Biglietti da camere separate, di Andrea Adriatico, in scena al Teatro Litta di Milano dal 28 febbraio

Scritto da  Redazione Teatro Domenica, 24 Febbraio 2013 

Un romanzo intimo, che racchiude il Tondelli più segreto, posto di fronte ai misteri dell’amore e della morte: tutto questo è Camere separate, storia bruciante e autobiografica pubblicata due anni prima della scomparsa del suo autore, avvenuta nel 1991. E proprio a vent’anni dalla morte di Tondelli, enfant terrible della letteratura italiana degli anni ‘80, Adriatico ha deciso di rendergli omaggio con uno spettacolo che nasce da quel romanzo: due uomini in scena per raccontare la storia di Leo, scrittore omosessuale che deve fare i conti con un lutto importante nella sua esistenza. Sarà l’occasione per inseguire le tracce di sé disseminate nel tempo di una vita, dall’adolescenza inquieta in un paese della provincia padana ai viaggi per l’Europa - mentre la geografia politica ed emozionale di un intero continente cambia pelle. Ma le “camere separate” sono anche la richiesta di un modello d’amore, capace di esprimersi solo per prossimità e mai per convivenze troppo opprimenti.

 

 

 

  

giovedì 28 febbraio 2013
ore 21.00
Sala La Cavallerizza
BIGLIETTI DA CAMERE SEPARATE
UNO SGUARDO DI ANDREA ADRIATICO SU PIER VITTORIO TONDELLI
con Maurizio Patella in Camera 1, Mariano Arenella in Camera 2
musiche originali Massimo Zamboni
cantate da Angela Baraldi
luci, scene e costumi Andrea Cinelli
cura artistica Saverio Peschechera
fotografia Raffaella Cavalieri
supporto tecnico creativo Roberto Passuti e Gianluca Tomasella
produzione Teatri di Vita
repliche fino a domenica 10 marzo 2013
durata: 60 minuti

 

 

“Ho conosciuto Pier Vittorio Tondelli – scrive Adriatico - negli anni amari, in quel finire di secolo che ha sterminato le menti che ho amato di più nella mia prima giovinezza. Sì, gli anni ‘80 sono questo per me: anni amari. L’Aids si è portato via i sogni della gente di quel tempo, e non li ha più restituiti. Anzi… ha regalato in cambio un sonno perenne, definitivo, ad un’intera generazione. Gli anni amari di Pier Vittorio Tondelli sono finiti così, nel 1991, vent’anni fa, al debutto di un Natale, in un letto d’ospedale. Non ha parlato mai della sua malattia pubblicamente. Non ha parlato mai del suo morire. Almeno in apparenza. L’ha però trasposta in un racconto carico di umanità legato alla morte altrui, usata come specchio per l’anima. Ha però parlato di omosessualità, di silenzio, di vita, di misteri delle emozioni, quasi suo malgrado. Ha percorso il suo tempo spaventato dall’essere considerato troppo giovanilista, troppo frocio per froci, troppo marchio per esordienti, troppo etichetta, secondo la moda che gli anni amari hanno trasmesso alla storia. In quegli anni non l’ho amato. Oggi è forse uno dei pochi autori di cui credo di aver letto quasi ogni riga. A cui ho dedicato una delle due sale del teatro che dirigo. Convinto come sono che non sia, come ingiustamente molti pensano, solo un autore del suo tempo, miseramente relegato nel turbine di weekend postmoderni. Per questo provo a restituire Camere separate in brevi biglietti, vent’anni dopo, sentendone proprio ora tutta la straordinaria potenza e attualità”.

 

 

Pier Vittorio Tondelli nasce a Correggio il 14 settembre del 1955. Vive la sua adolescenza nell’ambiente cattolico, in particolare nelle comunità giovanili dell’associazionismo. Dopo il liceo si iscrive al DAMS di Bologna, laureandosi con una tesi sulla letteratura epistolare come problema di teoria del romanzo. Nel 1980 pubblica la sua prima opera, Altri libertini, destando da subito scandalo e condanna per le sei storie di giovani narrate in presa diretta in un linguaggio immediato ed emotivo. Nel 1982 esce Pao Pao, romanzo sentimentale sulla vita in caserma. Due anni dopo scrive in varie stesure la sua unica opera teatrale, Dinner Party ed il soggetto cinematografico Sabato italiano. Nel 1985 Tondelli scrive Rimini, e l’anno seguente pubblica, in edizione limitata Biglietti agli amici. Nel 1989 esce il suo ultimo romanzo, Camere separate, il romanzo dei sentimenti sul filo della memoria, in cui è cifra di comprensione l’esperienza della separazione, dell’abbandono e del desiderio di addomesticare una solitudine ineluttabile.
Il giovane autore muore nel 1991 all’età di trentasei anni di AIDS.
Tondelli è anche autore di un considerevole numero di articoli e brevi racconti poi confluiti in un progetto realizzato in due volumi: Un Weekend postmoderno (1990) e L’Abbandono, uscito postumo a cura di Fulvio Panzeri, erede testamentario dell’opera di Tondelli, nel 1993.

 

 

ORARIO SPETTACOLI martedì-sabato ore 21.00; domenica ore 17.00
PREZZI € 13 / 9
ABBONAMENTI LUNATICA €54 (€ 9 a ingresso) - Carta non nominale, libera, a scalare, valida per tutti gli spettacoli in cartellone, in tutti gli spazi: Sala Teatro Litta e Sala La Cavallerizza (escluse recite straordinarie e festival)
OFFERTE A TEATRO IN BICI! Da quest’anno tutti i giorni, per tutti coloro che verranno a teatro in bicicletta e mostreranno alla cassa la chiave del lucchetto o l’abbonamento al Bike Milano ATM, ingresso ridotto a 10 €.
BIGLIETTERIA informazioni e prenotazioni (da lunedì a sabato dalle 14.30 alle 19.30): tel 02 86 45 45 45 email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ; ritiro e acquisto biglietti (da lunedì a sabato dalle 18:00 alle 20:00): Corso Magenta 24; vendita online su: www.vivaticket.it

 

 

Fonte: Matteo Torterolo, Ufficio Stampa Teatro Litta

 

 

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