“Il miracolo della cena”, Sonia Bergamasco interpreta Fernanda Wittgens al Cenacolo di Leonardo

Scritto da  Domenica, 23 Settembre 2018 

“Il miracolo della cena” è uno spettacolo molto particolare, in due versioni, prodotto dal Piccolo di Milano, nel quale Sonia Bergamasco racconta Fernanda Wittgens, la donna alla quale si deve la salvezza del capolavoro di Leonardo dalla distruzione dei bombardamenti durante la seconda guerra mondiale. Rappresenta certamente una sfida. E’ l’evocazione del ‘miracolo’ appunto, di un’opera unica, il cui volto del Cristo è uno dei massimi simboli iconografici per la cristianità insieme alla Sindone, cercando di rispettare le condizioni di fragilità del dipinto. Da sempre l’affresco suscita un dialogo tra la meraviglia dello stupore per la bellezza e la paura per la fragilità dell’opera. Un sentimento che nasce già nel 1517.

 

IL MIRACOLO DELLA CENA
regia di Marco Rampoldi
collaborazione drammaturgica Paola Ornati
letture di Sonia Bergamasco
produzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa
in collaborazione con Museo del Cenacolo Vinciano, Polo museale regionale della Lombardia, MIBAC
consulenza tecnica Chiara Rostagno, Direttore Museo Cenacolo

 

E’ fin dai primi documenti, risalenti al 1517, che il capolavoro di Leonardo nel Refettorio di Santa Maria delle Grazie a Milano suscita insieme ammirazione e timore. Presto si comprese infatti la difficoltà di conservare l’opera. Il 25 settembre la rappresentazione avverrà proprio nella cornice del Cenacolo, per un pubblico ristretto, nel rispetto delle rigorosissime norme per la tutela del dipinto, una rappresentazione che coinvolgerà soprattutto gli studenti delle scuole con 60 posti a disposizione; il 26 e 27 settembre lo spettacolo sarà invece in scena al Teatro Grassi, dove tornerà nel 2019 in occasione dei 500 anni dalla morte di Leonardo ad Amboise, in Francia.

Sergio Escobar, Direttore del Piccolo Teatro di Milano, ha sottolineato come questo spettacolo rappresenti una sfida e un miracolo a sua volta, che diventa un inno alla civiltà e una denuncia della guerra che calpesta l’arte e la cultura, simboleggiate queste ultime da Fernanda Wittgens, donna eccezionale che cercò di sottrarre alla guerra e alla follia bellica quest’opera e molte altre tentando di metterle a riparo in Svizzera. Per questo scontò il carcere a San Vittore. Raffinata studiosa, storica e critica d’arte, fu la prima donna Soprintendente alle Gallerie di Milano e prima donna in Italia a vincere un tale concorso nel 1940.

Anche l’Ultima cena di Leonardo da Vinci venne riparata dai colpi d’arma da fuoco, dalla violenza delle esplosioni e sottratta miracolosamente alla distruzione: “Il Cenacolo è salvo!” si legge negli appunti e nelle relazioni dopo i bombardamenti. Nella Milano del dopoguerra, ferita nei principali luoghi e monumenti della sua storia e cultura, dopo anni di conflitto mondiale e di guerra civile, Wittgens operò un nuovo miracolo: agì con determinazione e forza perché la ricostruzione dei monumenti fosse ritenuta necessaria e prioritaria, al pari di quella di fabbriche, ospedali e scuole. Così la fine degli anni Quaranta vide raccogliersi intorno al sindaco Greppi uomini e donne straordinari: tra gli altri, oltre a Wittgens, Arturo Ghiringhelli, che fino al maggio 1946 coordinò la ricostruzione della Scala di cui sarebbe divenuto sovrintendente, Paolo Grassi e Giorgio Strehler, che il 14 maggio 1947 inaugurarono il Piccolo Teatro.

È anche questa la ragione della sintonia che ha guidato il Piccolo e il Museo del Cenacolo Vinciano a progettare insieme una serata di letture, a cura di Marco Rampoldi, dagli scritti di Fernanda Wittgens. Sergio Escobar nell’incontro con la stampa ha sottolineato l’ipocrisia della stampa del tempo e anche di quella autorevole come il quotidiano di via Solferino che avrebbe lasciato la patina nera sul Cenacolo e non avrebbe voluto toccare nulla. Lo spettacolo rende omaggio al coraggio di staccare un frammento e ritrovare il colore di Leonardo cominciando dalla figura di Giuda, in questo caso un tradimento utile: il coraggio di mettersi in gioco e di rischiare la propria reputazione. La messa in scena è quindi sì quella di una biografia ma soprattutto di un’idea di visione della vita. Con questo spirito Sonia Bergamasco ha accettato immediatamente l’idea quando ancora non c’era un copione, mettendosi in scena quasi solo con la voce senza amplificazione al Refettorio: legge direttamente con la voce trasmessa in cuffia al pubblico. Così si crea un effetto di dialogo diretto con l’opera e si preserva l’affresco dalle onde sonore, mentre la stessa luce è sussurrata, sempre per esigenze tecniche di conservazione. Studiando i documenti l’attrice ha assunto la lezione di rappresentare una risposta vivente per affrontare i problemi della quotidianità e del lavoro restituendo agli intellettuali un ruolo attivo e coraggioso.

Il regista Marco Rampoldi, in collaborazione con la drammaturga Paola Ornati, ha raccontato l’emozione e la preoccupazione di realizzare uno spettacolo all’interno del Refettorio limitato a 60 invitati, realizzando una doppia regia: la prima (per il Cenacolo vinciano) concentrata sull’opera leonardesca in un’atmosfera rarefatta, la seconda (concepita per il Teatro Grassi) nella quale la vicenda viene ad inserirsi nella Milano distrutta dalla guerra, uno scenario di devastazione e desolazione raccontato in modo struggente in una lettera dal pittore Amedeo Modigliani. Non si credeva che la città sarebbe stata bombardata e tanto meno i suoi monumenti, mentre il Duomo lo fu, quindi si arrivò impreparati. Nonostante tutto il Cenacolo è stata una delle sette opere protette e dopo un grande restauro lo spazio che lo custodisce ospitò, in una delle rare occasioni aperte al pubblico, delle letture di testi di Leonardo da parte di Giulia Lazzarini.

Chiara Rostagno, che ha curato l’assistenza tecnica per la tutela dell’ambiente e la ricerca dei documenti che raccontano il Cenacolo e la storia della Wittgens, che aveva incontrato nel suo ruolo di funzionario alle Belle Arti, racconta la sua fascinazione per una donna che esprimeva la forza dei propri sentimenti e una vita dedicata all’arte che resta un esempio di grande attualità.

 

Cenacolo Vinciano - Piazza Santa Maria delle Grazie, 25 settembre
Piccolo Teatro Grassi - Via Rovello 2, M1 Cordusio, 26 e 27 settembre
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/42411889, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Oraro spettacoli: mercoledì 26 settembre, ore 20.30; giovedì 27 settembre, ore 19.30
Biglietti: platea 18 euro, balconata 15 euro

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Grazie a: Valentina Cravino e Edoardo Peri, Ufficio stampa Piccolo Teatro di Milano
Sul web: www.piccoloteatro.org

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