In viaggio per raccontare a teatro l'accoglienza

Scritto da  Giovedì, 08 Ottobre 2015 

Il Calabbria Teatro festival a Roma per presentare «La Calabria migliore»
«Con la cultura evitiamo di piangerci addosso per rimboccarci le maniche e dimostrare che con i libri e sul palcoscenico si cresce sani e si costruisce una società degna di questo nome con un’economia sana», questi i temi affrontati dal direttore organizzativo della manifestazione Angela Micieli, in occasione della conferenza stampa di presentazione tenutasi a Roma alla Libreria L’Argonauta – Libri per viaggiare.

L’appuntamento organizzato e presieduto dal Direttore responsabile di Saltinaria.it, Ilaria Guidantoni, giornalista e scrittrice impegnata sul Mediterraneo, che sarà in giuria a Castrovillari – insieme alla regista cinematografica Diletta D’Ascia e al regista e attore teatrale Massimo Belli – è stato un’occasione per promuovere il teatro come strumento immediato di diffusione della cultura dell’accoglienza e dell’incontro con l’alterità al di fuori della dimensione elitaria. «Nella tradizione greca della tragedia – ha sottolineato Ilaria Guidantoni – il teatro era un momento di incontro popolare nel senso più alto del termine perché il teatro in quanto specchio della vita dà a tutti il diritto di mettersi in gioco secondo le proprie capacità e possibilità.»

Dalle scarpe, simbolo di questa quinta edizione, ai treni - tema ricorrente in alcune opere in cartellone- ai barconi immagini dolorosa della nostra attualità, il tema del viaggio accompagna l’uomo nel suo essere e nel suo esistere storico. L’essere migranti è una condizione infatti dell’essere umano che troverà spazio ed approfondimento nelle arti del Calabbria Teatro Festival.

Non poteva che essere una libreria dedicata ai viaggi come “L’Argonauta – Libri per Viaggiare” di Roma la location della conferenza stampa di presentazione alla stampa nazionale della quinta edizione del Calabbria Teatro Festival, momento culturale di teatro civile, spazio di riflessione, realizzato ed ideato in Calabria dall’associazione culturale Khoreia 2000 con la direzione artistica di Rosy Parrotta.
Coordinati dalla giornalista e scrittrice Ilaria Guidantoni, che del festival dei corti a Castrovillari sarà la presidente di giuria, nel cuore della Capitale Rosy Parrotta e Angela Micieli hanno raccontato agli operatori dell’informazione e della cultura romana l’essenza di un’esperienza residenziale in Calabria che ha già fatto parlare tanto di sé. Ogni anno un tema di stretta attualità viene declinato sul palcoscenico e negli eventi collaterali attraverso una precisa scelta artistica che gli organizzatori mettono in campo curando ogni minimo particolare anche negli allestimenti. Il tema dell’anno 2015 sarà appunto il viaggio che da Ulisse contemporaneità tragica delle migrazioni sarà presentata al pubblico anche negli eventi collaterali che riempiono e danno forza all’esperienza culturale e teatrale del Calabbria Teatro Festival.
Un festival con una «forte natura identitaria – ha spiegato Angela Micieli – sottolineata dalla doppia “B” nel titolo del nostro evento che nasce in Calabria terra dove è difficile fare cultura ma dove c’è tanta gente che ha voglia di fare, non piangersi addosso, e attraverso di essa raccontarne le bellezze. Attraverso la cultura vogliamo modificare il senso delle cose. Portare fuori una immagine della Calabria che non parli sono di violenza, di emarginazione, ma che inviti a restare, a venire a scoprire le meraviglie che ci circondano».
E’ stata Rosy Parrotta ad entrare nel merito dell’esperienza culturale del festival in programma a Castrovillari dal 14 al 18 ottobre prossimi in cui il Protoconvento Francescano sarà lo spazio vitale del Calabbria Teatro Festival dove tra opere teatrali, installazioni, mostre d’arte, momenti culinari, esperienze di incontro musicale, presentazione di libri ed il Festival dei corti teatrali il viaggio sarà il trait d’union di un evento unico nel suo genere «vero momento di riflessione» e sincera esperienza di «teatro civile» nel quale sottolineare la dinamica del festival come «spazio di integrazione tra le arti e le diverse culture». L’immagine di quest’anno, un paio di scarpe contadine, (fotografate da Tommaso Barone e Fabrizio Burreci) sono l’essenza di un vissuto che «appartengono ad un mondo rurale a volto troppo lontano dalla cultura». Un cliché che «noi vogliamo superare perché amiamo parlare di cultura ovunque e con chiunque». Proprio per questo il festival si apre alle giovani generazioni con un laboratorio per i bambini «il pubblico di domani – ha aggiunto Parrotta – e che già oggi devono essere aiutati ad entrare in un mondo meraviglioso che apre la mente e fa crescere altre sensibilità».
Ilaria Guidantoni, presente in sala insieme a Diletta D’Ascia (altro membro di giuria al festival insieme a Massimo Belli) ed alcuni rappresentanti delle compagnie che saranno protagoniste al Calabbria Teatro Festival, ha sottolineato come il viaggio sia l’espressione del «divenire dell’uomo sulla terra» e che il lavoro culturale prodotto da Khoreia 2000 in Calabria sia «funzionale allo sviluppo della persona». La volontà di «integrare le arti come dimensione bella e partecipativa» è il tratto più identitario dell’esperienza culturale ormai alle porte e che sarà presentata alla stampa regionale e locale Sabato 10 ottobre alle ore 10.30 nella sala teatrale dell’associazione castrovillarese.

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