"Baby don't cry" di Babilonia Teatri al Teatro Biblioteca Quarticciolo di Roma (6 e 7 novembre)

Scritto da  Domenica, 04 Novembre 2012 

Baby don't cry

TEATRI DI CINTURA
Teatro Biblioteca Quarticciolo
6 e 7 novembre ore 10.30
Baby don’t cry
Teatro delle Briciole
un progetto affidato a
Babilonia Teatri
a cura di Valeria Raimondi ed Enrico Castellani
con Marco Olivieri e Francesco Speri
con la collaborazione Ilaria Dalle Donne e Vincenzo Todesco
musiche originali Marco Olivieri
piano luci Babilonia Teatri e Emiliano Curà
scene Babilonia Teatri e Lab TdB  Paolo Romanini
montaggio audio Babilonia Teatri/Luca Scotton
illustrazioni Ilaria Dalle Donne
per bambini dai 6 anni

 

Il 6 e 7 novembre (ore 10.30) al Teatro Biblioteca Quarticciolo va in scena Baby don’t cry, un progetto del Teatro delle Briciole affidato a Babilonia Teatri. Un “cantiere produttivo” che dal  2010 ha permesso alla compagnia di Parma di guardare orizzonti più vasti, affidando a giovani gruppi della ricerca italiana il compito di creare uno spettacolo per bambini. La contaminazione del teatro di ricerca con il teatro ragazzi ha stimolato la ricerca di nuovi linguaggi scenici dando vita a risultati originali come dimostra l’esperienza di Babilonia Teatri che, per realizzare Baby don’t cry, ha incontrato in vari laboratori molti bambini cercando di esplorare il loro mondo.
Cosa succede quando piangi? Partendo da questa domanda rivolta agli alunni delle scuole di Parma Babilonia Teatri ha composto un ritratto non convenzionale dei sogni e dei dolori dell’infanzia di oggi. Filastrocche rap, musica pop-rock e teatro fisico per raccontare mode, consumismi, ma anche un’inaspettata voglia di ascolto, di attenzione, di calore. Il tema è dunque quello delle lacrime infantili, delle motivazioni per le quali i bambini utilizzano il pianto, e delle situazioni che più sovente lo provocano. In scena i due attori disegnano così un ritratto dei dolori, dei conflitti e dei desideri del mondo dei più piccoli, muovendosi in mezzo ai feticci dell’infanzia: una carrozzina con un galà di lucine, un albero di Natale scintillante di addobbi, i grembiulini di scuola. Uno spettacolo per raccontare la libertà con cui i bambini sono in grado di piangere, di parlare del loro pianto, di manifestarlo e non nasconderlo, di utilizzarlo come lingua, segnale, messaggio.
“Piangere è un’esperienza che appartiene a tutti, ma che nelle diverse età della nostra vita assume significati e valori diversi. Per noi era interessante rifletterci e farlo con l’ausilio dei bambini
– commenta la compagnia Babilonia Teatri – Lo spettacolo vuole essere una fotografia di quello che è oggi il rapporto dei bambini col pianto. Il lavoro si propone di restituire da una parte il valore assoluto che per noi ha il piangere in quanto strumento di comunicazione. Dall’altro fa emergere le contraddizioni che il nostro mondo crea anche in relazione a un’azione ancestrale come il piangere. I bambini piangono per motivi diversi, anche a seconda delle esperienze di vita che hanno alle spalle. Semplicemente raccontiamo ragioni diverse per cui si può piangere”.
Lo spettacolo procede per alternanze di momenti statici e momenti esplosivi, dove i punti di vista di adulti e bambini sembrano rispondersi a distanza. Il tutto è pervaso da una dimensione di gioco e condivisione che si manifesta a volte attraverso l’uso che gli attori fanno del loro corpo e della loro voce sulla scena e altre volte dalla costruzione iperbolica e fantastica dei testi.
“Il pianto è ordinario e straordinario insieme. È quotidiano ed eccezionale, è consuetudine e stupore. È disperazione e gioco, spesso è un ibrido dove è difficile scindere tristezza e gioia, necessità e capriccio, felicità e disperazione, realtà e immaginazione – continua la compagnia – Per restituire tutte le valenze che il piangere porta con sé senza fare in alcun modo una graduatoria delle ragioni migliori, facciamo ricorso a tutti gli strumenti che il teatro ci offre: dalle luci alla musica, dalla voce al corpo, dalle parole ai suoni, dalla magia allo svelamento, dai simboli alla meraviglia. Il risultato è uno spettacolo che parla di bambini e con i bambini, ma che cerca di non trattarli come tali”.
Lo spettacolo si inserisce nell’ambito della programmazione de Le vie dei Festival.

 

Teatro Biblioteca Quarticciolo - via Ostuni 8, Roma
6 e 7 novembre ore 10.30
Per informazioni: ufficio promozione 06.45460705 
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Biglietti: € 5,00

 

Fonte: Amelia Realino, Ufficio Stampa Teatri di Cintura

 

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