"Arie di Mare", dal 18 al 22 agosto ad Orbetello il festival con la direzione artistica di Pamela Villoresi

Scritto da  Domenica, 09 Agosto 2015 

Il festival Arie Di Mare si svolgerà dal 18 al 22 agosto ad Orbetello (Piazza Giovanni Paolo II): la manifestazione, presentata dal Comune di Orbetello e da Lagazzaladra ha come direttore artistico Pamela Villoresi, che dedica l’edizione 2015 “Fenicotteri Rosa” al mondo femminile: “Spettacoli di teatro, di musica e di danza, di artisti di culture ed etnie diverse, accanto a manifestazioni frutto delle tante espressioni locali, ci aiuteranno a riflettere e a conoscere qualcosa in più dello sconfinato universo della condizione e della creatività femminile. Lo ricorderanno attraverso le tappe storiche e gli avvenimenti che hanno segnato tappe importanti o lasciato segni profondi nella nostra costa toscana, e quest'anno non si può non pensare anche ai 70 anni della nostra Repubblica”.

 

Il Comune di Orbetello e LAGAZZALADRA
presentano
ARIE DI MARE
Fenicotteri Rosa

La Costa d'Argento, tutta la Maremma, spesso, si tinge di rosa e diventa più bella: i cieli al tramonto, l'alba sulle acque, le tamerici, i fenicotteri nelle lagune. Il Rosa - la parte femminile della Costa - ha reso più accettabile e più ricca, semplicemente possibile, la vita sul nostro pianeta. Eppure, ancora oggi, nella metà del mondo si ritiene che le donne siano una sottospecie umana da possedere, mutilare, comandare, segregare e nascondere. Ma anche nei Paesi occidentali la parità non è ancora un obiettivo raggiunto: il potere non lascia volentieri spazio; sempre di più, nel privato, la reazione all'emancipazione femminile è di rifiuto, di fuga, di violenza; basti pensare al fenomeno del femminicidio. Qualche volta, parlando con persone giovani, mi sono resa conto che abbiamo dato per scontato l’evoluzione del ruolo delle donne nella società, le loro battaglie, le loro conquiste; insomma dei passaggi storici fondamentali nella storia delle nostre democrazie. E’ forse giunto il tempo di fare un passo indietro e riflettere sul percorso, sulle fatiche fatte dalle donne per conquistare la libertà, l'autodeterminazione e il diritto di espressione e di farlo attraverso lo spirito critico, la creatività e l’autoironia. Le donne di queste terre poi, sono state combattive, generose e coraggiose. È compito della cultura favorire la conoscenza del grande contributo, fisico, sociale e intellettuale che le donne, di generazione in generazione, hanno dato alla nostra Terra. Chi lo esclude e lo ignora rimane un individuo a metà. L'arte può dunque aggiungere delle gocce alla fonte della consapevolezza. Ecco perché il nostro Festival "Arie di mare" propone come tema per questa edizione del 2015 "Fenicotteri Rosa": spettacoli di teatro, di musica e di danza, di artisti di culture ed etnie diverse, accanto a manifestazioni frutto delle tante espressioni locali, ci aiuteranno a riflettere e a conoscere qualcosa in più dello sconfinato universo della condizione e della creatività femminile.

ORBETELLO, PIAZZA GIOVANNI PAOLO II
Martedì 18 agosto
FIOR DI TUTTI I FIORI
serenate, balli e canti della tradizione popolare italiana
di e con
Ambrogio Sparagna &
Solisti Orchestra Popolare Italiana
Il Coro Le Donne di Magliano
diretto da Carla Baldini
Ambrogio Sparagna (voce, organetto)
Anna Rita Colaianni (voce)
Raffaello Simeoni (voce, fiati popolari)
Erasmo Treglia (violino a tromba, ciaramella, ghironda)
Valentina Ferraiuolo (tamburelli)
Ambrogio Sparagna, Maestro Concertatore de “La Notte della Taranta” e Direttore dell’Orchestra Popolare Italiana dell’Auditorium Parco della Musica di Roma in uno spettacolo dedicato al repertorio di canti e di balli popolari dell’Italia centro-meridionale: saltarello, pizzica e soprattutto tarantella, matrice di tante tradizioni musicali delle nostre regioni. Al centro della scena Sparagna guida la piccola Orchestra, mescola gli strumenti, lancia sguardi severi ai musicisti, li fa ballare, li fa muovere “a ritmo” e suonare a menadito. Anche il Maestro suona, canta e balla ma soprattutto gioca a modo suo con il pubblico. Gli fa battere le mani, fischiare una melodia, cantare un ritornello e sorridere per un numero ad effetto. Una festa che riesce ad animare la piazza e la fa saltare al ritmo terzinato dei nostri balli popolari tra organetti, tamburelli e belle voci.

Mercoledì 19 agosto
FABRIZIO, LE DONNE E L’AMORE
Mimmo de' Tullio (Voce e chitarra)
Michele Ascolese (corde)
Nicola Berti (percussioni)
Di De Andrè si dice ormai di tutto e spesso lo si identifica con il poeta degli ultimi, degli emarginati, l’anarchico elegante che ha sparato bordate poderose sul sistema senza mai imbracciare un’arma se non quella della sua arte. A volte sfugge che Fabrizio, come pochi altri, ha indagato il mondo femminile con una costanza che ha pochi riscontri. Una buona parte della sua produzione vede la donna protagonista della storia, sia che si tratti di una “puttana“ oppure di una spietata vanitosa, sia che si tratti di tre madri sul Golgota oppure di un dialogo con la “propria“ donna. Ecco, questo è il percorso che abbiamo scelto con Michele Ascolese per continuare nel viaggio di visitazione e “ rivisitazione “ dell’opera del Faber. Non vogliamo trarre alcuna conclusione da questa indagine, ne attribuire a Fabrizio sintesi estreme sulla DONNA, ma solo attraversare, insieme al pubblico, questa galleria di donne e di amori in cui, da qualche parte, riconosceremo qualcosa che ci appartiene. Il programma, come sempre, prevede anche la partecipazione “ straordinaria “ di grandi poeti che hanno cantato la donna in ogni età e in ogni parte del mondo.

Giovedì 20 agosto
TACCHI MISTI
tratto dal libro “Accessories” di Gloria Calderòn Kellett
Con Carla Ferraro, Valentina Martino Ghiglia, Laura Mazzi, Silvia Siravo
Musiche Benedetto Ghiglia
Regia Ferdinando Ceriani
Progetto grafico Carla Ladau
Sedici paia di scarpe, quattro attrici, sedici personaggi femminili. Sono questi gli ingredienti dello spettacolo Tacchi misti interpretato da Carla Ferraro, Valentina Martino Ghiglia, Laura Mazzi e Silvia Siravo, con la regia di Ferdinando Ceriani, lo spettacolo è tratto dal libro Accessories della scrittrice americana Gloria Calderòn Kellett. Sul palco sfila una divertente e irriverente galleria di donne, ognuna con la propria storia: dalla vigilessa alla donna incinta, dalla suora alla venditrice di olio di serpente, dalla ragazza Emo alla donna manager, solo per citarne alcune. Le quattro interpreti, con un ritmo veloce e serrato, raccontano, ballano e cantano dipingendo una spassosa sequenza di ritratti femminili. Le esperienze che condividono con il pubblico sono ironiche, graffianti, audaci, in una parola: divertentissime. “Lo spettacolo è una sorta di roulette russa dove ad ogni numero corrispondono un paio di scarpe e un personaggio (la fidanzata, la casalinga, la cinica, la dea, la ladra, la prima donna, etc…). Ognuna di queste figure femminili investirà il pubblico con la sua storia. Ed è proprio il caso di dire investirà perché queste donne non si limitano a raccontare di sé ma
cercano incessantemente nel pubblico una spalla, un complice o un antagonista. Tacchi misti è la celebrazione della donna moderna finalmente libera dalla fobia della padella antiaderente”. Ferdinando Ceriani
“Trovare un uomo che vale è impresa difficile. Trovare un buon monologo, ancora di più. Specialmente se sei una ragazza. Così ho deciso di mettermi a scrivere monologhi per donne… ed è così che sono nati i miei spettacoli teatrali. Ho avuto la fortuna, nella mia vita, di incontrare molte donne interessanti e questi monologhi sono una dichiarazione d’amore verso di loro” Gloria Calderòn Kellett

Venerdì 21 agosto
UN CASTELLO NEL CUORE
Teresa d’Avila
di Michele Di Martino
Con Pamela Villoresi
Consulenza fonti Antonio Maria Sicari e Fabio Silvestri
musiche originali Luciano Vavolo
voce e canto Fabrizio Checcacci, Alessia Spinelli, Maurizio Panici
regia Maurizio Panici
Un allestimento fortemente innovativo e pieno di suggestioni per questo spettacolo che ci vuol condurre alla scoperta di una delle figure femminili più significative della storia della Chiesa, Teresa d’Avila, nell’anno del quinto centenario della sua nascita: in scena una sorta di grande diamante di fibre ottiche – alto cinque metri- ideato da Carlo Bernardini, parole e canti dal vivo, i disegni di Laura Riccioli che scorrono con l’elaborazione grafica visuale di Andrea Giansanti. Quello di Teresa è un viaggio affascinante anche per l’uomo contemporaneo, alla ricerca del “sacro” e dell’incontro con Dio nel quotidiano che lo circonda, spesso oscuro, ed illuminato solo da piccole epifanie fulminanti e rari momenti di grazia. Una ricerca ancora più sentita e attuale in un tempo “liquido” come il nostro, che sembra negare continuamente una visione di futuro, costringendoci ad un eterno presente, spesso svuotato, superficiale ed opprimente. Uno spettacolo che parla della bellezza e della grazia, ma anche del lavoro e delle fatiche per conquistare una consapevolezza che ci renda finalmente liberi dal quotidiano che ci affanna e ci indebolisce. Una storia che ci accosti ad una dimensione spirituale superiore.

Sabato 22 agosto
L’OFFICINA ZOE’
in
MAMMA SIRENA
Cinzia Marzo Voce, flauti, tamburrello
Silvia Gallone voce, lira, tamburrello, tamborra
Donatello Pisanello organetti, diatonici, mandola
Giorgio Doveri violino, mandolino, zitter
Luigi Panico chitarra, armonica a bocca
Lamberto Probo voce, tamburrello, tamborra, percussioni salentine
"Come le onde del mare è il gioco della vita, come le onde del mare il canto delle sirene, modulato incalzante e sinuoso... Canti di pescatori, naviganti, esploratori, sognatori, rievocano il mare nostrum in un concept album sul mare, con uno stile tradizionale ma raffinato per riscoprire un elemento centrale della cultura e della vita salentina, attore di incontri, inclusività, arricchimento reciproco tra culture differenti ". Il lavoro proposto da Zoè è il risultato della lunga e profonda ricerca svolta sulla musica salentina. Musica popolare e mescolanza culturale, dove influssi e contaminazioni emergono necessariamente, risultato di secoli di dominazioni le più diverse ma soprattutto di scambi con altri popoli del Mediterraneo. Popoli come quello salentino, di emigranti e tarantati, più volte anche oppresso e sfruttato, nondimeno capace di grande euforia, appassionata sensualità e infinita dolcezza. Una musica dove convivono Apollo e Dioniso, la Tramontana e lo Scirocco, la gelata e l’afa, il canto d’amore griko e la pizzica tarantata. Chi ascolta e balla la pizzica potrà scoprire aspetti di sé sconosciuti e caricarsi di una straordinaria energia naturale. E’ un’energia millenaria depositata in questa musica che viene "riattivata" al momento dell’esecuzione. E’ da questo punto di vista si può ancora oggi parlare di un’esperienza di Trance naturale, per chi intrattenga con tali ritmi una frequentazione assidua e profonda.

Fonte: Ufficio stampa Nicola Conticello

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