"Crollasse il mondo", il nuovo lavoro di Alessandra Mortelliti, in scena al Teatro Ambra alla Garbatella

Scritto da  Martedì, 17 Febbraio 2015 

Arriva a Roma Crollasse il mondo il nuovo testo della giovane drammaturga Alessandra Mortelliti, che dopo il successo di La vertigine del drago diretto e interpretato da Michele Riondino, torna in scena questa volta con David Coco e la regia di Massimiliano Farau. Ancora una volta Alessandra Mortelliti delinea personaggi che faticano a trovare una collocazione nella società, immersi come sono in una poetica e a volte feroce visione della vita. Lo spettacolo ha debuttato a Enna al Teatro Garibaldi (7-8 febbraio) ed è andato in scena anche allo Stabile di Catania/Teatro Musco (10-15 febbraio 2015).

 

Teatro Ambra alla Garbatella - Roma
17-22 febbraio

CROLLASSE IL MONDO

di Alessandra Mortelliti

Regia di Massimiliano Farau
Con Alessandra Mortelliti e David Coco
Tecnicismi Francesco Traverso
Scene Fabiana Di Marco
Disegno luci Camilla Piccioni
Costumi Ilaria Albanese
Produzione Esecutiva Organizzazione Generale Annalisa Gariglio
Ufficio Stampa Emanuela Rea
Foto di scena Francesco Pergolesi
Visual Effects Vittorio Sodano
Responsabile amministrativa Anna Damiani
Assistente di Produzione Lavinia Mochi
Coreografie Mauro Leonardi
Runner Luigi Ruggiero Malagnini
Sarta di compagnia Nuria Pozas

Trasporti Daniele Torracca -Sartoria D’Inzillo
produzione 15Lune in coproduzione con Artisti Riuniti

Sinossi
Luisa e Reginaldo: due mondi distanti e separati, due meteore che per caso gravitano attorno alla stessa orbita e, inevitabilmente, si scontrano. Lui è claudicante, silenzioso, ha lo sguardo perennemente attonito; lei è logorroica, esuberante, sempre sopra le righe. Si incontrano per caso in occasione di un concorso per sosia di cantanti famosi: due personaggi borderline, ai margini della società, raccontati attraverso una chiave comica - a tratti grottesca - eppure mai priva di compassione. Luisa irrompe nella stanza di Reginaldo - in un fatiscente motel dove i due alloggiano per la notte – in cerca di rifugio e protezione. In questa convivenza coatta il tempo si trasforma in una bolla sospesa in cui l’uomo e la donna instaurano un’amicizia involontaria, nell’attesa che qualcosa accada là fuori. Un passato scomodo viene pian piano alla luce nei dialoghi serrati, tracciando la storia di due vite che, per azione del caso, si saldano in un destino comune. Una storia di solitudini con un imprevisto riscatto finale, al limite dell’onirico.

Note di regia
Quando si apre il copione di Crollasse il mondo c’è un dato oggettivo che non può mancare di colpire l’osservatore: le didascalie superano sensibilmente, in estensione, il testo dialogato. Nella mia esperienza di regista solo con L’ultimo nastro di Krapp di Samuel Beckett mi sono trovato di fronte a una situazione simile. E infatti, in questi giorni di prova, mi trovo a procedere in modo assolutamente identico a quello in cui ho lavorato su Beckett: rispettare con totale fiducia e scrupolo assoluto l’esattissima partitura di gesti, silenzi, pause, sguardi, parole che l’autore ha con tanta chirurgica precisione messo su pagina. Che cosa accade così facendo ( a condizione, va da sé, che ci siano attori di grande talento pronti a travasare generosamente la propria umanità in quella struttura – e fortuna vuole che in questo caso uno coincida con l’autrice)? Detto in termini un po’ tecnici ci si rende conto che l’evento drammatico non risulta generato esclusivamente o principalmente dall’azione verbale, ma dall’esatto succedersi e combinarsi di parole, gesti, condizioni di luce, rumori, suoni, immagini e che tutto ciò sprigiona prepotentemente “senso”.
Detto in termini più concreti - e probabilmente più efficaci - si scopre semplicemente che un intero mondo prende vita. E che alterare un solo elemento significherebbe raccontare un’altra storia. Ma che mondo prende vita e che storia si racconta in Crollasse il mondo?
Prende vita un mondo periferico, notturno, da fiaba dark metropolitana, un universo urbano desolato, lancinato da luci al neon e da suoni laceranti; un mondo in cui si possono riconoscere infiniti riferimenti filmici, letterari, pittorici: da Edward Hopper al “photorealism” americano, dal “noir” al melò, da Lynch a Shepard, ma senza che mai - dico mai – il piacere della citazione prevalga sulla forza assolutamente primaria, viscerale e diretta del racconto.
E la storia che si racconta è quella di una amicizia impossibile fra due personaggi estremi, portatori di abissi di dolore e perdita, disperatamente alla ricerca di un’identità e di un “ubi consistam”, dilacerati fra slanci vitalistici e pulsioni suicide, eppure raccontati con dolcezza, ironia, compassione. E’ la storia di una trasfusione di vita che una donna inconsapevolmente salvifica pratica, forse senza accorgersene, ad un uomo consumato dal senso di colpa e dal dolore; con un finale che ci dà sollievo e ci commuove. Perché questo fa il teatro di Alessandra: fa ridere, commuove e inquieta. Spesso nel medesimo istante.
Massimiliano Farau

L’Associazione Culturale 15 LUNE nasce nell’ottobre 2011 dall’unione dell’Associazione PerPetra di Annalisa Gariglio e dell’Associazione Monade di Alessandra Mortelliti, entrambe attive nel campo della cultura e dello spettacolo dal vivo da oltre un decennio.
15 LUNE unisce passione, professionalità e competenza per portare avanti una nuova Mission. Progetti culturali, teatrali, cinematografici e letterari vengono curati nel processo produttivo a partire dalla genesi creativa sino alla realizzazione finale.
L’Associazione intende focalizzare lo sguardo sul contemporaneo, sulla "storia" che appartiene ai nostri tempi, sulle bellezze e le brutture della nostra epoca, su ciò che è più rischioso e difficile da raccontare ma che, forse, più ci rappresenta.
Progetti:
2012 - Il primo lavoro ufficiale realizzato, lo spettacolo FAMOSA, di e con Alessandra Mortelliti, racconta la storia di un ragazzino di una chiusa e bigotta provincia italiana che si sente donna e che ha il sogno di sfondare nel mondo dello spettacolo. La produzione è tuttora in tournée.
2013Amalia di Biagio Fersini, cortometraggio prodotto da 15 Lune in concorso al Premio David di Donatello 2013.
2013-2014 - La vertigine del drago, di Alessandra Mortelliti, regia di Michele Riondino, entrambi in scena, narra la storia del particolare rapporto che, involontariamente ed estemporaneamente, nasce tra un naziskin ed una ragazza Rom.
Lo spettacolo, prodotto da Artisti Riuniti in collaborazione con 15 LUNE è stato presentato in anteprima nazionale al Festival Dei Due Mondi di Spoleto il 13 luglio 2012. In tournée nel 2014 presso il Teatro Stabile di Catania, Teatro Sala Fontana di Milano e Teatro Ambra alla Garbatella di Roma.
2014- Inedito d’autore – da un’idea di Andrea Camilleri e Annalisa Gariglio, che ne ha anche curato e coordinato l'organizzazione. La Rassegna sul teatro di Narrazione, prodotta da 15 LUNE in collaborazione con Fondazione Musica per Roma, si è svolta presso l'Auditorium Parco della Musica. Andrea Camilleri ha donato una storia destinata alla creazione di una pièce o mise en espace ad opera di un “mattatore”. A partire dalla semplice domanda: “Quanto vale un uomo?”, Andrea Camilleri ha pensato tre storie per tre autori-attori specifici e di riferimento nell'ambito del teatro di narrazione: Marco Paolini, Marco Baliani, Ascanio Celestini.
2014 - Tra le righe progetto fotografico di Francesco Pergolesi. MIA FAIR Milano 23-25 maggio 2014. Cura e coordinamento organizzativo di 15 Lune.
2015 - Crollasse il mondo di Alessandra Mortelliti, protagonista con David Coco, regia Massimiliano Farau. Storia di Reginaldo e Luisa, una storia di solitudini al limite dell’onirico con un imprevisto riscatto finale. Produzione 15 Lune in coproduzione con Artisti Riuniti. Debutto in prima nazionale al Teatro Garibaldi di Enna, in tournée al Teatro Stabile di Catania e al Teatro Ambra alla Garbatella di Roma febbraio 2015.

 

MASSIMILIANO FARAU
Laureato in Lettere presso l’Università di Roma “La Sapienza”, e diplomato in Regia all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio D'Amico", si è perfezionato presso la Guildhall School of Music and Drama di Londra e la Classe de Maitrise de Mise en Scène di Pélussin.
Ha diretto più di cinquanta spettacoli tra cui: California Suite di Neil Simon, con Gianfranco D’Angelo e Paola Quattrini, Andromaca di Jean Racine, con Manuela Mandracchia, Graziano Piazza e Sergio Romano, L’amante di Harold Pinter, con Mascia Musy e Graziano Piazza, Killer Joe di Tracy Letts, con Francesco Montanari e Edoardo Pesce, Odore di Santità di Laura Forti, con Salvatore Cantalupo, Beckett/Pinter (Teatro Due, Parma e Teatro Mercadante Napoli), Frozen di Bryony Lavery con Elisabetta Pozzi, Maria Paiato, Fausto Russo Alesi,  La Memoria dell’Acqua di Shelagh Stephenson, con Maria Paiato, Manuela Mandracchia, Sara Bertelà,  Peccato che fosse puttana di John Ford, con Pierfrancesco Favino e Lisa Natoli, Mostro di Duncan Macmillan, con Fabrizio Falco, L’ultimo nastro di Krapp di Samuel Beckett, The License di Luigi Pirandello, Gennareniello di Eduardo De Filippo e The Virtuous Burglar di Dario Fo (American Conservatory Theater, San Francisco), Perversioni sessuali a Chicago di David Mamet, Ione di Euripide, Sulle tavole del tuo cuore di Luigi Maria Musati, con Mariano Rigillo, Abelardo Eloisa Eloim di Maricla Boggio (Taormina Arte), Qui di Michael Frayn ( Fondazione Teatro Due, Parma), The Fever di Wallace Shawn, con Giuseppe Bevilacqua, The Man of Destiny e Annajanska, the Bolshevik Empress di G. B. Shaw (Wimbledon Studio Theatre, Londra), Il Molière di Carlo Goldoni (Teatro Stabile Abruzzese e Teatro Valle).
Ha lavorato, tra gli altri, per il Teatro Due di Parma, il Teatro Stabile di Torino, il Teatro di Roma, Taormina Arte, il Centro Servizi e Spettacoli di Udine, il Teatro Stabile Abruzzese, Musica per Roma, il Festival dei Due mondi di Spoleto, il Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale di Anagni, Il Cantiere Internazionale d'Arte di Montepulciano, il Wimbledon Theatre di Londra, e l’American Conservatory Theater di San Francisco.
Insegna Recitazione all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”, e ha insegnato anche al Centro Sperimentale di Cinematografia, al Centro Internazionale La Cometa e alla Bernstein School of Musical Theatre; ha tenuto laboratori a "Prima del Teatro" - Scuola Europea per l'Arte dell'Attore, alla National School of Drama (New Delhi), e all’American Conservatory Theater di San Francisco, alla New York Film Academy. Ha diretto il Laboratorio di Arti Sceniche del Teatro Stabile Abruzzese.
Ha tradotto testi di numerosi autori di lingua inglese fra cui: David Mamet, Michael Frayn, Shelagh Stephenson, Edward Albee, Robert Farquhar, Caryl Churchill, Bryony Lavery, Richard Greenberg, Claire Dowie, Tanika Gupta, Anthony Minghella, alcuni dei quali pubblicati da Reading Theatre, dal Melangolo e dalla Besa Editrice. 

 

ALESSANDRA MORTELLITI
Nasce a Roma il 7 Aprile 1981. Dopo la maturità classica si diploma, nel 2006, presso l’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”. Lavora in teatro con registi quali, Mario Ferrero, Lorenzo Salveti, Giovanni Greco, Giancarlo Sepe, Piero Maccarinelli, in televisione con Gianluca Maria Tavarelli (Il Giovane Montalbano), nel cinema con Rocco Mortelliti (La Scomparsa di Patò, Festival di Roma 2010), Matteo Scarfò (Anna, Teresa e le Resistenti),Andrea Costantino (Sposerò Nichi Vendola, Festival di Venezia 2010), Biagio Fersini (Amalia).
Nel 2010 scrive il monologo “FAMOSA” che si classifica terzo al concorso letterario “Per Voce Sola 2010”, dal 2011 al 2014 FAMOSA, da lei stessa interpretato, viene portato in scena a Roma e in una ventina di città italiane registrando un ottimo successo di pubblico e critica.
Il suo nuovo lavoro “La vertigine del drago” per la regia di Michele Riondino, in scena la Mortelliti e Riondino stesso, è stato presentato al Festival dei due mondi 2012 di Spoleto per poi proseguire la tournée 2014 a Catania, Milano e Roma.

DAVID COCO
Si diploma presso la Scuola d’Arte Drammatica del Teatro Stabile di Catania.Alterna il lavoro in teatro con quello in televisione e cinema.
Del 1997 è l’incontro con Dario Fo che lo dirige ne “ Il Diavolo con le zinne” accanto a G.Albertazzi e F.Rame. E’ con Fo che approfondisce i temi propri della commedia dell’arte ed il lavoro con la maschera.
Nel 2001 l’interpretazione di Leonardo Barini, nello spettacolo “Gli anni perduti” di Brancati con la regia di W. Pagliaro, gli vale il premio Domenico Danzuso per la prosa.
Al Cinema, diretto da P.Benvenuti nel film “Segreti di Stato”, riceve la menzione speciale della giuria al premio “Marcello Mastroianni nuovi interpreti del cinema italiano 2003” per l’interpretazione di Gaspare Pisciotta.
Nel 2007 vince il premio come migliore attore protagonista ai festival di Annecy e di Bastia, per l’interpretazione di Leonardo Vitale nel film “L’uomo di vetro” di Stefano Incerti.
Ha lavorato anche con L.Puggelli,G.Cobelli, N.Bruschetta, A.Pugliese, G.Pressburger, P.Scimeca, M.Zaccaro, S.Reali, G.Cugno, A.Frazzi, A.Negrin.

www.15lune.it

Fonte: Ufficio stampa Emanuela Rea

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP