"Io. Camille", la vita di Camille Claudel raccontata al Teatro Palladium di Roma

Scritto da  Sabato, 29 Novembre 2014 

In scena stasera, sabato 29 novembre, al Teatro Palladium lo spettacolo teatrale "Io Camille", tratto dalle lettere di Camille Claudel, drammaturgia di Chiara Pasetti, regia di Angelo Colombo, con Silvia Lorenzo, le voci fuori scena di Massimo Popolizio e Anna Bonaiuto, ed al pianoforte Emanuele Frenzilli.

 

Sabato 29 novembre 2014 – ore 21,00
IO. CAMILLE
in scena: Silvia Lorenzo
regia di Angelo Colombo
drammaturgia di Chiara Pasetti
nel ruolo di Rodin (voce fuori scena): Massimo Popolizio
voce fuori scena di Anna Bonaiuto
al pianoforte Emanuele Frenzilli
si ringrazia Luca Aversano per la consulenza musicale

 

Lo spettacolo Io. Camille vuole raccontare la scultrice geniale e la donna appassionata che fu Camille Claudel (1864-1943). Personalità inquieta, irriverente, incline a violente passioni, condusse un’esistenza interamente dedicata alla sua arte, svolgendo un mestiere da uomini e legandosi sia artisticamente sia sentimentalmente al maestro della scultura francese Auguste Rodin.

La fine della loro relazione segnerà un distacco definitivo, irreversibile, che si riverbera anche nelle opere di entrambi. Mentre il suo nome, finalmente, comincia a emergere, e il suo talento viene riconosciuto, Camille si chiude in un isolamento carico di manie di persecuzione, distruggendo molti suoi lavori. Abbandono, rabbia, amarezza, solitudine, frustrazione, delusione, amore ferito, odio, senso di «qualcosa di assente» che sempre l’aveva tormentata...

Tutto questo confluisce in una psicosi paranoica per la quale la madre e il fratello Paul ne chiedono l’internamento in un asilo per alienati mentali. Un ricovero che pare essere “temporaneo”, e che la vedrà trent’anni chiusa fra le mura del manicomio di Montdevergues, presso Avignone; non scolpirà più una sola opera dal momento del suo ingresso.

Morirà in manicomio, nel 1943. Sola, abbandonata da tutti. Nemmeno il suo nome nella fossa comune, ma un numero di matricola: 1943-392. Impossibile capire di chi si trattasse.

 

Fonte: Marco Giovannone e Nicola Conticello, Ufficio stampa NCMedia

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