale Giuseppe Grazioli. L’occasione di riproporre l’opera che è stata in cartellone 60 anni fa, lo stesso anno della morte di Brecht, al Piccolo non rappresenta secondo il Direttore del Teatro una sfida quanto un modo per festeggiare, non certo la morte del grande drammaturgo - ché le morti non si festeggiano - quanto 28 titoli che hanno fatto la storia di questo luogo. L’idea è di riappropriarci della nozione di tempo, una dimensione nella quale si vive e da vivere e della quale si sta perdendo il senso, con un’attenzione all’attualità e, semmai all’attualizzazione del teatro, non già alla sua modernizzazione.

Escobar ha ripercorso gli anni che partono dal 1928, data della presentazione dell’opera di Brecht quando, con “Aereo pazzo”, nasceva il primo cortometraggio di Walt Disney tratto da Topolino; l’anno nel quale c’era il primo collegamento telefonico via etere tra Usa e Germania e ancora scoppiava una bomba a Milano durante la visita di Vittorio Emanuele III, una strage destinata a restare impunita. Nello stesso anno fu organizzata la prima mostra del Razionalismo in Italia. Solo un anno dopo, nel 1929, ci fu il crollo di Wall Street che sconvolse il mondo. Il 1956, anno del debutto al Piccolo dell’opera di Brecht, in Italia lo scenario era completamente diverso: le prime avvisaglie del boom, quando iniziavano i lavori per l’Autostrada del Sole; mentre nel mondo Fidel Castro sbarcava a Cuba e Batista veniva deposto; i carri armati sovietici entravano in Ungheria e Brecht moriva. La regia di Giorgio Strehler arrivò nel 1973: era l’anno del Golpe di Pinochet e dell’assassinio di Salvador Allende; dell’inaugurazione del Wall Trade Center a New York; del primo telefono portatile; e, in Italia, ci si trovava nel pieno degli Anni di Piombo. Il 2016 è così denso di avvenimenti e in collegamento costante che resta difficile uscire dalla cronaca e dall’immediatezza. Un testo classico, con il suo “anacronismo”, diventa l’occasione per staccarsi dalla contingenza e rendere possibile la riflessione.

Il Regista ha sottolineato che la sua prima scelta è stata di selezionare attori-cantanti con un’interpretazione non virtuosistica e di dare una sorta di spina dorsale alla drammaturgia, partendo da quel venerdì, ore 6, con il quale inizia l’opera, ripercorrendo a ritroso i tre giorni della storia narrata. Gli attori sono all’interno di un’unica sala processuale dove i cambi sono a vista e interessano i diversi giudici che si alternano. Il Regista sceglie un parallelismo fra teatro e tribunale: il pubblico è la corte; gli attori sono i testimoni e gli imputati ed esistono diversi giudizi perché in effetti non esiste un vero e proprio giudice. Le storie sono tute citazioni come si dice nel linguaggio della giustizia.

Il Direttore musicale, intervenendo, ha sottolineato il lavoro complesso e stimolante fatto con gli attori-cantanti con i quali si è misurato con un linguaggio che fa centro sulla parola e non sulla nota, dovendo uscire dalla tecnicalità musicale per ancorarsi all’espressività del linguaggio narrativo e gestuale.

"L’opera da tre soldi" è inserita nel palinsesto tematico “Ritorni al futuro” che il Comune di Milano propone per la primavera culturale del 2016: un programma di appuntamenti che sviluppa un percorso ragionato tra le iniziative in corso a Milano tra marzo e maggio 2016, che mette al centro della riflessione pubblica l’idea di futuro che si ha oggi, confrontandola con quelle che hanno abitato il pensiero creativo in altre stagioni della storia.

Al termine dell’incontro è stata inaugurata, presso RovelloDue Piccolo|Spazio|Politecnico, la video installazione interattiva “Brecht 1956-2016 - Sessant’anni di Teatro al Piccolo”.

 

L'OPERA DA TRE SOLDI
di Bertolt Brecht, musiche di Kurt Weill
traduzione Roberto Menin, traduzione canzoni Damiano Michieletto
regia Damiano Michieletto, direttore d’orchestra Giuseppe Grazioli
DIE DREIGROSCHENOPER
Edizione del testo: Suhrkamp Verlag, Berlino
Edizione musicale: Universal Edition, Wien / rappresentante per l’Italia Casa Ricordi, Milano
scene Paolo Fantin, costumi Carla Teti
luci Alessandro Carletti, movimenti coreografici Chiara Vecchi
con l'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

Personaggi e interpreti
Un cantastorie - Giandomenico Cupaiolo
Mackie Messer - Marco Foschi
Jonathan Jeremiah Peachum - Peppe Servillo
Celia Peachum - Margherita Di Rauso
Polly Peachum - Maria Roveran
Jackie “Tiger” Brown - Sergio Leone
Lucy - Stella Piccioni
Jenny delle spelonche - Rossy De Palma
Mathias - Pasquale Di Filippo
Jakob - Claudio Sportelli
Jimmy - Martin Chishimba
Ede - Jacopo Crovella
Robert - Daniele Molino
Walter - Matthieu Pastore
Reverendo Kimball - Luca Criscuoli
Molly - Sara Zoia
Vixen - Lucia Marinsalta
Betty - Sandya Nagaraya
Dolly - Giulia Vecchio
Filch/Smith, carceriere - Lorenzo Demaria

produzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa
foto di scena Masiar Pasquali


Piccolo Teatro Strehler - Largo Greppi 2, Milano
Per informazioni e prenotazioni: servizio telefonico 848.800.304, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì, giovedì e sabato ore 19.30 (salvo giovedì 21 aprile ore 15 e giovedì 2 giugno riposo); mercoledì e venerdì ore 20.30; domenica 16 (salvo domenica 1 maggio riposo); lunedì riposo (salvo lunedì 6 giugno ore 20.30)
Biglietti: platea 40 euro, balconata 32 euro
Durata: 3 ore (compreso intervallo)

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Grazie a: Valentina Cravino, Ufficio stampa Piccolo Teatro di Milano
Sul web: www.piccoloteatro.org

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