"Il paese di chi se ne va" di Francesca Muoio è il nuovo spettacolo della stagione Fuoriclasse al Teatro de' Servi

Scritto da  Domenica, 31 Marzo 2019 

Dopo il debutto al Napoli Teatro Festival 2018 arriva a Roma dal 1 al 3 aprile al Teatro de Servi "Il paese di chi se ne va" scritto e diretto da Francesca Muoio. Una ballata di voci e di corpi, una ricostruzione di fatti irrealmente avvenuti, un girotondo tribale ed eterno in cui la vita e la morte, tenendosi per mano, ostinate girano disperatamente e gioiosamente assieme.

 

TEATRO DE’ SERVI
Stagione Fuoriclasse
dal 1 al 3 aprile 2019 // ore 21.00

IL PAESE DI CHI SE NE VA
testo e regia Francesca Muoio
con Anna Carla Broegg, Marianita Carfora, Cesare D’Arco, Alfonso D’Auria, Flora Del Prete, Valeria Frallicciardi, Matteo Mauriello, Francesca Muoio, Davide Paciolla, Luca Trezza
aiuto regia Davide Paciolla - scene e grafiche Giulio Villaggio
costumi Antonietta Rendina - luci Martin Emanuel Palma
audio Andrea Rega - musiche originali Edoardo Simeone
coreografie Sara Lupoli - burattini Selvaggia Filippini
foto di scena Martin Devrient
distribuzione Theatron 2.0

una produzione di PrimeLune Teatro
in coproduzione con Progetto Goldstein - La Bilancia Produzioni

 

È un sabato d’agosto, 1960. Caterina ‘a pazza si aggira per le strade del quartiere con in mano una torta con una candelina. “Panna e cioccolato a vivi e muort lev’ ‘o sciat” continua a bisbigliare ed Alice incuriosita decide di seguirla. Inizia così il suo viaggio senza tempo nel paese che è sempre esistito, che esisteva sin da prima di mai. Ad accoglierla una piccola comunità che attende con ansia l’inizio di una festa. Nelle ore che scandiscono l’attesa, un turbinio di urla festanti, di giochi infantili, di idee sussurrate, di riti gridati e preghiere dovute, di sogni raccontati e desideri mancati, di balli, confessioni, catastrofi e canti.

Alice affronta spaventata e divertita la quotidianità delirante di quel paese lontano lontano. E i suoi ricordi riaffiorano, le storie si mescolano e ritornano le favole narratele dal padre. “Na favola è comme a na preghiera e nu scrittore è comme a nu Dio. E se ci credi veramente nu segreto r’ ‘a vita te rivela.” È nella fede costante che riponiamo in un sogno o in una favola la dimostrazione concreta della loro esistenza. E Alice si ritrova a scontrarsi con la veridicità di questo assunto. Col corto circuito di una realtà dominata proprio dalle dinamiche di quei sogni e di quelle favole che, mischiandosi a quelle della vita reale, ne stravolgono il senso, lo sintetizzano, lo enfatizzano.

Dal cielo piovono saluti, un cane è il messaggero di Dio, la guerra dura quanto una canzone e tanto altro è possibile nell’onirica danza tra prosa e poesia consumata nel paese di chi se ne va. Tutta questa tempesta di suoni, parole ed immagini inonda la piccola Alice che, solo dopo aver affrontato l’intero viaggio, solo dopo aver attraversato paure e memorie, fantasie e silenzi potrà partecipare alla festa tanto attesa dagli abitanti del luogo.

 

Teatro de' Servi - Via del Mortaro 22 (ang. Via del Tritone), Roma
Info e prenotazioni: telefono 06 67.95.130 / Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal 18 al 20 febbraio, ore 21
Orari botteghino: da lunedì a mercoledì ore 10 - 20
Biglietti: intero €16, ridotto €14, under25 €8
Abbonamento Under 35: € 35

Grazie a: Ilaria Tana, Ufficio stampa Teatro de’ Servi

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