Calàbbria Teatro Festival 2017: è tempo di teatro a Castrovillari

Scritto da  Mercoledì, 04 Ottobre 2017 

Al via l’appuntamento autunnale con il teatro, organizzato dall’Associazione Culturale Khoreia 2000 per la direzione artistica di Rosy Parrotta e quella organizzativa di Angela Micieli, che da domenica 8 ottobre a domenica 15 ottobre, trasformerà il Teatro Vittoria, il Protocovento francescano ed il Castello aragonese di Castrovillari in uno spazio unico dedicato alla cultura con la tematica di questa edizione, dedicata al tempo.

 

Sarà un viaggio tra spettacoli, laboratori, corti teatrali, presentazioni di libri, incontri culturali, mostre d’arte ed installazioni artistiche, oltre ad un percorso enogastronomico e al premio “Frontiere aperte”. Da sottolineare l’idea degli organizzatori “A teatro con noi” grazie alla quale tutti i ragazzi under 19 entreranno a teatro gratuitamente con l’intento dell’Associazione di coinvolgerli sempre più. L’esperienza teatrale stimola le diverse forme di apprendimento, potenziando ed indirizzando energie creative ed alimentando al contempo il gusto estetico e artistico.

La partenza ufficiale è stata domenica 1 ottobre presso il Teatro Vittoria, con la conferenza stampa per illustrare il programma di quest’edizione alla quale sono stati presenti il sindaco di Castrovillari, Mimmo Lo Polito, il Presidente del Parco Nazionale del Pollino, Mimmo Pappaterra, il direttore artistico, Rosy Parrotta e quello organizzativo, Angela Micieli. Nel corso della mattinata, il pubblico presente è stato allietato da una performance degli allievi della Scuola di Danza “Khoreia 2000”.

L’evento è organizzato con il contributo dell’Amministrazione Comunale di Castrovillari, del Parco Nazionale del Pollino, della Gas Pollino e della Gestione Pollino Impianti, con il patrocinio della Regione Calabria e della Provincia di Cosenza, con i brand ACT (Ambiente-Cultura-Turismo) e Attraversando Natura.

 

Una conversazione con Angela Micieli, anima del festival

Iniziamo dall’immagine del festival: cosa racconta?
«Gli antichi greci avevano due lemmi per indicare il tempo: chronos e kairos. Il primo riferito al tempo cronologico e sequenziale, il secondo come a una opportunità da cogliere, una sorta di “momento supremo”. E il tempo, tema portante di questa settima edizione, in questa sua doppia accezione è rappresentato da quattro figure femminili, quattro generazioni diverse che guardano però tutte nella stessa direzione, quella della cultura come “motore” di crescita e formazione.»

Il Calàbbria Teatro Festival comincia ad avere uno storico. Ripercorriamo rapidamente il cammino che ha portato all’edizione 2017: com’è nato e com’è cresciuto?
«Il Calàbbria Teatro Festival nasce dall’idea di offrire al territorio momenti di dialogo, confronto e arricchimento artistico e culturale affrontando, di anno in anno, tematiche sociali diverse che stimolano la riflessione. Dà inoltre, agli artisti coinvolti, l’opportunità di esprimere e promuovere il proprio lavoro e ai giovani l’occasione, attraverso i laboratori, di acquisire competenze in ambito teatrale, cinematografico e artistico-letterario.»

Qual è il tema del 2017 e come si annuncia rispetto al passato: in continuità o in discontinuità?
«Come già accennato prima, il tema di quest’anno è il tempo. L’anno scorso si è parlato del flusso migratorio che ha investito la nostra penisola e dell’impatto che ha avuto nel nostro contesto socioculturale. Apparentemente, quindi, sembrerebbero due temi scollegati fra loro, ma in realtà c’è una continuità se si pensa al fenomeno dell’immigrazione proiettato nel lungo periodo. E se si pensa, soprattutto, che siamo tutti un po’ migranti, ognuno di noi quale viaggiatore nel proprio tempo.»

Al centro sempre il festival dei corti: una scelta che è un po’ la vostra caratteristica. Quali i criteri di selezione di quest’anno?
«Anche quest’anno tantissime le proposte arrivate e tutte di ottima qualità, per cui la selezione è stata davvero difficile. Tante anche le proposte giunte dall’estero che hanno aggiunto quel taglio internazionale che accresce ulteriormente la valenza artistica della manifestazione. Tra queste la scelta è ricaduta su un corto di produzione francese a cui vanno aggiunti quelli pervenuti da tutt’Italia e selezionati in base alla tematica sociale affrontata e alla capacità di sintesi espressiva che un corto richiede.»

Senza svelare troppo, cosa emerge dalla drammaturgia contemporanea che si misura con il tempo rapido dell’impressione di un corto?
«La necessità di voler raccontare, attraverso i nuovi linguaggi della scena contemporanea, in forma essenziale e sintetica, grandi temi di attualità o tutto ciò che ha lasciato un segno tangibile nella memoria storica nazionale e non. Il pubblico del Calàbbria Teatro Festival ha dimostrato notevole interesse e apprezzamento verso questa forma di spettacolo.»

I due spettacoli che precedono la carrellata dei corti cosa raccontano?
«Nel primo, tra ricordi d’infanzia e oggetti unici e misteriosi, il mentalista e cantastorie Francesco Busani narra episodi in cui la sua vita si intreccia con l’impossibile e il paranormale. Toccando le emozioni del pubblico - per una volta non solo spettatore, ma vero e proprio protagonista - parlerà di amore, viaggi, sogni e paure. Mind Cabaret è uno spettacolo che mescola emozioni forti, misteri e risate. Perché Francesco è un mentalista che non riesce a prendersi quasi mai sul serio. Nemmeno quando parla della morte.
Il secondo spettacolo, invece, pensato per i bambini, è uno spettacolo di mimo, di e con il Clown Fofo (Achille Veltri), un viaggio nel magico e poetico mondo delle bolle di sapone volando sulle ali della fantasia.»

Stesso format nel complesso con i laboratori, le mostre e anche la presentazione di un libro. Teatro ma non solo?
«Il Calàbbria Teatro Festival è un contenitore di molteplici espressioni artistiche. Aprirà l’evento la collettiva d’arte contemporanea (Pittura, scultura, fotografia, installazioni) πάντα ῥεῖ PantaReiTuttoScorre, curata da Ines Ferrante di Mystica Calabria, a cui seguiranno la presentazione del libro Cosa manca di G.B. Algieri, e la cerimonia del Premio Frontiere Aperte consegnato a chi, con il proprio operato e la propria professione, ha saputo far emergere la propria identità territoriale. Saranno attivi, inoltre, il laboratorio cinematografico per i ragazzi di Diletta D’Ascia e Federico Prosperi, il laboratorio Circum… navigando per i bambini, tenuto da Teatro Alchemico e i laboratori di Arti manuali e tradizioni per grandi e piccini con Rosa Gugliotta.»

Come sta rispondendo la cittadinanza?
«L’affluenza di pubblico registrata nelle scorse edizioni testimonia l’interesse a seguire una manifestazione capace anche di richiamare e catturare l’attenzione dei turisti di cultura e quelli da zaino, spingendosi oltre confine. Tutto ciò rafforza il successo di un Festival pensato per il pubblico e destinato a crescere nel tempo.»

 

Articolo di: Ilaria Guidantoni

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