Iaia Forte in "Hanno tutti ragione" di Paolo Sorrentino, in scena a New York, Washington e Detroit

Scritto da  Lunedì, 02 Giugno 2014 

"Hanno Tutti Ragione" di Paolo Sorrentino con Iaia Forte andrà in scena all'interno del festival IN SCENA! Italian theater festival NY martedì 10 giugno ore 20.00 presso il Dicapo Opera Theatre di New York. Seguirà tournee a Washington giovedì 12 giugno presso l'Ambasciata italiana e a Detroit sabato 14 giugno presso l'Istituto Dante Alighieri. Lo spettacolo è concepito come un concerto, in cui i pensieri del cantante Tony Pagoda nascono nell’emozione di esibirsi davanti a Frank Sinatra, al Radio City Music Hall. In una sorta di allucinazione del sentire provocatagli dall’ alcool e dalla cocaina, Pagoda, mentre canta, è attraversato da barlumi di memoria, illuminazioni di sé, “struggenze” d’amore, sarcastiche considerazioni partorite tra le note delle canzoni, dove la musica che accompagna la performance dialoga con le parole stesse usate come una partitura. Questo cantante cocainomane, disperato e vitale, è una creatura così oltre i generi che può essere, a mio avviso, incarnato anche da una donna. E poi, semplicemente, il teatro è, per fortuna, un luogo dove il naturalismo può essere bandito, ed i limiti della realtà espandersi.

Pierfrancesco Pisani e OffRome
in collaborazione con Infinito s.r.l
presentano
“HANNO TUTTI RAGIONE”
con Iaia Forte
tratto dal testo di Paolo Sorrentino
musiche di Pasquale Catalano
eseguite da Fabrizio Romano
scene Equipe di Scena - Napoli
elementi scenici Katia Titolo
aiuto regia Carlotta Corradi
disegno luci Paolo Meglio
foto di scena Rocco Talucci
amministrazione Valeria Pari

 


L’idea di mettere in scena il protagonista del romanzo di Sorrentino mi è venuta per innamoramento. Avevo letto in pubblico due capitoli del libro a Fiesole, e il piacere di incarnare Tony Pagoda e di dare suono alla bellissima lingua del libro è stato tale, che mi ha fatto desiderare di farne uno spettacolo. Questo cantante cocainomane, disperato e vitale, è una creatura così oltre i generi che può essere, a mio avviso, incarnato anche da una donna. Mi piace immaginare che il ghigno gradasso di Pagoda nasconda un anima femminile, una “sperdutezza”, un anelito ad un “armonia perduta”. E poi, semplicemente, il teatro è, per fortuna, un luogo dove il naturalismo può essere bandito, ed i limiti della realtà espandersi. Lo spettacolo è concepito come un concerto, in cui i pensieri del cantante nascono nell’emozione di esibirsi davanti a Frank Sinatra, al Radio City Music Hall. In una sorta di allucinazione del sentire provocatagli dall’ alcool e dalla cocaina, Pagoda, mentre canta, è attraversato da barlumi di memoria, illuminazioni di sé, “struggenze” d’amore, sarcastiche considerazioni partorite tra le note delle canzoni, dove la musica che accompagna la performance dialoga con le parole stesse usate come una partitura. Un flusso di pensiero che, avendo già interpretato Molly Bloom di Joyce, mi ha incantato come un negativo maschile allucinato e rauco di quell’urlo di amore di Molly, di quell’urlo a cui amo dar voce nei personaggi che incontro. Iaia Forte Tony è un vulcano in eruzione, un filosofo della sottocultura: “In ultima analisi, dico io, la vita è una meravigliosa rottura di coglioni. Ma su cosa dobbiamo concentrarci? Sulla rottura di coglioni?O sul favoloso? I comodi si adagiano sulla rottura di coglioni. Li rassicura. Come il telegiornale delle otto. Gli altri, li vedi, si catapultano in strada a tutte le ore, valicano la notte, avidi e nevrotici, spaesati ma concentrati. Cercano il favoloso. E non lo trovano. Perché lo hanno già vissuto.” Abita una vita eccessiva e mediocre, lussuosa ma povera, Tony. Ha un'opinione crudele per tutto e per tutti. La moglie: «Quindici anni fa, con mia moglie, si scopava da bufali. Ora è un oggetto d'arredamento»; la gente: «La gente, questa articolata organizzazione umana che crede sempre di sfilare sull'orlo di un precipizio senza ritorno, mentre si sta solo trascorrendo la vita. Confondono la monotonia col disastro. Un errore comune»; i sentimenti: «l'uomo, si sa, è come la Coca-Cola. Basta scuoterlo un po' e attacca a spruzzare di tutto. Sangue e sentimenti. Calore e risentimento. Tutto di fuori». E sarà il girotondo monotono di stati umorali altalenanti a fargli capire che qualcosa è cambiato. E allora via, un taglio netto con tutto e tutti. Soprattutto con se stesso.
Iaia Forte

 

Fonte: NCmedia - Ufficio Stampa Nicola Conticello

 

 

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