“Da vicino nessuno è normale”, la ventiduesima edizione del festival in arrivo al TeatroLaCucina di Milano

Scritto da  Lunedì, 04 Giugno 2018 

E' in arrivo la ventiduesima edizione del festival “Da vicino nessuno è normale”, promossa da Olinda e presentata da Filippo Del Corno, Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Thomas Emmenegger, Presidente di Olinda, e Rosita Volani, direttrice artistica al TeatroLaCucina di cui ricorrono i dieci anni. Con Olinda l’ex Ospedale psichiatrico Paolo Pini, chiuso come manicomio, è stato riaperto come spazio per e con la città, dove l’arte è stata la testa d’ariete per stabilire un dialogo. Continua e si differenzia l’attività teatrale, con una proposta ampia e variegata che mette insieme linguaggi diversi e si apre ad una visione sistemica di residenza artistica.



La ventiduesima edizione del festival coincide con i dieci anni di vita del TeatroLaCucina, uno degli spazi dell’ex manicomio che oggi gestisce in loco oltre al teatro, il Bar e Ristorante Jodok e l’OstellOlinda per dare un’ospitalità completa agli artisti oltre che a chi lo desidera; inoltre si occupa di attività di catering come OlindaCatering, di gestione con il BistrOlinda al teatro Elfo/Puccini e, in collaborazione con la cooperativa Libera, del ristorante “FIORE - cucina in libertà” a Lecco, in spazi sequestrati alla mafia.

La vecchia struttura di “detenzione” dei malati mentali è stata chiusa solo nel 1996 con la cooperativa per il reinserimento lavorativo Olinda, che ne ha promosso la riapertura non come luogo nel quale ci si perde, da perdizione, ma come spazio di incontro e laboratorio di idee e di attività; non più un luogo separato e chiuso rispetto al tessuto urbano. Oggi a 40 anni dalla legge 180 Basaglia che ha abolito i manicomi in Italia, il bilancio di questo spazio è positivo e l’elaborazione del messaggio negativo di chiusura, abbandono, emarginazione del manicomio consente una lettura realistica quanto triste delle periferie urbane.

Lo spazio immerso in un parco è di grande suggestione, anche se per certi aspetti malinconico, con le tracce della sua storia, allestite come l’archivio di un teatro. Ci ha accolti la Direttrice artistica Rosita Volani che ha sottolineato il tentativo di ricondurre questi luoghi alla leggibilità, mentre il manicomio era il luogo per eccellenza di abbandono dove ci si perdeva. “Il teatro e la cultura - ci ha raccontato - sono stati la testa d’ariete per aprire lo spazio all’esterno e richiamare la città, soprattutto il territorio circostante, ma l’attività in situ è molto più complessa e crea dialogo tra persone comuni e persone affette da disturbi mentali, nel caso del teatro, tutte compagnie professionali…”

Abbiamo incontrato così il presidente di Olinda, Thomas Emmenegger, che ci ha spiegato che “il manicomio è come la Coca-Cola, tutti sanno cos’è ma nessuno sa cosa c’è dentro. Con il nostro progetto e la trasformazione della realtà e della visione del disagio mentale, cerchiamo di arginare l’emergenza dell’emarginazione e della rassegnazione dei giovani nelle periferie, attraverso un punto di incontro, un luogo di interazione e un laboratorio sociale, culturale e anche professionale. Qui arriviamo a parlare anche 15 lingue proprio per un lavoro di inclusione. L’idea è quella di lavorare ad un sistema socio-culturale e non solo di offrire dei prodotti culturali.”

All’inizio infatti il teatro era un modo per proseguire l’attività rappresentativa che con il mese di maggio si arrestava; oggi il senso della continuità nel tempo si è strutturato con l’idea di una proposta di vivibilità sociale a trecentosessanta gradi. L’assessore alla Cultura del Comune di Milano Filippo Del Corno, intervenendo alla presentazione dell’edizione 2018 del festival, ha sottolineato che la scelta di un sostegno anche attraverso un contributo economico dell’amministrazione meneghina è legata sia alla qualità della programmazione che offre il prosieguo della stagione teatrale in città, sia all’elemento di cambiamento operato sul territorio per una riqualificazione dell’area, tenendo conto in particolare della pluralità di linguaggi.

Quest’anno in particolare, come accennato, il TeatroLaCucina ha sviluppato un programma articolato senza dimenticare la propria origine, che ha preso avvio dal tema delle catene che per altro non è mai stato abbandonato. La metafora delle catene non è legata tanto alla prigionia esteriore quanto a quella interiore.

Il debutto è l’8, il 9 (ore 21.45) e il 10 (ore 17.00) giugno con il Teatro La Ribalta/Orchestra Allegro Moderato che presenta “Otello Circus”, un’opera lirico-teatrale per attori di-versi ispirata alle opere di Verdi e Shakespeare, prima nazionale per la regia e le scene di Antonio Viganò che ha spiegato come Otello può essere declinato sulla metafora del circo, ovvero del circo dei sentimenti. In scena viene così interpretata la pièce del Bardo, con una delicata Desdemona, fragile e indifesa, Jago lanciatore di coltelli e così via, mentre l’orchestra porta sul palco musicisti di-versi. Lo spettacolo è anche un messaggio di attualità legato al dramma dei femminicidi e di un sistema che deforma e porta ad addossare a Jago la colpa e non ad Otello.

AngeloMai/Bluemotion è in scena il 12 e 13 giugno e porta a Milano per la prima volta “Caffettiera blu”, una scelta di ospitalità che il direttore artistico legge anche in chiave politica.

Dal 15 al 17 giugno è la volta di Radio Popolare con all you need is pop, un’impresa eccezionale, ospite per il secondo anno, con una serie di appuntamenti tra i quali un concerto pop. In particolare si ricordano: l’appuntamento con il Procuratore distrettuale Alessandra Dolce; l’incontro con Michael E. Mann, climatologo americano che ha collaborato con Al Gore e che racconterà quanto brucia il pianeta Terra e com’è possibile intervenire; il progetto teatrale curato da Maurizio Braucci, uno degli sceneggiatori di “Gomorra” che lavora con i ragazzi in situazione di disagio e che presenterà uno studio sul “Woyzeck”.

Societas, Compagnia Katzenmacher con Claudia Castellucci autrice del testo “Il regno del profondo. Perché sei?” e Chiara Guidi alla regia vocale racconta nello spazio vuoto l’interrogarsi sulle questioni più elementari e quotidiane, a colpi di ironia, in programma il 19 e 20 giugno.

La Compagnia Katzenmacher mette in scena - il 21 e 22 giugno - “I malvagi” su ideazione e regia di Alfonso Santagata, una riflessione sulla cattiveria, tratta dal lavoro su più testi di Dostoevskij.

Il 23 giugno è la volta di “Spin”, di Renato Gabrielli, per la compagnia The spin masters/proxima res, anteprima sperimentale di teatro sonoro.

Quattro domeniche - rispettivamente il 24 giugno, l’1, l’8 e il 15 luglio - sono in compagnia di Paolo Nori al quale è stato chiesto un viaggio nella letteratura russa (perché oltre che scrittore è anche traduttore dal russo), che legge le sue traduzioni di “Memorie di un pazzo” di Nikolaj Vasil'evič Gogol', “Memorie di un giovane medico” di Michail Bulgakov, “Mosca-Petusckì, Poema ferroviario” di Venedìkt Eroféev e un suo testo, “Noi e i governi 2.0”, riflessioni politiche di attualità.

La compagnia Abbondanza/Bertoni sarà in scena il 26 e 27 giugno con il lavoro “Gli orbi” di Michele Abbondanza e Antonella Bertoni, una riflessione cruda sulla condizione umana dell’essere ciechi perché non si vede più, con gli occhi ma soprattutto con il cuore.

Daria Deflorian, Monica Demuru e Monica Piseddu presentano il 29 giugno “Memoria di ragazza” di Annie Ernaux, raffinata scrittrice francese, arrivata da poco in Italia, una lettura con qualche canzone.

Il 30 giugno Olinda per il Danae Festival TPE presenta “Oh no Simone Weil!” di e con Milena Costanzo, che conclude la trilogia della ragione iniziata con Emily Dickinson. L’Associazione Sosta Palmizi presenta “Soggetto senza titolo” e “Fray” (per Sementerie artistiche Fattoria Vittadini) di e con Olimpia Fortuni, danza che rappresenta rispettivamente il flusso di coscienza e il caos dal Big Bang, in scena il 6 luglio.

“La libertà è un esercizio quotidiano”, il 7 luglio, apre gli incontri con Giovanna Del Giudice che ha collaborato con Basaglia a Trieste, protagonista della riforma psichiatrica in Italia, oggi consulente per i Servizi di Salute Mentale a Pechino. Oggi i libri di Basaglia non si leggono più e saranno presentati l’11 luglio le “Conferenze brasiliane” e gli “Scritti 1953-1980”. Intervengono all’incontro Franco Rotelli, Maria Grazia Giannichedda, Vittorio Lingiardi e Silvia Jop. Modera Thomas Emmenegger.

Il Balletto Civile sale sul palcoscenico il 10 luglio con “Bad Lambs”, per l’ideazione, la coreografia e la regia di Michela Lucenti, coinvolgendo alcuni danzatori diversamente abili. Il Teatro delle Albe con Ravenna Teatro, l’Accademia perduta, Romagna Teatri Ker Théatre Mandiaya N’Diaye, il 13 luglio, metterà in scena “Chioro” un cappuccetto rosso senegalese su ideazione di Alessandro Argnani, Simone Marzocchi e Laura Redaelli.

Il 14 luglio “Ma perché non dici mai niente? Monologo” del Nerval Teatro Armunia Festival Inequilibrio di Lucia Calamaro, il dolore di una donna per la partenza del marito e la sua attesa senza fine, declinazione di una condizione di emarginazione.

Il 21 luglio sarà la volta di “Rave Foster Wallace”, progetto site-specific con maratona Infinite Jest, omaggio all’omonimo testo di David Foster Wallace, nel decimo anniversario della scomparsa dello scrittore statunitense, un progetto a cura di Fanny & Alexander e Stefano Bartezzaghi. Da mezzogiorno a mezzanotte, uno stravagante happening che gli spettatori, dotati di mappa, potranno seguire liberamente.

Uno spazio importante è dedicato ai laboratori, con NON-SCUOLA, Teatro delle Albe, laboratorio di teatro con adolescenti, dal 12 giugno al 4 luglio, sotto la guida di Monica Barbato e Alessandro Renda, grazie al quale da dieci anni i ragazzi della non-scuola attraversano il Paolo Pini, svegliano i dinosauri, fanno correre le guide, vivono la felicità dell’istante come se il futuro fosse ai loro piedi. Ogni anno arrivano da luoghi sconosciuti, a volte molto lontani, e la loro voce, le loro lingue, i loro canti risuonano in tutto il parco. Mille rivoli, mille desideri, tutti in movimento, tutti concentrati a sudare e inciampare insieme, nel nome di Dioniso, il dio del Teatro.

L’altro laboratorio, condotto da Alessandro Penta, UNA STANZA TUTTA PER SE’, esito del laboratorio video con adolescenti, svoltosi dal 27 febbraio al 2 luglio, è un piccolo film collettivo, realizzato con le immagini girate dai partecipanti. L’idea è che ognuno racconti la propria casa, intesa come tana, rifugio, anche se molti dei partecipanti non hanno nemmeno una stanza. In ogni caso è dal proprio angolo domestico che comincia la nostra storia, là dove il tempo cambia.

 

TeatroLaCucina (ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini) - Via Ippocrate 45, Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02 66200646, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Biglietti: 13 euro intero, 10 euro ridotto; incontri e laboratori ingresso gratuito; Rave Foster Wallace biglietto speciale

 

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Grazie a: Rosita Volani, Direttrice artistica “Da vicino nessuno è normale”
Sul web: www.olinda.org

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