Festival Lecite/Visioni, la settima edizione al Teatro Filodrammatici di Milano

Scritto da  Giovedì, 25 Ottobre 2018 

“Storie di amori lgbt”. E’ la settima edizione del festival “Lecite/Visioni”, promosso dal Teatro Filodrammatici di Milano e sostenuto dal Comune, che racconta in sette spettacoli gli amori, leciti, ma non sempre accettati: relazioni omosessuali in primis, ma anche bullismo e diritti umani, al centro della scena, temi che tornano drammaticamente di attualità con un ampio ventaglio di sfaccettature e punti di vista, nonché scelte stilistiche originali.



Presentato lunedì 22 ottobre a Palazzo Marino, il festival “Lecite/Visioni” è in programma dal 26 al 28 ottobre e ha alle spalle una storia consolidata e di successo come dimostra il fatto che molti spettacoli presentati in questa sede in anteprima siano poi stati inseriti nella programmazione di teatri milanesi come l’Elfo Puccini e il Franco Parenti. Il sottotitolo è “Storie di amori lgbt” e la rassegna è ideata e promossa dal Teatro Filodrammatici di Milano sotto la direzione artistica di Mario Cervio Gualersi. Curioso che un festival abbia variato titolo ma non identità nel corso delle edizioni, da Illecite Visioni a Lecite, in nome della legge che ha cambiato lo status di alcune relazioni, spesso purtroppo solo sulla carta.

Al centro della manifestazione, oltre alle relazioni legate ad inclinazioni sessuali variegate, ha sottolineato Mario Cervio Gualersi, il bullismo, l’omofobia e la privazione dei diritti in alcuni paesi come la Russia, dove il solo pronunciare la parola gay in presenza di un minore può valere l’arresto o una multa consistente. Tra l’altro il Direttore Artistico di “Lecite/Visioni” ha sottolineato l’importanza di quest’iniziativa in un momento nel quale si assiste ad una marcia indietro sui diritti umani in generale e ad un certo disinteresse anche da parte della politica, al di là di singoli episodi spesso funzionali a drenare il consenso. A questo proposito ha ricordato come ci siano 71 paesi nel mondo nei quali l’omosessualità è considerata reato e 8 nei quali vige la pena di morte.

Presenti alla conferenza anche Filippo Del Corno, Assessore alla Cultura del Comune di Milano, che ha evidenziato l’importanza per una città come Milano di appoggiare manifestazioni culturali che promuovano una società aperta, e Marina Gualandi, Direttore Organizzativo del Teatro Filodrammatici di Milano, che ha ricordato tra l’altro che la manifestazione è stata finanziata per il 50% dal Comune di Milano fino al cambiamento della norma - quest’anno il Comune non può più erogare direttamente a un ente per il complesso della sua attività - e con un piccolo contributo dall’Arcigay provinciale - si è ristretto nel tempo - mentre una sola volta ha avuto un contributo della Regione Lombardia. L’edizione 2018 va quindi in scena per volontà e con le risorse fondamentalmente del Teatro Filodrammatici.

Novità di quest’anno la programmazione concentrata nel fine settimana del 26, 27 e 28 ottobre, compensata da un doppio appuntamento per ognuna delle tre giornate di festival, accompagnato come sempre dal bistrot Prologo, dai volontari di Rete Lenford, dal punto libri a cura di Antigone, e da una serie di incontri e dibattiti che accompagneranno gli spettacoli.

L’inizio è venerdì 26 ottobre alle 19.30 con “Fuori!”, che vede il ritorno, dopo il successo dell’anteprima presentata lo scorso anno, di Daniele Gattano, amico storico del festival, del quale come SaltinAria abbiamo recensito lo straordinario spettacolo “Le scoperte geografiche”. Il testo, riveduto e ampliato, è un tormentone dolce amaro sui vezzi e anche vizi e stereotipi del mondo omosessuale rivisti in chiave ironica e racconta il momento del coming-out in un vero e proprio susseguirsi di comicità pungente. Reduce dai successi di “Colorado” e dei “Diversity Media Awards”, Daniele è noto al grande pubblico per la sua presenza in numerose trasmissioni televisive.

A seguire alle 21.15 “Io che amo solo te”, di Lucilla Lupaioli per la regia di Alessandro Di Marco: la storia - messa in scena da una compagnia molto giovane con Riccardo D’Alessandro, Andrea Lintozzi e Alessandro Di Marco, con regia dello stesso Di Marco, e produzione di Bluestocking - è incentrata su due ragazzi, uno dei quali rifiuta di riconoscere la propria omosessualità, “denunciando” l’altro al gruppo, che finisce vittima della violenza.

Per la prima volta nella storia del festival “Lecite/Visioni”, la giornata di sabato 27 ottobre sarà interamente dedicata a performance a tematica femminile. Si parte con un’altra stand-up comedy, con Barbara Moselli, di Genova, che ha presentato in conferenza il suo “Le donne baciano meglio”, realizzato con l’appoggio del Teatro della Tosse. Un testo autobiografico che, con semplicità ed ironia, racconta l’epifania dell’autrice-attrice partendo da quando ha preso in mano la sua vita e ha accettato di essere omosessuale. Ironico e stravagante, lo spettacolo tocca il tema dell’innamoramento e della metamorfosi personale, utilizzando il palcoscenico come un grande camerino all’aperto. Barbara Morselli, che ha lavorato anche con lo Stabile di Genova, ha voluto sottolineare come ogni strada presenti le sue difficoltà e la scoperta di sé non sveli un mondo dorato dove tutto è risolto. Insomma l’amore non basta.

A seguire, alle 21.15, Le NoChoice, un duo italo-olandese, e la loro proposta musicale da migliaia di visualizzazioni su YouTube: la loro hit “Molla i maschi! (il mantra della lesbica tardiva)” è, insieme ad altri pezzi, un vero e proprio inno alla liberazione. Il duo è costituito da Merel Van Dijk e Federica Tuzi, quest’ultima protagonista del programma “Santiago: anche le lesbiche sono pellegrine” in onda su Fox Cult ed anche film maker e scrittrice.

Domenica 28 ottobre, alle 18.00, lo Speciale Premio Carlo Annoni - evento gratuito con prenotazione obbligatoria - con “Zeus in Texas” di Sergio Casesi, testo vincitore della prima edizione del Premio Carlo Annoni, letto da Riccardo Buffonini, Tindaro Granata, Ilaria Longo ed Edoardo Barbone. Mario Cervio Gualersi ha fatto parte della giuria di questa prima edizione, insieme a tanti importanti nomi della scena teatrale e culturale milanese ed europea. Il testo è una rilettura ai giorni nostri di una serie di miti greci, a cominciare dalla figura di Zeus, uno sceriffo razzista che però si innamora di Ganimede, ladruncolo che vive in una casa abusiva. La vicenda è ambientata in Texas con un sapore western.

Alle 19.30 “Vedi alla voce Alma”, uno spettacolo di Nina’s Drag Queens, realizzato nell’ambito della residenza artistica Officina LachesiLAB, con la drammaturgia e interpretazione di Lorenzo Piccolo e la regia e coreografia di Alessio Calciolari. Questo spettacolo, realizzato con il sostegno di Fondazione Cariplo nell’ambito del progetto Under 35, è stato selezionato da Next 2016 e ha ricevuto un notevole apprezzamento anche in inglese andando in scena al Fringe Festival di Edimburgo. L’Alma citata nel titolo sta per Alma Mahler, moglie dell’omonimo compositore e amante del pittore Oscar Kokoschka; quest’ultimo, una volta abbandonato, si fece costruire una bambola in tutto somigliante all’ex amante che portava in società; lo spettacolo mette l’accento su amori che non sono amori ma storie di sentimenti malati e di violenza.

Il festival si conclude con lo spettacolo delle 21.15, “Artemy” di Simone Carella, con Paolo Musio, Angelo Di Genio, Francesco Martino ed Emanuela Villagrossi per la regia di Tommaso Rossi e con le musiche originali di Attila Faravelli. Lo spettacolo, che ha ricevuto il primo premio nella sezione Testo Teatrale del Premio Inedito - Colline di Torino 2017, XVI edizione, racconta la storia d’amore di due uomini nel corso di vent’anni in Russia, un amore contrastato dalla discriminazione che come uno spettro nero gradualmente si inserisce all’interno della vita di coppia.

 

Teatro Filodrammatici - Via Filodrammatici 1 (ingresso Piazza Paolo Ferrari 6), 20121 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/36727550, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Grazie a: Antonietta Magli, Ufficio stampa Teatro Filodrammatici
Sul web: www.teatrofilodrammatici.eu

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