"Kvetch" di Steven Berkoff in scena al Teatro Cometa Off nella nuova produzione di Barbaros e Società per Attori

Scritto da  Sabato, 27 Febbraio 2016 

Giovedì 3 Marzo 2016 debutta presso il Teatro Cometa Off di Roma, "Kvetch" di Steven Berkoff. Lo spettacolo rimarrà in scena fino a Domenica 13 Marzo. Una produzione Barbaros in collaborazione con Società per Attori, "Kvetch" è una commedia grottesca dell'autore inglese Steven Berkoff, messa in scena con la regia di Giacomo Bisordi. Nel cast - in ordine alfabetico - Alessandro Averone (George), Daniele Biagini (Frank), Vincenzo Giordano (Hal), Cristina Poccardi (Donna) e la partecipazione straordinaria di Ludovica Modugno nel ruolo della Suocera. Le scene sono di Paola Castrignanò, i costumi di Anna Missaglia, le luci di Marco D'Amelio.

 

Società per Attori e Barbaros presentano
K V E T C H
di Steven Berkoff

DAL 3 AL 13 MARZO 2016,
TEATRO COMETA OFF
via Luca della Robbia, 47 – Roma
ogni giorno alle 21.00, la domenica alle 17.00
biglietti online su www.cometaoff.it

 

Dice Berkoff nella sua introduzione alla commedia: “Kvetch è uno studio delle conseguenze dell'ansia su quel logorio interiore che ti tiene sveglio. Quel demone che vuole assaporare il tuo sangue e succhiare via la tua sicurezza. Per tutti coloro che non possono vivere nell'adesso, questo è un vero e terribile problema. Siamo assaliti da una gamma di tormenti che non sempre se ne stanno seduti e tranquilli in attesa di essere risolti; sono anzi pronti a saltar fuori in qualsiasi istante e gridare forte per reclamare la tua considerazione e spremerti finché non gli hai prestato sufficiente attenzione anche se ciò significa compromettere del tutto quello che stai facendo in quel preciso istante.
Quei tormenti, figli negletti di qualche lontana ansia. Potrai scacciarli, costringerli a ridursi o annegarli alla nascita in un mare di psicofarmaci ma loro ritorneranno sempre, in una forma o in un'altra.
Quante volte, quando parliamo con qualcuno, c'è nella nostra testa un dialogo che procede per conto suo; qualche volta che ci guida - qualche volte che ci salva.
Talvolta quel dialogo nello sfondo della nostra mente è più autentico di uno che si svolge davanti a noi.
Se solo noi potessimo dire sempre i pensieri che covano nelle nostre teste, come sarebbe più vera la nostra comunicazione.
Siamo come iceberg che si muovono lentamente attraverso la vita e che mostrano e rivelano – raramente – quello che c'è sotto.

Kvetch è la terza produzione della compagnia Barbaros dopo Amore e Resti Umani di Brad Fraser e Fred's Diner di Penelope Skinner, quest'ultimo presentato all'interno del festival Trend 2015 curato da Rodolfo Di Giammarco presso il Teatro Belli. La commedia di Berkoff è un'ulteriore incursione nella drammaturgia di matrice anglosassone e un altro tassello di un percorso di studio sui materiali drammatici nati negli anni '80.
-to Kvetch è un verbo inglese, derivato dallo yiddish kvetshn. Significa lamentarsi, piagnucolare, spesso senza un motivo apparente.” Afferma Bisordi. “Pensate a ciò di cui avete più paura. Che cos'è? Un attentato? La vostra solitudine? Il vostro volto che invecchia? Per i personaggi di Kvetch è scuocere la pasta per l'ora di cena. Se volessimo sintetizzare la trama della commedia forse potrebbe bastare questo: E' il 1986 e siamo in una città degli Stati Uniti d'America. Una coppia di ebrei borghesi invita a cena un ospite. A tavola siedono il padrone di casa, sua moglie, sua suocera e l'invitato. I bambini stanno di là, intenti a baloccarsi con un videogioco di ultima generazione. Cosa può trasformare questa evento in un incubo? Una banalità come ad esempio la voglia di raccontare una barzelletta.”

Prosegue il regista: “Kvetch è una commedia dove la psicologia, fortunatamente, non esiste più. Ciò che è nella testa di chi parla è esposto, liberato, esibito. Pensieri e Parole sono intrecciati, ruttati, scoreggiati senza alcuna soluzione di continuità. I personaggi si parlano e frappongono tra le parole che si dicono i pensieri su ciò che li anima dal profondo buio dell'inconscio. Parlare di pensieri è piuttosto generico: qui abbiamo paure, isterie, ansie, paranoie, fantasie, sogni, desideri. Ogni frutto della mente dei personaggi ha una sua specificità e una radice remota da indagare e scoprire. Berkoff compone un testo dalla forma composita: ogni scena è un frammento della mente di qualcuno che cerca di ricordare, ognuno con una sua specifica forma drammatica. Possiamo imbatterci in una commedia scritta seguendo il codice del realismo; in un'elucubrazione onirica; in un rigurgito di teatro epico. Pezzi, scarti di un cervello che sono uniti dal filo conduttore di una preistoria, quegli anni '80 che sentivano arrivare quell'infelicità che ci annoia oggi.”

I Diritti di rappresentazione teatrale in Italia di Kvetch di Steven Berkoff sono tutelati da Zachar International – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

Società per Attori e Barbaros presentano
K V E T CH
di Steven Berkoff
con (in o.a.)
Alessandro Averone, George
Daniele Biagini, Frank
Vincenzo Giordano, Hal
Cristina Poccardi, Donna
e la partecipazione straordinaria di Ludovica Modugno nel ruolo de la Suocera
regia Giacomo Bisordi
scene Paola Castrignanò
costumi Anna Missaglia
luci Marco D'Amelio
assistente alla regia Cristina Mugnaini
foto di scena Riccardo Freda
grafica Studio KMZero
ritratti del cast Marco Montanari
assistente allo shooting Cecilia Santoni
registrazione effetti sonori Studio Nuccia
voci registrate Serena De Siena, Cristina Mugnaini
produttrice esecutiva Cristina Poccardi

Fonte: Ufficio stampa Compagnia

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