Al via il 46° Festival Internazionale del Teatro di Venezia con il Leone d’oro a Rezza e Mastrella - Biennale Teatro 2018 (Venezia)

Scritto da  Venerdì, 20 Luglio 2018 

Venezia, 20 luglio 2018. Sulle rive del Canal Grande, nella Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian, prende il via la quarantaseiesima edizione del Festival Internazionale del Teatro con la consegna dei Leoni d’oro e d’argento. Il presidente della Biennale Paolo Baratta anticipa che avremo di fronte un evento fatto non solo di restituzione scenica ma soprattutto di ricerca, anche grazie al progetto College Teatro, una “fabbrica di idee sulle possibilità del teatro” che - sottolinea Baratta - anche quest’anno costituisce parte integrante del festival. Si apre così il secondo atto della direzione artistica di Antonio Latella che, dopo aver dedicato il primo al ruolo del regista, si concentra quest’anno sull’attore-performer e - nelle parole dello stesso Latella - sul suo processo creativo, compreso quello di “attori e performer che non sanno di esserlo”.

 

Con queste premesse, non appare un caso che il Leone d’oro alla carriera vada oggi ad Antonio Rezza e Flavia Mastrella: nelle motivazioni del premio, Rezza è “l’artista più interessante che fonde totalmente, in un solo corpo, le due distinzioni di attore e performer, distinzioni che grazie a lui perdono ogni barriera, creando una modalità dello stare in scena unica, per estro e a tratti per pura, folle e lucida genialità”; tutto ciò supportato dalle forme d’arte della Mastrella, che costituiscono lo spazio scenico in cui tale linguaggio innovativo si articola. In sodalizio da ormai una trentina d’anni, Rezza e Mastrella hanno realizzato tredici opere teatrali (tra cui “7-14-21-28”, “Fratto_X” e “Anelante”, in programma questi giorni a Venezia), cinque film e svariati corto e mediometraggi.

Se, come spiega Baratta, il Leone d’oro è un riconoscimento all’impegno e ai risultati ottenuti nel proprio settore, il Leone d’argento nasce come augurio, promessa e incoraggiamento, e viene quest’anno attribuito alla compagnia Anagoor, con un leggero imbarazzo perché il collettivo artistico fondato da Simone Derai e Paola Dallan è diventato ormai maggiorenne e di strada ne ha già fatta. Il lavoro degli Anagoor è stato apprezzato in quanto al tempo stesso concettuale e profondamente artigianale, oltre al fatto che essi “non demandano a nessuno la loro scelta artistica, riuscendo come collettivo a realizzare tutto da soli”.

Ricevendo il premio, Derai osserva come il leone alato sia un simbolo importante, le cui ali lo differenziano dai “leoni sinistri” che chiedono barriere, confini, separazioni; sempre sfruttando l’immagine dell’animale, ricorda l’episodio che vide un giovane Antonio Canova forgiare un leone da un panetto di burro e ne mostra il parallelismo con il teatro: arte effimera che convoca le altre”, parla di trasformazioni, invitandoci ad accogliere i mutamenti anche quando portano dolori. In questi tempi cupi, il fermo riferimento di Derai all’attualità ben promette rispetto alla funzione sociale dell’arte, di cui il programma di questo 46° Festival sembra non essere privo.

Articolo di: Silvio Cristiano
Sul web: www.labiennale.org/it/teatro/2018

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