DOM- presentano il debutto di "Campfire \ dove comincia l’incendio", dal 2 al 6 giugno al Teatro India

Scritto da  Mercoledì, 02 Giugno 2021 

Dal 2 al 6 giugno nella Sala B del Teatro India affiora la ricerca di DOM-, compagnia residente del progetto produttivo Oceano Indiano, che in CAMPFIRE fa dialogare le forme delle arti tra pratica artistica e pensiero teorico, in una «fiaba alla rovescia» che interroga i temi del nostro presente: l’educazione, l’oppressione delle donne e del loro corpo, l’alienazione del lavoro, ma anche le strategie per una rinascita collettiva.

 

CAMPFIRE\dove comincia l’incendio
di DOM-
ideazione, testi e messa in scena Leonardo Delogu, Arianna Lodeserto, Valerio Sirnå
con Loredana Canditone, Daria Greco, Serena Emiliani, Arianna Lodeserto, Chiara Lucisano, Chiara Marolla, Marta Olivieri, Michela Rosa, Valerio Sirnå
sculture di scena Mattia Cleri Polidori - luci Mattia Bagnoli
musiche originali Capibara - suono Clovis Tisserand - aiuto scenografo Tiziano Conte
nel montaggio letterario Yves Guignard, Fernand Deligny, Morena Pavan, Gilles Deleuze, Milo De Angelis, Rainer Maria Rilke, Ida Travi, Dino Campana, Maurice Pialat, Lucia Amara, Josée Manenti, Luigi Monti
locandina Ozge Sahin - fotografie di scena Agnese Sbaffi
Produzione DOM-
Coproduzione Teatro di Roma - Teatro Nazionale

 

Dal 2 al 6 giugno (ore 18) nella Sala B del Teatro India affiora un altro risultato produttivo del progetto Oceano Indiano con CAMPFIRE/dove comincia l’incendio di DOM-, che continua la sua indagine sui concetti di giardino, sugli spazi di reclusione e sull’erranza postindustriale, cominciata radiofonicamente con Nausicaä/vivere tra le rovine per Radio India e proseguita en plein air con WILD FACTS/fatti feroci.

Dopo aver esplorato la performatività dello spazio urbano e le possibilità del paesaggio, con CAMPFIRE/dove comincia l’incendio, DOM- torna ad allestire un lavoro per la scena, indagando il concetto di confine e l’immagine del giardino come possibile rovescio di quella dimensione istituita dell’essere umano in cui il potere – sotto forma di norma e di ordine – consuma corpi, soggettività e lo stesso ambiente: il manicomio, la fabbrica, la città, il carcere. Attraverso un dispositivo scenico stratificato, che è paesaggio, ma anche testo e movimento, DOM- mette in tensione il rapporto tra le forme mobili delle arti, tra pratica artistica e pensiero teorico, inscrivendo la propria ricerca in una drammaturgia composita da cui emergono temi divenuti imprescindibili nel nostro presente: l’educazione libertaria degli spiriti “caratteriali”, vagabondi e autistici, il corpo delle donne e la sua oppressione sistemica, l’alienazione del lavoro, la riappropriazione dello spazio e del tempo come strategia per una rinascita collettiva che spalanchi le possibilità, rompendo ogni delimitazione. Molto liberamente, il lavoro si ispira al film Le moindre geste (di Fernand Deligny, Josée Manenti e Jean-Pierre Daniel) e alle inchieste sull’autunno caldo vissuto dalle donne della fabbrica Mira Lanza, un tempo industria attiva anche nel giardino del Teatro India.

«In un paesaggio annerito dalle scorie, tra i calchi del mondo conosciuto, spettri, operaie, vagabondi efficaci ed altre canaglie passano quasi tutto il tempo a oscillare, a non lavorare: l’incendio non c’è, deve solo poter cominciare - raccontano Leonardo Delogu, Arianna Lodeserto e Valerio Sirnå - E mentre i percorsi si ripetono, il quotidiano si slabbra nelle possibilità continuamente dispiegate del circostante; si improvvisa un pic-nic, una catena al lavoro (pressoché inoperosa), una pazzia ad alto funzionamento. I cortocircuiti somatici si dispiegano a più riprese, lungo un sentiero impresso nell’asfalto che costeggia una voragine, una cella, una fabbrica. Ma allora l’incendio c’è già stato: torniamo nel luogo dell’innesco a raccogliere i reperti. Ibride, mutanti, stanche, buchiamo le reti di giardini inaccessibili, facciamo tremare la terra (o siamo solo testimoni degli smottamenti), e quello che lasciamo alla fine è un gesto minimo, una fiaba alla rovescia, la traccia di una fuga».

 

TEATRO INDIA - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) - Roma
Biglietteria Teatro di Roma - tel. 06.684.000.311/314 - www.teatrodiroma.net
Vendita e acquisto online dei biglietti sul portale vivaticket.com e 3 ore prima dell’inizio dello spettacolo
Botteghino Teatro India: da martedì 4 maggio, dalle ore 16.00 _ domenica dalle 14.00
Biglietti: India da 15€ a 12€ _ Mini Card 50€ 2 ingressi per Argentina o 4 per India o Torlonia _ Card under35 50€ 5 ingressi per tutti i teatri
Orari spettacoli: tutti i giorni ore 18 - Durata spettacolo: 1 ora e 15'

Alcune indicazioni sulle modalità di accesso agli spettacoli:
Per evitare code ed assembramenti, vi invitiamo a presentarvi presso il luogo dello spettacolo con largo anticipo, presentando il biglietto sul vostro telefono o altro dispositivo elettronico.
Potrà accedere in sala il pubblico munito di mascherina e con temperatura inferiore a 37.5.
Sullo spazio troverete i dispenser per l'igienizzazione delle mani
I posti in sala garantiscono il distanziamento interpersonale nel rispetto delle normative vigenti.
Per permetterti di godere le rappresentazioni al meglio e in totale sicurezza, in tutti i nostri teatri potrai scegliere se acquistare posti singoli o posti in coppia. Al momento dell'accesso in sala ti sarà richiesta un' autodichiarazione.

Fonte: Amelia Realino, Ufficio Stampa Teatro di Roma

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