Il Gruppo della Creta porta "La Baruffa" di Goldoni al Teatro Studio 5 di Roma

Scritto da  Lunedì, 03 Novembre 2014 

Il "Gruppo della Creta" presenta "La Baruffa", tratto da "Le baruffe chiozzotte" di Carlo Goldoni, con regia di Lorenzo De Liberato. Una commedia ritmata, giovanile, comicissima. Un testo solido e dalle tematiche nitide che lascia spazio all’improvvisazione e al lazzo di commedia, stupendo e divertendo lo spettatore. La mancanza di elementi scenografici complessi e di un disegno luci, lascia spazio alla comunicazione diretta col pubblico, in perfetto stile di commedia, concentrando tutto lo spettacolo sulla potenza del testo, su una recitazione asciutta, ritmata, incisiva e quindi efficace. Il testo veneziano è stato riadattato per arrivare con facilità ad un pubblico più ampio, preservando però alcuni elementi vernacolari strumentali alla comicità Goldoniana.

 

LA TRAMA
Toffolo, battelliere della città lagunare di Chioggia, scatena una baruffa civettando con alcune giovani. Lucietta, promessa sposa al pescatore Titta-Nane, è al ricamo ma accetta di buon grado le attenzioni che Toffolo le offre. Il gesto non è però gradito da Checca, oggetto dei corteggiamenti del battelliere.
A interrompere questa prima disputa è l'arrivo della tartana di padron Toni. Con il ritorno dalla pesca hanno avvio divertenti momenti di vita quotidiana mentre, ineluttabilmente, per le calli proseguono i pettegolezzi, preludio di nuovi litigi.
Lucietta e Orsetta si lasciano andare a confidenze sulle avventure amorose di Toffolo, che giungono all’orecchio di un altro pescatore, Beppo. Alla fine, nella baruffa sono tirati dentro quasi tutti i mariti, i fratelli e gli amici del borgo. Beppo e Titta-Nane, a questo punto, dopo aver minacciato Toffolo, dichiarano la loro intenzione di rompere il vincolo di fidanzamento.
A Toffolo non rimane che andare in Cancelleria per chiedere un intervento super partes del cogitore del Cancelliere criminale, Isidoro, il quale interroga le ragazze…

MESSA IN SCENA
“Le baruffe Chiozzotte” è una delle opere del periodo veneziano di Carlo Goldoni e si trova esattamente a svolgere la funzione di spartiacque tra le opere di “commedia dell’arte” e quelle concentrate sulle contraddizioni e sulle problematiche della nuova borghesia.
Ambientata a Chioggia (ma negli anni è stata più volte riadattata e ambientata in diverse altre città di mare) “Le baruffe” narra le vicende di rappresentati del ceto più semplice della popolazione e per questo motivo le problematiche, i conflitti e gli ostacoli che i protagonisti devono affrontare e superare, sono assolutamente i più efficaci e i più calzanti per un gruppo di giovani attori che ha la voglia di misurarsi con il grande teatro classico italiano.
Il motivo della baruffa, ovvero del litigio a cui deve porre rimedio il rappresentate cancelliere Isidoro, è il pettegolezzo: Goldoni si diverte nel creare una fabula comica mettendo alla berlina delle giovani ragazze in età da marito che, in attesa del ritorno dei loro “novizzi” cadono in una rete di gelosie, malintesi e invidie, che porta ben presto ad allontanare da loro tutti i rispettivi pretendenti. Tutto questo viene raccontato attraverso un grande realismo e una genialità teatrale che è propria del teatro goldoniano: si creano così episodi di grande commedia, equivoci, litigi, furberie, all’interno dei quali gli attori si caleranno caratterizzando i personaggi nel modo più realistico possibile, facendo forza sulla solidità di un testo che permette, grazie a dei temi nitidi ed efficaci, di lavorare sulla tradizione della commedia dell’arte, sull’improvvisazione e sulla comicità per realizzare, come risultato finale, un prodotto scoppiettante, entusiasmante, in cui ogni personaggio ha il compito di stupire e di stupirsi, di divertire e divertirsi.
Gli elementi di scenografia essenziali, l’assenza di un disegno luci e di altri “espedienti teatrali”, rafforzano ancora di più il nostro obbiettivo: concentrare tutto il lavoro sulla potenza del testo, su una recitazione asciutta, ritmata, incisiva e quindi efficace.
Lo scopo è quindi quello di realizzare uno spettacolo ponendo l’accento (come punto di partenza) sul tema fondamentale dell’opera: la gelosia femminile, così da scatenare sul palcoscenico un vero e proprio turbinio di malignità e ritorsioni in cui ben presto tutti i personaggi vengono coinvolti.
Naturalmente il testo veneziano verrà ritradotto in italiano e riadattato per un numero minore di personaggi, per essere poi nuovamente sporcato con altri dialetti e vernacoli.
Dieci giovani attori alle prese con la più comica e travolgente fra le opere di Goldoni.

COMPAGNIA DELLA CRETA
Il nome del gruppo si ispira ad un esercizio con la creta che Vittorio Gassman faceva svolgere ai suoi allievi e alle doti di questo minerale che malleabile se bagnato può cambiare sempre forma trasformandosi e trasformandosi ancora finchè cotto non manterrà la sua forma immutabile. Così i giovani attori si rifanno a questa immagine per l'idea del proprio teatro ancora da scoprire, da rimodellare senza mai cristallizarsi in una forma convenzionale.
Il “Gruppo della Creta” porta in scena principalmente commedie classiche del panorama culturale italiano ed europeo ma si confronta anche con testi drammatici. I giovani attori, si propongono di avvicinare ai grandi testi classici anche le platee degli spazi meno convenzionali. Commedianti girovaghi del ventunesimo secolo, che spaziano dai teatri alle piazze ai locali.
Recentemente si affacciano al panorama del teatro sociale collaborando con la compagnia del carcere di Rebibbia nella messa in scena de "La Festa" al Teatro Argentina di Roma, prodotti dalla fondazione Enrico Maria Salerno per la regia di Laura Andreini Salerno e Valentina Esposito.

Collaborano, fra gli altri, con registi del calibro di Giancarlo Sammartano, Massimo Cinque.
Nella messa in scena delle Baruffe Chiozzotte sono diretti da Lorenzo De Liberato.

In scena: Alessio Esposito, Jacopo Cinque, Alessandro Di Murro, Giorgio Latini, Cristiano Demurtas, Giulia Modica, Pamela Massi, Bruna Sdao, Lida Ricci, Laura Pannia

Grafica a cura di Andrea Demurtas e Giuditta Gabriotti

 

REGIA: LORENZO DE LIBERATO

Lorenzo De Liberato è regista, autore e sceneggiatore di teatro, cinema e televisione.
Diplomato nel 2010 in sceneggiatura presso l’accademia di Cinecittà ACT Multimedia, è subito coautore e coregista del film low budget “Mr.Teddy”, che ha partecipato a numerosi festival nazionali e internazionali. Nel 2011 inizia la collaborazione con il regista teatrale Alvaro Piccardi, del quale diventa aiuto regista nella messa in scena diversi spettacoli di Shakespeare, Botho Strauss, Lev Tolstoj, Andrea Cicognini, nei più importanti teatri di Roma. Contemporaneamente collabora alla sceneggiatura di molti cortometraggi, tra i quali “Il buio” di Andrea Sorini, che si fa subito notare in numerosi festival nazionali e internazionali; collabora più volte con lo studio di produzione “Altera Studio” come sceneggiatore di spot e mini-spot per televisioni pubbliche e private.
Nel 2012 inizia a lavorare presso il Teatro Quirino – Vittorio Gassman di Roma, e qui cura l’organizzazione della quarta edizione della rassegna di teatro sociale “In scena diversamente insieme” e svolge il ruolo di tutoraggio delle lezioni dell’accademia di arte drammatica, AIAD, del teatro medesimo. Nel giugno 2013 ricopre il ruolo di aiuto regia per “L’opera da tre soldi” di Bertolt Brecht, per la regia di Carlo Boso, uno dei più prestigiosi registi europei.
Dal 2008 scrive e dirige diverse opere teatrali, “Marabutti”, “Pierre Goumont”, “Grigio”, e cura riadattamenti di opere celebri del teatro classico europeo come “Il Cyrano De Bergerac” di Edmond Rostand e “Il custode” di Harold Pinter. Porta in scena anche riadattamenti teatrali di opere letterarie come “Americana” di Don DeLillo, “Tristano Muore” di Antonio Tabucchi e “Lo Straniero” di Albert Camus.
Nel 2013 è fondatore e regista della compagnia teatrale “I Marabutti” con gli attori Fabrizio Milano e Stefano Patti.
Tra il 2011 e il 2013 affianca in diversi laboratori teatrali una serie di illustri registi quali Gigi Proietti, Alvaro Piccardi, Michele Placido, Carlo Boso, su svariati testi teatrali del panorama classico italiano ed europeo (“la trilogia della villeggiatura”, “I Malcontenti”, “Arlecchino servitore di due padroni” di Carlo Goldoni, “Romeo e Giulietta”, “I due nobili congiunti” di William Shakespeare).

Sabato 8 ore 21 e domenica 9 ore 17:30 presso il Teatro Studio 5 di via Gian Francesco Biondi 9, in zona Laurentina.

Spettacolo a cappello. L'ingresso è gratuito e a fine spettacolo, come era in uso durante gli anni della commedia dell'arte, metteremo un "cappello" dove, se lo spettacolo sarà gradito, sarà possibile lasciare un'offerta.

 

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