Festival lecite/visioni, l’ VIII edizione al Teatro Filodrammatici di Milano

Scritto da  Sabato, 16 Novembre 2019 

E’ stata presentata l’VIII edizione del festival “lecite/visioni - storie di amori LGBT, promosso dal Teatro Filodrammatici di Milano sotto la direzione artistica di Mario Cervio Gualersi che si terrà dal 27 novembre al 1 dicembre, con lo slogan “l’amore è amore”, sostenuto dal Comune di Milano. L’attenzione è focalizzata in particolare sulla drammaturgia del sud e sulla scrittura femminile ancora poco presente nei testi italiani.

 

Il Festival nel corso delle edizioni, come ha sottolineato l’Assessore alla Cultura del Comune di Milano Filippo Del Corno, ha mutato il proprio nome da “illecite” a “lecite/visioni” per sottolineare un cambiamento di apertura rispetto alla sensibilità della diversità sessuale ed è sostenuto fortemente dalla Chiesa Valdese che conta diciassettemila membri, da Mimma Guastoni, Presidente dell’Associazione TeatriXMilano, e dall’Arcigay di Milano. La Chiesa Valdese per scelta non utilizza neppure un euro raccolto per il culto ma solo per progetti sociali, sanitari e culturali e ha messo a segno nel 2018, tra Italia ed estero, ben 1.135 iniziative. Il Teatro Filodrammatici, sotto la Direzione Artistica di Bruno Fornasari e Tommaso Amadio, conferma la spinta alla valorizzazione della drammaturgia contemporanea con un forte impegno sull’attualità sociale.

Abbiamo incontrato il Direttore Artistico della rassegna Mario Cervio Gualersi per farci raccontare da vicino la storia del festival e in particolare l’edizione 2019; Gualersi si è detto soddisfatto per la caratura artistica del cartellone, sia a livello di testi sia in termini di regia e interpreti, con un ampio spazio riservato alla giovani forze teatrali. In particolare il Direttore è stato contento di aver portato in questa edizione la tematica del calcio che in riferimento all’omosessualità ha fatto tanto discutere e anche sparlare.

Com’è nata l’idea del festival? “Da un’idea, nel 2012, del Teatro Filodrammatici con Marina Gualandi, Direttore Organizzativo del Teatro Filodrammatici, che si rivolse all’Arcigay per un suggerimento per la direzione artistica. Fu fatto il mio nome sia per la preparazione sul teatro contemporaneo e sulle questioni di genere, prima a “Babilonia”, poi a “Pride”, sia per il mio impegno civile”.

Qual era e qual è l’obiettivo? “Supplire alla carenza in termini teatrali delle tematiche LGBT che fino ad allora erano confinate ai festival, anche se questo mondo ‘sotterraneo’ e di nicchia era molto vivace, basti pensare al “Garofano Verde” di Roma che è andato avanti per 24 anni”.

Quali gli elementi che caratterizzano la tua direzione? “La scelta di testi che non siano mai stati rappresentati almeno a Milano, quando non in prima nazionale; l’attenzione alla drammaturgia del sud dove la teatralizzazione e l’effetto drammatico sono molto più forti perché, inutile negarlo, la problematica della diversità sessuale è più ardua da affrontare; e la scrittura femminile che scarseggia in Italia in termini di proposte sulla materia tanto che spesso abbiamo attinto ai testi stranieri”.

Ci racconti il programma di questa edizione: sei spettacoli, concentrati in un lungo fine settimana con un ventaglio di tematiche eterogenee? “L’apertura è leggera con “Fullin legge Fullin”, spettacolo leggermente autoreferenziale con testi di Alessandro Fullin, comico dotato di humor e autoironia, e Mario Angioni; regia e interpretazione dello stesso Fullin, produzione Musa Srls. Frullin ha scritto tra l’altro “Piccole gonne” (ovvia parodia di “Piccole donne”), “Suore nella tempesta” (dove lui faceva la madre superiora). Di formazione triestina, ha esordito con “La principessa Sissi” in triestino e poi è passato a Bologna presso il Cassero, uno dei centri culturali gay della città. In questo spettacolo recupera suoi appunti, scritti e mail che non ha mai spedito.”

Il calcio è protagonista di uno spettacolo che ha avuto una nascita particolare. Ce la racconti? “E’ una prima nazionale, “Pochos”, scritto e diretto da Benedetto Sicca con Francesco Aricò, Emanuele D’Errico, Dario Rea, Francesco Roccasecca e Eduardo Scarpetta, una produzione Tradizione e Turismo - Centro di Produzione Teatrale; il titolo rappresenta il nome di una squadra di calciatori napoletani omosessuali. L’idea nasce da un annuncio su una chat con l’intento di organizzare la cosiddetta “partitella”, che poi divenne un appuntamento fisso. Solo che una tv privata ne ha parlato determinando un coming out involontario o comunque non cercato che ha portato non pochi problemi alle persone coinvolte. Sicca, già ospite in due edizioni del festival, autore e regista che spazia anche nell’opera lirica, ha presentato solo uno studio dello spettacolo in aprile al teatro San Nazzaro di Napoli.”

Il venerdì e il sabato il festival ospita due prime milanesi. “12 baci sulla bocca” di Mario Gelardi, è uno spettacolo della Compagnia Nest con Francesco Di Leva, Ivan Castiglione e Andrea Vellotti, con la regia di Giuseppe Miale di Mauro, una produzione Nest Napoli Est Teatro. Ho avuto modo di vedere questo spettacolo anni fa in scena al Teatro India di Roma; racconta una storia partenopea negli Anni ’70 nei giorni dell’omicidio di Pasolini. Due fratelli agli antipodi, uno omosessuale e l’altro omofobo, con simpatie fasciste e legato alla camorra, gestiscono un ristorante dove un giorno arriva un cameriere dichiaratamente omosessuale del quale entrambi si innamorano. Il seguito della vicenda, tutto da scoprire, non sarà certo senza dolore. Gelardi ha realizzato la versione teatrale con Saviano di “Gomorra” e de “La paranza dei bambini” con il Nuovo Teatro Sanità, vera fucina di talenti giovani in città.
La seconda prima milanese è quella di “Ci vediamo all’alba”, un testo di Zinnie Harris, autrice inglese quarantenne di Oxford che vive ad Edimburgo, già vincitrice di due edizioni del Fringe Festival; protagoniste in scena Francesca Ciocchetti e Sara Putignano, per la regia di Silvio Peroni, con la produzione di Khora.Teatro & Compagnia Mauri Sturno. L’autrice ha dichiarato che si tratta di un lavoro su amore e dolore, per la non accettazione della perdita dell’altro. Ispirato al mito di Orfeo ed Euridice, lo spettacolo parte dall’ipotesi della possibilità di rivedere ancora una volta l’amato.”

Doppio appuntamento la domenica, giornata di chiusura, importante perché è la giornata dedicata alla lotta all’Aids. “In scena “Shalom" di Laura Fossa con Gaia Carmagnani, Alberto Mancioppi, Alessandro Savarese e Francesco Sferrazza Papa, testo vincitore della II edizione del Premio Carlo Annoni; un evento gratuito con prenotazione obbligatoria online, per il quale il festival proporrà una mise en espace. Sicuramente da parte degli autori c’è interesse, basti dire che abbiamo ricevuto oltre 100 testi italiani e oltre 200 in lingua inglese.
Il sipario si chiude con “Tangeri”, uno spettacolo musicale di Gianni De Feo - che qualche anno fa ha portato a Milano la storia di Turing - su testo di Silvano Spada, in passato direttore del Festival di Todi che già in cartellone aveva inserito spettacoli con tematiche legate all’omossessualità e ha con coraggio fondato un nuovo teatro, l’Off Off Theatre di Roma, in via Giulia, con un grande piglio sulla drammaturgia contemporanea. Lo spettacolo è diretto e interpretato da Gianni De Feo, prodotto da Florian Metateatro in collaborazione proprio con l’Off-Off Theatre. Si tratta di un monologo, ispirato ad una storia vera, quella del celebre cantante e ballerino spagnolo Miguel de Molina, nato a Malaga nel 1908, dalle origini molto umili; compagno di Garcia Lorca, fu perseguitato dal Franchismo, quindi riparò a Tangeri e poi in Argentina, dove, sotto la protezione di Evita Peron, divenne una star”.

Dopo 7 anni qual è il bilancio? “Possiamo essere abbastanza soddisfatti per la risposta anche di un pubblico trasversale che è l’ingrediente più importante, anche se in generale nei cartelloni è scarsa la presenza della tematica LGBT e in compenso i festival dedicati si sono ridotti. Non restano che a Milano, Bergamo e Genova. Per quanto riguarda il riconoscimento del valore dei nostri spettacoli, spesso ho avuto il piacere di vederli in cartellone, ad esempio a Milano in teatri quali il Piccolo, l’Elfo Puccini e il Parenti”.

 

Calendario spettacoli edizione 2019:
mercoledì 27 novembre, ore 21 - FULLIN LEGGE FULLIN
giovedì 28 novembre, ore 21 - POCHOS
venerdì 29 novembre, ore 21 - 12 BACI SULLA BOCCA
sabato 30 novembre, ore 21 - CI VEDIAMO ALL’ALBA
domenica 01 dicembre, ore 18 - SHALOM
domenica 01 dicembre, ore 21 - TANGERI

 

Teatro Filodrammatici - Via Filodrammatici 1 (ingresso Piazza Paolo Ferrari 6), 20121 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/36727550, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Biglietti: intero € 15, ridotto under30/strutture convenzionate € 11
Abbonamenti: 2 ingressi € 20 anche in serate diverse - personale e non cedibile; 5 spettacoli (tutto il festival) € 45 - personale e non cedibile

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Grazie a: Antonietta Magli, Ufficio stampa Teatro Filodrammatici
Sul web: www.teatrofilodrammatici.eu

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