Insieme diversamente in scena, filantropia e cultura al Teatro Quirino di Roma

Scritto da  Domenica, 05 Giugno 2011 
Insieme diversamente in scena

Mettere in comunicazione mondi distaccati che tentano di trovare un contatto tra loro. Giuditta Cambieri, incontrata durante le prove dello spettacolo “Aspettando Beckett”, che andrà in scena il 14 giugno al Teatro Quirino, motiva cosi la scelta di reinterpretare le tematiche del drammaturgo irlandese, attraverso la scelta di alcuni estratti delle sue opere, prima fra tutti “Aspettando Godot”, ma anche “Finale di partita”, “Tutti quelli che cadono”, “Giorni felici” e “Dì Joe”. I suoi collaboratori per questo progetto: attori udenti e non udenti.

 

 

“Insieme diversamente in scena”

da un’iniziativa di Alvaro Piccardi, in collaborazione con il Teatro Quirino presenta

ASPETTANDO BECKETT, in scena il 14 giugno

Regia Giuditta Cambieri

Scenografia Nicola Cosenza

Scelte musicali Marco Mari

Musiche originali Ali Ostovar

Costumi Loredana Spadoni

 

Negli scorsi mesi, in senato, è stata approvata la legge di tutela della LIS (Lingua italiana dei Segni). Al momento del vaglio in parlamento però, si è deciso di non parlare più di lingua, ma di Linguaggio Mimico Gestuale (LMG), per lo più paragonando i sordi a mimi da strada, non salvaguardando il loro diritto di possedere una lingua in quanto appartenenti ad una vera e propria minoranza culturale.

La difficoltà della comunicazione, il disagio della diversità, la differenza tra l’universalità del linguaggio e le barriere della lingua, distinzione importante in un contesto dove il significato e la comprensione rappresentano un bisogno primario.

Nell’ottica di Beckett, ogni uomo è separato dal suo simile, come unico abitante di un universo a parte, protetto e isolato dal quale ascolta e non ascolta tutto ciò che egli stesso, per sua natura, ha confinato al di fuori di esso. Prosegue la sua esistenza intontito dal riecheggiare di una sola voce, la propria. Una voce fatta di parole che perdono ogni significato, precipitando in un vuoto di senso.

La parola vista come vuoto, come paradosso incapace di parlare che di se stesso, apre la strada alla ricerca di nuovi tipi di comunicazione, e in questo caso, è il teatro che tenta di stabilire una connessione tra due mondi diversi, uno fatto di parole da pronunciare e da ascoltare e tuttavia lontane dall’essere comprese, e quello della sordità, condannato dalla consuetudine e dalla non-educazione ad interagire in modo subalterno e unilaterale con l’indifferente mondo dei suoni.

Aspettando Beckett”, progetto integrato all’interno della rassegna “Insieme diversamente in scena” mette a confronto due realtà parallele che fanno fatica ad intersecarsi: una realtà che si appoggia sulla cultura dell’oralità, e una realtà di silenzio solamente sonoro, che impara ad esprimersi per altre vie, più profonde, al di là del rumore delle parole.

 

Articolo di: Sante Costantino

Sul web: www.teatroquirino.it

 

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