"Gospodin" di Giorgio Barberio Corsetti con Claudio Santamaria, al Teatro Eliseo

Scritto da  Sabato, 08 Novembre 2014 

«È eroicamente testardo, sperimenta il mondo con il suo poetico e tragico rifiuto dell’unico elemento che fa girare il mondo, il denaro». Così Giorgio Barberio Corsetti descrive il protagonista, interpretato da Claudio Santamaria, della sua nuova regia teatrale "Gospodin" di Philipp Löhle.

 

Romaeuropa Festival presenta
Claudio Santamaria in
GOSPODIN
tratto da "Gennant Gospodin" di Philipp Löhle
traduzione di Alessandra Griffoni a cura del Goethe Institute
messa in scena di Giorgio Barberio Corsetti
con Marcello Prayer e Valentina Picello
una produzione Fattore K., L’UOVO Teatro Stabile Di Innovazione
in collaborazione con Romaeuropa Festival

Artista associato del teatro Maksim Gor’kij di Berlino, Löhe è un giovane autore che si è distinto per i suoi testi dal carattere acido e surreale. A rivelarlo in Germania prima e in Francia poi proprio "Genannt Gospodin" (Detto Gospodin), quella che potremmo definire una tragicommedia del rifiuto. Santamaria veste i panni di un giovane a metà tra l’antagonista, l’alternativo e il buddista: Gospodin, infatti, rifiuta ogni rapporto con il danaro che tuttavia gli viene donato, senza che lui lo chieda, da gente che lo vede passeggiare per la città con il suo lama. Una vita felice, almeno sembrerebbe, finché Greenpeace, in difesa degli animali, glielo porta via. È solo l’inizio di una spietata parabola sull'umanità. Barberio Corsetti fa interagire i linguaggi del corpo e della tecnologia – graphic animation, video mapping e chroma key – con suggestione, delicatezza, ironia.

 

NOTE DI SALA
di Lorenzo Pavolini

Una nuova stella della dissidenza si aggira per le strade-teatro d’Europa, si fa chiamare Gospodin e dichiara un imperativo categorico: “afferrare il capitalismo per le palle!”. I suoi quattro principi inderogabili brillano sul muro della cucina vergati con il latte, una tecnica impermanente che ci dice già tutto il carattere di questo tragicomico eroe: 1) Una partenza è da escludere, sarebbe troppo facile lasciare il proprio paese. 2) I soldi non devono essere necessari, quindi tuttalpiù si vive di baratti. 3) Ogni proprietà è da rifiutare, perché la nullatenenza è libertà. 4) Libertà è non dover prendere decisioni… A ben vedere un abecedario del rifiuto ben più vitalista di quello del suo esausto cuginetto Bartelby. Il “preferirei di no” di Gospodin ha una tenera vemenza che ci parla molto da vicino. Va ad affiancarsi alla diaspora di negazioni esemplari che attraversano i nostri teatri di questi tempi, dagli spettacoli di Romeo Castellucci ispirati alla parabola del “Velo nero del pastore” di Hawthorne, e al gesto di Rothko che non consegna le sue tele al “Four Season Restaurant”, alla trilogia dell’invisibile di Deflorian e Tagliarini. La temperatura surreale delle avventure di Gospodin ci è familiare, anche quando comporta la pretesa di vivere in città con un quadrupede andino, di dare a tutti del leccaculo piccolo borghesi, di accettare di sostituire un amico a un funerale, farsi sottrarre uno ad uno gli ultimi elettrodomestici (il materasso dalla fidanzata che ti lascia, il televisore che serve ad un amico per realizzare un’istallazione intitolata Tempus fuck it), disdegnare un’offerta di lavoro, accollarsi una valigia di denaro (massimo paradosso per chi ha deciso di farne a meno), trovare infine la quadratura del cerchio… in carcere. Nelle gesta di Gospodin avvertiamo il seme della medesima tragicomica furia che ci ha attraversato almeno una volta. Le sue sgangherate spalle si caricano di tantissime diffuse velleità, ci commuovono dei nostri stessi vagheggiamenti, in primis quello di scrollarsi di dosso il peso di stare al mondo secondo un destino che ci appare esternamente assegnato. Gospodin è una sonda inviata sulle scene della vita per esperire l’utopia, e ridere alle lacrime di quanto esilarante sia cercare di tener fede al principio espresso da Kierkegaard per cui “L'importante è osare essere interamente se stesso, un determinato individuo, precisamente questo determinato individuo." Principio riportato in calce al testo che ha rivelato il giovane drammaturgo tedesco Philipp Lohle (classe ‘78), oggi rappresentato in quasi tutti i teatri del suo paese, con diversi lavori (e molto apprezzato anche in Francia) e che Giorgio Barberio Corsetti porta sulle nostre scene per la prima volta, trovando modo di mettere alla prova la sua sapienza visiva, grazie all’alternanza delle carrellate narrative e dei brevi dialoghi che caratterizzano la struttura del testo.

 

BIO CLAUDIO SANTAMARIA
Quando si parla di Claudio Santamaria ci si riferisce ad uno dei più carismatici e poliedrici attori italiani.
Dopo gli esordi in teatro, raggiunge il successo nel mondo del cinema grazie alla brillante interpretazione nel film di G. Muccino L’ultimo bacio, che gli vale la candidatura al David di Donatello.
Ben presto, grazie al suo talento e alla sua completezza come artista, ha l’occasione di lavorare con moltissimi registi per il cinema e per la televisione come P. Avati (Ma quando arrivano le ragazze?), D. Argento (Il cartaio), M. Placido (Romanzo criminale, grazie al quale vince il premio Nastro d’Argento come miglior attore protagonista), M. Turco (Rino Gaetano), G.M. Tavarelli (Le cose che restano), ancora una volta G. Muccino (Baciami ancora) e E. Crialese (per Terraferma).
La sua bravura lo porta a confrontarsi anche con produzioni internazionali, partecipa al film americano Casino Royale e a quelli francesi 600 Kilos d’or pur e Pauline detective di M. Fitoussi.
Grazie alla sua collaborazione con la Francia, nel 2011 riceve il titolo di Cavaliere nell’Ordine delle Arti e Lettere dall'Ambasciata francese.
Nel 2012 l’abbiamo visto sul grande schermo con Diaz – don’t clean up this blood di D. Vicari, Gli sfiorati di M. Rovere e in tournée teatrale con lo spettacolo Occidente solitario.
Nel 2013, grazie al grande successo ottenuto l’anno prima, l’abbiamo rivisto in tournée teatrale con Occidente solitario testo di Martin Mc Donagh per la regia di J.D. Puerta Lopez.
Nel 2014 l’abbiamo visto al cinema come protagonista del film Il venditore di medicine per la regia di Antonio Morabito. Ha inoltre interpretato il maestro Manzi nel film tv per la Rai Non è mai troppo tardi per la regia di Giacomo Campiotti ed ha prestato la voce a Batman nel film The Lego movie. Ha girato il film opera prima di Gabriele Mainetti Lo chiamavano Jeeg Robot di prossima uscita.
Sempre nel 2014 lo vedremo protagonista del film di Ermanno Olmi sulla prima Guerra mondiale Torneranno i prati e inizierà la tournée teatrale dello spettacolo Gospodin di Philipp Löhle regia di Giorgio Barberio Corsetti
Premiato ai Nastri d’Argento 2014 con il premio speciale “Personaggio dell’anno” per il film Il venditore di medicine.

 

BIO GIORGIO BARBERIO CORSETTI
Giorgio Barberio Corsetti, regista autore e attore, fonda la sua prima compagnia, La Gaia Scienza nel 1976 per scioglierla nel 1984 e dar vita ad nuovo gruppo che porterà il suo nome. La Compagnia Teatrale di Giorgio Barberio Corsetti assumerà poi, nel 2001, la denominazione di Fattore K. che conserva a tutt’oggi.

Le regie teatrali
La sperimentazione dell’uso del video nella drammaturgia teatrale è uno dei tratti caratteristici del teatro di Giorgio Barberio Corsetti che si ritrova come segno fondante di molti suoi spettacoli come La camera astratta del 1987 realizzato con Studio Azzurro di Milano. Altro tratto dominante della sua biografia artistica è la rilettura e la riscrittura teatrale delle opere di Kafka iniziata nel 1985 con Descrizione di una battaglia e a cui fanno seguito America (1992), Il Castello (al Théâtre National de Bretagne,1995), e Il Processo (1998). Nel 1995 realizza la regia di Faust e Mefistofele e L’Histoire du Soldat, un inedito di Pier Paolo Pasolini realizzato con Mario Martone e Gigi Dall’Aglio e presentato al Festival d’Avignone. La nascita della tragedia un notturno è uno spettacolo itinerante realizzato nel quartiere multietnico dell’Esquilino di Roma nel 1996. Sempre del 1996 è la regia de Il corpo è una folla spaventata da Majakovsky e del 1997 è la regia di Notte. Nel 1997 Barberio Corsetti realizza il suo primo spettacolo in Portogallo al Teatro Nacional S. Joao di Oporto, I giganti della Montagna di Pirandello cui seguirà, nel 1999, la regia di Barcas, un testo classico dello scrittore portoghese Jill Vicente. E’ del 1998 il già citato Il Processo (premio Ubu 1999) che segna l’inizio di una collaborazione tra Barberio Corsetti e il Teatro Stabile dell’Umbria che porterà alla realizzazione, nel 1999 de La Tempesta di Shakespeare, anch’esso presentato al Festival d’Avignone e in seguito Woyzec di BUchner. Nel 2000 realizza a Roma, nell’ambito delle manifestazioni dedicate al Giubileo, una nuova creazione, Graal, ispirato ai testi di Chrétien de Troyes e Wolfram Von Eschenbach. Nel febbraio del 2004 debutta al teatro Palladium di Roma con Metafisico Cabaret, uno spettacolo scritto insieme ad alcuni dei suoi attori, e con lo spettacolo Paradiso, ispirato all’opera di Milton al Teatro India di Roma. L’anno dopo è alla Cavea dell’Auditorium di Roma con Argonauti tratto dalle Argonautiche di Apollonio Rodio. Nel novembre 2005 cura la regia del monologo di e con Filippo Timi La vita bestia che ha debuttato in prima assoluta al Teatro India di Roma. Nel febbraio 2006 debutta con Il colore bianco tratto dai racconti sui miti nordici, commissionatogli dalla Fondazione Teatro Regio di Torino per le Olimpiadi della Cultura che si sono svolte nell’ambito dei giochi olimpici di Torino 2006. Nell’estate 2006 Barberio Corsetti mette in scena con la compagnia Fattore K. Dioniso nato tre volte nell’ambito dell’Ortigia Festival a Siracusa, in Sicilia. Lo spettacolo è un ritorno all’universo dei miti greci ispirato all’opera di Nonno di Panopoli. Nel dicembre 2006 cura la regia del progetto Porto Palo. Nomi su tombe senza corpi ispirato alla tragedia del naufragio del 1996 e che viene presentato presso l’Auditorium Parco della Musica a Roma. Nel giugno 2007, nell’ambito della prima edizione del “FestiVAl” ha debuttato nella splendida cornice delle Grandi Terme di Villa Adriana a Tivoli con Dionisiache ispirato al poema epico Le Dionisiache di Nonno di Panopoli. Nell’agosto 2007 debutta al “Festival Benevento Città Aperta” lo spettacolo La storia di Ronaldo il Pagliaccio del Mc Donald’s, un testo di provocatoria intelligenza dell’autore argentino Rodrigo Garcia, interpretato dall’attore genovese Andrea Di Casa. Nel mese di gennaio 2008 debutta con lo spettacolo La Bottega del caffé di Carlo Goldoni presso il Teatro Nacional São João di Porto, in Portogallo. Nel settembre 2008 debutta al Festival di Benevento Città Spettacolo con Tra la terra e il cielo, di cui è autore e regista. Lo spettacolo è prodotto dalla Compagnia Fattore K. e dall’Ente Regionale Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania, che ha curato l’esecuzione relativa alle musiche e alle scene dello spettacolo. L’8 gennaio 2009 ha debuttato con lo spettacolo Gertrude di Howard Barker commissionatogli dal Teatro Odeon di Parigi. Il 28 aprile 2009 debutta a Roma presso il Teatro Piccolo Eliseo con lo spettacolo Epistola ai giovani attori di Olivier Py, con Flippo Dini e Mauro Pescio. Il 21 maggio 2009 a Singapore (prima mondiale) e il 6 giugno 2009 a Napoli (prima italiana) debutta coprodotto da Napoli Teatro Festival Italia, Singapore Arts Festival e fattore K, Le città visibili, scritto dal drammaturgo cinese Chay Yew. Lo spettacolo, creato a Singapore in teatro tradizionale, viene riallestito a Napoli en plein air nel cortile a stella del Real Albergo dei Poveri di Napoli. Il 14 maggio 2010 ha debuttato con lo spettacolo La Ronde du carré, nato dal testo dell’autore drammatico, poeta e traduttore greco Dimitri Dimitriadis e commissionatogli dal Teatro Odeon di Parigi. Il 13 novembre 2010 ha debuttato a Matera con lo spettacolo La città di Pietra, spettacolo co-prodotto da Fattore K., Associazione Zetema e Associazione Arteria. Il 16 dicembre 2010 ha debuttato con lo spettacolo Commedia in un monologo scritto e diretto da lui, accompagnato dalle note di Danilo Rea al pianoforte. Lo spettacolo è stato co-prodotto da Fattore K. e Fondazione Musica per Roma.
Il 2011 vede la realizzazione de Il Castello. Trittico un adattamento teatrale dell’omonimo romanzo di Franz Kafka che ha debuttato in occasione dell’edizione 2011 del Festival dei Due Mondi di Spoleto. Dopo varie tappe a OperaEstate Festioval e nello scenario del Castello di Barletta, torna al Festival dei Due Mondi di Spoleto nel 2012 con la versione finale Il Castello. Tre parti senza fine.
A gennaio 2012 debutta Nineteen Mantras, con la regia di Barberio Corsetti, le musiche di Riccardo Nova e le coreografie di Shantala Shivalingappa. L’opera è incentrata sulla rappresentazione in forma di musica, danza e azioni di alcuni mantra molto antichi della tradizione religiosa indiana. Lo spettacolo debutta all’Auditorium Parco della Musica di Roma e viene replicato al Piccolo Teatro Strehler di Milano.
A Parigi si cimenta su un classico come Eugéne Labiche mettendo in scena per la Comedie Francaise Un chapeau de paille d’Italie che debutta il 31 ottobre 2012 e che sarà ripreso in stagione nel febbraio 2014.
E’ di nuovo in Italia a dicembre 2012 dove inizia la produzione de La guerra di Kurukshetra adattamento e riduzione dell’autore Francesco Niccolini del ricco poema indiano Mahābhārata. Lo spettacolo è una co-produzione di Fattore K., L’Uovo Teatro Stabile de l’Aquila e il Teatro Stabile delle Marche, con il sostegno del Teatro Pubblico Pugliese. Lo spettacolo debutta a maggio 2013 a Bari per poi proseguire in Grecia a Patrasso, a L’Aquila al Teatro Olimpico di Vicenza e ad Ancona.
Nel 2014, sempre in Francia prepara la messinscena di due testi di Heinrich Von Kleist, Le Prince de Homburg (prodotto dal Festival di Avignone con France Télévision, Les Gémaux Scène National de Sceaux, Théâtre de Liège, Théâtre Liberté Toulon) che aprirà il festival di Avignone il 4 luglio, e La Famille Shroffenstein (produzione ERAC con la Friche Belle de Mai).

Le direzioni artistiche 1999-2010
Dall’inizio del 1999 al 2001 è stato direttore artistico del Settore Teatro della Biennale di Venezia, dove ha debuttato nel mese di Luglio 2001 il suo ultimo lavoro Woyzeck di Georg Büchner. Durante i tre anni di mandato, Giorgio Barberio Corsetti apre la programmazione della Biennale alle differenti forme della creazione contemporanea, comprese le Arti Circensi. Da allora, le arti circensi rientreranno costantemente nella sua ricerca artistica, ed è di quest’epoca l’inizio di una bellissima collaborazione con gli artisti circensi della compagnia francese Les Colporteur, che porta alla creazione di due spettacoli tratti da Le Metamorfosi di Ovidio, Le Metamorfosi nel 2002 presentato alla Biennale di Venezia e Di animali, uomini e dei, del 2003 creato all’interno dell’area archeologica dell’orecchio di Dioniso di Siracusa in occasione dell’Ortigia Festival.
Nel 2002 si realizza il progetto ideato della compagnia Fattore k: Metamorfosi – Festival di confine fra teatro e circo, un festival di circo contemporaneo sostenuto dal Comune di Roma. La prima edizione viene aperta con lo spettacolo Le Metamorfosi. Durante la seconda edizione, organizzata nella cornice di Villa Borghese, viene presentato lo spettacolo Di animali, uomini e dei.
Dal 2004 al 2009 Giorgio Barberio Corsetti è consulente per il teatro e la danza presso l’Auditorium – Parco della Musica di Roma.
Nel 2007 cura la direzione artistica della prima edizione del “FestiVAl”, svoltosi nella splendida cornice delle Grandi Terme di Villa Adriana a Tivoli.
Dal novembre 2007 Giorgio Barberio Corsetti fa parte dell’International Committee of Theatre Olympics.
Nel 2010, insieme alla sua compagnia Fattore K., inventa organizza e dirige il festival internazionale “Vertigine” dedicato al teatro emergente italiano. L’evento è prodotto dalla Fonadzione Musica per Roma grazie ad un sostegno della Regione Lazio. L’evento è ospitato nel mese di marzo presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma.

Le regie liriche e teatro musicale 1999-2011
Parallelamente all’attività teatrale, dedica la sua ricerca all’opera e al rapporto tra musica e teatro. Il suo primo incontro con l’opera è del 1999 quando cura la regia di Maria di Rohan di Donizetti al Teatro La Fenice di Venezia. Nel 2000 dirige un dittico per il Teatro Massimo di Palermo: La voix humaine di Poulenc/Cocteau e Erwartung di Schonberg. Nel maggio del 2001 realizza per il Teatro Vittorio Emanuele di Messina La Bohème e nell’estate dello stesso anno realizza per il Festival Pergolesi-Spontini di Jesi le due operà comique Julie e Milton di G. Spontini. Nel maggio del 2002 debutta con la regia del Don Giovanni di Molière al Thèatre National di Strasburgo. La serie di regie operistiche prosegue con Medea di Adriano Guarnieri al Gran Teatro La Fenice di Venezia (2002), Il letto della storia di Fabio Vacchi al Maggio Musicale Fiorentino (2003), e quattro lavori nel 2004: Estaba la madre con le musiche di Louis Bacalov e le coreografie di Enzo Cosimi al Teatro dell’Opera di Roma, Gesualdo considered as a murdered di Luca Francesconi per l’Holland Festival, Le Luthier de Venise di Gualtiero Dazi al Théatre du Chatelet di Parigi, Falstaff all’Opéra du Rhin di Strasburgo. Nel 2005 è a lui affidata l’inaugurazione del festival Maggio Musicale Fiorentino a Firenze con la messa in scena dell’opera lirica Tosca. Nell’ottobre 2005 debutta al RomaEuropa festival 2003 con Iniziali BCGLF: una creazione musicale condivisa con Giovanni Lindo Ferretti e nel 2005 si dedica alla messa in scena de L’Orfeo di Claudio Monteverdi per l’Opera di Lille. Nel 2006 lavora alla regia dell’opera di Rossini La Pietra del Paragone che debutta al Teatro Regio di Parma e nel gennaio 2007 al Teatro Chatelet di Parigi. Nel 2008 cura la regia dell’opera/balletto di Luis Bacalov ...y Borges cuenta que... commissionata dalla Fondazione Accademia Musicale Chigiana di Siena, che debutta al Teatro dei Rozzi di Siena. Nell’agosto 2009 debutta con la regia dell’opera lirica Zelmira, dramma in due atti con libretto di Leone Tottola e le musiche di Gioacchino Rossini, per l’edizione 2009 del Rossini Opera Festival di Pesaro e nel dicembre del 2009 debutta all’Auditorium Parco della Musica dirigendo l’opera Le streghe di Venezia di Philip Glass con libretto di Vincenzo Cerami. Nell’ottobre 2010 cura la regia di La Sonnambula di Bellini a San Gallo in Svizzera. Nell’aprile 2011 il Teatro Alla Scala di Milano lo chiama per la messinscena della Turandot di Giacomo Rossini che debutta con la direzione orchestrale di Valery Gergiev.
A gennaio 2012 cura la messa in scena dello spettacolo Nineteen Mantras, con musiche di Riccardo Nova, coreografia di Shantala Shivalingappa, drammaturgia Giorgio Barberio Corsetti e Riccardo Nova. Una produzione di Fondazione Musica per Roma e Fondazione MAXXI in coproduzione con Accademia Teatro Alla Scala Scuola di ballo diretta da Frédéric Olivieri. Lo spettacolo debutta all’Auditorium Parco della Musica di Roma e al Piccolo Teatro di Milano.
A Parigi nel 2012 mette in scena Pop’pea tratto da la Poppea di Monteverdi e adattato in forma di opera rock con la drammaturgia di Ian Burton e le musiche di Michael Torke. Lo spettacolo è prodotto dal Theatre Châtelet e debutta a Parigi nel maggio 2012.
A novembre 2012 è a al Mariinsky Theatre di San Pietropurgo dove mette in scena il Don Carlos di Giuseppe Verdi accompagnato dalla Mariinsky Theatre Symphony Orchestra diretta da Valery Gergiev. In marzo 2013 è di nuovo al Teatro Alla Scala dove metterà in scena il Mc Beth di Giuseppe Verdi con la direzione orchestrale di Valery Gergiev e Gaetano D’Espinosa. In giugno, torna al Theatre Chatelet di Parigi dove debutterà con la regia di I Was Looking at the Ceiling and Then I Saw the Sky opera musicale firmata da John Adams.
A settembre 2013 al Petruzzelli di Bari presenta un nuovo allestimento de La Sonnambula di Vincenzo Bellini in una produzione Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari.
Nel 2014, in gennaio è chiamato al Theatre Châtelet per riallestire La Pietra del paragone di Gioachino Rossini, già produzione del 2007 dello Châtelet in coproduzione con il Teatro Regio di Parma.

Fonte: Matteo Antonaci, Ufficio stampa Romaeuropa Festival

TOP